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Posts Tagged ‘occhi’

Libro: Il leopardo dagli occhi di ghiaccio

Posted by fidest press agency su domenica, 18 luglio 2021

Sulle tracce di grandi carnivori e altri animali di Sandro Lovari, dal 15 luglio in libreria e sullo store online del Cai. Il saggio, che vede al centro la montagna e la conoscenza della sua fauna, inaugura la serie “Tracce”, edita da Laterza con la collaborazione del Club alpino italiano. Colpito dal fascino di questo fantasma delle impervie montagne asiatiche, l’autore, uno dei più importanti etologi italiani, ne ha studiato per un decennio l’ecologia e il comportamento. Ha seguito le sue tracce dal Parco Nazionale del Monte Everest in Nepal a quello del Karakoram Centrale in Pakistan, svelando gli aspetti enigmatici della sua vita, le sue prede e i rapporti con le popolazioni locali. Il risultato è un resoconto appassionante, testimonianza di una delle imprese scientifiche che ha cambiato il modo in cui guardiamo le altre specie animali.Scopriremo come possono convivere tigri, lupi, leopardi delle nevi e anche elefanti, tra loro e con l’uomo. Con sottile ironia e senso dell’umorismo, questo diario di viaggio permette di vivere l’avventura sul campo, svelando antefatti e retroscena inaspettati, avvicinandoci agli animali delle più remote regioni e rendendo comprensibile il loro comportamento, soprattutto alla luce dell’attuale crisi climatica.«Vivere nella terra, pur inospitale, dei leopardi delle nevi è stata un’esperienza meravigliosa», commenta l’autore. «Condurre studi a quelle altitudini richiede motivazione e capacità di adattarsi alle rigide condizioni ambientali, ma l’arcana bellezza della montagna e delle sue creature induce alla meditazione e gratifica: è soprattutto quando sono lì che mi sento vivo».«Il leopardo dagli occhi di ghiaccio è un testo avvincente che trasporta il lettore nelle catene dell’Himalaya e del Karakoram», afferma il presidente del Centro operativo editoriale del Cai Alessandro Pastore. «Il libro fonde il resoconto di indagini naturalistiche e il diario di viaggio, mettendo al centro della narrazione un affascinante esemplare della fauna selvatica d’alta quota. La scienza si fa vivace racconto che mostra la capacità di sopravvivenza di una specie animale in un habitat severo e inospitale».Il libro è disponibile in libreria a un prezzo di 18 euro. Sullo store online del Club alpino italiano i Soci potranno acquistarlo a prezzo scontato. Sandro Lovari è stato ricercatore presso le università di Cambridge, Groninga, Stoccolma, Žilina e Pechino e professore ordinario di Zoologia all’Università di Siena e in altre università italiane, dove ha insegnato Ecologia comportamentale, Etologia e Biologia della conservazione. Attualmente è professore emerito presso il Museo di Storia Naturale della Maremma (Grosseto).

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Una corretta idratazione contribuisce a mantenere in salute i nostri occhi

Posted by fidest press agency su martedì, 12 gennaio 2021

Sono numerosi gli effetti della disidratazione sulla salute e sullo stato generale di benessere e sono spesso facilmente collegabili a mal di testa, sonnolenza, crampi, vertigini o calcoli renali. Più insidiose sono però conseguenze della disidratazione meno comunemente associabili e che rischiano di compromettere funzioni assolutamente essenziali: i nostri occhi e la vista. La combinazione di disidratazione e scarsa lubrificazione si percepisce come secchezza agli occhi e produce sensazione di affaticamento visivo, ancor più forte quando si passano numerose ore davanti ad uno schermo per lavoro o nella guida notturna.Uno studio del 2015 ha voluto analizzare se non bere quantità sufficienti di acqua oltre ad alterare il nostro stato di idratazione potesse avere effetti anche sui nostri occhi e sulla funzione visiva. I risultati di questa ricerca hanno confermato che lo stato di idratazione del proprio corpo influisce ampiamente su una varietà di processi fisiopatologici oculari. Ad esempio, la disidratazione può essere associata allo sviluppo della sindrome dell’occhio secco, della cataratta e della malattia vascolare retinica.“Una corretta idratazione è importante per ogni singola cellula del nostro organismo. La disidratazione infatti colpisce ogni cellula, tessuto e organo del corpo e questo non esclude la salute degli occhi.” afferma la Dottoressa Elisabetta Bernardi, Biologa specialista in Scienza dell’Alimentazione e membro dell’Osservatorio Sanpellegrino. “La salute degli occhi dipende infatti anche da un corretto equilibrio dei liquidi nel corpo. Senza acqua, i condotti lacrimali riducono la produzione di lacrime e gli occhi perdono la lubrificazione di cui hanno bisogno per funzionare correttamente.” Tenendo presente quindi che l’occhio è principalmente costituito da acqua e ha bisogno di quest’ultima per funzionare correttamente, una corretta idratazione è essenziale per garantire la salute degli occhi. Gli esperti suggeriscono un quantitativo di 8-10 bicchieri di acqua al giorno per mantenere il nostro organismo correttamente in funzione, non trascurando che un adeguato consumo di frutta e verdura può contribuire a raggiungere il fabbisogno giornaliero di acqua.

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È online il videoclip di “Non bastano gli occhi”

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 dicembre 2020

E’ la prima canzone in lingua italiana di Tia Airoldi (pseudonimo di Mattia Airoldi) che, dopo il successo del singolo “Isn’t It Fine”, colonna sonora dello spot di Immobiliare.it, conferma il sodalizio con il compositore e produttore Fabrizio Campanelli. Il brano è attualmente in rotazione radiofonica e disponibile in digitale.Il cantautore milanese spiega così il nuovo singolo: “in “NON BASTANO GLI OCCHI” è presente un insieme di esperienze che lasciano traccia, c’è il desiderio di emozionare, come in una colonna sonora. C’è il bisogno di ascoltare. C’è la voglia di ballare, anche senza saperlo fare. E poi c’è l’innamorarsi, cioè l’istante esatto in cui ci accorgiamo della bellezza altrui e finalmente ci affidiamo, incendiandoci e risplendendo per anni luce. Non bastano gli occhi perché il “mistero dell’amore” è invisibile ad essi e non basta la testa per viverlo: è sempre qualcosa di più. Le note stillano dalle corde della chitarra come gocce dalle pareti rocciose di una grotta sotterranea e si riverberano vibrando fino a incontrare la luce di un sole abbagliante che pervade ogni angolo, ogni anfratto. Luce e acqua si fondono, si scambiano e si trasformano, come in un bacio, fino a diventare un fuoco che avvampa ogni cosa.”Nel videoclip, Tia Airoldi si muove in uno spazio dell’anima dove va in scena un monologo che si intreccia con scenografie luminose e architetture essenziali, dove la relazione con il suono non è solo fatta di note e parole, ma di intenzioni e di gesti in cui tutto si mette in gioco contemporaneamente. Cantautore e docente, Tia Airoldi, nato e cresciuto lungo le rive dell’Adda nella campagna milanese (Treviglio 10-8-1987), è da sempre stato incredibilmente affascinato dal cantautorato folk classico e contemporaneo (Johnny Cash, Bob Dylan, Lee Hazlewood, Neil Young, Nick Drake, Bright Eyes, Fleet Foxes, Sufjan Stevens) e dalle colonne sonore dei film.

