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Posts Tagged ‘olimpiadi’

M5S Lombardia. Olimpiadi 2026: No alle infiltrazioni mafiose

Posted by fidest press agency su sabato, 10 agosto 2019

Il M5S Lombardia ha depositato una mozione, a firma della Consigliere regionale del M5S Monica Forte, per chiedere l’istituzione di un Comitato di esperti per la prevenzione e il contrasto “di infiltrazioni di tipo mafioso e della criminalità organizzata in funzione delle manifestazione Olimpiadi Milano-Cortina 2026”.
La mozione chiede di istituire un organismo di 5 membri con il compito di monitorare “tutte le fasi dei lavori pubblici, e tutte le attività organizzative connesse” all’organizzazione dell’evento. Il Comitato dovrà coordinare le “strutture preposte al controllo delle attività economiche e al contrasto delle infiltrazioni mafiose” e gli enti coinvolti coordinandosi con la società che sarà incaricata di realizzare l’evento. Gli esperti produrranno una “relazione semestrale al Presidente della regione sull’attività svolta e sulle evidenze riscontrate”.Forte spiega: “Per Expo era stato istituito un Comitato di esperti per il contrasto e la prevenzione delle infiltrazioni. Chiediamo che le Olimpiadi e le Paraolimpiadi invernali siano trattate allo stesso modo.Tutte le analisi e i dati a disposizione concordano sulla necessità di ampliare i controlli sulle attività delle criminalità organizzata in caso di grandi eventi.È necessario tenere alta la guardia e intervenire tempestivamente per tutelare la corretta gestione dei finanziamenti pubblici nel pieno rispetto del codice penale, delle procedure di gara e del principio di economia ed efficienza della spesa. Per le Olimpiadi saranno investite risorse dei cittadini e in nessun caso dovranno finire nelle tasche della malavita”.

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“Milano-Cortina 2026 è una grandissima vittoria del M5S, dei lombardi e degli italiani”

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 giugno 2019

“Il nostro Paese è tornato protagonista in ambito internazionale grazie a un Governo capace di convincere.Ora comincia la sfida vera. Dobbiamo realizzare un progetto a basso impatto ambientale e diffuso sul territorio. Grazie a noi e alle nuove linee guide del CIO non saranno le Olimpiadi degli sprechi, del cemento e delle speculazioni.
Al contrario organizzeremo in Lombardia giochi invernali sostenibili e renderemo le periferie e le nostre montagne protagoniste di un grande rilancio. Faremo le opere e le infrastrutture che servono davvero e che possano garantire, oltre a dei giochi invernali memorabili, un futuro alle nostre valli. E penso alla Valtellina e ai collegamenti ferroviari con Milano.
Sapevamo di avere una candidatura forte e l’abbiamo sostenuta. Chiedevamo un approccio serio e l’abbiamo ottenuto. Se il progetto Milano-Cortina 2026 farà davvero l’interesse dei cittadini e dei territori arriveranno i fondi anche dal Governo.
In ogni caso per il futuro l’attenzione a territori montani non si limiti al solo grande evento ma sia costante e continuativa nel tempo. La Lombardia ha il 40 per cento del territorio ricoperto da montagne sono un grande valore e meritano investimenti costanti”, così Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta la scelta di Milano-Cortina quale sede dei giochi olimpici invernali del 2026.

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Olimpiadi a Milano e Cortina

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 giugno 2019

Milano e Cortina ce l’hanno fatta. È stata una lunga e complessa battaglia ma alla fine la delegazione italiana ha conquistato il Comitato Olimpico Internazionale di Losanna portando a casa l’assegnazione delle Olimpiadi invernali del 2026 a discapito di Stoccolma-Are. Il Touring Club Italiano, storica Associazione che da oltre 120 anni tutela e promuove il Belpaese e il suo straordinario patrimonio culturale e ambientale, festeggia questo importante traguardo per tutta l’Italia. “Questa vittoria è uno stimolo per aumentare l’impegno a far sì che l’Italia sia sempre più attrattiva, accogliente e competitiva nel mondo – ha dichiarato il Presidente del Touring Club Italiano, Franco Iseppi a commento della nomina di Milano-Cortina a città ospitanti delle Olimpiadi invernali del 2026.”Gli eventi e le gare saranno distribuite su tre regioni, Lombardia, Veneto e Trentino Alto-Adige. Anche i villaggi olimpici da realizzare saranno tre. Il principale e permanente a Milano nella zona dello scalo merci in disuso di Porta Romana, il secondo a Cortina d’Ampezzo nella frazione Fiames, mentre il terzo sarà costruito a Livigno e, dopo i Giochi, diventerà una sede della Protezione civile.Se ancora rimane l’incognita della cerimonia di apertura, prevista fin da subito al Meazza, ma messa in discussione dall’accordo di Milan e Inter per costruire un nuovo stadio al suo posto, sicuramente la cerimonia di chiusura sarà uno show all’Arena di Verona.
Per quanto riguarda le gare il dossier vincente a Losanna ha assegnato il pattinaggio (in tutte le sue versioni) e l’Hockey a Milano, lo sci alpino maschile alla pista Stelvio a Bormio, mentre snowboard a freestyle a Livigno. A Cortina si svolgeranno invece le gare di sci alpino femminile, quelle di bob, slittino e skeleton, e il curling (nello Stadio Olimpico del Ghiaccio costruito per le Olimpiadi del 1956 che sarà ristrutturato). Ad Anterselva, in provincia di Bolzano, toccherà il biathlon, mentre in provincia di Trento saranno organizzate le gare di pattinaggio di velocità, sci di fondo e salto con gli sci.

