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Posts Tagged ‘omicron’

Covid-19: con Omicron più reinfezioni. Ecco chi è più a rischio

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2022

La curva dei contagi da Covid in Italia è tornata a salire, ma l’aspetto che più preoccupa riguarda il rischio di reinfezione. Nell’ultima settimana la percentuale di reinfezioni sul totale dei casi segnalati è pari a 3,2%, stabile rispetto alla settimana precedente (3,3%). Lo evidenzia il Report esteso dell’Istituto superiore di Sanità in cui si sottolinea che «l’analisi del rischio di reinfezione a partire dal 6 dicembre 2021 (data considerata di riferimento per l’inizio della diffusione della variante Omicron), evidenzia un aumento del rischio relativo aggiustato di reinfezione». Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma, evidenzia all’Adnkronos Salute che «è molto probabile, parliamo di dati osservazionali che andranno confermati dall’Istituto superiore di sanità, che la protezione data dal vaccino possa scendere al 20% con Omicron 2, anche dopo la terza dose. Questo ci potrebbe anche spiegare il perché di tante reinfezioni che osserviamo, dopo il booster o anche dopo aver fatto la malattia». La reinfezione si sta verificando, in particolare, nei soggetti con prima diagnosi di Covid-19 notificata da oltre 210 giorni rispetto a chi ha avuto la prima diagnosi di Covid-19 fra i 90 e i 210 giorni precedenti; nei soggetti non vaccinati o vaccinati con almeno una dose da oltre 120 giorni rispetto ai vaccinati con almeno una dose entro i 120 giorni; nelle femmine rispetto ai maschi (verosimilmente per la maggior presenza di donne in ambito scolastico dove viene effettuata una intensa attività di screening e per funzione di caregiver in ambito famigliare); nelle fasce di età più giovani (dai 12 ai 49 anni) rispetto alle persone con prima diagnosi in età compresa fra i 50-59 anni. «Verosimilmente il maggior rischio di reinfezione nelle fasce di età più giovani è attribuibile a comportamenti ed esposizioni a maggior rischio, rispetto alle fasce d’età superiore ai 60 anni», scrive l’Iss nel suo rapporto. Anche più rischi tra gli operatori sanitari rispetto al resto della popolazione. In totale, riferisce l’Iss, dal 24 agosto 2021 al 16 marzo 2022 sono stati segnalati 264.634 casi di reinfezione, pari al 3% del totale dei casi notificati.Secondo molti esperti, l’aumento è dovuto principalmente alla diffusione di sottovarianti della omicron di cui una, chiamata BA.2, molto contagiosa. «Ciascuna variante ha potenzialmente dentro di sé una capacità di infettare differente che può essere maggiore o minore – spiega sul ‘Corriere della Sera’ Mario Clerici, immunologo dell’Università Statale di Milano – Il punto è che ciascuna variante cerca di eludere gli anticorpi e molti si stanno contagiando con Omicron pur essendo vaccinati, perché tutti i vaccini in uso si basano sul virus di Wuhan che circolava due anni fa in Cina». Un altro fattore che può influire sulle reinfezioni riguarda la quantità di anticorpi che le varianti riescono a far produrre alla persona che poi guarisce. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica CELL mostra che le reinfezioni di Omicron inducono una risposta anticorpale minore di un decimo rispetto a quanto faceva Delta e minore di un terzo di quanto faccia un booster di un vaccino. I ricercatori spiegano che questo significherebbe «una protezione ridotta contro la reinfezione o l’infezione da varianti future». Chi si infetta con Omicron, quindi, è in genere meno protetto da futuri contagi. «Predire da questi dati che Omicron conferisca una protezione minore nei confronti di eventuali varianti e infezioni è difficile – osserva comunque Clerici – È impossibile dire come saranno le prossime varianti e sono numeri che derivano da studi in vitro poco applicabili alla realtà». (fonte Doctor33)

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Covid, variante Omicron non è come l’influenza. Ecco perché

