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Posts Tagged ‘olio oliva’

La produzione dell’olio in Italia è in calo

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 gennaio 2019

La crisi che sta attraversando la produzione dell’olio (- 36,9% secondo i dati ISTAT relativi al 2018) sta mettendo in ginocchio uno degli alimenti cardine del made in Italy e dell’intera cucina mediterranea. Come è noto – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – a pregiudicare gravemente la produzione dello scorso anno è stata la diffusione del batterio della Xylella in Puglia, ma questo non significa che nel resto del Paese la situazione del comparto olivicolo non vivesse gravi difficoltà.
Un aspetto di cui bisogna necessariamente tenere conto – continua Tiso – è che la tutela dell’olio rappresenta diversi elementi fondanti della cultura italiana: tra cui la valorizzazione delle tipicità territoriali, la salvaguardia della genuinità degli alimenti e la tutela dell’agricoltura contadina e familiare. Come Confeuro – conclude Tiso – crediamo fermamente che il rilancio della produzione dell’olio d’oliva non sia un’opzione, ma un obbligo storico e culturale per un brand come quello italiano; ed è per questo che, dopo il piano per debellare la Xylella, auspichiamo l’approvazione di una strategia che coinvolga e rilanci l’intero settore olivicolo.

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Prezzi all’ingrosso: ancora rincari per il latte. Si fermano i ribassi per l’olio di oliva

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

Accelerano a giugno i prezzi del latte nel mercato italiano, a causa della minore disponibilità di prodotto, dovuta anche al calo della produzione fisiologico con la crescita delle temperature estive. Dopo il +5,7% messo a segno a maggio, l’indice dei prezzi all’ingrosso, elaborato da Unioncamere e BMTI sui listini delle Camere di Commercio, ha registrato per il latte spot un balzo del +19,4% rispetto al mese precedente. I valori attuali rimangono però più bassi rispetto allo scorso anno (-7,7%), complice il confronto con i prezzi elevati registrati nell’estate del 2017. Ai rincari sul fronte della materia prima si è continuata a contrapporre la stabilità per i formaggi, i cui listini all’ingrosso sono rimasti invariati su base mensile. Resta di segno “meno”, invece, la variazione anno su anno per i formaggi stagionati (-1,9%).Nel comparto delle carni, giugno ha visto interrompersi il calo in atto da aprile per le carni suine, i cui prezzi all’ingrosso sono tornati a crescere (+4,9%), grazie alla riduzione delle macellazioni di suini e alla conseguente minor offerta di prodotto. Rimane negativo comunque il confronto rispetto a dodici mesi fa (-1,9%). Ulteriore ridimensionamento per le carni di coniglio, in un mercato che rimane dominato dalla contrazione dei consumi, tipica durante la stagione estiva. I prezzi all’ingrosso hanno accusato infatti un calo mensile del 7,4%, dopo il forte decremento già rilevato ad aprile e maggio. I prezzi attuali si mantengono però in linea rispetto allo scorso anno. Scendono a giugno anche i listini delle carni di pollo (-3,3%), su cui ha pesato la minore domanda nella seconda parte del mese. Tuttavia, nonostante la congiuntura negativa, le carni di pollo mettono a segno un robusto incremento rispetto allo scorso anno, pari ad un +10,6%, il più alto tra le carni. Stabilità, dopo la flessione di aprile e maggio, per i prezzi delle uova, la cui tendenza rimane comunque inflattiva, con un +17,2% rispetto a giugno 2017.Prezzi in crescita nel comparto degli oli e grassi (+1,6% su base mensile), sostenuti dal nuovo aumento del burro (+7,4%) e dalla ripresa per gli oli alimentari (+3,1%). Da registrare, inoltre, l’arresto della fase di ribasso per gli oli di oliva, grazie ad un mercato maggiormente attivo sotto il profilo degli scambi. Rispetto allo scorso anno il prezzo evidenzia però una discesa del 27,3%.Mentre nel mercato cerealicolo, come di consueto in questo periodo dell’anno, si attendono i responsi su qualità e quantità del raccolto dei grani ed i conseguenti effetti sui prezzi, a giugno gli sfarinati di grano duro hanno registrato un leggero calo dei listini all’ingrosso (-1,3%). Stabili le farine di grano tenero e il riso, per il quale si è fermata la risalita dei prezzi osservata ad aprile e maggio.

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“Valorizzazione e tutela della biodiversità: dall’olivo all’olio”

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 luglio 2018

Latina. 55 addetti ai lavori hanno preso parte al seminario di aggiornamento “Valorizzazione e tutela della biodiversità: dall’olivo all’olio”, organizzato dal Centro Assaggiatori Produzioni Olivicole Latina, in collaborazione con ASSAM – Agenzia per i Servizi nel Settore Agroalimentare delle Marche – col patrocinio del Comune di Sabaudia e della Camera di Commercio di Latina, ospitato sabato 30 Giugno, a Sabaudia (LT), presso il Centro Studi dell’Ente Parco Nazionale del Circeo. Tra loro 40 tra Capi Panel dell’olio vergine ed extravergine di oliva, assaggiatori iscritti all’elenco nazionale e provenienti da varie regioni e alcuni produttori della provincia di Latina presenti alla Rassegna Nazionale Oli Monovarietali 2018.Nel corso dell’incontro, suddiviso in due parti, una teorica e l’altra pratica, sono state approfondite diverse ed attuali tematiche di settore, nello specifico quelle legate ai danni provocati dal freddo dell’inverno scorso; alle modalità di recupero degli oliveti; alle problematiche del Panel test; alle strategie di valorizzazione della biodiversità olivicola; alle caratteristiche sensoriali di taluni oli monovarietali italiani, successivamente oggetto della sessione di assaggio e abbinati in degustazione ai prodotti tipici del territorio. Erano rappresentate le principali cultivar autoctone della penisola: Ascolana tenera (Marche); Tonda Iblea (Sicilia), Pendolino (Toscana); Borgiona (Umbria); Coratina (Puglia); Dritta (Abruzzo); Itrana (Lazio). Alla fine visita guidata dell’area protetta.Alla giornata di studi sono intervenuti rappresentanti istituzionali ed esperti in materia. Giada Gervasi (Sindaco di Sabaudia), Adriano Bruni (Reparto Carabinieri Biodiveristà di Fogliano) e Carlo Medici (Presidente Provincia Latina) hanno portato i saluti degli enti ospitanti. Luigi Centauri (Presidente e Capo Panel CAPOL) – soddisfatto dell’esito della manifestazione e della partecipazione – ha introdotto e moderato gli interventi in programma. Le relazioni tecniche sono state affidate a: Giorgio Pannelli (già CRA OLI sezione di Spoleto), Barbara Alfei (Capo Panel ASSAM Marche), Gianfranco De Felici (Capo Panel, esperto nazionale settore olio di oliva) e Giulio Scatolini (Capo Panel Concorso “L’Olio delle Colline”).

