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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 19

Posts Tagged ‘obiettivi’

Il progetto ESA riprende con grandi obiettivi

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 gennaio 2022

Udine. 160 tesserati che, sicuramente aumenteranno, e la progettualità per far diventare l’ESA Center il fulcro del benessere della città di Udine. Questi i numeri e gli obiettivi con cui l’Elite Sport Academy si appresta a vivere il proprio 2022. L’attività in palestra è già ripresa, ma la macchina organizzativa del progetto ESA guarda avanti e progetta un futuro sempre più strutturato e che mette il benessere del singolo al centro di tutto. Dopo aver stretto collaborazioni sportive, dato vita alle mimi classi, che hanno letteralmente conquistato Udine, ecco la volontà di rendere l’ESA Center il riferimento per il benessere psico/fisico della città di Udine. “Si tratta di un progetto ambizioso – commenta Jacopo Munaro, presidente dell’Elite Sport Academy – ma abbiamo sempre ragionato in grande e, soprattutto, ci piace metterci al prova. La squadra di lavoro è pronta, ora dobbiamo solo programmare alcuni aspetti del nostro progetto e partire. La volontà è quella di rendere il progetto ESA HEALTH un riferimento che possa aiutare ad educare e trasmettere la necessaria ricerca di una migliore qualità della vita, passando attraverso l’esercizio fisico pianificato, strutturato e finalizzato alla prevenzione delle patologie correlate con la sedentarietà e gli scorretti stili di vita oramai troppo frequenti”.

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COP26: un’opportunità per fissare obiettivi climatici più ambiziosi

Posted by fidest press agency su domenica, 21 novembre 2021

A cura di Natalia Luna, Analista senior investimenti tematici, Investimento responsabile e Jess Williams, Analista investimenti tematici, Investimento responsabile di Columbia Threadneedle Investments. Dopo l’ultimo summit, i paesi hanno inoltre compiuto straordinari progressi definendo gli obiettivi di azzeramento netto, pur non trattandosi di una componente formale dell’Accordo di Parigi (che richiede un aumento inferiore a 2 gradi con l’ambizione di fermarsi a 1,5 gradi). Contando anche l’adesione di Cina e Stati Uniti, si sono impegnati ad azzerare le emissioni nette i paesi che rappresentano il 70% delle emissioni globali. A confondere le cose, tuttavia, è il fatto che gli impegni di azzeramento netto non sempre si riflettono negli NDC nazionali. Anche l’Agenzia internazionale per l’energia (International Energy Agency, IEA) fa notare che questi obiettivi di zero emissioni nette non sono ancora avallati da politiche e misure di breve termine, e nel suo recente World Energy Outlook afferma che gli impegni climatici odierni consentono di raggiungere solo il 20% della riduzione delle emissioni entro il 2030 necessaria perché il pianeta possa conseguire lo zero netto entro il 2050. Ne consegue che sono necessari impegni ulteriori e più ambiziosi.Ciò sarà particolarmente rilevante per il settore energetico, in quanto quasi tutti gli obiettivi di zero netto provvisori dei mercati sviluppati prevedono di azzerare le emissioni di carbonio nei settori energetici entro il 2035. La COP26 si concentra inoltre sull’accelerazione dell’abbandono graduale del carbone. La COP26 rappresenta pertanto un’opportunità per i governi di stabilire obiettivi climatici più ambiziosi anche sul fronte delle politiche e degli investimenti, fornendo alle aziende maggiore certezza e trasparenza sugli impegni assunti per l’azzeramento netto. Si prevede che durante la COP26 i paesi sviluppati si assumeranno nuovi impegni in termini di finanziamenti per il clima e che concorderanno un piano concreto per erogare almeno USD 500 miliardi alle nazioni in via di sviluppo tra il 2020 e il 2024. Ma quand’anche si raggiungessero questi obiettivi, difficilmente sarebbero sufficienti. Secondo l’IEA, il rispetto degli impegni dell’Accordo di Parigi in termini di azzeramento netto nel 2050 richiede investimenti di circa USD 5.000 miliardi l’anno, ovvero USD 150.000 miliardi in 30 anni. La COP26 riuscirà a tenere fede a questa promessa? Alcuni sviluppi sembrano indicare se non altro un potenziamento dei finanziamenti. Lo scorso mese, il Presidente statunitense Joe Biden ha promesso di raddoppiare il suo contributo a USD 11,4 miliardi, ma sono fondi stanziati per il 2024 e non sono ancora stati approvati dal Congresso. Tutto ciò conta perché lo schema di negoziazione delle emissioni del Protocollo di Kyoto, il Clean Development Mechanism (CDM), viene visto dai più come un fallimento, e c’è il rischio concreto che l’Articolo 6 vada incontro alla stessa sorte. Piuttosto che promuovere obiettivi più ambiziosi, è opinione diffusa che gran parte delle riduzioni delle emissioni previste dal CDM sarebbe avvenuta comunque, o perché finanziariamente conveniente in assenza di crediti o perché obbligatoria per legge.Gli obiettivi di riduzione delle emissioni poco ambiziosi di Kyoto hanno lasciato molte nazioni con enormi surplus di crediti, pur non avendo conseguito una decarbonizzazione significativa. Un esempio di ciò è dato dalle nazioni dell’ex Unione Sovietica: questi paesi hanno superato gli obiettivi di riduzione delle emissioni in virtù del calo della produttività causato dalla recessione economica, e i crediti ottenuti per tale superamento sono perlopiù immotivati. Questo fenomeno, soprannominato “aria fritta” (“hot air”), è stato segnalato come un altro potenziale problema per l’Accordo di Parigi. Questa conferenza sul clima è la più attesa dopo quella di Parigi del 2015, pertanto la posta in gioco è alta. Tuttavia, i prodromi sono stati a dir poco contrastanti. Il fallimento del summit significherebbe altra incertezza e dunque altri ritardi nell’avanzamento della transizione energetica e nella mobilitazione della finanza verso gli investimenti verdi. Potrebbe inoltre incidere sui progressi delle politiche per il clima nazionali. Ad esempio, eventuali segnali di fallimento della COP26 potrebbero ridimensionare gli sforzi del Presidente Biden tesi ad implementare i suoi obiettivi climatici e far approvare la relativa legislazione negli Stati Uniti.

