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“Le ombre” si tingono con i colori dell’arcobaleno

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 agosto 2018

Allorché posi mano ad un mio racconto, in parte autobiografico, titolato “Le Ombre” immaginai da subito un viaggio misterioso e avventuroso. In quell’occasione raccontai la storia di un incontro con una persona che suscitò in me un notevole stato emotivo. Vi pervenni, in ogni modo, per gradi. Mi concentrai inizialmente sul “personaggio” per cercare di capire con chi avevo a che fare. Riandai, spesso, al tempo in cui lo incontrai per la prima volta. Mi apparve, almeno credo, casualmente. In seguito, e a distanza d’anni, lo vidi altre tre volte e tutte in luoghi diversi e in momenti, in apparenza, fortuiti. Con il senno di poi vi cercai una spiegazione logica, razionale, ma alla fine mi rimase il dubbio e capace solo di vagolare nella fantascienza.
Poteva essere un ologramma, un extraterrestre oppure un semplice parto della fantasia. Sta di fatto che mi coinvolse in tre generi di “conversazioni” dove nelle prime due si parlò molto di me di ciò che avevo fatto e del mio futuro e dei rapporti che intrattenevo con i miei simili, interessi e aspirazioni e, nel terzo, il discorso si estese agli eventi della vita ripercorrendo quel tratto che ci porta dalla modernità alla contemporaneità e ci lascia intravedere il futuro, ma non senza brevi riferimenti e confronti con un passato remoto.
Alla fine cercai in qualche modo di rimuovere il personaggio dalla mente e di concentrarmi solo sugli argomenti trattati l’ultima volta che ci vedemmo, in una fredda sera d’inverno a Berna.
Vi pervenni, soprattutto, per evitare l’imbarazzo nell’affrontare un argomento di difficile lettura interpretativa quale fu, in effetti, la sua “presenza fisica”, mentre mi apparvero più logici e conformi al mio pensiero le riflessioni sugli eventi storici più vicini al mio tempo, e che il mio interlocutore seppe stimolarne l’attenzione e un rinnovato interesse da parte mia.
Non volli, quindi, arrovellarmi il cervello e farne una sorta d’ossessione esistenziale pensando a una figura che allora sembrò, ma in un certo senso lo è tutt’oggi, appartenere più all’esoterismo e meno all’essoterismo.
D’altra parte non avevo la preparazione adeguata per un’analisi più approfondita del caso, né mi sentivo di coinvolgere altre persone in un’esperienza che intimamente facevo mia e non avrei voluto fosse, in qualche modo, esposta a giudizi sommari ed impietosi sia nei miei riguardi sia per colui che fu il mio compagno di ventura in un sia pure brevissimo tratto della mia vita. Ero altresì convinto che qualsiasi cosa avessi scritto o detto sarebbe rimasta, per chi avesse avuto la ventura di leggermi, un solo parto della fantasia, e quindi nulla di tangibile, nulla di verificabile, secondo i canoni scientifici oggi noti. Vada allora per la fantasia e non ne parliamo più. Restano, tuttavia, le nostre conversazioni, il suo penetrare nella mia mente, gli stimoli che ne ricevetti e la possibilità che ricavai nel vedere gli eventi sotto una diversa angolatura. (Riccardo Alfonso)

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Anno scolastico al via tra poche luci e molte ombre