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Nell’olio d’oliva la molecola contro il diabete

Posted by fidest press agency su domenica, 6 maggio 2018

Un gruppo di ricerca della Sapienza ha individuato nell’olio extravergine di oliva il componente responsabile della riduzione dei livelli di glucosio nel sangue post-prandiale. Lo studio, pubblicato su British Journal Clinical Pharmacology, apre nuove strade alla lotta contro il diabeteEat well, stay well. Questo il manifesto della dieta mediterranea, il modello nutrizionale che ha ricevuto l’onorificenza di “patrimonio orale e immateriale dell’umanità” per le ricadute positive che ha sulla salute. A oggi sempre più studi vanno nella direzione di verificare come alcune componenti alimentari siano in grado di prevenire determinate patologie e aumentare la qualità e la durata della vita.In un precedente studio il gruppo guidato da Francesco Violi del Dipartimento di Medicina interna e specialità mediche della Sapienza, ha dimostrato che l’assunzione di 10 g. di olio extravergine di oliva durante i pasti era in grado di ridurre di 20 mg la glicemia post-prandiale. Dalla ricerca era emerso che l’extravergine di oliva si comporta come un antidiabetico con un meccanismo simile ai farmaci di nuova generazione, cioè le incretine (ormoni naturali prodotti a livello gastrointestinale che riducono il livello della glicemia nel sangue). L’assunzione di olio extravergine di oliva si associa, infatti, a un aumento nel sangue delle incretine. Un nuovo passo in avanti arriva dallo stesso team di ricerca Sapienza, che ha individuato nell’oleuropeina il componente specifico dell’olio di oliva capace di ridurre la glicemia post-prandiale. Lo studio è pubblicato sulla rivista British Journal Clinical Pharmacology.“Il diabete – spiega Francesco Violi – è una delle principali cause di infarto del miocardio ed ictus. Nel 2016 i casi dichiarati di diabete in Italia hanno superato 3.000.000 e questo numero crescerà nei prossimi anni considerando la progressiva tendenza all’aumento della malattia nella nostra popolazione”.La prevenzione del diabete e dei suoi danni alle arterie si svolge soprattutto durante i pasti, in quanto l’aumento della glicemia post-prandiale stimola la produzione di insulina, cosa che, a lungo andare, facilita l’insorgenza del diabete, nei soggetti predisposti.Lo studio è stato effettuato su un campione di soggetti sani randomizzati, ai quali sono stati somministrati 20 mg di oleuropeina o placebo durante un pasto tipico della cucina italiana. La ricerca ha dimostrato una riduzione significativa della glicemia, a due ore dal pasto, solo quando i pazienti assumevano 20 mg di oleuropeina. Interessante era il fatto che, a due ore dal pasto, i pazienti presentavano gli stessi livelli glicemici che avevano prima di assumere il cibo. Questa ricerca apre nuove prospettive per combattere il diabete anche con sostanze naturali come l’oleuropeina, che è presente non solo nell’olio ma anche nelle foglie dell’ulivo.“Inoltre i dati sulle oscillazioni di glucosio e colesterolo – conclude Violi – permettono di comprendere come l’assunzione di olio di oliva nella dieta possa prevenire complicanze cardiovascolari e arteriosclerosi. Numerosi studi infatti, hanno dimostrato che i picchi post-prandiali di glucosio e colesterolo sono potenzialmente dannosi nei pazienti a rischio di complicanze aterosclerotiche; ridurne, pertanto, l’entità potrebbe apportare benefici nella cura dell’arteriosclerosi e delle sue complicanze come infarto e ictus”.

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Il premio BIOL, L’Olio di Flora, il Molise

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 aprile 2018

Dall’uovo di Pasqua del concorso oleario BIOL esce una medaglia d’Argento per L’Olio di Flora, biologico “Gentile di Larino”. Un altro importante riconoscimento per La Casa del Vento di Larino, dopo la medaglia d’Oro del concorso “Goccia d’Oro” 2017, che c’è stato prima di Natale a Larino; la menzione del Concorso “Orciolo d’Oro”; la Goccia d’Oro dell’altro giorno del Concorso Internazionale “Aipo d’Argento” 2018 e la presenza tra gli oli finalisti del Premio “Ercole Olivario”. Tanti riconoscimenti che si vanno ad aggiungere a quelli che L’Olio di Flora si ì conquistato nel corso degli anni, a partire dalla Goccia d’Oro del 2007, alla sua prima uscita.
Medaglia d’argento per un altro olio molisano, anch’esso plurivincitore sin dalla prima raccolta, quello della Colle d’Angiò di Giorgio Tamaro di Colletorto con l’olio ricavato dalla varietà autoctona “Oliva nera di Colletorto”
La notizia ancora più bella per il Molise è che non si ferma a questi due riconoscimenti pur importanti, ma quella del massimo riconoscimenti con, l’Extragold, assegnato all’olio bio dell’Oleificio Trespaldum di Mafalda, ottenuto dalla varietà “Ascolana nera”. Il Molise dell’olio c’è e questo è l’importate (pasqualedilenainforma)

