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L’oggi e il futuro dei viaggi. Cambiare superando l’overtourism

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Un forte cambiamento sta toccando il mondo del turismo alle prese con la gestione in periodo di pandemia: i primi viaggi che vengono prenotati dopo lo stretto confinamento di questa primavera, in generale abbandonano le logiche di prenotazione e diventano “last second”. Si prenota il mercoledì per partire il sabato, e il tempo tra prenotazione e partenza del viaggio è sempre più ravvicinato.Sembra che questo non accada solo in Italia, dove, più che altrove, i turisti spesso non prenotavano con largo anticipo, ma è un fenomeno che sta investendo tutto il mondo. Complice l’insicurezza sulle misure restrittive che possono essere applicate da un giorno all’altro a questa o quella destinazione, senza preavviso, e il viaggiatore che non ha certezza sul futuro se non su quello immediato. Insomma, viaggi per i quali si parte subito e anche di durata più limitata rispetto alle medie precedenti la pandemia. I primi segnali in questo senso li ha dati Virtuoso, all’interno della sua convention annuale, quest’anno svoltasi online a metà agosto. Secondo i dati del player italiano, le prenotazioni sottodata (fino a due settimane prima della partenza) nel secondo trimestre 2020 hanno raggiunto il 43% del totale, contro il 37% dell’anno precedente. Mentre in Europa Accor segnala che i tempi di prenotazione sono ancora più ristretti. “Il lunedì – dice il ceo Sebastien Bazin – si prenota per il weekend in arrivo”. Secondo Accor, il 60% delle prenotazioni di agosto hanno avuto non più di 5 giorni di anticipo. Le conseguenze per le imprese del turismo sono problematiche: previsioni, programmazioni e gestioni sono molto affidate – almeno per il momento – alla capacità di ogni singolo operatore e/o prestatore di servizi di erogarle all’ultimo momento, con ricaduta su qualità e costi. Problemi che diventano notevoli se si considera che la quasi totalità dei servizi turistici sono sempre stati prenotati con largo anticipo, e le strutture si sono organizzate alla bisogna; organizzazione che ha consentito in questi ultimi decenni di fornire servizi ad un largo numero di turisti ad un prezzo e ad una qualità che, quando decine di anni fa il turismo di massa era più limitato, avevano costi maggiori.Ovviamente gli operatori del settore, con le dita incrociate, sperano che si tratti di un trend temporaneo, legato all’attuale emergenza che – “auspicano” – non dovrebbe durare più di tanto. Auspicio che tutti augurano per ogni settore dell’economia e della vita di ciascuno, ma che a nostro avviso è difficile prendere in considerazione con dati e numeri precisi. Non solo. L’umano è abitudinario, e se ci ha messo decenni per capire che un servizio di qualità a costi più bassi lo poteva ottenere programmando con largo anticipo il proprio viaggio… dovendo scegliere in questi periodi di pandemia usando criteri prioritari (salute) rispetto a quelli precedenti, non è detto che questo tipo di scelta non influisca sui propri comportamenti nei prossimi decenni, indipendentemente da come si evolverà la pandemia, cioè se rimane stabile o va verso il superamento (se la situazione peggiora, ovviamente, esploderanno altre dinamiche, peggiorative di ogni cosa).Questo fa intuire che grandi cambiamenti sono in corso nel nostro modo di viaggiare. Forse si tornerà ai trend precedenti, ma non è detto. Anzi. Alcuni cambiamenti potrebbero essere sintomo di una svolta radicale. Soprattutto se consideriamo che il trend pre-pandemico stava arrecando problemi che abitualmente vengono indicati con la parola overtourism, e che diverse autorità (oltre ai consumatori) erano già indirizzate verso altre forme di viaggio e turismo, più in armonia con l’ambiente e l’umanizzazione di turismo e turista.Speriamo se ne accorgano anche quegli operatori turistici che oggi auspicano – e bramano – solo per un ritorno alla situazione pre-pandemia e, nel frattempo, non hanno trovato di meglio per sopravvivere se non trattenere i soldi di chi, prenotato e pagato un viaggio con loro, non lo ha effettuato a causa della pandemia. Anche in questo caso vale la frase “Niente è e sarà più come prima”. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Oggi è già domani di Jarett Kobek

Posted by fidest press agency su domenica, 19 luglio 2020

In libreria dal 6 agosto Collana Le Meraviglie. La New York degli anni Ottanta è una città che ribolle: mentre Bret Easton Ellis e Norman Mailer sono protagonisti della notte, stanno per succedere cose che cambieranno per sempre le nostre vite. In questo nuovo, geniale romanzo, Kobek svela l’inizio dei corrosivi effetti della celebrità e lo svilimento del discorso pubblico, non ancora mediato da internet, ma dai party letterari e dai circuiti della vita notturna.