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I millennial sono una generazione attenta al risparmio e focalizzata sui propri obiettivi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

Sono nati tra il 1981 e il 1996 e hanno tra i 24 e 40 anni, rappresentano la generazione di riferimento di oggi e si caratterizzano per un’elevata propensione all’utilizzo di strumenti digitali. Stiamo parlando dei millenial (o Generazione Y), di cui Gimme5, la soluzione digitale per la gestione del denaro che permette di accantonare piccole somme attraverso smartphone e investirle in un fondo comune di investimento, fotografa oggi il rapporto con risparmio e investimento. La soluzione si basa sul principio dell’investimento per obiettivi (ogni utente può impostarne da 1 a 5, ad esempio: un viaggio, una casa nuova o l’università dei figli), la cui validità è confermata dallo studio “There’s an App for That: Goal-Setting and Saving in the FinTech Era”, condotto da University of Melbourne e Georgetown University in collaborazione con Gimme5, che ha evidenziato come il goal setting possa incrementare la propensione e l’effettivo tasso di risparmio. I dati che emergono dall’analisi del comportamento dei quasi 25 mila clienti millennial Gimme5, (circa il 40% della customer base) mostrano si tratti di una generazione attenta al tema e focalizzata sui propri obiettivi. Il 73% di loro, infatti, ha impostato almeno un obiettivo di risparmio non generico, solitamente in coincidenza con l’inizio del nuovo anno e il ritorno dalle vacanze estive. Il 53% sceglie un livello di rischio medio-alto nella scelta del fondo su cui investire.Sono risparmiatori smart ma ambiziosi e fissano, in media, obiettivi che sfiorano i 6.000 euro in un’ottica di medio periodo (894 giorni). Tuttavia, per i millennial, il tasso di raggiungimento dei traguardi risulta essere inferiore alla media: si aggira intorno al 23% contro il generico 30%. Si nota, inoltre, come gli obiettivi effettivamente raggiunti dalla Generation Y siano più bassi del 27% rispetto alla media, ad indicare, probabilmente, una minore disponibilità di liquidità. Analizzando gli scopi per cui i millennial risparmiano, emerge come siano legati più ad una singola esperienza che ad una pianificazione di lungo periodo. Tra le categorie maggiormente indicate: viaggi (26%), progetti per sé (11,6%), auto/moto/bici (6,5%), scadenze annuali (6%), prodotti finanziari (5%). Progetti come casa e matrimonio si trovano rispettivamente al settimo e decimo posto con percentuali del 3,7% e 2%. Il 3,5% degli obiettivi dei millenial è dedicato alle persone care e solo l’1,5% è dedicato a progetti di formazione.

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Ricerca: Serracchiani, da Conte obiettivi precisi per il dopo-Covid

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

“Giusto ribadire a Trieste che la mobilità è un valore” “Il premier Conte ha individuato obiettivi molto precisi e funzionali ad affrontare il dopo-Covid. In particolare per il mondo del lavoro, va dato rilievo alla necessità di avere un sistema di ricerca e formativo che fornisce competenze aggiornate: è un gap pesante con cui dobbiamo confrontarci e che dobbiamo finalmente superare. Le risorse del Next Generation Ue sono una grande occasione per recuperare il tempo perduto anche in questo campo”. Così la presidente della commissione Lavoro alla Camera Debora Serracchiani, al termine dell’intervento del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla cerimonia conclusiva di Esof 2020, Trieste città europea della scienza.
Per la parlamentare “Esof è stato anche un modo per ricordare al mondo che la missione di Trieste ‘città della ricerca’ è anche una missione civile, di progresso, dialogo e apertura. E’ giusto che Conte sia venuto qui e abbia ribadito che la mobilità è un valore”.

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Biodiversità: il PE chiede obiettivi vincolanti a livello UE e globale

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

Il Parlamento ha adottato, per alzata di mano, la sua posizione in vista della Conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità del 2020 (COP 15), che si terrà a ottobre a Kunming (Cina).Per arrestare l’attuale tendenza alla perdita globale di biodiversità, la conferenza dovrebbe portare a un accordo su obiettivi giuridicamente vincolanti con scadenze ben precise, chiari indicatori di prestazione e meccanismi di revisione inter pares o di segnalazione sulla base di norme comuni.Il Parlamento vuole che la prossima strategia sulla biodiversità per il 2030 garantisca all’UE un ruolo centrale, ad esempio:
assicurando che almeno il 30% del territorio dell’UE sia costituito da aree naturali
ripristinando almeno il 30 % degli ecosistemi danneggiati
integrando maggiormente la biodiversità in tutte le politiche
istituendo un obiettivo di spesa chiaro per l’integrazione della biodiversità nel bilancio a lungo termine 2021-2027 di un minimo del 10%
Infine, i deputati sottolineano il bisogno di assumere degli impegni forti a favore di sistemi alimentari e di agricoltura sostenibili, compresi obiettivi di riduzione vincolanti a livello dell’UE sull’uso di pesticidi.
Per il Parlamento, la tutela della biodiversità è sempre stata una priorità. La Convenzione delle Nazioni Unite sulla biodiversità è stata istituita il 29 dicembre 1993. Una delegazione del Parlamento europeo parteciperà alla sua quindicesima riunione a Kunming, in Cina, dal 19 ottobre al 1 novembre 2020.

