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“L’olivo gentile. Lo splendore ignorato delle ulivete”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 luglio 2021

“L’olivo gentile. Lo splendore ignorato delle ulivete” è il progetto nato per aggregare e dare forza a tutte le esperienze e i progetti, grandi e piccoli, che da nord a sud promuovono attività innovative di gestione delle ulivete, ma soprattutto per favorire la nascita di nuove progettualità. Il progetto è stato ideato e promosso dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio e dal Lab Center for Generative Communication diretto dal professor Luca Toschi dell’Università di Firenze. Le ulivete possono tornare a essere ambienti in cui le comunità sviluppano un nuovo modello di sviluppo economico – sostenibile e innovativo – e inedite forme di socialità, inclusione e formazione. Il progetto, infatti, mira a riportare al centro delle nostre comunità le ulivete (a partire da quelle abbandonate o a rischio abbandono), intese come ambienti privilegiati per la sperimentazione di nuove socialità, e a valorizzare la ricchissima – ma spesso poco conosciuta – cultura dell’olio e dell’olivo di cui sono portatori tanti dei nostri territori. “L’olivo gentile” mira a ripensare profondamente il concetto di “agricoltura sociale”, sviluppandone la funzione socio-economica e culturale in direzione di una strategia di sviluppo e cura del territorio e dell’intera comunità che vada oltre il recupero di soggetti svantaggiati. Gli attori del progetto: 375 Comuni impegnati a rivitalizzare le ulivete. In questa prima fase sono coinvolti principalmente i 375 Comuni che aderiscono alle Città dell’Olio, ma entro la fine del 2021 sono previste la realizzazione di un evento nazionale per attivare e rafforzare una community di istituzioni, associazioni, imprese in cui ogni soggetto interessato possa avere un ruolo attivo e una banca dati nazionale e internazionale sull’olivicoltura sociale e la cultura dell’olio e dell’olivo, per favorire la collaborazione e lo scambio tra tutti i portatori di interesse e facilitare la nascita di nuove progettualità a livello locale, regionale e nazionale, con un occhio di riguardo ai paesi produttori di olio d’oliva che si affacciano sul bacino del Mediterraneo.

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Canada International Olive Oil Competition

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 aprile 2021

Montreal (Canada) Quest’anno, c’è un nuovo modo per i produttori di olio d’oliva per focalizzare l’attenzione dei consumatori canadesi e degli acquirenti di tutto il mondo: il Canada International Olive Oil Competition (CIOOC), uno tra i premi più ambiti dai produttori d’olio d’oliva. Con giudici provenienti da nove paesi diversi, la giuria del Canada IOOC è tra le più qualificate a livello internazionale. Il Canada, classificatosi al secondo posto nella classifica U.S. News & World Report Best Countries 2020 e sesto nella più recente classifica Forbes Best Countries for Business, è a livello internazionale, il mercato che le aziende produttrici di olio d’oliva dovrebbero più tenere in considerazione. Secondo l’international Olive Council, infatti, le importazioni di olio d’oliva in Canada sono letteralmente esplose, a partire dal 2005, in particolare per quanto riguarda gli oli d’oliva extra-vergini.”Sono in costante aumento I consumatori canadesi che acquistano oli extravergini di oliva di alta qualità, – conferma Karen Rapp di Toronto, componente della giuria del Canada IOOC – i concorsi come il CIOOC aiutano ad aumentare la consapevolezza dei consumatori ed il riconoscimento del prodotto di qualità oltre che ad aprire le porte del mercato canadese ai produttori internazionali.” “Trovare olio d’oliva di qualità – sottolinea Emily Lycopolus da Victoria, sommelier di olio d’oliva (livello 2) e componente della giuria del Canada IOOC – in Canada è spesso impegnativo, il CIOOC aumenta la credibilità dei marchi, permettendo ai produttori di distinguersi sugli scaffali e aumenta la fiducia dei consumatori. Questo concorso rappresenta per i produttori una eccezionale opportunità, in termini di visibilità, nell’attuale panorama internazionale delle competizioni di olio d’oliva”. Completano la giuria, alcuni componenti internazionali, come l’israeliano Ehud Soriano del Kibbutz Magal, un consulente ed esperto certificato dall’Università di Jaén. Il Canada IOOC accoglie con favore la partecipazione di qualsiasi olio extravergine di oliva standardizzato di alta qualità venduto nei negozi al dettaglio, proveniente da qualsiasi parte del mondo, purché sia prodotto con olive raccolte nell’anno di raccolta 2020-21. In una degustazione organolettica ‘al buio’, gli esperti giudicheranno la qualità dell’olio d’oliva utilizzando una scheda di valutazione basata su quella ideata da Mario Solinas dell’international Olive Council. In contemporanea sarà giudicato anche il packaging dell’olio d’oliva. La registrazione al Canada IOOC 2021 è aperta fino al 30 aprile e saranno considerati validi i campioni pervenuti a Montreal entro le ore 17:00 del 10 maggio. Maggiori informazioni e il modulo di iscrizione sono disponibili sul sito ufficiale dell concorso: http://www.canadaiooc.com