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Occhi: infezione e prevenzione

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

Il periodo di emergenza sanitaria ha inevitabilmente cambiato le nostre abitudini, comprese quelle relative alla salute. Per approfondire alcuni temi inerenti il benessere visivo, ZEISS ha coinvolto il Dott. Franco Spedale – Direttore dell’Unità Operativa a funzione Dipartimentale dell’Oculistica dell’Ospedale di Chiari ASST Franciacorta – per analizzare l’attuale situazione e ricordare, in questo periodo più che mai, l’importanza della prevenzione e dell’adozione di comportamenti corretti per proteggere i propri occhi.Diverse sono le problematiche a cui stiamo assistendo come spiega il Dott. Franco Spedale, Direttore del reparto di Oculistica dell’Ospedale di Chiari: Una maggiore attenzione nel caso di un arrossamento oculare che potrebbe essere causato da virus Un crescente utilizzo di computer, tablet e smartphone. La necessità di adottare semplici ma importanti norme igieniche per prevenire trasmissioni di virus, infiammazioni e affaticamento agli occhi, anche attraverso l’utilizzo di lenti da vista adatte al proprio stile di vita. La congiuntivite, ad esempio, è oggi uno dei sintomi che possono essere associati al Covid-19. Ecco perché, come conferma il Dott. Spedale, è aumentata l’attenzione ai suoi sintomi, la preoccupazione e di conseguenza il ricorso allo specialista.I consigli: Lavare spesso le mani ed evitare di toccarsi gli occhi; Se proprio ci si deve strofinare gli occhi, farlo con le mani assolutamente pulite, Non utilizzare mai lo stesso fazzoletto per asciugarsi naso e occhi. Un fenomeno che sta incidendo notevolmente sulla salute dei nostri occhi e che causa anch’esso arrossamento e sindrome dell’occhio secco, è l’affaticamento visivo, spesso dovuto al maggior tempo che le persone passano di fronte al computer, tablet e smartphone. A questo proposito, come conferma il Dott. Spedale, “è importante tenere gli occhi sotto controllo, ancora prima di arrivare all’insorgere del problema. In questo momento specifico è quindi fondamentale adottare comportamenti corretti anche dal punto di vista visivo per evitare di sviluppare patologie che possono in qualche modo far insorgere la paura di aver contratto il virus e quindi generare stati di ansia e preoccupazione”. I consigli: Non trascorrere troppo tempo troppo fissando ininterrottamente dispositivi digitali Alternare frequentemente visione a distanza e visione ravvicinata Assicurare una corretta illuminazione all’ambiente Mantenere una postura corretta La prevenzione non passa però esclusivamente da norme igieniche ma, come ci ricorda ZEISS, anche dall’utilizzo di lenti da vista che tengano in considerazione il nuovo stile di vita. Ad esempio, le ultime nate in casa ZEISS, le lenti ZEISS SmartLife, tengono conto delle esigenze visive derivanti da uno stile di vita connesso e in movimento e assicurano campi di visione più ampi, su tutta la superficie della lente, anche nelle aree laterali. Questo è fondamentale al giorno d’oggi, perché gli studi dimostrano che i nuovi schemi di comportamento visivo implicano un minore movimento della testa e un maggiore movimento degli occhi, che però vengono sottoposti a continui stimoli visivi provenienti da diverse direzioni e a diverse profondità di sguardo.

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“Dante gli occhi e la mente. Le arti al tempo dell’esilio”

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2020

Ravenna. Due capolavori della pittura medievale, il celebre Polittico di Badia di Giotto e il ‘San Francesco riceve le Stimmate’ del Maestro della Croce 434 ed una tela del 1854 di Annibale Gatti ‘Dante in esilio’. Queste opere, custodite a Firenze, nella Galleria degli Uffizi, verranno concesse in prestito dal museo in occasione del Settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri per il progetto espositivo Dante. Gli occhi e la mente: si tratta di tre mostre che vogliono omaggiare il Sommo Poeta attraverso differenti prospettive organizzate da Comune di Ravenna, dall’Assessorato alla cultura e dal MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna. A testimonianza del profondo legame tra Firenze, città natale del sommo poeta, e Ravenna, la città che fu il suo ‘ultimo rifugio’ e che ne conserva le spoglie, la Galleria degli Uffizi e il Comune di Ravenna hanno infatti firmato un accordo di collaborazione pluriennale: nel 2021 i primi prestiti del museo fiorentino alla mostra Le Arti al tempo dell’esilio. Altri seguiranno con cadenza annuale, in occasione di ogni settembre dantesco, cui si aggiungerà il deposito a lungo termine di alcune opere che saranno parte integrante del progetto Casa Dante.
La mostra Le Arti al tempo dell’esilio, curata di Massimo Medica, direttore dei Musei civici d’Arte Antica di Bologna, ed allestita dal 6 marzo al 4 luglio 2021 nella chiesa di San Romualdo a Ravenna, potrà contare su due capolavori degli Uffizi.
Il Polittico di Badia di Giotto, datato intorno intorno al 1300, è originariamente proveniente dall’altare maggiore della Badia di Firenze, una delle chiese più importanti della città, situata nei pressi dell’abitazione degli Alighieri. Nell’ideale percorso affrontato dalla mostra, l’opera, sicuramente nota a Dante, è inserita nella sezione della mostra dedicata a Firenze insieme ad un altro prestigioso prestito, sempre della Galleria degli Uffizi: un dipinto a tempera e oro su tavola del Maestro della Croce 434, San Francesco riceve le stimmate, databile intorno al 1250. Le opere presenti in questa prima sezione costituiscono la necessaria premessa per affrontare i temi dell’esposizione, incentrata soprattutto sul periodo dell’esilio del poeta, iniziato come è noto nel 1302. Roma, Arezzo, Verona, Padova, Bologna, Lucca, Pisa, Ravenna, sono alcune delle città che Dante ebbe occasione di visitare in questi anni: quali opere ebbe occasione di vedere? seguendo le peregrinazioni del poeta, la mostra intende ripercorrere un ideale itinerario di immagini, una sorta di mappa delle sue conoscenze artistiche. Nelle opere di Dante e in particolare nella Commedia, infatti, la forza delle immagini e l’esperienza visiva ricoprono un ruolo centrale.
Per la ricostruzione del ‘viaggio’ dantesco attraverso opere d’arte riconducibili ai luoghi dell’esilio, è necessario partire da Firenze, dove tutto ha inizio. L’origine fiorentina del poeta gli permise, infatti, di conoscere l’incalzante rivoluzione artistica nella sua città natale, che troverà proprio con Giotto, nella scoperta del vero e nella certezza dello spazio misurabile, una dimensione universale e nazionale, così come lo stesso Dante sperimentava in quegli anni con la sua ricerca del “volgare illustre” quale lingua per l’intera penisola italiana. Il Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt: “La collaborazione istituzionale tra gli Uffizi e Ravenna, in casi di progetti importanti come questo, pone in primo piano il territorio e la sua storia, ne esalta i valori, promuove la conoscenza e, non ultimo, diventa un ingranaggio fondamentale della ripresa dopo la pandemia. Il volgare fiorentino è diventato lingua letteraria nazionale grazie a Dante, Giotto ha diffuso in tutta Italia una forma espressiva nuova e radicale, alla base di ogni sviluppo artistico successivo: solo riallacciandoci a quegli esempi coraggiosi di apertura possiamo fare del nostro patrimonio una forza sociale per l’intero Paese”.