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Olimpiadi di Problem Solving, tra gli alunni più bravi d’Italia c’è tanto Sud

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Contrariamente ai risultati delle prove Invalsi, quando si parla di eccellenze gli allievi del Meridione e delle Isole si confermano in buona presenza: dalle finali svolte a Cesena appena qualche giorno fa, non emerge alcun divario tra i partecipanti delle varie Regioni del Paese: fra i vincitori figura un alto numero di allievi e di istituti campani, pugliesi, abruzzesi, lucani, calabresi e siciliani. Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, “da queste competizioni emerge il quadro di un’Italia più unità di quello che sembra o che alcuni politici vogliono far sembrare. E anche il fatto che il problema del Paese non sono gli insegnanti meridionali o le scuole regionali, ma gli organici non assegnati in base alle esigenze del territorio”. Assegnare gli organici del personale della scuola, quindi di docenti e Ata, non solo tenendo conto del numero delle iscrizioni, ma considerando anche dei fattori localistici imprescindibili, come le percentuali di abbandoni scolastici, la presenza di allievi stranieri, disabili e di strutture socio-culturali a supporto. Anief lo chiede da tempo.
Adesso, attraverso i vincitori delle Olimpiadi di Problem Solving, organizzate dal Ministero dell’Istruzione, le cui finali nazionali si sono appena svolte a Cesena, arriva la conferma che è questa la strada giusta per abbattere qualsiasi tipo di barriera geografica e pregiudizio territoriale. Tra i primi classificati nella gara nazionale di Coding figura un alunno di Montalto Uffugo, paese della Calabria; di Trani, Francavilla Fontana e Galatina, in Puglia; di Montecorvino Pugliano e di Casoria, in Campania; di Colobraro, in Basilicata. Ottimi piazzamenti anche a livello di istituto scolastico: tra i premiati ci sono scuole di Vasto, in provincia di Chieti, Aradeo, vicino Lecce, Bari, Bacoli, nel napoletano, e Catania.
“Questa presenza massiccia di giovani e di scuole del Meridione – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – dà conforto alle nostre richieste di conferire maggiori mezzi agli istituti collocati da Roma in giù. Sapere che pure in una oggettiva condizione territoriale di svantaggio tanti ragazzi riescono a formarsi al meglio e a svettare a livello nazionale, significa che ci sono ottimi presupposti per operare positivamente in campo formativo”. “Ma significa anche che gli insegnanti del Sud vanno considerati alla stregua degli altri docenti, che operano in Regioni meno difficili: vanno solo messi nelle reali condizioni di operare nel migliore dei modi, offrendo loro strutture scolastiche e strumenti didattici adeguati. Però anche assegnando alle scuole meno fortunate un numero adeguato di lavoratori, non solo tenendo conto dei freddi numeri dei frequentanti, ma anche di altri fattori probabilmente ancora più pregnanti e decisivi per comprendere sino in fondo – conclude Pacifico – quali sono le azioni di intraprendere”.

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Olimpiadi della Matematica

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 gennaio 2019

Parma venerdì 25 gennaio dalle 15 alle 17 al primo piano del Centro Congressi “Aule delle Scienze” del Campus Scienze e Tecnologie coppa Kovalevskaja, gara a squadre femminile valida per le Olimpiadi della Matematica, organizzata dal Dipartimento di Scienze matematiche, fisiche e informatiche dell’Università di Parma. Parteciperanno 9 squadre, formate da sette ragazze, provenienti da Emilia-Romagna e Lombardia. Campione nelle due precedenti edizioni il Liceo Marconi di Carrara (MS), che quest’anno non sarà però presente alla gara.
Prima della gara, alla cui organizzazione collaborano docenti, assegnisti, dottorandi e studenti del Dipartimento, è previsto un seminario divulgativo tenuto da un docente del Dipartimento stesso.
La Coppa Kovalevskaja si svolgerà in contemporanea con altre gare sparse in tutta Italia, con ben 240 squadre coinvolte in 23 sedi. Venti delle 240 squadre si qualificheranno alle semifinali e alla finale nazionale delle Olimpiadi della Matematica, in programma a Cesenatico a inizio maggio 2019.
Venerdì 8 marzo al Campus Scienze e Tecnologie si svolgerà invece la Coppa Nash, giunta alla XVIII edizione (in passato era chiamata Coppa Hilbert e poi Coppa Galois). Si tratta della gara matematica a squadre più antica d’Italia, nonché tradizionalmente una delle più grandi: inserita nel circuito di gare a squadre delle Olimpiadi della Matematica, la Coppa Nash è rivolta agli studenti degli Istituti di secondo grado e qualifica le migliori squadre classificate alle semifinali e alla finale nazionale delle Olimpiadi della Matematica 2019.
Le gare sono sponsorizzate dal Piano Lauree Scientifiche, dal Comune di Parma, dalla Protezione Civile di Parma e da Parmalat.

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Olimpiadi: sostegno alla candidatura italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 7 luglio 2018

“Oggi Cortina, Milano e Torino hanno presentato i loro progetti di candidatura ad ospitare i Giochi Olimpici invernali 2026. Al di là del legittimo tifo di ognuno di noi: in bocca al lupo a tutte e tre! Da uomo di sport prima ancora che da deputato mi sento di invitare il Governo a sostenere lo Sport Italiano indipendentemente dalla candidatura che verrà scelta dal Comitato Olimpico Italiano. Sono certo che il Coni saprà individuare la candidatura italiana con maggiori possibilità di convincere i membri del CIO. Sarà una competizione molto difficile tra candidature di tutti i continenti. Serve l’aiuto di tutti. Una scelta politica ci ha già fatto perdere la possibilità di organizzare a Roma i Giochi Olimpici estivi del 2024. Una ferita difficile da dimenticare. Il Governo dia ora forza alla candidatura italiana per i Giochi Olimpici 2026. L’Italia ha il dovere di portare la candidatura con il progetto migliore. La candidatura con le migliori possibilità di far vincere il nostro Paese. Qualunque sarà la scelta, sarà la scelta che rappresenterà tutti noi. Mi auguro che in questa competizione il governo e tutti i parlamentari di ogni gruppo politico sapranno essere dalla parte dello Sport Italiano. Con i fatti”. Lo afferma in una nota Marco Marin, deputato di Forza Italia e campione olimpico.