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Colesterolo Ldl, al Congresso Sic i nuovi obiettivi per la riduzione. Ecco le novità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 dicembre 2019

«Abbassare il colesterolo il più presto possibile, specialmente nei pazienti a rischio molto alto». A lanciare il messaggio dall’80° Congresso Nazionale della Società italiana di cardiologia (Sic), che si è chiuso a Roma, è il presidente della Società Ciro Indolfi. E in linea con questo obiettivo la Sic nel corso del Congresso ha presentato i nuovi obiettivi per quanto riguarda la riduzione del colesterolo Ldl, nonché una riveduta stratificazione del rischio cardiovascolare, particolarmente rilevante per i pazienti ad alto e altissimo rischio. Nuove linee guida che forniscono importanti novità che avranno un grande impatto su numerosi soggetti e pazienti affetti da ipercolesterolemia. «Oggi abbiamo prove schiaccianti» riprende Indolfi «che ci derivano da studi fisiopatologici, epidemiologici, genetici e da studi di popolazione che l’aumento del colesterolo Ldl è una potente causa di infarto e ictus. La riduzione del colesterolo Ldl riduce il rischio indipendentemente dai livelli di base. Ciò significa che nelle persone ad alto rischio di infarto o ictus» continua il presidente uscente Sic «ridurre il colesterolo Ldl è efficace anche se hanno livelli di partenza inferiori alla media. Questa è la grande novità rispetto al passato».
Le malattie cardiovascolari, d’altronde sono responsabili di oltre quattro milioni di decessi ogni anno e sono sempre più le evidenze che identificano l’accumulo di colesterolo “cattivo” come elemento chiave di inizio dell’aterosclerosi. Inoltre gli ultimi studi clinici hanno chiaramente indicato che più bassi sono i valori Ldl-C raggiunti, più basso è il rischio di futuri eventi cardiovascolari. In questo caso, infatti, non esiste il cosiddetto fenomeno della curva “J”, tipica di molti processi biologici, caratterizzata dal paradossale aumento del rischio all’estremo della riduzione del fattore di rischio, in questo caso il colesterolo. Non sono quindi da temere effetti negativi per riduzione estrema dei livelli di Ldl. «Non esiste un limite inferiore di colesterolo Ldl noto per essere pericoloso» conferma Pasquale Perrone Filardi, presidente eletto della Sic. «Le linee guida mirano a garantire che i farmaci disponibili (statine, ezetimibe, inibitori del PCSK9) siano utilizzati nel modo più efficace possibile per abbassare i livelli nei soggetti più a rischio. Si raccomanda che tali pazienti raggiungono sia un livello target di colesterolo Ldl, (che nei pazienti ad alto rischio deve essere inferiore a 55 mg/dl) che una riduzione relativa minima del 50% dei valori basali. Oggi inoltre» nuovi farmaci, ancora non entrati nella pratica clinica, come l’acido bempedoico, saranno disponibili nel prossimo futuro». (by Marco Malagutti, fonte: doctor33)

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Export, obiettivi prioritari di crescita

Posted by fidest press agency su martedì, 22 ottobre 2019

Mentre il commercio internazionale è in frenata, l’export italiano continua a crescere: anche quest’anno ha fatto registrare un +2,7% nel primo semestre e si prepara a chiudere l’anno con un +3,4% secondo le previsioni SACE SIMEST.A fronte di una crescita piatta del commercio internazionale, l’export italiano sta dunque guadagnando quote di mercato, con una perfomance che è superiore anche a quella dei nostri competitor più “temibili”, come la Germania. Nel 2015 il nostro export rappresentava il 28% del PIL, oggi questa quota è salita al 32% circa. Ma dobbiamo puntare a una crescita ulteriore, dotandoci di obiettivi di medio-termine per i prossimi 3 anni:
Far crescere la quota di mercato dell’export italiano a livello mondiale dall’attuale 2,8% al 3
Far crescere il peso dell’export italiano sul PIL dall’attuale 33% al 37%
Far crescere la quota extra Ue del nostro export nel mondo fino al 49%
Far crescere il valore medio dell’export dagli attuali 3,3 mln di euro ai 4,5 mln di euro
Nel 2016-2018 SACE SIMEST ha mobilitato risorse per 72 miliardi di euro in favore delle imprese che esportano e si internazionalizzano, offrendo un contributo al PIL dell’1%. per aumentare il proprio sostegno, e raggiungere sempre più imprese, soprattutto PMI, SACE SIMEST ha messo in campo un set di nuove iniziative:
Sacesimest.it: digitalizzato 6 prodotti chiave per le PMI (valutazione controparti, assicurazione dei crediti, finanziamenti, cauzioni, factoring, recupero crediti) e rendendoli accessibili all’interno di sacesimest.it, ecosistema digitale molto innovativo nel mondo dell’export credit
Education to Export: lanciato un programma formativo ad alto contenuto digitale con cui ha affiancato 700 PMI nei loro piani di crescita sui mercati esteri (si può lanciare invito a esplorare il programma all’interno di sacesimest.it)
Push Strategy/Business Matching: identificato primari Buyers esteri per rafforzare relazioni commerciali e facilitare forniture italiane, facendo da apripista soprattutto per le PMI che difficilmente da sole potrebbero entrare in contatto con grandi controparti esteri (in due anni, garantiti 1,7 miliardi di euro finanziamenti e coinvolte 650 imprese in business matching)
Export Coach: introdotto in affiancamento alla rete commerciale diffusa su tutto il territorio un team pilota di 12 esperti di export e con ottima propensione agli strumenti digitali, pronti a prestare assistenza door-to-door agli imprenditori