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Te lo leggo negli occhi!

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2020

Un nuovo studio italiano, coordinato da un team di ricerca del Dipartimento di Psicologia della Sapienza, ha osservato l’influenza che volti e parole della politica possono avere sul comportamento morale degli elettori “indecisi”. I risultati del lavoro, pubblicati sulla rivista Scientific Reports, sono stati ottenuti attraverso l’analisi del comportamento oculomotorio di un campione di persone prive di una convinzione ideologica precisa. Gli occhi non mentono perchè secondo alcuni sono lo specchio dell’anima. Dal movimento oculare è possibile capire se una persona mentirà o dirà la verità e ottenere anche informazioni utili sulle ragioni e sulle modalità dell’uno o dell’altro comportamento e sulle relative conseguenze.È quanto ha dimostrato il team di ricerca composto da Michael Schepisi, Giuseppina Porciello, Salvatore Maria Aglioti e Maria Serena Panasiti del Dipartimento di Psicologia della Sapienza in un nuovo lavoro pubblicato sulla rivista Scientific Reports. L’obiettivo generale dello studio è stato quello di indagare se la presentazione di stimoli politici di diversa natura (volti di politici vs. parole ideologiche) e associati a diverse ideologie (sinistra vs. destra) potesse influenzare la tendenza di persone politicamente indecise a mentire. Inoltre, attraverso la registrazione dei movimenti oculari dei partecipanti è stato possibile avere un indice attentivo in grado di predire il processo decisionale che porta a tale comportamento.Nello specifico, i risultati mostrano come alcune parole ideologiche (es. “condivisione”, “tolleranza”) possano essere utilizzate più efficacemente per veicolare messaggi che influiscono sul comportamento morale dei partecipanti, portandoli a mentire di più per l’interesse altrui e meno per quello personale. A queste conclusioni si è arrivati attraverso un esperimento nel quale ai partecipanti è stato chiesto di cimentarsi in un gioco di carte contro avversari dal differente status socioeconomico. In palio una ricompensa monetaria per ottenere la quale i giocatori potevano decidere se mentire o dire la verità ai loro avversari riguardo all’esito del gioco. “L’analisi dei movimenti oculari dei partecipanti – spiega Michael Schepisi della Sapienza, primo autore del lavoro – ha inoltre evidenziato come gli stimoli ideologici avessero influenzato le loro decisioni durante il gioco spostandone il focus attentivo: in seguito all’esposizione di stimoli di sinistra i partecipanti tendevano a prestare più attenzione alle informazioni relative allo status dei propri avversari che al risultato del gioco, condizionando i successivi comportamenti e il contatto oculare a seconda della posizione socioeconomica degli avversari stessi”.I ricercatori hanno visto che i partecipanti modellavano il loro comportamento mentendo meno agli avversari di basso status, ossia quelli percepiti come probabilmente più “deboli”. Inoltre, dopo aver mentito, i partecipanti tendevano a distogliere lo sguardo dagli avversari di alto status e a mantenerlo verso quelli di basso status. “I risultati del nostro studio, che rientra nel progetto ERC Advanced Grant eHONESTY, – conclude Salvatore Maria Aglioti – offrono nuove evidenze circa il modo in cui un priming ideologico puo’ influenzare il processo decisionale di tipo morale e suggeriscono come il comportamento oculomotorio possa fornire informazioni cruciali su come questo processo abbia luogo”.

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10 regole d’oro della prevenzione per “non perdere di vista” il benessere dei propri occhi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2020

