Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘obbligazionisti’

Astaldi e Cdp: il ‘campione nazionale’ non deve dimenticare gli ‘obbligazionisti nazionali’

Posted by fidest press agency su martedì, 29 gennaio 2019

A fine settembre la società di costruzioni Astaldi ha depositato una domanda di concordato preventivo con riserva, premessa per il deposito di una proposta di concordato preventivo in continuità aziendale presso il Tribunale di Roma al fine di giungere ad un accordo di ristrutturazione dei debiti, i cui principali sono con Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banco Bpm. Entro il 14 febbraio occorre presentare in Tribunale il piano con la proposta e si è ora giunti alla stretta finale. Al momento, l’unica offerta ben delineata è quella del gruppo giapponese Ihi, disposto ad immettere 600 milioni tra coinvolgimento diretto e aumento di capitale garantito da un consorzio composto da banche. Altro pretendente è il gruppo Salini Impregilo che dapprima era interessato solo alla parte lavori di Astaldi scaricando il grosso dei debiti in una bad company appositamente creata, ma è stato costretto dalla concorrenza giapponese ad alzare la propria posta.
Stanti le complicazioni in cui versano più soggetti del settore, nelle ultime settimane si è iniziata a considerare una soluzione di sistema: un “campione nazionale” delle costruzioni pubblico-privato che partendo da Salini Impregilo comprenda i gruppi in difficoltà come Astaldi, Coop Cmc, Condotte, Grandi Lavori Fincosit.
Il tutto con la regia e la partecipazione nel capitale da parte della Cassa Depositi e Prestiti il cui presidente Massimo Tononi ha dichiarato che “Se vi fossero delle dinamiche sfavorevoli noi siamo pronti a immettere risorse per il bene della nostra economia. Penso ad esempio al settore delle costruzioni, che sta vivendo un momento molto difficile; stiamo valutando le possibilità di intervento a nostra disposizione”. Analogo il pensiero del viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, per il quale il ruolo attivo di Cdp “consentirebbe di non ritardare ulteriormente le opere e di fare un’operazione meritoria, conservando una capacità edile del sistema italiano”.
Insomma, si prospetta una soluzione organica e politica riguardo l’intero comparto con l’intervento finanziario dello Stato tramite la Cassa Depositi e Prestiti. La discesa diretta in campo da parte del Governo non può però prescindere dal fatto che una consistente parte del debito complessivo di Astaldi è costituita da due prestiti obbligazionari. Il primo, convertibile 4,875% scadenza 2024, per 140 milioni e soprattutto l’emissione 7,125% scadenza 1 dicembre 2020, con un nominale pari a 750 milioni ed emessa il 4 dicembre 2013. I due bond sono in possesso di un gran numero di investitori al dettaglio, che Aduc sta assistendo.L’eventuale “campione nazionale” che dovesse sorgere dovrà pertanto tenere nella dovuta considerazione l’altra offerta, che vedrebbe arrivare in Astaldi capitale fresco per ben 600 milioni, assieme agli altrettanto “nazionali” risparmiatori al dettaglio che hanno dato credito ad Astaldi, senza penalizzarli. Obbligazionisti che ai primi di febbraio vedranno il Tribunale di Roma nominare il rappresentante comune per il bond 2020. (Giuseppe D’Orta Responsabile Aduc per la tutela del risparmio)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Fixed Income – Cina: un gioco d’equilibrio per gli obbligazionisti”

