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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘oncologia medica’

Sono in totale 37 le Linee Guida ufficiali prodotte dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) nel 2018

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 gennaio 2019

Si tratta di documenti elaborati con metodologia GRADE e stilati con l’impegno di oltre 500 professionisti e il coinvolgimento di 45 diverse Società Scientifiche. Solo nel 2018 sono state scaricate e consultate da oltre 500mila persone. L’obiettivo, per quest’anno, è procedere con un costante aggiornamento per perfezionare così la formazione continua degli oncologi. E, al tempo stesso, migliorare e garantire un migliore e più uniforme sistema di cure su tutto il territorio nazionale. E’ quanto emerge dal convegno nazionale organizzato da AIOM Linee Guida AIOM 2019. L’evento si svolge oggi a Roma (presso il Ministero della Salute) e vuole portare all’attenzione delle Istituzioni le modalità con cui vengono prodotte le raccomandazioni in ambito oncologico (modi, tempi, metodologia e collaborazioni). Partecipano al convegno le 45 Società Scientifiche con cui AIOM collabora da anni nella produzione di linee guida oncologiche, tra cui l’Associazione Italiana di Medicina Nucleare ed Imaging Molecolare (AIMN, Presidente Orazio Schillaci), l’Associazione Italiana di Radioterapia ed Oncologica Clinica (AIRO, Presidente Stefano Magrini), l’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF, Presidente Salvatore Petta), l’Associazione Nazionale Italiana Senologi Chirurghi (ANISC, Presidente Mario Taffurelli), l’Associazione Urologi Italiani (AURO, Presidente Roberta Gunelli), la Società Italiana di Anatomia patologica e di Citologia Diagnostica (SIAPEC, Presidente Mauro Truini), la Società Italiana di Chirurgia Oncologica (SICO, Presidente Domenico D’Ugo), la Società Italiana di Ematologia (SIE, Presidente Paolo Corradini), la Società Italiana di Radiologia medica e Interventistica (SIRM, Past president Carmelo Privitera), la Società Italiana di Urologia (SIU, Presidente Salvatore Voce) e la Società Italiana di Urologia Oncologica (SIUrO, Segretario e Tesoriere Giario Conti).
“Le Linee Guida sono uno degli strumenti principali che rappresentano la medicina basata sull’evidenza – spiega Stefania Gori, Presidente nazionale AIOM -. Attraverso un processo sistematico e trasparente rendono possibile il trasferimento nella pratica clinica di tutte le nuove conoscenze prodotte dalla ricerca medico-scientifica. Attualmente le patologie oncologiche sono la seconda causa di decesso nel nostro Paese e ogni giorno sono diagnosticati 1.000 nuovi casi di cancro. Diventa quindi fondamentale, per gli specialisti, avere a disposizione strumenti che favoriscono anche l’appropriatezza prescrittiva dei trattamenti e degli esami diagnostici e strumentali. Gli ultimi provvedimenti legislativi, tra cui la Legge Biondi-Gelli del 2017, hanno rafforzato enormemente il ruolo delle Società Scientifiche nella produzione di Linee Guida. Anche per questo motivo, AIOM ha continuato a lavorare in questo importante progetto che rappresenta uno dei due obiettivi principali della società scientifica. Esistono tuttavia aspetti che vogliamo perfezionare, migliorando sempre più la collaborazione con altre associazioni di specialisti così da ottenere raccomandazioni sempre più condivise e multidisciplinari”.
Nella elaborazione di sei Linee Guida AIOM 2018 hanno preso parte anche i pazienti. “Oltre ai medici specialisti, i malati di cancro sono gli ‘utilizzatori finali’ delle Linee Guida – aggiunge Fabrizio Nicolis, presidente di Fondazione AIOM -. Il coinvolgimento dei pazienti viene suggerito anche dalle Istituzioni sanitarie. Questi pazienti devono essere tuttavia formati adeguatamente e, per questo motivo, Fondazione AIOM, in collaborazione con AIOM, da tre anni ha avviato corsi di formazione specifici”. Fondazione AIOM infatti è da molti anni impegnata per aumentare l’interazione e un dialogo costruttivo fra oncologi e pazienti.

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XX Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 novembre 2018

Roma 16-18 novembre 2018 Marriott Park Hotel (Via Colonnello Tommaso Masala 54) il più importante appuntamento scientifico di aggiornamento e confronto che riunisce circa 3.000 specialisti per fare il punto sulla lotta ai tumori. Si stima che nel 2018 nel nostro Paese verranno diagnosticati 373mila nuovi casi di cancro, una malattia in costante crescita, ma le possibilità di guarigione migliorano. Oggi infatti il 60% dei pazienti è vivo a 5 anni dalla diagnosi. Sono decisivi i passi in avanti sul fronte delle terapie, anche se molto resta ancora da fare nel campo della prevenzione. Come nei più importanti congressi internazionali, nelle conferenze stampa ufficiali, che si svolgeranno in sede congressuale, saranno trattati diversi temi:
venerdì 16 novembre, 2 press briefing: dalle 13 alle 13.30 – dalle 13.30 alle 14
sabato 17 novembre, 2 press briefing: dalle 11.30 alle 12 – dalle 12 alle 12.30
domenica 18 novembre, 1 press briefing: dalle 11.30 alle 12

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XIX Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 ottobre 2017

tumore metastaticoRoma 27-29 ottobre 2017 Marriott Park Hotel (Via Colonnello Tommaso Masala 54) il più importante appuntamento scientifico di aggiornamento e confronto che riunisce circa 3.000 specialisti per fare il punto sulla lotta ai tumori. Si stima che nel 2017 nel nostro Paese verranno diagnosticati 369.000 nuovi casi di cancro, ma le possibilità di guarigione sono in crescita. Sono decisivi i passi in avanti sul fronte delle terapie, anche se molto resta ancora da fare nel campo della prevenzione.
Come nei più importanti congressi internazionali, nelle conferenze stampa ufficiali, che si svolgeranno in sede congressuale, saranno trattati diversi temi:
venerdì 27 ottobre
Alle 13 conferenza stampa sul “Patto contro il cancro”. Per la prima volta in Italia nel 2016 è stato istituito un Fondo per i farmaci oncologici innovativi, pari a 500 milioni di euro. Gli oncologi chiedono che venga previsto anche per il 2018 un adeguato Fondo Nazionale per queste terapie, da finanziare con l’aumento del prezzo delle sigarette.
Alle 13.30 conferenza stampa sul tumore del seno. Quante sono le Brest Unit oggi in Italia? Quante soddisfano i requisiti minimi? Sarà presentata la proposta dell’AIOM per garantire alle donne colpite da questa patologia l’accesso in tutto il territorio ai centri di riferimento.
sabato 28 ottobre
tumore metastatico2Alle 13, conferenza stampa sul tumore dell’ovaio. Si tratta di una patologia complessa, che colpisce nel profondo l’intimità femminile. Oggi nuove armi permettono di controllare la malattia anche in fase avanzata.
Alle 13.30 conferenza stampa sui costi standard in oncologia. La scelta del tipo di costo standard è fondamentale per definire le modalità di finanziamento dei reparti di Oncologia. Come vengono calcolati oggi i costi standard? E quali dovrebbero essere i criteri corretti? Una ricerca condotta da AIOM, Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri (CIPOMO), dal N.I.San. (Network Italiano Sanitario per la condivisione dei costi standard) e dallo Studio Pasdera cambia i parametri di riferimento.
domenica 29 ottobre
Alle 11.45 conferenza stampa sul tumore del rene. Nel nostro Paese vivono circa 130mila persone dopo la diagnosi di questa neoplasia. La sopravvivenza a 5 anni raggiunge il 71%, grazie alla diagnosi precoce e a terapie sempre più efficaci. E quasi il 60% dei pazienti scopre “per caso” la malattia in seguito a controlli eseguiti per altri motivi. Saranno presentati i risultati della prima fase della campagna di sensibilizzazione della società scientifica su questa patologia rivolta ai pazienti e ai cittadini.
Alle 12.15 conferenza stampa sul tumore della prostata. È la neoplasia più frequente fra gli uomini, in fase avanzata determina nel 90% dei casi metastasi ossee. In questi pazienti il dolore più essere debilitante a tal punto da impedire i gesti più semplici. Sarà presentata una ricerca della Fondazione ISTUD che ripercorre il ‘viaggio nelle cure’ delle persone con carcinoma prostatico in fase metastatica.