Assicurarsi che sia le lenti chiare sia quelle da sole proteggano dalle radiazioni UV fino a 400nm, lo standard di riferimento raccomandato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Poter indossare quotidianamente delle lenti da vista chiare che garantiscano la stessa protezione UV fornita dagli occhiali da sole, è oggi possibile grazie alla tecnologia UVProtect, che, da aprile 2018 è integrata di serie e senza costi aggiuntivi in tutte le lenti da vista chiare ZEISS.
Non portare le lenti a contatto per più di 6-8 ore al giorno, compatibilmente con la tollerabilità individuale. È sconsigliato utilizzarle al mare e in piscina perché possono contaminarsi e, quindi; esporre i nostri occhi ad un rischio maggiore di cheratiti e congiuntiviti.
Seguire una dieta sana, ricca di frutta, verdura e acidi grassi omega-3 protegge la salute generale, vista compresa, contribuendo a prevenire malattie cardiovascolari e diabete.
Polvere, sabbia, trucchi e detersivi sono agenti che possono irritare gli occhi. Se si notano occhi rossi o infiammazioni è meglio evitare rimedi “fai da te” e contattare un medico oculista.
Testare periodicamente, anche a casa, la capacità visiva e accomodativa degli occhi guardando alternativamente vicino e lontano, chiudendo un occhio per volta. Se si nota qualche difficoltà, è consigliabile effettuare un controllo da un professionista della visione .
Limitare l’uso dei dispositivi digitali nelle ore serali: emettono luce blu che potrebbe disturbare la qualità del sonno.
Fare delle pause regolari in caso di uso prolungato di schermi digitali (15 minuti ogni 2 ore), limitare i riflessi sullo schermo, non leggere controluce. L’utilizzo di lenti specifiche per attenuare la luce blu garantisce una visione nitida, senza affaticamento e una postura rilassata.
Sottoporsi a una visita di controllo presso un medico oculista almeno ogni 2 anni o, se si hanno più di 65 anni, una volta all’anno, aggiungendo anche l’esame del fondo oculare.
Rivolgersi al medico qualora si percepissero sintomi come lampi, vista offuscata o restrizioni del campo visivo.
Per chi passa molto tempo alla guida, è preferibile utilizzare lenti specifiche che riducono l’abbagliamento e rendono la guida sicura e confortevole anche in condizioni di scarsità di luce.

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Salute degli occhi: anche l’inquinamento indoor gioca la sua parte

Posted by fidest press agency su sabato, 9 novembre 2019

Lavorando in stretta sinergia con il cervello, i nostri occhi ci consentono di percepire l’ambiente circostante con ricchezza di dettagli e minuziosità. È principalmente attraverso questi preziosi organi che riusciamo a percepire la maggior parte delle informazioni, ma nonostante ciò nella vita di tutti i giorni ci capita di trascurarli spesso senza renderci conto che la loro salute è determinata anche dal nostro stile di vita.
Nelle nostre case, infatti, sono presenti residui di fumo di sigaretta, della combustione di legna o dall’uso dei fornelli, polveri, vernici, prodotti per la casa ma pure inquinanti biologici come batteri, virus, pollini, acari, allergeni, muffe che sono causa del cosiddetto l’inquinamento indoor: un’insidia non visibile e poco considerata ma che può influire sulla salute del sistema oculare, soprattutto se non si è attenti a tenerli ben idratati. Per quanto riguarda gli ambienti chiusi tra le buone norme da seguire vi è il ricambio dell’aria ogni 4-6 ore e seguire più possibile le norme igieniche (lavare periodicamente tende e tappezzerie, eliminare costantemente la polvere, ecc…) ma per i nostri occhi cosa possiamo fare? Bere ogni giorno la giusta quantità di acqua è una delle buone abitudini per mantenere gli occhi in salute; al contrario bere poco, comporta una riduzione della produzione di lacrime, un elemento che invece è essenziale per la protezione e l’idratazione della superficie dell’occhio: ogni volta che si sbattono le ciglia grazie alle lacrime si forma una sorta di pellicola che svolge funzioni importantissime – come la difesa dalle infezioni batteriche – e apporta sostanze nutrienti all’occhio, quali ossigeno e lipidi e lubrificano la cornea.

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Emilio Tadini: Davanti agli occhi, dietro lo sguardo

Posted by fidest press agency su sabato, 23 marzo 2019

Milano Mercoledì, 27 marzo 2019 dalle 18.00 alle 21.00 Fondazione Marconi Via Tadino 15.
La Fondazione Marconi presenta Emilio Tadini 1967-1972, Davanti agli occhi, dietro lo sguardo la terza mostra dedicata all’artista e intellettuale milanese Emilio Tadini. Dopo Emilio Tadini 1960-1985. L’occhio della pittura del 2007 e Emilio Tadini 1985-1997. I profughi, i filosofi, la città, la notte del 2012, questo nuovo progetto espositivo pone l’attenzione sugli esordi della produzione artistica di Tadini, dal 1967 al 1972, ovvero dal primo ciclo Vita di Voltaire, che segna la nascita del suo linguaggio pittorico, fino ad Archeologia.Considerato uno tra i personaggi più originali del dibattito culturale del secondo dopoguerra italiano, fin dagli anni Sessanta Emilio Tadini sviluppa la propria pittura per grandi cicli, popolati da un clima surreale in cui confluiscono elementi letterari, onirici, personaggi e oggetti quotidiani, spesso frammentari, dove le leggi di spazio e tempo e quelle della gravità sono totalmente annullate.Le opere di Tadini nascono da un clima emotivo, da un flusso mentale “in qualche zona semibuia della coscienza” dove le immagini emergono in un procedimento freudiano di relazioni e associazioni e dove le situazioni “reali” che il pittore raffigura sono immerse nell’atmosfera allucinata del sogno, in un clima surrealista-metafisico. Questo processo automatico si sviluppa, più che sulla prima immagine del quadro, sulla serie: da un’immagine ne scaturiscono altre, modificandola e alterandola.

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Francesca Diotallevi: Dai tuoi occhi solamente