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La fisioterapia alle Olimpiadi

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 marzo 2018

Studiare, studiare e ancora studiare. Perche’ non si arriva alle Olimpiadi per caso, nello sport come nella fisioterapia: a contendersi una medaglia non ci sono solo gli atleti più forti al mondo ma anche il loro staff pronto a prendersi cura del loro organismo nel complesso. Dietro ogni risultato o prestazione, c’e’ un pezzetto di un lavoro di gruppo che vede il fisioterapista tra i protagonisti.
Lo sa bene Nicola Sepulcri, che segue la nazionale italiana di salto con gli sci, reduce dai Giochi di PyeongChang 2018. Tesserato dell’Aifi, l’Associazione italiana fisioterapisti, segue anche gli atleti delle Fiamme Oro che fanno discipline alpine e in particolare nordiche come fondo, combinata, salto e biathlon. “Una vita sempre in viaggio” la sua, “tanto che avere una famiglia adesso sarebbe difficile. Ma finche’ c’e’ la passione, sono felice di questi ritmi intensi”. Ci si gioca tutto in pochi giorni, in gara come sul lettino del fisioterapista. Soprattutto in competizioni come quelle invernali, dove c’e’ un nemico in piu’ da affrontare: il freddo. “Un atleta puo’ restare magari a una temperatura di -20 gradi con vento gelido anche per venti minuti, aspettando il suo turno. E’ normale che quando arriva giu’ dopo il salto sia congelato, soprattutto mani e piedi”, racconta Sepulcri all’agenzia Dire.
E qui entra in scena lui. “Io sono un termosifone ecologico multifunzione- spiega ridendo- e mi capita spesso che l’atleta mi chieda di scaldarlo. I rimedi principali che uso sono prodotti come creme specifiche che mi permettono di gestire le temperature, ma quando ha finito di gareggiare, io sono sempre pronto a coprirlo con la sopratuta e con i vestiti riscaldati, oltre che a fornire scarpe di ricambio. Nel mio caso, il fisioterapista non fa solo il fisioterapista, ma supervisiona e ‘fa da chioccia’ per controllare anche che il suo ‘paziente’ abbia bevande calde, energetiche e ipotoniche, barrette varie e frutta secca, ovviamente sempre in rapporto con il medico dello sport, con i suoi consigli o prescrizioni”.
A proposito. Spesso si dice che il fisioterapista e’ il miglior amico (durante certi trattamenti dolorosi, anche il peggior nemico pero’!) di un atleta. “Verissimo. Ci vuole tempo per avere la fiducia ma poi diventiamo i confidenti principali e i ragazzi si aprono con noi, soprattutto perche’ non chiediamo prestazioni ma chiediamo ‘come stai’, ‘come posso farti sentire meglio’. Ovviamente io sono obbligato a riferire all’allenatore cosa non torna dal punto di vista fisico”. Un approccio che non cambia neanche in vista di una gara importante come quella di un’Olimpiade. “Piuttosto e’ la tensione dell’atleta a cambiare, il suo essere a disagio oppure lo stato psicologico magari dovuto a un trauma o a insicurezze”. Ma il lavoro parte da lontano, specialmente in discipline particolari dove non c’e’ un lungo periodo di stop tra una stagione e l’altra. “Prevenzione e cura vanno di pari passo- evidenzia Sepulcri- Se faccio l’esempio della Coppa del mondo di salto, non c’e’ soluzione di continuita’. Si gareggia anche d’estate sull’erba in plastica e c’e’ al massimo un mese di stacco tra le due stagioni. Poi ci sono gli interventi per infortuni, e li’ bisogna agire con il gioco di squadra, chiamando anche lo psicologo. L’alimentazione svolge un ruolo importantissimo: nel salto, ad esempio, dobbiamo mantenere un peso forma al grammo perche’ basta un solo etto in piu’ per essere magari squalificati. L’attenzione va prestata a ogni dettaglio, dalla digestione all’aspetto mentale, in una continua registrazione del sistema”.
Come immagina la fisioterapia sportiva dei prossimi anni, dal suo punto di vista? Sono all’orizzonte tecniche particolari da applicare in questo campo? “Io personalmente sto studiando osteopatia per integrare le mie competenze, in particolare mi sto dedicando alla specializzazione in neuro-osteopatia. Questo mi aiuta molto non tanto per lavorare sulla muscolatura, quanto sulla tensione generale del corpo e del sistema nervoso centrale, a volte anche prima della competizione con due o tre trattamenti. Credo che in futuro puntero’ molto su queste tecniche certificate”. Ma va fatta una precisazione fondamentale: “Sono comunque gli studi in fisioterapia a darmi la certezza di quello che sto facendo. In base alla mia esperienza, sono convinto che si deve modificare il percorso formativo del fisioterapista, ma anche la sua durata. Tre anni danno un’ottima formazione, ma cinque sarebbero l’ideale, e sicuramente inserirei nei corsi materie come psicologia dello sport e approccio all’alimentazione. Noi, infatti, spesso siamo la prima persona a cui si rivolge un atleta e dobbiamo essere in grado di indirizzarlo al meglio e rassicurarlo sull’intervento del medico. Io sono stato fortunato ad aver studiato al San Raffaele a Milano dove tutto questo era previsto, ma non e’ una prassi omogenea. Secondo me si dovrebbe dare un’infarinatura di queste nozioni anche alle scuole superiori, ormai. E’ questo tipo di formazione che ti fa distinguere professionalmente e ti consente di progredire, fino a raggiungere la vetta di un’Olimpiade”. Nel caso di Sepulcri, PyeongChang e’ stata la prima esperienza a cinque cerchi. “Un’esperienza strana, bella, brutta e intensa allo stesso tempo. In squadra abbiamo dovuto modificare la gestione degli eventi, passando da una competizione di solito in un weekend a una gara su piu’ giorni, oltre a modificare gli orari proprio di vita, con colazione alle 11, pranzo alle 17 e cena alle 2 di notte per trattare gli atleti. Poi, certo, c’e’ il fascino dell’appartenenza a una nazione. Insomma- chiude Sepulcri- alla fine e’ un’esperienza che rifarei assolutamente”.

