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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘oceani’

Proteggiamo i nostri oceani: un appello condiviso ma spesso disatteso

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 giugno 2019

Lettera al direttore: Gentile Direttore,
“Ridurre l’uso di sacchetti di plastica e cannucce è un passo importante nella protezione dei nostri oceani, ma è l’attrezzatura da pesca che sta davvero soffocando le nostre acque. Le reti da pesca abbandonate costituiscono almeno il 46% dei detriti nel “Great Pacific Garbage Patch”, un cumulo galleggiante di rifiuti tre volte più grande della Francia. Il resto è costituito da altri attrezzi da pesca, tra cui corde, distanziatori per l’allevamento di ostriche, trappole per anguille, casse e cesti.
Gli attrezzi da pesca distruggono i nostri oceani e la pesca causa estrema sofferenza ai pesci e agli altri animali marini. Quando vengono estratti dalle profondità dell’oceano, i pesci subiscono una decompressione straziante: la pressione interna fa sì che le vesciche natatorie si rompono, fa uscire gli occhi fuori dalle orbite e lo stomaco fuori dalle loro bocche. Molti soffocano lentamente sui pescherecci, mentre altri sono ancora vivi e si agitano quando la gola e lo stomaco sono incisi. Anche delfini, balene, tartarughe, foche, uccelli marini e altri animali “non bersaglio” subiscono ferite causate da reti e altri equipaggiamenti per la pesca.E allora celebriamo i nostri oceani in questa Giornata mondiale degli oceani (l’8 giugno) in un modo che mostra rispetto per tutti i loro abitanti, scegliendo i bastoncini di pesce vegano, i filetti di pesce vegani e pesce di tofu. La verità è semplice: meno pesca significa meno attrezzi da pesca letali.Cordiali saluti Sascha Camilli PETA Foundation.” (n.r. Un commento? Certo, in poche parole: abbiamo bisogno di fatti e non solo di parole. L’ecosistema è fatto per vivere e non per vederlo morire)

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Giornata mondiale degli oceani

Posted by fidest press agency su sabato, 18 maggio 2019

Ostia (Roma) Greenpeace presenta martedì 21 maggio, presso la Sala conferenze Lega Navale di Ostia, una spedizione di ricerca, monitoraggio, documentazione e sensibilizzazione sullo stato dei nostri mari che partirà dal porto capitolino e si concluderà in Toscana l’8 giugno, in occasione della Giornata mondiale degli oceani.
L’associazione ambientalista, insieme all’organizzazione The Blue Dream Project, monitorerà per tre settimane i livelli di inquinamento in mare da plastica, in particolare nel Mar Tirreno Centrale.Grazie alla collaborazione con i ricercatori dell’Università Politecnica delle Marche e dell’Istituto per lo studio degli Impatti Antropici e Sostenibilità in ambiente marino Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IAS), durante la spedizione verranno effettuati campionamenti sulla presenza di microplastica nella colonna d’acqua, nei sedimenti e in organismi marini commerciali (invertebrati e pesci). In alcune aree sarà, inoltre, monitorata la presenza di nanoplastiche. In occasione della conferenza stampa di presentazione del tour, ricercatori dell’Università degli Studi di Padova presenteranno un report sullo spiaggiamento dei cetacei in Italia, con un focus sui capodogli e la plastica. Interverranno Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo Greenpeace Italia, Giuseppe Ungherese, Campagna Inquinamento Greenpeace Italia, Francesco Nanni, Presidente di The Blue Dream Project, ricercatori dell’Università Politecnica delle Marche e del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

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Oggi Presidente del Parlamento europeo ospita la conferenza ad alto livello sul futuro degli oceani

Posted by fidest press agency su martedì, 19 marzo 2019

Bruxelles. La conferenza si tiene oggi nell’emiciclo del Parlamento europeo dalle 14.00 fino alle 18.30.
Prima della conferenza Tajani ha dichiarato: “Il Parlamento europeo vuole dare risposte concrete ai milioni di ragazzi scesi in piazza per portare i cambiamenti climatici al centro dell’agenda politica. Siamo dalla loro parte. Il parlamento europeo è in prima linea nella battaglia in difesa del pianeta. Oggi ci troviamo di fronte ad una crisi storica, con importanti conseguenze sociali, economiche, politiche e ambientali. Il Parlamento ritiene crede che sviluppo economico, competitività industriale e politiche climatiche possano e debbano essere complementari. Continuare a sfruttare ed inquinare i nostri oceani sarebbe una scelta irresponsabile. Per questo ci siamo battuti per includere la tutela e l’uso consapevole delle risorse degli oceani fra gli obiettivi di sviluppo del millennio delle Nazioni Unite.
Entro il 2050 i rifiuti di plastica presenti negli oceani supereranno i pesci. Diventa essenziale ed urgente una politica di tolleranza zero contro la plastica monouso. Per questo il Parlamento ha votato per bandire l’utilizzo di plastica non riutilizzabile sul territorio dell’Unione. Utilizzare materiali alternativi alla plastica non significa solo avere oceani più puliti, ma permetterà anche di risparmiare diversi miliardi di euro”.

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Salvare gli oceani del pianeta

Posted by fidest press agency su sabato, 16 ottobre 2010

Greenpeace presenta il “Piano di emergenza per salvare gli oceani del pianeta” a pochi giorni dall’inizio della decima Conferenza delle Parti della Convenzione per la Biodiversità (CBD) che si terrà a Nagoya (Giappone). Per salvare l’ecosistema marino, a Nagoya i governi di tutto il mondo dovranno decidere di istituire una rete globale di riserve marine che copra il 40% degli oceani del pianeta.
Greenpeace da anni è impegnata a promuovere la creazione di una rete di Riserve Marine in alto mare in particolar modo nel Mediterraneo, un mare che  rappresenta meno dell’1% della superficie marina del Pianeta, ma ospita il 9% circa della biodiversità marina nota. Due aree di particolare importanza per questa rete riguardano l’Italia: il Santuario dei Cetacei e il Canale di Sicilia. Purtroppo oggi il primo è solo un parco di “carta”, mentre la tutela del secondo non è garantita in alcun modo: mentre si concretizza la minaccia delle estrazioni petrolifere nel Canale di Sicilia, il ministero dell’Ambiente esprime la sua contrarietà all’istituzione di Riserve Marine nelle acque internazionali del Mediterraneo.

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