Posted by fidest press agency su martedì, 5 settembre 2017

pacifico-marcelloLo ha detto Marcello Pacifico, presidente Anief e Udir, durante il suo saluto al Collegio dei Docenti del Liceo Classico Umberto I di Palermo. Per il sindacalista, l’abnegazione di ottimi dirigenti scolastici non può essere l’antidoto per i tanti problemi irrisolti della macchina organizzativa scolastica. Nulla possono fare, dinanzi agli organici incompleti, con quasi il 30% di cattedre oggi ancora prive del docente, alla mancata sicurezza di molti istituti che ha come capro espiatorio il preside, e a contratti ignominiosamente bloccati dal 2009 oppure ad indennità dimezzate da corrispondere tramite il fondo d’istituto per progetti e attività aggiuntive. Tra i nodi mai sciolti ci sono le ricostruzioni di carriera illegittime. Ma anche le ingiustizie sugli Ata, prima dimenticati per il potenziamento scolastico e poi assunti per un terzo, in appena 6.200, a fronte degli oltre 18mila posti liberi. Tutto questo è accaduto proprio mentre i carichi di lavoro delle segreterie si sono intensificati, anche a causa dell’illegittimo coinvolgimento diretto delle scuole nella salvaguardia della salute degli alunni, come è accaduto col decreto vaccini. Tra i docenti rimane in vita un precariato altissimo. Per non parlare dei Dsga, ai quali viene negato il concorso pubblico da oltre 20 anni. E che dire dei dirigenti scolastici, con quasi 2mila reggenze da attuare e una selezione nazionale attesa da tempo? Lo Stato non ha tutelato nemmeno il personale della scuola sul fronte dei compensi, congelando quell’indennità di vacanza contrattuale che avrebbe assicurato almeno la metà dell’adeguamento all’inflazione, costringendo il sindacato ad attivare dei ricorsi gratuiti per attribuire loro il maltolto nel periodo 2008-2018. A subire danni notevoli, sono stati infine i dirigenti scolastici, che hanno maggiori responsabilità su servizi, gestione del personale e sicurezza, in raffronto ai colleghi del pubblico e del privato, ma ricevono in cambio buste paga praticamente dimezzate. Continuano ad essere attivi i ricorsi Anief e i ricorsi Udir per il recupero pieno dell’indennità di vacanza contrattuale illegittimamente negata.“Il nuovo anno scolastico parte con poche luci e troppe ombre”: a dirlo è stato Marcello Pacifico, presidente Anief e Udir, durante il suo saluto al Collegio dei Docenti del Liceo Classico Umberto I di Palermo. Nel giorno di inaugurazione del nuovo a.s. 2017/18, Marcello Pacifico, presidente Anief-Udir, invitato dal Dirigente Scolastico su consenso del corpo docente, si è complimentato per i risultati più che positivi che alcuni istituti riescono a raggiungere tra mille difficoltà. Come lo stesso liceo Umberto I, che, in una delle regioni dove il tasso di abbandono scolastico rimane paurosamente alto, ha fatto registrare un incremento del 40% delle iscrizioni e si è confermata scuola-polo per i docenti “animatori digitali” della Sicilia.“L’abnegazione di ottimi dirigenti scolastici, come Vito Lo Scrudato, preside del liceo che ci ospita – ha detto Pacifico – non può essere l’antidoto per i tanti problemi irrisolti della macchina organizzativa scolastica. Nulla possono fare, infatti, questi esempi di efficienza, dinanzi agli organici incompleti, con quasi il 30% di cattedre oggi ancora prive del docente, alla mancata sicurezza di molti istituti che ha come capro espiatorio il dirigente scolastico, e a contratti ignominiosamente bloccati dal 2009 oppure ad indennità dimezzate da corrispondere tramite il fondo d’istituto per progetti e attività aggiuntive”.
“Tra i nodi mai sciolti della nostra scuola – ha continuato il sindacalista – risultano le ricostruzioni di carriera illegittime, che non tengono conto dell’intero periodo di precariato né degli scatti di anzianità negati ai supplenti. Anziché dirimerli, tanti problemi sono stati acuiti dall’ultima riforma della scuola e dall’approvazione dei decreti legislativi conseguenti, ad iniziare dal Piano annuale delle attività didattiche, educative e formative disposte dagli organi collegiali. Ad essere stati danneggiati dalla Legge 107/2015 ci sono anche gli Ata, prima dimenticati per il potenziamento scolastico, malgrado il lavoro aggiuntivo per segreterie scolastiche, amministrazioni e segreterie, e poi assunti per un terzo, in appena 6.200, a fronte degli oltre 18mila posti liberi”.“Tutto questo, tra l’altro, è accaduto proprio mentre i carichi di lavoro delle segreterie si sono intensificati, anche a causa dell’illegittimo coinvolgimento diretto delle scuole nella salvaguardia della salute degli alunni, come è accaduto con il decreto vaccini. Agli istituti, infatti, sono stati assegnati dei compiti di vigilanza, senza pensare al fatto che fossero sguarniti di personale, tagliato di 50mila unità in meno di 10 anni, già oberati di lavoro e pure con gli addetti alle segreterie non formati adeguatamente per questo genere di impegni”.Il sindacalista Anief-Udir si è quindi soffermato sui problemi strutturali della nostra comunità educante: “Abbiamo un precariato – ha detto Pacifico – che ci porta ad avere un docente su otto nominato ancora a tempo determinato. Sarebbero potuti essere molti meno, se solo il Miur ci avesse dato ragione inserendo nelle GaE bloccate i 100mila precari abilitati delle graduatorie d’Istituto. Ma si riparte anche con un dipendente Ata su quattro supplente. Per non parlare dei Dsga, ai quali viene negato il concorso pubblico da oltre 20 anni, con 1.700 reggenze da assegnare malgrado vi siano tantissimi amministrativi che si sono formati sul campo assumendo il ruolo superiore per almeno tre anni e che a questo punto hanno pieno diritto di essere immessi in ruolo. E che dire dei dirigenti scolastici, con quasi 2mila reggenze da attuare quest’anno e una selezione nazionale attesa da tempo, anche questa probabilmente viziata da irregolarità, come l’esclusione dei docenti precari laureati con cinque anni di servizio?”.“Lo Stato non ha tutelato nemmeno il personale della scuola sul fronte dei compensi, congelando quell’indennità di vacanza contrattuale che avrebbe assicurato almeno la metà dell’adeguamento all’inflazione, costringendo il sindacato ad attivare dei ricorsi gratuiti per attribuire loro il maltolto nel periodo 2008-2018. Allo stipendio fermo dal 2009 – ha aggiunto – si aggiunge il blocco della carriera per i neo-assunti per otto anni, bloccati a poco più di 1.200 euro al mese per quasi due lustri. A subire danni notevoli, sono stati poi i dirigenti scolastici, che hanno maggiori responsabilità su servizi, gestione del personale e sicurezza, in raffronto ai colleghi del pubblico e del privato, ma ricevono in cambio buste paga praticamente dimezzate e si ritrovano pure tagliato pure il Fondo unico nazionale del 20%. Con i presidi assunti dopo il 2001 che non si spiegano perchè gli sia stata sottratta la Ria”.“Tutto questo accade mentre le scuole sono chiamate a dare seguito a diversi decreti legislativi della Legge 107/15, come quelli su formazione obbligatoria, valutazione ed Esami di Stato. Tuttavia, la Scuola pubblica non è un generatore di servizi generali, perché ha invece il preciso compito di educare i cittadini del domani. Lo Stato dovrebbe fare il massimo per agevolare questo rilevante compito, valorizzando le risorse umane e strumentali a disposizione, proprio per adempiere a questo disposto costituzionale. Invece, prendi il via un altro anno all’insegna dei problemi. Ecco perché Anief e Udir – ha concluso Pacifico – continuano a rivolgersi al tribunale e a diffidare le altre organizzazioni sindacali dal sottoscrivere un contratto nazionale che prevede appena 85 euro di aumento e senza le tutele minime dei lavoratori”.

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CIR: Consiglio Europeo luci e ombre

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2015

rifugiatiIl Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) giudica gli esiti del Consiglio Europeo e della politica comunitaria in materia di asilo insufficienti.Riconosciamo che per la prima volta in Europa si delineano delle risposte comuni alla crisi che sta investendo il continente. Di fronte alle migliaia di persone intrappolate ai confini di vari Paesi membri, in assenza di risposte di accoglienza e protezione adeguate, si gettano le basi per superare il Sistema Dublino attraverso la ricollocazione di 120mila persone. Un fatto epocale, ma una misura che non è sufficiente di fronte alla sfida che ci troviamo ad affrontare.“In primo luogo appare molto limitante che siano considerati eleggibili per il ricollocamento solo richiedenti asilo ritenuti in “chiaro bisogno di protezione”, ovvero provenienti da 2-3 nazionalità. Un altro rischio è che questa misura non diminuisca minimamente i movimenti secondari all’interno dell’Unione, ma ne cambi solo le rotte. Temiamo che il richiedente asilo non cercherà più di arrivare in Germania dalla Grecia, ma dalla Lituania. Noi proponiamo che ogni ricollocamento sia obbligatoriamente legata o ai legami familiari e culturali delle persone o a un chiaro progetto di integrazione personalizzato e finanziato dall’Unione Europea in Stati Membri attualmente, in molti casi, impreparati a ricevere e integrare rifugiati” dichiara Christopher Hein Portavoce del CIR.“Nel disegno presentato, inoltre, il ricollocamento funziona solo se collegato al meccanismo degli hot spot che dovrebbero essere i punti in cui viene garantito il fotosegnalamento di quanti arrivano in Europa. Il CIR insiste nel chiedere che in questi luoghi tutti i cittadini stranieri in arrivo siano informati sul diritto di chiedere asilo, come previsto dalla normativa italiana e comunitaria, e che siano, in tempi molto brevi, intervistati attraverso colloqui individuali per valutare i loro legami familiari e culturali al fine del ricollocamento. Temiamo invece che questi luoghi, che sembrerebbero inevitabilmente di detenzione amministrativa, divengano dei nuovi CIE” continua Fiorella Rathaus Direttrice del CIR.Ma in particolare preoccupa l’assenza, in tutto il programma delineato dalle istanze comunitarie, di modalità di ingresso legali per le migliaia di rifugiati che premono ai confini europei. Non si parla delle vie legali di accesso come: l’utilizzo di visti umanitari, un programma di reinsediamento che dia risposte numeriche adeguate alle esigenze dettate dalla crisi siriana, la possibilità di chiedere asilo dalle rappresentanze consolari. Come CIR siamo convinti che questa sia l’unica via per garantire il rispetto della vita e la protezione dei rifugiati che cercano di arrivare in Europa.“È stato gettato un primo mattone per la costruzione di un vero sistema d’asilo comune in Europa. Ora è di fondamentale importanza che la reale protezione delle persone venga messa al centro di questo disegno” conclude Hein.

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Prodi: Luci ed ombre della globalizzazione

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2015

romano prodiTIRANA – In un intervento al Panel su “La gratuità e il mercato globale” all’Incontro internazionale “La pace è sempre possibile” organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio a Tirana, l’ex presidente della Commissione Europea Romano Prodi ha detto: “Non condanno la globalizzazione senza la quale un miliardo di persone non sarebbe arrivato ad una vita decente”. Tuttavia “con la globalizzazione è aumentata la disuguaglianza, perché da quando si è avuta l’affermazione del modello Reagan -Thatcher per il quale chi mette le imposte perde le elezioni, prima sono state colpite le classi più basse e ora la classe media”. Successivamente Prodi ha sostenuto che “quando il Papa dice che il mondo è troppo regolato dal ‘dinero’, descrive una realtà globale. Noi dobbiamo correggere la realtà, e deve essere lo Stato a regolare il mercato in modo che l’aiuto reciproco vada nella giusta direzione”. Prodi ha parlato anche della questione dei rifugiati, e ha ricordato che “la gratuità viene esaltata quando si vive in un clima di giustizia sociale. Sui rifugiati era tutto fermo. Poi un governante (Angela Merkel, n.d.r.) dà un messaggio politico e si sblocca tutto, perché tutto era dominato dalla paura”.
Nello stesso Panel il Vescovo di Frosinone Mons. Ambrogio Sperafico ha sostenuto che “la logica del dono sembra scalzata dalla logica della finanza e del denaro; il mercato sembra ingovernabile. Una società così non può che vivere di paura e addossare le nostre paure agli elementi di disturbo, come è accaduto con i profughi”. “La dittatura del materialismo – ha aggiunto Mons. Sperafico – si avverte anche in Africa e in Asia, in Paesi poveri nei quali si sviluppa una teologia della prosperità. Per questa mentalità e per questa teologia la vita è un’opportunità da cogliere ed il gratuito qualcosa che non conta. Invece la cultura del gratuito reintroduce l’umano nel cuore della vita degli uomini, emancipa dalla solitudine delle proprie sofferense e ricrea quell’umanesimo di cui abbiamo bisogno ed un nuovo antropocentrismo in dialogo col mondo e non più centrato sull’io”.

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Ospedali Lazio 2014:Molte ombre poche luci

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 dicembre 2013

Nicola Zingaretti

Nicola Zingaretti (Photo credit: Niccolò Caranti)

“Parafrasando lo slogan che ci ha accompagnato per tutta la campagna elettorale, possiamo dire che il nuovo inizio per la sanità del Lazio, il presidente e commissario Zingaretti lo ha soltanto immaginato”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato. “Rileggendo gli intendimenti del candidato su un volantino diffuso prima delle regionali, possiamo tranquillamente affermare che tanti obiettivi propagandati sono rimasti soltanto sulla carta. Esaminiamoli nel dettaglio”, invita Maritato. “Una nuova sanità più vicina alle persone, esordisce Zingaretti. Ma nei pronti soccorsi zeppi di barelle, tranne estemporanee visite di ministri, si sono mai viste le autorità regionali? Hanno mai raccolto il grido di dolore di pazienti, operatori, parenti? Per non parlare di merito e trasparenza: al di là di qualche dato pubblicato sul sito regionale, in fatto di nomine e meritocrazia nelle nostre aziende tutto procede come prima. Stuoli di consulenti, senza minimamente esperire procedure per verificare la dotazione di risorse interne. L’assurdo si raggiunge poi valutando il capitolo del controllo e la valutazione, nella sezione in cui si parla di rilancio dell’Asp, agenzia di sanità pubblica le cui competenze, al contrario, sono state assorbite dagli uffici regionali. Stesso discorso per il Piano sanitario regionale e le cure territoriali. Al di fuori degli annunci sulle fantomatiche Case della Salute, con i medici di famiglia fermamente intenzionati a stabilire le proprie condizioni, sul territorio non c’è nulla. E che dire della beffa dei direttori generali? Annunciata in pompa magna l’imminente nomina, su tali designazioni è sceso un silenzio assordante mentre Asl e ospedali navigano a vista”.

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Luci e ombre del legno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2012

Perugia Dal 31 marzo al 10 aprile, la Sala Pro Ponte Etrusca di Ponte San Giovanni ospiterà venti sculture di quattro artisti italiani. Un modo per riscoprire le meraviglie dell’arte lignea e per lanciare un messaggio di sostenibilità: tutte le opere sono infatti realizzate con legno dei boschi trentini gestiti in modo sostenibile.
Quattro artisti che trasformano le loro opere in un messaggio di sostenibilità ambientale e raccontano di un’arte mai perduta, vecchia almeno quanto le vallate alpine dalle quali proviene, che si nutre del materiale per eccellenza delle nostre montagne: il legno.
I quattro artisti sono Fulvio Borgogno, Isabella Corni, Paolo Moro e Simone Turra. Diverse le regioni di provenienza ma identico il legno utilizzato per le loro sculture: proviene tutto dai boschi dell’altopiano di Tesino (TN), sul quale sorgono vaste distese di boschi del Trentino e dove ogni anno, a metà estate, 27 artisti internazionali vengono invitati a scolpire le loro opere tra le vie e le piazze di quattro paesi.
La mostra prevede anche una sezione “umbra”, con lavori in legno a “filiera corta”, realizzati utilizzando piante tipiche del territorio come tiglio, noce e olivo. Le venti opere dei quattro artisti, riunite nella mostra “Luci ed ombre del legno”, dal 31 marzo fino al 10 aprile arriveranno a Ponte San Giovanni, e saranno visitabili dal pubblico nella Sala Pro Ponte Etrusca (Via Tramontani, traversa Via dei Loggi) tutti i giorni dalle 16 alle 19. L’inaugurazione avverrà invece sabato alle ore 17.
Un modo per portare la cultura delle opere d’arte lignee fuori del tradizionale scenario alpino. Ma le opere dei quattro artisti saranno anche qualcosa in più: un veicolo di sostenibilità ambientale. Il legno utilizzato ha infatti una peculiarità: proviene esclusivamente da foreste gestite secondo lo schema internazionale Pefc, che garantisce la gestione sostenibile delle nostre risorse boschive.
Il Trentino, in tal senso, è apripista in Italia: il 74% dei boschi locali sono certificati Pefc. Circa 260mila ettari, ai quali si aggiungono 90 realtà artigianali e industriali della filiera bosco-legno, in possesso della certificazione di tracciabilità Pefc. Un modo lungimirante per garantire un futuro – economico, produttivo, sociale e, perché no, anche artistico – alle comunità locali e per tutelare al tempo stesso il territorio dal rischio di erosione e di cementificazione.

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L’ombra di Berlusconi sulle frequenze Tv

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2011

Silvio Berlusconi

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E’ vergognoso: mentre noi dovremo salvare l’Italia con una manovra lacrime e sangue, Berlusconi e altri operatori si arricchiranno appropriandosi delle frequenze della tv digitale gratis! Sta a noi fermare questo scandalo e costringere il Ministro Passera ad agire ora. Prima di lasciare il potere Berlusconi ha regalato le frequenze della tv digitale a Mediaset e alla Rai rubando miliardi di euro dalle casse dello stato! La protesta sta montando e in molti chiedono al Ministro Passera di cancellare questa misura oltraggiosa e di avviare subito un’asta pubblica.

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Corrado Passera: luci e ombre

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 novembre 2011

Corrado Passera Napolitano

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Corrado Passera, amministratore delegato del Gruppo Intesa S.Paolo, sarà uno dei ministri più potenti del nuovo governo Monti, poiché riunirà in sé le deleghe dello “Sviluppo Economico” e delle “Infrastrutture e Trasporti”. Si tratta di ministeri cruciali anche per il sistema bancario da cui proviene.
Riporto di seguito le tante ombre e le poche luci della sua carriera. Alla luce di queste vicende, forse si poteva trovare, specie per un governo tecnico, un uomo con una vita professionale più cristallina. Corrado Passera è ex enfant prodige della finanza italiana, un ex Mc Kinsey, ex top manager del Nuovo Banco Ambrosiano, ex numero uno operativo prima di Poste Italiane e poi di Intesa già prima che questa si mangiasse in un boccone il San Paolo-IMI. Nella sua storia personale tuttavia non vi sono solo successi. Al tempo in cui era amministratore delegato del Banco Ambroveneto, avrebbe subito un tentativo di estorsione da parte di Florio Fiorini, il discusso finanziere rinchiuso nel carcere di Opera perche’ accusato di bancarotta fraudolenta ed altri reati per il fallimento del gruppo Sasea. Anche Corrado Passera viene indagato per bancarotta fraudolenta nell’ ambito di quell’inchiesta.
La ristrutturazione di Poste Italiane viene considerata uno delle sue maggiori performance. Ma qualche anno dopo il nuovo Presidente Sarmi incarica Mediobanca di verificare le operazioni in derivati effettuate dal 1999, l’ anno in cui le Poste, allora sotto la guida di Corrado Passera, hanno iniziato ad indebitarsi a lungo termine con l’emissione di bond. Sono gli stessi obiettivi dell’ inchiesta della Procura di Roma che sulla questione ha aperto un fascicolo, per ora contro ignoti, momentaneamente affidato al procuratore reggente Ettore Torri. Sempre sotto la sua gestione, Poste Italiane trasformatasi celermente in immobiliarista di aree demaniali non sue, è riuscita a farsi pagare due volte, ad esempio, il Palazzo di Roma San Silvestro. Valutato a prezzi di mercato 89 miliardi, viene concordato con Passera a 165, ma avendo lo Stato (cioè i cittadini italiani) comprato dalle Poste immobili già suoi, in realtà il costo finale è stato di 330 miliardi di lire.
Nel periodo in cui è in Banca Intesa è interessato da molti nei. Nella vicenda Cirio la procura di Milano lo iscrive nel registro degli indagati per i bond Cirio, ma in buona compagnia: Cesare Geronzi, presidente di Capitalia, Stefano Balsamo, manager di Jp Morgan, , oltre a Sergio Cragnotti. Neppure dalla vicenda Parmalat. Corrado Passera, esce nel migliore dei modi. Quando scoppia la bomba, dichiara che l’attività di compravendita di bond rientra nelle competenze di Nextra, la società di gestione del risparmio del gruppo ed il Presidente Giovanni Bazoli precisa che la vicenda Parmalat non poteva essere prevista all’interno dell’istituto e che “la crisi non si estenderà alle banche”. Ma i magistrati milanesi la pensano diversamente e quando chiudono le indagini con un avviso di garanzia di 20 soggetti – di cui 13 persone fisiche e 7 persone giuridiche – per il reato di concorso in aggiotaggio, tra questi c’è Nextra di Banca Intesa per aver diffuso false informazioni al mercato al fine di provocare “sensibili alterazioni dei prezzi dei titoli Parmalat”. Ma non basta, alla fine il gruppo guidato da Giovanni Bazoli e Corrado Passera più le ex controllate Cariparma e Biverbanca sono costretti a staccare un assegno all’amministratore delegato Enrico Bondi di 420 milioni di euro al fine di ottenere la rinuncia a tutte le azioni revocatorie e risarcitorie già promosse ed eventualmente proponibili nei confronti delle banche. Sempre in Banca Intesa gestisce la nascita di Banca Intesa Sanpaolo, ed una serie di interventi in sostegno di grandi e medie imprese dalla Fiat alla Piaggio, da Luxottica a Telecom. Le vicende Telecom sono fin troppo note e non sono certo un esempio di trasparenza e buona gestione Durante la Giornata nazionale della finanza etica del 2004, diversi sindacalisti contestano a Passera la aggressiva politica di incentivi commerciali praticata da Intesa, che – secondo i sindacati – spinge i dipendenti della banca a vendere ai clienti meno accorti prodotti a bassa qualità.
Il suo nome compare negli appunti trovati nel computer di Guglielmo Sasinini, l’ex giornalista di Famiglia Cristiana, finito agli arresti domiciliari per la vicenda dei dossier illegali della Sicurezza Telecom.
Quattro gruppi bancari italiani, attivi nel segmento dei derivati, sono finiti sotto la lente di Bankitalia e tra essi Intesa-Sanpaolo. Ma lui afferma: «Sul tema dei derivati siamo sereni, abbiamo già dato tutte le risposte». Alla luce di ciò che sta avvenendo oggi forse quella dichiarazione appare per lo meno incauta.
Passera entra anche nella faccenda che ha riguardato la sospensione del presidente di RaiFiction, Saccà, il quale coinvolge nel suo progetto personale Pegasus le aziende da cui il servizio pubblico acquista format e film televisivi. Il progetto vanta il sostegno del governatore della Calabria, Agazio Loiero, e l’appoggio di Berlusconi, di Confindustria, e appunto di Intesa San Paolo.
Intesa San Paolo è fortemente impegnata in operazioni bancarie collegate all’export di armi : è al secondo posto (97 milioni), banca d’appoggio, in particolare, per le forniture di munizionamento della Simmel Difesa agli Emirati Arabi Uniti. Quando viene bandita la gara per il Ponte sullo Stretto, come è noto vinta da Impregilo le intercettazioni disposte dalla magistratura rivelano l’intervento di Cesare Romiti su Corrado Passera, per la richiesta di prestiti. L´epilogo è noto: i nuovi soldi li misero nuovi soci – tra cui Autostrade, Gavio, – i nuovi padroni di Impregilo, e che hanno fanno parte anche della cordata Alitalia. Il General Contractor è assistito da Banca Intesa, Carige, Banca Popolare di Lodi per la quota di prefinaziamento pari al 15%. Altra vicenda assai oscura è il crack da un miliardo di euro della Finmek. Le indagini rivelano che l’agonia era iniziata molto prima. Secondo la consulente tecnica del tribunale di Padova, Tiziana Pinaffo, i debiti erano ben oltre il livello di guardia già alla fine del 2001, quando scatta l’operazione bond. In sostanza, Caboto, merchant bank del gruppo bancario Intesa, piazza sul mercato obbligazioni Finmek per 150 milioni di euro, che vengono acquistate da oltre 5 mila risparmiatori. Il denaro rimane bloccato su due conti vincolati (cash deposits) come garanzia per una linea di credito concessa da Intesa alla stessa Finmek. Nel marzo del 2003 l’istituto chiede il rimborso del prestito al gruppo Fulchir, che per soddisfare la richiesta è costretto a consegnare a Intesa i 150 milioni frutto del collocamento del bond. Morale della storia: la banca recupera il suo credito, mentre le obbligazioni spazzatura restano in mano ai risparmiatori. Quando il governo Prodi si dichiara a favore dell’accordo Air France, Passera dichiara “Non mi brucia che abbiano detto no al piano Air-One da noi sostenuto, mi brucia che si sia deciso di buttare via l’Alitalia….”. Sulla sua proposta fu pungente il giudizio di Gianni Barbacetto: “Alitalia sarà di fatto fusa con l’AirOne di Carlo Toto, così la Banca Intesa di Corrado Passera salva Toto dal fallimento e recupera a spese della Stato (cioè nostre) i soldi che gli ha prestato.”Ma lui (Passera) sostenne che il piano era solido e serio. Disse “Dietro c’è una vera strategia-Paese, non un banale interesse di bottega. Per questo non accetto che si dica che è un imbroglio, o un favore fatto a Berlusconi. Semmai è un favore fatto all’Italia, alla sua industria, al suo futuro”. Addirittura si arroga il diritto di decidere, in luogo del decisore politico, che “enti pubblici o enti locali non hanno titolo per entrare nell’operazione di salvataggio” E se per caso qualcosa va’ storto come per i casi Parmalat, Cirio ed analoghi, c’è sempre la politica a cui chiedere aiuto: in questo caso rimborsando i clienti gabbati con i soldi dei conti dormienti (conti che nessuno reclama più), anzichè con quelli delle lautissime stock-options che si portano a casa amministratori come Passera, che è considerato da questo punto di vista uno degli uomini d’oro (38 milioni di Euro solo nel 2005 e 2006). Certo è che quei meccanismi non hanno mai previsto anche le contro-stock-options, quando invece di guadagni si fosse andati incontro a perdite (come nel caso Parmalat). Corrado Passera ha da sempre avuto un rapporto a doppio filo con il mondo politico, al quale raramente a detto di no. Magari ha stretto i cordoni della borsa quando si trattava di allargarlo per le piccole e medie imprese, ma non ha esitato a dire “si” quando a chiederlo era la politica, Come dimostra il caso Alitalia, ma anche quello del San Raffaele di don Verzè (dove Banca Intesa è creditrice di oltre 120 milioni di euro verso la procedura fallimentare). Ah! dimenticavo. E’ Cavaliere del Lavoro! (Antonio Borghesi deputato)

