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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Posts Tagged ‘occupazione’

Decreto Agosto: incentivi a occupazione, crescita imprese e partite Iva. Nuove misure in arrivo

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2020

Sono allo studio del Governo nuove misure di sostegno a lavoro e imprese che saranno il cardine del cosiddetto Decreto Agosto, in corso di predisposizione. A presentarlo il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in audizione oggi sul Piano nazionale di riforma (Pnr) alle commissioni Bilancio di Senato e Camera riunite a Montecitorio. Un provvedimento per il quale è stato chiesto uno scostamento di 25 miliardi di euro nel 2020 e che conterrà moltissime misure per cercare di favorire la ripresa del Paese.
«Il Governo» sono state le parole di Gualtieri «dovrà continuare a intervenire con misure più selettive che completino quelle prese finora e assicurino la crescita» anche perché «il contesto economico continua a essere interessato dalla debolezza della domanda, interna e soprattutto estera». Da qui la richiesta per un maggiore indebitamento, pari a 25 miliardi di euro per il 2020, con risorse che «verranno utilizzate per intervenire su occupazione, fisco e liquidità, enti territoriali, istruzione e altre misure settoriale e generali finalizzate alla crescita».
Nello specifico, per quanto riguarda il mercato del lavoro, allo studio c’è la proroga della Cassa integrazione di 18 settimane, che dovrà però essere resa «più selettiva». Allo studio ci sono da un lato interventi per spingere le imprese a far uscire i dipendenti dalla cassa integrazione e dall’altro si pensa a strumenti «di differenziazione e selezione della platea delle imprese, chiedendo a quelle che possono un contributo a tale istituto. La differenziazione sarà probabilmente basata sul diverso impatto della crisi sulle varie imprese». Quanto poi alle «misure a sostegno alle assunzioni», si tratta di interventi di fatto «in continuità con le misure attualmente in vigore» con incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato. Secondo quanto era trapelato ieri da alcune agenzie, si starebbe ragionando, sia per la cassa integrazione sia per le assunzioni, in termini di decontribuzione. Ma per ultimare le simulazioni si attende anche di capire gli impatti delle misure attualmente in vigore, nel caso ci siano risorse non utilizzate. Infine, c’è l’ipotesi della deroga alle norme sui contratti a termine e della proroga delle procedure semplificate per lo smart working nel privato.
L’altro capitolo è quello relativo al sostegno alla liquidità, che continuerà e che vedrà un sostegno «anche con misure di carattere fiscale: saranno riprogrammate le scadenze relative ai versamenti tributari e contributivi sospesi nella fase di emergenza, prevedendo la possibilità di rateizzare il debito fiscale su un orizzonte temporale definito in modo da assicurare che per il 2020 si riduca sensibilmente il peso dell’onere che altrimenti graverebbe su contribuenti in difficoltà. Per lo stesso obiettivo saranno ulteriormente differiti i termini per la ripresa della riscossione attualmente fissati al 31 agosto». Inoltre «siamo ragionando su una riscrittura sostanziale del calendario fiscale per le partite Iva che superi il sistema degli acconti».
Sostegno poi a enti locali e Regioni, non solo per riportare risorse alla sanità, ma anche per ristorare delle mancate entrate legate al lockdown. «Finora sono stati previsti interventi per 18,3 per le Regioni e oltre 12 per gli enti locali e nel prossimo decreto andremo ad integrarle. Saranno anche previste risorse per 5,5 miliardi destinate a investimenti». (by Francesca Giani fonte: Farmacista33)

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Occupazioni sempre più qualificate

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Il mondo del lavoro cambia costantemente e le aspettative nei confronti dei futuri lavoratori aumentano verso occupazioni sempre più qualificate con adeguate competenze tecniche e tecnologiche. Ecco perché l’ITS rappresenta la risposta, un canale formativo avanzato. Con lo scopo di animare e preservare il dialogo instaurato tra il sistema formativo ed il tessuto produttivo locale, nazionale ed internazionale, l’ITS intende offrire alle imprese del comparto Chimico, Farmaceutico ed Alimentare un adeguato numero di Professionisti dotati di Competenze Tecniche e Qualificati a livello Superiore. Infatti l’integrazione fra istruzione, formazione e lavoro sono i principi sui quali si fonda l’ITS. L’obiettivo primario resta infatti quello di favorire Processi di Innovazione e Trasferimento di Tecnologie per offrire al tessuto produttivo risposte puntuali, chiare ed efficaci. Uno dei compiti della formazione in ITS consiste nel preparare gli studenti ad affrontare un mondo e un mercato del lavoro in continua evoluzione grazie ad una apertura da parte delle aziende aperte ad ospitare per periodi di stage curriculari agli studenti iscritti ai percorsi. Questo permette loro di immergersi nell’aspetto più pratico del lavoro mettendosi alla prova le proprie capacità, apprendendo inoltre importanti competenze chiave come lo spirito di gruppo, la capacità organizzativa, l’affidabilità ma soprattutto le competenze specifiche.
Il percorso post-diploma di “Tecnico per il Controllo delle Produzioni Chimiche, Farmaceutiche ed Alimentari” che ha avuto inizio nell’ottobre scorso vede gli allievi frequentanti terminare il loro primo momento di formazione in aula per avvicinarsi al loro primo periodo di stage curriculare.
Per questo motivo data la valenza strategia per l’economia e per lo sviluppo del territorio locale dell’industria farmaceutica nel Lazio, il 3 marzo presso l’Istituto Tecnico Superiore Bio Campus di Latina le aziende del territorio del comparto chimico e farmaceutico ed alimentare incontreranno gli studenti del corso “Tecnico per il Controllo delle Produzioni Chimiche, Farmaceutiche ed Alimentari” dove gli allievi “candidati” verranno colloquiati per fare in modo che il loro periodo formativo on the job sia in linea con le competenze richieste dal mercato del lavoro.
Il percorso di formazione è stato progettato proprio per rispondere all’esigenza di formare una figura altamente specializzata risultato di un’attenta analisi del contesto territoriale locale, dalle prospettive di sviluppo del settore di riferimento, soprattutto in termini di crescita dei livelli delle produzioni, di un Sistema Produttivo Chimico Farmaceutico ben presente e radicato nel Lazio.

