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‘Il complesso occidentale’ di Alexandre Del Valle

Posted by fidest press agency su domenica, 21 aprile 2019

Nel fortunato libro del politologo e saggista francese, una visione originale e nuova per la mancata integrazione sociale e il fallimento del multiculturalismo europeo.
Un piccolo trattato di de-colpevolizzazione. Una linea critica, decisamente minoritaria in campo intellettuale, che approfondisce il tema del senso di colpa europeo, secondo una visione originale e nuova: dopo il successo ottenuto in Francia (L’Artilleur editore) esce anche in Italia, per Paesi Edizioni, ‘Il complesso occidentale – Piccolo trattato di de-colpevolizzazione’, il libro del politologo e saggista francese Alexandre Del Valle che contrasta il “terrorismo intellettuale” nato intorno al senso di colpa dell’Occidente, trovando per la strada compagni di peso quali Alain Fienkelkraut, Pascal Bruckner, Marcello Pera, Magdi C. Allam, Giovanni Sartori e Oriana Fallaci. Secondo l’autore il senso di colpa europeo per la mancata integrazione sociale e il fallimento del multiculturalismo è una malattia mortale, di essenza masochista, che può colpire tutti quelli che non hanno gli anticorpi. Per smontarlo Alexandre Del Valle usa nel libro ragionamenti fondati che contrastano quel complesso occidentale che riesce a colpevolizzare più la vittima che il carnefice.«Fa bene Alexandre Del Valle – scrive Marcello Veneziani nella prefazione – a smontare con argomenti convincenti, quel diffuso, pervasivo senso di colpa dell’Occidente nei confronti del resto del mondo, in particolare dell’Islam, del sud del pianeta e di quelle terre che furono un tempo colonizzate. È un complesso indecente quanto ingiustificato, la vergogna di essere quel che noi siamo e figli di quella storia, di quella civiltà, di quel modo di essere. Una forma di auto-colpevolizzazione, a volte grottesca, che poi coincide con il canone occidentale presente, quello che viene definito politically correct e con il dogma umanitario dell’accoglienza, dell’apertura senza limiti ai migranti».
Alexandre Del Valle – Politologo, filosofo e giornalista francese di origini italiane, è autore di numerosi saggi.

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Mostra sulle origini del pensiero occidentale

Posted by fidest press agency su sabato, 24 novembre 2018

Roma mercoledì 28 novembre Press Preview ore 11.30 presente l’artista Inaugurazione ore 18.30 (29 novembre 2018 – 17 febbraio 2019) al Museo Bilotti di Roma Aranciera di Villa Borghese, viale Fiorello La Guardia 6 una mostra, curata da Roberto Gramiccia, sulle origini del pensiero occidentale. L’acqua come archetipo, forza primigenia da cui si genera la vita e a cui tutto farà ritorno. L’acqua che regge il mondo e l’acqua che nutre, in analogia con l’universo femminile. Questi i temi affrontati dall’artista madrileno José Molina nella mostra L’acqua di Talete. Opere di José Molina, che presenta iconici lavori fra dipinti, disegni e sculture, oltre a opere inedite. La mostra, come rivela il curatore Roberto Gramiccia, prende spunto dall’importanza che i giochi d’acqua hanno avuto nella storia del Museo Bilotti, suggerendo una riflessione sulle origini classiche del pensiero occidentale. L’edificio che ospita l’attuale sede espositiva, infatti, prima ancora di essere adibito ad Aranciera, verso la fine del Settecento fu ampliato e decorato per volontà di Marcantonio IV Borghese, unitamente alla sistemazione del contiguo “Giardino del Lago”, per ospitare eventi e feste mondane. Tale intervento fu considerato stupefacente a tal punto che l’edificio stesso prese il nome di “Casino dei giuochi d’acqua”, come ci tramandano le cronache dell’epoca, proprio per la presenza di fontane e ninfei in stile barocco di particolare pregio per l’intrattenimento e il piacere degli ospiti e dei familiari.
Da qui l’idea di allestire una personale di José Molina tutta dedicata al tema naturale dell’acqua, indagato dall’artista quale elemento primordiale che dà origine alla vita e fondamento archetipico sul quale poggia tutto il sistema del reale. Il concetto è uno sviluppo del pensiero filosofico di Talete di Mileto che, come riporta Aristotele nella sua Metafisica, costituisce la base della filosofia occidentale. Molina si confronta con questo pensiero realizzando sculture e opere pittoriche su tela e su carta in cui predomina l’acqua stessa, che è anche evocata nelle fattezze metamorfiche e visionarie dei personaggi rappresentati, creando così, come evidenzia il curatore, un mondo fantastico che inesauribilmente rinasce da se stesso.
In occasione dell’esposizione è disponibile il catalogo antologico dell’opera di José Molina dal titolo “Humanitas” (2014) con contributi di Mariella Casile, Francesco Mattana, Deodato Salafia e Federico Scassa.