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 dicembre 2018

New York, 1954. Capelli corti, abito dal colletto tondo, prime rughe attorno agli occhi, ventotto anni, Vivian ha risposto a un’inserzione sul New York Herald Tribune. Cercavano una tata. Un lavoro giusto per lei. Le famiglie l’hanno sempre incuriosita. La affascina entrare nel loro mondo, diventare spettatrice dei loro piccoli drammi senza esserne partecipe, e osservare la recita, la pantomima della vita da cui soltanto i bambini le sembrano immuni.
La giovane madre che l’accoglie ha labbra perfettamente disegnate con il rossetto, capelli acconciati in onde rigide, golfini impeccabili. Dietro il suo perfetto abbigliamento, però, Vivian sa scorgere la crepa, il muto appello di una donna che sembra chiedere aiuto in silenzio. Del resto, questo è il suo lavoro: prendersi cura della vita degli altri.
L’accordo arriva in fretta. A lei basta poco: una stanza dove raccogliere le sue cose; una città, come New York, dove potere osservare le vite incrociarsi sulle strade, scrutare mani che si stringono, la rabbia di un gesto, la tenerezza in uno sguardo, l’insopportabile caducità di ogni istante. Ed essere, nello stesso tempo, invisibile, sola nel mare aperto della grande città, a spingere una carrozzina o a chinarsi per raddrizzare l’orlo della calza di un bambino.Scrutare i gesti altrui e guardarsi bene dall’esserne toccata: questa è, d’altronde, la sua esistenza da tempo. Troppe, infatti, sono le ferite che le sono state inferte nell’infanzia, quando la rabbia di un gesto – di sua madre, Marie, o di suo fratello Karl, animati dalla medesima ira nei confronti del mondo – si è rivolta contro di lei. Sola nella camera che le è stata assegnata, Vivian scosta le tende dalla finestra, lancia un’occhiata al cortiletto ombroso e spoglio nel sole morente di fine giornata, estrae dalla borsa la sua Rolleiflex e cerca la giusta inquadratura per catturare il proprio riflesso che appare contro l’oscurità del vetro.È il solo gesto con cui Vivian Maier trova il suo vero posto nel mondo: stringere al ventre la sua macchina fotografica e rubare gli istanti, i luoghi e le storie che le persone non sanno di vivere.Dopo Dentro soffia il vento, Francesca Diotallevi dà un’ulteriore prova del suo talento con uno struggente, autentico romanzo sulla vita di una delle grandi artiste «invisibili» del xx secolo: Vivian Maier, la « tata che ha cambiato, con dedizione silenziosa, la storia della fotografia» (Vanity Fair).
Francesca Diotallevi è nata a Milano nel 1985. È laureata in Scienze dei Beni Culturali. Tra le sue opere Le stanze buie (Mursia, 2013), Amedeo, je t’aime (Mondadori Electa, 2015) e Dentro soffia il vento (Neri Pozza, 2016), vincitore della seconda edizione del Premio Neri Pozza sezione giovani. (by Neri Pozza Editore)

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Siena con gli occhi di un bambino

Posted by fidest press agency su sabato, 8 settembre 2018

Siena Dall’otto al 22 settembre (apertura tutti i giorni dalle ore 18 alle ore 22) una singolare mostra fotografica di Marco Zamperini, nello spazio espositivo di via Cecco Angiolieri 13. Ingresso libero.(Vernissage sabato 8 settembre ore 18). Zamperini, fotografo senese, regala alla sua città un viaggio emotivo ed emozionale che prende il via da una domanda: vi è mai capitato di tornare in un luogo frequentato da bambini e di rimanere sorpresi perché lo ricordavi diverso e molto più grande di come lo vedete adesso?
E così, armato di grandangolo Marco Zamperini torna nei luoghi della sua infanzia alla ricerca di quel punto di vista che li rendeva enormi e magici al suo sguardo di bambino. Ne ricava immagini che mostrano una Siena insolita, intima e bellissima, fatta di prospettive verticali che si infrangono in strade perfette, tracciate nel cielo. Un mondo pieno di poesia, dove i confini si fondono con l’infinito e che è proprio di chi guarda tutto col naso all’insù con stupore e meraviglia.Ed è la “meraviglia” il fil rouge che lega gli scatti di Zamperini: “Siena con gli occhi di un bambino” è un lavoro che nasce dalla volontà di ritornare piccoli, spogliarsi di visioni preconcette e recuperare la capacità di guardare, sognando.Un cammino che dalla fotografia arriva dritto all’anima, invitando lo spettatore a osservare da una prospettiva differente, a portare lo sguardo dal basso verso l’alto in maniera mai scontata e mai banale, ma interiore, intima, profonda.La mostra, curata da Stefano Andrei e realizzata in collaborazione con Liberamente Osteria, sarà aperta ogni giorno dalle ore 18 alle ore 22 ad ingresso libero e sarà arricchita da una video istallazione con immagini dedicate a Siena di Marco Zamperini.
Durante l’orario di apertura l’autore sarà disponibile a omaggiare di una “foto ritratto” i visitatori interessati.

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Il profumo bruciò i suoi occhi di Michael Imperioli

Posted by fidest press agency su domenica, 22 luglio 2018

Il profumo bruciò i suoi occhiÈ l’estate del 1976 a Jackson Heights, nel Queens. Un’estate funesta per il diciassettenne Matthew. All’inizio dell’anno suo padre si è messo in marcia con la Chrysler Newport marrone del ’72, il bagagliaio ingombro di sacchi della spazzatura pieni di vestiti, e ha pensato bene di tirare le cuoia in uno scontro sulla superstrada. Da allora Matthew trascorre le giornate nella mansarda del suo amico Willie, a guardarlo fumare erba e ad ascoltare Wish You Were Here dei Pink Floyd, mentre sua madre si intontisce di antidepressivi. In un torrido giorno di luglio, un infarto stronca il nonno Gus, e la vita di Matthew a Jackson Heights giunge al capolinea. A metà agosto sua madre inizia a imballare i loro averi in valigie e scatoloni e insieme si trasferiscono sulla East 52nd Street, a Manhattan. Benché «la città» disti solo una quindicina di minuti con il treno, l’East River potrebbe essere benissimo l’oceano Atlantico per il ragazzo. L’edificio in cui traslocano si trova in una parte lussuosa di Manhattan, una Rolls Royce se ne sta lí a oziare all’angolo con la First Avenue, mentre al volante siede l’autista con regolare berretto. Per Matthew è tutto nuovo e strano, come il misterioso inquilino dell’appartamento 8A, un tipo smilzo, tutto vestito di nero, con grandi occhiali da sole scuri e capelli cortissimi di un biondo sbiadito, da cui spunta il tatuaggio di una croce di ferro. All’apparenza uno di quei tossici che si vedono bighellonare nei pressi della stazione della metropolitana di Roosevelt Avenue. In realtà, una leggenda della musica: Lou Reed. Nell’appartamento che Reed condivide con la sua musa trans Rachel, Matthew vive il suo apprendistato all’età adulta, trovando nella rock star un mentore inusitato, un artista-sciamano capace di indicare la via quando lui perde la testa per la misteriosa Veronica, la ragazza incontrata nella nuova scuola, cosí assennata e saggia per la sua età Romanzo di formazione di rara maestria, con un adolescente come protagonista, un «Holden Caulfield privo però di cinismo» (Booklist), Il profumo bruciò i suoi occhi – il titolo è tratto da un verso di Romeo had Juliette di Lou Reed – è un magistrale viaggio nei turbamenti della gioventú e negli angoli bui della New York degli anni Settanta.
Michael Imperioli (Mount Vernon, 26 marzo 1966) è un attore e sceneggiatore statunitense. Il profumo bruciò i suoi occhi, il suo primo romanzo, ha ottenuto uno straordinario successo di critica e pubblico negli Stati Uniti.ISBN 978 88 545 16373Pagine 208 Euro 16,50 (foto copertina copyright Neri Pozza Editore Il profumo bruciò i suoi occhi)