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Modeste le previsioni di occupazione in Italia nel primo trimestre 2020

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 dicembre 2019

I risultati del MEOS (Manpower Employment Outlook Survey), resi noti oggi da ManpowerGroup, relativi alle previsioni occupazionali per il primo trimestre 2020 prefigurano ancora un trimestre sostanzialmente fermo in termini di occupazione. Infatti, sebbene il 6% dei datori di lavoro preveda un incremento delle assunzioni a fronte di un analogo 6% che prevede una diminuzione, il dato che prevale è l’86% delle imprese che non intravede alcun cambiamento; ciò si traduce, quindi, in un saldo nella Previsione Netta sull’Occupazione pari allo 0%, che diventa +1% al netto delle variazioni stagionali. In ottica storica, poi, il trend continua a essere negativo: le previsioni di assunzione diminuiscono di 3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 2 punti percentuali rispetto all’anno scorso.
Confronti regionali: Per il prossimo trimestre i datori di lavoro di tre delle quattro regioni prevedono un aumento del numero di lavoratori. I dati più positivi provengono dal Nord Ovest, con una prospettiva di crescita dell’occupazione netta al +6%, seguito dal Nord Est, con un + 5%. Si prevedono modesti aumenti occupazionali anche nell’Italia centrale (+1%), mentre nel Sud e Isole è prevista una consistente flessione del mercato delle assunzioni pari al -11%.
Confronti settoriali: I datori di lavoro prevedono, per il prossimo trimestre, un incremento delle assunzioni in 4 settori industriali su 10: significativi il settore pubblico e nel sociale, con una crescita dell’occupazione netta del 6%, e il settore dell’hotellerie e della ristorazione (+ 2%). Dall’altra parte, i datori di lavoro nei restanti sei settori prevedono un taglio occupazionale: dal settore agricolo, caccia, pesca e silvicoltura, al settore dei trasporti e alle comunicazioni, la Previsione Netta sull’Occupazione attesta un decremento del 3%. In calo del 2% anche il settore finanziario, assicurativo, immobiliare & dei servizi e il settore del commercio all’ingrosso e al dettaglio.
Confronto tra dimensioni aziendali: Per quanto riguarda le dimensioni aziendali, i datori di lavoro delle quattro categorie analizzate si aspettano un incremento nel prossimo trimestre. I datori di lavoro delle grandi aziende (oltre 250 dipendenti) dichiarano solide intenzioni di assunzione con una previsione di crescita netta del 18%; si prevede una crescita occupazionale rilevante (+12%) anche per le medie imprese (50-249 dipendenti), mentre le piccole imprese (10-49 dipendenti) e le micro imprese (meno di 10 dipendenti) prefigurano un modesto incremento dell’1%.

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Tav. Mariani, sì a Tav e grandi opere, miglior volano di crescita e occupazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

“Il governo con in testa il premier Conte ha finalmente espresso una posizione netta ed univoca sull’importanza del completamento della Tav Torino-Lione e delle infrastrutture in generale nel nostro Paese”. Lo ha dichiarato in una nota Bruno Mariani, vice segretario generale della Confsal, a proposito dell’okay dell’Esecutivo al rilancio della Tav e delle infrastrutture in generale.“Ci riteniamo davvero soddisfatti, perché le incompletezze di questo settore ci fanno perdere oltre 30 miliardi di euro all’anno di Pil. Il via alle grandi opere, come allo sblocco dei cantieri, rappresenta il miglior volano di crescita dell’occupazione e dell’economia”, sottolinea Mariani. “Da sempre come sindacato avevamo boicottato i ‘no’ infondati e sostenuto l’importanza delle opere pubbliche per l’economia del Paese: alla luce dei risultati, che non tarderanno ad arrivare, continueremo a farlo”.

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Europa: 11 miliardi per affrontare le sfide della società e stimolare occupazione e crescita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 luglio 2019

Oggi la Commissione europea ha annunciato come spenderà l’ultima e la più cospicua tranche annuale di finanziamenti di Orizzonte 2020, il programma dell’UE per la ricerca e l’innovazione, per un ammontare complessivo di 11 miliardi di euro.
In quest’ultimo anno la Commissione si concentrerà su un numero ridotto di tematiche cruciali, quali i cambiamenti climatici, l’energia pulita, la plastica, la cibersicurezza e l’economia digitale, a ulteriore sostegno delle priorità politiche della Commissione.
Il piano di bilancio sarà anche orientato a preparare il terreno per Orizzonte Europa, il prossimo programma quadro per la ricerca e l’innovazione per il periodo 2021-2027, che prevede una novità importante, il Consiglio europeo per l’innovazione, uno sportello unico per il finanziamento dell’innovazione, che mira a trasformare la scienza in nuove imprese e ad accelerare la crescita delle imprese. La fase pilota è già in corso e il Consiglio avrà un bilancio di 1,2 miliardi di euro nel 2020.
Orizzonte 2020, il programma di finanziamento della ricerca e dell’innovazione dell’UE per il periodo 2014-2020, con una dotazione di 77 miliardi di euro, sostiene l’eccellenza scientifica in Europa e ha contribuito ad esempio a scoperte scientifiche di alto livello, come gli esopianeti, ad ottenere le prime immagini di un buco nero e allo sviluppo di vaccini avanzati per malattie come l’Ebola.