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2022

La variante Omicron del virus Sars-Cov2 provoca una forma di Covid che ha sintomi simili all’influenza, ma le due infezioni si mostrano differenti dal punto di vista biologico. Pertanto, trattarle come se fossero la stessa cosa è una semplificazione, nonché un azzardo, a meno che fossero tutti vaccinati. A spiegarlo, partendo dalle statistiche sulla letalità del Covid a valle della campagna vaccinale e alla luce della minore severità di Omicron è Matteo Villa, ricercatore dell’ISPI, Istituto per gli Studi di Politica Internazionale.«La differenza oggi non la fanno tanto i diversi virus, ma proprio la diffusione dei vaccini. Nella categoria delle persone con più di 65 anni, la variante Delta uccide 5,4 infettati su 100, se non immunizzati. La Omicron è meno severa, con un tasso del 2,2%, sempre fra i non vaccinati. Se invece guardiamo a chi si è sottoposto alle due dosi, Delta, Omicron e influenza diventano malattie simili, con una letalità intorno allo 0,4-0,5%. Nella popolazione generale, inclusi i giovani, la letalità dell’influenza e del Covid fra i vaccinati oscilla tra lo 0,04% e lo 0,12%». Semplificare però il Covid a semplice influenza è un azzardo poiché le due infezioni sono diverse dal punto di vista biologico. Il coronavirus è in grado di lasciare strascichi su vari organi e le cellule T, cellule killer del nostro sistema immunitario, che erano in grado di riconoscere le precedenti varianti del virus, riconoscono anche la variante Omicron.Gli effetti della L-arginina sui linfociti T possono essere di grande importanza come dimostra anche un prestigioso studio clinico italo-americano condotto dall’Ospedale Cotugno di Napoli, in collaborazione con l’Università Federico II e l’Albert Einstein College of Medicine di New York City, pubblicato sulla testata di libero accesso di The Lancet (Eclinical Medicine). Lo studio, randomizzato, in doppio cieco, controllato verso placebo, che nella sua analisi ad interim ha determinato l’arruolamento di 100 pazienti, ha evidenziato come già dopo 10 giorni dall’inizio della somministrazione, il trattamento con due flaconcini al giorno ciascuno contenente 1.66 grammi di L-arginina libera da Sali, determini una riduzione del supporto respiratorio in oltre il 70% dei pazienti trattati, con un deciso miglioramento della funzionalità respiratoria. Questo ha comportato anche una riduzione nei tempi di degenza: 25 giorni rispetto a 46 di degenza media dei pazienti in trattamento con il placebo. Inoltre, i benefici nel miglioramento della funzione endoteliale hanno avuto dei risvolti positivi anche nel lungo periodo, nei soggetti affetti da Long Covid: “Abbiamo notato – scrivono i ricercatori – che tra i pazienti che avevano assunto L-Arginina, anche l’astenia si era marcatamente ridotta”. La dimostrazione, sia pur preliminare, visto che lo studio è ancora in corso, sottolinea la nota dell’azienda, che l’aggiunta di arginina alla terapia standard in pazienti ospedalizzati per Covid-19 possano migliorare sensibilmente il decorso della malattia “è di particolare importanza vista la penuria di trattamenti disponibili in questo tipo di pazienti e rappresenta una nuova frontiera per una gestione migliore dei pazienti COVID-19 basata su un solido razionale fisiopatologico”. (fonte doctor33 – abstract)

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Covid-19, la variante Omicron raggiungerà quasi tutti. Ecco chi rischia di più

