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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘obiettivi strategici’

INVIMIT a Sindaci e Presidenti Province: ci sono le risorse, ora servono i vostri progetti

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2015

Il presidente di INVIMIT Massimo Ferrarese in una nota inviata oggi ai Sindaci e ai Presidenti delle Provincie ha sollecitato gli amministratori locali ad individuare le operazioni ed i progetti immobiliari in cui Invimit possa investire attraverso il proprio Fondo di fondi i3-Core la liquidità resa disponibile da Inail.Le iniziative che sono più in linea con le strategie del Fondo i3-Core, ha sottolineato il presidente Ferrarese agli Amministratori, sono riferibili alla rigenerazione urbana, alla riqualificazione del patrimonio scolastico e all’efficientamento energetico.Per questo motivo il presidente di INVIMIT ha chiesto, a tutti rappresentanti degli Enti Locali, di individuare quei progetti che risultino in linea con gli obiettivi strategici di invimit e che potrebbero essere oggetto di investimento da parte del Fondo i3-Core.Ferrarese ha invitato, infine, i Sindaci ed i Presidenti di Provincia ad una serie di Seminari che si terranno a breve a Milano, Roma e Bari dedicati all’illustrazione dettagliata dei percorsi amministrativi da seguire.

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Perduca (Radicali) contro la Libia

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 maggio 2009

Dichiarazione di Marco Perduca, co-Vicepresidente del senato del Partito Radicale Nonviolento, Senatore nel gruppo del Pd: “Dopo la presidenza della Commissione diritti umani, il turno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni unite, per non parlare dei conque miliardi di euro del “grande gesto” date al Governo Berlusconi con l’esplicito accordo di Massimo D’Alema a Gheddafi, adesso ci si appresta ad eleggere la Libia alla presidenza dell prossima Assemblea generale dell’Onu. Il prescelto per l’onore sarebbe il Ministro libico per gli affari africani Al Triki, quello che all’inizio dell’anno invitava gli stati africani a ritirarsi dallo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale contro il mandato di arresto spiccato nei confronti del Capo di Stato sudanese Al Bashir per I crimini commessi in Darfur. Contro questa ennesima onorificenza al regime del colonnello Gheddafi vanno ravvivati immediatamente i “democracy caucus” previsti dalla comunita’ delle democrazie a cui l’Italia partecipa in veste di membro del comitato di pilotaggio. Questi infatti erano nati per opporre nelle varie elezioni all’Onu paesi democratici alle dittature. In caso contrario si dica chiaramente in campagna elettorale europea che PdL e PD continuano coi piccoli scontri di giorno per perseguire uniti “obiettivi strategici” la notte”.

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Inchiesta sull’Assistenza tecnica ai programmi comunitari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 aprile 2009

In tempi di crisi il governo italiano, al pari di quanto sta avvenendo a livello europeo, si è attivato per predisporre un piano di rilancio che ridia fiato a famiglie e imprese e rimetta in moto gli investimenti pubblici. La questione più stringente rimane sempre quella delle risorse. Una caccia che non esclude, secondo le ultime indicazioni, anche l’ingente cassaforte del Fondo aree sottoutilizzate (Fas) che ammonta oggi a circa 50 miliardi di euro e dei programmi comunitari (fondi Ue più cofinanziamento nazionale) che per il Quadro strategico nazionale (Qsn) 2007-2013 ammontano a circa 60 miliardi di euro per un totale che supera i 100 miliardi. “Orientare e concentrare parte di queste risorse su obiettivi strategici quali grandi opere e infrastrutture sembra l’orientamento prevalente dei ministri economici del governo (dal numero uno di via XX Settembre Giulio Tremonti a Claudio Scajola dello Sviluppo economico). Strategica diventa allora la gestione di tali fondi per evitare – spiega Pietro Maria Paolucci su Moderatamente.com – che le risorse a disposizione vengano spalmate su progetti di corto respiro così come spesso è accaduto con le agende precedenti”. Uno degli aspetti rilevanti della programmazione è dunque relativo al come e in quale misura le diverse amministrazioni si sono dotate di supporti tecnico-operativi per le attività di sorveglianza, controllo, valutazione, comunicazione e monitoraggio per realizzare le diverse operazioni previste dai programmi.  La Commissione europea ha chiesto “azioni correttive” laddove ha verificato che gli enti non rispondessero ai requisiti dell’in house. Due sono state le sentenze della Ue fondamentali in materia. Nel 1999 la Corte di giustizia ha stabilito che l’ente aggiudicatario dovesse possedere la maggioranza del capitale di quello aggiudicante, affinché quest’ultimo potesse definirsi in house. La sentenza emessa nel 2005 dalla Corte ha stabilito invece che il controllo dovesse essere al 100 per cento. Se così nella precedente programmazione c’è stata maggiore libertà di utilizzare strutture non a tutti gli effetti in house, per la prossima tutte si stanno mettendo in regola.

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