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Un uomo senza ombre

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 maggio 2011

Uno speciale gioco di luci può moltiplicare l’effetto delle ombre che lasciano gli oggetti. Al corpo umano accade la stessa cosa. La sua sagoma è in grado di mutuare nello spazio circostante una varietà di ombre che calibrano la loro intensità dai contorni netti a quelli più sfumati. La vita dell’uomo si alimenta di questi effetti. Possono apparire imponenti in un corpo esile o presentarsi nel suo esatto contrario al cospetto di un gigante. Ciò vuol dire, semplicemente, che sono le fonti luminose a dare una o più “dimensioni” e a fissare una o più caratteristiche ai soggetti colpiti dalla loro “attenzione”. Devo quindi arguire che in un mondo illuminato è impossibile che possa esistere un uomo o un oggetto senza ombre. E la luce è vita, è calore, è continuità. Non a caso le prime grandi paure dell’uomo furono le eclissi solari e lunari. Poi vennero le aurore boreali. La notte senza luna risveglia in noi ricordi tenebrosi e ancestrali timori. Il sonno, la notte e l’oscurità sarebbero diventati intollerabili se non avessimo attivato uno speciale marchingegno, i neuroni-off, che sono fatti funzionare a livello cerebrale e ci consentono di distinguere tra il “nulla” e lo “esistente” e a darci una spiegazione logica, tranquillizzandoci, per ciò che non vediamo e che di conseguenza ci avvicina pericolosamente al nostro annientamento. Euripide canta nella sua Fedra: “La vita degli uomini è piena di dolori e non c’è mai tregua alle pene. Ma quell’altra cosa, qualunque sia, più desiderabile della vita, è oscura e celata sotto le nuvole, e noi amiamo senza saggezza questa vita che brilla sulla terra, perché non ne conosciamo altra e le cose d’oltre vita non ci sono rivelate. Noi siamo inutilmente tormentati da menzogne”. E’ quello che Piero Verri chiama “dolori innominati”. Essi coesistono con l’uomo. Egli li porta con sé da sempre. Da queste sofferenze derivano i dolori innominati quali il tedio, la noia, l’inquietudine, la malinconia, dolori non forti ma decisi, ma che ci rendono addolorati senza darci un’idea locale del dolore, e formano vagamente, ma realmente il nostro malessere. Sta, altresì, scritto, nell’insondabile mondo dell’ignoto, che l’uomo triste è chi è più sensibile all’armonia ed è capace di gustare con delizia la melodia di un bel concerto, di provare il dolce tumulto degli affetti e di godere un piacere fisico reale. Nell’animo assorbito da queste sensazioni, cessa rapidamente il dolore innominato e nasce il piacere che desta nel cuore dei sentimenti. Questi conflitti fanno parte immutata e immutabile tra il mondo dell’essere e quella del “nulla”, tra la luce e le tenebre e sembrano voler assumere una funzione intermediaria con il dolore e le ombre, quali presagi per l’ignoto che ci attende e che sovente ci riempie d’angosce, forse ingiustificate, forse espressive per indicarci nella penombra della vita e nella sofferenza la vera identità dei purissimi piaceri che ci riserva la vita oltre la vita. Nel cosmo esiste un rapporto altrettanto efficace tra la massa luminosa (visibile) e una materia oscura. Gli scienziati l’hanno rilevata in quanto la prima emette radiazioni elettromagnetiche (raggi X, radio onde, infrarosso, ultravioletto) e la seconda non emette nessun tipo di radiazioni e la sua presenza si avverte solo perché fa sentire la sua attrazione gravitazionale nei confronti dei corpi circostanti. Già nel 1933 l’astronomo svizzero americano Fritz Zwicky aveva ipotizzato la presenza di una “materia invisibile” all’interno e intorno alle galassie. Essa si equilibra, con quella luminosa, mediante l’apporto di due forze: la gravitazionale, esercitata di solito dalla stella di maggiore grandezza nel cui ambito ruota una famiglia di pianeti e satelliti (è il caso del sole nella nostra galassia), e da una centrifuga, esercitata da ciascun pianeta nella sua orbita. In termini quantitativi il rapporto esistente, tra le forze oscure e quelle luminose, è di 9/10 in favore delle prime e c’è chi propende per un valore ancora più alto portandolo sino al 96%, ossia a novantasei parti oscure su quattro luminose. L’ipotesi che le “forze oscure” contengano neutrini o altre particelle e facciano da contraltare a quelle luminose con i loro corpi: protoni, neutroni, elettroni, non ha grande importanza almeno in questa situazione. Ciò si spiega perché ho preferito riservare tale spazio all’altra mia pubblicazione “L’ultima frontiera” (parte prima e terza). A me, in questa sede, preme solo mettere in giusto risalto siffatto rapporto e i suoi effetti sull’uo-mo e sulla natura, più in generale, e capire il perché esiste questo condizionamento sui nostri comportamenti e le conseguenze che possono derivarne sulla conoscenza scientifica e tecnologica, che oramai ci sovrasta e, in una certa misura, ci condizionano. Devo poi considerare altri valori intermedi che, nel linguaggio pittorico e simbolico, s’identificano con i “chiaroscuri” delle ombre e tendono a rivelare un particolare aspetto della natura dell’uomo. Essi lo fanno oscillare tra la bontà dei suoi sentimenti e la perversità degli stessi. Esemplari di questo genere sono vissuti in tutte le epoche e ovviamente non sono mancati nel ventesimo secolo. Due di loro, in particolare, hanno rappresentato le forze oscure: Hitler e Stalin. Le figure, al loro opposto, sono quelle di Padre Pio da Pietrelcina e Madre Teresa di Calcutta. Tra questi due estremi il campionario è molto vasto. Sono i fedeli e gli agnostici, gli indifferenti e i traditori e tutti insieme formano quel genere umano che affolla le strade delle grandi città o vaga solitario o in gruppi nelle località deserte e inospitali del mondo o vive ai margini dell’opulenza mendicando un tozzo di pane o ritagliandosi un posto nella società tra successi e insuccessi, tra piccole furberie ed espedienti vari o lavorando duro senza nulla concedersi. E’ il viatico che si accompagna all’uomo e si somministra nelle afflizioni più profonde, nelle circostanze più tragiche. Niente è, in effetti, più drammatico della lotta di classe, i conflitti razziali e le persecuzioni politiche e religiose o d’ogni altro genere. Intanto gli anni, i secoli, i millenni si snocciolano uno dopo l’altro. E’ un’età puntellata da amori e da odi, da gioie e sofferenze. Siamo stati vittime di sopraffazioni o le abbiamo esercitate nei confronti dei nostri simili, ma nel bel mezzo di questi travagli siamo riusciti a dare al nostro pensiero un ordine logico, a tradurre il nostro comportamento in risultati concreti, a trasformarlo in un progresso civile e scientifico. Non tutto ha funzionato a dovere se dobbiamo costatare come gli stessi strumenti, che avrebbero dovuto garantirci un migliore sistema di vita, un affrancamento dalle fatiche e forme di democrazia compiuta più rispettose dell’uomo e della natura che lo circonda e nella quale s’immerge, si sono, a volte, trasformati in strumenti di morte e in genocidi di vaste dimensioni. Poi al cospetto di tante distruzioni subentra una nuova speranza e un’anima solitaria è pronta a gridare “Eureka” e muore per lei. Per Poe lo è la “terra di sogno” immaginata quando nel suo omonimo poema egli esclama:
Per una terra oscura e solitaria
Sol da angeli malvagi frequentata
Dove uno spettro che ha per nome Notte
Regna sovrano su di un nero trono
A queste terre di recente giunsi
Da una lontana pallida Thule
Da una terra misteriosa ed intatta
Fuori del Tempo e fuori dello Spazio.
Questa scoperta per Poe divenne risolutiva. Dopo aver scritto il suo poema nel quale sono stati estratti i succitati versi egli così si espresse con un amico: “Non serve discutere con me ora; devo morire, non ho più ragione di vivere dato che ho scritto Eureka. Non potrei aggiungere altro.” E così quei versi divennero il suo epitaffio e lo firmò con uno pseudonimo: “Eureka.” Ed essa divenne la sua ombra. (Riccardo Alfonso prefazione “Le Ombre”)