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Il benessere degli occhi è un’Arte

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 dicembre 2017

0cchioPassiamo sempre più tempo davanti a PC e cellulari, viaggiamo spesso e lavoriamo in ambienti secchi, per questo dobbiamo proteggere i nostri occhi. Artelac®, una famiglia di gocce oculari di Bausch + Lomb, si prende cura di tutti i tipi gli occhi, soprattutto quelli stanchi, secchi e sensibili, perché gli occhi, per loro natura, hanno sempre bisogno di mantenersi idratati.
L’occhio secco, o più comunemente Dry Eye, è una patologia piuttosto diffusa, molti over 50 ne soffrono, ma il disturbo è in aumento anche a causa dell’uso sempre più frequente di dispositivi elettronici. L’occhio secco è “una patologia multifattoriale della superficie oculare, caratterizzata da una perdita di omeostasi del film lacrimale, e accompagnata da sintomi oculari in cui l’instabilità del film lacrimale e l’iperosmolarità, l’infiammazione della superficie oculare e il danno e le anomalie neurosensoriali svolgono un ruolo eziologico”.
In breve, l’occhio secco è un disturbo che può essere dovuto sia ad una ridotta produzione lacrimale (Ipolacrimia) che ad un’ eccessiva evaporazione lacrimale (Dislacrimia), che colpisce soprattutto chi usa spesso dispositivi elettronici, pazienti con allergie croniche, donne in menopausa e portatori di lenti a contatto. I sintomi più comuni sono bruciore, sensazione di corpo estraneo nell’occhio e arrossamento.
Le lacrime non sono solo sinonimo di pianto e tristezza, sono anche un prezioso agente di protezione dell’occhio. Quando si passa molto tempo al computer, si indossano lenti a contatto, o si è esposti per diverso tempo a riscaldamento o aria condizionata, gli occhi sono spesso stanchi, bruciano e si arrossano. In questi casi un valido aiuto per l’occhio può arrivare da soluzioni idratanti studiate apposta per lubrificare, detergere e proteggere e rinfrescare. Esistono diversi tipi di fastidi oculari e ognuno ha bisogno della sua particolare “tipologia” di gocce oculari, per questo motivo Artelac® si propone come una linea completa di prodotti che fornisce il prodotto Artelac® più adatto alle esigenze. (occhio)

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Prevenire i rischi e proteggere gli occhi sotto il sole estivo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 luglio 2017

occhialiSolo il 60% degli italiani utilizza gli occhiali da sole, e di questi il 30% non li indossa mai, il 18% raramente e solo il 52 % li ritiene “indispensabili. Appena il 17% ne possiede più di un paio, e in troppi cedono alle offerte low cost. Questi gli ultimi dati diramati dalla Commissione Difesa Vista che sottolinea come gli occhi, soprattutto in estate, vadano protetti dagli agenti esterni che potrebbero danneggiarli, in primis il sole.A preoccupare sono soprattutto le giovani generazioni e gli anziani: sono loro a rischiare più degli altri, e invece soltanto l’11% dei giovanissimi e il 10% degli over 55 utilizza lenti protettive con regolarità. Addirittura il 60% dei piccoli fra 2 e 6 anni non ha mai inforcato un occhiale da sole, benché gli occhi degli under 15 siano i più delicati e bisognosi di uno schermo ad hoc e di qualità.Gli occhiali da sole, inoltre, andrebbero scelti a seconda delle proprie esigenze e della situazione di utilizzo. “Non tutti gli occhiali sono uguali” – raccomanda lo specialista. “Qualche esempio: durante lo sport servono lenti resistenti agli urti e in grado di proteggere dai raggi UV anche in condizioni di performance estreme. Alla guida occorre prestare attenzione alla colorazione delle lenti per garantire una adeguata protezione senza pregiudicare la visione nel passaggio dalla luce al buio delle gallerie. Non stiamo parlando quindi solo di un vezzo modaiolo ma di uno strumento che deve rispondere a criteri ben precisi”.Ecco una serie di consigli utili forniti dal Dott. Andrea Giani:
1. Indossa un cappello con la visiera, protegge il viso;
2.Stai attento alla luce che si riflette sulla sabbia o sull’acqua: intensifica l’esposizione al sole;
3.Tieni d’occhio l’ora: gli occhi sono esposti a maggior rischio di danno solare tra le 10 di mattina e le 2 di pomeriggio poiché i raggi solari sono più intensi.
4.Proteggiti con qualsiasi condizione atmosferica: i raggi UV possono danneggiare gli occhi anche quando il tempo è nuvoloso;
5.Mangia verdure a foglia verde e frutti ricchi di antiossidanti, vitamina A, C ed E. La luteina e la zeaxantina sono sostanze antiossidanti ritenute particolarmente benefiche per mantenere gli occhi in buona salute. La luteina si trova nei peperoni gialli, nel mango e nelle verdure a foglia verde. Broccoli, mais, arance e uova sono buone fonti di zeaxantina;
6. Scegli gli occhiali più adatti a te. Ricorda che il tuo ottico di fiducia e l’oculista di riferimento sono le persone più adatte a rispondere alle tue esigenze visive. (foto: screening visivi)

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Con i vostri occhi, con le nostre mani: Una mostra di dipinti e disegni

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 giugno 2017

mostraRoma Fino al 27 giugno 2017 sarà possibile visitare all’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190) la mostra “Con i vostri occhi, con le nostre mani”. L’esposizione, con ingresso libero, raccoglie dipinti e disegni, frutto dell’incontro tra giovani in difficoltà e studenti dell’Università Europea di Roma. Il progetto formativo dell’Università Europea di Roma prevede l’inserimento di attività di responsabilità sociale nel curriculum degli studi, con l’obiettivo di sensibilizzare lo studente all’esercizio attivo della solidarietà e alla coscienza del valore sociale dell’impegno professionale. A tal fine vengono stipulate convenzioni con enti, associazioni e organizzazioni “no profit”.Questa mostra di dipinti e disegni è nata in collaborazione con l’associazione culturale “Il Cantiere”, nata a Roma trentun anni fa.
“Il Cantiere” è un’associazione senza fini di lucro, con fini formativi e informativi di integrazione, prevenzione e inserimento sociale rivolta ai giovani e alle loro problematiche, che insieme a studenti universitari lavorano alle stesse attività. Ciò produce un reciproco effetto trainante, in un lavoro creativo ed espressivo, di ampio respiro solidale e umano.Particolarmente interessante è il risultato di questa mostra, diretta dal maestro Giuseppe Brunetti, come prodotto di un lavoro comune, che coniuga creatività, cultura e solidarietà.La mostra, con ingresso libero, si potrà visitare fino al 27 giugno 2017, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30 e il sabato, dalle 8.30 alle 13.30, all’Università Europea di Roma, via degli Aldobrandeschi 190. (foto: mostra)