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La chemioterapia fa ancora paura

Posted by fidest press agency su sabato, 15 luglio 2017

chemioterapiaL’87% degli italiani sa cos’è la chemioterapia, ma per il 68% questi farmaci contro il cancro fanno ancora paura e il 78% ignora che oggi sono più “dolci” rispetto al passato perché più efficaci e meno tossici. È la fotografia del livello di conoscenza di una delle principali armi contro il cancro scattata dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) in un sondaggio che ha coinvolto 1.010 cittadini. E per far capire come la cura farmacologica contro i tumori sia cambiata la società scientifica ha realizzato il libro “Chemioterapia 100 domande 100 risposte”, disponibile sul sito http://www.aiom.it. Il progetto è stato realizzato con il contributo non condizionato di Sanofi Genzyme. “Gli importanti progressi registrati negli ultimi decenni possono essere ricondotti ai continui passi in avanti nella prevenzione, diagnosi e terapia dei tumori, che include a pieno titolo la chemioterapia, ancora oggi arma fondamentale e con aspetti di innovatività da non trascurare – sottolinea il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM -. Questo libro con le 100 domande e risposte sulla chemioterapia e sul ‘pianeta’ cancro vuole essere una guida per tutti i cittadini per comprendere a fondo la terapia che in più di 70 anni ha rappresentato il cardine della lotta ai tumori e che è ancora insostituibile nella cura della maggioranza delle neoplasie. Negli anni sono state diffuse false informazioni o mistificazioni prive di fondamento per screditarne l’efficacia e allontanare o demotivare i pazienti. Contemporaneamente abbiamo anche assistito alla pericolosa diffusione di teorie pseudoscientifiche sulle cure miracolose del cancro. Sulla chemioterapia inoltre grava lo stigma di una cura con ‘pesanti’ effetti collaterali che spesso fanno paura più del cancro stesso, reminiscenza del passato e molto lontano dalle attuali possibilità terapeutiche”. Il sondaggio evidenzia la scarsa conoscenza degli italiani sull’evoluzione che ha interessato quest’arma: per il 53% non permette di condurre una vita “normale” e per il 37% è un trattamento ormai superato. “La chemioterapia – spiega il prof. Pinto – si è continuamente sviluppata e innovata, non è più quella di 30 anni fa, è più ‘dolce’. Inoltre oggi abbiamo a disposizione trattamenti complementari che ne riducono in maniera rilevante gli effetti collaterali come la nausea e il vomito. Con le dovute differenze a seconda del tipo di tumore, dello stadio della malattia e della finalità della cura, sono disponibili terapie che non provocano la caduta dei capelli, altre che rispettano la produzione di globuli bianchi e rossi e piastrine da parte del midollo osseo, o sono meno impattanti per le mucose. Non è certamente una modalità di cura superata. Malgrado i progressi ottenuti con altre terapie, per esempio con i farmaci a target molecolare e l’immuno-oncologia, si continua a fare ricerca in quest’ambito. Oggi infatti molti nuovi trattamenti sono somministrati in combinazione o in sequenza con la chemioterapia ‘più tradizionale’. Più armi quindi insieme per ridurre e migliorare i sintomi come dolore, dispnea, disfagia, prolungare la vita e migliorare le percentuali di guarigioni dopo la chirurgia in un sempre più elevato numero di malati”. Nel 2016 in Italia sono stati stimati 365.800 nuovi casi di tumore: il 63% delle donne ed il 54% degli uomini sconfiggono la malattia. Buona parte dei progressi compiuti dall’oncologia mondiale negli ultimi decenni sono stati ottenuti proprio grazie alla chemioterapia, che rappresenta ancora oggi una terapia efficace nel trattamento di alcuni dei tumori più frequenti come quelli del seno, del colon-retto, del polmone e della prostata. “Nel rispetto delle scelte del paziente – conclude il prof. Pinto – i clinici devono lavorare per fornire ai malati corrette informazioni, sapendone ascoltare i bisogni, le speranze e le paure, per una piena condivisione del progetto di cura e per evitare perdita di fiducia o rinuncia alle terapie o che diventino preda di promesse terapeutiche infondate”.

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Tumori testa collo: terza edizione del premio promosso dall’Associazione Italiana Oncologia Medica (Aiom) e sostenuto da Merck

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 giugno 2017

merckUn premio di 15.000€ al miglior progetto multidisciplinare che aiuti ad individuare soluzioni clinico-assistenziali per il miglioramento della qualità di vita di pazienti con tumori testa-collo in stadio localmente avanzato. Merck, azienda leader in ambito scientifico e tecnologico, conferma il suo sostegno, per il terzo anno consecutivo, al premio Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica) dedicato ai tumori della testa e del collo. Il riconoscimento sarà assegnato al miglior progetto volto ad individuare soluzioni clinico-assistenziali per migliorare la qualità di vita dei pazienti con questo tipo di neoplasie.Il premio di 15.000€ verrà assegnato da una commissione che sceglierà il progetto in base alla rilevanza scientifica e ai benefici in termini di qualità di vita, per le persone con tumori del distretto cervico-facciale. Le domande di partecipazione dovranno essere inviate per posta elettronica entro le ore 12:00 del 30 settembre 2017 all’indirizzo elena.moro@aiom.it. Per maggiori informazioni e per verificare i requisiti di ammissione è possibile consultare il bando di concorso sul sito http://www.aiom.it.“Questo premio è volto al miglioramento dell’approccio terapeutico rispetto ai tumori del distretto cervico-facciale – ha affermato Carmine Pinto, Presidente AIOM e Direttore della Struttura Complessa di Oncologia dell’IRCCS Santa Maria Nuova di Reggio Emilia – La valutazione dei progetti multidisciplinari sarà basata sia sulla rilevanza scientifica che sui benefici per i pazienti con questa tipologie gravi tipologie di tumori, nella speranza che si riesca a migliorarne la qualità della vita”.In Italia i tumori del distretto cervico-facciale rappresentano circa il 4% di tutte le nuove diagnosi di cancro nella popolazione generale1. I pazienti con diagnosi di tumore del testa-collo sono 113.165, con un’incidenza maggiore negli uomini (84.737) che però rispetto al passato vedono diminuire la percentuale di mortalità (-2,1% all’anno)1. I due più importanti fattori di rischio di questo tipo di neoplasia sono l’alcool e il tabacco, ma anche le infezioni da HPV (Human Papillomavirus), soprattutto HPV-16, costituiscono un fattore di rischio per alcuni tipi di tumori della testa e del collo, in particolare quelli dell’orofaringe, che coinvolgono la base della lingua o le tonsille. “Anche quest’anno abbiamo deciso di sostenere Aiom e questo premio – ha dichiarato Antonio Messina, a capo del business biofarmaceutico di Merck in Italia – Crediamo molto in questa iniziativa, finalizzata a promuovere nuove strategie terapeutiche volte a migliorare la percentuale di sopravvivenza e la qualità di vita delle persone con questo tipo di neoplasie”.