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4 Regioni del Sud italia sono tra le 5 d’Europa con i peggiori numeri sull’occupazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 giugno 2019

A dirlo con chiarezza sono i dati Eurostat, secondo i quali nel contesto comunitario solo la Mayotte (Regione d’oltremare francese situata in Africa) ha numeri peggiori di Puglia, Calabria, Campania e Sicilia, le quali hanno con una percentuale di disoccupati tra i 20 e i 64 anni rispettivamente del 49,4%; 45,6%; 45,3% e del 44,1%.A rendere questi dati ancor più preoccupanti è la prospettiva di un’Italia a due velocità disegnata attraverso le autonomie regionali dal Governo. Il progetto, non molto lontano dai precedenti tentativi di federalismo, determinerebbe grandi vantaggi per la parte settentrionale del Paese e gravi e ulteriori colpi all’identità nazionale.Come Soggetto Giuridico siamo estremamente contrari al progetto per le autonomie regionali; e questo perché crediamo che il progresso italiano possa definirsi tale solo se condiviso e globale, e non perché realizzato a scapito di qualcun altro. Il Bel Paese ha bisogno di un piano congiunto che punti proprio sul Sud e non sul suo continuo abbandono.Il Meridione, infatti, rappresenta un immenso patrimonio paesaggistico e turistico e va supportato attraverso politiche per il lavoro capaci di creare nuovi opportunità. Per riuscirci servono investimenti, ma soprattutto un piano strategico che non agisca in maniera tampone, ma con una logica e una prospettiva che non si esaurisca nel tempo di una legislatura.

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Pubblica amministrazione: “Prima di tutto l’occupazione”

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 giugno 2019

Napoli sabato 29 giugno convegno “Prima di tutto l’occupazione. Sviluppo dei servizi, tutela del territorio e rilancio della Pubblica Amministrazione di fronte al progetto dell’autonomia differenziata”, con inizio alle ore 10 nella Domus Ars Centro di Cultura, via Santa Chiara 10c.
Le forti carenze di organico in molti settori della pubblica amministrazione ed il progressivo taglio subito dai servizi pubblici in moltissime realtà locali hanno favorito sia un abbassamento della qualità dei servizi che un aumento della povertà e delle disuguaglianze sociali. E la prepotente entrata dei privati nella gestione dei beni comuni, dai trasporti all’igiene ambientale, dalla sanità all’assistenza e ai servizi di cura non ha fatto che aumentare tanto i disservizi quanto le disuguaglianze, con fortissimi effetti negativi anche sulla condizione dei lavoratori.
Il progressivo ritrarsi del pubblico dalla gestione dei servizi ha avuto un effetto molto pesante sulla riduzione dei diritti, al punto che il nostro sistema di welfare ha perso da tempo il carattere di sistema universalistico, per assumere invece una natura fortemente selettiva ed escludente.
La gestione del territorio e la tutela dell’ambiente, che restano funzioni propriamente pubbliche, risentono della crescente confusione creatasi attorno alle competenze delle Province e molte risorse naturali così come buona parte del patrimonio immobiliare pubblico si trovano in uno stato di abbandono.
Dentro la crisi economica scoppiata più di dieci anni fa questi processi hanno approfondito disuguaglianze sociali ed anche territoriali. Zone ed aree del paese maggiormente colpite dalla deindustrializzazione sono anche quelle che subiscono una più accentuata carenza di servizi e registrano livelli più alti di povertà. Lì dove la disoccupazione è più forte, ci sono meno servizi pubblici e gli enti locali lamentano condizioni di dissesto economico.
Di fronte a questa situazione occorre una visione di insieme del nostro sistema economico e sociale che prenda atto innanzitutto che l’Italia si ritrova con una dotazione di personale nella P.A. ridotta all’osso e con una età media molto alta. E’ urgente l’assunzione di centinaia di migliaia di lavoratori pubblici per coprire le voragini che si sono aperte in moltissimi servizi essenziali, a cominciare dalle aree più arretrate e dalle zone maggiormente in difficoltà.
E’ una battaglia, quella per l’occupazione nella P.A., nei servizi pubblici e nelle attività di tutela del territorio e dell’ambiente che l’USB vuole condurre in tutto il paese, con la consapevolezza che il punto di partenza sono le regioni meridionali, dove è più forte il ritardo nella dotazione di servizi e dove gli indici di povertà e di disoccupazione sono più alti.
Ma la battaglia per l’occupazione oggi ha un avversario pericoloso nei progetti di autonomia differenziata che vengono sponsorizzati dal partito del Nord, trasversale alle diverse forze politiche e deciso a spostare risorse significative verso le aree più ricche. Se questo progetto andasse in porto, come è scritto nel “contratto di governo”, le disuguaglianze sarebbero destinate ad aumentare e la gestione pubblica verrebbe ulteriormente ridimensionata in tutto il paese. Vincerebbe la logica della competizione tra aree, regioni, città, che ha sempre portato ad un aumento delle povertà e ad uno sfruttamento selvaggio dell’ambiente.
L’USB avanza una proposta a movimenti, associazioni, forze politiche e sociali per costruire una battaglia comune per il lavoro nelle attività di pubblica utilità, cioè in tutte quelle opere che devono rimanere fuori dalla gestione del mercato perché rispondono ad esigenze collettive e servono a salvaguardare i beni comuni. Una battaglia per il lavoro, i servizi e l’ambiente e contro le disuguaglianze sociali e territoriali.

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Pa: Cgil Cisl Uil, Conte ci convochi, risposte su contratti e occupazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 aprile 2019

“Non ci sono lavoratori di serie A e lavoratori di serie B, tutti i dipendenti pubblici attendono il rinnovo del contratto. Il premier Conte ci convochi: il personale della Pa tutto merita risposte”. Così Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa dopo l’intesa sottoscritta a palazzo Chigi nella notte tra sindacati del comparto istruzione e ricerca e governo, nel sottolineare come: “Infermieri, polizia locale, educatrici, personale dei ministeri, delle agenzie fiscali, degli enti previdenziali, dei comuni, delle province e delle regioni. Tutti lavoratori pubblici che attendono, al pari, il rinnovo del contratto. Che il governo, invece, si impegni a trovare solo risorse per la scuola è segno della scarsa attenzione che il Ministro Bongiorno ha per il confronto”.Da mesi, ricordano Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, “chiediamo di avviare un confronto sulle assunzioni nelle pubbliche amministrazioni, sulla legge delega di riforma della Pa e sul rinnovo dei contratti, ma non vi è stata alcuna risposta. Vista la diversa sensibilità dimostrata dalla Presidenza del consiglio sul tema, chiederemo un incontro al presidente Conte perché tutto il personale della Pa merita risposte. In ogni caso l’8 giugno riempiremo Roma per la manifestazione #futuroèpubblico con la rabbia e le rivendicazioni delle lavoratrici e dei lavoratori che chiedono certezza e non impegni generici, o peggio la denigrazione facendo passare l’idea che siano tutti fannulloni, svalorizzando il loro lavoro. Se ogni giorno il paese va avanti è perché ci sono i lavoratori che presidiano servizi e amministrazioni, dando risposte ai cittadini”, concludono.

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InvestEU: incentivi per occupazione, crescita e investimenti

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Con l’obiettivo di generare quasi 700 miliardi di euro di investimenti, l’iniziativa “InvestEU” sostituisce l’attuale Fondo europeo per gli investimenti strategici (il FEIS, che faceva parte del “Piano Juncker”) istituito dopo la crisi finanziaria del 2008.I deputati vogliono migliorare la proposta della Commissione europea, aumentando la dotazione dell’UE da 38 miliardi di euro a 40.8 miliardi di euro per innescare investimenti pari a 698 miliardi di euro (l’obiettivo della Commissione era di 650 miliardi di euro).Nei negoziati con i ministri UE che si sono tenuti finora, sono state concordate le seguenti priorità proposte dal Parlamento:
obiettivi più chiari e nuovi quali l’occupazione e la coesione economica, territoriale e sociale,
una migliore protezione del clima nell’ambito degli obiettivi UE per il clima e l’ambiente, con almeno il 55% degli investimenti finanziati in sostegno di infrastrutture sostenibili.
La relazione di José Manuel Fernandes (PPE, PT) e Roberto Gualtieri (S&D, IT) è stata approvata con 463 voti favorevoli, 64 contrari e 29 astensioni.

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Il Comitato europeo delle regioni e Eurochambres uniscono le loro forze ‎ per consolidare l’occupazione e la crescita in tutta l’UE

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

​Christoph Leitl and Karl- Heinz Lambertz. Il Comitato europeo delle regioni (CdR) e l’Associazione delle Camere di commercio e dell’industria europee (Eurochambres) hanno concordato un nuovo piano d’azione per rilanciare la loro cooperazione in alcuni settori chiave al fine di migliorare il contesto imprenditoriale e di promuovere lo sviluppo economico regionale. Il piano d’azione, firmato congiuntamente a Bruxelles dal Presidente del CdR Karl-Heinz Lambertz e dal Presidente di Eurochambres Christoph Leitl, definisce gli ambiti di cooperazione tra le due istituzioni per il periodo 2019-2022 puntando ad affrontare i problemi della disoccupazione giovanile e dello squilibrio tra domanda e offerta di competenze, stimolare l’imprenditorialità e rafforzare la coesione e la competitività industriale.
Il piano d’azione 2019-2022 concluso tra il CdR e Eurochambres definisce i seguenti ambiti di cooperazione, che verranno regolarmente riveduti per tutto il periodo di attuazione:
cooperazione rafforzata per quanto riguarda l’ attività legislativa dell’UE grazie alla condivisione di studi e documenti di sintesi;
misure per risolvere i problemi della disoccupazione giovanile e dello squilibrio tra domanda e offerta di competenze mediante lo scambio di buone pratiche e di soluzioni innovative;
incentivazione dell’ imprenditorialità e della politica per le PMI attraverso la promozione del programma Erasmus per giovani imprenditori ( Erasmus for Young Entrepreneurs – EYE) e della rete delle Regioni imprenditoriali europee ( European Entrepreneurial Regions – EER);
promozione di una migliore legislazione UE e di una sussidiarietà più efficace per mezzo delle valutazioni d’impatto territoriale e dell’ iniziativa della rete di hub regionali ;
sostegno alla cooperazione nei paesi del vicinato UE tramite un’iniziativa sull’imprenditoria giovanile nei paesi partner mediterranei e la diffusione di informazioni sull’accesso ai finanziamenti per gli enti locali e regionali;
rafforzamento della politica di coesione dell’UE grazie alla #CohesionAlliance (Alleanza per la coesione);
miglioramento della resilienza territoriale con un lavoro congiunto di analisi dell’impatto che le future relazioni commerciali tra il Regno Unito e l’UE a 27 avranno sulla competitività industriale regionale e sullo sviluppo economico, sociale e territoriale delle isole grazie a Insuleur (la Rete delle camere di commercio e dell’industria insulari dell’UE).

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Pa: Fp Cgil lancia campagna su occupazione, 500 mila assunzioni in 3 anni

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 marzo 2019

“Un’emorragia di dipendenti pubblici, tale da far cadere a pezzi l’intero sistema pubblico. Una tendenza da invertire, immediatamente, attraverso l’adozione di un piano straordinario di nuova occupazione nelle pubbliche amministrazioni che dia lavoro ad almeno 500 mila persone nei prossimi tre anni, per poter garantire un’adeguata offerta di servizi ai cittadini”. È l’allarme, e la contromisura, della Fp Cgil Nazionale che lancia così la sua campagna #AssunzioniSubito a difesa del lavoro pubblico come valore sociale.
Una campagna che nasce dal quadro che il lavoro pubblico offre. Sono, infatti, osserva la Fp Cgil, “sempre meno, sempre più anziani e con sempre più carichi di lavoro i dipendenti pubblici. Un trend negativo, generato dal pluriennale blocco del turn over e da una contestuale età media molto alta, che si incrementerà ulteriormente a causa dei pensionamenti previsti, pari a circa 500 mila in 3 anni, se non si procederà immediatamente a un piano straordinario di assunzioni”.Dal 2009 ad oggi nel lavoro pubblico si registrano, infatti, fa sapere la categoria dei servizi pubblici della Cgil, “circa 165 mila unità in meno, così come emerge dai dati del Conto Annuale dello Stato. Per la prima volta in tutti i comparti dei servizi pubblici si supera l’età media dei 50 anni. Nei prossimi anni si prevede dunque, inevitabilmente, un’accelerazione delle uscite, anche (ma non solo ) per via di Quota 100. Saranno circa 500 mila le uscite in 3 anni, di cui 150 mila con la nuova misura di governo”.Nello specifico, settore per settore: “In Sanità pubblica l’età media è di quasi 51 anni, nelle Funzioni Locali si sfiorano i 53 e nelle Funzioni Centrali si arriva persino a 55 anni. Nei settori interessati dal turn over l’età media si è leggermente abbassata, dove invece non c’è stato nessun elemento di novità si toccano livelli altissimi. Basti pensare che in Italia gli under 34 sono appena il 2% del personale (a fronte di una media Ocse del 18%); gli over 55 invece rappresentano il 45% (media Ocse del 24%). Si tratta esattamente di 595 mila occupati che nei prossimi anni accederanno alla pensione”.Per queste ragioni, osserva la Funzione Pubblica Cgil, “per mantenere almeno l’attuale livello dei servizi e delle prestazioni negli stessi comparti è necessario assumere nei prossimi 3 anni almeno 500 mila lavoratrici e lavoratori. Se non si procede immediatamente con un piano straordinario di assunzioni di giovani nelle pubbliche amministrazioni le conseguenze saranno inevitabili. Come abbiamo cercato di esprimere con la nostra campagna, infatti, senza nuove assunzioni sarà inevitabile vedere i diritti di tutti cadere a pezzi. Il perimetro di intervento dei servizi pubblici continuerà ad arretrare, ci saranno meno servizi per i cittadini e il sistema finirà al collasso, a vantaggio delle privatizzazione dell’aumento delle disuguaglianze. Da qui la nostra rivendicazione, per tutte e tutti: un piano straordinario di nuova occupazione nei servizi pubblici che garantisca i diritti dei cittadini e dei lavoratori”, conclude. http://www.fpcgil.it

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Lauree STEM: performance universitarie, esiti occupazionali e gender gap

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 febbraio 2019

Oggi l’attenzione è focalizzata sui laureati STEM, che afferiscono in particolare ai percorsi disciplinari di: ingegneria, geo-biologico, architettura, scientifico e chimico-farmaceutico. L’analisi è di tipo comparativo: le performance universitarie e gli esiti occupazionali dei laureati STEM sono confrontate con quelle dei percorsi non STEM e vengono osservate ponendo l’attenzione sulle principali differenze per genere e per gruppo disciplinare.
Il Rapporto 2018 sul Profilo ha coinvolto oltre 73.000 laureati di primo e secondo livello (magistrali biennali e magistrali a ciclo unico) che hanno conseguito nell’anno 2017 un titolo universitario in un percorso STEM. I laureati STEM del 2017 costituiscono il 26,5% dei laureati dell’intero anno solare (circa 276 mila).I dati sul Profilo mettono in evidenza la diversa composizione per genere: tra i laureati STEM è più elevata infatti la componente maschile, che raggiunge il 59,0%, mentre tra i laureati non STEM prevalgono le donne (sono quasi due su tre). Tra i laureati STEM la componente maschile è elevata in particolare tra i gruppi ingegneria (74,0%) e scientifico (68,4%), mentre si osserva un’inversione di tendenza nei gruppi geo-biologico, chimico-farmaceutico e architettura, dove sono le donne ad avere un’incidenza maggiore.
Per l’analisi degli esiti occupazionali si è ritenuto opportuno concentrarsi sui laureati di secondo livello a cinque anni dal conseguimento del titolo: ciò per consentire un’analisi comparativamente più adeguata. Infatti, i laureati di primo livello proseguono in larga parte (58,6%) la formazione iscrivendosi alla laurea magistrale; tra i laureati di secondo livello, analogamente, è diverso l’impegno in attività formative post-laurea, frequentemente necessarie all’avvio della carriera libero-professionale.
Il Rapporto sulla Condizione Occupazionale ha riguardato oltre 30.600 laureati STEM di secondo livello (magistrali biennali e magistrali a ciclo unico) del 2012, intervistati nel 2017 a cinque anni dal titolo.
In generale i laureati provenienti da percorsi STEM evidenziano buone performance alla prova del mercato del lavoro. Tuttavia esistono profonde differenze a livello di genere che vedono le donne risentire di un più contenuto tasso di occupazione e retribuzioni inferiori rispetto agli uomini.

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Lavoro, in Italia 193mila posti vacanti: “1 su 3 non sarà mai occupato”

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 gennaio 2019

Milano. Checché se ne dica ad oggi in Italia ci sono aziende floride e di successo, che stanno ricevendo una pioggia continua di ordini sia dal nostro Paese che dall’estero e che necessitano urgentemente di nuova forza lavoro. Nonostante questo, quelle stesse imprese talvolta non riescono a lavorare a pieno regime, e si trovano perfino a bloccare gli ordini e a tenere spenta gran parte dei macchinari.
Questo accade perché tante piccole, medie e grandi aziende che non riescono a soddisfare la propria fame di talenti. Dice bene infatti il leader degli industriali Vincenzo Boccia quando afferma che «l’Italia non ha materia prime, ma ha capitale umano, conoscenza e talento, e su questo dobbiamo puntare per costruire il futuro del paese». Il problema è che spesso – troppo spesso – le conoscenze ci sono, ma non sono quelle giuste.Tutto questo, in un Paese che esce da una forte crisi economica e che continua a sbattere contro un altissimo tasso di disoccupazione giovanile, sembra davvero paradossale. Eppure è proprio così.«Le imprese trainanti la ripresa hanno ricominciato ad assumere, ma incontrano di frequente delle serie difficoltà nell’individuare dei candidati con le skills più adatte» spiega Carola Adami, founder e CEO della società di head hunting di Milano Adami & Associati, aggiungendo che «il mismatch tra offerta formativa e domanda delle imprese è un problema che rischia di formare un grave vuoto di competenze».A fotografare il ritardo accumulato dal nostro Paese nel formare specifici profili professionali ci pensa una recente indagine di Confindustria, presentata in occasione della venticinquesima giornata nazionale Orientagiovani. Stando a questo studio, nel triennio 2019-2021 saranno quasi 193mila i posti di lavoro vacanti nei settori dell’alimentare, ICT, meccanica, tessile, chimica e legno-arredo. Il problema, però, è che un terzo di questi lavoratori risulterà introvabile. È proprio questo il minaccioso ‘vuoto di competenze’ al quale ha accennato Adami.La soluzione a questa grave mancanza?
Alla luce di tuto questo diventa fondamentale, per le aziende di qualsiasi dimensione, affidarsi a dei veri specialisti per la ricerca del personale necessario, così da assicurarsi i migliori talenti disponibili sul mercato.
«Appoggiarsi a delle agenzie di selezione del personale esperte significa poter fare affidamento su un attento servizio di HR Investigation, il quale porta all’individuazione del profilo più idoneo in tempi brevi, a tutto vantaggio dell’azienda» sottolinea l’head hunter. In uno scenario in cui i talenti sembrano latitare, non riuscire a mettere le mani per primi su un candidato particolarmente preparato vuol dire lasciarlo alla concorrenza, e il danno rischia così di essere doppio.Nella maggior parte dei casi, i profili più difficili da individuare sono ingegneri, periti tecnici e operai specializzati, tanti ruoli non assegnati che rallentano le imprese non per mancanza di ordini, quanto per carenza di capitale umano.

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InvestEU: nuovo programma per incrementare finanziamenti su crescita e occupazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 gennaio 2019

Strasburgo. I deputati hanno approvato la nascita di InvestEU, un nuovo programma comunitario per sostenere gli investimenti e l’accesso ai finanziamenti dal 2021 al 2027.
Il nuovo programma InvestEU segue e sostituisce l’attuale FEIS (Fondo europeo per gli investimenti strategici), istituito dopo la crisi finanziaria.
I deputati hanno adottato alcuni emendamenti per migliorare la proposta della Commissione europea, tra cui:
· l’aumento della garanzia del bilancio UE a 40,8 miliardi di euro (ai prezzi correnti) per mobilitare oltre 698 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi in tutta l’UE (la Commissione ha proposto 38 miliardi di euro per mobilitare 650 miliardi di euro);
obiettivi nuovi e più chiari, come l’aumento del tasso di occupazione nell’UE, la realizzazione degli obiettivi dell’accordo di Parigi sul clima o la coesione economica, territoriale e sociale;
una migliore protezione del clima: un obiettivo di “almeno il 40%” della dotazione finanziaria complessiva del programma InvestEU per gli obiettivi climatici;
· l’introduzione di un comitato direttivo per garantire il giusto equilibrio tra l’esperienza politica e bancaria nella gestione del programma. Un membro nominato dal PE farà parte del comitato;
· la Commissione e il comitato direttivo dovrebbero riferire annualmente al Parlamento e al Consiglio sui progressi, l’impatto e le operazioni del programma InvestEU per garantire una migliore responsabilità nei confronti dei cittadini europei.
La relazione è stata approvata con 517 voti favorevoli, 90 contrari e 25 astensioni.

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Bonus occupazione, tra incentivi in vigore e misure in stand-by

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 gennaio 2019

Bonus occupazione, tra incentivi già in vigore e misure in stand-by Il tema dell’occupazione è tra quelli centrali del dibattito politico e anche le misure in discussione in questi giorni di pensione Quota 100 e Reddito di cittadinanza dovrebbero portare qualche sviluppo al riguardo. Negli ultimi tempi, diversi sono stati gli interventi che hanno cercato di dare uno slancio alla creazione di nuovi posti di lavoro, in particolare verso giovani, ma alcune di queste misure, come per esempio quella contenuta nella Legge Dignità, non sono ancora operative a causa della mancanza di alcuni passaggi normativi. Vale la pena allora fare un punto tra quanto è in vigore e quanto invece è in stand-by. Un primo incentivo è quello che era stato introdotto dalla legge Bilancio 2018 che aveva reso permanente il bonus per assunzioni a tempo indeterminato a tutele crescenti per favorire l’occupazione giovanile. Un provvedimento stabile indirizzato agli under 30 ma che per tutto il 2018 era stato esteso agli under 35. La legge Dignità, come si ricorderà, aveva previsto il rinnovo dell’estensione agli under 35 anche per il 2019 e il 2020, ma al momento perché l’applicazione possa essere operativa, manca all’appello il decreto attuativo, che probabilmente dovrà anche prevedere un raccordo tra le due misure. Nel dispositivo, infatti, è previsto che «le modalità di fruizione dell’esonero siano stabilite con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione».
A ogni modo, quanto ai contenuti, come si legge nella legge Bilancio 2018, la misura è destinata «ai datori di lavoro privati che, a decorrere dal primo gennaio 2018, assumono lavoratori con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a tutele crescenti»: a essere «riconosciuto, per un periodo massimo di trentasei mesi, è l’esonero dal versamento del 50% dei contributi previdenziali complessivi (con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail), nel limite massimo di 3.000 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile. Resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche». A parte il riferimento all’età, di cui abbiamo detto, l’esonero spetta in occasione della «prima assunzione» per coloro che «non siano stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro. Non sono ostativi al riconoscimento dell’esonero gli eventuali periodi di apprendistato svolti presso un altro datore di lavoro e non proseguiti in rapporto a tempo indeterminato». Nel caso in cui per un lavoratore l’esonero sia stato solo parzialmente fruito, in occasione di una nuova assunzione a tempo indeterminato con altri datori di lavoro, «il beneficio eÌ riconosciuto agli stessi datori per il periodo residuo utile alla piena fruizione, indipendentemente dall’età anagrafica del lavoratore alla data delle nuove assunzioni». In ogni caso, «l’esonero contributivo spetta ai datori di lavoro che, nei sei mesi precedenti l’assunzione, non abbiano proceduto a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o a licenziamenti collettivi, nella medesima unità produttiva». In caso di applicazione piena, il contributo può quindi pari a 9 mila per tre anni. Anche nella legge Bilancio 2019 ci sono varie novità e misure in tema di assunzioni a tempo indeterminato, tra cui il Bonus Eccellenze, destinato a neolaureati «entro la durata legale del corso di studi e prima del compimento del trentesimo anno di età» con «votazione di 110 e lode e una media ponderata di almeno 108/110» o a chi è in «possesso di un dottorato di ricerca conseguito prima del compimento del trentaquattresimo anno di età», entrambi ottenuti nel «periodo compreso tra il 1° gennaio 2018 e il 30 giugno 2019». Vale anche in caso di tempo parziale e per la trasformazione di un contratto da tempo determinato in indeterminato. Si prevede un «esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail), per un periodo massimo di dodici mesi decorrenti dalla data di assunzione, nel limite massimo di 8.000 euro per ogni assunzione effettuata. Per la fruizione sarà necessaria una circolare Inps. Prorogato poi il Bonus Sud. (Francesca Giani by Farmacista33)

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Approvati i nuovi corsi di formazione professionale per l’occupazione di giovani e adulti

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 novembre 2018

Sono stati approvati dalla Città metropolitana di Torino i nuovi corsi di formazione professionale finalizzati alla lotta contro la disoccupazione (Direttiva Mercato del Lavoro) per l’anno formativo 2018/2019. Si tratta di percorsi completamente gratuiti per gli allievi, di durata medio-lunga, anche pluriennale, e con una significativa presenza di stage in azienda, in alcuni casi realizzabile anche all’estero. I corsi sono finalizzati a favorire l’occupabilità e l’occupazione, a sostenere la formazione superiore con percorsi di alta specializzazione post diploma e post laurea, a favorire l’inclusione dei soggetti più vulnerabili, ad agevolare la mobilità e il reinserimento lavorativo. Si inseriscono nella Strategia “Europa 2020” della Commissione Europea sui temi della crescita inclusiva e della coesione sociale e territoriale.
I 341 corsi approvati per l’anno formativo 2018/2019, che offriranno un’opportunità per riqualificarsi e ampliare le proprie competenze tecnico-professionali formativa a circa 6mila persone, sono finanziati con risorse trasferite dalla Regione Piemonte e provenienti dal Fondo sociale europeo, per un impegno complessivo di 23 milioni e 800mila euro.
Le attività finanziate, distribuite sull’intero territorio metropolitano, sono rappresentative di tutte le aree professionali: agroalimentare, manifatturiero artigianale, meccanica, impianti e costruzioni, cultura informazione e informatica, turismo e sport, servizi commerciali e servizi alla persona. Si rivolgono a destinatari diversi per età, titolo di studio e condizione lavorativa e si articolano in corsi mirati a una qualificazione di base, corsi post qualifica, post diploma e post laurea e corsi destinati esclusivamente ai soggetti più deboli, come disabili, giovani a rischio, stranieri e detenuti.
È importante ricordare che i corsi rilasciano una certificazione riconosciuta a livello regionale e nazionale, con un inquadramento chiaro delle competenze professionali e delle abilità acquisite riconducibili ai livelli Eqf (Quadro europeo delle qualifiche e dei titoli per l’apprendimento permanente).
Nella selezione delle proposte formative è stato dato particolare rilievo all’indagine effettuata da Ires Piemonte, che ha analizzato l’andamento delle assunzioni e gli esiti, risultati molto positivi in termini occupazionali, ottenuti dagli allievi qualificati nelle precedenti edizioni dei corsi finanziati. Analisi che, oltre a confermare la validità dell’offerta formativa precedentemente finanziata, ha consentito di individuare anche i profili professionali da considerare prioritari nell’assegnazione dei nuovi corsi di formazione.
“Questi corsi” dichiara il consigliere delegato alle attività produttive e alla formazione professionale Dimitri De Vita, “programmati in accordo con la Regione attraverso il confronto attivo con le parti sociali, sono una valida forma di contrasto alla crisi e di inclusione lavorativa, promuovendo nel contempo la formazione lungo tutto l’arco della vita.

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Hotel Beverly Hills Roma, 50 lavoratori a rischio occupazione

Posted by fidest press agency su domenica, 11 novembre 2018

Roma. Si complica la vertenza dei 50 lavoratori dell’Hotel Beverly Hills di Roma che ha annunciato la cessazione attività e circa 50 famiglie saranno senza lavoro!La Tcl capital s.r.l. ha comunicato in data 26.10.2018 l’apertura di una procedura di mobilità di 31 lavoratori paventando una presunta chiusura di 24/30 mesi per ristrutturazione, mentre gli altri circa 18 dipendenti della Società S.I.I. ancora sono in attesa del loro destino.
Il giorno 8 novembre 2018 si sono incontrate Filcams Cgil e Fisascat Cisl e Tcl Capital srl per lo svolgimento del primo confronto sindacale connesso all’apertura di procedura di mobilità.Il prossimo 19 corrente mese si terrà l’assemblea di tutti i lavoratori per sottoporre la proposta dell’azienda e valutare eventuali controproposte.
Il prossimo incontro si effettuerà il 19 novembre alle ore 16. Cristina Silvestri (Fisascat Cisl Roma): “Richiediamo la condivisione dei progetti di ristrutturazione ed un impegno formale per la salvaguardia dei livelli occupazionali ed esterniamo la nostra preoccupazione per il conseguente grave impatto economico e sociale sul territorio di Roma”.

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Occupazione abusiva area stazione Tiburtina

