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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°25

Posts Tagged ‘olio’

Crolla la produzione d’olio in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 24 gennaio 2023

La drammatica siccità, dovuta alla crisi climatica, ha imposto agli uliveti uno stress idrico senza precedenti che ha portato ad un crollo della produzione nazionale di #olive del -37% (ISMEA).A questa critica situazione si deve purtroppo aggiungere l’aumento dei costi di produzione, di circa 50%, dovuto alla speculazione nel settore energetico e ai rincari delle materie prime. Il combinato disposto di questi due fattori sta mettendo in ginocchio le aziende agricole – con ovvie ripercussioni sulle lavoratrici e sui lavoratori della filiera – ed i consumatori che dovranno far fronte ai rincari dei prezzi al dettaglio. Questa situazione pesa soprattutto sul Sud Italia, specie nelle regioni più vocate all’olivicoltura come Puglia e Calabria che da sole rappresentano circa il 70% della produzione olivicola nazionale (dati Dossier “2022 fra clima e guerra, nasce l’olio nuovo” di Coldiretti e Unaprol su dati Ismea).”Per tutelare le aziende agricole, i braccianti e i consumatori, ho presentato un‘interrogazione parlamentare al Ministro dell’Agricoltura evidenziando, tra le altre cose, la necessità di dotarsi di un nuovo piano del settore olivicolo oleario, adeguato al drammatico scenario attuale e in grado di offrire risposte immediate. Inoltre, a difesa dell’eccellenza dei nostri prodotti, è opportuno avviare un’azione coordinata con l’Unione europea per tracciare la provenienza di olive e di olio immessi nel territorio nazionale da Paesi comunitari e/o extracomunitari, al fine di impedire che vengano commercializzati come italiani.Le forze politiche dovrebbero essere unite sulla tutela dei lavoratori della terra e sulla salvaguardia dei nostri prodotti. Il Governo metta in campo tutte le risorse necessarie per salvare il nostro “oro verde” e tutelare i produttori e i lavoratori della terra”, ha dichiarato Aboubakar Soumahoro.

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Il progetto “Marchio Città dell’Olio” prende forma e diventa realtà

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2022

Nel corso dell’assemblea nazionale delle Città dell’Olio della Rete, lo staff del prof. Luca Toschi Direttore del Center for Generative Communication (CfGC) del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Firenze, ha illustrato le fasi attuative del percorso che nei prossimi mesi, porterà le amministrazioni socie dell’Associazione nazionale a sottoscrivere la Carta degli impegni per la sostenibilità e benessere per ottenere la certificazione Marchio Città dell’Olio. Non l’ennesimo bollino di qualità da esibire, ma uno strumento di marketing territoriale in grado di ridefinire il valore dell’olio e che, in base a disciplinari specifici, potrà essere concesso agli operatori economici locali quali, aziende olivicole, frantoi, ristoranti, musei, oleoteche, agenzie di viaggio e tour operator che daranno vita a vere e proprie Comunità dell’olio attive sui territori ed impegnate a realizzare azioni concrete volte alla valorizzazione della cultura olivicola in un’ottica di sostenibilità. La creazione del Marchio Città dell’Olio ha alcune importanti finalità: aumentare il livello qualitativo dell’offerta produttiva e turistica olivicola degli operatori economici aderenti nei vari territori, in un’ottica sostenibile di salvaguardia del valore bio-culturale dell’olivicoltura; sostenere lo sviluppo di una imprenditoria locale impegnata a produrre beni e servizi legati alla cultura e civiltà olivicola, in armonia con le risorse del territorio salvaguardando gli specifici, unici, valori espressi dalla storia e dalle identità storiche locali; valorizzare le identità locali e le produzionitipiche locali legate alla produzione dell’olio extra-vergine di oliva, e la relativa offerta culturale, produttiva e turistica; contribuire alla valorizzazione della qualità del prodotto olivicolo italiano e delle cultivar locali con particolare riferimento alle produzioni a marchio D.O.P. e I.G.P., quali espressioni del territorio e delle sue comunità e promuovere lo sviluppo di un’offerta integrata tra olio evo, cultura e turismo. Tra gli output del progetto è prevista anche la realizzazione di un atlante del Tour dell’Olio, un progetto editoriale dal titolo “il nuovo EVO dell’olivicoltura: olio e ulivete come matrici di sviluppo sociale” e la realizzazione di un evento nazionale sull’olivicoltura.

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Olio d’oliva: milioni di piante a rischio

Posted by fidest press agency su sabato, 29 ottobre 2022

L’olio di oliva non è solo una delle tante produzioni di eccellenza del nostro Paese, ma anche un esempio di quanto lavoro sia necessario per avvicinarci all’autosufficienza alimentare – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Secondo i calcoli del Consorzio Olivicolo Italiano (Unaprol) sono 30 milioni gli ulivi a rischio, mentre il 9% delle aziende del settore lavora in perdita a causa dell’azione combinata dei cambiamenti climatici e del caro bollette. L’Italia è al primo posto in Europa per qualità della produzione, con ben 42 Dop e 7 Igp olivicole, pari al 40% delle certificazioni comunitarie – continua Tiso. Nonostante tutte le difficoltà, il valore degli scambi commerciali del settore è inoltre cresciuto del 55% negli ultimi cinque anni. Bastano questi pochi dati per comprendere quale capitale economico e culturale rappresenti il cosiddetto oro verde per i nostri territori.Il 20% del patrimonio nazionale di 150 milioni di piante di ulivo si trova però in stato di abbandono. Un quadro peggiorato anche in seguito alla Xylella, che ha colpito le piantagioni pugliesi, e che può essere considerato emblematico della situazione in cui versano molte delle nostre migliori produzioni. Al nuovo Governo spetta declinare il nuovo programma per la sovranità alimentare con l’obiettivo ultimo di salvare questa ricchezza e promuovere un vero e proprio rinascimento agricolo.

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L’olio extravergine d’oliva italiano è in orbita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 luglio 2022

I campioni di olio extravergine di oliva italiano hanno raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale, grazie a un progetto inserito nel quadro dell’accordo tra l’Agenzia Spaziale Italiana e il CREA, in collaborazione con Coldiretti e Unaprol-Consorzio Olivicolo Italiano. Nel quadro del suo ruolo di Agenzia Nazionale, L’ASI si è fatta promotrice del progetto e, nel contesto delle proprie relazioni istituzionali con altre Agenzie Spaziali e in qualità di Paese partecipante al programma ISS, ha reso disponibili l’opportunità di volo e il coordinamento con ESA necessario all’attuazione dell’esperimento. La collaborazione con Coldiretti e Unaprol- Consorzio Olivicolo Italiano ha lo scopo di rimarcare l’importanza del patrimonio agroalimentare italiano e di valorizzare e sensibilizzare un asset per l’export del Paese, oltre che promuovere i principi di una corretta alimentazione. L’Italia ha un primato nel mondo per la sua agrobiodiversità e qualità con più di 500 varietà di olivo e 250 milioni di piante, vantando il maggior numero di oli extravergine a denominazione di origine in Europa, una produzione nazionale media di oltre 300 milioni di chili e una filiera che conta oltre 400 mila aziende agricole specializzate.I risvolti scientifici del progetto verranno monitorati dal Centro CREA Olivicoltura Frutticoltura e Agrumicoltura, sede di Rende, in Calabria, che sta investendo fortemente per fornire soluzioni che rendano sempre più competitivo e apprezzato l’olio extravergine di oliva italiano. Il progetto si propone di studiare, attraverso un esperimento originale e inedito, gli effetti della permanenza nello spazio sulle caratteristiche chimico-fisiche, sensoriali e nutrizionali dell’olio extravergine. I campioni di olio extra vergine di oliva saranno riportati sulla Terra dopo rispettivamente 6, 12 e 18 mesi per essere analizzati e confrontati con quelli dei controlli lasciati a terra. In particolare, l’esperimento andrà ad investigare come la composizione dei metaboliti secondari – fenoli e tocoferoli (vitamina E) – venga influenzata dalla microgravità e dalle radiazioni presenti nello spazio e servirà a raccogliere nuove informazioni sulla stabilità dell’EVOO e sulla durata di conservazione nelle condizioni ambientali spaziali. Il progetto studierà inoltre il modo in cui la tipologia di contenitori correntemente utilizzati a bordo dell’ISS influisce sul prodotto. I campioni di olio EVO vanno ad unirsi ai quattro oli extravergini selezionati che fanno parte del “bonus food” scelto, nell’ambito della missione Minerva, dall’astronauta ESA Samantha Cristoforetti, che ha effettuato ieri la sua prima passeggiata spaziale, e dagli altri membri dell’equipaggio. Questi oli sono accomunati da un alto contenuto in antiossidanti naturali e, in particolare, di fenoli dell’olivo che sono indispensabili per chi, come gli astronauti, è sottoposto a condizioni di intenso stress psico-fisico. Si tratta di prodotti italiani di altissima qualità, provenienti da diverse regioni, e ottenuti, ciascuno, da una singola varietà, in rappresentanza dell’immenso patrimonio di biodiversità che rende unico il nostro Paese.

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In Italia c’è una ‘miniera d’olio’ da rigenerare e valorizzare

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2022

Nelle cucine degli italiani c’è una miniera… d’olio, avanzato dopo la frittura o dai barattoli delle conserve. Viene definito “esausto” ma in realtà avrebbe ancora una lunga vita davanti a sé. Mentre a essere davvero esausti sono i cittadini, che ricevono poche informazioni sul corretto conferimento e faticano a trovare punti di raccolta nel loro territorio. Fino a poco tempo fa le amministrazioni comunali neanche si ponevano il problema di raccogliere gli oli e i grassi alimentari di provenienza domestica. E oggi, nonostante lo sforzo dei consorzi, che rigenerano tutto quanto si riesce a raccogliere, il sistema sconta ancora forti ritardi: siamo al 5% di raccolta di uno scarto che è riciclabile al 100%. Il web magazine EconomiaCircolare.com e l’app Junker fanno il punto della situazione in Italia con un imponente dossier intitolato “Scusa, mi ricicli l’olio?”, che ha l’obiettivo di avviare una riflessione collettiva su un settore dalle grandi potenzialità ma ancora troppo “scivoloso”. Il primo scoglio rilevato dal dossier riguarda la penuria di punti di raccolta e la scarsità di informazioni su quelli esistenti. Una mappatura ufficiale non esiste. La prima – e finora unica – l’ha condotta Junker app, che, grazie anche alla collaborazione degli utenti, ha individuato 1.500 punti di raccolta di oli esausti in tutta Italia: appena 1 ogni 39mila abitanti. Come stupirsi quindi se questa risorsa potenzialmente molto preziosa, invece d’essere valorizzata, finisce letteralmente scaricata nel wc? I danni per l’ambiente sono incalcolabili. E anche quello economico pesa non poco: almeno 16 milioni di euro persi per la mancata raccolta, riciclo e recupero, ad esempio sotto forma di biocarburanti. Una mancata opportunità che diventa ancora più grave in questa drammatica fase storica, in cui si cerca in ogni modo di superare la crisi energetica e ridurre la dipendenza del Paese dalle fonti fossili.

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Presentato il Marchio Città dell’Olio

