Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘omissioni’

Migranti: Fontana (FI), intervento Minniti deludente omette tutto quanto dichiarato nei giorni scorsi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 luglio 2017

migranti1“L’intervento del Ministro Minniti, come prevedibile, è deludente e omissivo: una dichiarazione d’intenti sul futuro che rimuove completamente le dichiarazioni espresse qualche giorno fa alla stampa” a dichiararlo Gregorio Fontana, deputato di Forza Italia e componente della Commissione Migranti alla Camera. Prosegue il deputato azzurro: “il Ministro non fa cenno alcuno sulla chiusura dei porti, nessuna parola sulla ricontrattazione degli accordi capestro firmati dal Governo Renzi per i ricollocamenti, tace sull’ipotesi di sbarchi dei profughi in Stati diversi da quello italiano. Si preoccupa della condizione di ipotetici centri d’accoglienza in Libia, ma non si preoccupa invece dello sfascio in cui versa l’accoglienza italiana, scoordinata, diseconomica e criminogena. Siamo ben lontani da soluzioni su un disastro immane dell’immigrazione fuori controllo che gli italiani stanno subendo” conclude Fontana.

Posted in Cronaca/News, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Diagnosi e colpevoli omissioni del medico

Posted by fidest press agency su domenica, 29 agosto 2010

In tema di colpa professionale, quando la condotta colposa incida su beni primari, quali la vita o la salute delle persone, costituzionalmente e penalmente protetti, i parametri valutativi debbono essere estratti dalle norme proprie al sistema penale e non da quelle espresse da altro ramo del diritto, quali l’art. 2236 c.c. Tuttavia, detta norma civilistica può trovare considerazione anche in tema di colpa professionale del medico quando il caso specifico sottoposto al suo esame imponga la soluzione di problemi di specifica difficoltà, non per effetto di diretta applicazione nel campo penale, ma come regola di esperienza cui il giudice possa attenersi nel valutare l’addebito di imperizia. Da quanto suesposto segue che, sia quando non sia presente una situazione emergenziale, sia quando il caso non implichi la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà, così come quando venga in rilievo (e venga contestata) negligenza e/o imperizia, i canoni valutativi della condotta (colposa) non possono essere che quelli ordinariamente adottati nel campo della responsabilità penale per danni alla vita o all’integrità dell’uomo (art. 43 c.p.), con l’accentuazione che il medico deve sempre attenersi a regole di diligenza massima e prudenza, considerata la natura dei beni che sono affidati alla sua cura. (Avv. Ennio Grassini)

Posted in Diritti/Human rights, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Manconi: Immigrazione, silenzi e omissioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2010

“È fantastico. Come se nulla fosse, a distanza di pochi mesi dalla sanatoria degli immigrati irregolari, occupati come badanti baby-sitter e colf, il ministro Roberto Maroni annuncia che si riapre la regolarizzazione per tutti  gli immigrati che lavorano in Italia. È una buona notizia, se gli uffici delegati non opporranno, come in  passato, ostacoli burocratici e resistenze amministrative. Ed è una buona notizia perché dimostra come avesse torto il Governo nell’adottare un provvedimento discriminatorio (e a rischio di incostituzionalità) limitato esclusivamente ad alcune categorie di lavoratori stranieri.  Il ministro dell’Interno, intanto, si rallegra del fatto che gli sbarchi, nel corso del 2009, siano stati “solo” diecimila. Si dimentica, lo sbadatone, di precisare che gli sbarchi via mare sono una piccolissima percentuale dell’insieme degli ingressi irregolari, che avvengono attraverso altre frontiere. Su questo, pudicamente, nemmeno una parola: in caso contrario dovrebbe ammettere che l’enorme dispiegamento di mezzi adottato per affrontare i barconi dei derelitti provenienti dall’Africa,  nulla può, com’è naturale che sia, contro i flussi migratori provenienti da tutto il mondo. Infine Maroni ha evitato di rispondere a una domanda proveniente da più parti: quanti sono stati, nel corso dello stesso 2009 i migranti morti nel tentativo di raggiungere le coste italiane? Secondo i dati raccolti da A Buon Diritto, nel maggio scorso avevano già superato i 400. Una strage.”

