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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 27

Posts Tagged ‘omosessualità’

L’omosessualità e le bistecchine di maiale nelle Sacre Scritture

Posted by fidest press agency su domenica, 6 maggio 2012

Chiave Biblica

Chiave Biblica (Photo credit: illuminato)

Lettera al direttore. Al seminario dell’apertura degli scout cattolici dell’Agesci, padre Francesco Compagnoni ha dichiarato: “Le relazioni tra persone omosessuali, secondo la Sacra Scrittura, sono gravi depravazioni. Per questo, le persone omosessuali sono chiamate alla castità”. Il ragionamento del perspicace sacerdote non fa una piega. E’ scritto nella Sacra Scrittura (per essere precisi, nell’Antico Testamento e in san Paolo ma non nel Vangelo), e quindi così è. Il prete ha ragione. Infatti, il Levitico recita:”Con un uomo non giacerai come si giace con una donna: è un abominio!” (18, 22). Più avanti, invece, ordina: “Se un uomo è giaciuto con una donna durante le sue regole, e ne ha scoperto la nudità, ha messo a nudo la fonte del suo sangue ed essa ha scoperto la fonte del suo sangue: siano eliminati ambedue in mezzo al loro popolo” (Lv 20,18). Quindi tutti gli uomini che si uniscono ad una donna che ha le mestruazioni, peccano. E’ scritto nella Sacra Scrittura e quindi così è. E peccano anche tutte le persone (abominevoli!) che mangiano bistecchine di maiale (cf Levitico 11, 7). E’ scritto nella Sacra Scrittura e quindi così è. Il ragionamento non fa una piega. E se le dicessi, gentile padre Compagnoni, che in realtà riprovevole è tutto ciò che reca danno al prossimo, tutto ciò che è contrario al comandamento fondamentale di Gesù, e quindi che gli atti d’omosessualità sono leciti giacché non vanno contro il comandamento dell’amore? Farebbe una piega il ragionamento? (renato Pierri)

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Omosessualità nella terza età

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 marzo 2012

Cosa vuol dire invecchiare se si è gay, lesbiche, transessuali o transgender? In assenza di tutele il futuro fa ancora più paura? Nella prossima puntata di “Oltre le Differenze” – il format radiofonico dedicato al mondo gay, lesbico, bisex e trans condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini, che andrà in onda venerdì 2 marzo alle 21.00 sulle frequenze di Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50, 99.10) o anche in diretta online su http://www.antennaradioesse.it, e in replica sabato 3 dalle 15 circa – si parlerà di omosessualità e transessualità nella terza età.Berlino è stata la prima città europea ad aprire una casa di riposo per anziani lgbt. Ed è recente la notizia che una struttura simile sorgerà anche in un sobborgo di Madrid. In Argentina il progetto “Porte aperte alla diversità” esiste già da tempo e accoglie persone lgbt autosufficienti e non, che si ritrovano senza una famiglia che si occupi di loro. Nel nostro Paese, è stato il presidente di Gaylib, Enrico Oliari a lanciare l’idea. Con lui cercheremo di capire quale accoglienza ha avuto e se è un progetto realmente fattibile in un Paese come il nostro. Il tema della puntata poi sarà affrontato anche da un’altra angolazione: ci si chiederà se queste strutture non rischiano di trasformarsi in ghetti, in villaggi residenziali per persone facoltose, una specie di nuova frontiera del divertimento gay. Per capire invece se è cambiato il modo di vivere la propria identità sessuale negli anni ma anche se il movimento lgbtq si occupa abbastanza dei propri membri più anziani, spazio alla preziosa testimonianza di Adelmo Agnolucci e ai racconti raccolti dallo scrittore Andrea Pini nel suo utlimo libro “Quando eravamo froci. Gli omosessuali nell’Italia di una volta “ edito dal Saggiatore.Spazio però anche i giovani e al talento con l’intervista al cantautore aretino Il Cile, nelle hit con il suo singolo Cemento Armato. Con lui si parlerà di musica, del sodalizio artistico con i Negrita di cui apre i concerti del tour “Dannato Vivere” ma anche della generazione dei trentenni a cui appartiene e che fotografa con tagliente ironia nelle sue canzoni. Non mancheranno anche i consigli dello scaffale: con i libri, i film e gli appuntamenti a tema. Come sempre c’è la possibilità di contattare la redazione del programma chiamando il 366 2809050. E’ possibile inoltre visitare la pagina fan su Facebook e il blog: oltreledifferenze.wordpress.com che ha una veste completamente rinnovata e da cui è possibile accedere ad un archivio completo di tutte le puntate già andate in onda e scoprire tante curiosità sul programma.

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Arcigay ai Giuristi cattolici

Posted by fidest press agency su domenica, 9 ottobre 2011

Flags of the Italian gay organisation Arcigay ...