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L’UE non conseguirà la neutralità climatica entro il 2050 se non si prefiggerà obiettivi più ambiziosi in materia di clima ed energia

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

Le città e le regioni europee considerano una priorità creare un Fondo per una transizione equa a favore delle regioni carbonifere che non sia compreso nelle risorse della politica di coesione, e sostengono l’obiettivo della Finlandia di concludere un accordo a livello dell’UE sulla neutralità climatica entro il 2050
In un momento in cui la nuova Commissione europea ha indicato i cambiamenti climatici e la decarbonizzazione come temi prioritari da affrontare nel quadro del futuro “Green Deal” europeo, il Comitato europeo delle regioni ha adottato una serie di pareri relativi all’agenda dell’UE per il clima, nei quali formula raccomandazioni sulle questioni della transizione verso l’energia pulita nelle regioni carbonifere e del coinvolgimento degli enti locali e regionali nella definizione dei piani nazionali per l’energia e il clima (PNEC) entro il 2030. In una sessione plenaria posta sotto il segno del futuro della politica di coesione, i membri si dichiarano a favore della creazione di un fondo a parte per le regioni carbonifere, avendo però cura di coinvolgere i governi locali e regionali nelle decisioni di investimento . Le città e le regioni europee intendono portare avanti la localizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) e fanno presente che l’UE non conseguirà la neutralità climatica entro il 2050 se non si prefiggerà obiettivi in materia di clima ed energia più ambiziosi di quelli attuali.

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“L’Italia e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile”

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 ottobre 2019

Roma, 4 ottobre 2019 ore 10:00 Sala Sinopoli Auditorium Parco della Musica Viale Pietro de Coubertin, 10. Il Rapporto dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, giunto alla quarta edizione, rappresenta uno strumento unico per analizzare l’avanzamento del nostro Paese verso il raggiungimento dei 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 e identificare gli ambiti in cui bisogna intervenire per assicurare la sostenibilità economica, sociale e ambientale del modello di sviluppo. A soli 11 anni dalla scadenza fissata dal piano d’azione delle Nazioni Unite, firmato da 193 Paesi, Italia compresa, è necessario modificare significativamente le politiche pubbliche, nazionali ed europee, le strategie aziendali e i comportamenti individuali. L’urgenza è anche dettata dal fatto che 21 dei 169 Target in cui si articolano gli Obiettivi di sviluppo sostenibile prevedono obblighi riferiti al 2020 e che su buona parte di essi l’Italia è in grave ritardo.Grazie al contributo dei 600 esperti delle oltre 220 organizzazioni aderenti all’ASviS, il Rapporto 2019 fornisce un quadro delle iniziative messe in campo nel mondo, in Europa e in Italia a favore dello sviluppo sostenibile, valuta le politiche realizzate negli ultimi 12 mesi e avanza proposte per accelerare il percorso del nostro Paese verso l’attuazione dell’Agenda 2030. L’evento si svolgerà alla presenza del Presidente della Repubblica.
9:15 Registrazione
10:30 Roberto Fico, Presidente della Camera dei Deputati Introduzione
Pierluigi Stefanini, Presidente dell’ASviS Presentazione del Rapporto ASviS 2019
Enrico Giovannini, Portavoce dell’ASviS Il Governo e le politiche per lo sviluppo sostenibile
Roberto Gualtieri, Ministro dell’Economia e delle Finanze L’impegno della Commissione europea per conseguire l’Agenda 2030 Paolo Gentiloni, Commissario designato per l’Economia Conclusioni.

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Obiettivi di semplificazione e codificazione normativa

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 luglio 2019

Sono sempre condivisibili e rappresentano un percorso virtuoso verso la maggiore competitività della macchina amministrativa, delle imprese e del sistema Paese. Sono essenziali per tutti i cittadini e per i lavoratori, tanto più in un periodo storico in cui emerge sempre più spesso l’esigenza di accompagnare le persone da un lavoro a una nuova occupazione, con percorsi transizionali mirati e una burocrazia “amica”.Così Assolavoro, l’Associazione Nazionale delle Agenzie per il Lavoro che rappresenta oltre l’85% del settore nell’audizione di stamattina presso la Commissione Lavoro del Senato, in merito alla Delega su semplificazione e codificazione in materia di lavoro.Solo attraverso lo strumento della delegificazione si può non solo ridurre il numero delle norme che gravano sulle imprese e sui lavoratori ma anche incidere sulla loro qualità, vista la natura “torrentizia” della nostra legislazione, sovente caratterizzata dalla disordinata sommatoria di interventi stratificatisi nel tempo.Semplificare è condivisibile e necessario per le Agenzie per il Lavoro, purché gli interventi normativi intervengano in un quadro normativo stabile, superando l’eccessiva variabilità ed instabilità della legislazione lavoristica.In merito all’apprendistato, in particolare, Assolavoro evidenzia come gran parte delle problematiche connesse allo sviluppo di questo istituto è legata ai vigenti assetti costituzionali e alla natura concorrente della legislazione in materia di formazione, con conseguente proliferazione di distinte, e non sempre omogenee, discipline regionali. Infine, centrali sono in tema di lavoro le politiche attive, in merito alle quali Assolavoro rilancia la necessità di puntare su una formazione mirata e misurata in base ai risultati che produce concretamente, a un sistema di rating degli operatori che evidenzi le differenti “performance” in relazione agli obiettivi dati e a premialità modulate in relazione al differente grado di occupabilità dei candidati.