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Tumori urologici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2016

tumore-renePer la prima volta è definita una strategia condivisa per trattare i tumori urologici. In particolare sono stabiliti i volumi minimi di attività necessari per ciascuna patologia, a cui dovranno attenersi i team multidisciplinari chiamati a curare i pazienti. Con chiari vantaggi grazie alla definizione dei percorsi diagnostici terapeutici assistenziali (PDTA): da un lato miglioreranno l’appropriatezza e la qualità delle prestazioni, dall’altro si avranno risparmi e riduzione dei costi per il sistema sanitario evitando esami inutili. La linea condivisa è contenuta nel documento di consenso sul team multidisciplinare uro-oncologico firmato a Milano in una Consensus Conference da sette società scientifiche: AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), AIRB (Società Italiana di Radiobiologia), AIRO (Associazione Italiana Radioterapia Oncologica), AURO (Associazione Urologi Italiani), CIPOMO (Collegio Italiano Primari Oncologi Medici Ospedalieri), SIU (Società Italiana di Urologia) e SIUrO (Società Italiana di Urologia Oncologica). Nel nostro Paese sono diagnosticati annualmente oltre 77.000 nuovi casi di queste neoplasie (34.400 prostata, 26.600 vescica, 13.400 rene e vie urinarie, 2.500 testicolo, 470 pene), che rappresentano il 21% del totale delle diagnosi di cancro (365.000 stimate nel 2016). “La patologia oncologica in ambito urologico necessita sempre più di una formazione e di un approccio multidisciplinare – affermano Carmine Pinto (presidente AIOM), Riccardo Santoni (presidente AIRB), Elvio Russi (presidente AIRO), Michele Gallucci (presidente AURO), Maurizio Tomirotti (presidente CIPOMO), Vincenzo Mirone (segretario generale SIU) e Riccardo Valdagni (presidente SIUrO) -. Ogni team multidisciplinare uro-oncologico deve prevedere un nucleo centrale (core team) composto dalle figure professionali prevalentemente coinvolte nel processo di diagnosi e cura (urologo, oncologo medico e oncologo radioterapista) e un non core team multidisciplinare e multi professionale che può essere coinvolto su richiesta del nucleo centrale. Va inoltre definita la figura di coordinamento clinico-scientifico e organizzativo all’interno di ogni team. Vogliamo migliorare l’appropriatezza diagnostica e terapeutica, rendere accessibili a tutti le cure più efficaci e migliorare la qualità di vita e l’adesione alle terapie da parte dei pazienti, ottimizzando così l’uso delle risorse”. I dati della letteratura indicano che i team multidisciplinari, rispetto alla valutazione mono-specialistica, possono modificare il processo diagnostico-terapeutico in maniera rilevante garantendo risparmi importanti: ad esempio nel tumore della prostata fino al 20% dei casi, nella vescica fino al 22-40% e nel rene fino al 17-35%. Il documento di consenso prodotto dalle Società scientifiche coinvolte in questo progetto costituisce la base per l’interazione dei team multidisciplinari con le Direzioni Aziendali per definirne l’applicazione locale attraverso percorsi interni o nell’ambito delle reti oncologiche regionali.

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XVIII Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM)

Posted by fidest press agency su martedì, 25 ottobre 2016

Interno farmacia

Roma, 28-30 ottobre 2016 Marriott Park Hotel (Via Colonnello Tommaso Masala 54) XVIII Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM). venerdì 28 ottobre Alle 13 conferenza stampa sul “Patto contro il cancro”. Per la prima volta in Italia è stato istituito un Fondo per i farmaci oncologici innovativi, 500 milioni di euro da destinare all’acquisto delle nuove terapie. Ora serve un “Patto contro il cancro”. un’alleanza tra Oncologi, Governo e Istituzioni, capace di mobilitare risorse e di dare una risposta concreta alle richieste dei pazienti. Alle 13.30 presentazione del primo “Festival della prevenzione e dell’innovazione in oncologia”. L’AIOM spiega agli italiani “il nuovo corso dell’oncologia” con un tour itinerante con tappe in 11 città. E’ il più importante appuntamento scientifico di aggiornamento e confronto che riunisce circa 3.000 specialisti per fare il punto sulla lotta ai tumori. Si stima che nel 2016 nel nostro Paese verranno diagnosticati 365.000 nuovi casi di cancro, ma le possibilità di guarigione sono in crescita. Sono decisivi i passi in avanti sul fronte delle terapie, anche se molto resta ancora da fare nel campo della prevenzione. Come nei più importanti congressi internazionali, nelle conferenze stampa ufficiali, che si svolgeranno in sede congressuale, saranno trattati diversi temi:
sabato 29 ottobre Alle 13, conferenza stampa su “Meglio Smettere 2.0!”, la seconda edizione della campagna nazionale di informazione, dedicata esclusivamente agli studenti delle scuole medie inferiori, per prevenire il primo approccio alla sigaretta dei più giovani ed educarli e responsabilizzarli sui danni del fumo.
Alle 13.30, conferenza stampa sull’oncologia di precisione, il progetto dell’AIOM che ha l’obiettivo di valorizzare i progressi nella lotta al cancro. Oggi è possibile individuare con la massima precisione le caratteristiche della malattia che colpisce la singola persona e costruire la strategia di trattamento migliore per ognuno.
domenica 30 ottobre Alle 12 conferenza stampa di presentazione della prima campagna nazionale sul tumore della vescica. Si tratta di un tumore in aumento: colpisce persone mediamente dai 60 ai 70 anni e occupa il quarto posto come frequenza negli uomini in età matura.

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Novità tecnologiche in alcune delle neoplasie più frequenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2015

bariSignificativo l’incremento dei pazienti vivi colpiti da tumore del seno (+20%) e del pancreas (+27%) in fase avanzata. Prospettive importanti anche nel polmone. Il presidente Carmine Pinto: “Con nab-paclitaxel oggi possiamo parlare di chemioterapia intelligente. Il trattamento è più efficace e si riducono gli effetti collaterali. Non vengono danneggiati i tessuti sani”
Oltrepassa le barriere fisiologiche per portare con forza il farmaco al centro della cellula malata e bloccare la crescita del tumore. Si chiama chemioterapia “intelligente” e utilizza particelle di dimensioni nanometriche, 100 volte più piccole di un globulo rosso. In questo modo è possibile superare la spessa barriera che circonda il cancro e somministrare il farmaco in dosi maggiori rispetto alla formulazione tradizionale (+33%), quindi aumentandone l’efficacia con meno effetti collaterali. La sopravvivenza è migliorata in maniera significativa in due fra i tumori più frequenti come quelli del seno e del polmone, che nel 2014 in Italia hanno fatto registrare 48.000 e 40.000 nuovi casi. E, per la prima volta in 20 anni, sono emersi risultati positivi anche nel pancreas, storicamente molto difficile da trattare. Le nanotecnologie sono al centro del convegno nazionale sulle “Nuove frontiere nel trattamento dei tumori”, realizzato con il patrocinio dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), che si apre oggi a Bari. “Un nanometro equivale a un miliardesimo di metro. Le nanotecnologie stanno cambiando radicalmente la lotta alle neoplasie – spiega il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM -, perché aprono nuovi orizzonti nella personalizzazione del trattamento. Per la prima volta, infatti si può parlare di chemioterapia target. Una particella di circa 100 nanometri infatti è in grado entrare nella cellula, che ha un diametro compreso fra i 10.000 ai 20.000 nanometri, e di interagire con il DNA e con le proteine. La nuova terapia, nab-paclitaxel, consiste nell’impiego dell’albumina, una proteina umana naturalmente presente nell’organismo in dimensioni nanometriche, in cui viene racchiuso un farmaco chemioterapico (paclitaxel) che viene così trasportato direttamente nella sede del tumore”. È già stata approvata nel nostro Paese nel tumore del seno e, lo scorso febbraio, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ne ha stabilito la rimborsabilità per il trattamento del cancro del pancreas. “La chemioterapia – sottolinea la dott.ssa Stefania Gori, segretario nazionale AIOM – costituisce un’arma fondamentale nella neoplasia del seno. Oggi, grazie ai progressi compiuti negli ultimi anni, l’87% delle pazienti guarisce. Però, quando la malattia è in fase metastatica, le opzioni si riducono. Ecco perché è fondamentale disporre di un nuovo trattamento che ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza del 20% nella patologia avanzata”. Nel 2014 in Italia si sono registrati 12.700 nuovi casi di tumore del pancreas. Con il 7% dei decessi, rientra tra le prime 5 cause di morte per cancro soltanto nel sesso femminile, ma nelle età centrali della vita (50-69 anni) occupa il quarto posto tra gli uomini (7%) e le donne (7%). “È un nemico insidioso perché in fase precoce non mostra sintomi specifici e solamente il 15-20% dei casi è individuato in stadio iniziale – afferma il dott. Michele Reni, dell’Oncologia Medica IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano -. La chirurgia offre l’unica possibilità realistica per curare questa neoplasia. Ma, al momento della diagnosi, circa l’80% dei pazienti si trova in uno stadio in cui non è possibile garantire una radicale resezione chirurgica, perché la malattia è già metastatica o localmente avanzata. In questi casi l’aspettativa di vita media è compresa fra 3 e 6 mesi. Con nab-paclitaxel la sopravvivenza dei pazienti è aumentata del 27%. Si tratta di un risultato davvero straordinario”. “Si stanno aprendo prospettive importanti anche nel carcinoma del polmone non a piccole cellule, che comprende l’85-90% di tutti i casi di cancro del polmone – afferma il prof. Pinto -. Nab-paclitaxel ha dimostrato di raggiungere un vantaggio in termini di risposte tumorali rispetto a uno degli standard internazionali di trattamento, rappresentato dalla combinazione di carboplatino e paclitaxel”. Il 40% delle neoplasie può essere evitato seguendo uno stile di vita corretto (no al fumo, attività fisica costante e dieta equilibrata). In particolare il fumo di sigaretta è responsabile del 90% dei casi di tumore del polmone ed è il fattore di rischio principale anche per quello del pancreas. I tabagisti presentano una probabilità di sviluppare questa malattia da doppia a tripla rispetto ai non fumatori. La proporzione di carcinoma pancreatico attribuibile a questo vizio è del 20-30% nei maschi e del 10% nelle femmine. Esercitano un’influenza notevole anche obesità, ridotta attività fisica e abuso di alcol. “Non esiste a oggi la possibilità di uno screening di massa per il tumore del pancreas, per questo è fondamentale informare i cittadini sull’importanza di seguire uno stile di vita corretto – continua il prof. Pinto -. AIOM nel 2015 realizzerà un tour in cinque Regioni per sensibilizzare medici e cittadini sulla prevenzione e sulle innovazioni nei trattamenti in questa patologia, come quella costituita da nab-paclitaxel, già impiegato con successo nel trattamento del carcinoma mammario metastatico nei casi in cui la terapia di prima linea non risulti più efficace”.
Come evidenziato da uno studio indipendente (“GeparSepto”) condotto su più di 1.200 donne, questo farmaco ha dimostrato di essere efficace anche nella neoplasia del seno in stadio iniziale ad alto rischio. “Nab-paclitaxel, somministrato prima dell’intervento chirurgico – conclude la dott.ssa Gori -, ha evidenziato nelle pazienti colpite da questo tipo di cancro di migliorare del 9% la risposta patologica completa. Si tratta di un parametro molto importante perché consiste nell’assenza di tumore invasivo sia nel seno che nei linfonodi ed è strettamente legato all’esito favorevole a lungo termine, cioè alla sopravvivenza”.