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L’arabismo occidentale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 agosto 2017

mediterraneoCi appare persino fin troppo chiaro che abbiamo affrontato il problema arabo con il passo sbagliato perché abbiamo voluto in qualche modo affermare un primato occidentale nei confronti di quei popoli che pur avendo, come gli arabi del vicino oriente, risorse energetiche notevoli per far camminare la macchina industriale dell’occidente, avrebbero potuto gestire al meglio le proprie risorse e ricavarci benefici sostanziali per i popoli interessati. E’ subentrata quella anomalia che cacciata dalla porta come il colonialismo è rientrata, come si sul dire, dalla finestra. E non solo. Sono proprio gli Stati Uniti, quelli che furono i più fieri oppositori del colonialismo praticato dagli europei nei confronti degli africani e degli asiatici, a rimettere in piedi questa vecchia e mai doma pratica sia pure ammantandola da logiche più tipicamente commerciali ed industriali. Si esportano le imprese per farle produrre con una manodopera a bassi costi e priva di oneri sociali. Si garantisce la tutela dell’ordine attraverso la presenza di governi fantoccio corrotti al punto giusto per trovare la loro convenienza a stare al gioco e a fare, all’occorrenza, il lavoro sporco per interposta persona come il perseguitare gli oppositori e stroncare le protese popolari con la violenza ed il genocidio. E su tutto e tutti prevale un primato ovvero quello di voler imporre con la forza l’interesse economico a vantaggio di pochi e non importa alcunché se a pagarne il prezzo più alto sono i soggetti più deboli ed i più emarginabili. Vecchi, bambini, donne e che vivono in aeree con povertà estrema perché prive di acqua, cibo ed assistenza sanitaria. E’ quello stesso popolo di disperati, si parla oggi di due milioni che premono alla frontiera libica per cercare dalle sue sponde di raggiungere l’Europa, che oggi l’Italia teme perché la considera una vera e propria “bomba demografica” e in un certo senso non ha torto, ma che il resto dell’Europa dei mercanti e dei mercenari guarda con indifferenza perché non è di frontiera. (Riccardo Alfonso direttore Centro studi sociali e politici della Fidest da “Lezioni di politica”)

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L’arabismo occidentale

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 agosto 2017

arabia sauditaCi appare persino fin troppo chiaro che abbiamo affrontato il problema arabo con il passo sbagliato perché abbiamo voluto in qualche modo affermare un primato occidentale nei confronti di quei popoli che pur avendo, come gli arabi del vicino oriente, risorse energetiche notevoli per far camminare la macchina industriale dell’occidente, avrebbero potuto gestire al meglio le proprie risorse e ricavarci benefici sostanziali per i popoli interessati. E’ subentrata quella anomalia, che cacciata dalla porta come il colonialismo è rientrata, come si sul dire, dalla finestra. E non solo. Sono proprio gli Stati Uniti, quelli che furono i più fieri oppositori del colonialismo praticato dagli europei nei confronti degli africani e degli asiatici, a rimettere in piedi questa vecchia e mai doma pratica sia pure ammantandola da logiche più tipicamente commerciali ed industriali. Si esportano le imprese per farle produrre con una manodopera a bassi costi e priva di oneri sociali. Si garantisce la tutela dell’ordine attraverso la presenza di governi fantoccio corrotti al punto giusto per trovare la loro convenienza a stare al gioco e a fare, all’occorrenza, il lavoro sporco per interposta persona come il perseguitare gli oppositori e stroncare le protese popolari con la violenza ed il genocidio. E su tutto e tutti prevale un primato ovvero quello di voler imporre con la forza l’interesse economico a vantaggio di pochi e non importa alcunché se a pagarne il prezzo più alto sono i soggetti più deboli ed i più emarginabili. Vecchi, bambini, donne e che vivono in aeree con povertà estrema perché prive di acqua, cibo ed assistenza sanitaria. E’ quello stesso popolo di disperati, si parla oggi di due milioni che premono alla frontiera libica per cercare dalle sue sponde di raggiungere l’Europa, che oggi l’Italia teme perché la considera una vera e propria “bomba demografica” e in un certo senso non ha torto, ma che il resto dell’Europa dei mercanti e dei mercenari guarda con indifferenza perché non è di frontiera.(Riccardo Alfonso direttore Centro studi sociali e politici della Fidest da “Lezioni di politica”)