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La pompa di calore: una tecnologia chiave per gli obiettivi 2030

Posted by fidest press agency su domenica, 5 Maggio 2019

Roma martedì 14 maggio 2019 – ore 9:15 V.le Maresciallo Pilsudski, 92 Il 2019 è decisivo per porre le basi del nuovo ciclo di politiche energetico-ambientali 2020-2030 della UE che richiedono in Italia un salto di qualità del processo di decarbonizzazione nei consumi degli edifici, per i quali ogni paese deve formulare una specifica strategia di riqualificazione energetica di lungo periodo (2050) come richiesto dal nuovo articolo 2 bis della direttiva UE sulla prestazione energetica nell’edilizia.Gli Amici della Terra e Assoclima condividono da tempo la convinzione che la pompa di calore costituisca una delle tecnologie essenziali per ottenere miglioramenti di efficienza energetica e diffusione delle fonti rinnovabili che consentano di conseguire in modo efficace ed efficiente gli obiettivi di sostenibilità ambientale nei consumi energetici degli edifici. Il convegno sarà un occasione d’approfondimento che vedrà partecipare i principali attori istituzionali impegnati sul Piano Energia e Clima.

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Energia: nuovi obiettivi per le rinnovabili e l’efficienza energetica

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 novembre 2018

Martedì il Parlamento ha confermato l’accordo provvisorio raggiunto in giugno con il Consiglio sull’efficienza energetica (434 voti in favore,104 voti contrari e 37 astensioni), le energie rinnovabili (495 voti in favore, 68 voti contrari e 61 astensioni) e la governance dell’Unione dell’energia (475 voti in favore, 100 voti contrari e 33 astensioni) – tre importanti dossier legislativi che fanno parte del pacchetto Energia pulita per tutti gli europei. La legislazione stabilisce che l’efficienza energetica nell’UE dovrebbe essere migliorata del 32,5% entro il 2030, mentre la quota di energia da fonti rinnovabili deve rappresentare almeno il 32% del consumo finale lordo dell’UE. Entrambi gli obiettivi saranno rivisti entro il 2023 e potranno solo essere innalzati, non abbassati.

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“L’Italia e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile”

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 settembre 2018

Roma, 4 ottobre 2018 ore 10,30 Aula del Palazzo dei Gruppi parlamentari Camera dei Deputati Via di Campo Marzio 78. Povertà, disuguaglianze, occupazione, salute, istruzione, energia, ambiente, innovazione infrastrutture: a che punto si trovano l’Italia e le sue regioni nel processo di avvicinamento ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu sottoscritta dai governi di 193 Paesi nel settembre del 2015? A questa domanda risponde il Rapporto annuale dell’ASviS, che analizza il percorso del nostro Paese verso gli impegni presi tre anni fa con il resto del mondo e identifica gli ambiti in cui bisogna intervenire per assicurare la sostenibilità economica, sociale e ambientale del modello di sviluppo italiano.
Oltre all’aggiornamento degli indicatori europei e nazionali per i singoli SDGs, il Rapporto 2018 presenta innovativi indicatori compositi regionali che consentono di confrontare la situazione di ciascuna regione rispetto al contesto nazionale e proposte concrete per realizzare politiche che, simultaneamente, migliorino le condizioni di vita della popolazione, riducano le disuguaglianze e aumentino la qualità dell’ambiente in cui viviamo.

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Obiettivi e politiche ambientali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 giugno 2018

«Era lecito attendersi qualche passaggio più incisivo in tema di obiettivi e politiche ambientali dal discorso programmatico tenuto al Senato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. A lui e al nuovo Governo va ovviamente concessa un’ampia apertura di credito e bisognerà attendere i primi provvedimenti normativi per esprimere opportuni giudizi di merito. Ma a quello che si presenta costantemente come l’Esecutivo del cambiamento è giusto chiedere posizioni più nette, parole che non lascino dubbi sul fatto che la tutela dell’ambiente trovi finalmente il posto centrale che le spetta».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA.«Veniamo da una legislatura durante la quale non si è riusciti a portare a casa una legge per il contrasto al consumo del suolo, si sono lasciati soli gli amministratori locali sul fronte dell’abusivismo e delle demolizioni, si è chiesto ai cittadini di non recarsi a votare per i referendum che riguardavano il futuro e la salute di tutti. Il contratto di Governo sottoscritto da Lega e Movimento 5 Stelle non lascia intravedere un vero cambio di passo, infarcito com’è di dichiarazioni assai vaghe e sostanzialmente prive di un supporto concreto sotto il profilo operativo e delle risorse. Forse sono troppe le differenze di approccio a certi temi da parte delle due forze di maggioranza, ma è anche possibile che il presidente Conte riesca a operare una sintesi che finirà per sorprendere tutti in positivo. A patto, ovviamente, che dimostri più coraggio rispetto ai suoi predecessori».

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Bilancio UE post-2020: obiettivi chiari ma poco ambiziosi, dicono i deputati