Posted by fidest press agency su sabato, 26 gennaio 2019

“FixedA cura di Patricia Schuetz, Senior Client Portfolio Manager di Pictet Asset Management. Il mercato obbligazionario cinese, in costante crescita, offre opportunità interessanti. Le strategie absolute return ne possono trarre il massimo profitto, utilizzando coperture a protezione dalla potenziale volatilità.
L’anno è appena iniziato e la Cina è già in prima pagina: la guerra commerciale con gli Stati Uniti continua; ancora una volta Pechino lavora per sostenere la crescita e le società tecnologiche attribuiscono la debolezza degli utili al rallentamento delle vendite in Cina. Tutti questi elementi sollevano una domanda fondamentale: le opportunità di investimento derivanti da questi sviluppi possono compensare i rischi?
Per quanto ci riguarda, in qualità di investitori in obbligazioni, si tratta di trovare il gusto equilibrio tra rischio e possibile rendimento – un’attività nella quale la strategia Pictet-Absolute Return Fixed Income è specializzata, in quanto combina posizioni a lungo termine con investimenti utili per bilanciare, che funzionano da copertura contro i rischi a breve termine.In quanto specialisti del reddito fisso, siamo sempre stati attratti dal potenziale a lungo termine della Cina. Sebbene la crescita cinese sia destinata a rallentare in futuro, dovrebbe anche essere più stabile, in quanto l’economia sta lentamente raggiungendo un punto di equilibrio orientandosi dalle materie prime verso i servizi e il tasso di cambio è stato liberalizzato. La Cina sta anche spostando rapidamente la catena del valore della manifattura dalla quantità alla qualità. Il suo mercato obbligazionario è sempre più maturo, diversificato e internazionale, mentre il renminbi è indicato come la valuta di riserva del futuro. Un ulteriore fattore di attrattiva del mercato è il fatto che le obbligazioni cinesi offrono rendimenti relativamente elevati e non particolarmente correlati con quelli delle altre classi di attivi.Inoltre, negli scorsi mesi il governo si è impegnato ad adottare una politica fiscale più accomodante, unita a sforzi coordinati per sostenere la domanda interna e la crescita del PIL. Una politica che prevede tagli fiscali per aziende e famiglie, e forti investimenti in infrastrutture. La People’s Bank of China è l’unica grande banca centrale che ancora concede uno stimolo monetario (si veda il grafico) e si prevede che immetterà ben oltre 200 miliardi di dollari nell’economia nel corso del 2019. I nostri economisti prevedono una crescita del PIL cinese del 6,4% quest’anno, due volte più veloce rispetto a tutto il resto del mondo e più di tre volte più veloce rispetto alle economie sviluppate.
Laddove la Cina ha successo, altri mercati emergenti tendono a trarne beneficio. Ciò supporta la nostra opinione ampiamente positiva sul debito societario denominato in dollari dei mercati emergenti. Intravediamo anche numerose opportunità specifiche all’interno dello stesso mercato obbligazionario cinese denominato in dollari, dove qualsiasi debolezza valutaria, come accaduto a metà 2018, costituirebbe potenziali punti d’ingresso interessanti.Le società di gestione patrimoniale cinesi, ritenute strategicamente importanti per il Paese, saranno tra i principali beneficiari delle misure di stimolo. Lo stesso vale per le società immobiliari, le cui strutture del capitale mostrano già un miglioramento.
Ciò che è determinante è che riteniamo che le valutazioni delle obbligazioni societarie emesse da società che appartengono a questi settori non riflettano questo potenziale.
Tuttavia, oltre che per il potenziale a lungo termine, i mercati emergenti sono ben noti anche per i picchi di volatilità a breve termine e la Cina non fa eccezione.
Qui entra in gioco la nostra filosofia di bilanciamento dei rischi. E diversificare il rischio in ogni occasione è alla base del nostro processo di investimento per la strategia Pictet-Absolute Return Fixed Income. Per raggiungere questo obiettivo, esaminiamo i rischi e le correlazioni sia nell’ambito dei singoli temi d’investimento sia nell’intero portafoglio.
In termini più generali, la turbolenza sul debito dei mercati emergenti tende ad essere accompagnata dalla debolezza delle valute delle economie in via di sviluppo. Dal nostro punto di vista, quindi, mantenere una posizione corta in un paniere di queste valute rappresenta un contrappeso efficace per bilanciare un investimento sulle obbligazioni societarie dei mercati emergenti. Riteniamo tuttavia essenziale gestire attivamente questa posizione valutaria, date le idiosincrasie dei Paesi in questione.Al momento, mantenere posizioni corte nelle valute asiatiche offre una copertura particolarmente interessante contro ogni temporanea debolezza economica in Cina.Abbiamo anche investito in credit default swap (CDS) del governo cinese, strumenti che proteggono da ogni deterioramento del merito creditizio di un emittente obbligazionario, per garantire ulteriore protezione alle nostre posizioni sul settore immobiliare cinese. Le possibilità per coprire la nostra esposizione aumentano di pari passo con l’espansione dell’universo d’investimento cinese. A nostro avviso, ciò rende questa opportunità di investimento ancora più interessante.Abbiamo a lungo ritenuto che la transizione della Cina da una potenza manifatturiera ad un’economia più aperta e trainata dai servizi avrebbe creato numerose opportunità. Avvalendoci di tutti gli strumenti di investimento a disposizione e concentrandoci sul punto di equilibrio tra i rischi, riteniamo che il nostro approccio agli investimenti in Cina possa da un lato intercettare valore a lungo termine e dall’altro limitare i rischi della volatilità a breve termine, garantendo il migliore equilibrio rischio/rendimento possibile per i nostri investitori. Un approccio così flessibile esula dalla port Income – Cina: un gioco d’equilibrio per gli obbligazionisti”

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »