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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘odio’

L’odio insegnato nelle scuole palestinesi

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2020

Nelle scuole gestite dall’Autorità Nazionale Palestinese si continua a insegnare l’odio nei confronti di Israele e del popolo ebraico. Lo rivela uno studio di IMPACT-se (un ente di ricerca che analizza programmi e testi scolastici in base agli standard UNESCO su pace e tolleranza), secondo cui l’istruzione palestinese è permeata di antisemitismo e incitamento alla violenza e al “martirio”. Stando a questo studio, quindi, nulla sarebbe cambiato rispetto all’anno passato, dove già si era riscontrato l’imperversare dell’avversione per Israele e per gli ebrei. L’“insegnamento” più antisemita presente nei libri di testo palestinesi è la totale assenza di Israele dalle mappe geografiche. Su 200 mappe analizzate, infatti, non si fa menzione dello Stato ebraico, della sua capitale Gerusalemme, della sua storia e delle sue eccellenze (clicca qui per consultare l’intero rapporto). Per questo più di 20 membri del Parlamento europeo, provenienti da 15 nazioni, hanno chiesto alla Commissione dell’Unione Europea di trattenere parzialmente i finanziamenti all’Autorità Palestinese fino a quando non eliminerà i contenuti antisemiti dai testi scolastici. Ma c’è di più, perché un rapporto dall’Istituto Georg Eckert, con sede in Germania, affermava che all’interno dei libri scolastici studiati dai ragazzi palestinesi non ci fossero contenuti di odio contro Israele e il popolo ebraico. Peccato che quei libri non fossero forniti dall’Autorità Nazionale Palestinese, ma da Israele, che li distribuiva alle scuole della cosiddetta Gerusalemme est.Libri di testo israeliani in lingua araba destinati alle scuole palestinesi falsamente spacciati per testi scolastici palestinesi.Le domande sono molteplici.L’Istituto Georg Eckert quali libri ha analizzato? E chi doveva controllare l’operato dell’Istituto con sede in Germania? Come mai la comunità internazionale punta spesso il dito contro Israele e non c’è alcuna levata di scudi contro l’insegnamento esercitato nelle scuole palestinesi?

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Il Parlamento europeo condanna ogni forma di razzismo, odio e violenza e chiede di agire

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

Bruxelles. È necessario porre fine a qualsiasi forma di profilazione razziale nel diritto penale e garantire che la brutalità della polizia non sia impunita. Il PE afferma che nelle nostre società razzismo e discriminazione non sono ammessi e chiede all’UE di adottare una posizione forte e decisa contro il razzismo, la violenza e l’ingiustizia. In una risoluzione adottata venerdì con 493 voti favorevoli, 104 contrari e 67 astensioni, il Parlamento “condanna fermamente l’atroce morte di George Floyd” negli Stati Uniti, nonché le uccisioni analoghe dovunque nel mondo. I deputati invitano il governo e le autorità degli Stati Uniti ad adottare misure risolute per affrontare il razzismo e le disuguaglianze strutturali nel paese.Inoltre, condannano la repressione da parte della polizia statunitense di manifestanti pacifici e giornalisti e deplorano vivamente la minaccia del Presidente degli Stati Uniti di dispiegare l’esercito, nonché la sua “retorica incendiaria”.Seppur deplorando i singoli episodi di violenza verificatisi, il Parlamento sostiene le recenti proteste di massa in tutto il mondo contro il razzismo e la discriminazione, e condanna il “suprematismo bianco in tutte le sue forme”. I deputati condannano “gli episodi di saccheggio, incendio doloso, vandalismo e distruzione della proprietà pubblica e privata causati da alcuni manifestanti violenti” e chiedono allo stesso tempo che “l’uso sproporzionato della forza da parte delle autorità di contrasto e gli atteggiamenti razzisti da queste assunti” siano pubblicamente denunciati ogniqualvolta e ovunque si verifichino.L’uso della forza da parte delle autorità di contrasto dovrebbe essere sempre “legittimo, proporzionato e necessario” e avvenire come “ultima ratio”. Inoltre, “l’uso eccessivo della forza contro le folle è in contrasto con il principio di proporzionalità”. Gli Stati membri sono invitati a non lasciare che gli episodi di violenza e gli abusi da parte delle forze di polizia rimangano impunti, sottolineando che i cittadini hanno il diritto di registrare scene di violenza della polizia per usarle come prove.L’UE e i suoi Stati membri devono porre fine a qualsiasi forma di profilazione razziale o etnica nell’ambito dell’applicazione del diritto penale, delle misure antiterrorismo e dei controlli sull’immigrazione. Le nuove tecnologie in questo campo devono essere concepite in modo tale da non generare rischi di discriminazione per le minoranze etniche e razziali. La polizia e le forze dell’ordine devono avere “una condotta esemplare quanto alla lotta contro il razzismo e la discriminazione” e dovrebbero consolidare la formazione in questo senso. Il Pe chiede inoltre di rafforzare la diversità all’interno delle forze di polizia.Le istituzioni dell’UE e gli Stati membri dovrebbero riconoscere ufficialmente le ingiustizie e i crimini contro l’umanità che in passato sono stati commessi nei confronti delle persone nere, delle persone di colore e dei rom, chiedono i deputati, che inoltre dichiarano la schiavitù un reato contro l’umanità.Il contrasto alla discriminazione in tutti i settori deve essere una priorità dell’UE. Il Parlamento invita il Consiglio a “concludere senza indugio i negoziati sulla direttiva orizzontale sulla non discriminazione”, bloccata dai Paesi UE da quando è stata proposta dalla Commissione nel 2008.
La risoluzione sottolinea che il discorso razzista e xenofobo non è coperto dalla libertà di espressione. I deputati deplorano infine che le forze politiche estremiste e xenofobe in tutto il mondo ricorrano sempre più spesso alla ” alla distorsione dei fatti storici, statistici e scientifici e utilizzino simbologie e retoriche che richiamano aspetti della propaganda totalitaria, tra cui il razzismo, l’antisemitismo e l’odio nei confronti delle minoranze.

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Il Senato ha approvato la commissione contro odio, razzismo e antisemitismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 novembre 2019

Roma. E’ stata proposta dalla senatrice a vita Liliana Segre con 151 voti favorevoli e 98 astenuti (Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia). Commissione che sarà composta da 25 membri e che avrà compiti di osservazione, studio e iniziativa per l’indirizzo e il controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza nei confronti di persone o gruppi sociali sulla base della provenienza, religione, etnia, identità di genere, orientamento sessuale o di altre particolari condizioni fisiche o psichiche.
Un successo a metà, causa l’astensione dei maggiori tre partiti del centro destra. Astensione che è stata spiegata così dal leader della Lega Matteo Salvini:“Siamo contro il razzismo, la violenza, l’odio e l’antisemitismo senza se e senza ma. Non vorremmo che però qualcuno a sinistra spacciasse per razzismo quella che per noi è una convinzione, un diritto, ovverosia il ‘prima gli italiani’. Siamo al fianco di chi vuole combattere pacificamente idee fuori dal mondo però non vogliamo bavagli, non vogliamo uno Stato di polizia che ci riporti a Orwell”. Prima del voto il vice capogruppo vicario di Forza Italia Lucio Malan aveva detto:“Non condividendo taluni contenuti della mozione della maggioranza e ribadendo la massima solidarietà alla senatrice Segre per gli odiosi attacchi che subisce sulla Rete, Forza Italia si asterrà sulla mozione della maggioranza ma sin d’ora assicura il suo fattivo contributo ai lavori della istituenda commissione parlamentare”.Non tutti gli esponenti del centro destra, però, erano concordi sull’astensione. Fra questi le deputate di Forza Italia Mara Carfagna e Sandra Savino.Mara Carfagna ha scritto su Twitter: “La mia Forza Italia, la mia casa, non si sarebbe mai astenuta in un voto sull’antisemitismo. Stiamo tradendo i nostri valori e cambiando pelle. Intendo questo quando dico che nell’alleanza di centro destra andiamo a rimorchio senza rivendicare nostra identità”. Sandra Savino si è detta: “Sinceramente amareggiata per l’astensione espressa dal gruppo di Forza Italia al Senato sulla mozione proposta dalla senatrice a vita Luciana Segre. Di fronte al tema dell’odio razziale e dell’antisemitismo non ci sono ragioni o motivazioni politiche che tengano”. Sull’argomento è intervenuta anche la presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello: “È stato un grande risultato istituzionale per il paese, di grande valore e importanza in un momento significativo finalmente si passa a prendere decisioni per attività importanti all’interno delle istituzioni. Sconcerta un po’ l’astensione di alcune forze politiche che riteniamo una scelta sbagliata e pericolosa. In questo momento c’è bisogno di unità, non si può lasciare spazio ad alcuna ambiguità né a insinuazioni su valori che sono fondanti”. Come detto dalla parlamentare Sandra Savino, di fronte al tema dell’odio razziale e dell’antisemitismo non ci dovrebbero essere logiche politiche. E invece…

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Alain Deneault: L’economia dell’odio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 giugno 2019