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 ottobre 2018

Roma “Da oltre due anni la Tibus Srl occupa abusivamente e senza alcuna autorizzazione l’area antistante la stazione Tiburtina movimentando giornalmente centinaia di bus e migliaia di utenti. Oggi la Corte dei Conti ha reso noto di aver accertato, attraverso le indagini della GdF, un danno erariale per il periodo 2008-2016 di oltre 4 milioni di euro in relazione alle procedure di proroga e rinnovo della concessione per la gestione dell’autostazione di Roma Tiburtina, stipulata nell’anno 1999, per la durata di 9 anni. L’indagine della GdF ha registrato un mancato adeguamento del canone fissato inizialmente a 47mila e mai aggiornato. E’ l’esito di un mio precedente esposto che dava seguito anche alle iniziative inascoltate dei cittadini del quartiere. L’indagine della GdF non ha potuto appurare ulteriori danni economici in quanto dopo il 31 marzo 2016 la Tibus Srl, come da me segnalato ripetutamente, ha continuato ad operare nel parcheggio accanto al piazzale Tiburtino senza alcuna autorizzazione. L’attività è proseguita nonostante l’intimazione da parte di Roma Capitale alla società che gestisce il piazzale di abbandonare l’area. Quindi dal 1 aprile 2016 oltre all’ ulteriore danno erariale si è aggiunta anche l’aggravante di una attività esercitata illecitamente con il coinvolgimento di migliaia di utenti che ignorano di non avere alcuna tutela assicurativa in caso di incidente. Ad oltre due anni e mezzo dall’intimazione di sgombero il Campidoglio non ha ancora provveduto a liberare l’area da un’attività a tutti gli effetti abusiva. Mentre squadre di vigili rincorrono venditori irregolari di paccottiglie, assistiamo al paradosso che nessuno interviene rispetto ad un illecito abnorme connesso ad un’attività che registra milioni utili annui.
Per i motivi suddetti ho inviato una ulteriore denuncia alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti, all’Anac e per conoscenza ho informato la sindaca Raggi e il comandante della Polizia Locale di Roma Capitale affinché intervengano con la massima celerità per sgomberare l’area e provvedere al ripristino dei luoghi e della legalità.” Così in una nota il consigliere del Pd capitolino Orlando Corsetti.

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Ilva, USB: ottenuta la salvaguardia integrale dell’occupazione, ma l’Italia perde un pezzo

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 settembre 2018

Arcelor Mittal questa notte ha dovuto accettare le condizioni che come Unione Sindacale di Base abbiamo posto per la chiusura dell’accordo sindacale sull’acquisizione del gruppo Ilva.
Abbiamo ottenuto la salvaguardia integrale dell’occupazione, il mantenimento di tutti i diritti acquisiti retributivi e di legge, in particolare il mantenimento dell’articolo 18 a tutela dei licenziamenti discriminatori. Quindi a tutti i lavoratori assunti da Arcelor Mittal non verrà applicato il Jobs Act. Nessun lavoratore di Ilva verrà licenziato, nessuno uscirà dalla fabbrica contro la sua volontà.Abbiamo ottenuto un Piano di Ambientalizzazione significativamente migliorato rispetto a quello contenuto nel contratto di cessione sottoscritto dall’ex ministro Calenda per il precedente governo.Tuttavia non dobbiamo nasconderci che con la cessione del gruppo Ilva il nostro Paese perde un pezzo importante del suo patrimonio industriale, che finisce nelle mani di una multinazionale. Continuiamo a pensare che la nazionalizzazione di un settore strategico dell’economia nazionale come la produzione dell’acciaio sia l’unica strada per coniugare lavoro, diritti, salari, politiche industriali e ambientalizzazione.Per queste ragioni, se diamo un giudizio più che positivo sui contenuti dell’accordo sindacale, non possiamo che essere insoddisfatti per un’operazione di cessione dell’acciaieria più grande d’Europa, un’operazione che contribuisce alla progressiva spoliazione del nostro patrimonio industriale. La battaglia di USB per un nuovo impegno diretto dello Stato nell’economia non è finita. (Francesco Rizzo, USB Taranto, Sergio Bellavita, USB Nazionale)

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Salvaguardare l’occupazione e le imprese della Liguria

Posted by fidest press agency su domenica, 19 agosto 2018

Il Segretario Generale dell’UGL, Paolo Capone, ha convocato la Segreteria regionale del sindacato confederale sui tragici fatti di Genova.“Esprimo, a nome di tutta l’UGL – ha esordito Capone – il nostro cordoglio e solidarietà alle famiglie delle vittime della tragedia del viadotto Morandi, estendendola a tutti i cittadini di Genova e della Liguria. Esprimiamo, inoltre, vicinanza al Presidente Giovanni Toti e al sindaco Marco Bucci, instancabili nell’opera di sostegno ai cittadini in questi drammatici momenti”.Le immagini del viadotto crollato rimarranno a lungo nella memoria collettiva del nostro Paese. Una tragedia che secondo le prime ipotesi potrebbe essere stata provocata da un cedimento strutturale, ma che per il Segretario Generale “è anche simbolo di un cedimento culturale del nostro Paese nei confronti del futuro e del progresso”.“Ho incontrato una delegazione di lavoratori con le loro famiglie: Genova non è in ginocchio e anche questa volta saprà riprendersi da questa ennesima ferita, con i talenti, le eccellenze e le straordinarie energie della sua gente”.Nel corso dell’incontro è stata posta particolare attenzione alle conseguenze economiche e sociali. Il viadotto Morandi rappresentava un nodo fondamentale non solo per Genova ma per tutta l’Italia, in particolare il nord-ovest, collegando il più importante porto italiano e lo scalo aereo di Genova al resto del mondo.
Il Segretario Capone conferma le preoccupazioni anche attraverso una valutazione degli effetti economici e sociali del crollo del viadotto: “Secondo una prima stima effettuata dal nostro centro studi sugli effetti dell’interruzione di quest’arteria strategica del nord-Italia, risulta che il Paese potrebbe perdere fino a due punti di Pil come conseguenza diretta se non s’interviene subito per sanare la ferita. Basta considerare che solo la filiera portuale, tra diretta, indiretta e indotto, esprime un valore di circa 11 miliardi di euro. Va poi considerata tutta la filiera turistica, quella commerciale e il rischio concreto che quest’area sia tagliata fuori dalle traiettorie economiche fino a quando non potrà ricominciare a garantire linee di comunicazione essenziali. Sono a rischio oltre 150mila posti di lavoro, di cui un terzo in Liguria, altri 50mila tra Piemonte, Lombardia e Toscana e un altro terzo nel resto d’Italia”.
Per questa ragione l’UGL chiede al Governo di intervenire immediatamente con un fondo straordinario di 15 miliardi di euro per aiutare le imprese che si dovessero trovare in difficoltà, stabilizzare i livelli occupazionali della regione, finanziare le opere infrastrutturali necessarie a superare l’emergenza, assegnando al Presidente della Regione poteri straordinari per l’affidamento delle opere e la gestione dei fondi, come in occasione del terremoto dell’Aquila. Chiediamo, inoltre, al Governo di avviare immediatamente la partenza dei lavori della Gronda autostradale.

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