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Raccolta delle olive, per il Capol l’olio sarà poco ma buono

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 ottobre 2020

Annata difficile per l’olivicoltura della provincia di Latina, infatti la campagna che sta iniziando presenta un netto calo -60% con una previsione di poco più di 90.000 quintali di olive per una produzione di 13.000 quintali di olio e circa olive da tavola 8.000 quintali. Gli oliveti pontini rappresentati per lo più dalla cultivar itrana si trovano prevalentemente nella fascia di territorio pedemontano e collinare che si estende con continuità ed omogeneità alle spalle dell’agro pontino, dal comune di Rocca Massima a quello di Minturno, con la caratteristica di svilupparsi parallelamente al mare, da Nord a Sud della provincia, mediante i sistemi contigui dei monti Lepini, Ausoni ed Aurunci. Il sistema orografico-geografico, con una giacitura ed esposizione predominante ad ovest–sud/ovest, seguendo il percorso della via Appia, costituisce una terrazza inclinata verso il mare lungo 100 Km. I numeri del comparto olivicolo pontino sono rilevanti: 11.728 produttori distribuiti su 10.314 ettari che coltivano circa 2.500.000 di piante, soprattutto della varietà Itrana (circa il 70%). L’olivicoltura, grazie alle condizioni di clima asciutto e soleggiato dei mesi da febbraio ad aprile, nonché da una generalizzata e abbondante fioritura faceva presagire una buona annata. Purtroppo però le allegagioni non sono state buone, a causa delle piogge, umidità e forti scirocchi nel mese di maggio che hanno creato un ambiente sfavorevole per lo sviluppo di numerosi fitofagi, in particolare l’occhio di pavone che ha provocato il disseccamento delle mignole e la cercosporiosi che ha danneggiato le foglie che ingialliscono, che hanno compromesso la produzione. Sicuramente l’aspetto fitosanitario sulle produzioni è dipeso anche dalle difficoltà che hanno dovuto affrontare gli olivicoltori (per lo più part-time) per l’emergenza Covid 19 nei primi mesi dell’epidemia non potevano raggiungere gli oliveti. A fine giugno il caldo ha provocato una cascola dove c’è stata la fioritura tardiva.Il forte caldo estivo, al di sopra delle medie stagionali, anche se ha ridotto notevolmente l’attacco della mosca olearia, ha causato un raggrinzimento delle olive con la conseguente cascola specie nelle aree più siccitose della provincia. La nostra varietà itrana, sta risentendo notevolmente l’aumento delle temperature in quanto è una pianta che per produrre vuole essere stimolata con temperature fredde prima della ripresa vegetativa”. “L’olio pontino, anche se poco, sarà quest’anno di ottimo livello – secondo Luigi Centauri presidente del Capol, che aggiunge – ma bisogna fare attenzione agli attacchi della mosca olearia di questi giorni. L’associazione sarà impegnata a monitorare i campioni di olio dei produttori per analizzare nel corso della campagna olearia nelle varie epoche di raccolta con l’obiettivo di definire il livello di qualità del prodotto nei diversi periodi dell’anno. Ciò consentirà di valutare dal punto di vista organolettico gli oli nel corso dell’anno 2021 presso la sala panel della Camera di Commercio di Latina e la nuova sala panel presso il Centro servizi del Consorzio per lo Sviluppo Industriale Roma – Latina. Attenzione però alle conseguenze delle mancate produzioni di questi ultimi anni, che stanno provocando in alcune zone delle nostre colline la presenza di oliveti abbandonati e trascurati. Il recupero di queste zone deve diventare una delle priorità, sia per la valorizzazione idrogeologica e paesaggistica delle nostre colline, sia per la richiesta in continuo aumento da parte dei consumatori di olio extra vergine d’oliva di qualità”.

