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27/mo Invideo: Mostra internazionale di video e cinema oltre

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 ottobre 2017

posterMilano 27/ma edizione di INVIDEO, Mostra internazionale di video e cinema oltre, che si svolgerà a Milano dal 16 al 19 novembre allo Spazio Oberdan (v.le Vittorio Veneto, 2) e all’Istituto Europeo di Design (via Scesa, 4), organizzato da AIACE Milano per la direzione artistica di Romano Fattorossi e Sandra Lischi.In programma, come di consueto, la SELEZIONE INTERNAZIONALE con la presentazione al pubblico di trentatre titoli di ricerca e sperimentali, dei quali 10 anteprime italiane e 13 anteprime milanesi provenienti da tutto il mondo e prodotte tra il 2016 e il 2017.Tra gli eventi speciali l’incontro dal titolo Dialogo fra generazioni: Giuseppe Baresi e i giovani autori, al centro del quale vi sarà il confronto tra due generazioni: quella di Baresi, affermato autore indipendente e storico collaboratore di Studio Azzurro, i cui lavori accostano il linguaggio documentaristico a quello della videoarte, e le opere di nuova generazione dei filmmaker Emiliano Neroni, Giulia Savorani, Fedra Tabbò, Francesco Luzzana, Alberto Danelli. Baresi riproporrà per l’occasione La febbre (1994), riflessione per immagini sulla disuguaglianza tra nord e sud del mondo, tratta dall’omonimo testo di Wallace Shawn, realizzato insieme a Giuseppe Cederna.Il collettivo milanese Unzalab, che realizza opere audiovisive attraverso l’utilizzo di materiale ritrovato (diapositive e pellicole), parteciperà al festival con una serata curata dal critico e regista Antoni Pinent, durante la quale verranno messe in scena due performance di “resistenza analogica” dal titolo Un’invenzione a due luci di Livio Colombo (2017) e VER, di Tiziano Doria, Massimo Mosca, Francesco Tartaglia, Carlo Tartivita, Alice Vercesi (2017), entrambe richiami al cinema underground di Pinent.Inoltre, all’interno della sezione a lui dedicata Scolpire la luce. Il cinema di Antoni Pinent, il vivace curatore indipendente e regista sperimentale presenterà alcuni suoi cortometraggi in pellicola (super 8, 16 e 35 mm) realizzati tra il 1992 e il 2017.Da segnalare l’anteprima nazionale A MÍ, della regista e artista Caterina Klusemann. Ultimo capitolo della personale trilogia che, attraverso la storia della sua famiglia, con Ima e Georg presentati entrambi in anteprima a INVIDEO 2013, ripercorre la memoria e le tragedie del Novecento. Nell’opera, con una paziente tessitura di sguardi prevalentemente femminili, fra Europa, Asia, America Latina e Israele, la Klusemann crea, attraverso un percorso tra documentario e videoarte, un tenero racconto d’amore. Il tema della memoria e della famiglia torna anche in Tutto su mio padre Fabio Sargentini della regista Fabiana Sargentini. Un film sulla figura del padre Fabio, celebre gallerista all’avanguardia e direttore della storica galleria “L’Attico” di Roma, punto di incontro di critici e artisti e centro propulsore dell’arte contemporanea internazionale. Nel documentario si Caterina Klusemannintrecciano sapientemente il racconto personale dell’autrice con rari materiali d’archivio, testimonianze attuali, ricordi, foto di performance e di mostre che vanno a ripercorrere quarant’anni di attività.Importanti richiami alle avanguardie storiche si ritrovano nelle personali di due talenti dell’animazione contemporanea italiana: Virgilio Villoresi, tra i più versatili filmmaker, realizza progetti in cui le nuove tecnologie si mescolano con le antiche tecniche, e Igor Imhoff, artista che riversa nelle sue produzioni digitali competenze artistiche che spaziano dalla pittura alla musica al video. Entrambi gli artisti presenteranno una selezione delle loro opere.
A dieci anni dalla morte di Gianni Toti, creatore della “Poetronica” e protagonista della videoarte internazionale, INVIDEO lo omaggerà con la presentazione delle Cartaviglie, una pubblicazione che è dialogo fra passato e nuove tecnologie, carta e realtà aumentata, realizzata da “La Casa Totiana” di Roma, con la collaborazione dell’editore Rubbettino e della start up Poetronicart. In occasione dell’incontro sarà proiettato Alice nel paese delle cartaviglie, film poco noto di Toti (1980), da cui è tratto il titolo del progetto editoriale.INVIDEO getta uno sguardo sul mondo non solo con la selezione internazionale, ma anche con una sezione dedicata a video e produzioni sperimentali provenienti da diversi paesi dell’Asia (Filippine, Malesia, Hong Kong, Thailandia, Taiwan, Singapore), grazie alla collaborazione con il KLEX – Kuala Lumpur Experimental Film, Video and Music Festival. La selezione, a cura di Kok Siew-Wai e Fabrizio Gilardino, curatori della manifestazione malese, include poster1dieci opere che vanno dalla finzione sperimentale al documentario, affrontando tematiche politiche e sociali filtrate attraverso lo sguardo di artisti e filmmaker.Un focus sarà dedicato agli Artisti Emergenti, alla sperimentazione filmica e alla videoarte contemporanea proveniente dalla Germania: La German Short Film Association e German Films presenteranno al festival una selezione di 5 cortometraggi sperimentali selezionati tra 120 realizzati da giovani registi tedeschi, che esplorano mondi virtuali, universi astratti, corpi mutanti, domande private e coreografie, attraverso l’uso del documentario e dell’animazione.Come di consueto lo IED sarà sede di tre masterclass a ingresso gratuito: Scolpire la Luce/Cinema senza cinepresa tenuta da Antoni Pinent, Paesaggi immaginari. Organizzare suoni e visioni a cura di Matias Guerra e Alternative animate, o una via alternativa all’animazione con Igor Imhoff.
Infine Compie 10 anni il Premio Under 35, istituito per sostenere e promuovere il lavoro di giovani autori attraverso l’acquisto e l’inserimento delle opere vincitrici nell’archivio di INVIDEO, al quale concorreranno tutti gli artisti under 35 selezionati. Tutti gli eventi e le proiezioni sono a INGRESSO LIBERO con TESSERA AIACE (5 euro), Cineteca oppure Milano Film Network, salvo differenti indicazioni nelle singole schede degli eventi. (foto. poster, Caterina Klusemann)

