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OMS: Susanna Esposito scelta come esperta in due gruppi di lavoro sul Covid-19

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2020

Ordinaria di Pediatria all’Università di Parma, Susanna Esposito, Presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid), è stata inserita come esperta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nei Maternal, Neonatal, Child and Adolescent Health (MNCAH) Research Network Working Groups. Nei gruppi di lavoro dell’OMS si occuperà di Scuole e dell’impatto dell’apertura e della chiusura di queste sulla pandemia di Covid-19 e della Sindrome Infiammatoria Multisistemica nei bambini, al fine di definire le terapie raccomandate nei casi pediatrici gravi di infezione da SARS-CoV-2. Non è la prima volta che Susanna Esposito ricopre un ruolo importante a livello internazionale. Dal 2012 al 2015 è stata infatti Presidente della Commissione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’eradicazione del morbillo e della rosolia congenita e da più di 10 anni è uno dei docenti del Paediatric Infectious Diseases Diploma dell’Università di Oxford.

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La fase due preoccupa: categorie escluse

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

Nella task force nominata dal Governo mancano gli albergatori e i ristoratori, gli operatori del turismo. Chiediamo al Presidente del Consiglio e ai Presidenti di Regione ai quali inviamo la presente nota che nelle commissioni consultive vengano inseriti professionisti del comparto ristorativo e alberghiero.Garantiremo, di certo, la salute pubblica con le norme dettate dall’Oms. Ripartiamo dal pubblico italiano, dai gusti e preferenze della platea che fino alla ripresa del flussi turistici sarà quella di riferimento. Ripartiamo dal territorio e dai prodotti locali.La riapertura ha in previsione, tutta una serie di indicazioni sanitarie che rivoluzioneranno il mondo della ristorazione come fin qui inteso. Servono aiuti a fondo perduto anche per questi adeguamenti che incideranno sul conto economico delle aziende. Servono linee e indirizzi chiari e certi e che provengono da chi questo mestiere lo conosce. Necessità non di risposte qualunque ma di indicazioni adeguate alle richieste di un settore fondamentale per l’economia italiana e globale. Altrimenti oltre alla crisi e allo sfacelo economico faremo i conti con una pericolosissima emergenza sociale. (www.ristoworlditaly.it)

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Coronavirus: Appello all’OMS

Posted by fidest press agency su domenica, 26 gennaio 2020

Cosi l’associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e dell’unione medica Euro Mediterranea (UMEM) chiedono di fornire più chiarezza sulle cause scatenanti l’epidemia e del ruolo dei Bio-Lab di ricerca che sono stati costruiti per indagare sulle cause delle malattie virali più pericolose e, guarda caso, una di queste installazioni si trova proprio a Muhan e dove alcuni ricercatori stranieri nel 2017 ne hanno segnalato la pericolosità e il rischio ma furono inascoltati, come, sottolinea Aodi, ” E ora ce lo dicono anche i medici cinesi molto dubbiosi sulla versione fornita dalle autorità cinesi sull’origine dell’epidemia”. A questo punto soggiunge “Ci rivolgiamo all’organizzazione mondiale della Salute (OMS) per chiarire, urgentemente, le vere e reali cause del contagio e se il virus iniziale era mutato. Del resto non si può continuare a nascondere la verità alla popolazione come già è successo in passato.I medici cinesi affermano che da anni la popolazione di Muhan mangia mammiferi, serpenti, pipistrelli al mercato famoso dove si vende di tutto senza igiene garantita né controllata e questo mercato dista 32 kilometri dal laboratorio di ricerca voluto dai cinesi”. E’ quanto dichiara Foad Aodi Fondatore di Amsi e Umem e membro del Gdl Salute Globale Fnomceo che avanza, per altro, una serie di dubbi sulla versione fornita dalle autorità cinesi sulle cause principali del contagio anche perché non si capisce come mai è aumentata tantissimo la velocità di contagio da uomo a uomo in una città e regione dove da sempre si mangiano regolarmente mammiferi non puliti e senza nessuna regola di contagio. È fondamentale dire la verità per poter affrontare l’emergenza in modo più efficace e più rapido in tutti i paesi dove sono comparsi dei casi sospetti compreso la Cina dove, stranamente, ogni 10 anni, circa, ce’ una emergenza epidemica con cause sconosciute, precisa Aodi. (fonte: Ufficio Stampa Amsi)

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Bell Direct Deploys FlexTrade OMS

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 settembre 2018

FlexTrade Systems (@FlexTrade), a global leader in multi-asset execution and order management systems, today announced it is working with Australian-based, online broker Bell Direct to use FlexOMS to facilitate Smart Order Router Algo strategies for the Australian market (ASX and Chi-X Australia).According to Lee Muco, COO of Bell Direct, choosing FlexTrade was a strategic choice. “We needed a system that would cater to our existing workflow while also considering the new workflow requirements of the Australian markets.” “FlexTrade’s technology fit the bill on all counts and matched our commitment to provide clients with the best in brokerage services,” added Muco.“We are thrilled to partner with Bell Direct,” said Dan Enstedt, Vice President of Business Development for FlexTrade’s Sydney-based operations covering Australia and New Zealand. “It is a premier online brokerage service for the region and we look forward to a long-term relationship in which FlexTrade’s cutting-edge technology empowers both firms to grow and expand in the Australian and New Zealand markets.” Designed as a global, multi-asset platform, FlexOMS provides sell-side institutions with a complete end-to-end solution across multiple desks, trading styles and regions, and streamlines the trading process from receipt of client orders to the post-trade analytics of execution.
Muco continued, “One of our primary concerns was finding a firm that would be there for us as our trading requirements change and increase. FlexTrade’s platform is scalable, and its exceptional technical expertise and development capabilities in smart order routing and algo trading were key factors in our decision to move forward with the system deployment.”According to Sandeep Subramani, Pre-Sales and Technical Adviser for FlexTrade, the flexibility of FlexTrade’s smart order router allows Bell Direct to fully control the routing sequence they want to target across both dark and lit venues.“Different routing configurations can be applied at any level, allowing for different end-client execution requirements to be met,” said Subramani. “In addition, we are also excited with plans to provide Bell Direct with access to international markets as well as increasing its algorithmic trading capabilities.”

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Oms aggiorna la classificazione delle malattie, ecco le principali novità

Posted by fidest press agency su martedì, 3 luglio 2018

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha pubblicato sul suo sito web l’undicesima edizione della International Classification of Diseases (ICD11) dopo più di 10 anni di lavoro. La nuova edizione, per la prima volta in formato completamente elettronico, contiene 55.000 codici rispetto ai 14.400 della versione precedente. Sarà presentata durante l’Assemblea Mondiale della Sanità nel maggio 2019 ed entrerà in vigore nel gennaio 2022, lasciando quindi il tempo ai paesi di organizzarsi su come utilizzare la nuova versione, preparare traduzioni e formare gli operatori sanitari.«Stiamo lavorando con tutti gli uffici dell’OMS per un piano di implementazione globale e abbiamo preparato un pacchetto di attuazione per aiutare la transizione dal vecchio al nuovo sistema» afferma Robert Jakob dell’OMS.La nuova ICD riflette i progressi nel campo della medicina e nella comprensione scientifica delle malattie. Proprio per questo include diversi nuovi capitoli, tra cui uno sulla medicina tradizionale, che non è mai stata classificata prima in questo sistema. Una delle principali revisioni della nuova edizione riguarda l’incongruenza di genere, che viene tolta dal capitolo sulla salute mentale per essere posizionata proprio in uno dei nuovi capitoli, quello dedicato alla salute sessuale.Un altro cambiamento notevole è l’aggiunta del disturbo da gioco alla sezione dei disturbi da dipendenza. «Il disturbo da gioco è caratterizzato da un controllo alterato sul gioco digitale o sul videogioco, e da una maggiore priorità attribuita al gioco rispetto ad altre attività abituali, come dormire, mangiare, fare i compiti, o lavorare che porta a gravi conseguenze negative per la salute personale e per il funzionamento globale» spiega Shekhar Saxena, del Dipartimento di salute mentale e abuso di sostanze dell’OMS. «Questo comportamento dovrebbe durare 12 mesi prima di essere caratterizzato come disturbo da gioco. Anche se, in realtà, solo una piccola minoranza di persone che si dedicano ai giochi può avere un problema di questo tipo, i paesi e gli operatori devono essere consapevoli della sua esistenza e cercare questi casi e fornire prevenzione e trattamento» continua Saxena.Secondo gli autori della revisione, a livello globale la maggioranza delle persone che soffrono di disturbi di salute mentale non riceve alcun trattamento e ICD-11 potrà servire per dare nuova energia e nuovo entusiasmo al personale sanitario con possibilità di migliori diagnosi e trattamento.Altre sezioni ampiamente modificate e riviste secondo le conoscenze attuali includono cardiologia, allergie e disturbi del sistema immunitario, malattie infettive, cancro, demenza, e diabete. Inoltre, i codici ICD11 relativi alla resistenza antimicrobica sono ora molto più in linea con il Global Antimicrobial Resistance Surveillance System (GLASS).ICD-11 è anche in grado di catturare dati migliori in materia di sicurezza nel settore sanitario. «Con ICD-11, gli eventi legati alla sicurezza del paziente possono essere registrati meglio di quanto sia mai successo in passato e possono anche essere evitati. Questo è un argomento di estrema rilevanza che non è stato possibile documentare correttamente con il vecchio ICD. Con il nuovo ICD-11, invece, abbiamo un sistema completo per documentare eventi accaduti o che potevano accadere» concludono gli autori. http://www.who.int/classifications/icd/en/ (fonte doctor33)