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 Maggio 2018

La maggioranza dei deputati sostiene la proposta della Commissione di aumentare i contributi nazionali all’1,11% del PIL e introdurre nuove entrate per il prossimo bilancio a lungo termine.
Durante il dibattito in Aula, il Presidente del PE Antionio Tajani ha dichiarato: “Mi sembra che nella presentazione fatta dalla Commissione sia stata sottolineata l’importanza di un bilancio politico e il principio del valore aggiunto europeo. É importante che sia stata evidenziata da Juncker e da Oettinger l’importanza delle risorse proprie, che sono un punto qualificante delle risoluzione del Parlamento europeo. È positivo che ci siano più fondi per l’Erasmus+, per Orizzonte Europa, per le piccole e medie imprese e per i cambiamenti climatici.
Noi avremo voluto che il bilancio fosse non dell’1,1, ma dell’1,3 del PIL. Abbiamo visto una riduzione del bilancio per l’agricoltura e per la coesione. Faremo di tutto per difendere le nostre posizioni, ma è importante che la Commissione europea abbia sottolineato il ruolo delle risorse proprie, questo in linea con le posizioni del Parlamento europeo.”
Secondo la maggioranza dei deputati, le proposte della Commissione vanno nella giusta direzione. Hanno accolto con favore l’attenzione sul finanziamento di nuove priorità, quali ricerca, gestione delle frontiere e migrazione, sostegno ai giovani, difesa e sicurezza, anche se meno ambizioso rispetto alla posizione del Parlamento. Molti deputati hanno inoltre accolto favorevolmente le proposte per vincolare i finanziamenti dell’UE al rispetto dello Stato di diritto.Una grande maggioranza dei deputati che sono intervenuti al dibattito ha elogiato le proposte per l’introduzione di nuove risorse proprie per l’UE, basate su un nuovo regime fiscale societario, sui proventi del sistema di scambio delle emissioni e su una tassa sulla plastica, con lo scopo di ridurre i contributi diretti basati sul PIL degli Stati membri.
I deputati hanno inoltre sottolineato che la proposta di ridurre i fondi per lo sviluppo regionale e la politica agricola comune dovrebbe essere discussa con i destinatari, ma le regioni o le comunità agricole europee non dovrebbero essere sacrificate. Alcuni si sono rammaricati del fatto che le proposte mancassero di “visione” o di misure più audaci per combattere le crescenti disuguaglianze sociali o il cambiamento climatico.Altri, invece, avrebbero preferito che la Commissione avesse proposto un bilancio a lungo termine ridotto per il 2020-2027 e si sono opposti a ciò che hanno considerato una pressione politica esercitata dall’UE sui governi nazionali, attraverso la politica migratoria o ila proposta di vincolare il rispetto dello Stato di diritto ai finanziamenti UE. Hanno infine ribadito che il bilancio a lungo termine e le proposte relative alle risorse proprie, nonché i vari programmi da presentare a maggio o a giugno, ad esempio per l’agricoltura, lo sviluppo regionale o la ricerca, saranno trattati come un pacchetto indivisibile durante i prossimi negoziati con i Ministri UE. Il Parlamento europeo ha definito la sua posizione sul quadro finanziario pluriennale (QFP) e sulle risorse proprie dell’UE il 14 marzo, in due risoluzioni su “Preparazione della posizione del Parlamento in merito al QFP per il periodo successivo al 2020” e “Riforma del sistema di risorse proprie dell’Unione europea”.

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Giustizia: Il Pd ha fallito tutti gli obiettivi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 febbraio 2018

corte europea giustizia“L’obiettivo del MoVimento 5 Stelle, che condivido, è che il processo civile va reso celere e meno costoso, e soprattutto meglio orientato sul suo reale ruolo: assegnare i torti e le ragioni alle parti, senza inutili dispersioni di tempi e sforzi (economici e non) come sinora avvenuto.
C’è già il rito del lavoro (per le liti sui rapporti di lavoro) che funziona bene, ma solo con i giudici del lavoro e per quel tipo di controversie. Bisogna poi puntare sul processo sommario di cognizione, ma senza esagerare in una generalizzazione a tutte le liti, che potrebbe rivelarsi controproducente. Bisogna eliminare i troppi e i lunghi rinvii ed incidere sulle fasi conclusive del processo in cui ci sono inutili dilazioni di tempo.
I giudizi di impugnazione in appello e in Cassazione, poi, dovrebbero essere liberati da quei filtri che oggi irrigidiscono le condizioni per l’accesso. Andrebbe rivisto il sistema fiscale, sia introducendo regole che possano indurre ad evitare chi non ha validi argomenti a suo favore ad arroccarsi colposamente su una difesa pretestuosa, sia eliminando alcune regole, quali ad esempio la solidarietà sulla imposta di registro per sostituirla con una responsabilità pro quota e con imposta fissata dal giudice in sentenza. Nell’appello, infine, dovrebbero tornare ammissibili – come era fino a poco fa – le prove ritenute indispensabili dal giudicante. Il giudizio di cassazione dovrebbe accelerare i suoi tempi, sia incidendo sulla pubblica udienza (da rendere accessibile se entrambe le parti lo chiedono), sia imponendo una motivazione nei casi in cui il processo non si concluda lì, ma necessiti del giudizio di rinvio per la sua decisione nel merito (il quale d’altra parte andrebbe contingentato in termini di tempo, non più di nove mesi). Questi sarebbero dovuti essere gli obiettivi del Governo e del PD, obiettivi chiaramente falliti”. Così in una nota Claudio Consolo, candidato al Senato nel Collegio uninominale Roma 1.

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L’Università Europea di Roma ha tra i suoi obiettivi principali la formazione della persona

Posted by fidest press agency su sabato, 8 aprile 2017

missioniUna formazione che consenta non solo l’acquisizione di competenze professionali ma che orienti lo studente ad una crescita personale e sviluppi uno spirito di servizio per gli altri.Per questa ragione, da mercoledì Santo alla domenica di Pasqua, un gruppo di studenti dell’Università Europea di Roma parteciperà alle Missioni di Evangelizzazione che il Movimento Regnum Christi promuove in occasione della Settimana Santa, attraverso l’apostolato “Gioventù e Famiglia Missionaria”.Circa 70 giovani provenienti da Roma, Milano e Firenze andranno nella diocesi di Fiesole a Rignano sull’Arno. Saranno accompagnati da Padre Nicola Tovagliari LC, Cappellano dell’Università Europea di Roma, da altri sacerdoti Legionari di Cristo e dalle consacrate del Regnum Christi.Gli studenti dell’Università Europea di Roma, insieme agli altri giovani, si metteranno al servizio delle parrocchie, aiutando i sacerdoti nelle celebrazioni del Triduo Sacro, animando le funzioni liturgiche, organizzando giochi per i bambini, catechesi per i giovani e per le famiglie. Visiteranno le famiglie, gli anziani e gli ammalati del paese. “Diffondere l’amore del Signore per essere la buona novella di Dio” sarà questa frase di Santa Teresa di Calcutta ad ispirare i giovani che in diverse parti d’Italia cercheranno di ravvivare nella gente e in loro stessi il significato della Settimana Santa, condividendo la gioia della fede e l’amore per il prossimo.Le Missioni saranno un’occasione concreta per mettersi alla prova come testimoni di Cristo, per dedicarsi al prossimo, per “dare la faccia” per Dio, ma soprattutto per vivere la Pasqua nella sua pienezza, stando accanto a Gesù.Le Missioni di Settimana Santa del Regnum Christi sono un apostolato di Gioventù e Famiglia Missionaria che coinvolge in Italia circa 250 persone. Si svolgono nelle diocesi di Padova, Grosseto, Firenze e Palermo e in circa 20 paesi nel mondo, per servire la Chiesa locale, i vescovi e i parroci. (foto: missioni)

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Dimension Data raggiunge gli obiettivi di azienda carbon neutral

Posted by fidest press agency su martedì, 24 gennaio 2017

centrale-a-carboneMilano. Dimension Data, fornitore globale di soluzioni e servizi ICT, ha raggiunto uno dei più importanti obiettivi della propria strategia di sostenibilità per diventare un’azienda a impatto zero¹ riducendo le proprie emissioni nocive a meno di un milione di tonnellate ed evitando lo smaltimento di 4.000 tonnellate di rifiuti elettronici.
Con l’annuncio dei propri obiettivi di sostenibilità nel 2014, Dimension Data aveva reso nota l’intenzione di ridurre anche le emissioni dei clienti fino a 1,8 milioni di tonnellate rispetto a quanto l’azienda stessa aveva prodotto utilizzando le proprie competenze e tecnologie. Dimension Data ha collaborato con le più importanti società di consulenza, Carbon Trust e Carbon Smart per definire gli obiettivi e la metodologia di riduzione delle emissioni.
Ruth Rowan, Group Executive – Marketing di Dimension Data ha affermato, “Il cambiamento climatico rimane una delle maggiori problematiche che tutti noi dobbiamo affrontare e i nostri clienti, in tutto il mondo, vedono la sostenibilità come una priorità. La tecnologia può fare una differenza sostanziale per migliorare il nostro ambiente. Abbiamo la responsabilità di contribuire con la nostra esperienza pluri-trentennale per impiegare la tecnologia nel modo più intelligente possibile e indirizzare così queste sfide.”Inoltre, Dimension Data si impegna a mantenere le proprie emissioni al di sotto del milione di tonnellate per i prossimi cinque anni. Le due aree principali di intervento nelle quali le organizzazioni possono ridurre il loro impatto ambientale e i costi e migliorare la produttività:
· Risparmio energetico spostando i server su cloud: il cloud consentirebbe un risparmio annuale di 4.000 kWh per singolo server migrato su cloud.
· Riduzione dei viaggi utilizzando la tecnologia di comunicazione visiva: consente risparmi medi annuali di 600.000 miglia per singola unità di telepresence; 11.818 miglia per unità di video conferenza e 23.636 miglia per unità di videoconferenza gestita.
Per le aziende che stanno pianificando di espandersi e crescere diventa fondamentale garantire il contenimento proporzionale del carbon footprint. Questo può essere ottenuto senza aumentare la media delle emissioni di carbonio prodotte per persona e per attrezzature rack ITaaS e garantendo che i data centre siano ad alta efficienza energetica.
Sulla base di quanto riportato dal Livescience.com la temperatura media della terra è cresciuta tra i 0,4 e 0,8 °C negli ultimi 100 anni. L’aumento dei volumi di anidride carbonica e altri gas serra rilasciati dai combustibili fossili, del dissodamento, dalle attività agricole e da altre attività umane viene considerato fra le principali cause del riscaldamento globale registrato negli ultimi 50 anni.
I ricercatori dell’Intergovernmental Panel on Climate, impegnati in uno studio sul riscaldamento globale, recentemente, hanno previsto che le temperature medie globali potrebbero aumentare tra gli 1,4 e i 5,8 °C entro l’anno 2100. Tra le conseguenze del riscaldamento globale l’innalzamento dei mari, a causa dello scioglimento delle calotte polari, così come un incremento dell’incidenza e della gravità delle tempeste e di altri eventi meteorologici catastrofici.