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Olio d’oliva in India

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 settembre 2017

olio olivaCon il supporto di SACE, che insieme a SIMEST costituisce il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, la PMI calabrese Oleifici Sità ha assicurato per 150mila euro le forniture di olio d’oliva in India.L’intervento di SACE, presente in India con un ufficio a Mumbai, ha consentito a Oleifici Sità di offrire ai suoi clienti indiani dilazioni di pagamento competitive, assicurandosi contro il rischio di mancato pagamento per cause di natura commerciale e politica. L’operazione conferma l’impegno di SACE e SIMEST per le PMI del Sud Italia. Si tratta di un supporto che continua nel tempo, aspetto fondamentale per le aziende di taglia piccola e media. Oleifici Sità, infatti, negli ultimi due anni ha assicurato quattro contratti di fornitura con SACE, tutti per esportazioni verso l’India: operazioni che hanno permesso alla PMI calabrese di allargare il suo raggio d’azione verso un nuovo mercato ricco di opportunità.

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Biodiversità e sostenibilità nella filiera dell’olio extravergine di oliva italiano

Posted by fidest press agency su sabato, 15 luglio 2017

olio olivaRoma 18 luglio alle ore 10 presso l’Hotel Nazionale in Piazza Montecitorio conferenza sulla biodiversità olivicola italiana. E’ uno dei punti di forza della produzione nel nostro Paese, soprattutto se inserita in un contesto di sostenibilità a 360 gradi. Oggi grazie alla Certificazione di Sostenibilità CSQA, promossa da Oleificio Zucchi a partire da un accordo con Legambiente e con il sostegno di tutti gli attori della filiera, si sono raggiunti obiettivi senza precedenti: una filiera certificata sostenibile dell’olio extravergine di oliva, un nuovo importante strumento aperto a tutti i player sul mercato olivicolo che ne garantisce la qualità e la trasparenza dal campo alla tavola, nel rispetto dell’ambiente e del territorio. Ma si può e si deve fare di più. Con 1,4 miliardi di euro di export e 500 cultivar riconosciute possiamo raccontare in modo più efficace una biodiversità che fa dell’Italia un Paese unico per la produzione olivicola di qualità.
L’incontro sarà un’occasione di dialogo per gli attori del settore olivicolo, che rappresenta un asset importante e un fiore all’occhiello per tutto il made in Italy.
Interverranno: Andrea Olivero Vice Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali
David Granieri – Presidente Unaprol
Ermete Realacci Presidente Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici, Camera dei Deputati
Tommaso Loiodice – Presidente Unapol
Gennaro Sicolo – Presidente CNO
Leana Pignedoli Vicepresidente Commissione Agricoltura e produzione agroalimentare, Senato della Repubblica
Maria Chiara Ferrarese – Vicedirettore CSQA
Giovanni Zucchi – Vicepresidente Oleificio Zucchi
Rossella Muroni
Presidente Legambiente
Roberto Cariani – Ambiente Italia
Paolo Mariani – Confoliva
MODERA: Antonio Cianciullo, giornalista de La Repubblica

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A scuola le “bufale” sull’olio d’oliva

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 giugno 2017

olio-delle-colline2“L’ideologia alimentare può danneggiare la salute e lo sviluppo degli studenti”. E’ quanto sostiene la piattaforma di Campagne liberali nella lettera aperta inviata al ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin e a molti assessori regionali e comunali che operano sul territorio nell’ambito delle politiche sulla salute e sulla scuola.”Sempre più scuole hanno indetto bandi di gara per la distribuzione automatizzata di merendine, cibi e bevande, stabilendo l’esclusione di prodotti che contengono olio di palma e con contenuto di grassi saturi oltre il 50%. E ci arrivano testimonianze di insegnanti che educano i propri alunni a evitare il consumo di olio di palma: una posizione ideologica – puntualizza la nota – molto simile alle bufale o ai fake combattuti su Internet per i rischi che fanno correre a persone e consumatori e che si va a inserire in una guerra commerciale piuttosto che in una reale valutazione dei valori nutrizionali di certi ingredienti”.
“Numerosi studi hanno dimostrato che il consumo di olio di palma in una dieta bilanciata non è nocivo, anzi è una sostanza naturale che migliora la qualità di molti prodotti. In particolare poi, abbiamo realizzato una ricerca che– afferma Campagne liberali – ha preso in esame le etichette che riportano la dicitura “senza olio di palma” e quelle di prodotti che continuano ad usare olio di palma: dal confronto è emerso che non solo le prime non spiega ai consumatori “con cosa” sia stato sostituito l’olio di palma, ma soprattutto si evidenzia che tale sostituzione ha comportato in uno stesso prodotto grassi saturi in maggiore quantità e magari più dannosi”.Per Campagne Liberali: “Invece di un’imposizione ideologica mascherata da salutismo, si devono fornire a giovani e studenti il metodo e gli strumenti per compiere scelte libere e consapevoli, tanto più per ciò che riguarda la propria dieta alimentare e la propria salute. Per questo abbiamo invitato i ministri e gli amministratori locali ad avviare, proprio a partire dalle aule delle scuole un “dibattito scientifico che non sia discriminatorio, ma che operi a garanzia dell’educazione e della libertà di scelta”.