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2022

Presentato il “Marchio Città dell’Olio”. L’assemblea nazionale della Rete degli oltre 400 Comuni ed Enti italiani a vocazione olivicola riunitasi oggi a Roma, ha dato il via libera alla Carta degli impegni per la sostenibilità e benessere.Da oggi le amministrazioni socie dell’Associazione nazionale potranno sottoscriverla integralmente ottenendo la certificazione Marchio Città dell’Olio con la possibilità di poterlo declinare sul territorio concedendolo, in base a disciplinari specifici, agli operatori economici locali quali, aziende olivicole, frantoi, ristoranti, musei, oleoteche, agenzie di viaggio e tour operator che dimostrano di condividerne valori e principi ma che soprattutto sono impegnati a realizzare azioni concrete volte alla valorizzazione della cultura olivicola e del prodotto olio EVO nella suadimensione sociale, economica, ambientale, turistica e territoriale e in un’ottica di sostenibilità.La creazione del Marchio Città dell’Olio ha alcune importanti finalità: aumentare il livello qualitativo dell’offerta produttiva e turistica olivicola degli operatori economici aderenti nei vari territori, in un’ottica sostenibile di salvaguardia del valore bio-culturale dell’olivicoltura; sostenere lo sviluppo di una imprenditoria locale impegnata a produrre beni e servizi legati alla cultura e civiltà olivicola, in armonia con le risorse del territorio salvaguardando gli specifici, unici, valori espressi dalla storia e dalle identità storiche locali; valorizzare le identità locali e le produzionitipiche locali legate alla produzione dell’olio extra-vergine di oliva, e la relativa offerta culturale, produttiva e turistica; contribuire alla valorizzazione della qualità del prodotto olivicolo italiano e delle cultivar locali con particolare riferimento alle produzioni a marchio D.O.P. e I.G.P., quali espressioni del territorio e delle sue comunità e promuovere lo sviluppo di un’offerta integrata tra olio evo, cultura e turismo. “Per le Città dell’Olio si tratta di una grande opportunità di qualificazione il proprio territorio e la propria offerta oleoturistica. I tempi sono maturi per fare un salto in avanti e trasformare il turismo dell’olio in una esperienza di comunità che coinvolge non solo la filiera della produzione ma anche quella della ristorazione e dell’accoglienza. L’oleoturismo diventa così “turismo di comunità”, un’occasione per dare “valore” all’olio EVO e più redditività agli olivicoltori e promuovere i nostri territori ricchi di storia e di identità – ha dichiarato il Presidente delle Città dell’Olio Michele Sonnessa – Sostenibilità e cura del paesaggio, cooperazione tra gli stakeholder, comunicazione e promozione del prodotto e del territorio insieme, creatività e innovazione, sono i principi promossi dalla Carta. Dare gambe a questo progetto che ci rende molto orgogliosi, per noi significa supportare gli operatori in questo processo virtuoso prima di tutto attraverso la formazione e dare nuovo impulso all’oleoturismo e far conoscere ed apprezzare le nostre Città dell’Olio ai turisti e consumatori nazionali ed internazionali”.

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La festa dell’olio e della biodiversità in Tuscia

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 Maggio 2022

Dal 2 al 5 giugno, degustazioni nei celebri frantoi di Canino (VT), visite guidate e passeggiate a cavallo alla scoperta della terra dell’olio in Tuscia, del Canino DOP e del territorio. Un olio che ha origini molto antiche, comprovate dalla presenza nella zona di produzione di olivi millenari. Il ritrovamento di numerosi reperti archeologici di epoca etrusca, quali vasi e affreschi che riproducono scene di raccolta delle olive, fanno ritenere che la coltivazione dell’olivo sia stata introdotta da popolazioni etrusche. La particolarità di questo olio, dalle alte qualità organolettiche, è dovuta al suo disciplinare di lavorazione che prevede la lavorazione al massimo entro 12 ore dalla raccolta. Il Canino è inoltre un olio extravergine ricco in polifenoli, vitamina E, antiossidanti, secoridoidi e steroli. Particolarmente indicato per il benessere cardiovascolare e per contrastare i radicali liberi. Siinizia il 2 giugno con la visita guidata al Museo Archeologico Nazionale di Vulci e la degustazione al Frantoio Cerrosughero di Laura De Parri. Venerdì 3 giugno è in programma la visita al centro storico di Canino e al Museo della Ricerca Archeologica e, a seguire, una degustazione presso l’Oleificio Sociale Cooperativo di Canino. Il 4 giugno è prevista la visita all’Azienda Agricola frantoio I&P di Paolo Borzatta e una passeggiata a cavallo a cura dell’Ass.ne Ippica Santa Lucia. Il programma si conclude domenica 5 giugno con un’escursione avventura alla scoperta del territorio di Canino – a cura dell’Ass.ne Archeotrekking Vulci Canino – e la degustazione presso la Coop Olivicola di Canino.Frantoi in Festa è un evento ideato dalla DMO La Francigena e le vie del gusto in Tuscia in collaborazione con il Comune di Canino e in sinergia con tutti gli operatori locali.

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L'”Olio Evo Molisano”

Posted by fidest press agency su martedì, 10 Maggio 2022

By Paasquale di Lena. La sua presentazione dopo il parere favorevole della Giunta regionale dato con Delibera n°87 del 31 Marzo u.s. per il riconoscimento de L’Olio Evo Molisano quale Distretto del Cibo sulla base della legge regionale n° 10 del 19 Ottobre 2020. Un atto importante, il raggiungimento di questo primo obiettivo, per il territorio molisano, il suo paesaggio e la sua agricoltura e, in particolare, la sua olivicoltura. Un meritato applauso a Luigi Di Majo che, con il Consorzio Tump e le tre organizzazioni professionali agricole, ha voluto e lavorato per questo importante risultato. Un bravo all’assessore regionale all’agricoltura, Nicola Cavaliere, che ha dimostrato di credere nei Distretti del cibo. Ed ora tutti al lavoro per salvaguardare il territorio e arricchire il paesaggio di altri olivi delle 19 varietà autoctone per dare forza alla biodiversità; produrre, promuovere e valorizzare la qualità, sempre più a Indicazione geografica (dop e Igp), biologica; assicurare un reddito equo agli olivicoltori e ai frantoiani, essenziale per formare e impegnare i giovani nella coltivazione.e, anche, nelle diverse attività legate all’olivicoltura, quali la ricerca, fomazione, sperimentazione, comunicazione e promozione. Una grande opportunità per un’agricoltura di qualità e per un futuro del Molise all’insegna della bontà e della Pace, che il ramoscello di olivo da millenni di anni esprime. W il Distretto del Cibo “Olio Evo Molisano” e tanta, tanta buona fortuna.

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Robeco: Come accompagnare l’industria dell’olio di palma verso obiettivi sostenibili