Image via Wikipedia

Il Presidente nazionale dei giuristi cattolici, nonché presidente del comitato nazionale della cosìdetta bioetica Francesco D’Agostino, sul quotidiano “La Cronaca” di Piacenza, ha sfoggiato un repertorio fuori catalogo su omosessualità e dintorni. Ad ascoltarlo è una via di mezzo tra un gracchiante disco rotto e un testo fuori catalogo di sessuologia. Sono ammuffite, tanto sono prive di riscontro infatti, insinuazioni come l’omosessualità “è palesemente un disturbo della relazionalità (l’uomo che ha paura a relazionarsi con la diversità femminile e viceversa)” o l’omosessualità è una tra le “psicopatologie sessuali”. Va peggio alle teorie eziologiche sull’omosessualità che per bocca di D’Agostino diventano buone per il dibattito a cui hanno assistito i nostri trisavoli. D‘Agostino spiega “c’è una scuola di pensiero americana, invece, che sta ricercando da anni l’alterazione neurologica” dimenticando proprio la scuola italiana di Mantegazza che intorno al 1878 nel sempre verde Igiene dell’amore aveva trovato prove di un “guasto celebrale congenito” negli “invertiti”. Evidentemente il dialogo tra D’Agostino e l’800 è costante: per D’Agostino l’omosessualità è “inaccettabile”, per Mantegazza è uno spettro da cui fuggire. Il presidente dei giuristi cattolici è poco o nulla aggiornato anche nel dibattito giuridico. Quando parla delle famiglie gay come “variante delle psicopatologie sessuali” dimentica proprio la Corte costituzionale, e la sentenza 138 del 2010, che pone esattamente sullo stesso piano le coppie coniugate e quelle omosessuali e chiede al Parlamento la parificazione dei diritti. A i giuristi cattolici, se pretendono di avere una minima credibilità in un dibattito pubblico, va caldamente il suggerimento di “rottamare” il presidente. (Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay)

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Una fede piena di omofobia

Posted by fidest press agency su martedì, 17 maggio 2011

In occasione della settima Giornata Internazionale contro l’omofobia e la transfobia, dedicata quest’anno al tema ‘Religioni e omofobia’, è stato presentato dall’associazione francese “SOS homophobie” il quindicesimo ‘Rapporto annuale sull’omofobia 2011’, centottanta pagine piene di dati, analisi, documenti.
Gionata, il Progetto italiano su fede e omosessualità, ha voluto curare anche quest’anno la traduzione italiana delle sezioni del Rapporto 2011 dedicate all’analisi dell’omofobia nelle principali religioni europee dai titoli molto evocativi: Islam, io sono escluso, quindi esisto;Cattolicesimo: la divina commedia; Cristianesimo: il prezzo della libertà è la vigilanza continua; Ebraismo: piccoli passi avanti; HM2F (Omosessuali Musulmani di Francia). Dalle tenebre verso la luce. Il Rapporto sull’omofobia 2011 non si occupa direttamente dell’Italia dove però rileviamo una situazione ugualmente in evoluzione. Accanto al dibattito in corso nelle comunità valdesi per far diventare un atto concreto la benedizione delle coppie omosessuali, già autorizzata dal Sinodo 2010, troviamo la decisione della chiesa Luterana di incamminarsi sulla stessa via.
Invece nella chiesa cattolica italiana, di fronte alle ripetute richieste avanzate dai fedeli omosessuali, sono iniziate nelle diocesi di Torino, Cremona, Parma e Crema delle Pastorali di accoglienza per le persone omosessuali e quest’anno, per la prima volta, un gran numero di parrocchie cattoliche e di chiese evangeliche hanno aperto le porte delle loro chiese per ospitare le “Veglie di preghiera per le vittime dell’omofobia”, che avranno luogo in Italia dal 12 al 29 maggio 2011. Infine, sempre in ambito cattolico, va segnalato che, dopo anni di silenzio, è ripresa quest’anno in Italia una riflessione teologica su questo tema, con la pubblicazione di due lavori molti interessanti che interrogano, in positivo, la chiesa italiana su questo tema: ‘Omosessualità. Una proposta etica’ (Cittadella, 2010) del teologo Giannino Piana e ‘Omosessualità. Un tema da ristudiare’ (Rivista di Teologia Morale, 167, 2010) del teologo Enrico Chiavacci.

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Presentazione del libro di Ilaria Donatio

Posted by fidest press agency su martedì, 10 maggio 2011

Roma venerdì 13 maggio – ore 18,00 Libreria Melbookstore Via Nazionale 254 Opus gay. La Chiesa cattolica e l’omosessualità Insieme all’Autrice interviene Chiara Lalli. Da anni la Chiesa cattolica assume una posizione di pubblica condanna nei confronti degli omosessuali. Ma, al tempo stesso, afferma che gay e lesbiche non debbano essere discriminati. Le gerarchie ecclesiastiche sembrano usare in materia un doppio registro: l’omosessualità è insostenibile a livello ufficiale ma si può tollerare sul piano privato, se non ostentata pubblicamente. Un esempio significativo di come la “Chiesa dei no” si ponga di fronte al proprio popolo, spesso in contraddizione con la stessa Parola deiVangeli. Ma che ruolo hanno oggi i gay nella comunità dei credenti? Questo libro-inchiesta vuole portare alla luce tale divario, denunciando l’ipocrisia che si annida nelle dichiarazioni degli organi clericali ufficiali, ma dando anche voce ai tanti omosessuali che di questa Chiesa, nonostante tutto, vorrebbero far parte. Ilaria Donatio – giornalista che da anni si occupa di diritti civili – ripercorre le storie difficili e contraddittorie di religiosi e fedeli gay e lesbiche, per arrivare ad affrontare il tema della morale sessuale nel cattolicesimo. L’autrice, attraverso un’analisi delle posizioni assunte dal Magistero e di quanto previsto dalle Sacre Scritture e dal diritto canonico, ricostruisce il panorama attuale dell’acceso dibattito su fede e omosessualità.

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La Chiesa cattolica e l’omosessualità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2011

Firenze sabato 5 Marzo 2011, alle 18.00, nella sede di IREOS in via dei Serragli 3 presentazione del libro-inchiesta “Opus gay. La Chiesa cattolica e l’omosessualità” (ed. Newton Compton, 2010) della giornalista Ilaria Donatio.  All’incontro promosso dall’associazione IREOS, dal gruppo dei cristiani omosessuali di Kairos e dal Punto Pace Pax Christi di Firenze, in collaborazione con la Libreria Claudiana di Firenze, interverranno l’autrice del libro Ilaria Donatio e don Andrea Bigalli, redattore della rivista “Testimonianze”.  Partendo dalle numerose testimonianze raccolte nelle 240 pagine di Opus gay, si discuterà di omofobia e chiesa, del ruolo degli omosessuali tra i credenti, della teologia e della morale sessuale cattolica.  Perché, come ricorda Ilaria Donatio, «La Chiesa, … , è tante cose insieme. Soprattutto, non è quell’edificio monolitico che leggendo i documenti ufficiali pare essere»  ma «quanto tempo passerà prima che diventi quella ‘spiaggia dolcissima per tutti gli esclusi’ per cui don Tonino Bello ha speso tutta la propria vita?».  A seguire, alle 20, apericena a cui parteciperanno anche i credenti omosessuali del Gruppo l’Emmanuelle di Padova.

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Omosessualità e separazioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 dicembre 2010

L’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani si dichiara soddisfatta del provvedimento del Tribunale di Nicosia (Enna) laddove il giudice di una procedura di separazione giudiziale ha ribadito il principio, per la verità già consolidato, secondo cui l’omosessualità non è sinonimo di inadeguatezza genitoriale o ragione per non applicare la regola dell’affidamento condiviso dei figli. “Il dato più importante – dice il presidente nazionale Ami avv. Gian Ettore Gassani – è che sia stato proprio un Tribunale del sud ad imporre una battaglia contro l’omofobia: soprattutto in certe aree del nostro Paese e specie nei piccoli centri di provincia, l’omosessualità è vista ancora, infatti, come una malattia da curare. Con rammarico notiamo, racchiusi nella letteratura giudiziaria italiana, molti provvedimenti giurisdizionali che, almeno fino alla fine degli anni ’90, hanno dimostrato una sorta di discriminazione nei confronti dei padri e delle madri omosessuali. Ancora oggi in molti Tribunali, tuttavia, vengono disposte perizie psicologiche per verificare le capacità genitoriali di madri e padri omosessuali, quasi che la lotta al pregiudizio sia subordinata al punto di vista del consulente del giudice e alle garanzie morali che quest’ultimo sente il bisogno di ricevere prima dell’emissione di un provvedimento. Anche parte dell’avvocatura del diritto familiare e minorile continua a sostenere strategie difensive sulla base di principi incostituzionali che tendono a discriminare l’omosessualità”. “Il Centro Studi AMI calcola che il 7% di separazioni giudiziali origini da tradimenti a sfondo omosessuale da parte del padre/marito, il 4/% da parte della madre/moglie: il fenomeno dell’omosessualità dei genitori pertanto è molto più radicato di quanto si possa anche lontanamente immaginare e tantissime coppie tendono a nascondere queste vicende optando per la separazione consensuale”. Gassani conclude: “Molti padri e molte madri omosessuali assolvono al meglio al loro ruolo genitoriale, ancor più di quanto facciano i genitori eterosessuali”.