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Olimpiadi di Matematica

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 febbraio 2017

olimpiadi-matematica-cesenatico_largeRoma Martedì 21 Febbraio 2017, ore 9:00 Dipartimenti di Architettura e di Economia Largo G.B. Marzi,10 e via S. D’Amico 77 Olimpiadi di Matematica a Roma Tre Da anni, Roma Tre fa parte della Sezione Romana del Progetto Olimpiadi di Matematica, insieme alle Università Sapienza e Tor Vergata. Ogni anno Roma Tre organizza e ospita presso le proprie strutture la selezione provinciale delle Olimpiadi, che vede partecipanti circa 500 studenti delle scuole superiori di tutta la provincia di Roma, già scelti all’interno dei singoli istituti con la gara di primo livello i “Giochi di Archimede”. Nel 2017, l’evento si svolge il 21 Febbraio. Contemporanemente, il nostro Ateneo propone in aggiunta il Concorso di Immatricolazione Gratuita a Roma Tre. Il concorso è aperto a tutti gli studenti dell’ultimo anno della scuola secondaria. I tre premi principali del concorso consistono nella immatricolazione gratuita (o al 50%) ad un qualunque corso di laurea di Roma Tre: in questo modo la gara, sostenuta da un finanziamento dell’Ateneo, intende favorire la cultura matematica nei diversi corsi di studio. I primi tre classificati ricevono inoltre un premio (negli ultimi anni notebook trasformabili in tablet, tablet e lettori e-book) Gli studenti classificati nelle prime posizioni della graduatoria ricevono libri di divulgazione matematica, magliette e gadget dell’Università Roma Tre. Tutti gli studenti idonei ricevono un attestato di partecipazione. La cerimonia di premiazione sarà il 2 marzo, ore 16, presso il Dipartimento di Matematica e Fisica – Aula F. http://dmf.matfis.uniroma3.it/matematica/orientamento/gare.php

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Dalle Olimpiadi allo stadio della Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2017

stadio-romaRoma appare sempre più come una città dai milletentacoli alcuni dei quali sono immersi nella melma del malaffare e non riescono a sottravisi. E’ lecito,quindi, dopo il mancato business delle Olimpiadi vederci chiaro per ciò che riguarda la nuova impresa che ruota intorno allo stadio della Roma e che oggi è diventata fonte di accesi dibattiti e false partenze. Qui parliamo di un costo complessivo che va oltre il miliardo e mezzo di euro. A farvi fronte sono l’A.S. Roma e il costruttore Parnasi. A questo punto la prima domanda che ci poniamo è se hanno i mezzi per farlo dato che l’A.S. Roma ha debiti finanziari per 150 milioni di euro e Parnasi che ha con la capofila Parsitalia un’esposizione bancaria di 450 milioni di euro. Logica vorrebbe che entrambi gli interessati, per evitare che alla fine toccherà alla mano pubblica di coprire la spesa, come è accaduto in passato per altre opere, dimostrassero con i fatti la loro disponibilità finanziaria e si facessero carico di garanzie in solido e indicassero data e scadenza lavori e il pagamento di eventuali penali per gli eventuali ritardi alla tabella di marcia prefissata. Anche in questo caso fa “storia” la vicenda dei diversi cantieri edili e stradali aperti nei vari municipi romani e che da anni restano tali senza che si intraveda la fine dei lavori e persino l’inizio come la chiusura da circa un anno della strada che dal ponte di Portonaccio porta alla stazione Tiburtina. Tutto questo deve essere chiaro ai romani e soprattutto a quelle opposizioni che non mancano occasione per accanirsi nei confronti della giunta romana. Roma la vogliamo tutti bella ma non senza valide garanzie che alle promesse e ai progetti vi possa essere un seguito senza ciurlare nel manico.

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Roma Capitale: Olimpiadi e sciupio

Posted by fidest press agency su martedì, 27 settembre 2016

Non si tratta d aver paura dei ladri, come dice il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ma di sciupio di denaro del contribuente, ieri, oggi e, probabilmente, domani. Scriviamo delle Olimpiadi del 2024. Vero che i ladri ci sono sempre stati (ne parla il settimo Comandamento) e che accorte misure di gestione possono ridurre al minimo tale attivita’ ma, se l’esperienza insegna qualcosa (sembra di no), ogni grande evento a Roma (possiamo estendere il paragone a tutt’Italia) ha portato allo sciupio de denaro del contribuente e ha creato problemi successivi. Un esempio? Lo stadio Olimpico ristrutturato (in realta’ demolito e ricostruito) per i Mondiali di Calcio del 1990, doveva costare 80 miliardi di lire e ne e’ costato piu’ di 200. Per fare che? Uno stadio, ovvio! E quali problemi sono nati successivamente in occasione delle partite di calcio? Il blocco di tutta la circolazione in una zona ampia della citta’, l’aumento dell’inquinamento, l’impossibilita’ di spostarsi, ecc. Insomma, una progettazione urbanistica sbagliata e un costo stratosferico. Uno sciupio. Vogliamo parlare dell’area di Tor Vergata, dedicata ai grandi eventi, come il Giubileo del 2000, che ha visto un costo di 250 miliardi, utilizzata solo tre volte, abbandonata a se stessa, ma ripresa per i Mondiali di Nuoto del 2009? Il progetto “Citta’ dello Sport” non è mai decollato, in compenso sono stati spesi 250 milioni di euro per costruire una “Vela” dell’architetto Santiago Calatrava  e per qualche gettata di cemento. Uno sciupio.Proseguiamo cosi’ o l’esperienza ci dovrebbe indurre ad altre scelte? (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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I soldi per le Olimpiadi vadano all’agricoltura

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2016

agricolturaLa polemica di queste ore sul No del sindaco di Roma, Virgina Raggi, alle candidatura della città di Roma ad ospitare i giochi olimpici – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – sta assumendo proporzioni esagerate che, come al solito, stanno facendo perdere di vista le vere priorità del Paese.
L’Italia infatti – continua Tiso – non ha bisogno di spendere soldi pubblici in manifestazioni sportive per le quali sarebbe necessario indebitare le future generazioni e rendere il loro futuro ancora più buio, ma semmai di investimenti mirati per rilanciare l’occupazione e l’economia.
Il mondo agricolo – conclude Tiso – ha dimostrato, anche in questi anni di crisi, di poter essere essere una preziosa risorsa; nonché il volano del Bel Paese per superare il difficile contesto economico. Ma perché questo sia possibile c’è bisogno di investimenti; ed è per questo che chiediamo con forza al presidente del Consiglio e al ministro dell’Agroalimentare di usare i fondi pensati per le olimpiadi (ci sarebbe stato sicuramente uno sforamento di budget) per modernizzare la filiera agricola e per rilanciare i consumi interni.

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Olimpiadi 2024 a Roma?