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Una spremuta d’olive in terra d’Umbria

Posted by fidest press agency su sabato, 22 ottobre 2011

Olio d'oliva extra vergine

Image by darkmavis via Flickr

Dal 29 ottobre all’11 dicembre 2011 in Umbria ritorna “Frantoi Aperti”. Sette weekend da non perdere nei borghi più belli della regione. Fra arte, musica ed enogastronomia L’autunno in Umbria si tinge di verde. Per celebrare, con una grande festa lunga un mese e mezzo, l’olio nuovo delle terre di San Francesco. Dal 29 ottobre all’11 dicembre 2011 ritorna “Frantoi Aperti” in alcuni tra i borghi gioiello delle regione. Una sorta di staffetta gustosa articolata in sette accattivanti weekend che, di paese in paese e di frantoio in frantoio, lungo la Strada dell’Olio conducono alla scoperta di uno degli extravergine d’oliva più buoni e famosi d’Italia: l’Olio Dop Umbria. La manifestazione, organizzata dalla Comunità Montana dei Monti Martani, Serano e Subasio, con la collaborazione della Strada dell’Olio Dop Umbria, giunta alla sua quattordicesima edizione, coinvolge alcuni tra i comuni più belli, ad alta vocazione olivicola e suggestivi dell’Umbria, custodi di inestimabili tesori dell’arte e della storia: Trevi, Spoleto, Giano dell’Umbria, Castel Ritaldi, Valtopina, Gualdo Cattaneo, Spello, Campello sul Clitunno, l’Isola Polvese e, da quest’anno, anche Assisi. Durante i sette fine settimana di “Frantoi Aperti” sarà possibile raccogliere le olive, assistere alla frangitura dell’olio, partecipare a percorsi di trekking tra gli ulivi secolari, visitare gratuitamente accompagnati da esperte guide turistiche gli incantevoli borghi medievali oppure visitare i musei dell’olio e della civiltà contadina e prendere parte ai laboratori o alle degustazioni di prodotti o, ancora, imparare a riconoscere l’olio, quello buono! Ma, soprattutto, si potrà apprezzare la bontà dell’olio appena franto partecipando alle numerose degustazioni direttamente nei frantoi: una trentina quelli che aderiranno, sparsi in tutta la regione. Questi spazi si accendono per 7 settimane, diventano luoghi di incontro, dove si tramanda questa importante tradizione, che è anche radicata tra le famiglie dell’ Umbria. Davanti a un camino acceso o intorno a un tavolo imbandito, si incontreranno gli artisti dell’olio. In tutti i comuni che aderiscono alla rassegna saranno organizzati anche trekking urbani con visite guidate nei centri storici e nei musei, mentre piazze e teatri ospiteranno concerti, nei piccoli teatri e nelle piazze delle città. Da non dimenticare le tante attività per i bimbi: spettacoli teatrali, caccia al tesoro, trekking con i muli e “l’olio dei bambini” che prevede una totale immersione nella cultura dell’olio, dalla raccolta delle olive ai giochi negli oliveti.
Per il soggiorno si può scegliere tra i numerosi indirizzi dell’associazione “Le Dimore dell’Umbria Dop” (www.stradaoliodopumbria.it), un circuito nato recentemente nell’ambito della Strada dell’Olio Dop Umbria. L’associazione riunisce piccoli hotel, agriturismo, country house e B&B, selezionati per l’amenità del luogo, la qualità del servizio e la calorosa accoglienza. Qui si potrà mangiare, dormire e comprare, lungo i percorsi del famoso olio extravergine di oliva Dop Umbria. Sito web: http://www.frantoiaperti.net