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2022

La variante Omicron causa minor rischio di finire in ospedale, di aver bisogno di cure in terapia intensiva e di morte rispetto a chi contrae la variante Delta. Lo confermano i risultati di una ricerca coordinata dall’University of California di Berkeley e pubblicata sulla piattaforma medRxiv in pre-print. Delle 52.297 persone infettate con la variante Omicron monitorate, 222 avevano avuto bisogno del ricovero, 7 della terapia intensiva, nessuno della ventilazione meccanica e 1 è morto. Tra i malati con Delta, questi valori erano rispettivamente 222, 23, 11 e 14. Numeri che equivalgono a un minor rischio di ricovero del 52%, di terapia intensiva del 74%, di morte del 91% con Omicron.Nonostante ciò, la variante Omicrom «rimane pericolosa in particolare per coloro che non sono vaccinati», ha ricordato il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, in conferenza stampa a Ginevra. Gli stessi ricercatori, infatti, spiegano che anche se la variante Omicron è meno grave, «gli alti tassi di infezione nella comunità possono sopraffare i sistemi sanitari e potrebbero tradursi in un numero assoluto elevato di ricoveri e decessi». Il timore è confermato dall’ultimo rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: nell’ultima settimana nel mondo si sono registrati 15 milioni di nuovi contagi, un incremento del 55% rispetto alla scorsa settimana. Stabili i decessi (43 mila), ma potrebbe essere ancora presto per vedere su scala globale gli effetti sulla mortalità dell’ultima ondata di Omicron. In Africa, il primo continente a incontrare la variante, la scorsa settimana si è registrato un aumento dell’84% dei decessi rispetto alla settimana precedente. A fronte della crescita esponenziale dei contagi, sempre più Paesi stanno considerando una nuova strategia contro il Covid, che superi la fase emergenziale. A patto però che tutti si vaccinino. Se necessario anche con la quarta dose, come ha appena deciso la Danimarca, seguendo Israele. Gli Stati Uniti nell’ultima settimana hanno registrato una media di nuovi contagi 4 volte e mezzo superiore al picco dell’impennata guidata da Delta.Intanto, una nota positiva sul fronte delle terapie: una ricerca pubblicata in pre-print sulla piattaforma bioRxiv mostra che l’anticorpo monoclonale bebtelovimab, sviluppato da AbCellera e Eli Lilly, neutralizza efficacemente Omicron e le altre varianti. Inoltre, uccide il virus a bassi dosaggi e questo apre la strada all’utilizzo sottocutaneo, più agevole della somministrazione endovena. Lilly ha fatto sapere che sta lavorando con l’FDA per ottenere un’autorizzazione di emergenza del farmaco. (fonte: doctor33)

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“Comgest: la variante Omicron premia i titoli difensivi e di crescita in Usa”

Posted by fidest press agency su martedì, 18 gennaio 2022

A cura di Christophe Nagy, Gestore del fondo Comgest Growth America di Comgest. L’indice S&P ha registrato un calo a fine novembre, quando la nuova variante Omicron del Covid-19 ha sollevato preoccupazioni. I titoli “ciclici” hanno ceduto parte dei loro guadagni del 2021 (con il settore dell’energia e i finanziari in calo di circa il 4%) mentre i titoli difensivi e di crescita hanno sovraperformato.L’inflazione è salita al 6,2%. ad ottobre, a causa soprattutto dell’energia in aumento del 30% su base annua, spingendo la Fed a porre fine, prima del previsto, all’allentamento monetario. La disoccupazione continua a diminuire, al 4,6%, ossia pari a sette milioni di disoccupati, avvicinandosi ai livelli pre-pandemici del 3,5%. I consumatori statunitensi continuano a conservare un eccesso di risparmio, corrispondente a circa il 10% del PIL nazionale.Il Presidente degli Stati Uniti ha rinnovato il mandato del Governatore della Fed, Powell, garantendo continuità alla politica della Banca centrale. Biden, inoltre, ha firmato il lungamente discusso disegno di legge sulle infrastrutture da 1.000 miliardi di dollari, liberando fondi per i trasporti, la banda larga e le utility, negli USA. È in fase di discussione l’approvazione di un ulteriore pacchetto di 1,75 mila miliardi di dollari per gli ammortizzatori sociali e la politica climatica.Il tira e molla sul mercato riguarda, al momento, i costi per il raggiungimento degli obiettivi di neutralità carbonica (i prezzi dei combustibili fossili, a breve termine, saliranno se si interromperanno gli investimenti a monte), ma anche la carenza di forniture nel settore manifatturiero “near shoring” (carenza di manodopera, carenza di chip e domanda volatile), e gli interrogativi sul corso che imboccherà l’economia, una volta usciti dalla recessione dovuta al Covid-19. Continuiamo a preferire le società che evidenziano una solidità dei margini e patrimoniale, un’intensità di lavoro e di capitale relativamente bassa e ricavi ricorrenti.Gli utili del terzo trimestre hanno mostrato la capacità di recupero delle società in portafoglio, tra le quali troviamo Roblox, Trex e Costco, che hanno messo in evidenza il passaggio storico ai giochi online, il miglioramento durevole del settore abitativo e di quello alimentare di qualità a prezzi bassi.

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Omicron: micro variabile, maxi impatto?