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2022

A cura di Peter van der Werf, Senior Manager for Engagement di Robeco. L’olio di palma è un ingrediente contenuto in quasi la metà dei prodotti confezionati che si trovano nei supermercati, dalla pizza al cioccolato, dallo shampoo al dentifricio. Eppure, in pochi si rendono conto che la produzione di olio di palma può avere un costo enorme per l’ambiente e per le persone che lo raccolgono. Il viaggio verso la sostenibilità nella produzione di olio di palma è difficile e presenta molte sfide da affrontare. Ma crediamo che le aziende che sono disposte a cambiare in meglio abbiano bisogno dell’aiuto di vari partner. Per alcuni investitori gli aspetti negativi sono una ragione sufficiente per eliminare del tutto le aziende produttrici di olio di palma dall’universo investibile. Questo porta a chiedersi se l’engagement possa contribuire alla trasformazione del settore. Contrariamente all’opinione pubblica, ed escludendo la soluzione più facile, crediamo che sia possibile, a patto che si osservino regole e principi chiari. Le regole prevedono che per poter entrare a far parte del nostro universo di investimento, infatti, le società che appartengono all’industria dell’olio di palma devono soddisfare alcuni obiettivi chiari. Nel 2019, Robeco ha intensificato gli sforzi nel settore, richiedendo a tutte le società partecipate di diventare membri della Roundtable of Sustainable Palm Oil (RSPO) e di dotare di certificazione almeno il 20% delle proprie piantagioni, ma anche di prepararsi a rigorose tabelle di marcia per arrivare al 100%. Dal 1° gennaio di quest’anno, la soglia per la certificazione RSPO è salita al 50%, con un chiaro percorso che punta ad avere almeno l’80% delle piantagioni certificate entro la fine del 2024. Robeco usa l’engagement per aiutare le aziende a raggiungere questi obiettivi. Per quelle società che si trovano appena sopra il 20% indicato, Robeco ha istituito un programma strutturato di engagement rafforzato per aiutarle a raggiungere l’obiettivo di certificazione successivo. L’olio di palma è un mezzo importante per questi produttori per guadagnarsi da vivere, dando loro accesso alle catene di fornitura globali. Tuttavia, la loro piccola scala rende difficile per loro pagare i costi di certificazione, che invece non costituiscono un problema per le grandi compagnie industriali.Ci aspettiamo che le aziende con cui ci stiamo impegnando usino la loro influenza per sostenere questi gruppi di piccoli proprietari, aiutandoli ad organizzarsi e a farsi certificare, oltre che per fare pressione sui governi affinchè applichino standard più severi e sistemi di gestione del rischio più efficienti. Avere standard di produzione chiari, globali e minimi di sostenibilità a cui aderire è il tassello critico del puzzle. Ecco perché Robeco, come membro della RSPO e attraverso collaborazioni con altre istituzioni, contribuisce attivamente a migliorare ulteriormente i principi del sistema di certificazione. La certificazione RSPO è uno strumento potente per allineare e garantire pratiche di produzione minime, ma il non possederla non significa necessariamente che i terreni non siano in regola. Al contrario, potrebbe semplicemente significare che un’azienda non ha ancora completato il processo di certificazione necessario per garantire che tutti i propri terreni soddisfino gli standard. Per assicurare questa garanzia di sostenibilità in graduale crescita, la RSPO richiede che ogni azienda membro abbia un piano scadenzato per passare alla certificazione al 100% entro cinque anni dall’adesione alla RSPO e dall’inizio del processo di certificazione. (abstract http://www.verinieassociati.com/)

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Agricoltura: olio campano

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 febbraio 2022

“Il dossier per il riconoscimento dell’IGP Olio Campania, inviato a Bruxelles nei primissimi giorni dello scorso agosto, alla prima valutazione ha ricevuto solamente piccole osservazioni di carattere tecnico. Nulla di sostanziale che possa pregiudicare il seppur lungo e complesso iter. Il comitato promotore, presieduto dal presidente Raffaele Amore, ha due mesi di tempo per dare riscontro, attraverso il Ministero delle Politiche agricole, recependo le osservazioni comunitarie”. Lo dichiara il deputato Pasquale Maglione, esponente M5S in commissione Agricoltura, il quale sin dal 2019 ha seguito il procedimento, affiancando il lavoro del Comitato Promotore.“Dobbiamo avere pazienza – aggiunge – ma siamo consapevoli che gli step più complessi, a iniziare dall’esame del dossier in ambito nazionale, sono stati ampiamente superati. Lo stesso riscontro dell’Ue, con rilievi di natura non sostanziale, ci incoraggia a pianificare le future azioni. Dovremo, infatti, trovarci pronti a saper promuovere l’importante traguardo dell’IGP, dando valore alla produzione olivicola campana, che ci vede tra le regioni più vocate d’Italia, dove occupiamo la quarta posizione”. “La certificazione d’origine deve essere vissuta come un importante punto di partenza e non di arrivo, soprattutto nel comparto dell’olio extravergine di oliva. Ringrazio il Comitato Promotore e gli uffici del Mipaaf, guidato dal ministro Stefano Patuanelli, per l’eccellente lavoro svolto: confido nelle loro professionalità per raggiungere il traguardo dell’IGP Olio Campania” conclude.

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Città dell’Olio del Lazio in crescita

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 dicembre 2021

I soci laziali grande rete delle Città dell’Olio che raccoglie 395 enti pubblici impegnati nella promozione dell’olio extravergine di oliva e nella valorizzazione del patrimonio olivicolo italiano, raggiunge quota 27. Si tratta di Casperia (RI), Castro Dei Volsci (FR) e l’Unione Nova Sabina (la Rete dei Comune di Casperia, Comune di Montebuono, Comune di Poggio Catino, Comune di Roccantica, Comune di Selci, Comune di Collevecchio e Comune di Magliano Sabina) che da oggi in poi saranno protagoniste di progetti ed attività volte alla promozione dell’oleoturismo. “C’è una tendenza positiva che vede le nostre Città dell’Olio stabilmente in crescita. C’è una nuova sensibilità negli amministratori laziali che stanno scoprendo il valore del far parte di una grande associazione che lavora insieme per valorizzazione l’olivicoltura – ha dichiarato Alfredo D’Antimi Coordinatore regionale delle Città dell’Olio del Lazio – negli ultimi anni si stanno moltiplicando gli eventi e i progetti a cui aderiamo con convinzione che danno visibilità alle nostre eccellenze. Insieme possiamo promuovere un’offerta turistica integrata legata di cui i nostri Comuni soci sono gli attori principali”.