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Opus gay: La chiesa cattolica e l’omosessualità

Posted by fidest press agency su martedì, 14 dicembre 2010

Roma, 16 dicembre 2010 alle ore 18.00, presso la sede dei Radicali in via di Torre Argentina 76 la giornalista Ilaria Donatio presenta il suo libro.  Nelle 240 pagine di ‘Opus gay’ (ed. Newton, 2010) l’autrice, attraverso interviste a teologi, sacerdoti e a donne e uomini che vivono il loro essere cattolici ed omosessuali, cerca di affrontare temi fondamentali e attuali quali: l’omofobia ecclesiastica, il ruolo e il cammino degli omosessuali cattolici, la tradizione delle Sacre Scritture, della teologia e della morale sessuale cattolica sull’omosessualità ed anche il cambiamento in corso, tra i fedeli e nel clero più che nelle gerarchie vaticane, sull’accoglienza delle persone omosessuali. Tra i contributi presenti nel libro spiccano le riflessioni offerte da alcuni tra i più autorevoli rappresentanti del cattolicesimo conciliare come Enrico Chiavacci e Giannino Piana, che cercano di spiegare i tanti aspetti, spesso contradittori, in cui si articola oggi il rapporto che lega la Chiesa cattolica e l’omosessualità.   Si confronteranno all’ombra del Vaticano, Giovedì 16 Dicembre 2010, su questi temi l’autrice Ilaria Donatio con Sergio Rovasio dell’Associazione Certi Diritti, Giovanni Gennari del giornale cattolico Avvenire e Natascia Esposito del gruppo di cristiani omosessuali Nuova Proposta di Roma. Coordinerà gli interventi Alessandro Litta Modignani.

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Benedetto XVI e l’omosessualità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 novembre 2010

Le donne e gli uomini di “Nuova Proposta” sulle parole di Benedetto XVI relative all’omosessualità, contenute nel libro/intervista scritto con Peter Seewald: chiediamo che chiunque parli di omosessualità abbia ben presente in primis la sofferenza e il disagio che molti ragazzi e ragazze provano nel non sentirsi compresi, accolti e nel sentirsi sempre e comunque “fuori di casa”. “Nuova Proposta, donne e uomini omosessuali cristiani”, esprime il senso della più profonda sofferenza nel leggere quanto riportato dai principali quotidiani a proposito delle anticipazioni del libro/intervista, che il Pontefice Benedetto XVI ha scritto con il giornalista Peter Seewald, in relazione al tema dell’omosessualità. Ci chiediamo cosa spaventi dell’essere omosessuali al punto tale da generare nella Gerarchia Cattolica ogni volta una presa di distanza e dei distinguo che sembrano provenire più dall’esercizio della legge che dal cuore. Come non pensare, mentre si definisce l’omosessualità “qualcosa che è contro la natura di quello che Dio ha originariamente voluto” o “moralmente non giusta”, a chi ascolta le nostre parole, soprattutto se chi le ascolta sono un ragazzo o una ragazza credenti che vedono bollare la loro esistenza con una lettera scarlatta che non lascia scampo? Come non avere delicatezza e compassione per queste sofferenze? Come definire “moralmente ingiusta” la vita e l’orientamento sessuale di un essere vivente? E come non leggere tra le parole “L’omosessualità non è conciliabile con il ministero sacerdotale, perché altrimenti anche il celibato come rinuncia non ha alcun senso” una demarcazione netta tra condizione omosessuale e eterosessuale, come se il celibato nel primo caso non possa essere serenamente scelto e agito? Da persone che vogliono sentirsi a casa propria dentro la chiesa, popolo di Dio in cammino, chiediamo che si rifletta sul profondo smarrimento che spessissimo è l’unico frutto di queste severe parole di “separazione”. Ribadiamo le nostra convinzione e speranza che la Chiesa possa esercitare in pienezza il ruolo di madre che accoglie tutti con larghe braccia spalancate, dando a ciascuno la prospettiva di Amore affinché il proprio progetto di Vita possa svilupparsi pienamente. Chiediamo altresì che la condizione omosessuale sia trattata a partire dal confronto con le vite e le persone reali, cercando di comprendere senza pregiudizi e senza tesi precostituite, piuttosto che utilizzando categorie astratte.

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Rassegna cinematografica “Fede e omosessualità”

Posted by fidest press agency su domenica, 21 novembre 2010

Firenze 28 novembre 2010 nell’ambito del Florence Queer Festival,(cinema Odeon) patrocinato dalla regione Toscana e organizzato dall’associazione IREOS. Nel giorno di domenica il Festival proporrà una rassegna di film e documentari sul tema, alla presenza di registi e produttori, con un incontro-dibattito a più voci per lanciare uno sguardo inedito su una realtà sconosciuta, quella dei credenti omosessuali, e un invito al dialogo e al confronto sereno, nella società e nelle chiese, su questo tema. Non a caso Kairòs, il gruppo di donne e uomini cristiani e omosessuali di Firenze, invierà nei prossimi giorni una lettera-invito alle parrocchie e alle comunità cristiane fiorentine per invitarle a partecipare a questa rassegna. Soprattutto ad assistere alla proiezione gratuita del film capolavoro ‘Prayers for Bobby’ (Una preghiera per Bobby, USA, 2009), interpretato da una meravigliosa Sigourney Weaver. Il film, basato su una storia vera, racconta il cambiamento interiore di una madre, cristiana integralista, dopo la drammatica scoperta dell’omosessualità di uno dei figli. Una bella storia familiare che aiuta a riflettere “sul dono della libertà di coscienza nelle persone e su come leggere la Bibbia” con occhi nuovi. Tra le altre pellicole che il Florence Queer Festival proporrà nella rassegna segnaliamo il film ‘Fish out of Water’ (USA, 2009), un’ironica e serena riflessione, a più voci, sui sette versetti della Bibbia che vengono usati per condannare l’omosessualità.  Seguirà il docu-film ‘Cul de Sac’ (Inghilterra, 2010), racconto autobiografico sull’attrice mussulmana Kiana Firouz, in fuga dall’Iran dove rischia la pena di morte perché lesbica. Estremamente interessanti anche Children of God (Bahamas, 2009) che racconta una delicata storia di amore omosessuale vissuta con coraggio in una società impregnata di omofobia religiosa e il film-documentario “Out in the Silence” (USA, 2009) che racconta la catena di eventi innescata dalla pubblicazione, in un piccolo centro dell’America rurale, dall’annuncio di matrimonio di un concittadino con il suo compagno. In una comunità divisa tra ‘difensori della fede’ e chi ‘non vuole discriminare’ un pastore caparbiamente cercherà di aiutare le persone a superare ogni divisione. Per sette giorni, dal 26 novembre al 2 dicembre 2010, la rassegna proporrà altri eventi il cui programma è consultabile su http://www.florencequeerfestival.it Tante storie e racconti diversi, per capire, conoscere e scoprire realtà nuove.

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Giornata sul tema: fede e omosessualità

Posted by fidest press agency su domenica, 14 novembre 2010

Si comincia il 14 novembre 2010 a Roma in Campidoglio, luogo simbolo della città eterna, che ospiterà il convegno a più voci su ‘La sorgente e Nuova Proposta: persone omosessuali in cammino da vent’anni a Roma’, per ricordare il cammino ventennale dei due gruppi di cristiani omosessuali romani e i primi 3 anni di vita del Progetto Gionata su fede e omosessualità (www.gionata.org).
Parteciperanno, come relatori del convegno, Franco Barbero che rifletterà su “L’accoglienza delle persone omosessuali: storia di un’evoluzione”, il giornalista Marco Politi che relazionerà su “Gli omosessuali cristiani tra Società e Chiesa”, la pastora e teologa Elisabeth Green che indagherà su “Il ruolo dell’omosessualità nell’ordine simbolico cristiano” e Gianni Geraci che offrirà dei “Contributi per una storia degli omosessuali cristiani in Italia negli ultimi trent’anni”.
A Milano invece, Sabato 20 novembre, i gruppi di cristiani omosessuali milanesi  incontraranno i credenti omosessuali spagnoli per scoprire, con l’aiuto di Àngel Llorent Parés presidente dell’Associació Cristiana de Gais i Lesbianes de Catalunya (ACGIL), come vivono i credenti omosessuali spagnoli in questo paese cattolico in cui si celebrano, ormai da tempo, i matrimoni omosessuali.
Invece, il 23 novembre 2010, a Torino il Centro Studi e Documentazione Ferruccio Castellano su “Fede, religione omosessualità” organizzerà un incontro-dibattito su ‘La benedizione delle coppie omosessuali nelle Chiese Protestanti’ a cui interverà Luca Maria Negro pastore battista e direttore di Riforma, il settimanale delle Chiese Evangeliche Battiste, Metodiste, Valdesi.
Sempre  a Milano, il 27 novembre 2010, la REFO  (Rete Evangelica Fedee Omosessualità) organizzerà il suo convegno nazionale sul tema ‘Sessualità e peccato. Teologie e chiese a confronto’ a cui parteciperanno come relatori numerosi pastori e teologi valdesi, battisti e episcopaliani.
Per concludere questo lungo mese di riflessione sul tema ‘fede e omosessualità’ segnaliamo che a Firenze,  domenica 28 novembre 2010,  il Florence Queer Festival proporrà, per la prima volta in Italia,  un’intera giornata di film e documentari internazionali sul tema ‘fede e omosessualità’. Una rassegna-maratona fatta di undici ore di cinema, di film in anteprima, incontri con produttori e registi che sarà accompagnata da un incontro-dibattito a più voci per lanciare uno sguardo inedito su una realtà sconosciuta, quella dei credenti omosessuali, ma anche un invito al dialogo e al confronto sereno, nella società e nelle chiese, su questi temi. Terminerà così il lungo mese di iniziative dei gruppi di cristiani omosessuali in attesa dell’EuroPride di Roma, che avrà luogo nel 2011, a cui i credenti omosessuali italiani parteciperanno con una serie di iniziative nel segno del dialogo e della riflessione perché “Le cose vecchie sono passate: ecco ne sono nate di nuove” (2 Corinzi 5, 17).

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Omosessualità secondo Buttiglione

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 ottobre 2010

Lettera al direttore. Durante la trasmissione “Un giorno da pecora” (Radio 2) Rocco Buttiglione ha dichiarato: “Penso che l’omosessualità sia oggettivamente sbagliata”. Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Nel 2004, al fine pensatore dichiarazioni del genere costarono la bocciatura da parte della Commissione giustizia, libertà e sicurezza del Parlamento europeo. Il 17 marzo del 2009 nel salotto di Bruno Vespa (luogo adatto) il buon Rocco ebbe a ripetere lo stesso concetto. Ma questo signore cristiano, quest’uomo di vasta cultura,  che fa sempre siffatte affermazioni, col sorrisetto di chi la sa lunga, perché non prova anche a spiegare perché l’omosessualità sarebbe immorale? Su che cosa baserà la sua convinzione?  Sul Vangelo del Cristo? Impossibile, poiché il Signore non fa il minimo cenno all’omosessualità. Allora sulle lettere paoline? Impossibile, poiché l’ebreo di Tarso non è credibile in materia di sessualità. Fu lui, infatti, a scrivere: “E’ cosa buona per l’uomo non avere contatti con donna” (1 Co 7,1). Forse allora sull’Antico Testamento? Neppure, giacché anche questo in fatto di sessualità non può essere preso sul serio. Basti il seguente versetto: “Se un uomo è giaciuto con una donna durante le sue regole, e ne ha scoperto la nudità, ha messo a nudo la fonte del suo sangue ed essa ha scoperto la fonte del suo sangue: siano eliminati ambedue in mezzo al loro popolo” (Lv 20,18). E allora su che cosa il sorridente signore cattolico pensatore esperto di morale baserà la sua affermazione? Vuoi vedere che  sarà persuaso che l’omosessualità vada contro natura? E vuoi vedere che sarà anche persuaso che questo basti a definirla immorale? (Renato Pierri)

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Omosessualità e amore

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2010

Lettera al direttore. Il Giornale del 21 luglio, pubblica una lettera dal titolo: “Secondo gli apostoli. L’omosessualità è pratica riprovevole”. Quali apostoli? Nel Vangelo non esiste un solo versetto che accenni all’omosessualità. Il lettore che scrive però si appella all’Antico Testamento, cita il versetto del Levitico 18, 22: “Con un uomo non giacerai come si giace con una donna: è un abominio!”, e ne deduce tranquillamente che se Gesù non l’ha corretto, vuol dire che lo riteneva valido. Così, dovremmo ritenere altrettanto valido il versetto che segue: “Se un uomo è giaciuto con una donna durante le sue regole, e ne ha scoperto la nudità, ha messo a nudo la fonte del suo sangue ed essa ha scoperto la fonte del suo sangue: siano eliminati ambedue in mezzo al loro popolo” (Lv 20,18). Oppure dovremmo ritenere abominevole mangiare bistecchine di maiale (cf Levitico 11, 7), e via di seguito. Esistono infiniti versetti nell’Antico Testamento non corretti da Gesù. La posizione della Chiesa riguardo all’omosessualità si basa solo  su assurdi pregiudizi,  che non trovano reale fondamento nelle Scritture, e contrastano palesemente con la ragione. Riprovevole è tutto ciò che reca danno al prossimo, tutto ciò che è contrario al comandamento fondamentale di Gesù. L’omosessualità non va contro il comandamento dell’amore. (Elisa Merlo)

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Nichi Vendola a “Oltre le differenze”

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 maggio 2010

Siena 21 maggio.  Nichi Vendola è l’attesissimo ospite della quinta puntata di “Oltre le differenze”, il primo format radiofonico a Siena e tra i primi in Italia, interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex, transessuale e queer. Nello spazio condotto da Natascia Maesi e Eleonora Sassetti in onda, venerdì 21 maggio dalle 21, sulle frequenze di Antenna Radio Esse (FM 91.250 per il centro storico di Siena, FM 93.200 per la provincia di Siena sud, Valdichiana e Arezzo, FM 93.500 per la zona Chianti e FM 99.100 per la Valdelsa e in streaming su http://www.antennaradioesse.it), il presidente della Regione Puglia e leader di Sinistra Ecologia e Libertà interverrà sul tema del complesso rapporto tra religione e omosessualità. Seguirà l’intervista doppia a Don Franco Barbero presbitero della Comunità cristiana di base di Pinerolo, noto come il prete che sposa i gay e Padre Claudio Giuseppone, parroco della Chiesa di Santa Petronilla a Siena, che è più volte intervenuto sulla storia di Sara e Margherita e sulla loro decisione di avere un figlio. Spazio poi al consueto scaffale: una selezione di libri, film, appuntamenti culturali e festaioli a tema.

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La Chiesa e i preti pedofili

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2010

Lettera al direttore. Molti fedeli si meravigliano, si scandalizzano,  non riescono a capacitarsi del fatto che la Chiesa per tanto tempo abbia coperto lo scandalo dei sacerdoti pedofili. I motivi principali che hanno spinto la Chiesa ad ignorare in qualche modo il grave problema sono due. Il primo: in realtà a questo peccato la Chiesa non ha mai dato eccessiva importanza. Per rendersene conto basta uno sguardo al Catechismo della Chiesa Cattolica.  Ad un non peccato come la masturbazione il Catechismo dedica un punto (2352) di ben 15 righe. Ad un non peccato come l’omosessualità, il Catechismo dedica tre punti (2357; 2358; 2359), complessivamente di oltre 20 righe. Agli abusi sessuali su minori è invece dedicato un punto (2389) di quattro righe e mezza, e un paio di righe in altro contesto. Considerata la gravità del peccato sarebbe stato giusto dedicare maggiore spazio alla “pedofilia”, voce ignorata dal Catechismo, e che è quindi impresa vana cercare nell’indice tematico, a differenza delle voci “masturbazione”, “omosessualità”, ecc. Il secondo motivo: la Chiesa spesso non fa ciò che è giusto, ma ciò che conviene. Denunciare gli scandali dei sacerdoti pedofili, non faceva bene alla Chiesa, e quindi era meglio tacere. Oggi che lo scandalo è venuto fuori in maniera tale da arrecare danno alla Chiesa, questa sta cercando i rimedi. Non perché è giusto, come infatti è, ma perché è conveniente. (Elisa Merlo)

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Pedofilia e omosessualità

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani: “Quando dichiarazioni che incidono sulle discriminazioni e le violazioni dei diritti umani dei propri cittadini provengono da uno Stato estero, l’invio di una nota diplomatica, come ha fatto il  Ministero degli esteri francese, è il minimo. Il silenzio, l’ennesimo,  del Governo italiano rappresenta un’ulteriore atto di sudditanza verso coloro cui la maggioranza guidata da Silvio Berlusconi deve molto. Le dichiarazioni del Segretario di Stato Bertone e la goffa rettifica di Padre Lombardi sono, purtroppo,  in perfetta continuità con la politica omofobica e di doppia verità che il Vaticano da anni persegue a tutti i livelli. Non è la prima volta, infatti, che gli organi della Santa Sede fanno passare il messaggio che i casi di pedofilia clericale siano determinati dalla omosessualità anziché dalle politiche oggettivamente complici prevalse per decenni nella Chiesa cattolica. Che il riferimento fosse alla popolazione mondiale o alla comunità degli ecclesiastici non cambia nulla: l’accostamento pedofilia-omessualità rimane un pericoloso falso, capace di aggravare discriminazioni e pregiudizi”.

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Cardinale Bertone e omosessualità e pedofilia

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

I giovani di Italia dei Valori Firenze esprimono tutto il loro disappunto ed il loro sdegno in seguito alle dichiarazioni del Cardinale Bertone, espresse nella sua visita in Cile, sulla presunta accertata equazione omosessualità-pedofilia. Riteniamo che tale equazione non faccia altro che fomentare il razzismo e la discriminazione nei confronti delle persone omosessuali. In un momento in cui la Chiesa si trova in difficoltà, a seguito di vari casi venuti alla luce di reati sessuali perpretati su minori da suoi rappresentanti, dichiarare che non vi è nessun nesso tra celibato e pedofilia ma che sarebbe invece accertata la relazione tra omosessualità e pedofilia, si traduce in un’affermazione irrispettosa e assai discutibile anche nei confronti dei numerosi omosessuali fedeli della Chiesa Cattolica. Difendersi dalle accuse di pedofilia, che provengono dallo stesso ambiente ecclesiastico, attaccando l’omosessualità è un atto lesivo ed inaccettabile per tutte le categorie sociali e la sua denuncia di quella parte della società civile e della politica che ha senso critico e attenzione alla laicità dello stato, non può che essere ferma. (Lara Benfatto responsabile Giovani Italia dei Valori Firenze)

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Preti e laici, omosessualità ed eterosessualità

Posted by fidest press agency su domenica, 14 marzo 2010

Da anni siamo costretti a ribadire un concetto che è ovvio ai più ma che si cerca di renderlo ambiguo e a suscitare sentimenti di ripulsa. Ci riferiamo alla omosessualità allorché si associa alla pederastia. Questa, resta, semmai, una devianza comune sia all’omosessuale sia all’eterosessuale. Se poi trasferiamo il discorso ai preti cattolici per i quali è imposto il celibato significa che si prospetta per essi la rinuncia alla loro identità erotica in una sorta di cilicio teso ad umiliare le loro naturali passioni considerate non compatibili con la missione religiosa. Preti quindi non diversi dagli altri ma che hanno l’aggravante di considerare il sesso come atto peccaminoso. Tale imposizione è discutibile perché è contro natura, perché impone un sacrificio incomprensibile se comparato alla missione sacerdotale. Lo dimostra il fatto, ammesso che ce ne fosse bisogno, che il protestantesimo consente ai propri pastori di sposarsi. Ora dobbiamo, semmai, chiederci quanto di questa rinuncia influisce sulla sessualità e se tale lo è fino a trasformarsi, per i più deboli, ad una devianza che li porta alla pederastia. Esistono in letteratura numerosi studi sulle particolari tendenze sessuali e persino l’omosessualità non è considerata unicamente una risposta genetica ma a volte imposta da particolari situazioni come può esserlo per i detenuti, i collegiali o, più in generale, in una comunità costituita di soli uomini o donne. Nella fattispecie i seminari potrebbero identificarsi in questa casistica. Potremmo, quindi, avere, preti di tendenza omosessuale o eterosessuale, ma non pederasti. E ancora dei preti eterosessuali che spingono il loro erotismo verso l’omosessualità per ragioni contingenti. Il discorso, quindi, va ricondotto su una diversa considerazione e chiederci se è proprio necessario che i preti siano “casti” al punto da considerare l’erotismo una “provocazione demoniaca” e considerare, di conseguenza, l’attrazione che si può esercitare per il proprio simile come il frutto personificato del grande tentatore. Ma sia chiaro. Dire che il prete è libero di sposarsi non implica necessariamente che si possa avere una risposta meno imbarazzante sulla sessualità dei preti. Dovremmo, semmai, liberarci per intero degli stereotipi di genere permettendo, a prescindere dal sesso, l’accesso al sacerdozio delle donne. Perché dovremmo tanto scandalizzarci se il nostro vescovo è donna?  E se lo è il Papa? Noi dovremmo liberarci del tutto dal pregiudizio, dai condizionamenti ideologici instillatici nei secoli passati e dai vari passaggi generazionali e comprendere che la Fede è amore e che l’amore non può avere limiti nella sua concezione universalistica. (R.A.)