Attraverso il suo lavoro di filosofo e sociologo, Alain Deneault analizza il mondo che ci circonda adottando un punto di vista critico che ci costringe a invertire le nostre prospettive, a guardare la nostra società con uno sguardo differente. Mettendo insieme diversi testi scritti nel corso degli anni sotto l’influenza teorica di Rancière e Simmel, Alain Deneault decodifica una «economia dell’odio».
Laddove veniamo spinti ad amare il denaro, ad amarlo a qualunque costo, non c’è odio per l’economia. Non c’è odio per l’economia, ma c’è un’economia dell’odio. Il punto è: rimuovere l’odio. Odiare senza che l’odio trapeli. È così che si aderisce alla sottomissione al denaro.Traduzione dal francese di Roberto Boi Euro 17,00 256 pagine
Alain Deneault è un docente e filosofo canadese. Ha scritto saggi sulle politiche governative, sui paradisi fiscali e sulla crisi del pensiero critico. Insegna Scienze Politiche presso l’Università di Montréal e collabora con la rivista Liberté. Con Neri Pozza ha pubblicato La mediocrazia (2017) e Governance. Il management totalitario (2018).

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Nuova Zelanda: “La politica si fermi a riflettere e la smette di cavalcare l’odio”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 marzo 2019

Massimiliano Salini (Europarlamentare FI/PPE) dichiara: ““ Voglio esprimere il mio cordoglio a tutti i familiari delle persone colpite dall’ attento in Nuova Zelanda. Un gesto che lascia nello sconforto e che costringe tutti noi che ci occupiamo di politica a riflettere e a non fuggire dalle nostre responsabilità. Il fatto che per gli attentatori Luca Traini fosse un simbolo è significativo di quanto sia sbagliato in politica cavalcare l’odio per chi ha razza e religione diversa dalla nostra. Fermiamoci prima che sia troppo tardi e torniamo a dare un peso alle parole che usiamo. Combattiamo il terrorismo ma anche l’odio di qualsiasi matrice culturale sia, solo così potremo evitare altre stragi assurde”.

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“L’incitamento all’odio nell’Europa Contemporanea”

Posted by fidest press agency su domenica, 11 novembre 2018

Milano Il 12 novembre 2018 presso il Memoriale della Shoah di Milano si svolge il convegno “L’INCITAMENTO ALL’ODIO NELL’EUROPA CONTEMPORANEA”, promosso dalla Presidenza italiana 2018 dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA) nell’ambito delle attività del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, in collaborazione con il Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea – CDEC, l’UCEI (Unione Comunità Ebraiche Italiane) e l’Università Cattolica del S.Cuore di Milano (Centro Relazioni Interculturali) La giornata di studio (h. 10-19) vede come relatori Giovanni Maria Flick (già Presidente Corte Costituzionale) lo storico Andrea Riccardi (Presidente Dante Alighieri), Katharina Von Schnurbein (UE Coordinator on combating antisemitism), il sociologo francese Michel Wieviorka, Giovanni Ziccardi (docente Università di Milano ed esperto di odio online), l’ungherese Peter Kreko ed altri. Porgono un saluto iniziale Liliana Segre, Sandro De Bernardin, Presidente della Delegazione italiana presso l’IHRA, Noemi Di Segni, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Roberto Jarach, Presidente del Memoriale. Modera Giorgio Sacerdoti (Presidente CDEC).Introduce e coordina Milena Santerini (Vicepresidente del Memoriale e Università Cattolica di Milano), organizzatrice del Convegno con Gadi Luzzatto (Direttore CDEC) che osserva: “E’ necessario interrogarsi sulle forme di incitamento all’odio che ieri come oggi portano a escludere, isolare, discriminare. Non dobbiamo rassegnarci al linguaggio violento, specie online, specie quando è utilizzato dalle stesse istituzioni o da esponenti governativi, perché inquina la convivenza sociale e sceglie capri espiatori innocenti come bersaglio. Nel convegno analizzeremo i meccanismi dell’odio in Italia e nell’Europa contemporanea alla luce delle lezioni del passato e delle leggi razziali del 1938, l’antisemitismo oggi e le strategie per contrastare tutte le forme di razzismo”. In occasione dell’anniversario delle leggi razziali (novembre 1938), mentre si assiste alla diffusione di varie forme di odio (dall’antisemitismo alla xenofobia), l’incontro vuole approfondire le tematiche dell’incitamento all’odio analizzando l’hate speech (in particolare online) dal punto di vista storico (le leggi razziali ma anche la storia colonialista italiana), giuridico (le norme costituzionali contro le discriminazioni) e sociopolitico e le possibilità di contrastarlo. La senatrice a vita Liliana Segre, prima firmataria di una proposta di legge per istituire una Commissione parlamentare di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo e antisemitismo, si riferisce al web come “veicolo d’odio estremamente pericoloso” e ammonisce di contrastare il linguaggio in generale sempre più violento e la fascistizzazione del senso comune che potrebbe creare l’indifferenza che 80 anni fa, con il varo delle leggi razziali “coprì di vergogna l’Italia fascista”. Nella pausa del convegno è prevista la visita al Memoriale della Shoah.

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Uomini e donne che odiano le donne

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 marzo 2018

L’8 marzo è un’occasione per puntare i riflettori sul tema della condizione della donna, in Italia e nel mondo. Una condizione spesso scomoda e attaccata. Dalle violenze che subisce, dalle ingiustizie nella retribuzione, dalle ineguali opportunità che le vengono offerte, quelle che più spesso le vengono negate. Per le psicologhe e gli psicologi – di cui l’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna è portavoce – il tema è di scottante attualità. È l’intero apparato sociale e culturale a costringere la popolazione femminile nello stereotipo di madre e angelo del focolare domestico o in quello – solo apparentemente opposto – di una donna “con gli attributi”, seguendo un modello di machismo tipico dello stereotipo maschile. Il primo è il più classico degli stereotipi che la donna si trova stampato addosso. Il secondo è quello che spesso viene affibbiato alla donna che, emancipandosi, vuole affermarsi o dimostrare libertà, coraggio e intraprendenza. Ma sono vari e violenti gli stereotipi: non si riducono a questi e spesso vengono inculcati nei giovani sin dalla più tenera età, quando i modelli che vengono proposti ai bimbi e alle bimbe sono rigidamente preordinati. Basti pensare allo stupore che ancora causa nella maggior parte delle persone l’idea di un maschietto che gioca con una bambola o di una ragazzina che voglia darsi al rugby. Queste resistenze preconcette su cosa una donna possa fare o non fare contribuiscono a formare stereotipi di genere anche più gravi, e questo è uno dei motivi per cui una corretta educazione è così importante.
Ecco che l’8 marzo, come nel resto dell’anno, valorizzare il femminile significa rifiutare le abitudini che bloccano le donne in una condizione di inferiorità. Si può iniziare combattendo quei giudizi e quei pregiudizi, spesso inconsci, che sono introiettati nelle persone che meno credono di essere misogine. La battuta sessista, il linguaggio violento rivolto contro le donne, l’accondiscendenza, sono esibiti, talvolta, da persone che mai si direbbero misogine. Tra queste anche molte donne, che riconoscono all’atteggiamento patriarcale un ingiustificato potere, motivato, evidentemente, da una sorta di misoginia interiorizzata.
Nel corso dell’ultimo anno, ad esempio, si è fatto un gran parlare dei ricatti sessuali e delle violenze subite dalle donne nel mondo dello spettacolo e non solo. Questo atto di potere dell’uomo contro la donna ha richiamato l’attenzione su una forma di sopraffazione: il ricatto sessuale sul lavoro è una forma di violenza devastante per la donna, ma purtroppo assai diffusa e, ultimamente, accentuata a causa della crisi economica. L’uomo sfrutta la sua posizione di vantaggio per ottenere prestazioni sessuali da donne in difficoltà o che vogliono progredire nella carriera. Il caso Weinstein è stato criticato e sciaguratamente normalizzato da molte persone, anche da donne, che non hanno sostenuto le vittime.
La battaglia più dura da affrontare e vincere riguarda la psicologia delle donne stesse che devono riconoscere e superare gli stereotipi e i pregiudizi propri della cultura paternalistica. Il senso di colpa che la donna prova quando è vittima di molestie è dovuto all’assimilazione psichica degli stereotipi sul proprio genere, compreso quello che la valuta, sul piano lavorativo, in base alla sessualità. Infatti, questo valore discriminante, che la riduce a oggetto sessuale, può venire fatto proprio non solo dagli uomini ma anche dalle stesse donne che lo applicano nei giudizi verso se stesse, le colleghe o le altre donne. Sembrerebbe quindi che ci si trovi davanti a una moltitudine di uomini e donne che odiano le donne, odio che per essere rimosso richiede un’ottima dose di volontà e coraggio, qualità necessarie soprattutto alle donne per emanciparsi da errati preconcetti che non permettono loro di essere libere nel pensiero e solidali con le vittime.

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U.S.A.: odio etnico nei confronti degli italiani?