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L’EVOO può influenzare la genesi e l’esito di alcune patologie tumorali e la loro terapia

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2016

olio-olivaI polifenoli dell’olio extravergine di oliva di qualità possono influenzare la genesi, lo sviluppo e l’esito di alcuni tumori e la loro terapia. È quanto emerso da una recente ricerca sulle attività biologiche dei polifenoli dell’EVOO pubblicata sulla rivista internazionale Oncology Reports, gestita dalla Lilt di Latina in collaborazione con il Capol di Latina, realizzata dal Dipartimento di Scienze e Biotecnologie della facoltà di medicina dell’Università La Sapienza Polo Pontino, e finanziata dalla Fondazione Terzo Pilastro.Nei laboratori universitari di Latina sono stati analizzati i campioni di olio da monocultivar Itrana dei produttori pontini partecipanti alle ultime 8 edizioni del Concorso Provinciale ‘L’Olio delle Colline’. Si è riscontrato che i polifenoli dell’olio extravergine di oliva, inibiscono la capacità delle cellule tumorali di riprodursi ed hanno effetti di riduzione della tossicità dopo il trattamento terapeutico con farmaci chemioterapici potenti e di potenziamento delle proprietà benefiche di altri. L’esperimento è stato condotto in vitro, estraendo i polifenoli da oli di alta qualità, e mettendoli a contatto con le cellule colturali tumorali della vescica. Il risultato è che la proliferazione delle cellule malate rallenta. È stato anche dimostrato che i polifenoli riducono lo stress ossidativo indotto da agenti alchilanti come la Mitomicina, un farmaco altamente tossico usato per il trattamento chemioterapico di vari tipi di neoplasie; e al contrario potenziano l’attività di altri tipi di farmaci utilizzati per la terapia, come il Tassolo, andando a modulare positivamente alcuni processi biologici. È il secondo studio sulle proprietà antitumorali dell’olio extravergine d’oliva gestito dalla Lilt di Latina e dal Capol di Latina, effettuato dal Dipartimento di Scienze e Biotecnologie della facoltà di medicina dell’Università La Sapienza Polo Pontino col finanziamento della Fondazione Terzo Pilastro. Il primo, pubblicato su Nutrition and Cancer nel 2013, ha mostrato che l’estratto fenolico di EVOO è in grado di inibire la motilità di cellule tumorali. Quest’ultimo invece ha definito alcuni meccanismi biologico-molecolari che suggeriscono che il consumo di EVOO può agire da agente preventivo delle lesioni neoplastiche. (fonte. olio oliva)

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Olio d’oliva, una ‘star’ sulla tavola delle persone con diabete (e non solo)