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Gheddafi: 40 anni di storia libica

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2011

I recenti eventi che stanno interessando gran aprte del Nord Africa (dall’Algeria all’Egitto) ma sembrano meno intensi in Libia, richiamano alla nostra attenzione quanto è accaduto in Libia con la rivoluzione di Gheddafi che ha al suo attivo ben oltre 40 anni da quando l’allora tenente libico con altri suoi compagni di cordata si rese promotore di una rivoluzione che a molti osservatori occidentale parve solo un cambio di casacca da una dittatura corrotta ad un’altra ed invece si ritrovarono con un uomo e la sua squadra decisamente diversi e ben intenzionati a rompere i vecchi schemi che il neocolonialismo aveva messo in piedi per far gestire agli autoctoni il governo locale facendo finta di restarne fuori. Ma cosa è cambiato nel “modulo Gheddafi” da quei giorni ad oggi? Gode ancora del carisma passato? Questa storia si rifà a quelle ore, ci ricorda l’esperienza coloniale italiana, le sue luci e ombre e ci racconta cosa avrebbe potuto significato per il mondo arabo ritrovarsi con una leadership meno compromessa con un occidente di affaristi e con governi che parlavano di legalità, giustizia e democrazia ma erano incapaci d’esportare il tutto fuori dai loro paesi. (Edizioni Fidest autore Riccardo Alfonso)

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Luci e ombre della Chiesa cattolica

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 novembre 2010

Lettera al direttore. Nel libro “Luce del mondo”, il Papa afferma che l’omosessualità non sarebbe “moralmente giusta”, giacché “rimane qualcosa che è contro la natura di quello che Dio ha originariamente voluto”. Credo che se il Papa avesse presente l’immane sofferenza che i pregiudizi sull’omosessualità hanno generato, se avesse contezza di quanti giovani, alle volte ragazzi, quei pregiudizi hanno spinto al suicidio, forse sarebbe più cauto nel fare certe dichiarazioni. La luce della Chiesa alle volte è solo ombra tetra. Ma veniamo alla sua affermazione. Se è vero  che l’omosessualità non è moralmente giusta, poiché “contro la natura di quello che Dio ha originariamente voluto”, dovrebbe essere altrettanto vero che anche l’eunuchismo non è moralmente giusto. Gesù però non sembra considerasse immorale ciò che sarebbe “contro la natura di quello che Dio ha originariamente voluto”. Leggiamo il Vangelo:  «Vi sono infatti eunuchi che nacquero così dal seno della madre, e vi sono eunuchi che furono resi tali dagli uomini, e vi sono eunuchi che si resero tali da sé per il regno dei cieli. Chi può comprendere, comprenda» ( Mt 19,12). E’ evidente che Gesù non esprime nessun giudizio negativo sugli eunuchi, anzi, esprime giudizio positivo su coloro che si rendono eunuchi (che rinunciano a sposarsi) in vista del regno dei cieli. Deduzione logica: se l’enuchismo è moralmente giusto, anche l’omosessualità è moralmente giusta. Se invece ha ragione il Papa, ed aveva torto Gesù, significa che, essendo moralmente non giusta l’omosessualità, lo sarà anche la rinuncia all’esercizio della sessualità. Renato Pierri (scrittore)

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Morti sospette nelle carceri di Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 novembre 2010

Dopo i casi di Stefano Cucchi e Simone La Penna, il carcere romano di Regina Coeli torna a far parlare di sé con tre decessi sospetti, riconducibili a detenuti annoverati nella cosiddetta lista degli invisibili: carcerati stranieri la cui scomparsa è certificata da una sommaria ricostruzione dei fatti. Nel lungo elenco si ritrovano diversi nominativi come quelli di Marko Hadzovic, Paolo Iovanovic, Mija Diordevic, cittadini dell’ex Jugoslavia aventi delle storie destinate ad alimentare le ombre sul nostro sistema carcerario. I sospetti nascono dalla facilità con cui si preferisce ricorrere all’archiviazione piuttosto che a un’indagine volta ad accertare le responsabilità di chi, in virtù del proprio ruolo, dovrebbe vigilare e garantire la sicurezza nelle carceri.  A tal proposito Manuela Bellantuoni, viceresponsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti, osserva come “anzitutto è un bene che si stia facendo luce su questi casi, soprattutto grazie ad alcuni esponenti del nostro parlamento. Dopo più di un episodio, l’abuso di potere non è più soltanto un’ipotesi ma inizia ad essere una conferma delle responsabilità di coloro che lavorano negli istituti penitenziari e dovrebbero essere custodi, non carnefici, dei detenuti. Un sistema omertoso – conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – potrebbe coprire le colpe di chi vigila sull’integrità fisica e morale dei reclusi, come accaduto nel caso di Stefano Cucchi, che solo dopo una serie di indagini mediche si è arrivati a scoprire essere stato oggetto di maltrattamenti senza note motivazioni”.