Posted by fidest press agency su domenica, 10 settembre 2017

columbus day“E’ evidente che la furia con la quale associazioni liberal stanno distruggendo le statue di Cristoforo Colombo cela un odio etnico nei confronti degli italiani. Da un punto di vista storico, il ruolo dell’esploratore genovese è al di sopra di ogni sospetto e le strumentalizzazioni oggi rappresentano un terribile negazionismo del suo ruolo e un infondato tentativo, basato su presupposti fasulli, di riscrivere la storia. Presenteremo una mozione alla Camera dei deputati per impegnare il governo a intervenire sulle istituzioni statunitensi affinché si ponga fine a questa ingiusta criminalizzazione di un grande italiano del quale la nostra comunità è fiera. Per questo, esprimiamo solidarietà agli italiani di New York, profondamente offesi da questa campagna d’odio e chiediamo alle nostre istituzioni culturali di scendere in campo perché il genocidio degli indiani d’America non fu certo opera di Cristoforo Colombo, non scherziamo…”. È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.

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Lotta contro l’incitamento all’odio online

Posted by fidest press agency su sabato, 3 giugno 2017

razzismoBruxelles. Un anno fa la Commissione europea e quattro grandi piattaforme di social media hanno adottato un codice di condotta per contrastare l’illecito incitamento all’odio online. Tale codice contiene una serie di impegni da parte di Facebook, Twitter, YouTube e Microsoft per combattere la diffusione dell’incitamento all’odio online in Europa. In occasione del primo anniversario del codice è stata pubblicata una sua valutazione, svolta da ONG e organismi pubblici di 24 Stati membri, da cui emerge che le società informatiche hanno compiuto notevoli progressi nell’onorare gli impegni assunti.
Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario per il Mercato unico digitale, si è felicitato di questi progressi: “La stretta collaborazione con il settore privato e la società civile per combattere l’illecito incitamento all’odio sta dando i suoi frutti e noi moltiplicheremo gli sforzi comuni. Stiamo ora cercando di rafforzare il coordinamento tra le varie iniziative e forum avviati con le piattaforme online e di rendere più chiare le procedure di notifica e azione per eliminare i contenuti illeciti in modo efficiente, preservando nel contempo la libertà di espressione, che è essenziale”.
Vĕra Jourová, Commissaria europea per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato: “I risultati della seconda valutazione del codice di condotta sono incoraggianti. Le società informatiche stanno eliminando, a un ritmo più sostenuto, il doppio dei casi di illecito incitamento all’odio rispetto a sei mesi fa. Si tratta di un importante passo avanti e dimostra che un approccio di autoregolamentazione può funzionare se tutti gli attori fanno la loro parte. Va tuttavia ricordato che le società informatiche hanno una grande responsabilità e devono compiere ulteriori progressi per tenere fede a tutti gli impegni assunti. È inoltre importante che forniscano feedback a chi ha notificato casi di contenuti di illecito incitamento all’odio”.
L’Unione europea si fonda su una serie di valori: rispetto della dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, Stato di diritto, diritti fondamentali. L’UE e i suoi Stati membri, insieme alle società di social media e altre piattaforme, devono adoperarsi affinché Internet non diventi un rifugio sicuro per l’illecito incitamento all’odio e la violenza. Sottoscrivendo il codice di condotta, le società informatiche si sono impegnate in particolare a riesaminare in meno di 24 ore la maggior parte delle notifiche valide di illecito incitamento all’odio e a rimuovere tale contenuto o a bloccarne l’accesso, se necessario, sulla base delle legislazioni nazionali che recepiscono il diritto europeo. Il codice ha inoltre sottolineato la necessità di proseguire le discussioni su come promuovere la trasparenza e incoraggiare messaggi alternativi che contrastino l’incitamento all’odio.Un anno dopo la sua adozione, il codice di condotta per contrastare l’illecito incitamento all’odio online ha dato importanti risultati, ma restano ancora alcune sfide: in media, nel 59% dei casi le società informatiche hanno risposto alle notifiche riguardanti l’illecito incitamento all’odio rimuovendo il contenuto.Questa percentuale è più di due volte superiore a quella del 28% registrata sei mesi fa;
nello stesso periodo di sei mesi la percentuale di notifiche riesaminate entro 24 ore è passata da 40% a 51%. Facebook, tuttavia, è la sola società che ha raggiunto pienamente l’obiettivo di riesaminare la maggior parte delle notifiche entro il giorno stesso;
rispetto alla situazione di sei mesi fa, le società informatiche sono diventate più efficaci nel trattare le notifiche provenienti da cittadini allo stesso modo di quelle provenienti da organizzazioni che utilizzano canali di segnalazione affidabili. Tuttavia, persistono alcune differenze e i tassi di rimozione globali rimangono più bassi quando la notifica proviene dal pubblico;
infine, il monitoraggio ha evidenziato che mentre Facebook invia agli utenti un feedback sistematico sul modo in cui le loro notifiche sono state valutate, tra le società informatiche le pratiche differiscono notevolmente. La qualità del feedback sulla motivazione della decisione è un aspetto in cui sono possibili ulteriori progressi.
Miglioramento della gestione dei reclami degli utenti e cooperazione con la società civile
Nel corso dell’ultimo anno le società informatiche hanno rafforzato i loro sistemi di segnalazione e reso più facile segnalare i casi di incitamento all’odio. Hanno impartito formazioni al loro personale e hanno intensificato la cooperazione con la società civile. L’attuazione del codice di condotta ha rafforzato e allargato a tutta l’Europa la rete di società informatiche che utilizzano sistemi affidabili di segnalazione.
L’aumento della cooperazione con le organizzazioni della società civile ha portato a un miglioramento della qualità delle notifiche, a una riduzione dei tempi di trattamento minori e a migliori risultati in termini di reazioni alle notifiche.
Prossime tappe La Commissione continuerà a monitorare l’attuazione del codice di condotta con l’aiuto delle organizzazioni della società civile. Si prevedono miglioramenti da parte delle società informatiche, in particolare per quanto riguarda la trasparenza dei criteri per l’analisi dei contenuti segnalati e il feedback agli utenti.
La Commissione terrà conto dei risultati della valutazione nel quadro dei lavori annunciati nella revisione intermedia dell’attuazione della strategia per il mercato unico digitale. Continuerà inoltre ad adoperarsi per promuovere una cooperazione più efficace tra le società informatiche e le autorità nazionali.