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2016

olio-imbottigliatoUlteriori conferme, ammesso che ce ne fosse bisogno, degli effetti protettivi della dieta mediterranea e in particolare dell’olio extravergine d’oliva, l’oro verde dell’Italia. Uno studio di un gruppo di ricercatori della Società Italiana di Diabetologia dimostra che utilizzare, condire o cucinare gli alimenti con olio d’oliva, aiuti a contenere le impennate della glicemia dopo i pasti nei soggetti con diabete di tipo 1. Questo contribuisce a migliorare il controllo del diabete e dunque a proteggere i vasi dalle complicanze di questa malattia.Appena pubblicato online sulla rivista Diabetes Care, organo ufficiale dell’American Diabetes Association, lo studio condotto da Giovanni Annuzzi e Lutgarda Bozzetto del gruppo del professor Gabriele Riccardi, past president della Società Italiana di Diabetologia (SID) e della professoressa Angela Rivellese dell’Università di Napoli ‘Federico II’ dimostra dei benefici inediti dell’olio d’oliva. Questa ricerca made in Italy dimostra infatti che aggiungere olio d’oliva agli alimenti riduce l’indice glicemico dei pasti, ovvero le impennate post-prandiali della glicemia e può contribuire in questo modo a proteggere i pazienti dalle complicanze cardiovascolari e microvascolari del diabete.“Questa pubblicazione dimostra ancora una volta come il lavoro dei ricercatori italiani dell’area del diabete sia apprezzato dalla comunità scientifica internazionale – commenta il professor Enzo Bonora, presidente della SID – Nell’ultimo anno i ricercatori della SID hanno pubblicato oltre 500 lavori sulle più prestigiose riviste internazionali”.Le escursioni che fa la glicemia dopo un pasto, possono diventare vere e proprie impennate, se si consumano cibi a cosiddetto ‘indice glicemico’ elevato. Per indice glicemico si intende l’entità dell’aumento della glicemia dopo l’assunzione di alimenti a base di carboidrati, rispetto a un valore di riferimento rappresentato dall’assunzione di glucosio puro. Le attuali linee guida per il trattamento del diabete di tipo 1 raccomandano di calcolare le unità di insulina da somministrare ai pasti principali, basandosi sul contenuto di carboidrati degli alimenti che verranno consumati (la cosiddetta ‘conta dei carboidrati’). Tuttavia questo sistema, nonostante l’impegno profuso dai pazienti, non sempre si rivela efficace nel controllare in maniera ottimale la glicemia. E i motivi possono essere molti. L’elemento più determinante è tuttavia l’indice glicemico dei cibi consumati e il contenuto di fibre di un determinato alimento. Lo stesso gruppo di ricercatori della SID, autori del lavoro pubblicato su Diabetes Care, in uno studio precedente aveva dimostrato che inserire nella conta dei carboidrati anche una correzione che tenga conto dell’indice glicemico dei cibi aiuta a migliorare il compenso glicemico. Ma naturalmente, ad influenzare l’assorbimento dei carboidrati contribuiscono anche gli altri macronutrienti che entrano a far parte di un pasto, in particolare proteine e grassi. E’ sempre più evidente il ruolo che i grassi della dieta svolgono nell’influenzare i livelli di glicemia dopo un pasto. In generale i grassi tendono a ritardare i tempi di svuotamento gastrico e questo dovrebbe almeno in teoria tradursi in un’attenuazione del picco di glicemia post-prandiale. E’ stato dimostrato anche che l’indice glicemico di alcuni alimenti può essere ridotto addizionandoli con dei grassi. Ma i grassi non sono tutti uguali e le loro interferenze con la glicemia post-prandiale possono variare molto, a seconda della loro qualità (oltre che della quantità). Per valutare l’influenza di diversi tipi di grassi della dieta sulle escursioni glicemiche dopo un pasto, i ricercatori della SID hanno arruolato 13 pazienti con diabete di tipo 1 (8 donne e 5 uomini), tutti in trattamento con una pompa da insulina e sottoposti a monitoraggio continuo della glicemia con un sensore portatile (CGM). I partecipanti sono stati assegnati a consumare una serie di pasti con la stessa quantità di carboidrati ma costituiti:
a) da pasta e lenticchie, pane integrale e mela (a basso indice glicemico) oppure
b) riso, pane bianco e banana (ad alto indice glicemico).
Entrambi i tipi di pasto sono stati somministrati ai pazienti in tre diverse ‘declinazioni’ relativamente al contenuto di grassi:
1) poveri di grassi (‘low fat’)
2) pasto ricco di grassi saturi (burro)
3) pasto ricco di grassi monoinsaturi (olio extravergine d’oliva, EVOO).
Come atteso, i pasti ad alto indice glicemico hanno determinato un aumento della glicemia maggiore e più precoce rispetto a quelli a basso indice glicemico. Tuttavia, la novità rilevante di questo studio è stata che, nell’ambito dei pasti ad alto indice glicemico, l’aggiunta di olio d’oliva extravergine attenuava il picco di glicemia post-prandiale osservato sia con il pasto con burro che con quello a basso contenuto di grassi (low-fat).Le ricadute pratiche di questi risultati sono:
1) Nel calcolare le unità di insulina che è necessario somministrare in occasione di un pasto non basta conteggiare il contenuto dei carboidrati e la loro qualità, ma bisogna tener conto anche della quantità e della qualità dei grassi utilizzati come condimento o per cucinare, specialmente quando il pasto è ad alto indice glicemico
2) Ci sono altre buone ragioni per preferire l’olio d’oliva nella dieta delle persone con diabete. “L’olio extravergine d’oliva rappresenta una degli alimenti cardine della dieta mediterranea, modello di alimentazione sana in grado di ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e di molte altre patologie croniche – precisa Angela Rivellese – Gli effetti benefici dell’olio extravergine di oliva sui fattori di rischio cardiovascolare e, in particolare, sui livelli di colesterolo, sulla pressione arteriosa, sull’accumulo di grassi nel fegato, sulla utilizzazione del glucosio a livello muscolare, dipendono principalmente dal tipo di grassi in esso contenuti, in gran parte insaturi, a differenza di quelli contenuti nel burro, nella panna, nei formaggi e nelle carni grasse che sono prevalentemente saturi. Tuttavia, l’olio extravergine di oliva contiene anche altri composti bioattivi, quali i polifenoli, che sono sostanze con elevato potere antiossidante che aiutano a prevenire l’arteriosclerosi e contribuiscono ai molteplici effetti salutari dell’olio extravergine di oliva, incluso il buon controllo della glicemia dopo i pasti”.“I risultati di questo studio sono stati ottenuti in pazienti diabetici in trattamento insulinico – sottolinea Gabriele Riccardi – tuttavia, è verosimile che analoghi benefici possano ottenersi anche in coloro che sono in trattamento con altri farmaci o addirittura con sola dieta, dal momento che la presenza di picchi elevati di glicemia dopo i pasti rappresenta una caratteristica generale della malattia diabetica, non facilmente controllabile con la terapia. Pertanto, uno o due cucchiai di olio extravergine di oliva ai pasti – senza esagerare in quanto anch’esso, come tutti i grassi, è altamente energetico – possono aiutare a moderare la glicemia senza dover limitare eccessivamente gli alimenti che contengono carboidrati, anche quelli come pane, riso, polenta e patate che hanno un indice glicemico più elevato”. Evitare i picchi glicemici rappresenta un obiettivo importante della terapia del diabete giacché essi contribuiscono a danneggiare la parete arteriosa facilitando così l’infiltrazione di cellule infiammatorie. Questo processo determina, a lungo andare, un irrigidimento dei vasi a cui fa seguito un inadeguato afflusso di sangue ai tessuti a livello di cuore, rene, occhi, piedi; è proprio questo che poi determina le gravi e invalidanti complicanze croniche del diabete. L’olio extravergine di oliva è il condimento ideale anche per chi non ha diabete, perché aiuta a combattere quei fattori di rischio cardiovascolare che sono, purtroppo, diffusi nella maggioranza delle persone che hanno superato la mezza età e sono oggi sempre più comuni anche nei giovani adulti.