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Siglato il ‘pegno rotativo’ sull’olio extravergine d’oliva DOP

Posted by fidest press agency su sabato, 20 novembre 2021

“Per la prima volta in Italia, grazie alla convenzione sperimentale studiata e sottoscritta dal Presidente del Movimento Turismo dell’Olio (MTO) Umbria, Franco Silvano Toni di Cigoli, e dal Direttore del Credit Agricole Toscana Umbria, Massimo Cerbai, è stato siglato il ‘pegno rotativo’ sull’olio extravergine d’oliva DOP sperimentalmente ed originalmente per i consorziati del MTO Umbria. Lo strumento finanziario è stato introdotto con un emendamento del MoVimento 5 Stelle al Decreto Cura Italia ed è operativo da febbraio 2021 per i prodotti agricoli e alimentari a denominazione di origine protetta o a indicazione geografica protetta, inclusi i prodotti vitivinicoli e le bevande spiritose”. Lo rendono noto i parlamentari M5S Paola Deiana e Filippo Gallinella, rispettivamente deputata della commissione Ambiente e presidente della commissione Agricoltura, presenti ieri all’incontro tenutosi nella splendida Villa Fabri di Trevi con il Movimento Turismo dell’Olio Umbria.“Questo sostegno di liquidità alle imprese sarà utile per sostenerle nelle loro produzioni d’eccellenza nonché ad adoperarsi per politiche di diversificazione come quelle dell’oleoturismo, il cui decreto attuativo sarà firmato a breve dal ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, e dal ministro del Turismo, Massimo Garavaglia – aggiungono i due parlamentari che ne hanno illustrato le potenzialità durante l’incontro – Al pari dell’enoturismo, a breve anche nei frantoi si potranno degustare le diverse tipologie di olio, anche in abbinamento ad alimenti; visitare i luoghi di coltura, di produzione o di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione dell’ulivo e mettere in piedi iniziative a carattere didattico e ricreativo”.“Crediamo fortemente che la valorizzazione delle produzioni olivicole del territorio e delle aree ad alta vocazione olivicola, al centro del decreto, sia un’opportunità di crescita sia per gli stessi operatori del settore sia per chi sceglie di vivere questa offerta esperienziale” concludono.

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Le chiavi per rilanciare l’olio italiano di qualità

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 ottobre 2021

Perugia. “L’olio extravergine d’oliva made in Italy è famoso ed è esportato in tutto il mondo, nonostante solo il consumo interno sia il doppio della capacità produttiva dell’olivicoltura nazionale. Questo deve farci riflettere su come aumentare le produzioni e su come catturare l’attenzione del consumatore italiano affinché preferisca il prodotto locale e non quello straniero, oltre che per questioni meramente legate al prezzo. L’oleoturismo, attraverso la valorizzazione delle produzioni con una comunicazione e un consumo esperienziale, può essere una chiave vincente. Il decreto interministeriale Turismo e Mipaaf, che sto seguendo da tempo, è ora in dirittura d’arrivo e può generare un determinante impulso al settore, proprio a partire dall’Umbria”. Lo dichiara il deputato Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura, a margine del convegno ‘From farm to tourism’ nell’ambito di ‘Frantoi Aperti’ a cui ha partecipato oggi a Perugia. “Ritengo che dovremo pensare a nuove modalità di vendita ad alto valore aggiunto – aggiunge -, preferendo il ristorante allo scaffale. Dobbiamo lavorare per una carta dell’olio, con confezioni monouso in piccole bottiglie che diventano veicoli di comunicazione della qualità al consumatore, ripercorrendo quanto già fatto negli anni dal vino. Altra chiave è la sostenibilità, oramai imprescindibile per chi acquista e a cui abbiamo aperto con l’identificazione univoca nel ‘decreto Rilancio’. Una strada già avviata dal comparto vitivinicolo, zootecnico e dell’ortofrutta”. “A ciò si lega l’innovazione che sosteniamo con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, dove si punta a raggiungere il risparmio idrico ed energetico attraverso il rinnovo dei macchinari nei frantoi, proprio nell’ottica dell’economia circolare” conclude.

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Castelforte e Cervaro sono Città dell’Olio

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 agosto 2021

Salgono a 23 le Città dell’Olio del Lazio con l’ingresso dei Comuni di Castelforte in provincia di Latina e Cervaro in provincia di Frosinone nell’Associazione nazionale Città dell’Olio, la grande rete che raccoglie 381 enti pubblici impegnati nella promozione dell’olio extravergine di oliva e nella valorizzazione del patrimonio olivicolo italiano, con più di 25 anni di attività alle spalle.“L’adesione alla nostra associazione dei Comuni di Castelforte e Cervaro sono un segnale di attenzione all’olivicoltura da parte degli amministratori locali che colgono il valore aggiunto del far pare di una rete nazionale che lavora insieme nella chiara direzione del voler dare slancio alla cultura dell’olio EVO, al turismo dell’olio all’agricoltura sociale” ha dichiarato Michele Sonnessa, Presidente delle Città dell’Olio. “Le nostre Città dell’Olio continuano ad investire energie in un percorso comune di valorizzazione dell’olivicoltura locale – ha dichiarato Alfredo D’Antimi Coordinatore regionale delle Città dell’Olio del Lazio – le nuove adesioni ci rendono particolarmente orgogliosi e sono uno stimolo a fare sempre di più come coordinamento, attraverso l’organizzazione di eventi e progetti che danno lustro e visibilità alle nostre eccellenze. Il futuro ci vedrà impegnati fianco a fianco per partecipare alla Camminata tra gli ulivi, al programma per le scuole Olio in Cattedra e alla II edizione del Concorso Turismo dell’Olio”.

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Ricerca accordo per la creazione di un’organizzazione rappresentativa nel settore dell’olio

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2021

“Il Ministero delle Politiche Agricole si adopererà per un intervento diretto a promuovere un accordo per la creazione di un’unica organizzazione interprofessionale in grado di essere rappresentativa del settore dell’olio di oliva e delle olive da tavola, sia a livello nazionale che internazionale. Si cercherà, così, di superare un’impasse venutasi a creare nel settore per idiosincrasie che sembrano essere insormontabili in maniera autonoma da parte dei rappresentanti delle associazioni di categoria”. Lo dichiara il deputato Giuseppe L’Abbate (M5S), a seguito del question time tenutosi oggi in commissione Agricoltura riguardante il riconoscimento dell’Organizzazione Interprofessionale per il comparto dell’olio di oliva attualmente in capo al Ceq (Consorzio Extravergine di Qualità) e su cui il Fooi (Filiera Olivicola Olearia Italiana) ha fatto richiesta. Il riconoscimento prevede un requisito di rappresentatività pari ad almeno il 40% del settore che nessuna delle due associazioni sembra detenere. “Nonostante l’imminente scadenza del 30 giugno, confidiamo nell’intervento risolutivo del ministro Patuanelli per superare le incomprensioni tra Ceq e Fooi affinché si possa trovare una soluzione che valorizzi le nostre produzioni nazionali di olio d’oliva attraverso un’unica organizzazione interprofessionale” conclude.