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Contrastare la diffusione delle ‘bufale’ e del linguaggio d’odio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 gennaio 2017

Boldrini laura“Articolo21 aderisce e rilancia la proposta avanzata da Roberto Natale, già presidente Fnsi e oggi portavoce della presidente della Camera Laura Boldrini, per contrastare la diffusione delle ‘bufale’ e del linguaggio d’odio a partire dalle giovani generazioni.”
Lo dichiarano Barbara Scaramucci ed Elisa Marincola, rispettivamente presidente e portavoce dell’associazione per la libertà di espressione. “Dobbiamo impegnarci personalmente – continua il comunicato – ad avviare un confronto diretto con i ragazzi, attraverso progetti comuni con le scuole, avvio di luoghi, prima di tutto digitali, di dialogo e organizzazione di cicli di incontri. Non si tratta solo di portare il giornalismo in aula, bisogna innanzitutto, come sottolineato da Natale nell’editoriale pubblicato sul nostro sito, ascoltare e capire il loro approccio alla rete e la richiesta di informazione che i più giovani esprimono. “Noi mettiamo a disposizione la rete delle nostre associate e dei nostri associati, composta non solo da giornalisti ma anche da studiosi, artisti, scrittori, attivisti, con differenti e ricche esperienze alle spalle, ma anche con età diverse e quindi capacità diverse di parlare e ascoltare. Chiediamo a Miur e Fnsi di attivare quel protocollo d’intesa, a titolo gratuito, firmato un anno fa dal segretario generale Lorusso e dall’allora ministra Giannini, e avviamo un programma che sia duraturo e sistematico e non mero strumento di propaganda: in gioco c’è la credibilità di tutto il sistema democratico.”

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:…Insomma amo il pensiero liberale e odio il comunismo

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2012

(Osservazione di un lettore de Il Messaggero del 15 aprile 2012, al quale ho voluto rispondere) E Rosario Amico Roxas così commenta: ” A cultura di filosofia politica stai messo proprio male! Non sarebbe una critica se avessi taciuto, ma alla tua decente ignoranza aggiungi il vezzo di voler dire la tua, scivolando in una palese contraddizione, come se tu stesso avessi collocato una buccia di banana sul tuoi cammino. Da innamorato del pensiero liberale, dovresti, quanto meno, cercare il dialogo con il pensiero comunista. Il liberalismo è finito, stritolato dal liberismo associato al capitalismo e alla finanza creativa; nel liberismo viene esaltato il mercato, ma solo quello dominato dal più forte e dal meno dotato di scrupoli etici, fino a raggiungere l’agognata meta del “materialismo edonistico”:tutto è mercato, anche il lavoro attraverso lo sfruttamento; anche l’etica attraverso la logica della corruzione; anche i sentimenti attraverso le generose donazioni dei vari “fruitori finali”; l’uomo, come entità unica irripetibile viene posto ai margini della storia, come un suppellettile facilmente sostituibile. La medesima cosa accade con il comunismo e il “materialismo storico” che lo identifica: attraverso strade differenti giungono alla medesima meta dove i più forti prevalgono sulla stragrande maggioranza della popolazione; l’uomo rimane ai margini della Storia, trasformato in un numero che compone una massa amorfa e priva di identità. Così anche nel comunismo l’uomo non è il fine della storia ma solo una delle tante tessere che compongono l’assurdo mosaico che ci stanno facendo vivere tanto il liberismo che il comunismo. (Rosario Amico Roxas)