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Invecchiamento precoce

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 settembre 2013

Sappiamo che la popolazione italiana sta invecchiando, i dati ISTAT 2011 indicano che gli over 65 sono aumentati di circa due milioni di unità negli ultimi 10 anni, il 20,8% degli individui, tra i quali, in aumento, anche gli over 85. Quello che non sappiamo è se la popolazione sta invecchiando precocemente, cioè se l’età biologica è superiore a quella anagrafica, e di conseguenza gli organi e i sistemi dell’organismo siano più o meno efficienti di quanto dovrebbero. Molti studi dimostrano che lo stile di vita nei paesi industrializzati logora: inquinamento, stress, alimentazione, tanti sono i fattori che ai giorni nostri inducono all’invecchiamento precoce.L’indagine dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano dimostra che i fattori modificabili che possono contrastare l’invecchiamento precoce sono poco o solo parzialmente considerati dagli italiani, soprattutto mette in evidenza la scarsa pratica dell’attività fisica e abitudini alimentari che, soprattutto nei giovani, non contrastano l’invecchiamento precoce. Se si paragona lo stile di vita medio dichiarato dagli intervistati con quello consigliato dagli esperti, si comprende quanto si sia distanti dal contrastare l’invecchiamento precoce. Specie i giovani dovrebbero prendere in seria considerazione lo stile di vita che segue perché questo diminuirà il rischio di ammalarsi a tutte le età, ma li aiuterà ad essere degli anziani con minori problemi di salute, ed anche ad avere un aspetto più giovane della loro età anagrafica.Il team di esperti dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano ha esaminato quanto un individuo adotti uno stile di vita che possa contrastare l’invecchiamento precoce. La gerontologia sostiene che aumentare la durata della vita in sé è sicuramente positivo, ma l’obiettivo vero della società dovrebbe essere la riduzione della disabilità e della perdita di autonomia dell’età avanzata e quindi vivere a lungo e bene.In particolare, la ricerca ha verificato quanto lo stile di vita delle persone aiuti a evitare o contrastare l’invecchiamento precoce, quindi diminuire il rischio di contrarre malattie nel corso della vita (non solo in età avanzata), ma anche avere un aspetto ed una efficienza migliori. Si tratta di fattori detti modificabili, cioè dipendenti dal nostro atteggiamento.Un campione di 1453 persone (77% femmine 23% maschi) ha compilato un questionario che attraverso 15 domande traccia il profilo del soggetto: età, sesso, peso, altezza, attività fisica, fumo e abitudini alimentari. Il campione è stato diviso in tre fasce d’età (18-30, 31-60, over 60) e i dati emersi dal questionario sono stati confrontati con i più importanti fattori modificabili per valutare il grado di contrasto all’invecchiamento precoce della persona: il peso e relativo indice di massa corporea (BMI), l’assunzione regolare e bilanciata di alimenti con nutrienti protettivi, l’attività fisica, il fumo.Dai dati antropometrici emerge che il 60% del campione è normopeso (BMI compreso tra 18,5-24,9), il 26% sovrappeso e il 9% obeso (BMI superiore a 30). Il BMI aumenta con l’età. Si passa da una prevalenza di normopeso dell’80% tra i 18-30 anni, al 37,4% dopo i 60 anni, mentre i sovrappeso o obesi sono l’8,3% i più giovani e il 46% i più anziani.Da tempo la letteratura scientifica segnala che all’aumentare dell’età aumenta il BMI, ma l’entità dell’aumento evidenziato dall’indagine è davvero elevata. Paradossalmente, valutando le abitudini alimentari, emerge che mangiano meglio le persone sopra i 60 anni (più frutta, più verdura, più pesce) rispetto ai giovani.“Possiamo pensare che le persone più anziane siano quelle con le migliori abitudini alimentari da sempre: mangiare correttamente è un fattore importante sull’aspettativa di vita – spiega la Dott.ssa Michela Barichella responsabile medico della SS di Dietetica e Nutrizione Clinica ICP di Milano – In particolare, dai dati dell’Osservatorio nutrizionale Grana Padano, risulta che gli anziani, rispetto ai giovani, assumono più alimenti ricchi di antiossidanti e nutrienti protettivi come alcune vitamine e minerali e i grassi omega 3”.Dai dati emersi dai questionari, infatti, emerge che il 18 % degli intervistati tra i 18-30 anni non assume pesce (rispetto al 9% degli individui sopra i 60 anni). Il 97 e 98% degli over 60 assume giornalmente verdura e frutta (rispetto al 93 e 80,5% dei ragazzi). In particolare, la frutta è più gradita dagli anziani e il 47% di essi ne introduce da due a tre porzioni al giorno. I legumi non sono molto graditi ai ragazzi; il 16% non li consuma (rispetto al 10 % dei sessantenni). L’olio d’oliva è il condimento preferito dopo i 60 anni.
Sebbene la maggior parte delle abitudini emerse siano migliori negli ultra sessantenni, abbiamo una controtendenza per quanto riguarda il consumo dell’acqua. Il 22% degli intervistati sopra i 60 anni assume meno di 0,5 litri di acqua al giorno e solo il 33% introduce più di 1,5 litri al giorno.
Nelle 3 fasce di età i non fumatori sono 88,6% di femmine contro 89% dei maschi, si nota anche come con l’avanzare dell’età i fumatori diminuiscano, infatti tra i 18 e 30 sono il 12,2% mentre gli over 60 che ancora fumano sono il 9,7%, un campione sicuramente virtuoso rispetto alla media. Per l’attività fisica però le cose purtroppo cambiano, le femmine che la praticano sono il 44,3% contro il 63,6% dei maschi. I giovani non si muovono molto di più dei meno giovani; solo il 50,3% ha tra 18 e 30 anni mentre gli over 65 seguono a ruota con il 45,9%.

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L’olio d’oliva riduce il rischio di ictus

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2011

Centro Maderna) Secondo uno studio condotto in Francia dall’Università di Bordeaux e l’Istituto nazionale della Sanità e Ricerca Medica di Bordeaux, una dieta ricca d’olio d’oliva può proteggere dall’ictus gli over 65 anni. Tale studio, durato 5 anni, ha evidenziato come le persone con oltre 65 anni che utilizzano regolarmente l’olio extra vergine d’oliva, corrono meno rischi di essere colpiti da ictus. Grazie a un’osservazione svoltasi in tre città francesi, i ricercatori hanno scoperto che consumare olio d’oliva riduce il rischio di ictus del 41%, rispetto a chi invece non lo usa. Questo, dopo aver analizzato le cartelle cliniche di circa 8mila persone di entrambi i sessi e di età media di 65 anni. I partecipanti allo studio sono stati monitorati per cinque anni e non avevano storia di ictus alle spalle. Il responsabile del progetto ha precisato che ora saranno necessari altri studi clinici per confermare i risultati prima di poter contare su di loro come base per modificare le raccomandazioni dietetiche. Lo studio è stato pubblicato nell’edizione online della rivista Neurology, la rivista della American Academy of Neurology. (Lastampa.it, 17 giugno 2011

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Succo di arance

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2011

Siamo tutti convinti che quando beviamo un succo di arance queste provengano dal sud Italia. Non e’ proprio così. La maggior parte del succo di arance che si beve in Europa, circa l’80%, proviene dal Brasile e dagli Stati Uniti (USA). Il succo d’arancia è solitamente esportato in forma liofilizzata e viene addizionato con l’acqua nel luogo di destinazione. Un altro colpo alla italianità di un prodotto che si riteneva specificatamente tale, così come l’olio di oliva e il grano duro con il quale si fa la pasta. Il motivo è semplice: le varietà americane sono più adatte alla produzione industriale di succhi, quelle italiane per il consumo tal quale. Ci sono anche succhi di frutta italiani ma la dizione “made in Italy” non è obbligatoria ma si può sempre aggiungere.
Consigliamo di bere una spremuta fatta sul momento o di mangiare arance: contengono piu’ flavonoidi (antiossidanti) dei succhi “industriali” senza polpa. C’e’, inoltre, il problema del gusto: una spremuta fresca ci sembra piu’ gustosa. Ma è un problema, per l’appunto, di gusti. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Olio d’oliva extravergine in rialzo