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Trattamento dei tumori

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 febbraio 2015

tumoreSi è aperta una nuova era nel trattamento dei tumori che sta modificando le aspettative di sopravvivenza. Grazie all’immunotarget-terapia, la cura che utilizza il sistema immunitario per combattere le cellule tumorali. Il melanoma ha rappresentato il modello per la sua applicazione, ora questo approccio rivoluzionario si sta estendendo con successo a molti tipi di tumore, come quelli del polmone e del rene. E i pazienti conoscono l’importanza della nuova arma. Infatti oltre il 90% dei pazienti con melanoma in trattamento dà una definizione appropriata di farmaco immuno-oncologico. L’80% ritiene che queste terapie siano efficaci e più tollerate rispetto agli altri trattamenti anti-cancro. E il 98% è consapevole che possano presentare effetti collaterali, ma diversi dalla chemioterapia. Sono i risultati principali del primo sondaggio sull’immuno-oncologia mai realizzato in Italia, promosso dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) lo scorso gennaio, che ha coinvolto sia i pazienti che i clinici. “Grazie al suo meccanismo d’azione, questo approccio terapeutico innovativo riesce a limitare e fermare la malattia per un lungo periodo – spiega il prof. Carmine Pinto, Presidente Nazionale AIOM e direttore dell’Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma -. Il 70% degli oncologi medici utilizza l’immunotarget-terapia nella pratica clinica della cura del melanoma, oltre che in studi clinici. È unanime il parere degli esperti sulle potenzialità terapeutiche che ne possono derivare: per la totalità dei camici bianchi grazie allo sviluppo di questi farmaci nei prossimi cinque anni si otterrà un miglioramento della pratica clinica. Siamo di fronte ad un’importantissima novità dell’oncologia del terzo millennio, a un approccio rivoluzionario nel trattare il cancro, che si affianca a quelli tradizionali rappresentati dalla chirurgia, dalla radioterapia e dalla chemioterapia”. “È molto soddisfacente – sottolinea il prof. Pinto – che la modalità di comunicazione tra oncologi e pazienti abbia raggiunto il risultato di una adeguata e consapevole informazione da parte dei nostri malati”. I risultati del sondaggio sono presentati oggi a Roma in un incontro con i giornalisti nel corso del secondo dei 4 convegni sull’“Immunotarget-terapia dei tumori” organizzati dall’AIOM. Ipilimumab, sviluppato da Bristol-Myers Squibb, è stato il primo farmaco immuno-oncologico approvato. “La combinazione delle nuove terapie e la loro somministrazione in sequenza – sottolinea il prof. Michele Maio, Direttore UOC Immunoterapia Oncologica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese – rappresentano la svolta nella lotta contro questo tipo di tumore della pelle e numerose altre neoplasie. Oggi si stanno affacciando altre armi, come nivolumab. I dati più recenti evidenziano come la combinazione di due anticorpi monoclonali immunomodulanti, ipilimumab e nivolumab, sia in grado di garantire risposte in termini relativamente brevi. I risultati degli studi in corso su nivolumab nel melanoma e in altre neoplasie, come quella del polmone non a piccole cellule, del rene e nel linfoma di Hodgkin, offrono ulteriori evidenze cliniche del potenziale dell’immuno-oncologia come approccio innovativo nel trattamento dei tumori”. Il melanoma ha rappresentato il candidato ideale per verificare l’efficacia di questa nuova arma. Sono 11.000 le nuove diagnosi stimate nel 2014 in Italia e 1.700 i casi di malattia metastatica. A settembre 2014 ipilimumab ha ricevuto l’ok dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) per il trattamento in prima linea dei pazienti colpiti da melanoma metastatico, dopo il parere positivo dell’agenzia regolatoria europea (EMA) a ottobre 2013. Il farmaco ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza a lungo termine nel melanoma in fase avanzata: nel 20% dei pazienti rende la malattia cronica. “Un risultato mai raggiunto finora – afferma il prof. Paolo Ascierto, Direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative del ‘Pascale’ di Napoli -. L’immuno-oncologia è una modalità di trattamento in rapida evoluzione, focalizzata su farmaci che agiscono direttamente sul sistema immunitario per combattere il cancro. Dalla sua iniziale approvazione nel 2011, ipilimumab ha rappresentato il primo significativo progresso negli ultimi trent’anni nel trattamento del melanoma metastatico, mostrando il potenziale di una sopravvivenza a lungo termine in alcuni pazienti”. “Vogliamo colmare significativi bisogni clinici insoddisfatti di salute nei pazienti con cancro – continua il dott. Renzo Canetta, Vice President, Global R&D Oncology Policy Bristol-Myers Squibb, Stati Uniti -. Per questo abbiamo il più vasto programma di sviluppo clinico per valutare i nostri farmaci immuno-oncologici in differenti tipi di tumore. Bristol-Myers Squibb guida il progresso dell’immuno-oncologia, con l’obiettivo di modificare le aspettative di sopravvivenza e il modo in cui i pazienti affrontano e convivono con il cancro”.
Uno dei meccanismi che il tumore può utilizzare per sfuggire al controllo del sistema immunitario è rappresentato dalla via di checkpoint immunitario chiamata PD-1. Nivolumab colpisce proprio PD-1 (programmed death 1), un importante checkpoint immunitario, un ‘posto di blocco’, che si attiva in diverse fasi della risposta immunitaria per regolare la risposta dei linfociti T (potenti globuli bianchi capaci di eliminare o neutralizzare le cellule infette o anormali). “Quando le cellule tumorali sfruttano questa via di checkpoint – spiega il prof. Pinto -, spengono la risposta immunitaria inattivando i linfociti T e permettendo così la continua crescita della malattia. Questi farmaci sono in grado di superare i meccanismi di difesa del tumore e di attivare il sistema immunitario, ‘rieducandolo’ a tenere sotto controllo la neoplasia. Nuovi studi stanno evidenziando risultati positivi in diversi tipi di tumori, come quelli del polmone e del rene che, in fase avanzata, fanno registrare percentuali di sopravvivenza molto basse, inferiori al 20%. E l’Italia svolge da sempre un ruolo di primo piano nelle sperimentazioni in questo campo. Recentemente il nostro Paese ha offerto un contributo significativo a numerosi studi registrativi internazionali, non solo arruolando i pazienti, ma anche aiutando a disegnare i trial clinici”. In uno studio presentato al recente Simposio Multidisciplinare di Oncologia Toracica il 41% dei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule avanzato trattati con nivolumab era vivo ad un anno e la sopravvivenza mediana è stata di 8,2 mesi. Positivi i risultati di nivolumab anche nel linfoma di Hodgkin, presentati lo scorso dicembre a San Francisco al Congresso dell’American Society for Hematology, con un tasso di risposta globale dell’87% e stabilizzazione della malattia nel 13% dei pazienti. Nel 2014 in Italia si sono registrati 365.500 nuovi casi di tumore (circa 1000 al giorno) e i dati ISTAT indicano per il 2011 (ultimo anno al momento disponibile) in 175.363 i decessi attribuibili alla malattia. “L’immuno-oncologia – conclude il prof. Pinto – rappresenta una forma di bioterapia: quest’ultima comprende tutti quei trattamenti che inducono modificazioni nel nostro organismo per favorire una forte reazione contro il tumore, senza distruggere direttamente le cellule malate. Le risposte cliniche possono manifestarsi anche alcuni mesi dopo l’inizio della somministrazione del farmaco immuno-oncologico, ma in genere durano più a lungo. Una progressione della malattia non implica in questi casi la necessaria rinuncia al trattamento come accade invece per i farmaci chemioterapici. Siamo quindi di fronte a un nuovo modo di valutare la terapia nei pazienti trattati. Nella chemioterapia tradizionale invece le risposte cliniche compaiono rapidamente, entro poche settimane, e l’eventuale sviluppo di una nuova lesione tumorale viene considerato come progressione della malattia che determina l’interruzione del trattamento in corso”.

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Tumore al pancreas

Posted by fidest press agency su martedì, 23 settembre 2014

pancreas-01Il tumore del pancreas colpisce ogni anno oltre 750 persone in Toscana, 12mila in Italia. È una forma di cancro aggressiva e molto diffusa: eppure i cittadini non sembrano esserne informati. Il 77% non conosce i sintomi, l’88% non ha mai letto nulla in merito e il 97% non ne ha mai parlato con il proprio medico di famiglia. Ma l’81% sarebbe interessato a saperne di più. Sono i dati del sondaggio promosso dalla campagna nazionale di sensibilizzazione “PanCrea: creiamo informazione”, che tocca oggi Pisa, voluta dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e dalla Fondazione “Insieme contro il cancro” in sette Regioni e unica nel suo genere. “Il nostro è un centro di riferimento, ogni anno trattiamo circa 150 nuovi casi – afferma il prof. Alfredo Falcone, Direttore U.O. Oncologia Medica 2 Universitaria, dell’AOU Pisana –. Il tour è fondamentale perché punta a informare la popolazione, soprattutto sulla prevenzione, particolarmente importante quando si tratta di un tumore molto difficile da curare. Seguire uno stile di vita sano è necessario per ridurre il rischio di cancro, anche del pancreas. Ma, secondo il 49% delle persone che hanno risposto al sondaggio (oltre 1.500), una condotta equilibrata serve a poco. Forse non sanno, ad esempio, che uno dei pericoli più grandi è la sigaretta: infatti il 23% di loro fuma. Ma non solo. Il 55% non pratica esercizio fisico con regolarità e solo uno su dieci mangia le porzioni di frutta e verdure raccomandate. Comportamenti non corretti, su cui dobbiamo intervenire”. Nell’ambito della campagna “PanCrea”, resa possibile grazie al contributo incondizionato di Celgene, sono stati realizzati due opuscoli informativi, uno dedicato alla prevenzione e uno ai pazienti, oltre a un ulteriore questionario per gli oncologi. “Il nostro centro ha due aspetti caratterizzanti: la chirurgia robotica, con cui abbiamo operato circa 200 pazienti, risultando leader in Europa e nei primi tre al mondo – afferma il prof. Ugo Boggi, Direttore U.O. di Chirurgia Generale e Trapianti nell’Uremico e nel Diabetico, AOU Pisana –. Inoltre, abbiamo la maggior esperienza internazionale (500 casi) di resezioni del pancreas associate a resezione vascolare (porta, vena mesenterica, arteria epatica, arteria mesenterica, tripode celiaco). Ma se vogliamo aumentare le diagnosi precoci e provare a cambiare la storia di questo tumore, dobbiamo rafforzare innanzitutto la collaborazione con altri specialisti: l’approccio multidisciplinare per le forme metastatiche risulta invece essere ‘poco frequente’ per il 43% degli oncologi. Dobbiamo rivolgerci anche al nostro esterno, in modo particolare ai medici del territorio: solo loro conoscono perfettamente la storia dell’assistito e possono individuare le situazioni a rischio, attuando strategie di prevenzione”. Creare informazione e dibattito è fondamentale per rafforzare il collegamento tra specialista e ‘camice bianco’, soprattutto ora che i tumori, grazie anche alle nuove terapie, fanno sempre meno paura. “Secondo questo sondaggio, per il 58% dei cittadini il cancro non è più un ‘male incurabile’ – aggiunge il dott. Andrea Salvetti, Presidente SIMG Grosseto –. Ma l’operazione culturale non si può fermare: il 100% degli abitanti della Penisola deve sapere che oggi le neoplasie si possono sconfiggere. È un processo che coinvolge anche i medici di famiglia, perché ricevono quotidianamente pazienti oncologici. Si deve riuscire a cogliere i primi segnali di malattia, per indirizzare precocemente gli assistiti al centro di riferimento, distribuendo sul territorio il management delle persone in carico. Con ‘PanCrea’ torniamo finalmente a occuparci di una patologia praticamente misconosciuta”. “FAVO, AIMaC e la Fondazione ‘Insieme contro il cancro’ affrontano questi temi a 360° – sottolinea il dott. Angelo Pomicino, dell’Associazione Oncologica Pisana ‘P. Trivella’ – e la nostra Associazione si è sempre impegnata nel campo della prevenzione e dell’informazione attiva e mirata al sano stile di vita. Questa è l’occasione per una vera e propria chiamata alle armi, in stretta collaborazione con le Istituzioni, le altre Associazioni ed il mondo medico”. “La ricerca scientifica sta finalmente segnando importanti passi avanti contro le neoplasie del pancreas, finora molto difficili da affrontare – spiega il dott. Enrico Vasile, U.O. Oncologia Medica 2 Universitaria, AOU Pisana –. È stato infatti approvato in Europa, anche per questa patologia, il nab-paclitaxel (paclitaxel legato all’albumina in nanoparticelle): un farmaco già disponibile nel trattamento del cancro della mammella metastatico, che sfrutta le più recenti scoperte in ambito di nanotecnologia”. “La nanomedicina rappresenta una nuova arma contro il tumore pancreatico – conclude il prof. Falcone –, consentendo di prolungare la sopravvivenza di pazienti con metastasi diffuse. Ci auguriamo quindi che il nab-paclitaxel possa essere presto rimborsato dal SSN, anche per questa nuova indicazione”. (foto fonte: medicitalia)

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Tumore al seno e aumento del peso corporeo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 ottobre 2012

L’aumento di peso non aiuta le donne che sono state colpite da tumore del seno. Una paziente su due che guadagna almeno sei chili al termine della terapia, infatti, va incontro a una recidiva. A prescindere dalle condizioni di partenza. Non importa quindi essere normopeso o obesi al momento della diagnosi. Né, tantomeno, perdere chili in seguito. Questi i risultati dello studio condotto presso l’Ospedale “A. Perrino” di Brindisi, presentati al Congresso della Società europea di oncologia medica (European Society of Medical Oncology), che si chiude oggi a Vienna. “Abbiamo considerato l’Indice di Massa Corporea (IMC) di 520 donne con una diagnosi precoce di tumore al seno – spiega il prof. Saverio Cinieri, della Breast Unit dell’ospedale pugliese e membro del Consiglio Direttivo nazionale dell’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) -. La scoperta è importante: due punti di aumento dell’IMC determinano un incremento esponenziale del rischio di recidiva, portandolo al 52%. La percentuale invece si attesta al 34% se l’incremento dell’IMC è inferiore a due punti. Purtroppo non abbiamo riscontrato casi significativi di protezione dalle ricadute con una perdita di chili. Sembra che il corpo reagisca soltanto, tra l’altro in maniera negativa, quando si verifica un incremento ponderale. Diventa quindi fondamentale controllare con estrema attenzione il peso di queste pazienti, regolando la loro dieta e prescrivendo esercizio fisico che sia correlato allo stato di forma”. Si stima che nel 2012 verranno diagnosticati in Italia circa 46.000 nuovi casi di tumore alla mammella, che rappresenta ancora la prima causa di morte per carcinoma nelle donne, con circa 13.000 decessi all’anno. Considerando le frequenze nelle varie fasce d’età, il tumore della mammella è il più frequentemente diagnosticato tra le donne nella fascia d’età 0-49 anni (41%), in quella compresa tra 50 e 69 anni (35%), e in quelle di età superiore a 70 anni (21%). Se scoperta nelle fasi iniziali, è una neoplasia che presenta alti tassi di guarigione, in costante crescita nel tempo: a 5 anni dalla diagnosi è vivo l’87% delle pazienti. Complessivamente in Italia vi sono circa 522mila donne (stima per il 2006) con una diagnosi di tumore al seno, pari al 41,6% di tutte quelle che convivono con una pregressa diagnosi di cancro e al 23% di tutti i lungo-sopravviventi (uomini e donne).

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5° convegno nazionale sulla lotta al cancro

Posted by fidest press agency su sabato, 21 Maggio 2011

Ospedale di Negrar (VR) 21/5/2011 Due milioni di italiani vivi a 5 anni dalla diagnosi: in Veneto sono 75.000. Il prof. Marco Venturini, direttore dell’oncologia del Don Calabria: “Un risultato impensabile fino a pochi anni fa”
La divisione di oncologia medica dell’Ospedale Sacro Cuore di Negrar (VR) è nata nel gennaio 1995. Diretta dal maggio 2006 dal prof. Marco Venturini, è stata certificata nel 2009 dalla Società Europea di Oncologia Medica (ESMO) quale “Centro integrato di oncologia e cure palliative”. Questo riconoscimento è particolarmente significativo: in Italia sono soltanto 12 gli istituti finora qualificati, e rappresenta perciò una testimonianza della costante attenzione alla globalità (psicologica, sociale e spirituale) della persona malata di cancro. Il Veneto si conferma terra di primati, compreso purtroppo il record per le neoplasie al seno. Insieme a Friuli-Venezia Giulia e Trentino Alto Adige condivide infatti un tasso (standardizzato) di 131 casi ogni 100.000 abitanti, contro la media italiana di 93. Queste regioni sono però in linea con il resto del Paese rispetto alle possibilità di guarire: in Italia oggi 8 donne su 10 superano il tumore, anche quando è particolarmente aggressivo. Merito soprattutto della diagnosi precoce e dei farmaci biologici mirati sul bersaglio. L’appuntamento di Negrar coinvolge tutti gli operatori che ogni giorno si confrontano con il malato di tumore: oncologi, esperti di cure palliative, psicologi, fisioterapisti e associazioni di pazienti e volontariato. Tra i relatori il prof Francesco De Lorenzo, presidente nazionale della Federazione delle Associazioni di Volontariato Oncologico (FAVO), Francesco Maria Fazio presidente dell’Associazione Nazionale Donne Operate al Seno (ANDOS).