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 settembre 2016

olimpiadi rio«In queste ore si sta assistendo a un pressing a tutto campo da parte dei dirigenti del comitato promotore della candidatura olimpica affinché il sindaco Virginia Raggi rompa gli indugi e annunci il proprio appoggio a Roma 2024. Anche iniziative interessanti, come la presentazione del censimento sugli impianti sportivi della Capitale, rischiano di apparire strumentali nel tentativo di forzare la mano alla Giunta: come non leggere in questo modo, ad esempio, la sottolineatura che gli interventi in agenda riguardo all’impiantistica sportiva verranno realizzati solo a patto che si prosegua con il progetto olimpico? Le esigenze dei cittadini romani sono quindi totalmente subordinate alle velleità di un pugno di manager? Tra l’altro, cosa non secondaria, ipotizzare la costruzione di 15 palazzetti dello sport da lasciare in eredità alla città dopo i Giochi non può non richiamare alla mente le vane promesse fatte in occasione dei Mondiali di nuoto del 2009. Un film già visto, anche perché alcuni degli attori principali sono gli stessi di allora».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA. «Pure quella manifestazione avrebbe dovuto essere un fattore decisivo di ammodernamento e di riqualificazione della città – spiega Simoncini –, tanto che il Governo decise addirittura di includerla in quei cosiddetti Grandi Eventi caratterizzati troppo spesso da opacità procedurali e gestionali. Più che la perdita di 9 milioni di euro di bilancio, quei Mondiali vanno ricordati proprio per il clamoroso scempio infrastrutturale: dalle famigerate Vele di Calatrava a Tor Vergata, che avrebbero dovuto essere il fiore all’occhiello della manifestazione e che non sono mai state terminate, alla piscina di Valco San Paolo, progettata male, costruita peggio e di fatto perennemente inagibile, ai discutibili interventi effettuati presso strutture e circoli privati. Visti i precedenti, non si può pretendere che nessuno, sia a livello istituzionale che di opinione pubblica, sollevi qualche perplessità. Va anche aggiunto che si parla di destinazione futura di impianti secondari senza avere minimamente chiarito come verranno restituite alla città le principali strutture create ad hoc per le Olimpiadi: ciò che viene fatto per i Giochi deve diventare un valore aggiunto permanente a beneficio della collettività, altrimenti si rischia di ripetere gli errori commessi a Torino con il villaggio olimpico, la pista di bob di Cesana o i trampolini di Pragelato».

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Olimpiadi a Firenze e Toscana. Ma vien via…

Posted by fidest press agency su domenica, 11 settembre 2016

firenzeL’informazione d’estate porta spesso a dei dibattiti talvolta assurdi. Abbassato temporaneamente il sipario sul fatto per eccellenza (il terremoto in centro Italia), visto il tentennare romano per la candidatura alle Olimpiadi del 2024, ecco che alcuni amministratori toscani hanno avanzato la possibilita’ della candidatura di Firenze e della Toscana. Sviolinate a tutto spiano per le potenzialita’ e per le conseguenze di un simile evento in questa terra.
A Firenze si dice “ma vien via…” quando ci si vuole riferire ad un interlocutore che sta dicendo una cosa assurda, impossibile, fantasiosa, senza costrutto e logica. Ed e’ quello che ci e’ venuto di dire anche a noi… e sapete quando? Mentre passavamo in quelle zone di Rifredi (per fortuna in bicicletta e non in macchina) in cui stanno costruendo la tramvia, a partire dalla Fortezza fino a Careggi, girando intorno alla stazione Fs di Santa Maria Novella per cercare di uscirne senza infrazioni, senza salire sui marciapiedi e -soprattutto- senza essere arrotati mantenendo il respiro per non fare aumentare il numero di morti prematuramente nel mondo per inquinamento da gas ad effetto serra.
Un incubo, e incazzati neri perche’ puntualmente e’ una rarita’ vedere i lavori in opera. Saro’ sfortunato, ma tutte le volte che ci passo -in orari diversi, e ci passo visto che di casa son in quella piazza san marco firenzezona- e’ raro che veda operai al lavoro o macchine che non siano pancia al cielo ad aspettare che qualcuno le faccia funzionare. Certo, il Sindaco, il vice-ministro, il capo del governo… in tanti ci hanno detto, fino all’altra sera che tutto finira’ come programmato e anche meglio, ed hanno stese promesse per il futuro. Qualcuno si fida, visti i fatti e i trascorsi e lo stato, in generale, della mobilita’ e delle buche (che in bici si sentono, si’ che si sentono, contento il mio meccanico)? Bene, se c’e’ ci dica perche’. Ma sto parlando di qualcuno che non abbia le mani in pasta, che’ altrimenti e’ troppo facile, e che ne abbia le competenze.
Ve l’immaginate i lavori per costruire i cosiddetti villaggi olimpici, le infrastrutture (pensiamo alle vicende dell’aeroporto e dello stadio e ci vengono i brividi)? E ci viene da pensare anche alla gestione del turismo di massa e alle uniche proposte che finora sono state avanzate: il numero chiuso, i cancelli, i divieti, i pedaggi, etc! Roba da allontanare invece che avvicinare. E le bici di queste giorni: esiste il problema? Divieti, divieti e divieti da parte del Sindaco e della Giunta che si dicono ecologisti. E con queste capacita’ infrastrutturali, politiche ed economiche, si vuole gestire le Olimpiadi? Ma vien via… Prendiamone atto. Siamo incapaci (mi ci metto anche io, almeno per quando opero a Firenze e in Italia piu’ in generale), non abbiamo la cultura. Domandina facile facile: abbiamo usato al 100% i fondi Ue che, invece, puntualmente tornano indietro? E poi, chi dovrebbe fare i lavori? Siamo certi che “mafia capitale” sia solo un fenomeno romano. Proprio non ci
siamo. Cerchiamo di curare per benino quello che il passato ci ha dato, facciamo qualcosina per il presente, ma non riempiamoci la bocca di cose impossibili che fanno diventare speranzosi anche gli occhi del piu’ imbecille degli amministratori.
E pensare che da li’ ci passo tutte le mattine per portare la figliola a scuola venendo dall’incubo di via Nazionale e, quando arrivo, mi dico “fiu’, ce l’abbiamo fatta” (sono stato anche urtato cadendo in terra in mezzo al caos e salvato in mezzo alla stridere di freni che evitavano di arrotarmi).(Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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A proposito di Roma Olimpiadi 2024