Posted by fidest press agency su sabato, 1 gennaio 2022

A cura di Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm. Gli investitori finanziari non sono virologi, ma sfortunatamente hanno le loro opinioni, esplicite o meno. Per riutilizzare un vecchio esempio, nell’aprile 2020, con i mercati sull’altalena, le decisioni degli investitori rispecchiavano di fatto il sentiment rispetto all’andamento del Covid, almeno in termini economici. Quando acquistavano attività rischiose, credevano che l’impatto economico sarebbe stato in qualche modo gestito. Se vendevano voleva dire che erano pessimisti riguardo all’evoluzione dell’epidemia. Un investitore potrebbe ragionevolmente sostenere che, senza un’idea chiara sull’evoluzione della pandemia, la cosa giusta da fare sia vendere. Ma relativamente pochi investitori hanno la possibilità di liquidare tutti i propri asset e la Storia insegna che intercettare il momento giusto per rientrare sui mercati è tutt’altro che facile. Quindi, che piaccia o no, la maggior parte degli investitori dovrà esprimere un’opinione sulla variante Omicron.Cosa dobbiamo pensare, dunque, pur non essendo virologi? La prima certezza è che i dati sono ancora molto prematuri. La variante è troppo nuova, i dati sono insufficienti. Ma, smarcata questa precisazione non secondaria, ci sono alcuni punti che vale la pena toccare. Innanzitutto, il consenso sembra abbastanza chiaro sul fatto che la trasmissibilità sia superiore rispetto alle varianti precedenti. In secondo luogo, la letalità della variante è meno chiara, anche a causa degli interventi sanitari (vaccinazioni o richiami) e della prevalenza dei casi tra i giovani che rendono complesso valutare l’effettiva rischiosità della malattia sulle fasce più a rischio. In terzo luogo, una combinazione di alta trasmissibilità e bassa gravità può ancora causare danni economici e sociali significativi, almeno a breve termine, poiché vari servizi possono faticare a causa della scarsità di risorse. Si pensi che nei Paesi dove il contagio di Omicron è più avanzato gli ospedali stanno andando sotto pressione non tanto per il numero di pazienti troppo elevato, quanto per le numerose defezioni per malattia del personale medico e sanitario. È presto per esprimere un verdetto, ma ci sono alcuni segnali di cauto ottimismo. I mercati si concentreranno non tanto sul dato dei nuovi casi, quanto sulla capacità degli ospedali, e questa è la metrica su cui bisogna concentrarsi. Per ora riteniamo che l’impatto sui mercati finanziari della stessa Omicron sarà di durata relativamente breve e quindi non abbiamo sentito la necessità di apportare modifiche al posizionamento dei nostri portafogli. Continueremo a monitorare i dati nelle prossime settimane.

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Covid-19, dalle prime evidenze Omicron sembra più mite

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 dicembre 2021

Le prime evidenze raccolte sia nel Regno Unito che in Sudafrica sembrano suggerire che la variante Omicron di Sars-CoV-2 potrebbe essere meno grave, più mite. Si tratta di studi preliminari e hanno dei limiti ma queste evidenze sembrerebbero indicare che meno persone necessitano di cure ospedaliere rispetto ad altre varianti. La sensazione già espressa da esperti del Paese africano che per primo ha intercettato il nuovo mutante potrebbe dunque non essere infondata. Un primo insieme di dati è quello che arriva dal Regno Unito, precisamente da uno studio scozzese che ha monitorato il coronavirus e il numero di persone che finiscono in ospedale. Secondo quanto riporta la ‘Bbc online’, la ricerca indica che, se Omicron si fosse comportata come Delta, sulla platea di pazienti esaminata sarebbero stati prevedibili circa 47 ricoveri in ospedale, mentre al momento sono 15. Tuttavia, lo studio scozzese si basa su pochi casi e nel campione ci sono poche persone con più di 65 anni, che sono le più a rischio. Quello che gli esperti continuano a temere, inoltre, è che – seppur più mite – la variante Omicron, vista la velocità con cui sta viaggiando, potrebbe portare un’enorme mole di casi. E questo, per la legge dei grandi numeri, potrebbe ugualmente rischiare di sopraffare gli ospedali. Lo studio è stato condiviso con l’Organizzazione mondiale della sanità e i consulenti scientifici del governo britannico. L’altro lavoro è stato condotto in Sudafrica e anche questo indica che le persone hanno meno probabilità di aver bisogno di ricovero per Omicron. Potenzialmente viene indicata una riduzione di circa due terzi, cioè si calcola un 70-80% in meno di probabilità di dover ricorrere a cure ospedaliere, a seconda che Omicron venga confrontata con le ondate precedenti o con altre varianti attualmente in circolazione. Lo stesso lavoro però suggerisce allo stesso tempo che non c’è alcuna differenza negli esiti per i pochi pazienti finiti in ospedale con Omicron. “In modo convincente, i nostri dati suggeriscono una gravità ridotta di Omicron rispetto ad altre varianti”, ha affermato Cheryl Cohen dell’Istituto nazionale per le malattie trasmissibili, in Sudafrica. Non è ancora chiaro però se la variante Omicron sia più mite in sé o se appaia tale perché ora c’è molta più immunità. Nuovi dati nei prossimi giorni potrebbero chiarire ulteriormente il quadro. Questo studio è uno degli elementi che invita all’ottimismo Guido Silvestri, docente negli Usa alla Emory University di Atlanta che invita a recuperare “una discussione seria, pacata, pragmatica e basata sui fatti”. “È di oggi la notizia dello studio del National Institute for Communicable Diseases del governo sudafricano diretto da Nicole Walter e Cheryl Cohen, secondo cui il rischio di ospedalizzazione nei pazienti che hanno contratto Omicron è il 20% di quello osservato nei pazienti che avevano contratto Delta (per essere chiari, se il rischio di finire in ospedale per Delta fosse stato del 5%, per Omicron sarebbe dell’1%). Nonostante lo studio utilizzi controlli storici (Delta è sparita dal Sudafrica adesso), l’analisi è stata fatta dopo aver corretto per età, sesso ed anamnesi positiva per aver contratto l’infezione in precedenza”. Non solo. Silvestri sottolinea come “la letalità calcolata di Covid-Omicron sembra molto più bassa di quella delle varianti precedenti. Il dato dal Sudafrica su quasi 400mila casi parla di 0,26% di letalità, paragonata al 2,5-4% delle ondate precedenti. Questo nonostante la popolazione sia pienamente vaccinata solo al 26,3% (42% degli adulti). In accordo con questa osservazione, la pressione sulle terapie intensive del Sudafrica, un Paese da 60 milioni di abitanti, rimane bassa, con un totale di 546 letti occupati (molto meno che in Italia)”. Infine conclude il virologo “è dei giorni scorsi lo studio molto interessante della LKS Faculty of Medicine alla Università di Hong Kong, diretto da Michael Chan Chi-wai e John Nicholls, secondo cui la variante Omicron è più efficace nell’infettare le cellule delle alte vie respiratorie e dei bronchi, ma meno efficiente nell’infettare quelle del tessuto polmonare profondo. Questo studio potrebbe rappresentare la base meccanicistica della minore severità clinica osservata in Sudafrica, in quanto la polmonite interstiziale con danno alveolare diffuso e conseguenti complicanze sistemiche è l’elemento centrale nella patogenesi del Covid severo”. L’auspicio di Silvestri è che “questi dati possano essere usati per rimodulare il nostro approccio legislativo e comunicativo alla pandemia”. (fonte Doctor33)

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How prepared for Omicron are America and Europe?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 dicembre 2021

Welcome to our weekly newsletter highlighting the best of The Economist’s coverage of the pandemic and its effects. This week our data journalists looked at how prepared America and Europe are for Omicron. They found that the availability of arms, not vaccines, will be the greatest constraint on booster campaigns. We examined why America’s response to the Omicron variant has been so weak. Politics and the courts have hampered President Biden’s efforts against covid-19.The early data on Omicron show surging cases but milder symptoms. The variant’s capacity for reinfection appears unprecedented. Meanwhile, in South Africa, Omicron is already dominant. It appears to have rapidly outcompeted Delta and set off another wave of infections.In a “By Invitation” article, Melissa Fleming and Jeremy Heimans, a UN official and a social entrepreneur, wrote about countering vaccine falsehoods. Traditional health messages don’t convince the vaccine-hesitant, they say, but there are digital techniques that can move the needle.In England, people marked “Freedom Day” on July 19th, when most covid restrictions in the country were lifted. However, for those who are clinically vulnerable, true freedom has yet to arrive. When will those who have spent 21 months isolating be able to mingle freely again? As office life approaches some sort of new normal, remote working is here to stay. In our Business section, we look at the various ways in which countries are trying to legislate to maintain some boundaries between work and home life. By Zanny Minton Beddoes Editor-In-Chief The Economist