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“Olio in Cattedra” premia Puglia, Toscana e Lombardia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 Maggio 2021

Il progetto educativo promosso dall’Associazione nazionale Città dell’Olio per promuovere la cultura dell’olio e del paesaggio olivicolo nelle scuole elementari e superiori ha assegnato a Castellana Grotte (BA), Caprarica di Lecce (LE), Montecatini Terme (PT) e Chiari (BS) il primo premio del Concorso nelle rispettive categorie: BimbOil (scuole primarie) e BimbOil Junior (scuole secondarie di primo grado), MasterOil (Istituti Alberghieri) e AgriOil (Istituti Agrari). Nonostante le difficoltà dovute alla pandemia, le scuole hanno partecipato con entusiasmo. Sono 3838 gli alunni e studenti che si sono messi in gioco in 232 classi, 67 scuole di 61 Comuni italiani. Un bel segnale di attenzione al mondo dell’olio e alla sua cultura millenaria di cui le giovani generazioni sono custodi. Nella categoria BIMBOIL il primo premio assoluto è andato alle classi 4 A 4 B 4 C 4D e 4E dell’IC “Angiulli De Bellis” di Castellana Grotte (BA) con il lavoro “La Settimana Olivistica di Castellana Grotte”, ma sono state assegnate anche due menzioni d’onore: il Premio Creatività che è andato alle classi 4A, 4 B, 4C del ISC Ritucci di Città Sant’Angelo (PE) con il gioco “Oliopoli” e il Premio Identità e territorio alla classe 1 U dell’IC di Malcesine in Brenzone sul Garda con le carte “Memory”. La 1° classificata nella categoria BIMBOIL JUNIOR invece è stata la seconda classe dell’ICS “Calimera” di Caprarica di Lecce (LE) con la poesia “Il silenzioso abbandono”. Anche in questo caso la giuria ha assegnato due menzioni d’onore alla classe 3A dell’I.C.G. “Palatucci” di Campagna (SA) con la poesia “Il dono di Campagna” e alla classe 2B della scuola secondaria “Angelo Santilli” di Sant’Elia Fiumerapido (FR) con la poesia “Sua maestà l’olio”. Vincitore assoluto di MasterOil, la competizione riservata agli Istituti Alberghieri che quest’anno aveva come tema le ricetta a base di verdure del territorio abbinate all’Olio Evo è stato il piatto “Da Leonardo a Pescia… l’Olio bono con l’Asparago” realizzato dagli studenti della classe 4D dell’Istituto Alberghiero “F. Martini” di Montecatini Terme (PT). Ha trionfato nella categoria AgriOil dedicata ai progetti dedicati al paesaggio olivicolo, la proposta “Camminata tra gli olivi” della classe 3B VIT dell’IIS “Luigi Einaudi” di Chiari (BS) che ha saputo costruire un’offerta turistica integrata alla scoperta del proprio territorio sostenuta anche dalla creazione del sito #PanoramicOliveTrail. Il compito della giuria composta da Caterina Pira curatrice e ideatrice tematica di Olio in Cattedra, Irene Falcinelli docente istituto superiore, consigliera nazionale delle Città dell’Olio e coordinatrice regionale delle Città dell’Olio dell’Umbria, Valentina Cappelletti insegnante dell’Istituto Comprensivo 2 di Poggibonsi, Roberta Campana insegnante dell’Istituto Comprensivo Bombieri di Pove del Grappa, Patrizia Malomo foodblogger autrice di Andante con Gusto, Natascia Maesi Responsabile Comunicazione delle Città dell’Olio e Antonio Balenzano Direttore delle Città dell’Olio, non è stato semplice, perché erano diversi i lavori che meritavano di aggiudicarsi un premio. “Abbiamo deciso di premiare con il nostro diploma tutti i bambini che hanno partecipato ad Olio in Cattedra non solo i vincitori assoluti – ha dichiarato il presidente delle Città dell’Olio Michele Sonnessa – perché non era scontato, in un momento così difficile, che prevalesse la voglia di restare a contatto con la natura, riscoprire i valori della terra e della convivialità attraverso l’olio. Per questa prova d’amore per il nostro patrimonio olivicolo, desidero ringraziare le ragazze ed i ragazzi che hanno partecipato e gli insegnanti che li hanno sostenuti ed accompagnati”. Natascia Maesi

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Salgono a 19 le Città dell’Olio del Lazio

Posted by fidest press agency su sabato, 1 Maggio 2021

Minturno è Città dell’Olio. Alfredo D’Antimi Coordinatore regionale: “Lazio sempre più presente nella grande rete dei territori olivetati italiani” Salgono a 19 le Città dell’Olio del Lazio con l’ingresso del Comune di Minturno in provincia di Latina nell’Associazione nazionale Città dell’Olio, la grande rete che raccoglie 371 enti pubblici impegnati nella promozione dell’olio extravergine di oliva e nella valorizzazione del patrimonio olivicolo italiano, con più di 25 anni di attività alle spalle.“L’adesione alla nostra associazione del Comune di Minturno ci riempie di gioia e di orgoglio. La scelta dell’amministrazione dimostra una grande attenzione all’olivicoltura del proprio territorio e va nella chiara direzione del voler dare un valido supporto ai produttori locali attraverso la partecipazione alle tante iniziative che come Associazione mettiamo in campo per promuovere l’olio EVO, il territorio e le sue bellezze. Ci auguriamo che altre Città dell’Olio del Lazio seguano l’esempio, perché sogniamo di poter mettere in campo progettualità condivise legate al turismo dell’olio: itinerari sulle strade dell’extravergine che portino i visitatori a scoprire i nostri borghi dall’identità unica” ha dichiarato Michele Sonnessa, Presidente delle Città dell’Olio.“Sempre più Comuni laziali credono nelle Città dell’Olio e nel percorso comune di valorizzazione dell’olivicoltura locale che stiamo compiendo da alcuni anni – ha dichiarato Alfredo D’Antimi Coordinatore regionale delle Città dell’Olio del Lazio – questa nuova adesione è un ulteriore incentivo ad essere presenti sul territorio e protagonisti nell’organizzazione di eventi di qualità in grado di dare visibilità alle nostre eccellenze. Sappiamo di dover scommettere soprattutto sul turismo dell’olio per permettere ai nostri Comuni di vedere nell’olivicoltura un’opportunità di riscatto e di ripartenza”. Ufficio Stampa Associazione nazionale Città dell’Olio