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Editoriale fidest. La spirale dell’odio

Posted by fidest press agency su domenica, 3 ottobre 2010

Oggi sono molti a stracciarsi le vesti e ad invocare la pax politica e sociale dopo  aver seminato a piene mani zizzania. La verità è che ci hanno fatto odiare gli immigrati, i meridionali, i partiti, i tutori dell’ordine, i magistrati, gli opinionisti che non la pensano secondo un certo modo di vedere le cose e ora pretendono, come se nulla fosse, di mettere una pietra tombale sui sentimenti alterati e le profonde ferite lasciate. Si parla di tregua ma nessuno fa il primo passo per spezzare questa spirale perversa. E’ un odio, beninteso, che travalica i nostri confini nazionale e si diffonde per ogni dove. Basta abitare in un villaggio tra i più sperduti dal mondo per sentirsi minacciati dall’altro agglomerato per quanto fosse lontano molte miglia. Il seme che cresce e prospera un po’ ovunque intorno a noi è quello della discordia perché nella logica del sistema vigente, il vincente è chi ha e non chi è. L’arricchimento senza freni inibitori, l’ambizione frenetica, il potere stimolato dal possesso, rendono l’essere umano l’archetipo dell’homo homini lupus. In questo coacervo di passioni forti e prive di scrupoli il valore della vita si misura con la bilancia di chi è capace di beffare la giustizia, di umiliare il prossimo, di disprezzare i deboli e gli indifesi, di umiliare chi definiamo perdenti perché vivono del modesto lavoro, di sacrifici, con semplicità. In nome di quest’odio viscerale, tutto si giustifica e l’ipocrisia condanna. Ipocriti perché sappiamo bene che non si deve parlare di amore senza essere conseguenti, di solidarietà senza mostrarsi determinati a realizzarla, di giustizia senza praticarla in concreto, di buon governo senza offrirgli gli strumenti per operare fattivamente. Alla fine siamo diventati tanto diffidenti da temere non il cattivo che si definisce tale, ma il buono che ti sorride. Perché l’essere umano ha indurito i suoi sentimenti, li ha resi aridi, inespressivi, falsi e tendenziosi. Chi tra noi butta alle ortiche le sue nobili vesti e indossa i calzari e si copre di stracci per sentirsi solidale con i più deboli e i più poveri? Ben pochi, credo. E saranno sempre di meno perché agli altri non piacciono esempi del genere. Vanno cancellati dalla visione e dalla memoria. Se la parte sana che resta di noi non si risveglia e le coscienze non si rinsaviscono l’umanità è destinata a violenze sempre maggiori e a perdere del tutto la sua dignità e lo stesso valore fondante della vita. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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“Ti odio da morire”

Posted by fidest press agency su sabato, 24 luglio 2010

Ad appena un anno dalla sua pubblicazione, sono oltre 6000 le copie vendute di “Ti odio da morire” (Arduino Sacco Editore), il romanzo d’esordio di Alessandro Nardone, giunto ormai alla sua terza ristampa. Il giovane autore, ex consigliere comunale di Como, ha stupito tutti ieri durante la sua partecipazione al salotto letterario ospitato dalla rassegna capitolina “All’Ombra del Colosseo”, ingaggiando una schermaglia amorosa, aspra ed incalzante, con Sylvie Giustinetti, la protagonista femminile del libro. Nella trama del libro, in gran parte autobiografico, Sylvie è una femme fatale, misteriosa ed intrigante, una donna di una bellezza disarmante, dalla grande cultura e dai modi estremamente raffinati che tenta di soggiogare in ogni modo Francesco, il suo uomo. Un lavoro editoriale avvincente, tra realtà e invenzione, retroscena e curiosità, in un verosimile e accattivante affresco della scena politica italiana, uno spaccato  sulle difficoltà che incontrano i ragazzi della generazione dell’autore in campo affettivo e nel loro approccio generale alla vita.  Il pubblico ha assistito divertito allo scambio di battute pungenti tra i due, appassionandosi a questo  gioco delle parti e rimanendo con il fiato sospeso fino alla fine sull’esito della querelle. Tra i suoi film ricordiamo alcune pellicole molto conosciute e apprezzate come “Paparazzi” di Neri Parenti o “Il cielo in una stanza” di Carlo Vanzina.  Di recente ha interpretato Catalina in “I love you, I love you” , il cortometraggio presentato all’ultimo Festival di Cannes.