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”Black body” nell’immaginario della Cultura Occidentale

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2015

New York University FlorenceFirenze dal 28 al 31 maggio 2015 e prosegue con la mostra dal 29 maggio al 29 agosto 2015. Conferenza, 28-31 maggio 2015, NYU Florence – Cinema Odeon Mostra, 29 maggio – 29 agosto 2015, Museo Bardini, Villa La Pietra, Galleria Biagiotti Progetto Arte. Museo Bardini: Via dei Renai, 37 (Ponte alle Grazie) Orario: lun/ven/sab/dom: 11-17.
ReSignifications, mostra dalla narrativa decisamente rivoluzionariaa cura del nigeriano Awam Amkpa, drammaturgo, regista, produttore cinematografico, studioso e docente di Teatro e Africana Studies presso la New York University, trae ispirazione dalle sculture raffiguranti “moretti” – cd Blackamoors – della collezione di Villa La Pietra rappresentati in posture di servitù a scopo ornamentale. Fin dal 2012 artisti provenienti da Stati Uniti, Africa ed Europa sono stati invitati a “vivere” la collezione di Villa La Pietra e a fornire la loro risposta artistica alle rappresentazioni dei Blackamoors, contrapponendo una selezione di oggetti tridimensionali, modelli e sculturea reinterpretazioni e contro-narrative provenienti da un ampio spettro di prospettive contemporanee. Le opere presentate in mostra includono i lavori di artisti quali Carrie Mae Weems, Fred Wilson, Mickalene Thomas, Zanele Muholi, Omar Diop, Peju Alatise e Mary Sibande. ReSignifications sarà allestita nelle tre diverse sedi di Villa La Pietra, Fondazione Biagiotti Progetto Arte, e Museo Bardini.
Black Portraiture{s} II: Imaging the Black Body and Re-Staging Histories, programmata per coincidere con l’apertura della mostra, è la sesta di una serie di conferenze di grande successo organizzate da New York University (NYU) e Harvard University.
Con oltre 40 forum di discussione e presentazioni relative ad una vasta gamma di argomenti trasversali, BlackPortraiture {s } II adotterà un approccio accademico al tema delle rappresentazioni del ”black body” in tutto il mondo. Fra i relatori, Ayoka Chinzera, Alessandra Di Maio, Salah Hassan, Maaza Mengiste, Misan Sagay, Simon Njami, Ella Shohat, Joan Morgan e Jason King, mentre sono più di 700 i partecipanti confermati.
“ReSignifications e Black Portraiture{s} sono un esempio perfetto di ciò che è possibile realizzare in una università veramente globale. Abbiamo tratto ispirazione da oggetti di rilevanza culturale al di fuori degli Stati Uniti, per poi usarli come catalizzatore per creare un’arte eloquente, fare cultura e sollecitare un dibattito legittimamente globali “, commenta Amkpa . “L’argomento non potrebbe essere più attuale alla luce delle sfide che il mondo si trova ad affrontare in termini di concezione simbolica di razza e di giustizia sociale, dall’ immigrazione africana verso le coste italiane ai disordini civili di Ferguson e Baltimora. Il nostro ruolo, in quanto università globale, è quello di non rifuggire da questi problemi, ma di utilizzare tutto quanto è a nostra disposizione per affrontarli a testa alta.”
“Black Portraiture{s} II invita tutti i presenti a condurre un’analisi decisiva della rappresentazione figurativa del nero, sfidando le prospettive convenzionali suidentità, bellezza, cosmopolitismo, identità culturale in Africa e la sua diaspora “, afferma Deborah Willis, presidente del Department of Photography and Imaging della NYU Tisch School of the Arts e co-organizzatrice della conferenza Black Portraiture{s} II. “Bellezza e autenticità, desiderio e repulsione, potere e sottomissione vengono tutti messi in discussione, e ciò costituisce una risorsa inestimabile per adempiere al mandato intellettuale per la produzione di conoscenza critica sulle identità africane e le loro rappresentazioni”.
Vero e proprio hub dell’analisi critica globale da decenni, Villa La Pietra è il centro per le attività accademiche e civiche della NYU nella storica città di Firenze. Grazie al supporto di Robert Holmes Jr., membro del consiglio della NYU Faculty of Arts and Sciences, gli artisti hanno avuto la possibilità di eleggere come loro residenza Villa La Pietra ed esplorare interpretazioni contemporanee delle collezioni permanenti che gli ex proprietari della Villa, la famiglia Acton, hanno lasciato a NYU nel 1994. Oltre alla sua destinazione di centro di formazione e di ricerca accademica, il campus ospita regolarmente forum accademici e politici di alto livello e conferenze internazionali.
“Il Campus della NYU a Villa La Pietra è lo scenario ideale per una discussione internazionale sul simbolismo figurativo del ”black body”, in parte a causa dei ” Mori”, ma anche perché la diaspora africana è sicuramente un argomento al centro del dibattito in Italia e in tutta Europa”, sostiene Ellyn Toscano, direttore esecutivo di New York New York University Florence1University Florence, co-organizzatore di Black Portraiture {s} II, e produttore esecutivo di ReSignifications. “La conferenza e la mostra forniscono una ricca opportunità per decostruire, confrontare e contestualizzare la miriade di rappresentazioni del ”black body” nelle società occidentali da angolazioni multidisciplinari.”. La serie di conferenze Black Portraiture è stata avviata nel 2004 da Henry Louis Gates, Jr., professore presso Alphonse Fletcher University e direttore dell’Hutchins Center for African and African American Research presso la Harvard University. L’ultima conferenza, tenutasi a Parigi nel 2013 con più di 400 partecipanti, è stata organizzata da Willis, Gates, e da Manthia Diawara, docente e direttore dell’ Institute of African American Affairs e professore presso il Department of Cinema Studies. Tutti i dettagli del programma della conferenza al http://www.blackportraitures.info/.
New York University, fondata nel 1831 dall’ uomo di stato Albert Gallatin, è una delle più grandi università private degli Stati uniti con più di 40,000 studenti che frequentano 18 facoltà e colleges in cinque principali sedi a Manhattan e in Africa, Asia, Europa e Sud America. (foto: New York University Florence)