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Informazioni scientifiche sull’efficacia dei vaccini nei confronti della variante Omicron

Posted by fidest press agency su domenica, 12 dicembre 2021

Un gruppo di bioinformatici ed esperti di genomica ha creato un modello predittivo dell’area RBD della proteina spike della variante, che evidenzia alcuni cambiamenti strutturali in grado di ridurre significativamente ma non di eludere completamente gli anticorpi neutralizzanti esistenti, e con essi gli attuali vaccini. I primi saggi di neutralizzazione sia in vitro che utilizzando pseudovirus, realizzati in Sudafrica, Svezia e Germania, hanno segnalato che la capacità neutralizzante degli anticorpi generati dal vaccino Pfizer/BioNTech è notevolmente ridotta ma non azzerata, soprattutto nei sieri delle persone che oltre alla vaccinazione hanno avuto una precedente infezione. Con un comunicato congiunto, Pfizer e BioNTech affermano che il vaccino attualmente utilizzato ha una capacità di neutralizzazione fortemente ridotta nei confronti della variante Omicron, ma sufficiente a proteggere dalle forme gravi della malattia. Con la somministrazione della terza dose il livello di neutralizzazione di questa variante sale agli stessi livelli che aveva la vaccinazione con due dosi nei confronti del virus originario. Con una dichiarazione congiunta, EMA e ECDC sottolineano come l’utilizzo di vaccini diversi per la prima e la seconda dose, e di un vaccino diverso per il richiamo rispetto a quello utilizzato con il ciclo primario, permette di ottenere risultati migliori rispetto alla vaccinazione omologa, specialmente nel caso in cui la seconda dose o il richiamo venga effettuato con un vaccino a mRNA (Pfizer/BioNTech o Moderna). Una circolare del Ministero della Salute raccomanda la vaccinazione completa con due dosi a chi ha avuto l’infezione da oltre 12 mesi, e raccomanda a chi ha avuto l’infezione entro 14 giorni dalla prima dose di effettuare la seconda entro sei mesi dall’infezione. Il Ministero della Salute ha autorizzato l’utilizzo del vaccino Pfizer-BioNTech, nella specifica formulazione pediatrica, ai bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni.

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Variante Omicron e mercati: cosa dobbiamo aspettarci?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 dicembre 2021

Fino a pochi giorni fa, l’andamento della pandemia di Covid-19 in Europa non era incoraggiante, ma era comunque diffusa la speranza che questo virus diventasse endemico in breve tempo, grazie a una nuova ripresa delle vaccinazioni, ai richiami e alla diffusione di medicinali antivirali. Sebbene questo scenario non sia ancora del tutto da scartare, l’arrivo di una nuova variante lo ha reso ancora meno probabile. Ovviamente, noi di LGIM non siamo virologi e nemmeno epidemiologi, ma sentiamo di poter fare alcune considerazioni sul virus.L’insorgere della variante B.1.1.529, ribattezzata “Omicron”, è nella fase iniziale e i dati in nostro possesso sono ancora scarsi, ma sembra che questa sia in grado di diffondersi più rapidamente rispetto a quanto visto con la variante Delta in Sud Africa; inoltre, presenta molteplici mutazioni, che in altre varianti sono state associate a una trasmissibilità maggiore e alla capacità di sfuggire alle immunizzazioni.Le domande a cui è necessario dare una risposta immediata sono: È più contagiosa? È più letale o comunque aumenta la probabilità di ospedalizzazione? I vaccini e i trattamenti antivirali sono comunque efficaci? Se sì, in che misura? Un altro aspetto da monitorare attentamente è la reazione dei policymaker. Per le principali banche centrali è relativamente semplice prendere tempo e non modificare niente dei loro piani attuali, dato che i tassi d’interesse sono già a zero. Un po’ più complicata è la situazione della Banca d’Inghilterra, dato che il mercato si aspettava un incremento dei tassi per dicembre, mentre è cruciale che la Federal Reserve in questo mese non velocizzi il suo processo di tapering.Anche il supporto fiscale non dovrebbe essere diverso rispetto a quello osservato durante le precedenti ondate della pandemia. In Europa, le ultime settimane hanno dimostrato che i Paesi che stanno aumentando le restrizioni sono altrettanto disposti a rinnovare le misure di sostegno fiscale come in precedenza. Negli Stati Uniti, il fatto che i democratici abbiano il controllo sia della Camera che del Senato – e con le elezioni in arrivo a novembre 2022 – dovrebbe rendere più facile ottenere il consenso per sostenere l’economia rispetto al 2020. Proprio perché molti Paesi europei hanno già iniziato a adottare misure restrittive in vista dell’ondata invernale, l’avvento di una nuova variante potrebbe accelerare il processo; ma per gli Stati Uniti la situazione è diversa, in quanto la Omicron potrebbe causare un inasprimento molto più forte dello status quo. Infine, le misure estremamente severe adottate in Cina potrebbero essere più difficili da mantenere nel caso di una variante più contagiosa.Anche l’obbligo vaccinale è diventato sempre più probabile in molte nazioni europee e la nuova variante potrebbe dare ulteriore stimolo a questa misura, che potrebbe non avere grossi impatti economici nel breve periodo, ma rappresentare un elemento di vantaggio nel 2022.È chiaro che la sensibilità dei mercati a notizie riguardanti la pandemia rimarrà alta, ma la nostra linea di pensiero è che la loro debolezza nei confronti della variante Omicron, così come verso le tensioni geopolitiche, potrebbe rappresentare un’opportunità per accrescere la dose di rischio in portafoglio. By Andrea Bianchi