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Lotta al diabete

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

diabeteLa lotta al diabete è una delle tre emergenze sanitarie identificate dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dopo HIV e Tubercolosi. Numeri impressionanti se si considera che secondo l’Oms sono 346 milioni le persone affette da diabete in tutto il mondo, di cui 52 milioni nella Regione europea.
Nel nostro Paese, dove attualmente vivono oltre 3 milioni di persone con diabete (dati del Ministero della Salute), è stato registrato un aumento dei casi di diabete mellito di tipo 1 con un’incidenza annua media di 8.1 su 100.000 bambini tra 0 e 14 anni, aumento in parte dovuto all’invecchiamento generale della popolazione ma principalmente alla diffusione di condizioni a rischio come sovrappeso e obesità, scorretta alimentazione, sedentarietà e disuguaglianze economiche. “Il diabete è una patologia complessa – sottolinea la prof.ssa Susanna Esposito, professore ordinario di Pediatria all’Università degli Studi di Perugia e presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici, WAidid – che investe il bambino, i suoi genitori e gli operatori sanitari che li assistono. Ciascuno di loro ha un compito difficile da assolvere. “Studi sul modello animale condotti nel nostro laboratorio – afferma la prof.ssa Ursula Grohmann, professore ordinario di Farmacologia del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università degli Studi di Perugia e membro dell’Accademia delle Scienze dell’Umbria – hanno dimostrato che indolamina 2,3-diossigenasi o IDO, un particolare enzima che metabolizza l’amino-acido triptofano, rappresenta un importante controllore delle risposte immunitarie nel nostro organismo che tuttavia risulta difettivo in topi con diabete di tipo autoimmune (T1D). In tali topi, manovre terapeutiche atte a correggere questo difetto determinano un controllo efficace della risposta autoimmune, la rigenerazione di piccole insule pancreatiche secernenti insulina e la normalizzazione dei valori di glicemia. Studi attualmente in corso in pazienti pediatrici affetti da diabete mellito hanno evidenziato che IDO è difettivo anche nel diabete di tipo 1 umano, aprendo pertanto la strada a possibili terapie innovative basate sul ripristino del metabolismo fisiologico del triptofano e, quindi, a nuove speranze per i pazienti affetti da diabete”.Se la terapia insulinica ha come obiettivo primario quello di ristabilire un soddisfacente equilibrio glicemico, l’educazione alla gestione autonoma del diabete da parte delle famiglie dei bambini affetti è lo strumento fondamentale che consente di garantire una buona qualità di vita. L’approccio terapeutico all’interno delle strutture pediatriche è, infatti, fortemente centrato sulla famiglia, svolto in un’atmosfera informale e talora “protettiva”, attenta allo sviluppo psicofisico, all’inserimento nel mondo della scuola e dei coetanei.E anche per i bambini con diabete, la prevenzione attraverso le vaccinazioni riveste un ruolo fondamentale, non solo per i piccoli pazienti ma anche per le loro famiglie e per gli operatori sanitari per i quali sono raccomandate tutte le vaccinazioni di routine.

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UNICEF-OMS: oltre 100 mila casi sospetti di colera in Yemen

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 giugno 2017

YemenIl numero di casi sospetti di colera in Yemen continua a crescere, raggiungendo, al 7 giugno 2017, la quota di 101.820 con 791 morti. I più vulnerabili del paese sono quelli maggiormente colpiti: il 46% dei casi colpisce bambini sotto i 15 anni, il 33% delle vittime hanno più di 60 anni.L’UNICEF e l’OMS si stanno concentrando in quelle zone del paese col numero maggiore di casi per fermare l’ulteriore diffusione della malattia. “Questi ‘punti caldi’ per il colera sono la fonte principale della trasmissione della malattia nel paese,” ha dichiarato il dottor Nevio Zagaria, a capo dell’ufficio dell’OMS in Yemen. “Sconfiggere il colera in queste zone significa poter rallentare la diffusione della malattia e salvare vite. Allo stesso tempo, stiamo continuando a supportare un trattamento precoce e adeguato per i malati e a condurre attività di prevenzione nel paese.”“L’epidemia di colera sta rendendo una situazione già terribile per i bambini ancora perggiore. Molti dei bambini che sono morti a causa della malattia erano anche affetti da malnutrizione acuta”, ha dichiarato Meritxell Relaño, rappresentante dell’UNICEF in Yemen. “Oggi, la vita per i bambini in Yemen è una lotta disperata per la sopravvivenza, con il colera, la malnutrizione e le violenze ininterrotte che suonano quasi come una condanna a morte,” ha concluso la Relano.La battaglia per contenere l’epidemia di colera non sarà vinta facilmente. Oltre due anni di conflitto intenso hanno quasi completamente distrutto il sistema sanitario del paese. Meno della metà dei centri sanitari del paese sono pienamente operativi. Le forniture mediche che entrano nel paese sono un terzo rispetto a quelle che entravano prima di marzo 2015. A causa delle violenze sono state danneggiate infrastrutture importanti, tagliando fuori 14,5 milioni di persone dall’accesso regolare all’acqua pulita e ai servizi igienico-sanitari. Gli operatori igienico-sanitari non hanno ricevuto i loro stipendi da oltre otto mesi.
L’UNICEF, l’OMS, insieme ai loro partner, stanno lavorando in una situazione estremamente difficile per rispondere a quest’ultima epidemia. Circa 3,5 milioni di persone nel paese sono state raggiunte da stazioni per il rifornimento delle cisterne per potabilizzare l’acqua, è stata clorata l’acqua da bere, sistemati gli impianti per il trattamento delle acque, riabilitati i sistemi di approvvigionamento idrico, sono stati forniti alle famiglie kit per il trattamento delle acque e kit igienici (sapone e detersivi). L’UNICEF e l’OMS stanno fornendo supporto e kit medici ai centri per la reidratazione orale e ai centri per il trattamento dei casi di diarrea nel paese, dove i pazienti vengono controllati e viene fornita assistenza medica immediata. Inoltre, vengono diffuse informazioni di base sulle pratiche igieniche alle popolazioni colpite.I fondi necessari per le attività di risposta congiunta insieme ai partner che operano nei settori della salute, dei servizi idrici e igienico-sanitari sono 66,7 milioni di dollari per sei mesi. I donatori fino ad ora sono stati generosi, ma sono necessari ulteriori fondi, in particolare per interventi idrici e per i servizi igienico-sanitari. Il bisogno maggiore, tuttavia, è quello di avere un numero maggiore di collaboratori sul campo nel paese, anche in quelle aree in cui l’accesso è difficile a causa del conflitto.