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 maggio 2011

La crescita delle quotazioni all’ingrosso dell’olio di oliva extravergine, iniziata in corrispondenza dell’avvio della nuova campagna olivicola, è proseguita per tutto il primo trimestre 2011 facendo registrare variazioni congiunturali positive sulle principali piazze nazionali (comprese tra il +1,6% nel mese di marzo 2011 ed il +2,2% nel mese di gennaio 2011). Il confronto con le quotazioni registrate nello stesso periodo del 2010 mostra una netta ripresa del mercato dell’extravergine che, rispetto al mese di marzo 2010, fa registrare un incremento del 15,7%. Diverso l’andamento delle altre varietà di olii. Le quotazioni del vergine che hanno fatto registrare un andamento al ribasso nei mesi di gennaio (-1,1%) e febbraio (-3,1%). Rispetto a 12 mesi fa il calo del prezzo degli olii vergine su base tendenziale è del 12,3%. Ribassi anche per le quotazioni dell’olio di sansa di oliva che nell’arco del trimestre fanno registrare un calo di circa il 6%. Tali ribassi (concentrati nel mese di febbraio e marzo 2011) hanno riportato le quotazioni dell’olio di sansa sugli stessi livelli di 12 mesi fa (+0,4% rispetto a marzo 2010).

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Siena capitale dell’olio

Posted by fidest press agency su sabato, 26 febbraio 2011

Siena 27 febbraio dalle 12 alle 19, all’Enoteca Italiana si va a scuola di cucina con i grandi cuochi italiani. E’ di scena il “Teatro dell’extravergine: showcooking – Da zero a duecento, le temperature dell’olio extravergine d’oliva in un giorno”, l’esibizione tra i fornelli per celebrare uno dei prodotti Made in Italy, l’olio extravergine d’oliva. Una performance culinaria di chef del calibro di Carmine Calò, Carlo Cracco, Vito Giannuzzi, Oliver Glowing, Marco Gubbiotti, Luca Montersino, Paolo Lopriore e Davide Zunino darà vita a Cooking for Olive Oil, presentato dal giornalista gastronomo Luigi Cremona in collaborazione con Witaly.E non finisce qui: l’olio sarà anche analizzato e discusso e ne saranno spiegate le proprietà dal nutrizionista Raffaele Sacchi, professore presso la cattedra dell’“Università Federico II” di Napoli.Infine, sempre domenica 27 febbraio, le porte dell’Enoteca Italiana si apriranno anche a “Degustolio”. Dalle 16 alle 20, sarà possibile degustare gratuitamente oltre 100 etichette degli oli extravergine d’oliva  provenienti da tutto lo stivale e saranno abbinate pietanze create dagli chef dei ristoranti di “Girogustando”, l’iniziativa della Confesercenti di Siena, che quest’anno festeggia il decennale. Tante, quindi, le iniziative dedicate all’olio per questa nuova edizione de “Le Stagioni dell’Olio” organizzata da Enoteca Italiana in collaborazione con  l’Associazione Nazionale Città dell’Olio e l’Associazione Città del Bio e con il contributo del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. http://www.enoteca-italiana.it (carlo)

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Olio d’oliva: quotazioni in rialzo

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 febbraio 2011

Il terzo trimestre del 2010 ha visto un aumento del prezzo dell’olio di oliva extravergine e di sansa, mentre le quotazioni dell’olio di oliva vergine hanno registrato una sostanziale stabilità. Le prime quotazioni di prodotto nuovo di qualità superiore (extra-vergine acidità massima 0,8%) hanno mostrato una tendenza al rialzo sin dal mese di ottobre, proseguita anche nei mesi successivi sulle principali piazze di scambio nazionali. Il trend rialzista delle quotazioni dell’olio extravergine monitorato attraverso il FINC – Fixing Indicativo Nazionale Camerale – ha portato il prezzo medio sulla soglia dei 3 €/kg nelle ultime settimane dell’anno, con l’incremento maggiore nel mese di dicembre (+5,8%). Anche per l’olio di sansa di oliva, dopo una flessione registrata nel mese di ottobre (-3,2%), le quotazioni hanno registrato una tendenza al rialzo in particolare nel mese di dicembre (+4,9%). Tali rialzi hanno portato le quotazioni dell’extra-vergine e del sansa ad attestarsi, nel mese di dicembre, su livelli più alti (rispettivamente +15,5% e +5,5%) rispetto a quelli registrati nello stesso mese della scorsa campagna. Resta negativo, invece, per l’olio vergine il confronto rispetto alla precedente campagna: -7,8% nel mese di dicembre

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Stabili i prezzi olio d’oliva

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 novembre 2010

Sostanzialmente stabili i prezzi dell’olio di oliva extravergine, vergine e di sansa nel corso del terzo trimestre del 2010. Il Fixing Indicativo Nazionale Camerale (FINC) dell’olio di oliva extravergine ha fatto registrare una lieve diminuzione nel mese di luglio (-0,5%) seguita da una leggera ripresa nei mesi di agosto (+1,7%) e di settembre (+1%). Andamento simile per il FINC dell’olio di oliva vergine che, dopo una leggera flessione fatta registrare nel mese di luglio (-1,4%), ha subìto un aumento nei due mesi successivi (+1,2% nel mese di agosto e +0,8% nel mese di settembre). Maggiore stabilità per il prezzo dell’olio di sansa di oliva: il FINC si è attestato su 1,50 €/kg nel terzo trimestre  2010. Rispetto all’anno precedente, il prezzo dell’olio di oliva si posiziona su livelli inferiori: nel mese di settembre 2010 si registrano variazioni tendenziali negative sia per l’olio di oliva extravergine (-9,3%) sia per l’olio di oliva vergine (-24,6%) sia per l’olio di sansa (-11,4%)