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Le ombre della luce

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 ottobre 2010

Torino 5 ottobre, Cinema Massimo 3, ore 20.45 e ore 22.30. Un viaggio attraverso i mestieri del cinematografo. Ospite della serata, il regista Paolo Pochettino. L’Associazione Museo Nazionale del Cinema inaugura la stagione 2010/2011 con una serata in omaggio alla memoria cinematografica, alla pellicola e alla proiezione analogica, presentando l’anteprima del film documentario Le ombre della luce (2010) dei registi torinesi d’adozione Simonetta Cappello e Paolo Pochettino.
Attraverso interviste fatte a chi ha lavorato e a chi lavora nelle sale, il film mostra come i mestieri del cinematografo si siano modificati e si stiano modificando nel tempo. L’opera di Cappello e Pochettino indaga su come sta cambiando la proiezione con l’avvento del digitale e si domanda se quest’ultimo potrà essere utile a superare la crisi che attraversano oggi le sale cinematografiche.
Con una riflessione sul senso e sul valore della fruizione di un film nel buio della sala, in un’epoca di DVD e di film scaricati da Internet, Le ombre della luce diventa testimone del ruolo svolto dalla pellicola per ricordare a tutti il suo fascino, la sua forza e la sua storia.
Alla serata sono stati invitati a partecipare i protagonisti del film, amici della celluloide e dell’Associazione Museo Nazionale del Cinema, come gli esercenti Lorenzo Ventavoli, Gaetano Renda e Giampiero Massimelli; le cassiere Ornella Mura, Paola Bortolaso e Simona Zanellato; gli operatori ed ex operatori Giuseppe Pedicini, Cesare Gatti, Lorenzo Vergano, Roberto Flamini, Fabio Sclosa, Alice Ruo Roch, Marco Fassini, Massimiliano Nicotra, Sergio Geninatti Chiolero e Tito Muserra; i tecnici di proiezione Aldo Schinardi e Alberto Palladino.
Introdurrà  la serata Vittorio Sclaverani, Presidente dell’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC), che coglierà l’occasione per presentare il nuovo giovane direttivo dell’AMNC, composto da Claudio Di Minno, Giulia Gaiato, Marco Mastino, Matteo Pollone, Caterina Taricano ed Emanuele Tealdi che modererà l’incontro.

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Caravaggio in Piemonte

Posted by fidest press agency su domenica, 26 settembre 2010

Torino 28 settembre, alle 12.30, nel Salone d’Onore dell’Accademia Albertina delle Belle Arti, in via dell’Accademia Albertina 8, si terrà la conferenza stampa di presentazione della mostra “Caravaggio in Piemonte. Luce e ombre dal Seicento”, che si aprirà al pubblico sabato 2 ottobre, alle 15, al Castello di Miradolo, a San Secondo di Pinerolo (TO).  Interverranno alla conferenza stampa Guido Curto, direttore dell’Accademia Albertina, Mario Turetta, direttore regionale ai Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte, Ugo Perone, assessore alla Cultura della Provincia di Torino, Maria Luisa Cosso, presidente della Fondazione Cosso, Paola Eynard, vicepresidente della Fondazione Cosso, Paola Caretta e Daniela Magnetti, curatrici della mostra.
La Fondazione Cosso esporrà, per la prima volta in Piemonte, al Castello di Miradolo, a San Secondo di Pinerolo la tela raffigurante Ecce Homo, unica opera attribuita a Caravaggio presente sul territorio piemontese.  La tela sarà accompagnata da copie coeve da originali di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio (1571-1610), arrivate in Piemonte tra il XVII e il XX secolo, omaggi all’opera ancor più che all’operare del grande maestro. Tutti i dipinti presenti in mostra saranno corredati da indagini radiografiche al fine di permettere ai visitatori un raffronto diretto tra l’operare di Caravaggio e quello, ben diverso, dei suoi seguaci e copisti. L’intera esposizione sarà accompagnata da apparati espositivi che offriranno ai visitatori approfondimenti didattici.  L’esposizione, organizzata dalla Fondazione Cosso, gode della collaborazione di storici dell’arte delle Soprintendenze ai Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte e della Liguria. Il catalogo è edito da Umberto Allemandi Editore e raccoglie i contributi di Mina Gregori, Alessandra Cabella, Paola Caretta, Daniela Magnetti, Paolo Nesta, Paolo Sapori e Rossana Vitiello.
La Provincia di Torino metterà a disposizione un bus-navetta gratuito su prenotazione il sabato e la domenica, a partire dal 9 ottobre. Il bus partirà alle 14,30 da piazza CLN e farà ritorno a Torino alle 18,30. Per informazioni e prenotazioni: Fondazione Cosso tel. 0121 502761.

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Jan-Philipp Sendker: Il sussurro delle ombre

Posted by fidest press agency su martedì, 15 giugno 2010

Sono anni che Paul Leibovitz non riesce a scacciare dalla mente l’immagine del suo bambino ucciso da una fulminea malattia: un ragazzo mingherlino, gambe e braccia sottili. Un bambino così leggero che riusciva a prenderlo e sollevarlo con una mano sola. Doveva capirlo che in lui c’era qualcosa che non andava. Nessun ragazzo se ne sta seduto da solo in cortile, mentre i suoi coetanei vanno a giocare a calcio o a basket, senza avere qualcosa che lo minaccia, che lo consuma. «Non voglio più dimenticare», ha detto dopo la morte del bambino Paul a Meredith, sua moglie. E Meredith se n’è andata, incapace di accettare un dolore così grande e smisurato.
Per custodire lontano dal chiasso del mondo il ricordo di suo figlio, Paul si è allora ritirato a Lamma, un’isola vicina a Hong Kong, seimila anime protette dalla vasta distesa del mare.
A Lamma riceve ogni tanto la bella Christine Wu, alla quale però ha reso subito chiaro che lui non può amarla, visto che non vuole più deludere né essere deluso. Chi, però, può seriamente mettere alla porta la vita?  (Blick EAN 9788854504134 Pagine 384 Euro 18,00) http://www.neripozza.it
Jan-Philipp Sendker è nato nel 1969 ad Amburgo, ha vissuto negli Stati Uniti dal 1990 al 1995 e dal 1995 al 1999 è stato corrispondente in Asia per Stern. Dopo un secondo soggiorno negli Stati Uniti è tornato in Germania, dove lavora come giornalista per Stern. Vive a Berlino con la sua famiglia. Nel 2000 ha pubblicato un reportage sulla Cina: Risse in der Grossen Mauer. L’arte di ascoltare i battiti del cuore è il suo primo romanzo. Nel 2007 ha pubblicato il suo secondo romanzo Das Flüstern der Schatten.