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Mostra “LOS OJOS DE LOS POBRES”

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 maggio 2017

occhi dei poveriocchi dei poveri2Roma 11 maggio alle ore 18 presso la Sala Dalí dell’Instituto Cervantes (piazza Navona, 91) la mostra “LOS OJOS DE LOS POBRES”, gli occhi dei poveri. L’esposizione – prima italiana – raccoglie 48 fotografie in bianco e nero (40cm x 50cm) del fotoreporter spagnolo Joan Guerrero, accompagnate da versi poetici di Mons. Pedro Casaldáliga, vescovo emerito di São Félix do Araguaiam, per due volte candidato al Premio Nobel per la Pace.
“Los ojos de los pobres” fa parte di un progetto di sensibilizzazione e di educazione alla solidarietà portato avanti dalla ONG Tierra sin males, nata a Soria (Spagna) 17 anni fa e da allora dedita alla cooperazione e allo sviluppo delle realtà in difficoltà, con vari progetti nello Stato del Mato Grosso in Brasile, a Sao Felix Prelazia Araguaya, in Bolivia, El Salvador e Gambia.Oltre a diverse città in Catalogna, la mostra è stata esposta in altre città spagnole come Burgos, Gijón, Soria, Palencia, Aviles, Valladolid, Segovia e Soria e al Forum 2010, nella Galleria Sargadelos di Santiago de Compostela. Adesso arriva a Roma, dove resterà esposta fino a sabato 10 giugno 2017 e si potrà visitare gratuitamente dal mercoledì al sabato, dalle 16 alle 20.
Gli scatti presenti, frutto di diversi viaggi in America Latina di Joan Guerrero – tra il 1996 e il 1998 in Ecuador, El Salvador e Nicaragua – descrivono, grazie ai versi di Mons. Casaldáliga, la difficile realtà presente in alcune aree, in particolare nelle zone rurali e nelle aree urbane più disagiate di questi Paesi. Nelle foto si richiama l’attenzione all’espressività degli occhi e delle mani, alla loro autenticità. Da qui il titolo che ci esorta a guardare la realtà attraverso gli occhi dei bisognosi. Con il loro sguardo che rivela una esistenza travagliata, frutto di violenza e morte, di emarginazione e occhi dei poveri1fame. E che al tempo stesso racconta, attraverso lo sguardo evangelico delle persone sofferenti, l’indignazione e la speranza di tutti i diseredati del mondo.Al vernissage della mostra, giovedì 11 maggio alle ore 18, interverranno Eduardo Lallana, presidente della ONG Tierra Sin Males, Sergio Rodríguez López-Ros, direttore dell’Instituto Cervantes di Roma e rappresentanti delle ambasciate in Italia di Ecuador, El Salvador e Nicaragua.Mons. Pedro Casaldáliga (Balsareny, Barcelona, 1928) è vescovo emerito della prelatura territoriale di Sao Félix do Araguaia (Brasile) e presidente onorario di Tierra sin males. Da sempre vicino alla teologia della liberazione, è stato ordinato in Catalogna, dove si unì all’ordine dei Clarettiani. Ha lavorato a Sabadell, Barcellona, Barbastro e Madrid prima di stabilirsi nel Mato Grosso, dove vive dal 1971 e dove ha fondato una missione clarettiana, dedicando tutta la sua esistenza ai più bisognosi. Per la sua attività ha ricevuto numerosi riconoscimenti.
Joan Guerrero (Tarifa, 1940) è un affermato fotoreporter spagnolo. Ha lavorato per diversi media come El Periodico de Catalunya, El Observador e El País. Le sue fotografie trasudano umanità e riflettono la realtà sociale di ogni momento e luogo. Ha ricevuto il premio Ciutat de Santa Coloma (1988) e la Medaglia d’Oro al Merito Artistico del Comune di Barcellona (2009). Presiede la Gramenet Imatge Solidaria, associazione di fotogiornalisti dediti alla raccolta di fondi per finanziare progetti sociali, attraverso mostre e iniziative specifiche. (foto: occhi dei poveri)

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libro: “Gli occhi della Gioconda”

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2016

alberto-angelaModena domenica 11 dicembre alle 17.30 Forum Guido Monzani Via Aristotele, 33, Alberto Angela presenta il suo ultimo libro “Gli occhi della Gioconda” (Rizzoli). Un capolavoro assoluto come la Gioconda non è solo un quadro da ammirare affascinati dagli occhi che sembrano vivi e dalla magia del sorriso. In realtà è un viaggio nella mente e nelle emozioni di Leonardo. Già dall’Ottocento e fino a oggi, è stato detto e scritto moltissimo su Leonardo e su Monna Lisa, un artista e un ritratto su cui si ha sempre l’impressione di non sapere abbastanza. Per andare a conoscere entrambi e svelarne l’eterno fascino, Alberto Angela ha scelto una chiave completamente nuova: lascia che sia la Gioconda a “raccontarci” Leonardo, il genio che l’ha potuta pensare e realizzare. Scopriamo, così, che il volto della Gioconda, levigatissimo dallo sfumato, non ha ciglia nè sopracciglia. O che il suo vestito ha molto da dirci sulla moda del tempo, ma anche sulle abitudini e sull’economia della Firenze di inizio Cinquecento. Sulla sua identità, poi, sono state fatte diverse ipotesi, alcune delle quali aprono retroscena appassionanti. Con le sue doti indiscusse di divulgatore, Alberto Angela ci accompagna a scoprirli, entrando nella vita di Leonardo.
Alberto Angela nato a Parigi nel 1962, paleontologo, scrittore e divulgatore scientifico, è autore e conduttore di programmi televisivi di straordinario successo come Passaggio a Nord Ovest e Ulisse. Fra i suoi libri, tutti bestseller, ricordiamo San Pietro (Rizzoli, 2015), I tre giorni di Pompei (Rizzoli, 2014), I bronzi di Riace (Rizzoli, 2014), Viaggio nella Cappella Sistina (Rizzoli, 2013), Amore e sesso nell’antica Roma (Mondadori, 2012), Impero (Mondadori, 2010) e Una giornata nell’antica Roma (Mondadori, 2007). (foto: alberto angela)

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“Occhio” agli occhi degli animali

Posted by fidest press agency su sabato, 29 ottobre 2016

animali_domesticiOggi la chance di guarigione per gli animali è quasi sovrapponibili a quelle degli umani. Ecco, infatti, che per curare alcune patologie oculari degli amici a quattro zampe arrivano le lenti a contatto e gli occhiali, seppur rigorosamente protettivi. Questa ed altre tematiche sono state al centro del seminario dedicato all’oftalmologia veterinaria, organizzato dall’Ordine dei Medici Veterinari di Roma presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana “M. Aleandri”, durante il quale si è posta l’attenzione sui primi evidenti segnali da non sottovalutare onde evitare potenziali malesseri oftalmici. Avete mai notato se gli occhi del vostro amico a quattro zampe lacrimano eccessivamente, se hanno una mancata o ridotta apertura palpebrale oppure la congiuntiva arrossata? Quello che a volte può essere scambiato per quotidianità può invece nascondere un serio problema. Occhio, quindi, agli occhi dei nostri cani e gatti, ma non solo. I preziosi consigli valgono anche per i cavalli ed “animali non convenzionali” quali conigli, furetti e tartarughe. I relatori, di livello internazionale, hanno ribadito l’importanza di una corretta educazione al trattamento e alla prevenzione, sottolineando come in tale ottica sia fondamentale affidarsi ai veterinari per una prima valutazione ed eventualmente per un successivo riferimento ai colleghi “specialisti della materia”. Il fai da te in questi casi non è mai indicato in quanto l’uso di medicazioni inopportune, non solo non consente la guarigione, ma spesso determina l’insorgenza di complicazioni importanti. Per quanto riguarda l’introduzione delle letti a contatto, state tranquilli, nessuna eccentrica tendenza sta per dare atto all’ennesimo tocco fashion che spesso travolge, loro malgrado, gli animali. Le lenti infatti, vengono impiegate in certe patologie corneali al fine di favorirne la guarigione, così come per prevenire danni dati dalle radiazioni ultraviolette sono disponibili anche appositi occhiali, utilizzati anche nell’intervento post cataratta. Associare ad una visita di controllo generica anche un esame oculare, può in definitiva contribuire a… non “perdere di vista” la salute dei nostri animali. (Federica Rinaudo)

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Guardare il mondo con gli occhi di Darwin

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2016

darwinParma. Ritorna venerdì 11 marzo, a partire dalle ore 9.30, nell’Aula Magna del Palazzo Centrale dell’Ateneo (via Università 12), l’appuntamento annuale con il “Parma Darwin Day”, promosso e organizzato dal Dipartimento di Bioscienze dell’Università di Parma per celebrare la figura di Charles Darwin e come importante occasione di informazione e confronto culturale rivolta non solo agli esperti del settore, ma a chiunque sia interessato a questo genere di tematiche.“Guardare il mondo con gli occhi di Darwin” significa aprire lo sguardo sulla natura, e quindi anche su noi stessi, guidati dal faro delle scoperte del grande scienziato inglese senza le quali nulla avrebbe senso in biologia.I temi scelti per il Darwin Day di quest’anno non solo evidenziano come l’evoluzione sia ovunque, ma mostrano anche che il suo studio può avere delle straordinarie ricadute di tipo pratico. La vita ha avuto origine oltre 3,5 miliardi di anni fa. I meccanismi dell’evoluzione in questo lungo periodo di tempo hanno prodotto innumerevoli soluzioni ai problemi biologici che gli organismi devono risolvere. Il risultato è una serie di adattamenti spesso raffinati e meravigliosi a cui ispirarsi per possibili applicazioni anche nella nostra quotidianità.Programma:
9.30 Saluto delle Autorità e introduzione
10.00 Marco Vannini – Università di Firenze“Darwin e l’evoluzione visti (o mal visti …) con gli occhi della Scuola italiana, dall’Unità d’Italia ad oggi”
11.00 Cristina Castracani – Università di Parma“Citizen Science al servizio di Darwin: cittadini in cerca di evoluzione”
12.00 Alfonso Troisi – Università di Roma “Tor Vergata””Il Dr. House incontra Mr. Darwin. La medicina evoluzionistica oggi e domani”
15.00 Marco Ferrari – Caposervizio Scienza di Focus “L’evoluzione è ovunque”
16.00 Renato Bruni – Università di Parma“Erba Volant – Imparare l’innovazione dalle piante”
17.00 Marco Dorigo – Università di Bruxelles
La cooperazione in sciami di robot
Coordina gli interventi Donato A. Grasso, del Dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Parma. Ingresso libero

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Occhiali da sole in montagna

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2011

Parlare di occhiali da sole in pieno inverno sembrerebbe un controsenso, ma coloro che frequentano la montagna, e quindi la neve, sono particolarmente coinvolti,  considerato che la neve riflette i raggi del sole 4 volte più della sabbia (+400%) e l’uso di occhiali da sole, il cui scopo -e’ bene ricordarlo- e’ di proteggere gli occhi dalle radiazioni solari, diventa necessario. La tentazione di rivolgersi alla prima bancarella per un acquisto e’ forte, vista la differenza tra i prezzi praticati dal tradizionale negozio di ottica e quelli del venditore ambulante. A differenza della falsa borsetta griffata, il cui acquisto non provoca un danno alla salute, gli occhiali da sole, quando non sono conformi alle prescrizione di legge  possono causare danni alla vista, cioè cataratta, degenerazione maculare e congiuntiviti. Gli occhiali da sole fuori legge sono proprio quelli messi in vendita sulle bancarelle da improvvisati venditori. Come scegliere dunque un buon paio di occhiali? Gli occhiali da sole devono essere accompagnati dalla nota informativa, prevista tra l’altro dalla legge, dove sono indicati:
il fabbricante o mandatario;
il grado di protezione, la categoria (da 0 a 4, dal piu’ chiaro al piu’ scuro);
i limiti di impiego;
le istruzioni d’uso;
la marchiatura CE (conformita’ europea).
Certo tutto questo non basta, perchè la nota informativa può essere allegata anche ad un paio di occhiali fasulli. Allora?  Non rimane che rivolgersi ad un ottico di fiducia ricordando che, a parità di prestazioni, spesso è la marca che fa lievitare il prezzo.

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