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‘Essere madri oggi’

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

Roma 21 febbraio 2020 Scuola di specializzazione dell’IdO in Corso d’Italia 38/A. L’ingresso è libero. 4 psicoanaliste a confronto. si alterneranno, infatti, le voci di quattro psicoanaliste sulla tematica ‘Essere madri oggi. Riflessioni sugli attuali scenari’. Le relatrici saranno Magda Di Renzo, analista junghiana e direttrice della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia psicodinamica dell’età evolutiva dell’IdO; Monica Nicola, psicoanalista responsabile del ‘Progetto Tartaruga’ dell’IdO per bambini autistici in Brasile; Anna Moncelli, psicologa e analista del CIPA (Centro Italiano di Psicologia Analitica), Istituto di Roma, con funzioni didattiche e di supervisione; e infine Anna Maria Cosenza, psicoanalista junghiana esperta del tema. Parlare di maternità oggi è diventato un tabù. I figli si fanno sempre più tardi e nel frattempo si assiste a un forte calo delle nascite e ad un aumento del ricorso di pratiche di fecondazione assistita. Se da un lato, quindi, aumenta la percentuale di donne che partoriscono oltre i 40 anni, dall’altro manca una riflessione su come tutto questo incida poi sul benessere psicofisico di una donna e di una coppia. E quando si arriva alla maternità, cosa succede se l’oggetto del desiderio non dovesse corrispondere alla realtà? Il dubbio non è stato ancora sciolto, perché sembra quasi che le donne di oggi siano state private di un dibattito sincero sull’argomento. A colmare questo gap ci proveranno proprio quattro donne nell’ambito della XI edizione de ‘I venerdì culturali’ della Fondazione Mite, in collaborazione con la Scuola di specializzazione dell’Istituto di Ortofonologia (IdO).

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Talvolta la storia ci insegna qualcosa sui mali di oggi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 gennaio 2020

Allora si poteva evitare un bagno di sangue “rivoluzionario” se solo il giovane re Luigi XIV avesse ascoltato, tra le altre, le parole del filosofo e pedagogista Fenelon che indirizzò al re aspre critiche elencando gli errori sia commessi in politica estera sia interna, disattendendo così gli elementari principi e calpestando gli inalienabili diritti nella persona dei suoi sudditi, pensando esclusivamente a “rendere grande il suo nome e potente lo Stato”. All’immagine del principe sovrano e del monarca assoluto con poteri illimitati, auspicato dal filosofo Hobbes, fa riscontro quella del principe illuminato e del monarca costituzionale voluto dai filosofi: l’olandese Spinoza e l’inglese Locke come difensori dei diritti del singolo e assertori della libertà dei popoli. Vi furono nazioni che compresero il messaggio di questi ultimi come la Gran Bretagna e l’Olanda mentre non sortì lo stesso effetto in Francia e altrove. Oggi se è stato superato l’assolutismo monarchico, non è stato così per gli altri assolutismi a partire dalle logiche del consumismo di stampo capitalista, dall’imperialismo che si regge sugli inneschi delle bombe atomiche, delle minacce batteriologiche, delle guerre chimiche e si nutre degli arrembaggi pirateschi per il controllo delle risorse energetiche mondiali, e per finire allo sfruttamento delle aree depresse. Persino l’ordinamento giuridico ispirato da Montesquieu che vedeva nella tripartizione dei poteri non tanto la sovranità del popolo, come nel contratto sociale di Rousseau, ma un reciproco controllo inteso ad evitare la preminenza di un potere sull’altro, oggi è stato messo in crisi dall’arroganza di chi ci governa, pur restando ancorati in linea di principio ad una democrazia compiuta. È caduto il comunismo, dopo settanta anni di sognatori e di fieri oppositori per un ideale di vita ma ancora vi sono i nostalgici che richiamano il passato per farlo rivivere al presente, ma in loro non c’è futuro. Sia chiaro. L’idea era e resta buona. È mancato, semmai, il modo di rappresentare il diverso con uomini giusti. E l’errore prosegue se anche tra i leader cosiddetti di sinistra oggi si continua a parlare di riforme mentre il prezzo più alto si continua a farlo pagare ai ceti meno abbienti. Così tutte le cose che la politica propone hanno un grosso limite: non riescono ad andare oltre la barriera del presente e il “male oscuro” è sempre lo stesso: l’idea del potere che ci rende homo homini lupus. È e resta, come lo fu, dalla rivoluzione ateniese a oggi una negatività che si riflette un po’ da tutte le parti. (Riccardo Alfonso)

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AIL: ieri, oggi, domani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 marzo 2019

Roma aeroporto Fiumicino Venerdì 22 marzo alle ore 11,30 presso il Terminal 3 dell’Aeroporto “Leonardo Da Vinci” di Fiumicino (Area Partenze) l’Associazione Italiana contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma in occasione del cinquantenario della sua nascita inaugura un’importante mostra celebrativa intitolata “AIL ieri, oggi, domani” che sarà in esposizione dal 22 marzo al 26 maggio con il Patrocinio della Regione Lazio e del Comune di Fiumicino. La mostra itinerante proseguirà successivamente a Bologna, nel mese di giugno.Il 2019 è un anno davvero importante per l’AIL che celebra i suoi 50 anni di attività. Era l’8 aprile 1969 quando venne costituita a Roma con l’obiettivo di sostenere la ricerca, l’assistenza e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle malattie del sangue. Oggi l’AIL è una realtà forte e radicata, presente più che mai nel cuore della gente e sul territorio nazionale. Una grande storia costruita giorno dopo giorno sotto la guida illuminata del Professor Franco Mandelli, una storia che è stata protagonista e testimone dello sviluppo dell’Ematologia italiana. La mostra celebrativa “AIL ieri, oggi, domani” rievoca momenti, episodi e personaggi che hanno contribuito in maniera rilevante alla costituzione e alla straordinaria crescita di AIL in mezzo secolo di attività attraverso l’opera delle 81 sezioni provinciali AIL.L’esposizione di 200 metri quadrati, vasta area generosamente concessa da ADR Aeroporti di Roma, racconta la storia dell’AIL in maniera attuale e coinvolgente, un viaggio che affianca ai classici pannelli esplicativi, mappe interattive e schermi al plasma per raccontare 50 anni di storia partendo dalla nascita dell’Associazione continuando con le tappe principali e le attività portate avanti fino ad oggi. Un lavoro di grande responsabilità che l’AIL e il suo Presidente Nazionale, il Professor Sergio Amadori, continuano ad assolvere, sostenendo i malati e le loro famiglie, accompagnandoli in tutte le fasi, spesso difficili, della malattia, combattendo insieme a loro per migliorarne la qualità della vita e offrendo loro servizi, aiuto e comprensione nel rispetto della dignità umana e della persona. “Questi primi 50 anni di storia della nostra organizzazione sono costellati di importanti successi – ha ricordato il professor Sergio Amadori – abbiamo contribuito allo sviluppo della ricerca scientifica in campo ematologico; abbiamo moltiplicato i servizi offerti ai pazienti; abbiamo incrementato le interazioni con i centri ematologici e abbiamo visto crescere il numero dei nostri volontari, per noi patrimonio irrinunciabile. È stato un percorso non sempre semplice ma grazie al confronto continuo col territorio e le istituzioni, siamo diventati un punto di riferimento nel nostro Paese. L’AIL è un’Associazione con un passato importante e che guarda al futuro con fiducia”.Ampio spazio è dedicato all’interno dell’esposizione alle grandi campagne di raccolta fondi e sensibilizzazione, quelle fondanti, la Partita del cuore, Trenta Ore per la Vita, Angeli sotto le stelle, Carreras in Vaticano, che hanno reso possibile lo sviluppo dell’AIL, e le tradizionali campagne, Uova di Pasqua, Stelle di Natale, Giornata Nazionale per la lotta contro Leucemie, Linfomi e Mieloma, 5 per mille, consueti appuntamenti dell’Associazione. Un viaggio cronologico che, grazie alla collaborazione con Rai Teche, mostrerà documenti originali, interviste, filmati, fotografie, manifesti e locandine attraverso cui si snoderà la narrazione dei grandi risultati scientifici ottenuti e i successi delle iniziative solidali.www.ail.it

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La cultura delle banche oggi

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2016

la cultura delle bancheRoma Mercoledì 24 febbraio, alle ore 11.00, si terrà presso la Biblioteca Stefano Siglienti (Scuderie di Palazzo Altieri) la presentazione del libro edito da Il Mulino La cultura delle banche oggi. Viaggio attraverso un anno di iniziative di Costantino d’Orazio, con un’introduzione di Antonio Patuelli, Presidente di ABI, e una prefazione di Attilio Brilli. L’ABI ha censito più di 2.500 iniziative artistico-culturali promosse e segnalate dalle banche che operano in Italia. Una selezione di queste iniziative è raccontata dallo storico d’arte, Costantino D’Orazio, nel volume che sarà presentato il prossimo 24 febbraio. Un viaggio immaginario attraverso le innumerevoli iniziative culturali promosse dalle banche in tutta Italia e non solo. Un percorso che si snoda tra città piccole e grandi, dove le banche arricchiscono e sostengono il territorio attraverso l’arte, la musica, lo spettacolo, l’editoria e la letteratura, confermandosi importanti e fondamentali promotori culturali di cui oggi il nostro Paese non può fare a meno. (foto: la cultura delle banche)

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