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What we know (and don’t) about Omicron

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 dicembre 2021

Just over a week ago, the World Health Organisation designated a new “variant of concern” of the SARS-CoV-2 virus—Omicron. It was first spotted by South African scientists and has dominated the story of the pandemic ever since. Although it is still early days in the world’s attempts to understand the new variant, governments and markets have already started to react.Our Briefing this week lays out what is known so far about the new variant. Omicron looks ominous but we examine how bad it is likely to be—the good news is that a lot has been learnt about how to treat covid-19 and how to live with it. In The Economist Explains, we examine why new variants like Omicron might spread more easily. In our “Babbage” podcast, we look for scientific clues to investigate how the Omicron variant might shape the future course of the pandemic. Our data journalists have been tracking the spread of the new variant around the world and raise the concern that a lack of genomic sequencing in many places means that lots of cases are likely to have gone undetected. Though variants of the coronavirus are inevitable, we argue that Omicron is not a punishment for vaccine inequity. Some good news on the vaccine front is that BioNTech’s boss, Ugur Sahin, remains sanguine about the new variant, saying his company’s mRNA jab may need a tweak, but it is most important to speed up the delivery of boosters to people.Meanwhile, the variant and travel bans are hurting southern Africa—South Africans feel unjustly punished for their country’s scientific rigour.In our Finance section, we explain why China’s economy looks especially vulnerable to the spread of Omicron and in an accompanying leader, we look at what the Omicron variant means for the world economy. On our “Money Talks” podcast, our correspondents discuss the Omicron calculus and explain why it has put the world economy in a tight spot.You can also see a film that tackles questions around Omicron, featuring two of our correspondents covering covid, Slavea Chankova and Hal Hodson. By Zanny Minton Beddoes Editor-In-Chief The Economist

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Covid-19, variante Omicron: cosa ne sappiamo?