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Osservatorio sulla valorizzazione turistica dell’olio extravergine di oliva

Posted by fidest press agency su domenica, 7 marzo 2021

Dall’alleanza tra Città dell’Olio e UNAPROL nasce l’Osservatorio sulla valorizzazione turistica dell’olio extravergine di oliva. L’iniziativa è tra gli obiettivi del Protocollo di Intesa firmato ieri dall’Associazione nazionale che riunisce 350 territori olivati italiani e dal Consorzio olivicolo italiano che raccoglie 160mila imprese del settore olivicolo. Un patto basato su valori e visioni condivise che rappresenta un impegno concreto nella promozione di iniziative finalizzate alla valorizzazione turistica e culturale dell’olio extra vergine di oliva italiano. Si punterà molto sulla formazione alle imprese che intendono svolgere attività oleo–turistiche valorizzando le realtà che investono sulla sostenibilità ambientale e dando loro supporto nella realizzazione di progetti volti all’utilizzo di energie rinnovabili. Coinvolti anche i ristoratori a cui è rivolta un’azione specifica di promozione di una corretta cultura alimentare che valorizzi e dia dignità al ruolo dell’olio EVO italiano. Ma c’è di più, Città dell’Olio e UNAPROL si impegnano nell’organizzazione congiunta di conferenze, seminari, workshop e corsi dedicati all’olio EVO ed agli altri prodotti della filiera olivicola e nello studio e nella promozione congiunta di iniziative normative volte allo sviluppo, all’integrazione e al miglioramento della disciplina riferita alle attività di valorizzazione turistica dell’olio. Infine, un piano di azioni specifiche riguarderà la valorizzazione dei frantoi oleari. “Per le Città dell’Olio la collaborazione con UNAPROL è strategica. Il mondo delle imprese olearie e della ristorazione ha un ruolo chiave nella valorizzazione turistica dell’olio extravergine di oliva. Le istituzioni e le forze imprenditoriali del Paese devono lavorare insieme per unire prodotto e territorio – ha dichiarato Michele Sonnessa presidente delle Città dell’Olio – Il turismo dell’olio per uscire dal mercato di nicchia, ha bisogno di scelte coraggiose, investimenti pubblici e privati in progetti innovatovi e sostenibili e una normativa chiara a sostegno dell’imprenditorialità, soprattutto giovanile. Infine, dobbiamo ridare centralità alla formazione non solo rivolta ai consumatori ma anche ai ristoratori, ai frantoiani e agli olivicoltori. Sono loro i primi ambasciatori dell’olio Evo, intorno alla loro esperienza possiamo costruire un sapere condiviso in grado di tradursi in un’offerta turistica appetibile per i visitatori”

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L’olio extravergine d’oliva mette d’accordo tutti

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2021

Con l’emergenza sanitaria in corso e con le conseguenti restrizioni imposte a ristoranti e locali le famiglie italiane sono tornate a cucinare a casa e a fare scorte di prodotti salutari e Made in Italy. Fra questi, creme, salse, vellutate, biscotti, grissini, taralli, cracker e chi più ne ha più ne metta. Tutti prodotti preparati con olio extravergine di oliva che, anche grazie ai molteplici effetti positivi che può avere sull’organismo, conquistano i consumatori e fanno impennare la domanda. A testimoniarlo un recente report della Commissione Europea, che, per quanto riguarda l’Europa, ha registrato un +15,6% nelle esportazioni verso i paesi extraeuropei fra ottobre 2019 e settembre 2020, in particolare verso Australia (+37,5%), Brasile (+31%) e Canada (+28,1%). Relativamente all’Italia, invece, fra ottobre 2019 e agosto 2020 le esportazioni intraeuropee sono aumentate del 24,7%. Un export dinamico quindi che, insieme al +7,4% di vendite alla GDO dei primi undici mesi del 2020 registrate dall’ISMEA, ha compensato le perdite dovute alla chiusura del canale della ristorazione. Basti pensare che in Italia 9 famiglie su 10 consumano olio extravergine d’oliva tutti i giorni secondo Coldiretti. Con questi ritmi il mercato globale dell’olio extravergine, che nel 2020 valeva 1465,5 milioni di dollari, secondo WMFJ arriverà a valere oltre 1,8 miliardi di dollari entro il 2026, con un CAGR del 3.6%. “Durante il lockdown le persone hanno avuto modo di fermarsi e riflettere sulla propria alimentazione e questo ha influito su ciò che cercano sugli scaffali dei supermercati – ha affermato Federica Bigiogera, marketing manager di Vitavigor – Quanto emerge dalle indagini di mercato è evidente ora più che mai: i consumatori prediligono ingredienti di qualità, sani e preferibilmente nostrani. Per noi è importante fare tesoro di questi dati ed è anche per questo motivo che da oltre 60 anni utilizziamo per i nostri grissini solo olio extravergine d’oliva al 100%, evitando l’utilizzo di olio di palma, grassi animali o idrogenati, OGM e conservanti”. Vale dunque la pena analizzare in che modo l’olio extravergine può contribuire al nostro benessere. In un recente studio pubblicato da ABC News si legge che l’olio Evo, ricco di composti come fenoli e grassi monoinsaturi, può diminuire il grado d’infiammazione e il livello di grassi nel sangue, aumentando invece la quantità di HDL, il colesterolo “buono” che aiuta a ridurre il rischio di malattie cardiache. “Le proprietà benefiche dell’olio extravergine sono legate principalmente alla sua composizione – ha confermato la dott.ssa Alice Parisi, biologa nutrizionista – L’alta concentrazione di polifenoli e tocoferoli, infatti, contrasta l’ossidazione delle macromolecole biologiche, ovvero DNA, proteine e lipidi, e aiuta a prevenire cancro, diabete e numerose malattie cronico-degenerative. Io ne raccomando il consumo a crudo, in quanto le alte temperature degradano i composti dell’olio”. Non è quindi una sorpresa che la dieta mediterranea, di cui l’olio Evo è uno dei cardini principali, si sia classificata come migliore dieta al mondo del 2020 secondo US News & World Report. Povera di carne rossa, zuccheri e grassi saturi e ricca di cibi salutari come frutta, verdura, legumi, cereali e noci non solo ci fa stare bene, ma è ottima anche se si desidera perdere qualche chilo.Ma quali sono le previsioni del mercato dell’olio extravergine per l’anno in corso? In Italia non delle migliori, almeno in termini di quantità: l’ISMEA ha registrato un calo della produzione del 30% rispetto allo scorso anno. I motivi sono da ricercarsi nelle anomalie climatiche e nella Xylella che hanno devastato gli ulivi del Sud e in particolare della Puglia, regione responsabile del 51% della produzione italiana. Tuttavia, il clima più mite che si è registrato nel Nord della Penisola nel 2020 ha permesso di assistere a incrementi sostanziali per quanto riguarda alcune regioni settentrionali e centrali come Toscana (+31%), Umbria (+70%) e Liguria (+100%), a testimonianza del fatto che quando si tratta di agricoltura è fondamentale adattare le coltivazioni al clima. E se la quantità non è eccelsa, non si può dire altrettanto della qualità: l’olio extravergine d’oliva, infatti, è un grasso liquido estratto dalle olive, coltura tradizionale del bacino del Mediterraneo, ed è l’unico olio da cucina prodotto senza l’uso di agenti chimici e raffinazione industriale. By Matteo Gavioli

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L’Italia del turismo dell’olio si mette in gioco

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2020

Oltre 100 esperienze in gara, 13 Regioni coinvolte, frantoi e aziende olivicole protagonisti assoluti dell’offerta turistica dedicata al mondo dell’olio extravergine in Italia, con più del con 50% delle proposte prevenute. Tra le categorie in gara, spiccano tour operator/agenzie di viaggio e altri enti come Pro Loco e Associazioni (il 25% delle esperienze in gara) seguono dimore storiche/hotel/B&B/agriturismi, ristoranti ed osterie e solo in fondo musei dedicati all’olio/frantoi ipogei/uliveti storici e oleoteche. I numeri del Primo Concorso nazionale dedicato al Turismo dell’Olio promosso dall’Associazione Città dell’Olio con la direzione scientifica della prof. Roberta Garibaldi, parlano chiaro: il turismo dell’olio è un settore in forte espansione che ha nei produttori ma anche negli operatori turistici e negli organizzatori di eventi, il suo motore principale. La distribuzione dell’offerta turistica legata all’olio ha un andamento omogeneo da nord a sud. Sono le Regioni con la maggiore presenza di Città dell’Olio ad aver strutturato percorsi ed eventi dedicati alla scoperta dell’oro verde e del paesaggio olivicolo: Toscana e Liguria in testa, Puglia e Lazio a seguire. Nelle esperienze in aziende e frantoi la partecipazione alla raccolta delle olive, in totale sicurezza e passeggiata nell’oliveta con degustazioni del prodotto vanno per la maggiore. Ma sono suggeriti anche e pic-nic tra gli olivi, visite guidate al frantoio con spiegazione delle varie fasi di produzione dell’olio extravergine di oliva. Tra gli eventi speciale molti laboratori con le scuole, per bambini ed adulti e alcuni tour culinari. Dimore storiche, hotel, B&B e agriturismi si sono organizzate con possibilità di assistere alla raccolta delle olive ma anche con alcune idee innovative: la possibilità di adottare un olivo e riceverne, ogni anno, l’olio prodotto; pacchetti benessere a tema olio: massaggi in spa con prodotti a base di olio extravergine di oliva, esperienze emozionali a piedi nudi nell’erba, meditazione, corsi di cucina con degustazione. Gli organizzatori di viaggi ed eventi puntano tutto sulle su attività esperienziali negli oliveti e negli oliveti monumentali. Qui il visitatore viene accolto da bevande a base di foglie di olivo e può degustare l’olio evo abbinato a prodotti del territorio. Ma ci sono alcuni elementi molto curiosi oltre la tradizionale visita ai frantoi che non manca mai, come la possibilità di fare lezioni di yoga, di assistere a performance teatrali e letture di poesie sull’olio, fare pranzo sotto gli olivi accompagnati da musiche e canti della tradizione, partecipare a corsi di ceramica decorando le oliere. La presenza e l’utilizzo della Carta degli Oli delle aziende del territorio è il punto di forza delle proposte dei ristoranti e delle osterie. Ma accanto alle più tradizionali proposte di abbinamento olio – cibo, olio e pizza gourmet e olio nell’elaborazione dei dessert come il gelato, ci sono interessanti soluzioni come la presenza di punti vendita e oil bar all’interno del ristorante. “Siamo molto felici della risposta entusiastica delle 115 strutture che hanno scelto di partecipare al nostro Concorso Turismo dell’Olio. È un segnale di forte interesse che nella fase iniziale di un progetto ambizioso come questo ci conferma che siamo sulla buona strada, che abbiamo avuto una grande intuizione, che c’è voglia in questo settore di investire e fare la differenza con proposte turistiche e buone pratiche in grado di coniugare qualità, sostenibilità, innovazione. Noi sappiamo che è da uno sforzo sinergico di messa a sistema di tutte le esperienze e dei tanti expertise specifici su questo tema che può nascere un grande movimento per l’oleoturismo in Italia.” Nei prossimi giorni la giuria di esperti presieduta dalla prof.ssa Roberta Garibaldi, tra i massimi esperti italiani del settore, autrice del Rapporto annuale sul Turismo Enogastronomico Italiano, Giorgio Palmucci Presidente di ENIT, Roberto Di Vincenzo Presidente di ISNART–Unioncamere, Michele Sonnessa Presidente dell’Associazione nazionale Città dell’Olio, Nicola D’Auria Presidente del Movimento Turismo del Vino e dell’Olio, Paolo Morbidoni Presidente Federazione italiana Strade del Vino e dei Sapori, Colombe McCarthy Director Europe div.- Destinations & Adventures (Usa), Fabiola Pulieri giornalista enogastronomica e sommelier dell’olio, Alberto Grimelli direttore di Teatro Naturale, la foodblogger Alice del Re (Pane Libri e Nuvole) e la travelblogger Elisa Orlando (In giro con Piccinaccia) decreteranno la rosa dei 3 finalisti per ogni categoria. La proclamazione dei vincitori finali, con evento dedicato, è prevista nei primi mesi del 2021. Intanto il pubblico sta votando la sua preferita attraverso il sito http://www.turismodellolio.com, dove tutte le esperienze in gara sono visibili per la votazione fino al 6 dicembre.

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