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MED-EL: appello all’Assemblea Mondiale della Sanità per sconfiggere la sordità

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 giugno 2017

OMSL’Assemblea Mondiale della Sanità a Ginevra ha adottato una risoluzione per affrontare il forte impatto che la sordità ha a livello globale. Oggi 360 milioni di persone nel mondo, circa il 5% dell’intera popolazione mondiale, sono affette da disabilità uditive e nonostante questo, la sordità rimane ancora il fanalino di coda nell’agenda sanitaria mondiale.MED-EL, leader mondiale nel campo degli impianti per l’udito, ha fatto appello per intervenire con urgenza ed affrontare uno dei problemi sanitari e sociali più importanti che colpisce la società di oggi.La perdita dell’udito non limita soltanto la comunicazione di un individuo, ne influenza l’educazione, la vita, il benessere sociale e l’indipendenza economica.
Nuovi studi hanno trovato una connessione tra la sordità e altri problemi di salute come il declino cognitivo, la depressione e la demenza – tra le malattie più gravi del prossimo decennio. L’impatto socio-economico è così significativo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stimato che il costo annuo della sordità non trattata varia tra i 750 e 790 miliardi di dollari a livello globale.La maggior parte delle cause che portano alla perdita dell’udito potrebbero essere evitate e oggi sono disponibili soluzioni efficaci e convenienti, come ad esempio gli apparecchi acustici e gli impianti per l’udito, che sono in grado di restituire la capacità di ascoltare a persone affette da disabilità uditive gravi o profonde.In qualità di azienda leader nello sviluppo di tecnologie innovative per l’udito, come gli impianti cocleari, MED-EL ha collaborato con tutte le parti coinvolte a livello mondiale per rendere oms sedequeste soluzioni rivoluzionarie disponibili e accessibili a tutti.Ingeborg Hochmair, CEO di MED-EL e co-inventrice del primo impianto cocleare microelettronico e multi canale, ha affermato “La nostra azienda ha l’obiettivo di aiutare le persone affette da sordità a superare le barriere comunicative che questa disabilità comporta e siamo orgogliosi di ciò che siamo stati in grado di realizzare per loro in questi anni. Grazie a questo contributo e ad altre iniziative di sensibilizzazione, siamo impegnati costantemente nella battaglia mondiale contro la sordità.”Come primo passo in questa lotta, MED-EL ha partecipato alla tavola rotonda organizzata da HEARRING Group, a Ginevra lo scorso 23 maggio, durante la settimana dell’Assemblea Mondiale della Sanità. I rappresentanti di numerose organizzazioni, tra cui anche i paesi membri dell’OMS, si sono riuniti per esplorare ulteriormente la connessione tra l’invecchiamento della popolazione globale e l’aumento dei casi di persone affette da disabilità uditive.I partecipanti hanno discusso di come soluzioni efficaci contro la perdita dell’udito, tra cui gli impianti uditivi, possano aiutare a mantenere i sistemi sanitari globali sostenibili e condiviso consigli su come migliorare, a livello globale, le diagnosi, i trattamento, la riabilitazione e la cura di coloro che sono affetti da disabilità uditiva.

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Infezioni chirurgiche, dall’Oms le raccomandazioni per ridurle

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2016

Surgeons operating patient in operation theaterSono ben 29 le raccomandazioni pratiche dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per evitare le infezioni chirurgiche e contrastare il diffondersi dell’antibiotico-resistenza e alcune possono apparire sorprendenti. Dal documento Global Guidelines for the Prevention of Surgical Site Infection, redatto da venti esperti internazionali, si apprende infatti che, prima di affrontare un intervento chirurgico, i pazienti dovrebbero farsi una doccia ma non radersi e che gli antibiotici dovrebbero essere usati per prevenire le infezioni prima e durante l’intervento, ma non dopo. Queste guide hanno un valore inestimabile per proteggere i pazienti, afferma Marie-Paule Kieny, vicedirettrice generale dei Sistemi di salute e innovazione dell’Oms: «prevenire le infezioni chirurgiche non è mai stato così importante, ma è complesso e richiede tutta una serie di misure preventive». Di queste misure, 13 devono essere adottate prima della chirurgia e 16 dopo e spaziano da misure igieniche ad accorgimenti sul tipo di sutura da effettuare e quali disinfettanti usare. Quella di non utilizzare gli antibiotici dopo l’intervento chirurgico è una raccomandazione particolarmente importante, dato lo sviluppo sempre più frequente di forme batteriche resistenti ai farmaci, che mettono a rischio alcuni tra i principali risultati della medicina moderna, dai trapianti, alla chemioterapia, fino agli stessi interventi chirurgici. Le infezioni al sito chirurgico sono dovute a batteri che penetrano attraverso le incisioni praticate dal chirurgo e ogni anno minacciano la vita di milioni di pazienti. Nei Paesi a basso e medio reddito, più di un paziente chirurgico su dieci contrae un’infezione e in Africa le infezioni colpiscono una donna su cinque tra quelle che hanno un parto cesareo. Eppure, proprio uno studio pilota condotto in quattro Paesi africani ha mostrato che, mettendo in atto una selezione delle misure raccomandate dall’Oms, le infezioni al sito chirurgico si sono ridotte del 39%. Confortata da questi successi, l’Oms sta sviluppando una guida e un kit di strumenti che aiuteranno le autorità nazionali e locali a mettere in pratica le 29 raccomandazioni. (foto: sala operatoria) (fonte: doctornews33)

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Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la vaccinazione rappresenta uno degli interventi di sanità pubblica maggiormente efficaci e sicuri

