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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘obiettori’

Contraccezione e informazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 ottobre 2014

contraccettiviIn occasione del congresso della Sigo (Società italiana di ginecologia e ostetricia) sono stati diffusi i dati sulla contraccezione femminile ormonale e, per l’ennesima volta, appaiono molto limitati: solo il 16% delle donne si ritiene ben informato in materia. Siccome il contraltare all’informazione sulla contraccezione e’ spesso l’aborto (legale e clandestino), la questione non e’ di poco conto, sia per la salute della donna che per i costi della sanita’ pubblica… li’ dove medici non-obiettori impediscono che un semplice intervento non si trasformi in un dramma umano e sanitario.
Ma perche’ ci dobbiamo sempre ritrovare con questi numeri percentuali? Certo, l’Italia e’ un Paese dove vige il condizionamento della Chiesa romana cattolica, ma anche questa negli ultimi anni, a parte i discorsi più o meno ufficiali, non ha mai fatto ferro e fuoco contro l’informazione sui contraccettivi, salvo poi, la stessa Chiesa, ritrovarsi a combattere acerrimamente contro il ricorso all’aborto, come se questo non accadesse perché c’è carenza sul piano dell’informazione a monte. Inoltre, non e’ che abbiamo avuto negli ultimi anni ministri dell’Istruzione e Governi particolarmente -in modo ufficiale- bacchettoni in materia; ma, nonostante questo, qualcuno ha mai sentito parlare o legiferare per l’informazione e l’educazione sessuale nelle scuole? Niente di niente. Solo qualche fugace discorso in qualche dotto convegno accademico. Eppure non ci vuole chissà’ quale cultura libertina in materia di sesso per ritenere che certi comportamenti individuali -sul proprio corpo, nella fattispecie- sono frutto di una lenta e continua assunzione di consapevolezza e abitudine. E invece: nulla!! I bambini continuano ad apprendere le “cose del sesso” dal marasma della comunicazione globale, più attenta al lucro che non all’informazione/educazione dei propri utenti; i falsi miti -legati al sesso- di potenza, rispetto e primato continuano ad essere alimentati e restano sempre motivo di conflitti individuali. Non crediamo che una informazione/educazione possa radicalmente cambiare la situazione, ma sicuramente alimenterebbe meno danni, più’ serenità’ e più’ felicita’ che non come avviene oggi. Il problema, quindi, e’ tutto in quello striminzito 16%, a cui c’e’ da aggiungere le altre percentuali che riguardano i maschi. Chiediamo conforto in chi ha poteri legislativi ed esecutivi. Ci sembrava, per finire, che l’attuale ministro della Scuola, almeno ufficialmente, non sia proprio una bacchettona…. o non lo e’ solo a parole? O ci sbagliamo?

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Il diritto all’obiezione di coscienza

Posted by fidest press agency su sabato, 15 marzo 2014

ricci“E’ in atto in questi giorni una nuova e rabbiosa offensiva contro il diritto all’obiezione di coscienza, messa in atto con l’uso strumentale di fatti avvenuti anni fa e ampiamente smentiti dalla documentazione fornita dall’ospedale interessato” dichiara Paola Ricci Sindoni, presidente nazionale dell’Associazione Scienza & Vita. “Sulle diverse piattaforme mediatiche si moltiplicano duri attacchi ai medici obiettori, con lo scopo di marginalizzare e demonizzare la loro scelta, rimettendo in discussione ciò che è base fondante di ogni democrazia: il diritto di opporsi a un atto che ferisce la propria coscienza. E’ la stessa Legge 194 a riconoscere questo diritto e il sempre più elevato numero di operatori sanitari che vi ricorre, a meno di non voler credere che la ginecologia sia professione scelta solo da cattolici praticanti, denota non una scarsa affezione al lavoro, ma piuttosto una più alta consapevolezza del valore della vita e della responsabilità del proprio operato”. “L’annuale Relazione sulla Legge 194, presentata al Parlamento, ha dimostrato con cifre puntuali e dati verificabili come il numero di interruzioni volontarie di gravidanza a carico di ogni non obiettore sia in realtà molto basso e pari a circa 2 interventi a settimana. Le polemiche pretestuose, che montano da più parti riguardo a una carente applicazione della legge, sono dunque frutto di una volontà ben precisa di accanimento forzoso per delegittimare l’operato di tutti coloro che, coerentemente con quanto previsto dal giuramento d’Ippocrate, preferiscono salvare una vita piuttosto che porvi fine”.

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