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I passi della Chiesa di Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2009

Lettera al direttore. L’Alto commissario Onu per i diritti umani, Navi Pillay. ha affermato che “affossare la legge contro l’omofobia è stato un passo indietro per l’Italia”. Non sarebbe una bella occasione per la Chiesa di fare un passo avanti? Di fare un gesto simbolico a favore degli omosessuali? Potrebbe dichiarare pubblicamente che dal Catechismo della Chiesa Cattolica saranno cancellati definitivamente i pessimi articoli che li riguardano.  Ne riporto alcuni passi: “La Tradizione ha sempre dichiarato che gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati. Sono contrari alla legge naturale (cf 2357). Ecco: qui la Chiesa si affida alla Tradizione (non al vangelo) e rinuncia alla ragione. Bisognerebbe, infatti, non solo dimostrare che cosa è intrinsecamente ordinato e che cosa non lo è in tutti gli atti che gli uomini compiono ogni giorno, ma anche dimostrare che “disordine” sia uguale a peccato. Il celibato contrasta col comando del Signore: “Siate fecondi e moltiplicatevi” (Gn 1,28), però non è peccato. Astenersi dall’amplesso nei periodi fecondi, metodo consigliato dalla Chiesa agli sposi, è un atto contrario alla legge naturale, però non è peccato. Mangiare una bella pizza quando abbiamo già cenato e non ne abbiamo punto bisogno… Si potrebbe continuare all’infinito. Un altro passo del Catechismo: “Gli omosessuali devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza” (cf 2358). Che bontà! Significa: gli omosessuali sono dei poveri disgraziati, ma non dovete bruciarli nei forni crematori, non dovete impiccarli picchiarli bastonarli; la Chiesa che è Madre e Maestra, vi dice: abbiate compassione di loro! Ancora: “Le persone omosessuali sono chiamate alla castità” (2359). Il che significa: cari omosessuali, poiché ogni atto di omosessualità è peccato, per tutta la vita dovete astenervi anche dal dare un bacio alla persona amata. (Renato Pierri)

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A proposito della senatrice Binetti

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2009

Lettera al direttore. Dario Franceschini ha detto che c’è un serio problema di permanenza della senatrice Binetti nel Pd. A mio modesto parere, la Binetti non doveva proprio entrare nel partito. Ed anzi penso che, come ha affermato Antonello Soro, “sarebbe stata fuori posto anche nella DC, un partito tenacemente rispettoso della laicità dello Stato”. E non solo perché poco rispettosa della laicità dello Stato, ma anche perché la senatrice, del cristianesimo non deve aver capito molto. Nel marzo del 2007, nella trasmissione “Tetris” (La7), dichiarò: “L’omosessualità  è una devianza della personalità”; mostrando chiaramente di non essere una buona cristiana, giacché  la frase, diretta pubblicamente a persone che si sentono sanissime, è una grave offesa, a prescindere dal fatto che siano sane o malate. Inoltre faceva, e fa tuttora, discriminazioni del tutto estranee al Vangelo. Il 21 febbraio dello stesso anno, la senatrice, intervistata da Cristina Cossu (“Il Sardegna”), affermò candidamente di portare il cilicio, adducendo che la pratica apparteneva alla cultura cristiana. In realtà, la pratica appartiene ad un aspetto aberrante della cultura cristiana, che contrasta con la ragione, col Vangelo  e, guarda un po’, anche col Catechismo della Chiesa cattolica (cf n. 364 e n. 2281). Colgo l’occasione per suggerire alla senatrice Binetti, sacrifici più consoni al Vangelo e alla ragione. Un esempio: rinunciare ai propri guadagni a favore dei poveri, tenendo per sé, ovviamente, lo stretto necessario per vivere. (Miriam Della Croce)

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