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 giugno 2016

IMG_0286I vaccini non solo proteggono l’individuo, ma attraverso la cosiddetta immunità di gregge (herd immunity) anche i non vaccinati beneficiano degli effetti positivi della vaccinazione, sempre che la copertura sia superiore a una certa soglia al di sotto della quale l’agente patogeno continuerebbe a circolare.
Eppure, i vaccini sono vittima del loro stesso successo: in questi ultimi anni stiamo assistendo a una vera e propria crociata anti-vaccinale portata avanti attraverso vari canali, ma principalmente attraverso il web, da personaggi diversi, tra i quali purtroppo anche “celebrities” con grande influenza sulle masse. Tra le tesi portate avanti, sulla base di esperienze personali e dati non scientificamente validi, la correlazione tra vaccini e autismo o altre patologie e l’esistenza di complotti orchestrati dai “poteri forti” in nome di presunti interessi economici. In Italia, queste tesi purtroppo in alcuni casi sono state anche avallate dalle autorità giudiziarie.
L’evidenza non può però essere negata: l’esitazione vaccinale può causare gravi problemi, non solo a livello di salute dell’individuo, ma anche per tutta la comunità.
• Uno studio di coorte retrospettivo su dati di sorveglianza nazionale raccolti dal 1985 al 1992 ha evidenziato che il numero di casi di morbillo era 35 volte (95% CI: 34–37) superiore nei bambini i cui genitori avevano chiesto una esenzione non-medica rispetto ai bambini vaccinati.
• Uno studio retrospettivo basato su dati raccolti in Colorado, USA (1987-1998) ha evidenziato che gli esentati vaccinali corrono un rischio 22.2 volte (95% CI: 15.9–31.1) più alto di contrarre il morbillo e di 5.9 volte (95% CI: 4.2–8.2) più alto di contrarre la pertosse.
• Uno studio caso-controllo nei bambini (1996-2007) ha evidenziato che gli esentati vaccinali avevano un rischio 22.8 volte (95% CI: 6.7–7.5) più alto di contrarre la pertosse; l’11% (95% CI: 5.8%–16%) dei casi di pertosse furono attribuiti al rifiuto di vaccinarsi. Gli esentati dalla vaccinazione con vaccino coniugato anti-Varicella ed anti-pneumococco avevano un rischio rispettivamente di 8.6 volte (95% CI: 2.2–33.3) e 6.5 volte (95% CI: 1.7–24.5) superiore di contrarre una polmonite lombare/pneumococcica.
• In Colorado, la frequenza di esenzione dalle leggi sulla vaccinazione in una contea aveva un’associa-zione significativa con il livello d’incidenza dei casi di morbillo (RR 1.6, 95% CI: 1.0–2.4) e pertosse (RR 1.9, 95% CI: 1.7–2.1) nei bambini. Le scuole che segnalavano outbreak di morbillo e pertosse avevano numeri più alti di esentati vaccinali. Gli esentati vaccinali hanno trasmesso l’infezione anche ai bambini vaccinati: l’11% dei bambini vaccinati ha contratto l’infezione da quelli esentati.
• Secondo il modello di Salmon et al, se il numero di esentati nella popolazione raddoppiasse e si presumesse un grado di mixing tra gli individui esenti e quelli vaccinati del 20%, 40%, e 60%, l’incidenza delle infezioni da morbillo negli individui vaccinati aumenterebbe rispettivamente del 5.5%, 18.6%, e 30.8%.
Questi dati danno un’idea di quanto sia importante che non s’instauri un trend negativo anti-vaccinale; le Istituzioni, da parte loro, devono portare avanti il loro impegno con interventi mirati, tra le altre cose, ad aumentare la conoscenza e la consapevolezza sulle vaccinazioni e migliorare la convenienza e l’accesso alla vaccinazione, mirando direttamente alle popolazioni non-vaccinate o sottovaccinate. (Walter Ricciardi Presidente Istituto Superiore di Sanità)

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L’8% della popolazione italiana è vegetariana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 febbraio 2016

SpadellataTofu

pizza

Dieta vegetariana: non più una nicchia o una moda, ma un vero e proprio cambiamento delle abitudini alimentari. Lo conferma il rapporto annuale Eurisopesn relativo al 2015: i vegetariani rappresentano l’8% della popolazione italiana (erano il 6% nel 2013 e il 7,1% nel 2014). Non solo; complice l’allarme lanciato dall’Oms qualche mese fa sulle carni rosse e lavorate, il consumo di carne nel nostro Paese continua a calare. D’altro canto piacciono sempre di più le alternative agli alimenti derivati dagli animali, come testimonia l’ingresso nel paniere Istat delle bevande vegetali sostitutive del latte.Lo conferma Enrico Marcuzzi, marketing manager di Bofrost Italia, la più importante azienda italiana della vendita diretta di alimenti surgelati, che dal 2014 propone con crescente successo MyLife, una linea di specialità a base di soia e verdure: «I prodotti veg hanno una clientela molto più ampia di quell’8% delle statistiche perché, sempre di più, anche chi non è strettamente vegetariano o vegano desidera introdurre nella sua dieta alternative agli alimenti di origine animale» spiega Marcuzzi.Spesso però, tra i banchi della GDO, quello che manca è la varietà, soprattutto sul fronte delle specialità pronte, già ricettate: quelle che “salvano una cena” portando in tavola gusto e allegria.
bofrost Italia – È la più importante azienda italiana della vendita diretta a domicilio di specialità alimentari surgelate senza nessuna interruzione della catena del freddo. Ha sede a San Vito al Tagliamento (PN) e conta oltre 2.100 dipendenti e 300 collaboratori incaricati alla vendita. A oggi, sono oltre un milione le famiglie italiane che apprezzano e conoscono i prodotti di bofrost* Italia. La qualità, il gusto e un eccellente servizio rappresentano i fattori di successo di questa azienda. (foto: SpadellataTofu, pizza)

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Ospedale amico dei bambini

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 giugno 2015

OMSL’Ospedale S. M. Annunziata di Ponte a Niccheri è stato confermato da OMS e UNICEF “Ospedale amico dei bambini”. La cerimonia per la consegna della pergamena con la riconferma si è svolta oggi alla presenza di Francesca Ciraolo, direttrice sanitaria dell’ospedale, Marco Pezzati, direttore del Dipartimento materno-infantile, Arianna Maggiali, direttrice dell’ostetricia aziendale, Maristella Mencucci, direttore dell’assistenza infermieristica Sud Est, Elena Nerozzi, responsabile assistenza infermieristica di Ponte a Niccheri, Giacomo Guerrera, presidente del Comitato italiano per l’UNICEF, Rosella Di Bella, Presidente del Comitato UNICEF di Firenze, e Elise Chapin, responsabile del programma Insieme per l’allattamento del Comitato italiano per l’UNICEF.
A descrivere il percorso di formazione e crescita dell’ospedale fiorentino sono intervenuti durante la cerimonia Alfio Frizzi, direttore di ostetricia–ginecologia, Isabella Mugelli, ostetrica coordinatrice, Gherardo Rapisardi, direttore pediatria e neonatologia e Martina Mastropietro, infermiera coordinatrice.
L’iniziativa internazionale “Baby Friendly Hospital – Ospedale Amico dei Bambini” è stata lanciata nel 1991 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dal Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) per assicurare che tutti gli ospedali accolgano nel miglior modo possibile i bambini neonati e che divengano centri di sostegno per l’allattamento materno. Un Ospedale Amico compie una trasformazione dell’assistenza a mamme e bambini nel proprio punto nascita, applicando i “Dieci passi per la promozione, la protezione ed il sostegno dell’allattamento materno”. Questo significa migliorare le pratiche assistenziali rendendo protagonisti i genitori e sostenendoli nelle scelte per l’alimentazione e le cure dei propri bambini.
È infatti dal marzo 2008 che l’OSMA ha ricevuto il titolo di Baby Friendly Hospital, uno dei 7 ospedali BFH in Toscana, regione all’avanguardia in Italia in questo campo. L’Azienda sanitaria di Firenze ne ha 2 riconosciuti: l’ospedale dell’Annunziata e quello del Mugello, mentre il S. Giovanni di Dio ha superato la prima delle 3 fasi previste del percorso.
Dal lancio dell’iniziativa ad oggi, l’UNICEF stima che gli ospedali riconosciuti nel mondo siano più di ventitremila sparsi in oltre 150 paesi. In Italia sono attualmente riconosciuti 22 ospedali che, con le 5 Comunità Amiche dei Bambini e al Corso di Laurea Amico dell’Allattamento, formano il programma UNICEF: Insieme per l’Allattamento.
Promuovere, proteggere e sostenere l’allattamento materno è un obiettivo di salute che deve impegnare le strutture e gli operatori sanitari, ma sempre di più coinvolgere l’intero tessuto sociale, famiglie, gruppi di volontariato, il mondo dell’istruzione e dell’informazione, i soggetti politici e l’intera comunità.

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Programma Alimentare Mondiale uniscono le forze per arrivare a zero nuovi casi Ebola

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2015

Onu palaceL’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) iniziano insieme una nuova partnership nei paesi colpiti da Ebola, Guinea, Liberia e Sierra Leone. L’accordo unisce la capacità logistica del WFP con l’expertise nella sanità pubblica dell’OMS per cercare di portare a zero casi l’attuale epidemia di Ebola in Africa Occidentale. La piattaforma stabilisce inoltre un’infrastruttura di allerta e di risposta in caso di future crisi. “Questa partnership potenzia le capacità di entrambe le agenzie di raggiungere, monitorare e rispondere ai bisogni delle persone colpite dal virus Ebola”, ha detto Margaret Chan, Direttrice Generale dell’OMS. “Ci aiuta a mettere in campo e mantenere l’expertise dei team tecnici nella prevenzione e nel controllo dell’infezione, nell’epidemiologia e nel tracciamento dei contatti, consentendo così agli operatori sanitari sul campo di fare al meglio il proprio lavoro. La partnership è anche un’opportunità per saperne di più in futuro, a beneficio delle nostre capacità di lanciare operazioni congiunte per le emergenze su larga scala”. “Nel corso degli ultimi sette mesi, le partnership sono state cruciali nel combattere questa devastante epidemia. Il WFP ha lavorato con i propri partner per rispondere ai bisogni essenziali delle comunità – assicurandosi che il cibo raggiunga ogni area colpita dal virus Ebola. Il nostro supporto logistico all’OMS e alla comunità umanitaria nel suo complesso ha permesso alle persone colpite di ricevere le cure urgenti e il sostegno di cui hanno bisogno”, ha detto la Direttrice Esecutiva del WFP Ertharin Cousin. “Stiamo facendo progressi, e ciononostante dobbiamo rimanere vigili. La crisi Ebola non finirà finché non identificheremo, raggiungeremo e cureremo con successo tutti i casi fino all’ultimo. Nel riconoscere questo obiettivo, la partnership OMS-WFP, una forza tecnica e operativa congiunta, continuerà a fornire l’aiuto necessario per arrivare a zero casi”.Adottando un approccio operativo congiunto, le due agenzie hanno concordato di mettere insieme le loro competenze in più di 60 distretti e prefetture prioritari in Guinea, Liberia e Sierra Leone, i tre paesi più colpiti da Ebola.Oggi, il numero del personale OMS che lavora nelle comunità per l’emergenza Ebola in Africa Occidentale è il più alto da quanto l’epidemia è cominciata. Oltre 700 persone sono attualmente in servizio nei paesi colpiti da Ebola. Nei distretti in cui il contagio da Ebola è in corso, il WFP fa in modo che gli ispettori dell’OMS abbiano le risorse necessarie – attrezzature per computer, telefoni e regolare connessione internet- per condividere le informazioni cruciali per tracciare e fermare il virus.Il WFP, inoltre, gestisce la flotta di veicoli 4×4 incaricati di trasportare antropologi sociali ed epidemiologi dell’OMS nei villaggi isolati, per continare a conquistarsi la fiducia delle comunità per identificare e seguire i contatti dei pazienti che hanno contratto il virus Ebola finché ogni caso non sarà risolto.La partnership risponde alla direttiva della Sessione Speciale del Consiglio Direttivo dell’OMS su Ebola, con il fine di sviluppare nuovi modi di rafforzare le operazioni di emergenza in ambito sanitario e fornire un modello di collaborazione per la risposta a future emergenze sul fronte della sanità.

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Rapporto dell’OMS sulla disabilità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 giugno 2011

Impressionante nei numeri e nelle questioni affrontate il recente rapporto dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e della Banca Mondiale sulla disabilità sviluppato con il contributo di ben oltre 380 esperti. Così lo giudica Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”. Secondo l’indagine, infatti, sono più di un miliardo le persone che nel globo vivono una situazione di disabilità, non avendo, peraltro, un adeguato accesso ai servizi. Peraltro, l’indagine punta l’attenzione anche sulla circostanza che la gran parte degli Stati non ha predisposto meccanismi capaci di rispondere ai bisogni delle persone colpite da disabilità. Tra i problemi più in evidenza: al primo posto la discriminazione unitamente alla mancata assistenza sanitaria e di riabilitazione, per passare poi alle barriere architettoniche: trasporti pubblici, edifici e tecnologia informativa inaccessibili. Le conseguenze di queste difficoltà che accompagnano la vita dei disabili riguardano una salute generalmente più precaria rispetto alla media, scarse possibilità formative e professionali, povertà ed un livello d’istruzione minore, proprio per le difficoltà di accesso agli studi superiori. Il rapporto non si limita ad analizzare i dati ma pone delle utili raccomandazioni agli stati e che sono tutte finalizzate ad ottenere un impegno maggiore da parte delle istituzioni locali per combattere questi problemi. Non tutti gli stati hanno ancora firmato la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità (CRPD). Il numero è fermo a meno di 150 paesi e organizzazioni regionali, e solo 100 l’hanno poi ratificata. La Convenzione pone degli impegni nei confronti dei firmatari a rimuovere le barriere in modo che le persone con disabilità possano partecipare pienamente alla loro società.

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Esperti Oms nel mirino del BMJ

Posted by fidest press agency su martedì, 8 giugno 2010

L’Organizzazione mondiale della sanità nel mirino del ‘British Medical Journal’, in un articolo sul tema della pandemia da virus A/H1N1. Secondo gli autori, fra i quali anche gli esperti del Bureau of Investigative Journalism britannico, gli scienziati-consulenti che nel 2004 hanno redatto la linee guida chiave dell’Oms, in cui si consiglia ai Governi di fare scorta di farmaci in caso di pandemia influenzale, erano stati precedentemente pagati, per altri lavori, da alcune aziende farmaceutiche produttrici dei medicinali in questione. Secondo il Bmj, gli esperti che sei anni fa contribuirono alla stesura delle linee guida per le pandemie avevano precedentemente ricevuto pagamenti da Roche, produttrice dell’antivirale Tamiflu (oseltamivir) e da GlaxoSmithKline che commercializza il Relenza (zanamivir), per alcune letture e incarichi di consulenza. Due scienziati, in particolare, avrebbero avuto recenti legami finanziari con Roche. E, si fa notare nell’inchiesta, “l’Oms non ha reso pubblici questi conflitti d’interesse, né è chiaro se ne abbia privatamente informato i Governi, molti dei quali hanno poi seguito i consigli contenuti nelle linee guida”. Il durissimo report va avanti evidenziando che, “a questa mancanza di trasparenza, si aggiunge l’esistenza di un comitato d’emergenza segreto che ha fornito consulenze al direttore generale dell’Oms, Margaret Chan, sulla dichiarazione di pandemia influenzale. E i nomi dei 16 membri di questo panel sono noti solo alle persone che lavorano all’interno dell’Oms: in questo modo, i loro possibili conflitti d’interesse rimangono sconosciuti”. Insomma, “nonostante ripetute richieste, l’Oms ha rifiutato di fornire qualsiasi informazione sui conflitti d’interesse” in questione e in questo modo, commenta Fiona Godlee, direttrice del Bmj, “la sua credibilità è stata profondamente minata. La soluzione sarebbe pubblicare repentinamente i dati richiesti, senza ritardi né giustificazioni”. (Barbara Di Chiara)

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Nuove patologie del terzo millennio

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2010

“La Fibromialgia è una patologia dell’apparato loco-motore associata a dolori cronici, rigidità e a segni d’affaticamento a livello dei muscoli, legamenti e tendini con coinvolgimento dell’apparato nervoso centrale”. Così l’On. Scilipoti in riferimento ad una patologia poco conosciuta  che, in stato avanzato,  può essere altamente invalidante. “Alla Fibromialgia spesso si accompagnano altre due sindromi egualmente invalidanti, quali la Sindrome da Stanchezza Cronica (CFS) e la Sensibilità Chimica Multipla (MCS). La Fibromialgia – prosegue il deputato – è stata, già da molti anni, riconosciuta dall’OMS, ma in Italia, i malati sono abbandonati a se stessi e considerati invisibili agli occhi delle Istituzioni. Se è vero che la Costituzione Italiana sancisce il diritto alla salute e al benessere di tutti i cittadini, sarebbe opportuno da parte dello Stato riconoscere tali patologie, sostenere la ricerca per la prevenzione e la cura, appoggiare chi, avendo dovuto lasciare il lavoro, non ha alcuna possibilità di autosostentamento, consentire l’esenzione dal pagamento del ticket o dei farmaci, riconoscere questi malati come invalidi e soprattutto – conclude Scilipoti – garantire loro la libertà di scelta terapeutica anche nell’ambito della medicina alternativa”.

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Chiarelli Consulente OMS per la Pediatria

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 luglio 2009

Conferma, dal 1° agosto, per il Professor Franco Chiarelli, Direttore della Clinica Pediatrica dell’Università-Ospedale di Chieti, come Consulente del Programma dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), denominato “Paediatrics and Child Health”  e dedicato alla Pediatria e alla salute dei bambini. E’ la prima volta che un pediatra italiano viene nominato e confermato collaboratore della più importante organizzazione sanitaria a livello internazionale. Il Professor Chiarelli sarà chiamato a recarsi a Ginevra, sede dell’OMS, e a Copenhagen, sede dell’OMS-Regione Europea. Il Programma, di durata triennale (2009-2012), si occuperà di redigere linee guida per la nutrizione del lattante, del bambino e dell’adolescente, di scrivere raccomandazioni per il trattamento della diarrea acuta del bambino (una delle principali cause di morte dei bambini nel Terzo Mondo), di programmare strategie per la prevenzione dell’obesità nel bambino e di rivalutare le linee guida per il diabete infantile, una delle malattie croniche più importanti in età pediatrica.Per il diabete infantile, in particolare, vi sarà un programma per l’Africa: in tutto il continente africano, infatti, molti bambini muoiono per la mancanza di insulina e di soluzioni reidratanti in corso di chetoacidosi diabetica. Un ulteriore obiettivo del programma è di sviluppare un sistema di accreditamento delle strutture di eccellenza di Pediatria in Europa. La valutazione da parte dell’Oms, in collaborazione con la Società europea di endocrinologia pediatrica (Espe), si rivolgerà all’accreditamento dei criteri per l’eccellenza nell’assistenza in alcune subspecialità pediatriche (ad esempio Allergologia Pediatrica, Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica, Neurologia Pediatrica, Reumatologia Pediatrica, Nefrologia Pediatrica). Inoltre, i Centri di eccellenza in Pediatria saranno selezionati anche per la loro capacità formativa, cioè per essere punti di riferimento per la formazione e l’istruzione degli studenti e dei medici. Tra i criteri utilizzati vi sarà anche la valutazione delle strutture disponibili per la ricerca. Infatti, l’Oms e l’Espe giudicano le capacità formative di una struttura in base ai giudizi degli studenti e alle strutture didattiche (aule, mezzi audiovisivi, ecc.), ma anche tenendo conto delle strutture dedicate alla ricerca.La ricerca di eccellenza costituisce anche in Pediatria uno dei mezzi più importanti per puntare a una didattica e a un’assistenza di eccellenza.

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Febbre suina, i dati dell’OMS

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2009

Sino ad ora 40 casi sono stati registrati negli Stati Uniti, 26 in Messico, sei in Canada, due in Spagna, due in Gran Bretagna e tre in Nuova Zelanda, gli ultimi due Paesi a riportare dei casi. Solo sette i decessi che si sono  verificati in Messico. Questi i dati della febbre suina sono stati resi noti in una conferenza stampa dal vicedirettore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Keiji Fukuda,. La situazione è in continua evoluzione ed è bene specificare – ha spiegato – che i casi registrati in pazienti di rientro da viaggi nelle zone più colpite non significano che il Paese di arrivo è stato raggiunto dal virus, almeno a livello epidemiologico. Stiamo lavorando a stretto contatto con tutte le autorità dei Paesi coinvolti e per il momento abbiamo deciso di non innalzare l’allerta da 4 a 5″.  Per Fukuda, “il passaggio da 3 a 4 effettuato ieri mostra già la serietà della situazione, che continuiamo a monitorare. Dobbiamo comunque essere preparati all’eventualità di una pandemia, che se si verificasse andrebbe a colpire soprattutto i Paesi poveri. Si passerà all’allerta 5 solo quando il virus sarà trasmesso da uomo a uomo in maniera stabile in più Stati”. La portata definitiva dell’eventuale pandemia è ancora tutta da valutare “Le ipotesi che sono state fatte e che parlano di entità media non possono essere confermate: l’influenza ha un’evoluzione assolutamente imprevedibile”. “La storia – ha evidenziato Fukuda – ci ricorda che le precedenti pandemie sono iniziate tutte con un livello medio, per poi rivelarsi molto gravi. L’ipotesi di una media intensità è la migliore che ci possiamo augurare. Manteniamo un alto stato di allerta e lavoriamo di continuo per monitorare la situazione”.  “Non guardiamo con positività – ha concluso Fukuda – al modo in cui la situazione si sta evolvendo. L’ipotesi di una pandemia non è inevitabile, ma dobbiamo prepararci a questa evenienza”.

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