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Banca per il Canavese occidentale

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 giugno 2010

Rivarolo Canavese (TO) 11 giugno – ore 16.30 Presso Rivarolo Hotel C.so Indipendenza, 76. 64 membri di Comitato impegnati a trovare in meno di 24 mesi  4000 soci pronti a sottoscrivere 5 milioni di euro con un unico obiettivo: costituire una banca che metta al centro la promozione e lo sviluppo economico del Canavese Occidentale.  Questo il compito del neo comitato promotore della Banca di Credito Cooperativo di Rivarolo Canavese, Rivara ed Enti Territoriali Locali – Riva Banca, costituitosi il 24 maggio 2010 presso lo Studio del Notaio Bertani in Rivarolo Canavese.  Riva Banca sarà il primo istituto di credito cooperativo italiano che coinvolgerà  sindaci, associazioni religiose e laiche, oltre che professionisti , imprenditori e famiglie.  Il nuovo istituto creditizio sarà ispirato ai principi e ai valori della cooperazione mutualistica e della finanza etica, avrà come obiettivo il rafforzamento dell’identità territoriale del Canavese Occidentale, area a forte vocazione industriale e commerciale, attraverso la creazione di piani e investimenti economici appositamente pensati ed il reinvestimento degli utili conseguiti sul territorio.  Il Comitato presenterà  alla stampa  componenti, statuto, organizzazione,  iniziative ed iter per la costituzione di Riva Banca.

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