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Berlusconi e i ribaltoni

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2016

meloni«In una intervista su “Il Messaggero”, Alessandra Mussolini, la capolista di Forza Italia alle elezioni amministrative di Roma, dichiara che l’unica missione che le era stata data da Berlusconi era “impedire l’accesso della Meloni al ballottaggio”. “Obiettivo colpito” dichiara fiera di sé, spiegando che nonostante il pessimo risultato di Marchini, di Forza Italia e suo personale, il suo obiettivo, come quello degli altri, non era quello di vincere o essere eletta, ma solo di far perdere la coalizione formata da Meloni e Salvini. È quello che noi abbiamo sostenuto fin dal primo giorno: l’appoggio di Berlusconi a Marchini e a una coalizione senza alcuna possibilità di vittoria, che metteva insieme Alfano e Storace, Casini e Alemanno, poteva spiegarsi solo con la volontà di ostacolare il centro destra e aiutare il PD di Renzi ad arrivare al ballottaggio. Chissà in cambio di quale cortesia. Ora Alessandra Mussolini lo dichiara apertamente mettendo a nudo l’operazione messa in campo a Roma. Sono dispiaciuta soprattutto per gli elettori di centro destra che, in buona fede, hanno seguito le indicazioni di Berlusconi e di Forza Italia, non capendo che qualcuno li stava ingannando e stava utilizzando i loro voti per rafforzare il Governo Renzi Alfano. Sono certa, però, che capita la lezione, non si faranno prendere in giro la prossima volta. P.S.: Chissà se i vari Berlusconi, Matteoli, Gasparri, Brunetta e il resto di Forza Italia reputeranno di dover smentire le parole della loro capolista a Roma…». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
“Siamo stupiti della metamorfosi dell’ex Cavaliere. L’uomo che ha inventato il partito dell’Amore, la tv commerciale, che ha creato un impero fondato sulla legge dell’ottimismo e del ‘sole in tasca’, vederlo ridotto così fa davvero male. Lui, che si è sempre lamentato, giustamente, dei ribaltoni di cui è stato vittima, oggi è il principale artefice del ribaltone ai danni di coloro che lo hanno sempre difeso. Con quale ambizione, quest’uomo, arrivato alla sua età e senza più il ‘sole in tasca’, pretende ancora di essere il federatore del centrodestra? Renzi si è berlusconizzato, ma Berlusconi si è renzizzato: autorottamandosi”. È quanto dichiara la deputata di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Giovanna Petrenga.
“Leggiamo stralunati di un Berlusconi, che ha fatto la storia d’Italia, ridotto a brigare con una che porta indegnamente un cognome che ha fatto la storia d’Italia. Aveva ragione Marx: la storia si ripete due volte, la prima in tragedia, la seconda in farsa”. È quanto ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Achille Totaro.
“Grazie Alessandra Mussolini per la schiettezza. Sei stata una delle clave usate da Berlusconi per fermarci, per bloccare la rinascita di Roma, per impedire che con Giorgia Meloni non prendesse piede una leadership finalmente credibile per il centrodestra del terzo millennio, per aiutare Renzi a non soccombere, con l’ennesimo aiutino dopo il patto del Nazareno, la fantastoria di Alfano, la barzelletta di Verdini folgorato sulla via di Matteo. Lo sapevamo già, ma questo ‘tentato omicidio’ toglie a Berlusconi ogni ambizione a federatore del centrodestra perché chi apre ostilità così meschine, offendendo tutti i cittadini della Capitale e tutta la gente disinteressatamente collocata a destra, diventa ‘parte’ e rinuncia a essere sintesi. Non riesco a immaginare come un signore ricco di ottant’anni, due volte capo del governo italiano e alla testa di un impero economico possa diventare così perfido, pur ammettendo che anche la nipote del Duce non fa una bella figura: tentati killer in salsa Badoglio. Ma nella classifica degli impresentabili è nelle retrovie, neanche il gusto del primato del male”. È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.
“La confessione di Alessandra Mussolini (“La mia missione, per volere di Berlusconi, era quella di fermare Giorgia Meloni”) conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, che l’unico vero obiettivo di Berlusconi era quello di portare al ballottaggio Giachetti del Pd e, quindi, di favorire Renzi. Nessun interesse per Roma, nessun interesse per i romani, ma solo la volontà di salvaguardare i propri di interessi. Le parole di Mussolini provano il tradimento di Berlusconi del centrodestra. Purtroppo, avevamo visto giusto”. È quanto dichiara Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale.

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Il settore retail è tra i principali obiettivi dei cybercriminali

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 aprile 2016

cybercriminaliUn nuovo studio pubblicato oggi nell’NTT Global Threat Intelligence Report 2016 rivela un cambiamento del target dei cybercriminali che, rispetto al tradizionale mercato finanziario, ora sono focalizzati sul settore retail. Le organizzazioni retail hanno subito cyberattacchi circa tre volte superiori a quelli del settore finance, che fino al 2015 era l’obiettivo primario dei cyberattacchi. I cyberattacchi nel settore finanziario sono scesi drasticamente, attestandosi alla quattordicesima posizione.
L’annuale Global Threat Intelligence Report di NTT include le analisi delle minacce alla sicurezza raccolte nel corso del 2015 individuate tra gli 8.000 clienti delle società del gruppo NTT Gruppo NTT tra cui Dimension Data, Solutionary, NTT Com Security, NTT R&D e NTT Innovation Institute (NTTi3). I dati di quest’anno analizzano 3,5 trilioni di security log e 6,2 miliardi di attacchi. I dati raccolti provengono anche dai 24 Security Operations Centres e dai 7 centri di ricerca e sviluppo del Gruppo NTT.
Altri risultati evidenziati nel Global Threat Intelligence Report 2016 di NTT includono:Il 65% degli attacchi proviene da indirizzi IP negli Stati Uniti. Tuttavia, questi indirizzi IP potrebbero risiedere in qualsiasi parte del mondo. I cybercriminali stanno adottando infrastrutture a basso costo, altamente disponibili e distribuite strategicamente a livello geografico per perpetrare attività malevoli. I cybercriminali ricorrono sempre più ai malware per minare il perimetro difensivo delle organizzazioni. Nel 2015 c’è stato un incremento del 18% dei malware in tutti i settori di mercato ad esclusione del settore dell’education.
La frequenza e la complessità dei malware stanno diventando sempre più occulte e sofisticate: mentre le organizzazioni stanno sviluppando sandboxes per comprendere meglio le tattiche dei cybercriminali per proteggersi dagli attacchi, gli sviluppatori di malware stanno sviluppando tecniche anti-sanboxes in modo aggressivo.
L’analisi degli attacchi ²honeynet all’interno delle organizzazioni rivela che i malintenzionati ricorrono all’uso di telco e hosting provider per condurre le proprie attività L’Executive Guide dell’NTT Global Threat Intelligence Report è disponibile al sito http://www.dimensiondata.com/globalthreatreport. (foto: cybercriminali)

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