Posted by fidest press agency su sabato, 20 agosto 2016

olimpiadi rio«Quello che arriva da Rio de Janeiro, al di là del fascino per le imprese sportive dei singoli atleti, è un messaggio chiarissimo sui rischi che comporta l’organizzazione delle Olimpiadi per un Paese in fase di stagnazione o recessione economica. Non solo i Giochi costeranno alla fine circa 12 miliardi di euro, vale a dire più del doppio della cifra inizialmente preventivata, ma il Governo brasiliano, già fiaccato da un -3,8% di Pil nel 2015, dovrà fronteggiare ulteriori criticità: dal flop dei quasi due milioni di biglietti invenduti (l’incasso dei tagliandi doveva coprire quasi il 20% dei costi iniziali), alla riconversione di buona parte delle infrastrutture costruite per l’occasione (su tutte il villaggio olimpico), alla copertura dei debiti contratti per l’altra grande manifestazione organizzata di recente dal Paese, i Mondiali di calcio del 2014.
Candidature avanzate quando il Brasile aveva un’economia in crescita e che ora, in una congiuntura drammaticamente di segno opposto, rischiano di innescare un irreparabile effetto Grecia. Con tali premesse, è necessario che la Giunta guidata da Virginia Raggi prenda al più presto una posizione definitiva sulla candidatura di Roma all’organizzazione delle Olimpiadi del 2024: si lascino perdere i referendum popolari e, come fece il Governo di Mario Monti, siano politici e tecnici ad assumersi la responsabilità della scelta sulla base di numeri ed evidenze di studio».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA.«Per Roma si è parlato a più riprese di una candidatura low cost di poco più di 5 miliardi di euro – spiega Simoncini –, una cifra che non sta in piedi se guardiamo alle edizioni recenti dei Giochi: per Atene si è arrivati a quasi 15 miliardi, a Londra non si è scesi sotto i 12, senza scomodare i 35 miliardi delle ‘Olimpiadi di Stato’ di Pechino. Una differenza troppo netta per non apparire sospetta, considerando anche che in occasioni recenti come i Mondiali di calcio del 1990 o quelli di nuoto del 2009 il nostro Paese non ha certo fornito esempi virtuosi di contenimento della spesa.Tra un anno sarà effettuata la scelta della sede dei Giochi del 2024 e non si può prolungare ulteriormente l’incertezza: chi è stato eletto per guidare Roma deve uscire allo scoperto e pronunciarsi definitivamente pro o contro la candidatura. Se si sceglie di mollare la presa, lo si faccia subito e si spenga una macchina che sta già consumando risorse. Se si decide di proseguire l’avventura, si inizi a entrare nel dettaglio del progetto, cosa che finora non è avvenuta. Innanzitutto chiarendo come verranno riutilizzati gli impianti dopo le eventuali Olimpiadi per scongiurare quanto accaduto dopo Torino 2006: basti pensare allo stato di abbandono in cui versano ad esempio il villaggio olimpico, la pista di bob di Cesana o i trampolini di Pragelato. La destinazione delle strutture deve essere chiara fin da subito, decisa con procedure trasparenti e monitorata nel tempo: ciò che viene fatto per i Giochi deve diventare un valore aggiunto permanente a beneficio della collettività. Un ruolo chiave lo avrà anche il fronte trasportistico, soprattutto considerando che nessuno dei tre poli principali che dovrebbero ospitare le gare è attualmente raggiunto dalla Metropolitana: per il Foro Italico non si può prescindere dalla chiusura dell’anello ferroviario, attesa ormai da decenni; per Tor Vergata bisognerà scegliere tra il prolungamento della linea A o della C, con tutte le incognite del caso su tempistiche e costi; la Fiera di Roma si trova sulla direttrice della ferrovia che serve l’aeroporto e che vanta già un carico notevole di viaggiatori. Da chiarire anche la situazione di Colosseo e Fori Imperiali, che nel 2024, almeno secondo i progetti iniziali, dovrebbero essere interessati dai lavori per il prolungamento della Metro C verso la parte nord della città».

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Olimpiadi e politica: Un binomio inscindibile e intrinseco ai giochi

Posted by fidest press agency su sabato, 13 agosto 2016

olimpiadiIn tanti dicono che lo sport non c’entra nulla con la politica. Falso. Non solo perche’ ovunque nel mondo i patron delle squadre e e degli atleti piu’ accreditati sono sempre ammanicati con la politica (il caso Berlusconi/iIlan in Italia non e’ il solo…), ma perche’ sono le Olimpiadi in se’ ad essere un messaggio politico. Universalita’, fratellanza, giustizia, federalismo… sono forse queste le parole che meglio le qualificano, nella storia e oggi. Universalita’: una sorta di Onu in cui non si parla fino allo sfinimento ma si ottengono risultati. Fratellanza: tutti gli atleti e tutti gli spettatori/tifosi si riconoscono come sorelle e fratelli in una medesima arena fatta di tolleranza, vicinanza, solidarieta’ e curiosita’. Giustizia: tutti si sottomettono senza grandi discussioni o polemiche ai giudizi degli arbitri, ben supportati dalla tecnologia universalmente riconosciuta come valido e innegabile supporto. Federalismo: ognuno accetta con serenita’ ladifferenza dell’altro, e l’accetta come elemento pregnante, portante e valorizzante delle Olimpiadi in se’, che’ altrimenti non sarebbero. Il gesto dell’atleta di fioretto Elisa Di Francisca, medaglia d’argento, e’ stato forte e si e’ ben iscritto in questo quadro che abbiamo sopra delineato. Anche andando oltre. Quella bella bandiera della Ue con le stelline dorate sul fondo blu ha richiamato alla memoria del mondo l’importanza della Unione Europea, anche per coloro che guardano solo alle medaglia, visto che l’Ue e’ al momento il primo territorio istituzionale per conquiste, seguito dai “soliti” Usa e Cina. Bene, la Di Francisca ha rotto questo “solito”: ha dato un messaggio al mondo di come si puo’ e si deve vivere nella prospettiva di un futuro di serenita’ economica e politica. Verso gli Stati Uniti d’Europa -aggiungiamo noi.
Un gesto forte come quello del 17 ottobre 1968, quando -Olimpiadi a Citta’ del Messico- la premiazione dei 200 metri maschili divenne il simbolo delle lotte di emancipazione, liberta’ ed eguaglianza di tutti i neri del mondo: sul podio gli statunitensi Tommie Smith (primo) e il suo connazionale John Carlos (terzo) che alzarono un pugno al cielo vestito di un guanto nero (1). Era il 1968, nel mondo e soprattutto in Usa le lotte per l’uguaglianza dei diritti di tutti i diseredati si infiammavano con persone di tutti i tipi che partecipavano e dicevano la loro. I pugni neri di Smith e Carlos fecero il giro del mondo.
Oggi il sorriso della Di Francisca con quella bandiera ha fatto lo stesso il giro del mondo. Nel rispetto delle differenze delle epoche e dei problemi (molti dei quali sono sempre gli stessi…), come i pugni neri del 1968, la bandiera Ue e’ simbolo di come, con forza, razionalita’, giustizia, uguaglianza e liberta’ si possono e si devono affrontare i problemi del mondo. Facciamone tesoro.
(Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Al via le Olimpiadi: mai state così difficili per il Brasile