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Il Fontanaro della famiglia Pinelli

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 novembre 2010

Dall’Umbria arriva l’olio bio-organico, ricco di polifenoli e spremuto a freddo entro 4 ore.  ll Fontanaro è l’azienda agrituristica eco-biologica della famiglia Pinelli. L’azienda nasce  nel 1976, con un’esperienza alle spalle di agricoltori di olive di oltre 3 generazioni caratterizzate da un fedele rispetto della tradizione e delle cultivar previste dalla zona DOP  di appartenenza (Colli del Trasimeno).
L’azienda agricola produce olio, miele e zafferano e l’olio Fontanaro è biologico, certificato da ICEA, N.L. 579 dal 2001. L’Olio del Fontanaro è un olio prodotto con olive Moraiolo, Leccino, Frantoio, Pendolino, e Dolce Agogia coltivate nelle colline del Trasimeno a 400 m s.l.m. Tutti gli uliveti sono iscritti nei registri della DOP.
Per raggiungere l’eccellenza nella produzione dell’olio, nel 2009, l’azienda agrituristica, guidata da Lucia Pinelli Verdacchi e ora anche dai figli Giovanni ed Alina Pinelli ha ritenuto indispensabile controllare l’intera filiera produttiva acquistando un frantoio della Toscana Enologica Mori, azienda leader nei mulini di piccola e media dimensione.  Avere il mulino all’interno dell’azienda ha permesso di lavorare le olive entro 4 ore dalla raccolta ad una temperatura massima di 25°C, controllando la velocità di frangitura la gramolazione  e l’estrazione. Il  frantoio  con gramole verticali ha una capacità di circa 3 quintali l’ora.  E’ caratterizzato dal ciclo a 2 fasi denominato “Integrale” perché non utilizza l’aggiunta di acqua di diluizione, al fine di evitare il dilavamento dell’olio, preservando le sue parti aromatiche di maggior pregio. Tali operazioni consentono di ottenere la massima qualità,  la minima acidità e la più alta percentuale di polifenoli. Inoltre l’olio è filtrato immediatamente dopo la spremitura con un filtro pressa con strati di cellulosa che garantisce un ottimale mantenimento delle caratteristiche di fragranza e freschezza nel tempo.
E’ importante ricordare inoltre  che  il processo  di lavorazione dell’Azienda consente il pieno controllo dell’intera filiera  ed è stato svolto con il massimo rispetto per l’ambiente:
•        L’energia elettrica utilizzata dal frantoio è prodotta da pannelli fotovoltaici. L’azienda agricola e l’agriturismo sono infatti autosufficienti utilizzando energia prodotta da 30 kw di pannelli fotovoltaici
•        le sanse  residue vengono restituite al terreno degli oliveti come fertilizzante naturale
•        gli oliveti sono curati esclusivamente con trattamenti organici
L’attività dell’azienda agricola è stata sviluppata con la realizzazione dell’attività di agriturismo, con  cottage e appartamenti indipendenti, di standard molto elevato, che possono ospitare fino a 18 persone. L’Azienda oggi è n. 1 per il sito Tripadvisor e sta ricevendo riconoscimenti in tutto il mondo non solo per la qualità dei prodotti (l’olio è stato anche eletto olio dell’emozione per la guida Slow food 2010) ma anche per l’attività ricettiva. http://www.fontanaro.it

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