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Roma: il tribunale del lavoro chiude?

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2009

Gli avvocati del lavoro di Roma stanno organizzando una raccolta di firme in relazione al trasferimento di personale di cancelleria della sezione lavoro del Tribunale di Roma. In conseguenza di tali trasferimenti la situazione, già deficitaria in termine di personale, rischia di diventare insostenibile. Giustamente gli avvocati affermano che la situazione del Tribunale del Lavoro di Roma “è andata sempre più peggiorando nel corso degli ultimi anni a causa di un inspiegabili omissioni e provvedimenti. Il numero dei magistrati e del personale di cancelleria è di gran lunga inferiore a quello necessario per il regolare funzionamento dell’ufficio. Come se non bastasse, il 4 dicembre 2009 è stato disposto l’immediato trasferimento del personale di cancelleria addetto all’ UFFICIO ISCRIZIONI con la conseguente chiusura e paralisi dell’attività.” SdL Intercategoriale condivide in maniera assoluta che lo svuotamento degli uffici del Tribunale del Lavoro di Roma, e la già insufficienza del personale di cancelleria, aggravati da questi ultimi avvenimenti potrebbero così diventare una “ulteriore causa del collasso giudiziario” e che “Questa politica mira a cancellare la giustizia del lavoro e a rendere, quindi, inapplicabili i diritti dei lavoratori, almeno quei pochi ormai rimasti in vigore.” SdL intercategoriale richiede quindi che la Presidenza del Tribunale Ordinario di Roma annulli immediatamente il provvedimento di trasferimento del personale di cancelleria dell’Ufficio Iscrizioni. Al contrario ciò che serve è l’aumento degli organici di tutto il personale, maggiori e più adeguati strumenti di lavoro. nSenza diritti e giustizia dei lavoratori non ci sarà uguaglianza, ne libertà

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Alluvioni: L’impotenza degli “impotenti”

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2009

Editoriale fidest Il disastro idrogeologico che ha colpito in particolare la provincia di Messina in questi giorni ha riempito, tra l’altro, la casella della nostra posta elettronica. Abbiamo cercato di rilanciare quelle notizie che abbiamo ritenuto più rispondenti alla gravità dell’evento non tacendo, ovviamente, su quanti hanno fatto sentire forte e chiara la loro protesta per la trascuratezza delle istituzioni per contenere e arginare i territori più a rischio e della cui pericolosità era un fatto notorio a tutti. Scontata è stata l’accusa risolta sia alle istituzioni locali sia a quelle centrali. Avrebbero potuto fare qualcosa ma non l’hanno fatto. Ma, senza nulla togliere alle responsabilità oggettive delle attuali amministrazioni, tanto che la magistratura ha già aperto un fascicolo in proposito per accertare le omissioni di rilevanza penale, dobbiamo dire che da anni, oramai, si parla dello scempio compiuto in nome di una speculazione edilizia a dir poco spregiudicata e per altri versi criminale poiché non possiamo credere che gli addetti ai lavori non conoscessero il territorio e la sua pericolosità, nel costruire a ridosso di pendii collinari senza le dovute protezioni e quanto altro. Chi ha una certa età sa bene che i discorsi sulla protezione del territorio sono di antica data ma sono stati da sempre disattesi. Ha ragione Bertolaso quando dice che la prevenzione non porta voti. Se così è saremo destinati ad assistere ad altri disastri, a piangere altre vittime, a vedere le nostre case immerse nel fango e nei detriti di un torrente in piena o dallo smottamento di una collina sovrastante la propria casa. E tutte le volte ce la prenderemo con il governo in carica. E tutte le volte col tempo la rabbia sbolle e continueremo il nostro tran tran come se nulla fosse. Il nostro male oscuro sta proprio qui: ci sentiamo incapaci di essere determinanti ad imprimere una svolta significativa all’attuale andazzo. Siamo costretti a subire la “valanga di belle parole, di promesse, di assicurazioni, di futuri severi controlli” eppure dentro di noi sappiamo che diventeranno tra breve una sonora presa in giro. Si farà, di certo, qualcosa, ma un qualcosa che mette una pezza ad un già rattoppato vestito e nulla più. A questo punto dobbiamo dircelo: la colpa è anche nostra, dalle nostre logiche consumistiche, dalla nostra indifferenza agli allarmi lanciati dagli ambientalisti, dal fatalismo che ci pervade, dalla voglia di fare un buon affare anche a costo d’infrangere qualche regola e alla fine ci scopriamo impotenti, per le nostre debolezze, ad imprimere quella necessaria svolta per costruire un diverso modello di società. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Posted in Editoriali/Editorials | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La debacle somala