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 agosto 2016

san paolo brasileRio de Janeiro. A cura di Roberto Rossignoli, Junior Portfolio Manager in MoneyFarm. Quando il Brasile riuscì ad aggiudicarsi i giochi olimpici nel 2009, non era certo questo il contesto con cui sperava di presentarsi. Tra inquinamento, pestilenze, corruzione, lavori interrotti, amministrazioni locali indebitate, recessione e scandali politici, le premesse non sono delle migliori. L’andamento della borsa brasiliana quest’anno è stata una delle anomalie più sorprendenti osservate sui mercati finanziari negli ultimi mesi. In valuta locale, l’indice Bovespa è salito del 32% da inizio anno, numero che diventa ancora più suggestivo se convertito in euro.Dato l’apprezzamento del Real Brasiliano nei confronti dell’Euro, un investitore italiano avrebbe guadagnato dall’investimento in Brasile il 58% in sette mesi. Contro il 4% dell’MSCI World (indice azionario per i mercati sviluppati) e il 12.5% dell’MSCI Emerging Markets (indice azionario per i mercati emergenti). Numeri impressionanti che restituiscono subito l’immagine di una greve recessione che stenta ad allentare le presa.Il Brasile sta attraversando la recessione più lunga degli ultimi 100 anni mentre cerca di gestire, al contempo, il più grande scandalo di corruzione della storia (con al centro la Petrobras, il gigante petrolifero controllato dallo stato) e con una leadership politica tra le più impopolari di sempre.Date le previsioni sul calo del PIL nel 2016 (-3.5% su base annuale), per la fine dell’anno l’economia brasiliana si sarà contratta dell’8% rispetto al primo trimestre (ultimo trimestre in cui il PIL è cresciuto); il GDP pro capite per la fine dell’anno sarà diminuito del 20% rispetto al picco del 2010. Il tutto mentre le tre maggiori agenzie di rating hanno già classificato il debito pubblico brasiliano al livello “spazzatura”.Dal 1985, quando il Brasile ha eletto democraticamente il primo presidente dopo 20 anni di governo militare, si sono susseguite diverse crisi politiche. Ma questa volta l’Impeachment di Dilma Rouseff e lo scandalo Petrobras hanno coinciso con un declino nei prezzi delle commodity senza precedenti.
Il Brazilian Commodity Index, pubblicato dalla Banca Centrale Brasiliana è crollato del 45% dal marzo 2011 al dicembre 2015. Il declino delle materie prime ha certamente impattato su tutti i mercati emergenti, ma il Brasile ha dovuto fare i conti anche con debolezze strutturali, poca produttività e una spesa pubblica insostenibile e incontrollata che hanno amplificato i danni.
Da inizio anno qualcosa è cambiato e per spiegare la performance dell’azionariato brasiliano si deve partire dal contesto globale, che negli ultimi mesi è stato favorevole per i mercati emergenti.Prima di tutto, il rimando continuo da parte della Federal Reserve del rialzo dei tassi d’interesse ha tenuto e sta tuttora tenendo il dollaro relativamente debole, aiutando in questo modo i Paesi che esportano commodity, come il Brasile. Oltre a questo, il 2016 ha visto anche un generale rimbalzo nei prezzi delle materie prime. Infine, con sempre più obbligazioni nei mercati sviluppati che pagano un tasso nullo o negativo, molti investitori si sono concentrati sui mercati in cerca di rendimenti più elevati.Il mercato, soprattutto quello obbligazionario, è stato sostenuto dai tassi molto invitanti, unitamente alle aspettative che la politica monetaria rimarrà accomodante per il prossimo futuro. E Paesi come il Brasile stanno già approfittando di questi flussi per abbassare i propri costi del debito. Recentemente lo stato ha venuto bond denominati in dollari statunitensi a 30 anni a un tasso pari a 5.875%, un rendimento addirittura inferiore al decennale emesso in marzo, solo quattro mesi fa.
Dopo molti alti e bassi sul fronte politico, osserviamo finalmente un importante assestamento verso un’agenda macroeconomica più liberale e fiscalmente responsabile. Il Congresso ha recentemente dato il suo appoggio al governo temporaneo di Michel Temer, aumentando quindi le possibilità di vedere approvate alcune riforme cruciali. Temer, nominato il 12 maggio ad interim finché l’impeachment del presidente Rouseff non sarà risolto, finora non ha deluso nel mostrare una volontà di riformare il Paese e sta prendendo misure per stabilizzare le finanze dello stato e ridurre le preoccupazioni sulla sostenibilità del debito. Il voto finale del senato che deciderà le sorti giudiziarie e politiche di Dilma Rouseff è previsto per fine agosto, pertanto presto possiamo aspettarci più stabilità politica.
Dato questo contesto, anche uno svolgimento pacifico delle Olimpiadi può essere di grande importanza, unitamente a una soluzione politica efficace, per restituire fiducia a un Paese che per ora sembra abbandonato a sé stesso.