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2021

La nuova variante B.1.1.529 (Omicron) del virus SarsCoV2 desta preoccupazione, non essendo ancora noto il suo impatto in termini di contagiosità ed efficacia di terapie e vaccini. È stata identificata in Sudafrica una nuova variante B.1.1.529 (Omicron) del virus SarsCoV2 che desta preoccupazione, non essendo ancora noto il suo impatto in termini di contagiosità ed efficacia di terapie e vaccini.Il genoma è stato sequenziato presso il Laboratorio di Microbiologia Clinica, Virologia e Diagnostica delle Bioemergenze dell’Ospedale Sacco di Milano da un campione positivo di un soggetto proveniente dal Mozambico. Il paziente e i suoi contatti familiari sono in buone condizioni di salute.Le inchieste epidemiologiche sono state svolte da ATS Milano e dalla ASL di competenza della Regione Campania. Sono già stati programmati i sequenziamenti sui campioni dei contatti familiari del paziente risultati positivi e residenti nella regione Campania, i cui laboratori sono stati allertati e stanno già lavorando per ottenere in tempi brevi i risultati genomici. Al momento non sono stati identificati contatti positivi in Lombardia. (Fonte: Istituto Superiore di Sanità). La variante presenta nel genoma numerose mutazioni della proteina Spike che potrebbero teoricamente aumentarne la trasmissibilità e la capacità di eludere gli anticorpi.”Una parziale elusione della risposta immunitaria è probabile, ma è altrettanto probabile che i vaccini offriranno ancora alti livelli di protezione contro il ricovero e la morte”. È uno dei passaggi salienti della pagina di domande e risposte sulla nuova variante omicron approntata dal National Institute for Communicable Diseases (NICD) sudafricano, l’istituto pubblico di riferimento sulle malattie infettive.”Attualmente non sono stati riportati sintomi insoliti a seguito dell’infezione con la variante omicron e, come con altre varianti – afferma l’Istituto – alcuni individui sono asintomatici”. Il National Institute for Communicable Diseases sudafricano prova a mettere in ordine gli elementi finora noti sulla nuova variante. “Il 22 novembre 2021, abbiamo rilevato un gruppo di virus SARS-CoV-2 correlati in Sud Africa chiamato ceppo B.1.1.529. Tale ceppo B.1.1.529 è stato rilevato nel Gauteng con una frequenza relativamente elevata, con più del 70% di genomi sequenziati (71) da campioni raccolti tra il 14 e il 23 novembre 2021”. All’inizio della settimana le autorità sanitarie sudafricane e l’Organizzazione Mondiale della Sanità sono state messe a conoscenza della presenza della nuova variante. Questo nuovo ceppo possiede un numero elevato di mutazioni, alcune osservate in altre varianti, altre nuove. “Al momento, Omicron è relativamente distinto dalle varianti Beta e Delta e ha un diverso percorso evolutivo”, si legge. Come queste mutazioni possano ripercuotersi sulle caratteristiche del virus non è ancora chiaro. L’istituto sudafricano al momento non si sbilancia: “Siamo cauti riguardo alle implicazioni, mentre raccogliamo più dati per comprendere questo lignaggio”, scrive. “Sulla base della nostra comprensione delle mutazioni in questo lignaggio, è probabile una fuga immunitaria parziale, ma è probabile che i vaccini offriranno ancora alti livelli di protezione contro il ricovero e la morte”. Per capire se e fino a che punto la nuova variante Omicron del virus SarsCoV2 è in grado di sfuggire agli anticorpi generati dai vaccini anti Covid, così come alle difese dovute all’attivazione delle cellule T del sistema immunitario sono necessarie almeno due settimane, ha reso noto la virologa, dell’Università del Witwatersrand a Johannesburg, le cui dichiarazioni sono riportate dalla rivista Nature sul suo sito. Al momento non è chiaro nemmeno se questa variante sia più trasmissibile della Delta. Le notizie finora disponibili riguardano alcuni casi di reinfezioni e di casi in individui vaccinati, ha detto ancora ricordando che i vaccini utilizzati in Sud Africa sono quelli di Johnson & Johnson, Pfizer-BioNtech or Oxford-AstraZeneca. Tuttavia “in questa fase – rileva – è troppo presto per dire qualcosa”.In Italia l’istituto Spallanzani ha costituito una task force “per analizzare i dati che afferiscono a livello internazionale e predisporre il sequenziamento dei ceppi a fini di sorveglianza virologica”. “Grazie all’intervento del ministero degli esteri, l’istituto si è messo in contatto con l’ambasciatore italiano in sud Africa, Paolo Cuculi, che sta facilitando i contatti con il Nicd sudafricano – prosegue lo Spallanzani – la task force avrà a breve una call internazionale direttamente con gli esperti del Nicd per discutere i dati e confrontarsi con le misure da adottare”. “Al momento non ci sono dati sufficienti che ci indichino innanzitutto la trasmissibilità e in secondo luogo se la variante eluda o meno i vaccini attualmente disponibili. È chiaro che allora sarebbe un problema: al momento è presto e non è presente in Italia, ma va attenzionata”, ha detto il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri. Fonte: Doctor33

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