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XIV Festival Internazionale delle Ombre

Posted by fidest press agency su martedì, 8 giugno 2010

Poggibonsi (Siena) dal 12 al 19 giugno quattordicesima edizione del festival Internazionale del teatro delle Ombre. Appuntamenti alla Rocca di Staggia Senese. Inaugurazione sabato 12 giugno alle 21,45 con Antigone della compagnia Patricia Zanco.  Sul palco all’aperto costruito dentro l’antica Rocca di Staggia Senese saranno allestiti sette spettacoli teatrali per adulti messi in scena da grandi compagnie italiane e straniere. I giorni successivi vedranno alternarsi sul palco Walter Broggini (in “Solo”, il 13 giugno), Joan Baixas (dalla Spagna, in “Tierra prenada”, il 15 giugno) che sarà anticipato alle 21,15 da un’esibizione di Pizzica con Serena D’Amato, il Teatro Zaches (“Il fascino dell’idiozia”, il 17 giugno), Muta Imago( “(a+b)³”, il 18 giungo), il Teatre dell’Ombrelle francese (“Le prince tigre”, il 19 giungo). Evento speciale del festival sarà la videoproiezione di “Tadeusz Kantor – La classe morte” messo in scena la prima volta a Cracovia nel 1975. Sette spettacoli teatrali con compagnie italiane ed internazionali che si concentrano sul tema della morte.  In programma anche eventi per bambini, proiezioni e due conferenze a tema con Travaglio, Natoli e Prete E’ organizzato dal Comune di Poggibonsi in collaborazione con le associazioni Stacciaburatta e Amici di Staggia Senese. L’obiettivo è di parlare del tema complesso della morte con i linguaggi del teatro, della poesia, delle immagini affidandosi alla parola di filosofi e letterati.  Non mancheranno poi gli spettacoli per bambini con il teatro Giocovita in “Pepe e stella” che sarà allesitto al teatro Politeama di Poggibonsi.  Il programma propone poi due conferenze, Marco Travaglio sarà infatti alla Rocca di Staggia il 16 giugno alle 21,15 con “Italia 2010: Cronache di una morte civile”, in collaborazione con l’associazione Libertà e Giustizia. Salvatore Natoli e Antonio Prete saranno invece i protagonisti di una conferenza dal titolo “La natura ama nascondersi”, in programma per giovedì 17 giugno alle 21.www.festivalombre.it (ombre)

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Amore senza ombre

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2010

Lettera al direttore. Il cardinale Angelo Bagnasco, nell’omelia in occasione della Messa Crismale, nella cattedrale di San Lorenzo, a Genova, ha detto: «Nessuna ombra, per quanto grave, dolorosa, deprecabile, può annullare il bene compiuto» da tantissimi sacerdoti. E rivolgendosi a questi: «La gente vi vuole bene, vi guarda con stima e a volte con quella curiosità che la vostra vita, semplice e dedicata nel segno della gratuità, sollecita». E’ vero. La gente vuole bene ai sacerdoti, e si fida dei sacerdoti. Il problema è che anche i bambini e gli adolescenti vogliono bene ai sacerdoti e si fidano di loro. E poiché non si può escludere che su mille sacerdoti ce ne sia uno che verso gli adolescenti o i bambini nutra sentimento assai diverso dal loro affetto, anziché sprecare parole per osannare Chiesa ed ecclesiastici, converrebbe trovare il modo di difendere le eventuali vittime. Forse può sembrare cosa poco carina, però sarebbe il caso che qualche cardinale desse un consiglio ai genitori che affidano i figli ai sacerdoti: “Fate in modo che i vostri figli non restino mai soli con il prete al quale vogliono bene e del quale si fidano”. Ed un consiglio ai sacerdoti: “Fate in modo che bambini e adolescenti non restino mai soli con voi”. Cosa poco carina, è vero. Però sarebbe utile anche nell’interesse dei sacerdoti buoni e onesti. E nell’interesse della Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica… (Attilio Doni Genova)

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Luci (ed ombre) della città

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2009

CiddaMilano dal 4 Novembre al 16 Dicembre 2009 (4 Novembre 2009  dalle ore  19.00 alle 24.00) Fashion Cafè – Piazza San Marco, 1 Mostra personale Fotografica di Alessandro Cidda A cura di Francesco Cascino Alessandro Cidda, è un artista esperto e con curriculum, avviato verso una brillante carriera e dotato di visioni laterali spiritose, colte, fortemente vocato all’arte Pop evoluta. Opere che ritraggono action figure e modellini vintage scovati nei mercatini di tutto il mondo, fotografati da Cidda alla maniera barocca, a dimostrazione del fatto che l’arte è tutti i giorni, l’arte è da sempre e per sempre.  La ritrattistica barocca è nella storia dell’arte; naturalmente oggi non avrebbe senso riprodurre quei capolavori: non sarebbe arte se non fosse innovativa. Così le metafore del rapporto luce/ombra – tanto care al Caravaggio che ne faceva denuncia sottile e criptata, pena la decapitazione certa – ritornano nei personaggi del nostro tempo, attraversato da due “fenomeni” ormai inevitabili e onnipresenti: la televisione e il cinema.  La maestria con la quale Cidda riproduce i colori del Barocco e ne fa metafora ironica nelle opere fotografiche che compongono “Luci (ed ombre) della città” riportando la mente ai protagonisti della nostra vita quotidiana, lo inserisce a pieno titolo tra i migliori fotografi Pop italiani. (cidda)

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I “viaggi di carta”

Posted by fidest press agency su sabato, 20 giugno 2009

violinopesceCherasco (CN), 20 giugno dalle ore 17. galleria Evvivanoé I “viaggi di carta”  personale dell’artista torinese Mauro Fissore, con le sue “sculture” e opere murali in carta. di Mauro Fissore per raccontare, come nei sogni, desideri, fantasie e ricordi di terre lontane. Alla carta, prodotta a mano, vengono quindi aggregati, nell’atto della fabbricazione o durante l’esecuzione dell’opera, elementi naturali quali foglie, fiori, fibre e sabbie. midollino, giunco e legno costituiscono invece la struttura su cui la carta viene lavorata -attraverso un processo di scomposizione e ricomposizione- e da cui la scultura prende forma. Dotate di una luce interna, queste sculture possono trasformarsi in “oggetti illuminati’ –piante, lune, uccelli, pesci e maschere sognanti- rivelando segni, forme, gradazioni di colori e ombre, frammenti di inaspettate trasparenze che richiamano una dimensione onirica. In mostra a Cherasco anche “ventanas” (finestre), multipli d’arte realizzati a quattro mani con l’amico artista uruguaiano Coco Cano. Fissore ha appreso l’antica tecnica di fabbricazione della carta dal maestro giapponese Hiroaki Asahara; i suoi numerosi viaggi in Asia e America Latina, uniti alla frequentazione di amici artisti (in particolare l’uruguaiano Coco Cano) sono quindi stati un forte stimolo per lo sviluppo della recente produzione artistica. L’esposizione è visitabile, fino al 12 luglio, dal mercoledì alla domenica con orario 16-19 o su appuntamento; orario continuato 9-19 nella giornata di domenica 5 luglio, durante la quale l’intero centro storico di Cherasco ospiterà il mercatino dedicato appunto ai collezionisti di carte. Vernissage (presente l’artista) sabato 20 giugno dalle ore 17, con rinfresco. Ingresso libero. http://www.evvivanoe.it (violino,pesce)

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