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Posts Tagged ‘omicidi’

Omicidi e dintorni: dalla cronaca alla scienza

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 settembre 2019

Milano Venerdì 20 settembre l’Aula Magna dell’Università (via Festa del Perdono 7) ospiterà il convegno “Omicidi e Dintorni”. Gli organizzatori, la prof.ssa Isabella Merzagora e il prof. Umberto Genovese dell’Istituto di Medicina Legale, affronteranno un dibattito sugli avvenimenti di cronaca nera che negli ultimi anni hanno scosso e spesso diviso l’opinione pubblica italiana, insieme a giudici, avvocati, Forze dell’Ordine, giornalisti e scrittori nonché esperti di medicina legale e criminologia in un perfetto “cocktail” tra cronaca e scienza. “Questo evento è solo il primo appuntamento di una lunga serie di incontri su diversi temi d’attualità che hanno visto il contributo della medicina legale e della criminologia. Il nostro obiettivo è quello di avvicinare sempre di più il grande pubblico e soprattutto i giovani, alla nostra professione, raccontandone i retroscena attraverso i grandi casi di cronaca del passato”, commenta il prof. Umberto Genovese. “L’idea di un convegno sul crimine è nato proprio leggendo le storie vere o romanzate della cronaca milanese e italiana. Il nostro paese è stato protagonista di crimini efferati in cui il ruolo del criminologo ha avuto un’importanza fondamentale a livello scientifico, ma il racconto e l’analisi del momento storico e delle indagini sono stati altrettanto essenziali” dichiara la professoressa Merzagora. L’evento è patrocinato da SIMLA (Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni) e da SIC (Società Italiana di Criminologia) ed è aperto al pubblico, per partecipare è necessaria l’iscrizione al sito responsabilitasanitaria.it.

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“La lunga e silente serie di omicidi di Uomini dello Stato”

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

Riceviamo e pubblichiamo quanto ci scrive, in una lettera pubblica, Luigi Avveduto, un rappresentante dei Carabinieri d’Italia: “Ennesima tragedia nel Bel Paese e nel cuore della Capitale. Un V.Brig. dei Carabinieri viene ucciso con 8 coltellate, una delle quali al cuore, per svolgere il Suo compito: il dovere!Come uomo e rappresentante di tutti i Carabinieri d’Italia desidero sfogare il mio e nostro dolore!
Siamo stanchi di dover operare ogni giorno in condizioni pietose, senza adeguati strumenti e con equipaggiamenti del tutto obsoleti se non addirittura quasi inesistenti. La formazione dei nostri giovani militari è ancora incentrata molto sulla teoria e poco sulla pratica, per non parlare del quasi dimenticato addestramento-aggiornamento, che dovrebbe essere costante e necessario per ogni uomo in uniforme, per poter offrire sicurezza ai cittadini, a coloro che si alzano la mattina per andare a lavorare onestamente, alle casalinghe, agli studenti, ai disoccupati e pensionati. Oggi più che mai i nostri militari hanno bisogno di maggiori strumenti di intervento e tutela! Alcune domande, quindi, sono d’obbligo: alla sicurezza di questi uomini in uniforme chi ci pensa? Chi si ricorda che anche noi siamo uno spaccato importante di questa società che soffre l’insicurezza ogni giorno? Lavoriamo come una squadra di calcio con pochi uomini in campo, questa la verità.Mancano le adeguate risorse umane, i nostri organici sono al di sotto della media europea e, quelle che dovrebbero essere il nostro fiore all’occhiello, le Stazioni, subiscono più di tutti, con Comandanti che quotidianamente devono arrovellarsi alla ricerca di soluzioni, per poter far fronte a tutte le richieste di servizio ed esigenze del territorio.Il tanto decantato taser non lo vediamo ancora indossato da tutti i nostri colleghi. Come mai? Mancano i soldi oppure la politica li investe per altro? Abbiamo Carabinieri impiegati, giustamente, anche negli uffici per lo svolgimento del lavoro burocratico, ma sono uomini che vengono a mancare sulle nostre strade. Lo stesso possiamo dire per tutti gli uomini impiegati nelle scorte, tribunali, Ministeri e Stati Maggiori.Perché non si assumono, ad esempio, gli ex ausiliari già formati a suo tempo? Perché non si riassumono i carabinieri congedati che, al di là dell’età, possono ricoprire ruoli burocratici all’interno dell’Arma? Perché non si bandiscono concorsi per 15.000 Carabinieri ogni anno? Perché non si bandiscono concorsi per istruttori di difesa personale, impiegandoli nelle scuole di formazione e in ogni Comando provinciale d’Italia? Perché mai la politica è assente, a parte qualche slogan durante le campagne elettorali? Perché alcuni governi hanno depenalizzato numerosissimi reati penali? Perché non si propone di eliminare definitivamente tutte le attenuanti generiche e non, assicurando la certezza della pena? Perché la vita di un carabiniere o di un poliziotto vale circa 87 euro, se un delinquente non si ferma ad posto di controllo? Perché se un carabinieri non chiede con gentilezza al delinquente di seguirlo in caserma, rischia di essere denunciato, forse arrestato e sbattuto sulle prime pagine dei giornali? Perché i governanti non risponderanno ai miei quesiti? Siamo forse solo poveri, umili e semplici servitori di questo Stato che si chiamano Carabinieri, nei secoli fedeli, che tutti amano ma che tutti dimenticano?! Adesso servono solo onori e preghiere per il collega Mario Cerciello Rega ed un sincero abbraccio ai suoi genitori e alla sua signora.”