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Mostra Gaetano Vari: “Oltre”

Posted by fidest press agency su martedì, 13 dicembre 2016

gaetano-variManziana (Roma) Sarà inaugurata il 17 dicembre 2016 alle ore 17 a Manziana-Roma la mostra del pittore Gaetano Vari “Oltre”. L’esposizione si terrà presso la galleria d’arte IL MASCHERINO Via Roma 34 fino al 29 dicembre.
Gaetano Vari nasce a Manziana (Roma) nel 1959. Poeta e docente di storia dell’arte, nel 1973 inizia ad intraprendere il suo percorso artistico nella pittura partecipando a diverse esposizioni in Italia e all’estero. La sua pittura, contraddistinta inizialmente da uno stampo classico e figurativo, si avvicina in un secondo momento all’astrattismo, conquistandosi in breve tempo un importante spazio nell’ambito del movimento informale italiano. Le sue tele si caratterizzano per un’intensa tessitura cromatica, una pittura che rievoca erudite e arcaiche memorie ancestrali, in particolar modo quella degli Etruschi. Nei suoi quadri le dirompenti forme multicolori si racchiudono in labirinti enigmatici e mitologici che catturano le anime degli osservatori e li accompagnano in fantastiche atmosfere e fabulistici sogni dove il colore incanta e magnetizza gli sguardi delle persone. Durante la sua carriera l’artista si confronta con numerosi pittori con i quali instaura una profonda amicizia tra cui Gino Righetto, Mario Coppola, Renzo Vespignani, Pericle Fazzini, Alberto Burri e Luce Balla, la figlia di Giacomo Balla. Con Vespignani l’amicizia sarà forte, seguirà da vicino l’evoluzione astratta di Vari. Il catalogo della mostra di Ferrara del 2000, presentato nella Galleria “Il secondo rinascimento”, è un esempio di lavoro curato dai due. L’artista diventa il protagonista indiscusso di numerose e prestigiose mostre tra le quali ricordiamo: quella organizzata nel 1979 nell’incantevole Palazzo Grassi a Venezia e quella allestita nel 1989 nella Galleria La Spirale di Roma, dove riscuote un grandissimo apprezzamento da parte della critica con uno studio sull’aquila reale. La città di Milano lo celebra nel 1999 con una mostra personale organizzata nella Galleria Modigliani che suscita un gaetano-vari2gaetano-vari3notevole interesse e gradimento da parte di pubblico e critica. L’artista intraprende subito dopo un lungo rapporto con la Galleria lo Spazio Visivo di Roma e con il critico Anselmetti che seguirà a lungo la sua pittura. Nello scenario internazionale alcune importanti rassegne collettive che lo vedono partecipe sono quelle svolte a Berlino nel 2007, a Barcellona nel 2010 e a Parigi in occasione di “Colori d’Italia” nella Galleria Espace Arsino. Attualmente l’artista organizza e presiede le giurie di prestigiosi corsi di pittura nazionali ed internazionali, mansioni che porta avanti da diversi anni e, dal 1993, è Presidente di “Il Mascherino”, Associazione culturale dedita a sostenere e promuove progetti socio culturali di livello regionale destinati alla valorizzazione delle tradizioni e la tutela del patrimonio storico e artistico laziale, attività svolta in collaborazione con la Provincia di Roma e l’Università La gaetano-vari1Sapienza di Roma. Le sue opere sono esposte permanentemente a Manziana, nell’atelier dell’artista e presso la Galleria d’arte “Il Mascherino”, a Viterbo presso la sede della Mercedes, a Tricase in provincia di Lecce, collezione Pina Scarcella. Il critico d’arte Daniele Catini definisce così la sua pittura:” L’opera recente di Vari rappresenta una volontà di partecipare -ma anche superare- il bagaglio della contemporaneità pittorica, per incidere con estremo coraggio e propensione verso un’arte liberatoria, intrisa di impulsi e distillazioni, espressione sintetica di un arco temporale ben più ampio nella storia della pittura. Il suo, un terreno artistico-culturale nato dall’evocazione -se pur filtrata- di aspetti contenutistici dell’arte classica, sia mitologici che mistico-leggendari in cui sono gli strumenti di una astrazione comunicativa che rendono innovativo il suo pensiero. Ritroviamo sempre un estro, fatto di valenze simboliche ed intriso di messaggi assordanti, ma che non si può dettare iconologicamente, perché libero da convenzioni storico-artistiche e perché nasce dal profondo di chi crea. Una pittura, la sua, in cui l’astrattismo è funzione essenziale dell’odierna comunicazione e predisposizione intellettuale al contenuto; una pittura che esprime autentiche sensazioni dell’anima contemporanea già in viaggio nel futuro e insieme ricca di colte reminiscenze ancestrali, bagaglio e memoria insostituibili nel progredire dell’arte”. (Christian Flammia)

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