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Monini sbarca in Francia

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 marzo 2010

Spoleto, Nel 2009 nonostante le difficoltà del mercato e le enormi pressioni promozionali della Grande Distribuzione, Monini ha incrementato la quota di mercato sia a volume (10,1%, + 0,3 rispetto al 2008) che a valore (10,9%, +0,5 rispetto al 2008) (fonte IRI Infoscan dic. 09), superando a valore una marca storica come Bertolli e collocandosi al secondo posto del mercato italiano dell’Extra Vergine di oliva ad un solo punto percentuale dalla marca Carapelli. La quota a valore è cresciuta in modo più che proporzionale a quella a volume, questa è un’ulteriore e significativa prova che la qualità dei prodotti e marchio Monini sono riconosciuti sia dal trade che dal consumatore. Inoltre il Classico Monini si è riconfermato la referenza leader del mercato con un quota a valore del 7,8%. Forte di questi risultati l’olio Extra Vergine Monini sbarca nel mercato francese. Da poche settimane (l’accordo è stato siglato il 5 febbraio a Parigi ma è operativo dai primi di marzo) l’azienda umbra ha siglato un accordo di distribuzione con Lesieur, leader indiscusso dell’olio in Francia, per entrare nel mercato transalpino con importanti investimenti.  In Francia Leiseur rappresenta il 40% del mercato, Monini grazie all’azienda francese conta di coprire in 2 anni l’80% del territorio nazionale francese entrando con le referenze Gran Fruttato e Classico con olio d’oliva Extra Vergine italiano al 100% e con un posizionamento da “Huiliers Créateurs”. “Entreremo nel mercato Francese dell’olio Extra Vergine d’oliva – spiega Zefferino Monini, presidente dell’omonima azienda –  con due referenze, il Classico e il GranFruttato, prodotte al 100% con olio Extra Vergine d’oliva italiano per portare oltre ai nostri prodotti anche la cultura dell’Extra Vergine. L’obiettivo di mercato è quello di raggiungere entro i prossimi 2 anni l’80% di distribuzione ponderata nel mercato francese.”

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L’olio extravergine di oliva della Provincia di Firenze

Posted by fidest press agency su sabato, 6 giugno 2009

Rho, dal 10 al 13 giugno polo fieristico milanese la Camera di Commercio di Firenze sara’ presente con un proprio stand all’interno della collettiva di Toscana Promozione, alla fiera Tuttofood 2009 per promuovere e valorizzare l’elite della produzione olearia della provincia di Firenze.  Gli oli verranno presentati sia allo stand (n. A21-3 – padiglione 13) sia nell’ambito di spazi appositi dedicati dove il personale e’ a disposizione per effettuare degustazioni guidate di assaggio. Di particolare interesse nell’area educational della fiera, padiglione 22, il 12 giugno, intorno alle 15, l’evento dove l’olio extravergine di oliva di qualita’ rappresentera’ un momento di riflessione sull’utilizzo corretto in cucina di questo straordinario alimento, per esaltarne le caratteristiche organolettiche e fisiche: lo chef Matia Barciulli con la sua creativita’ abbinera’ l’o! lio extra vergine a un’adeguata preparazione culinaria. Sui tavoli allestiti per l’occasione faranno bella mostra di se’ i 50 oli che fanno parte di questa eccezionale selezione della provincia di Firenze, alla presenza di operatori del settore e delle aziende produttrici. L’augurio e’ che Tuttofood 2009 confermi e amplifichi i risultati della passata edizione 2007, regalando alle aziende espositrici nuovi orizzonti di commercializzazione verso un auspicapile scenario di ripresa economica del nostro paese.

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Beyond extra virgin

Posted by fidest press agency su sabato, 9 maggio 2009

Firenze Guardiola del Pratello Orsini, 1 Convention Bureau  “Beyond Extra Virgin” in programma nel capoluogo toscano per maggio-giugno 2010. Sarà la quarta edizione di questa conferenza internazionale dedicata all’eccellenza dell’olio d’oliva. Rappresenterà il momento di lancio su scala mondiale del nuovo marchio e del nuovo segmento della produzione e della valorizzazione degli oli d’oliva di assoluta eccellenza. La città e la Camera di Commercio di Firenze si sono candidate a essere ospite e sponsor; loro rappresentanti, unitamente alla sales & marketing manager del Firenze Convention Bureau Diana Cora Tenderini, saranno in California per proporre ufficialmente la candidatura. Questo evento rappresenta l’evoluzione di una proposta tutta italiana, proveniente da un’iniziativa dell’Accademia dei Georgofili di Firenze, pensata dal Prof. Claudio Peri, accademico dei Georgofili e presidente di TRE-E. «Già con l’edizione di quest’anno», considera il Prof. Peri, «l’Italia non soltanto propone all’attenzione mondiale l’eccellenza dei propri oli, ma si candida a essere il riferimento creativo e normativo dell’eccellenza degli oli di oliva nel mondo». L’evento del 2010 porterà a Firenze oltre 400 partecipanti, rappresentanti dei consumatori e dei ristoratori, dei produttori, degli esperti e dei ricercatori, provenienti da tutti i Paesi del mondo tradizionalmente produttori e consumatori dell’olio di oliva, ma anche da Paesi che solo  recentemente si sono rivolti, con crescente interesse, alla produzione e al consumo di questo  straordinario prodotto. Saranno presenti rappresentanti provenienti dall’Australia, dalla Nuova Zelanda, dalla Cina, dal Sudafrica, dall’Argentina e da molte altre nazioni. http://www.conventionbureau.it

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