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“Omicidi all’acqua pazza”: il Thriller di Umberto Cutolo tra cuochi, cibo e cucina

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

umberto cutoloRoma. Il libro è stato presentato nel giardino della sede nazionale della Cia-Agricoltori Italiani di Roma, l’autore ne ha parlato con il critico enogastronomico Antonio Paolini e con il presidente nazionale della Cia, Dino Scanavino. “Omicidi all’acqua pazza” può essere definito un thriller enogastronomico. Infatti il giallo di Umberto Cutolo, ambientato nella splendida e suggestiva Costiera Amalfitana, ha tra i protagonisti cuochi e cibo. Dopo alcune presentazioni del libro sul territorio nazionale, è arrivato l’appuntamento romano che si è tenuto nella sede nazionale della Cia-Agricoltori Italiani, una scelta non casuale, vista la centralità dell’alimentazione e del territorio nell’opera di Cutolo. Alla presentazione sono intervenuti, insieme all’autore, il critico enogastronomico Antonio Paolini e il Presidente nazionale della Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino.“Una donna viene trovata impiccata al ponte che scavalca il Fiordo di Furore, nel più arcano e incantato sito della Costiera Amalfitana. Il marito, con il quale era stata vista litigare la sera prima nel vicino Hotel Furore, è scomparso nella notte ed è ricercato dai carabinieri come principale indiziato. Ma Omero Sgueglia, il cuoco dell’albergo, che detesta colleghi e turisti quanto la cucina alla moda, non è convinto e confida al maresciallo Di Salvo le sue «punture di spillo». La soluzione arriverà all’ultima pagina, dopo un crescendo di colpi di scena e una sfilata di personaggi particolari, inzuppati nell’ironia. Il romanzo è il primo di una trilogia”.
Umberto Cutolo è nato a Roma nel 1946. Per mezzo secolo ha praticato la professione di giornalista, attraversando tutti i settori e arrivando a dirigere l’Adn Kronos, l’ufficio stampa dei ministeri del Mezzogiorno e dei Trasporti e i mensili dell’ACI, L’Automobile e HP Trasporti.L’autore con questo giallo ha vinto il premio A.P.E (Ambasciatori e Protagonisti dell’Eccellenza) assegnato dalla giunta comunale di Furore per l’anno 2017, un riconoscimento che viene assegnato a chi, nei vari settori – dall’economia alla cultura, allo sport, al turismo- dà lustro in maniera eccellente a questo splendido borgo della Costiera Amalfitana.

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“Omicidi all’acqua pazza”

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 giugno 2017

amalfiRoma martedì 13 giugno alle ore 18.30, presso la sede nazionale della Cia-Agricoltori Italiani (Via Mariano Fortuny 20) si terrà la presentazione del “thriller enogastronomico” “Omicidi all’acqua pazza”: il giallo di Umberto Cutolo, ambientato nella splendida e suggestiva Costiera Amalfitana che ha tra i protagonisti cuochi e cibo. Alla presentazione interverranno, insieme all’autore, il critico enogastronomico Antonio Paolini e il presidente nazionale della Cia-Agricoltori Italiani Dino Scanavino. “Una donna viene trovata impiccata al ponte che scavalca il Fiordo di Furore, nel più arcano e incantato sito della Costiera Amalfitana. Il marito, con il quale era stata vista litigare la sera prima nel vicino Hotel Furore, è scomparso nella notte ed è ricercato dai carabinieri come principale indiziato. Ma Omero Sgueglia, il cuoco dell’albergo, che detesta colleghi e turisti quanto la cucina alla moda, non è convinto e confida al maresciallo Di Salvo le sue «punture di spillo». La soluzione arriverà all’ultima pagina, dopo un crescendo di colpi di scena e una sfilata di personaggi particolari, inzuppati nell’ironia. Il romanzo è il primo di una trilogia”.

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Omicidi in Kenya e persecuzione dei cristiani

Posted by fidest press agency su sabato, 2 Mag 2015

kenyaIn una risoluzione approvata giovedì, i deputati suggeriscono che l’UE avvii una missione di addestramento militare in Kenya e fornisca mezzi all’esercito e alla polizia kenioti per aiutare a prevenire l’espansione dell’organizzazione terroristica Al-Shabaab. Inoltre, dovrebbe occuparsi in via prioritaria della persecuzione dei cristiani.La risoluzione arriva dopo il massacro di 147 studenti cristiani durante l’attacco terroristico all’università di Garissa in Kenya, dove persone, il 2 aprile di quest’anno, anche altre 79 persone sono rimaste ferite. Nella risoluzione, approvata con 578 voti in favore, 31 contrari e 34 astensioni, gli eurodeputati condannano gli attacchi terroristici del gruppo Al-Shabaab ed esprimono le loro condoglianze alle famiglie delle vittime, al popolo e al Governo del Kenya.I deputati chiedono di avviare una missione di addestramento militare dell’UE in Kenya e di provvedere alla fornitura di attrezzature e alla formazione dei militari e le forze di polizia keniote “per combattere il terrorismo e impedire l’espansione di Al-Shabaab”. Definiscono poi “deplorevole” la risposta tardiva della polizia in occasione dell’attentato a Garissa., L’UE dovrebbe anche “raccogliere un contributo finanziario” per aiutare a garantire la pace e la stabilità nel paese e nella regione. Ciò dovrebbe avvenire in collaborazione con l’Unione Africana e l’UE dovrebbe anche considerare di ricorrere alla strategia di Pace per l’Africa.L’UE dovrebbe occuparsi in via prioritaria della persecuzione dei cristiani e di altre comunità religiose, in un dialogo con le chiese e le altre organizzazioni religiose.I deputati rilevano che i terroristi a Garissa hanno in particolare individuato gli studenti cristiani e che l’organizzazione terroristica Al-Shabaab “ha rivendicato pubblicamente e apertamente di condurre una guerra contro i cristiani”, che rappresentano “il gruppo religioso maggiormente perseguitato” con più di 150.000 morti ogni anno. Gli attacchi contro i cristiani sono “aumentati enormemente” negli ultimi mesi, specialmente nel mondo arabo e principalmente per mano di terroristi jiahidisti.Oltre che in Nigeria, i deputati hanno evidenziato esempi in Iraq, Libia, Nigeria e Sudan. Allo stesso tempo, condannano e respingono l’errata interpretazione dell’Islam al fine di “legittimare” lo sterminio dei cristiani. Sollecitano i leader musulmani a condannare tutti gli attacchi terroristici e il governo del Kenya a non paragonare la comunità musulmana ad Al-Shabaab e ad avere come unico obiettivo i colpevoli e non le “comunità etniche e religiose” in generale.

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Afghanistan: criminali di guerra

Posted by fidest press agency su sabato, 7 Mag 2011

Secondo l’Associazione per i popoli Minacciati (APM), l’uccisione di Osama bin Laden deve fornire l’occasione affinché finalmente la Comunità internazionale riveda la sua strategia in Afghanistan. Se da un lato viene ucciso il leader di un gruppo terroristico, dall’altro la Comunità internazionale non ha alcuna intenzione di arrestare e portare davanti a tribunali internazionali i signori della guerra afghani responsabili di massacri e che, anzi, si sono profilati come importanti partner dei governi europei e occidentali. Dopo l’uccisione del capo di Al-Qaeda Osama bin Laden si è riacceso negli Stati Uniti come anche in Europa il dibattito sull’intervento in Afghanistan. L’intervento avrebbe dovuto impedire che il paese potesse fungere da base per nuovi attacchi terroristici e avrebbe dovuto porre le basi per uno sviluppo pacifico del paese. Le mete prefissate in origine non hanno alcuna possibilità di essere realizzate fintanto che la Comunità Internazionale continua a collaborare con i signori della guerra afghani. Così Abdul Rab Rasul Sayyaf, ex-partner di Osama bin Laden, dovrebbe presto assumere la dirigenza del Tribunale Supremo afghano. Nel 1993 a Kabul le sue milizie si sono rese responsabili degli omicidi di massa di oltre 10.000 Hazara sciiti. Da anni Abdul Rab Rasul Sayyaf lavora nel parlamento afghano per la non-persecuzione dei crimini di guerra da parte dei tribunali afghani. Abdul Rashid Dostum è uno dei più famigerati signori della guerra ed è consulente militare del presidente Karzai. Le sue milizie controllano diverse province dove continuano a commettere impunemente gravi violazioni dei diritti umani contro persone appartenenti a minoranze nonostante si tratti di un territorio controllato dalle truppe internazionali sotto il commando delle forze armate tedesche. Abdul Rashid Dostum è considerato responsabile del massacro di almeno 2.000 prigionieri di guerra talebani (novembre 2001). A causa della partecipazione di soldati statunitensi al massacro, l’amministrazione USA impedisce ogni forma di persecuzione penale. Tra il 1993 e il 1995 Gulbuddin Hekmatyar ha fatto bombardare la capitale Kabul causando la morte di circa 50.000 persone. Al suo partito Hezb-e Islami appartengono oggi un quinto dei ministri del governo afghano, dieci governatori e una miriade di ambasciatori. Da marzo 2011 un funzionario di Hezb-e Islami gestisce l’ufficio di presidenza afghano.

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Omicidi in famiglia

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 febbraio 2011

Il 2011 rappresenta senz’altro l’anno nero nelle inaudite stragi tra familiari che vedono coinvolti genitori tra loro e contro i figli. Tutte vicende legate a matrimoni finiti o nell’ambito di procedure di separazione gravemente conflittuali. In particolare l’affidamento dei figli, nonostante il varo della legge sull’affidamento condiviso, sta diventando l’origine di uno dei fenomeni più preoccupanti del nostro Paese: la lotta per ottenere i figli contesi.
Ancora una volta l’AMI richiama l’attenzione delle istituzioni perché tutte le separazioni ed i divorzi vengano seguite da psicologi del Tribunale al fine di prevenire condotte strumentali in danno dei figli e conseguenti gravi reazioni. Dietro queste tragedie si nasconde infatti l’ansia dei coniugi di sottrarsi vicendevolmente i figli a seguito, probabilmente, di una serie di scellerate strategie difensive o di negligenti provvedimenti giurisdizionali. In particolare destano sgomento le vicende di quei padri che, in lite con le consorti per l’affidamento dei figli (lo scorso settembre Alberto Fogari uccise la figlioletta di tre anni e si suicidò a Brescia; tre giorni fa Matthias Shepp si è suicidato dopo aver fatto perdere le tracce delle sue due figliolette gemelle; oggi Alberto Pistone ha ucciso moglie e figlio e si è suicidato a Bologna) arrivano a uccidersi e, nella quasi totalità dei casi, a togliere la vita ai figli per i quali sono entrati in conflitto con l’ex coniuge.  In Italia si investe solo per la lotta alla mafia mentre nulla si destina alla prevenzione dei reati intrafamiliari che sono la vera, grave piaga sociale. Gli avvocati matrimonialisti ritengono che, come esiste una task force a contrasto della mafia, dovrebbe parimenti essere organizzata una rete di professionisti per combattere la violenza in famiglia”.

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Omicidi, jazz e black power

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2010

Roma martedì 7 – mercoledì 8 – giovedi 9  dicembre h. 21.00 Teatro Furio Camillo – Via Camilla 44,  uno spettacolo di margine operativo liberamente tratto dal  romanzo “ New Thing” di Wu Ming 1 ideazione – regia Pako Graziani  – Alessandra Ferraro con Alessandro Pintus – Matteo Angius -Sylvia De Fanti colonna sonora Riccardo Boldrini musiche originali Federico Camici – Andrea Loko Cota video Riot Generation Video produzione Margine Operativo 2010 –  BLACK metropolitan noir festival Liberamente ispirato dal romanzo “New Thing” di Wu Ming 1 (edizioni Einaudi 2004), Margine Operativo presenta  Omicidi, jazz e black power, una partitura sonora, corporea e  vocale  che insegue  la libertà espressiva del free jazz.
Il romanzo è ambientato nella New York del 1967, e ruota intorno all’uccisione di alcuni musicisti afroamericani assassinati a Brooklyn. Siamo nella New York  della New Thing, la rivoluzione del free jazz di Albert Ayler, Archie Shepp, Bill Dixon e il nume tutelare John Coltrane. La “Nuova Cosa” che propone ritmi svincolati da schemi metrici, strumenti a fiato suonati energicamente, grande libertà ritmica e melodica, elementi che la fanno definire l’anti jazz dai critici detrattori. Sono gli anni delle lotte per i diritti civili, di Martin Luther King, di  Malcom X, delle Black Panther  e questi assassini puzzano di bruciato. http://www.blackfestival.it
Margine Operativo ha presentato un primo studio di questo progetto intitolato La Nuova cosa nel dicembre 2009.

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Tremonti e gli omicidi sul lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 agosto 2010

“E’ sorprendente la dichiarazione di Tremonti riguardo al lusso della normativa sulla salute e sicurezza dei lavoratori, specie in questa Italia da primato europeo per gli omicidi sul lavoro e disabili permanenti, che produce terribili conseguenze umane e sociali con costi annuali di circa 30 miliardi di Euro”, così Luigi Marinelli, dell’Esecutivo USB Lavoro Privato, su quanto affermato dal Ministro dell’Economia al Meeting di CL. “In questo modo – prosegue Marinelli – Tremonti esprime la pura essenza del pensiero padronale, che vede nei diritti dei lavoratori una palla al piede per la competitività delle imprese e per i profitti e considera gli obblighi di tutela della salute e della vita dei lavoratori come uno spreco antieconomico e anticompetitivo”. “Liberarsi di lacci e laccioli, dai Contratti Nazionali alle norme sulla sicurezza, è la evidente priorità di Confindustria e padronato. E’ necessario, invece, che le attuali normative vengano migliorate ed applicate e che si aumentino i controlli nei luoghi di lavoro: invertire l’attuale tendenza al sistematico smantellamento e boicottaggio dei servizi ispettivi”, conclude il responsabile USB Lavoro Privato.

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Incontri culturali alla Dante: Omicidi in fm

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 Mag 2010

Roma 11 maggio 2010, alle ore 17 nella Galleria del Primaticcio di Palazzo Firenze piazza Firenze 27, Società Dante Alighieri – Comitato romano nell’ambito degli “Incontri culturali alla Dante” Loredana Cornero, Paola Giorgi Ballarin e Giuseppe Marchetti Tricamo presenteranno il libro Omicidi in fm di Bruno Amatucci edito da Zines sarà presente l’autore Per le strade illuminate di una Firenze prenatalizia si aggira un risoluto serial killer. Il suo modus operandi lo porta a lasciare in bella mostra, accanto al corpo di ogni vittima, un foglio del vocabolario italiano senza che gli investigatori, diretti dalla brillante Giulia Palma, riescano a comprenderne il motivo. Al fianco della commissaria, Marco Guidi, giornalista sportivo romano, e la collega Alba – utilizzando la “logica laterale” -, procedono in una corsa continua, frenetica, piena di colpi di scena fino ad arrivare alla soluzione dei delitti che avvengono tutti in via Dante Alighieri. Attraverso un escamotage letterario di spessore, Bruno Amatucci fa della sua prosa uno accorato e stridente j’accuse nei confronti del mondo della comunicazione, colpevole, nelle parole dell’autore, di quell’annichilimento e di quello svilimento proprio dei tuttologi che stanno, oggi, uccidendo la lingua italiana.
L’autore. Il suo primo romanzo L’Italia nello spazio prima e dopo Sirio è stato finalista al Premio Viareggio, mentre il secondo Pronto, pronto che ha fatto l’Italia? Vince il Mercurio d’0ro a Città del Messico. Successivamente, coadiuvato dalla matita di Moreno Chiacchera, si dedica ai libri a fumetti su argomenti sociali. Per i 75 anni della Società per le Autostrade Meridionali, realizza Buon compleanno SAM e recentemente ha pubblicato Lavorare sicuri e La Costituzione: 60 anni di libertà, che è stato presentato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Omicidi in FM è dedicato alla difesa della lingua italiana.

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Iraq: ancora Mandei vittime di omicidi

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2009

Dopo gli omicidi di due giovani Mandei commessi domenica a Bassora, nell’Iraq meridionale, l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) lancia un accorato allarme e si appella al governo iracheno per intervenire quanto prima a tutelare finalmente in modo efficace gli ultimi esponenti in Iraq di questa piccola e antica comunità religiosa che rischia di scomparire. Almeno 25.000 Mandei iracheni su 30.000 sono già fuggiti dal paese per mettersi al riparo dall’ondata di terrore che da anni ormai colpisce i fedeli Mandei. L’APM si appella che ai paesi dell’Unione Europea affinché concedano rifugio agli esponenti mandei in fuga dall’Iraq. Circa 1.200 Mandei vivono attualmente in Germania, in tutto il mondo i credenti Mandei, le cui origini risalgono a Giovanni Battista, sono circa 60.000. I due gioiellieri 25-enni mandei Farqad Faiq Osman Alchamisi e Muhannad Qassem Gharib Alkahili sono stati assaliti e uccisi domenica scorsa nei propri negozi da quattro persone. I negozi sono stati saccheggiati, dopo di che gli autori del crimine sono fuggiti in macchina. Secondo quanto riporta l’organizzazione mandea “Mandaean Program”, alcuni testimoni oculari hanno chiesto aiuto a dei soldati che si trovavano nei paraggi ma si sono sentiti rispondere che ciò sarebbe di competenza della polizia. Nonostante l’evidenza della causa di morte dei due giovani, le autorità hanno proceduto ad un’inutile autopsia delle salme, contravvenendo così pesantemente alle usanze religiose mandee. L’APM documenta i crimini contro i Mandei in Iraq e l’ininterrotto esodo di questa comunità religiosa fin dal 2003.

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Nuove Br. domiciliari a Cinzia Banelli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2009

Il COISP: “Va bene la collaborazione, ma non può andar giù che una condannata per due omicidi torni a casa dopo due soli anni di carcere”. “Non si vuole certo criticare il sistema delle collaborazioni con la Giustizia, ma un vero ravvedimento e una volontà piena di rendere il proprio debito con lo Stato e con i cittadini non può costare un prezzo che viene avvertito come una profonda ingiustizia”. E’ questo il commento a caldo di Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia, alla notizia della concessione degli arresti domiciliari a Cinzia Banelli, la prima pentita delle nuove Brigate rosse, che per decisione del Tribunale di Sorveglianza di Roma potrà lasciare il carcere di Sollicciano a Firenze, dove è detenuta dal dicembre 2006. La ex «compagna So» è stata condannata a 12 anni di reclusione per l’omicidio di Massimo D’Antona (ucciso in via Salaria a Roma il 20 maggio 1999) e a 10 anni e 5 mesi per quello di Marco Biagi, ucciso a Bologna il 19 marzo 2002. Ora le sarà assegnata una nuova identità, le sarà riconosciuto un sussidio e sarà trasferita in una località segreta insieme al figlio di 5 anni e al marito, dal momento che “è stata riconosciuta dal Tribunale di Sorveglianza di Roma la bontà e la serietà del suo percorso collaborativo” ha spiegato l’avvocato Grazia Volo.  “La crudeltà e l’abominio di cui la Banelli è stata riconosciuta colpevole non si cancellano con un colpo di spugna, e certamente neppure con poco più di due anni di carcere –  conclude Maccari -. Il vero ravvedimento non può sottostare alla condizione di ottenere in cambio dei benefici. Possiamo solo immaginare lo sconforto che ora attanaglierà il cuore delle famiglie di chi è morto per mano della barbarie travestita da ideologia politica, che altro non è se non ignobile violenza perpetrata ai danni di uomini miti e di cultura come Biagi e D’Antona”.

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