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Roma alle Olimpiadi del 2024

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2016

sorrentinoVirginia Raggi la candidata alla poltrona di sindaco di Roma ha, durante la sua campagna elettorale, innescato una polemica che ha diviso gli elettori romani in due distinti fronti. C’è chi ha sostenuto che ha ragione perché Roma non è stata ripulita dal malaffare per cui i nuovi necessari appalti delle opere per ospitare le Olimpiadi avrebbero fatto gola alle organizzazioni malavitose della capitale e la politica sembra impotente a isolarle, e gli altri che insistono sulla necessità di non sottrarre a Roma questa opportunità che le avrebbe consentito notevoli benefici economici. Tra queste voci favorevoli ne abbiamo raccolta una che ci appare interessante. E’ quella di Imma Sorrentino (Fratelli d’Italia) candidata al consiglio comunale di Roma. Ella sostiene, infatti, che “è l’occasione giusta per riqualificare, mettere a norma tutte quelle strutture temporaneamente dismesse e già attaccate dal degrado che, se rinnovate, svolgeranno egregiamente la funzione di sede per grandi eventi sportivi internazionali e ad Olimpiadi concluse, saranno fruibili dalla cittadinanza. La capitale vanta un patrimonio di impianti, edifici e infrastrutture, molti dei quali opera di celebrati architetti e della più alta scuola di ingegneria italiana; manufatti che hanno segnato un’epoca nella storia della progettazione dedicata allo sport.” “L’esempio più eclatante è lo Stadio Flaminio, – prosegue Sorrentino – gioiello dell’architettura contemporanea vincolato ai sensi della legge sui Beni Culturali, ubicato nel cuore di una zona ad alta vocazione sportiva, abbandonato da oltre 5 anni, senza manutenzione e senza vigilanza.” “L’assegnazione dei Giochi 2024 – conclude la nota – può dare impulso a urbanistica partecipata all’insegna del risparmio di suolo, riconversione o cambiamento di destinazione d’uso di edifici abbandonati, ricucitura al tessuto urbano e messa a sistema delle tante aree vuote e inutilizzate.” (n.r. Dal nostro punto di vista non ci sembra convincente la tesi della Raggi perché offre della capitale un quadro desolante di una città che non sa scrollarsi di dosso la pesante ipoteca malavitosa come se fosse un cancro in fase terminale. Di questo passo dovremmo lasciare le buche dove sono, l’immondizia fuori dai cassonetti e i problemi della mobilità senza soluzione di continuità per il timore che la delinquenza se ne appropri. Ma la svolta che la Raggi vorrebbe imprimere alla capitale non è, come afferma, di segno diverso? Quello cioè di combattere il malaffare incominciando dagli “inciuci politici”? E allora che paura ha? E’ forse quella di non riuscirci? Ha forse perso il “manico della ramazza?”) (foto: sorrentino)

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La matematica va alle Olimpiadi

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 marzo 2011

La Sapienza University in Rome is Europe's lar...

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Roma 21 marzo 2011 ore 15.00  – gare a squadra  dipartimento di Matematica – piazzale Aldo Moro 5, aula magna del Rettorato – premiazione  mercoledì 23 marzo – gare individuali  aula magna – palazzo del Rettorato  piazzale Aldo Moro 5, Roma Lunedì 21 marzo, presso l’aula magna, torna come ogni anno il consueto appuntamento con le Olimpiadi di Matematica, rivolto agli studenti delle scuole medie superiori e organizzato dai dipartimenti di Matematica delle università Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre.  Il 21 si inizia con la gara a squadre, alla quale parteciperanno un centinaio di team in rappresentanza di altrettanti licei e istituti del Lazio e delle province di Terni e Caserta. Al termine della gara nell’aula magna del Rettorato si svolgerà la premiazione. Le squadre che otterranno il miglior punteggio saranno segnalate per la finale nazionale che si terrà a Cesenatico nel mese di maggio. L’iniziativa proseguirà mercoledì 23 con le gare individuali. Ai due vincitori la Sapienza offrirà l’immatricolazione gratuita al corso di laurea in Matematica per il prossimo anno, mentre per tutti gli altri ci saranno libri scientifici, giochi e magliette.  Le Olimpiadi rientrano nel Progetto Lauree Scientifiche, voluto da ministero dell’Istruzione, Confindustria e Università per promuovere le iscrizioni ai corsi di laurea in Matematica, Fisica, Chimica.  www.mat.uniroma1.it/didattica/olimpiadi/

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Roma Olimpiadi 2020? No grazie!

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 gennaio 2011

Olimpiadi a Roma nel 2010? No, grazie!  E’ lo slogan degli antinuclearisti che possiamo adottare per gli antiolimpiadi a Roma nel 2020. Il passato dovrebbe dare qualche indicazione per il futuro: i Mondiali del ’90, il Giubileo del 2000 e i Mondiali di Nuoto del 2010. Vent’anni di disastri, di  ritardi a non finire e di soldi pubblici, ovvero dei contribuenti, gettati dalla finestra. L’ultimo esempio? Il Polo Natatorio che doveva inaugurare i Mondiali di Nuoto del 2010 e’, a tutt’oggi, in costruzione; si e’ ricorsi ai Circoli sportivi che ampliarono le proprie piscine, a proprie spese, con l’autorizzazione del Commissario, istituito ad hoc con decreto del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ha portato al sequestro delle strutture sportive perche’ il Commissario non aveva i poteri che gli erano stati attribuiti. Storia kafkiana. Si dice che le Olimpiadi del 2020 porteranno investimenti per 13 miliardi, gia’ ma il comune di Roma sta ancora predisponendo un piano generale per l’eliminazione delle buche mentre buona parte di tombini e caditoie sono ostruiti. Un consiglio al Sindaco Gianni Alemanno: lasci perdere, perche’ non passare alla storia per nulla aver fatto potrebbe, invece, passare per quello che ha fatto l’ennesimo disastro. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Olimpiadi Geologia: Italia 4 medaglie bronzo

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 ottobre 2010

Camerino. 4 medaglie di bronzo: è questo il grande risultato ottenuto dalla squadra italiana, composta da ragazzi delle scuole superiori provenienti da tutta Italia, che ha partecipato alle Olimpiadi Internazionali delle Scienze della Terra (IESO 2010), svoltesi nel mese di settembre in Indonesia, e parte del merito è anche dell’Università di Camerino.  I ragazzi, infatti, lo scorso mese di luglio hanno partecipato ad uno stage teorico-pratico di  preparazione presso il Polo di Scienze della Terra di Unicam. In quell’occasione l’Ateneo di Camerino ha messo a disposizione della squadra italiana aule, laboratori, attrezzature didattiche e mezzi per le escursioni sul terreno. Grazie alla stretta collaborazione tra i docenti dell’Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali (ANISN) e i Geologi Unicam, i ragazzi hanno potuto seguire un programma intenso su argomenti cha andavano dall’astronomia alla paleontologia, dalla climatologia all’idrologia fino alla geologia.  I risultati, dunque, non si sono fatti attendere e sono stati davvero ottimi!

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