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Editoriale:Questa strana parola che si chiama “verità”

Posted by fidest press agency su sabato, 10 luglio 2010

Editoriale fidest. Se il Presidente del Consiglio afferma che i giornali sono pieni di menzogne, in specie se formulate sulla sua persona o il suo governo o la maggioranza parlamentare dovremmo crederlo se non altro perché è una affermazione che proviene da una figura rappresentativa e autorevole delle istituzioni. Ma se rigiriamo la questione ai giornalisti che ne scrivono di cotte e di crude l’obiettività di giudizio non mi sembra del tutto fuori luogo. E allora? Se ci rifacciamo a quanto Terenzio faceva dire ai suoi guitti che “veritas odium parit” dovremmo pensare che entrambe le parti dicendo la “verità” generano odio ma anche che se una delle due non la dice vuol dire che ama la controparte perché, mentendo, la fa felice. Credo, a questo punto, seguendo il filo logico del ragionamento, che convenga più al presidente del consiglio mentire poiché, a suo dire, gli è innata la bontà e l’amore e mai potrebbe pensare al frutto amaro di una verità che genera odio. Sta di fatto che ora per amore e ora per odio le verità si sdoppiano, si mescolano, si confondono. Alla fine sembra un discorso tra sordi. Se gli uni dicono nero gli altri subito si sentono in dovere di dire bianco e vice versa. In questo modo chi riceve questi messaggi contraddittori è pronto a verificarli sulle proprie esperienze personali dove si misurano i danni della disoccupazione, del precariato, delle retribuzione da fame, si ascoltano le cronache che parlano di abusi, intrallazzi, di comitati d’affari, di illeciti, di sprechi e chi più ne ha più ne metta. E allora caro presidente del consiglio se le cose stanno proprio così fa bene a mentire. A che servirebbe dire la verità? Ci amareggerebbe ancora di più senza mutare di una virgola il problema. Lasci pure che la verità la dicano i giornali e i media e il popolo del web: loro si che sanno odiare, sanno vituperare, essere genuinamente veritieri. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Un odio indistinguibile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 giugno 2010

Primavera 1944: partigiani e fascisti tra Umbria e Lazio di Marcello Marcellini Tra la fine di marzo e i primi di aprile del 1944 alcuni battaglioni della Wehrmacht e delle SS Polizei effettuarono una feroce rappresaglia contro la brigata partigiana «Gramsci» che controllava una vasta zona dell’Appennino compresa tra le province di Terni e di Rieti. Dopo una decina di giorni squadre superstiti di partigiani soppressero fascisti o presunte spie. Quale fu la vera ragione di queste uccisioni? E perché la morte di un povero vecchio, ammazzato dai tedeschi durante un pattugliamento, fu fatta passare per la barbara esecuzione di un partigiano per mano di «criminali fascisti»? Quale fu il criterio di giudizio adottato dai magistrati che nel dopoguerra indagarono sugli omicidi?  I partigiani preferirono non parlare nelle loro memorie di queste uccisioni addebitabili, secondo alcuni storici, agli slavi della brigata in quanto «capaci di uccidere in ogni occasione a sangue freddo». Ma dalle carte esaminate dall’autore è emersa una realtà diversa. Pagine 220 Euro 16,00 Codice 14204T EAN 978-88-425-4592-7

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Attentato Russia

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 marzo 2010

«Desidero manifestarle la mia vicinanza in occasione dei terribili attentati che hanno colpito oggi il cuore della sua città». È quanto si legge nel messaggio che il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha inviato al sindaco di Mosca, Jurij Lûzkov.  qui «La notizia ha profondamente commosso i cittadini romani, che partecipano al dolore per la morte di tanti innocenti. Nell’esprimere tutta la nostra solidarietà – scrive Alemanno –  ribadisco la comune determinazione nel condannare questi atti scellerati, ispirati a una cultura dell’odio e della morte, di fronte a cui le nostre Capitali non abbasseranno mai la guardia.  Esprimo, a nome mio e di tutta la città di Roma, le più sentite condoglianze ai parenti delle vittime e rivolgo auguri di pronta guarigione ai numerosi feriti».

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