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Registro nazionale del melanoma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 marzo 2011

Roma 29 marzo, alle 11.30, a (Hotel Nazionale, Piazza Montecitorio 131),si svolgerà una conferenza stampa per illustrare i contenuti e le finalità del registro  a cui parteciperanno il prof. Carlo Riccardo Rossi, Presidente dell’IMI, il prof. Paolo Ascierto, Direttore dell’Unità di Oncologia Medica e Terapie Innovative dell’Istituto Pascale di Napoli e il prof. Alessandro Testori, Direttore della Divisione Melanomi e Sarcomi Muscolo Cutanei dell’IEO di Milano.  Il melanoma è un tumore della pelle particolarmente aggressivo e in costante crescita. Ogni anno si registrano circa 7000 nuovi casi, ma si tratta di una stima perché manca un registro che permetta di scattare una fotografia reale dell’incidenza e della mortalità legate a questa neoplasia. Una lacuna che viene colmata oggi con la nascita del registro nazionale melanoma, un progetto virtuoso dell’Intergruppo Melanoma Italiano (IMI), tra i primi in Europa, realizzato con il sostegno di Bristol-Myers Squibb. Il database consentirà di razionalizzare e uniformare l’approccio alla neoplasia in tutte le Regioni del nostro Paese, individuando eventuali zone critiche.

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Congresso oncologia medica

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 ottobre 2010

Roma dal 6 all’8 novembre si terrà a (Marriott Park Hotel, via Colonnello Tommaso Masala 54) il XII Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), il più importante appuntamento di aggiornamento e confronto per i clinici e i ricercatori del settore del nostro Paese. Circa 3.000 oncologi si riuniranno per fare il punto sulla lotta ai principali tumori, alla luce dei più recenti risultati. Ogni anno in Italia circa 250mila persone sono colpite da tumore. Molti i progressi, soprattutto sul fronte della ricerca di base e delle terapie personalizzate. Ma saranno affrontati anche temi etici e di politica economica come la qualità della vita, le cure palliative, la sostenibilità delle terapie, la disparità delle prestazioni.  Due le conferenze stampa ufficiali, che si svolgeranno in sede congressuale:
-la conferenza stampa di apertura del Congresso si terrà sabato 6 novembre alle 11.30
– la seconda conferenza stampa è prevista per domenica 7 novembre alle 11.30
In entrambi gli incontri verranno inoltre forniti dati epidemiologici, news dalla ricerca, ecc.

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Screening Mammografico

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2010

Roma, 27 aprile 2010, ore 10.00 Palazzo Macuto, Sala del Refettorio Via del Seminario, 76 Forum promosso da Salute Donna onlus Osservatorio Nazionale Screening Gruppo Italiano Screening Mammografico  Intervengono  Ferruccio Fazio, Ministro della Salute Gabriella Carlucci, VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, Camera dei Deputati Francesco Cognetti, Direttore Oncologia Medica, Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, Roma Sabino De Placido, Professore Ordinario di Oncologia Medica, Azienda Universitaria Policlinico Federico II, Napoli Manuela Ghizzoni, VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, Camera dei Deputati Paolo Marchetti, Direttore Oncologia Medica, Azienda Ospedaliera Sant’Andrea, Roma Giuseppe Palumbo, Presidente XII Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati Paolo Pronzato, Direttore Oncologia Medica A, Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro, Genova Livia Turco, XII Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati

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Il benessere nel paziente Oncologico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 novembre 2009

Roma 3 dicembre 2009, Ore 10.30 – 13.30  Palazzo Taverna Via di Monte Giordano 36, Incontro per affrontare la malattia nel paziente oncologico. Parteciperanno  il Prof. Paolo Marchetti  Ordinario di Oncologia Medica e Dir. UOC Oncologia Medica  Osp. Sant’Andrea, Consulente Clinico Scientifico IDI,  il Dr. Ferruccio Fazio  Vice Ministro della Sanità,  il Prof. Luigi Frati   Rettore “Sapienza” Università di Roma,  il Prof. Guido Rasi  Dir. Gen. Agenzia del Farmaco,  il Prof. Piergiorgio Donatelli  Prof. Ass. Facoltà di Filosofia “Sapienza” Università di Roma,  la Dott.ssa Anna Costantini  Dir. U.O Dip. Psico-Oncologia Osp. Sant’Andrea,  Monsignor Lorenzo Leuzzi  Dir. Ufficio per la Pastorale Universitaria – Vicariato   e molti altri esponenti del mondo scientifico, politico e religioso.

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Marco Venturini nominato presidente Aiom

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2009

Marco Venturini è il nuovo presidente eletto dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica. È stato nominato nell’XI Congresso nazionale della Società scientifica di Milano, che ha visto la partecipazione di oltre 3.000 oncologi da tutta Italia. Giovanni Bernardo, Direttore dell’Oncologia Medica dell’IRCCS Fondazione Maugeri di Pavia è il nuovo segretario nazionale e Maria Teresa Ionta, dell’Oncologia Medica dell’Università di Cagliari è stata riconfermata tesoriere, dopo aver già svolto questo ruolo nel biennio scorso. Francesco Boccardo, il presidente uscente, assume la guida della Fondazione AIOM mentre presidente nazionale di AIOM in carica è da ieri il prof. Carmelo Iacono. Il prof. Venturini, che diventa da oggi membro della giunta e sarà presidente a tutti gli effetti dal 2011, è nativo di Massa Carrara e ha iniziato la sua carriera all’IST di Genova dove è rimasto per 20 anni. Dal 2006 è Direttore dell’Oncologia medica dell’ospedale Negrar di Verona, diventata una fra le strutture di riferimento per l’intero Paese. 55 anni, sposato, due figli, riveste da 10 anni incarichi nel Direttivo AIOM, di cui è stato segretario nazionale nel precedente mandato. “È per me un grande onore poter guidare la più rappresentativa Società di oncologia italiana – ha commentato ancora emozionato il neo-presidente -. Società che considero un’Istituzione indispensabile a determinare il progresso delle conoscenze e delle competenze dei clinici, a maggior beneficio dei pazienti. In questi due anni affiancherò il presidente Carmelo Iacono cercando di dare continuità a quello che AIOM ha realizzato, in particolare nella collaborazione con le Istituzioni e con le altre Società scientifiche per una visione complessiva della lotta al cancro, che tenga conto anche delle ricadute sociali di questa malattia”.  Nel Congresso di Milano, è stato nominato anche il nuovo direttivo composto da Stefania Gori (Perugia), Car¬mine Pinto (Trieste), Valter Torri (Milano), Massimo Aglietta (Torino), Giovanni Condemi (Siderno – RC), Ro¬berto Bordonaro (Catania), Paolo Marchetti (Roma), Paolo Carlini (Roma). “Sono certo – ha commentato il presidente Iacono – che il nuovo direttivo sarà in grado di tener fede alle alte aspettative che l’oncologia italiana si è guadagnata e che il Viceministro della Salute, prof. Ferruccio Fazio, ci ha riconosciuto anche in occasione del suo intervento al nostro congresso”.

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Congresso nazionale di oncologia medica

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2009

Milano.  Il tumore non è più un male incurabile: ne è convinto il 60% degli italiani. Una “rivoluzione culturale” rispetto alla percezione comune fino a pochi anni fa, legata alla miglior informazione sulla malattia e ai progressi delle terapie. Conquiste che appaiono evidenti, soprattutto quando si parla di un big  killer, il cancro del colon retto, che tanto ha beneficiato dei nuovi farmaci biologici mirati e dei programmi di  diagnosi precoce. Ma se uno su 2 dice che oggi di questa neoplasia si può guarire, il 42% sa che esistono terapie  efficaci e personalizzate e il 73% crede siano anche meno “aggressive” per l’organismo, fa riflettere che solo il  38% affermi che si può prevenire e che ben uno su 4 non sia disposto a cambiare il proprio stile di vita per  diminuire il livello di rischio. Per non parlare dello screening che è conosciuto solo dal 50% dei cittadini. La  fotografia emerge dalla prima indagine condotta dall’Associazione Italiana di Oncologia medica (AIOM) sulla  conoscenza, la prevenzione e le terapie sul tumore del colon retto. Un sondaggio che ha coinvolto nel settembre 2009  800 italiani, intervistati a Roma e Milano fuori da centri commerciali, presentato oggi nel capoluogo lombardo nella giornata di apertura del Congresso Nazionale AIOM. Più donne che uomini (62 contro  38%), la stragrande maggioranza (81%) ha conosciuto il cancro da vicino, perché ne è stato colpito un amico o  familiare. “Insomma, il tumore quando viene fa meno paura ma gli italiani si impegnano ancora troppo poco per  tenerlo lontano”, afferma il prof. Francesco Boccardo, presidente nazionale AIOM. “E non vi è consapevolezza sui  fattori di rischio – aggiunge il prof. Carmelo Iacono, presidente eletto AIOM -: sono sottostimate in particolare  l’importanza di praticare attività fisica (segnalata solo dal 15%) e di una corretta alimentazione (uno su due la sottovaluta). Al  contrario voci come l’inquinamento vengono ritenute rilevanti nel provocare il tumore da un 59%”. Il dato sulla  diagnosi precoce e l’adesione agli screening conferma come ancora nel nostro Paese serva molta educazione: su questo  si orienterà l’impegno della Società scientifica. “Siamo riusciti a trasmettere con successo un messaggio di fiducia  nelle terapie – continua il prof. Marco Venturini, segretario nazionale Aiom -: una scommessa vinta, anche perché  sono trascorsi solo 5 anni dall’approvazione di bevacizumab, il primo trattamento anti-angiogenesi approvato dalla  FDA per l’uso nel cancro del colon-retto avanzato o metastatico, che ha aperto la strada ad altri farmaci biologici. Ora dobbiamo impegnarci di più come società scientifica per educare alla  prevenzione”. Il cancro del colon-retto è stato individuato dagli esperti perchè paradigmatico: è la seconda causa di morte da tumore in Europa ed è il terzo più diffuso al mondo. Ogni giorno in  Italia 120 persone ricevono una diagnosi per questa neoplasia e 40 ne muoiono: si tratta del secondo “big killer”  che causa circa 16.000 decessi l’anno. “Ma si può prevenire con un corretto stile di vita, esiste uno screening ed è quello in cui i farmaci biologici hanno trovato il più largo  impiego clinico – spiega il prof. Boccardo -. Questi elementi hanno modificanto profondamente la storia della  malattia, tanto che oggi la sopravvivenza è pari al 54%”. “Abbiamo scelto questa neoplasia come emblema della portata dei cambiamenti avvenuti nella nostra disciplina – prosegue il  prof. Iacono – per lanciare un messaggio di speranza in occasione del nostro più importante appuntamento scientifico  annuale.

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Congresso Americano di oncologia medica

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 giugno 2009

Orlando, Per la prima volta, una molecola “a bersaglio” si rivela efficace per i malati di tumore al polmone. Ricercatori dell’Università di Osaka hanno individuato uno specifico marcatore (EGFR) capace di  determinare una migliore risposta alla terapia in pazienti con neoplasia non a piccole cellule (l’80% del totale). La lotta al cancro oggi è sempre più mirata e le maggiori conquiste recenti (ad esempio nel seno e nel colon) riguardano proprio l’individuazione di geni “spia” per identificare a priori quali pazienti beneficeranno dei trattamenti “target”. Mai prima d’ora si era però riusciti a identificare questo meccanismo nel polmone, uno fra i grandi big killer, prima causa di morte per neoplasia nei Paesi Occidentali. La scoperta, frutto dello studio asiatico IPASS, viene presentata oggi al Congresso Americano di Oncologia Medica (ASCO) in corso fino al 2 giugno ad Orlando. La ricerca ha dimostrato che nei pazienti con la mutazione dell’EGFR (sono il 10-15% dei casi), il trattamento con gefitinib rispetto alla chemioterapia standard migliora significativamente i tempi di progressione della malattia, aumentandolo di circa il 50%. “Un’ottima notizia – commenta Giorgio Scagliotti, professore all’Università di Torino, Direttore dell’Oncologia Medica del “S. Luigi Gonzaga” di Orbassano (TO), uno fra i massimi esperti mondiali della patologia e fra i coordinatori dell’ASCO -, che apre nuovi scenari per il trattamento del tumore del polmone, con una ricaduta diretta anche sulla qualità di vita dei malati. Questa molecola presenta infatti minori effetti collaterali e prevede un’assunzione orale, decisamente più pratica e meglio tollerata. Mi auguro che questa indicazione venga presto registrata anche nel nostro Paese, così che possiamo utilizzarla nella pratica clinica a favore dei nostri pazienti”. In Italia i malati sono 32.000: di questi circa 3.000 potranno beneficiare della nuova terapia, che già ha ottenuto il parere positivo della commissione tecnica dell’EMEA il 12 maggio. Il gefitinib agisce inibendo la tirosin-chinasi legata ai fattori di crescita dei tumori: impedisce la trasmissione dei segnali coinvolti nella loro proliferazione e la blocca. Da noi questa molecola dovrebbe essere disponibile da gennaio 2010. Il fumo di sigaretta è la causa principale dell’insorgenza di questo tumore, in 9 casi su 10. Un uomo che fuma ha 23 volte più probabilità di ammalarsi di cancro al polmone, mentre per le donne il pericolo è 13 volte maggiore. Forse anche a causa dell’aumento di questa brutta abitudine nel “gentil sesso”, in Italia si registra un calo importante della mortalità maschile (-2,6%), mentre sale quella femminile (+1%). Ma se un tabagista smette, il rischio di sviluppare la malattia si riduce progressivamente fino a diventare,  dopo 10-15 anni, pari a quello di chi non ha mai fumato.

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