Posted by fidest press agency su sabato, 6 giugno 2009

Il 9 e 10 giugno si riunirà a Roma il Gruppo internazionale di Contatto per la Somalia (GIC) sotto la presidenza del rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite Ahmedou Ould Abdallah e che vedrà la partecipazione di rappresentanti dell’Unione europea, dell’Unione Africana e, oltre all’Italia, dei principali paesi attivi sulla scena internazionale.  Nel rileggerne le dichiarazioni delle precedenti riunioni de GIC si rimane colpiti dal divario tra la visione e l’azione internazionale e gli sviluppi della situazione in Somala. Alla vigilia del nuovo incontro ci si chiede se non siano stati proprio gli errori, le lentezze e omissioni della comunità internazionale ad avere contribuito al prolungamento della crisi somala. Non aver consolidato le istituzioni, specie a livello regionale, ha favorito l’espansione sul territorio degli Shabab, i giovani mujahidin. E’ stata sottovalutata sistematicamente la loro forza. Eppure dal primo maggio 2008, quando un improvvido missile statunitense uccise il loro capo militare, Aden Hashi Ayro, arrivò chiaro il segnale dell’inizio di una campagna in grande stile. Si sono susseguiti rapimenti, uccisioni, attacchi alle Agenzie e alle ong internazionali, vi e stata una progressione impressionante di conquiste dei territori: tutto in una generale sottovalutazione del problema che e stato a lungo circoscritto a “criminalita sociale”.  Intanto questi “giovani” mujahidin sono cresciuti. Si sono divisi in gruppi territoriali e tribali autonomi. Non è ancora capito che si sta combattendo una guerra per l’anima stessa della Somalia: da un lato i “veri stranieri” armati di una ideologia nazi-islamica che sostituirebbe i valori fondanti dei somali con un’organizzazione politica e religiosa che non ha alcuna radice nella società somala; dall’altra un governo che dovrebbe difendere i valori identificanti della tradizione clanica e religiosa, ma che e erede degli errori fatti dai suoi predecessori ed e identificato con i partner internazionali che questi errori li hanno spesso decisi e difesi. Le posizioni più politiche, con una prevalente visione nazionalistica, ancora presenti sia in alcuni gruppi shabab che nell’Hisbul Islam, dovrebbero essere maggiormente ascoltate, prima che scompaiano del tutto con l’incalzare degli eventi, per cercare di capirne le ragioni e cogliere indicazioni utili. A meno di volere puntare innanzitutto, ancora una volta, sull’uso della forza e creare un altro Afghanistan, con il risultato di radicalizzare il conflitto e prolungare le sofferenze della popolazione. Il processo di transizione dovrebbe avere l’obiettivo di far nascere le nuove istituzioni che includano quanti ne sono finora rimasti estranei, accettate da tutti i somali e definitive, isolando ed escludendo solo i gruppi realmente estremistici e legati al terrorismo. Questa distinzione è stata spesso errata e ideologica. L’Italia è ancora considerata in Somalia e a livello internazionale come Paese di riferimento.  L’Italia ha agito in coordinamento con l’Unione europea e questo va a suo merito. L’Europa avrebbe potuto avere un ruolo significativo per favorire decisioni sulla situazione somala, dati anche i fondi messi a disposizione per aiuti umanitari, servizi di base, ricostruzione e sicurezza. Avrebbe dovuto porsi con una sola voce. Un inviato speciale plenipotenziario avrebbe potuto far parlare l’Ue con una sola voce e sarebbe opportuna, in proposito, una correzione di rotta.

Posted in Politica/Politics, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »