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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘oncologiche’

Azzerata la prevenzione per le patologie oncologiche

Posted by fidest press agency su domenica, 22 novembre 2020

E’ a rischio l’aderenza delle terapie, prezzo altissimo per la gestione tardiva di patologie il cui decorso è fortemente condizionato da una diagnosi precoce. Questo il quadro dell’Urologia italiana in tempo di Covid-19, tracciato dalla Fondazione PRO nel corso di una conferenza stampa virtuale, nella giornata internazionale dedicata dall’Unesco alla salute maschile. “L’attività chirurgica per le patologie oncologiche non si è fermata per i tumori della vescica e della prostata – spiega Vincenzo Mirone, Presidente di Fondazione PRO, Professore Ordinario di Urologia e Direttore della Scuola di Specializzazione in Urologia | Università Federico II, Napoli – ma a tenere lontani gli uomini dalla propria salute ci ha pensato il combinato disposto della paura del contagio e della consueta, perniciosa, scarsa attitudine a prendersi cura di sé o a farlo quando ormai è troppo tardi”. A tutti loro è dedicata la nostra campagna educazionale nazionale “Prostata, per il cancro non c’è lockdown”, un appello a non abbandonare le terapie, sposato e condiviso da una persona sensibile e generosa come Massimiliano Allegri, protagonista del nostro spot. A tutti gli uomini italiani, ma anche alle loro compagne, è invece dedicata la PRO Tv http://www.fondazionepro.tv un progetto che mette insieme le più autorevoli figure italiane sulla formazione e la divulgazione di temi quali la fertilità, la salute della prostata, quella della coppia, la Telemedicina e i corretti stili di vita. Attivata dal luglio scorso, la tv, che viene costantemente aggiornata con nuovi autorevoli contributi, sta avendo un successo significativo nelle diverse fasce d’età. Il nostro obiettivo è, prendendo atto che con questa pandemia avremo ancora a lungo a che fare, costruire una nuova modalità di interazione per difendere e diffondere la prevenzione urologica e andrologica”.Ricordiamo che non parliamo di ossessioni patologiche per il mangiar sano, ma di stili di vita che ci risparmiano per esempio l’insorgenza della sindrome metabolica (associazione di ipertensione, intolleranza al glucosio, dislipidemia, obesità), così strettamente correlata ad altre patologie, non solo oncologiche”. http://www.fondazionepro.tv

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Bisogna subito attivare la Reti Oncologiche Regionali

Posted by fidest press agency su sabato, 30 maggio 2020

“Invitiamo tutti i pazienti oncologici a tornare negli ospedali per sottoporsi a cure, esami e controlli. Siamo già ripartiti e abbiamo ripreso con le consuete attività d’assistenza anche nei territori più colpiti dall’emergenza Covid. E’ giunto ora il momento di riorganizzare l’oncologia del nostro Paese puntando sul potenziamento della medicina del territorio anche per quanto riguarda le cure anti-tumorali. Sono necessari medici e infermieri, appositamente formati, in grado di gestire alcune terapie a livello domiciliare e nelle strutture sanitarie territoriali. Così potremmo evitare di intasare ulteriormente gli ospedali nei prossimi mesi”. E’ questa la proposta avanzata ieri dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) durante un webinar reso possibile grazie al supporto di Novartis. L’evento on line dal titolo Coronavirus e Pazienti Oncologici, L’AIOM incontra le associazioni ha avuto l’obiettivo di instaurare, in questo momento particolare, un dialogo costruttivo tra malati e clinici. Hanno partecipato in totale oltre 90 associazioni di pazienti e migliaia hanno seguito la diretta sulla pagina Facebook della Società Scientifica. “Siamo contenti di questo grande successo e torneremo periodicamente a dialogare on line con i rappresentanti dei malati – ha affermato Giordano Beretta, Presidente Nazionale AIOM -. Come Società Scientifica sentiamo il dovere e il bisogno di avviare un confronto ancora più diretto anche con chi sta affrontando sulla propria pelle il cancro. Vogliamo trovare nuove soluzioni per far fronte ad eventuali nuove emergenze sanitarie magari avviando progetti pilota in determinati territori. Per farlo chiediamo la collaborazione anche delle associazioni di pazienti che possono svolgere un ruolo determinante. Il Coronavirus può essere un’occasione da sfruttare per cambiare l’organizzazione della medicina e della sanità italiana. Siamo convinti che certe prestazioni oncologiche possano essere trasferite degli ospedali al territorio. I farmaci orali possono essere consegnati direttamente a domicilio mentre alcune terapie infusionali potrebbero essere somministrare nei locali dell’ASL o dell’ATS. Per fare tutto ciò è però indispensabile attivare e rendere finalmente operative le Reti Oncologiche Regionali. Grazie a queste strutture è possibile garantire una reale ed effettiva collaborazione tra specialisti ospedalieri, medici territoriali e farmacie. Per gli esami di follow up si potrà sempre più ricorrere ai nuovi strumenti della telemedicina. Ciò nonostante alcuni dei controlli periodici dovranno per forza essere svolti direttamente negli ospedali”. Durante il webinar dell’AIOM è emerso anche l’esigenza, per la prossima stagione, di una vaccinazione anti-influenzale a tappetto di tutti i malati oncologici. “E’ uno strumento di prevenzione importante e diventa ancor più fondamentale a partire dal prossimo autunno – ha aggiunto Saverio Cinieri, Presidente Eletto AIOM -. Grazie all’immunizzazione potremo meglio distinguere i casi di normale influenza stagionale dai contagi da Covid-19. Come Società Scientifica da anni raccomandiamo a tutti i nostri pazienti il ricorso al vaccino antiinfluenzale. Si tratta di un presidio sanitario sicuro, poco invasivo e che può determinare grandi benefici ad un paziente immuno-depresso come quello oncologico. Estendiamo poi l’invito anche a familiari, caregiver e a chiunque viva a stretto contatto con i malati”. “Nel nostro Paese, il 60% dei pazienti oncologici è vivo a 5 anni dalla diagnosi di cancro – ha sottolineato Stefano Vella, infettivologo e docente di Salute Globale all’Università Cattolica di Roma -. Non possiamo vanificare gli importanti risultati ottenuti finora, grazie alle terapie innovative e agli screening. Tutti i pazienti devono riprendere le cure, così come vanno riavviati i programmi di screening. Anche la ricerca medica deve proseguire e proprio per questo l’Unione Europea ha stanziato dei fondi specifici”..

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Terapie oncologiche orali a domicilio

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 aprile 2020

La sicurezza dei nostri pazienti è una priorità e per questo abbiamo attivato vari canali per rimanere in contatto e rispondere alle esigenze cliniche, psicologiche e informative di pazienti oncologici e dermatologici. Pertanto se possono evitare di venire da noi per le terapie, andiamo noi a casa loro e consegniamo farmaci orali sufficienti per la terapia di un mese o due a seconda della prescrizione del medico. Nell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE) circa il 50% dei pazienti è in trattamento con i farmaci orali, che in precedenza gli interessati ritiravano mensilmente presso la farmacia ospedaliera. I nostri pazienti oncologici sono immunodepressi e a forte rischio di contagio da coronavirus, spesso sono anziani e con più patologie. In seguito all’emergenza, nel mese di marzo, l’Oncologia Medica 2, diretta da Patrizia Vici ha promosso un progetto pilota. Presso questa unità operativa il 15% di tutte le terapie sono orali e in 2 settimane sono state consegnate l’80% delle terapie sul territorio di Roma e provincia. Il progetto coordinato e gestito dalla Direzione Medica IFO ora è esteso a tutte le oncologie, all’ematologia e alla dermatologia per la consegna anche di farmaci biologici, per un totale di circa 450 consegne mensili. Il sistema non intende fermarsi alla fase di emergenza ma continuare anche dopo ripensando così i processi e le modalità terapeutiche a distanza ma in continuo contatto con i pazienti. “E’ un progetto che non si ferma all’emergenza ma intende rimodulare l’offerta dei servizi a tutela di tutti. Si aggiunge ai servizi attivati nel giro di un mese: dallo screening meticoloso al laboratorio per i tamponi, dalla telemedicina, alle linee di ascolto attivo anche nei giorni festivi e al supporto psicologico.”

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Tumori e le reti oncologiche regionali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 luglio 2019

Roma (Hotel Nazionale, Piazza Montecitorio 131, Sala Cristallo) giovedì 11 luglio alle 11, con la partecipazione, fra gli altri, della senatrice Emilia Grazia De Biasi (Portavoce All.Can Italia), del prof. Gianni Amunni (Direttore Generale ISPRO, Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica), del dott. Oscar Bertetto (Direttore del Dipartimento Interaziendale Interregionale Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta presso la Città della Salute e della Scienza di Torino), del prof. Francesco De Lorenzo (Presidente FAVO, Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia), del dott. Giovanni Gorgoni (Direttore Generale Agenzia Regionale Strategica per la Salute e il Sociale della Regione Puglia) e del prof. Sandro Pignata (coordinatore scientifico della Rete Oncologica Campana). I vantaggi delle reti oncologiche regionali sono evidenti: più diagnosi di cancro in fase precoce, pazienti curati a casa sotto stretto controllo specialistico, ‘decongestionamento’ degli ospedali che vanno utilizzati solo per i trattamenti più complessi e stretta collaborazione con i medici di famiglia nella gestione delle visite di controllo. Con la conseguenza che tutte le persone colpite da tumore possono accedere alle cure migliori in modo uniforme sul territorio, con risparmi consistenti sia per i pazienti che per il servizio sanitario. Ma oggi, in Italia, le reti oncologiche sono attive solo in poche Regioni e ognuna funziona con caratteristiche differenti. All.Can, coalizione internazionale che unisce clinici, pazienti, università e industria, ha indicato le linee di indirizzo fondamentali per implementare questi network. Le proposte saranno presentate nel convegno nazionale “Dalla parte del paziente, il valore della persona: la presa in carico e le opportunità delle reti oncologiche”

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I docenti sono tra i più esposti a malattie psichiatriche ed oncologiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 febbraio 2018

Oggi più che mai il “lavoro educativo” è un “ambito professionale particolarmente esposto a condizioni stressogene”, soprattutto tra i più docenti più giovani e caratterialmente fragili o emotivi. Sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori autori di un’indagine su larga scala, utilizzando quattro questionari, volti ad indagare diversi ambiti problematici connessi con lo sviluppo della sindrome. I risultati della ricerca, presentati oggi su Orizzonte Scuola, indicano che bisogna “sensibilizzare i docenti sulle malattie professionali alle quali risultano maggiormente esposti (prevalentemente psichiatriche ed oncologiche), sulle caratteristiche d’insorgenza e sui sintomi più comuni, sulle modalità per affrontarle, e sugli strumenti medici, burocratici e legali dei quali servirsi”. A partire dai meno esperti, perché “sono gli insegnanti più giovani, e con meno anni di servizio, a mostrare un maggior livello di depersonalizzazione, ovvero di distanziamento emotivo e relazionale dai propri allievi, spesso per la mancanza di un adeguato sostegno nei momenti di difficoltà, e per lo scollamento tra aspettative e realtà”. Lo studio ha anche “permesso di evidenziare che spesso ciò che manca nel lavoro docente è la possibilità di essere sostenuti da una rete (di esperti, di colleghi, etc.), che contribuisca a fornire un supporto sempre presente e disponibile nei momenti di difficoltà vissuti a scuola”.
Tuttoscuola: Per gli insegnanti, come si sa, non è previsto alcun controllo né all’inizio della carriera né successivamente. Non è il caso di pensarci? Quei rari casi, anche recenti, di violenze su bambini nelle scuole dell’infanzia da parte di insegnanti anziani non sono forse un campanello d’allarme?Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Si confermano le conclusioni dello studio decennale ‘Getsemani Burnout e patologia psichiatrica negli insegnanti’. Anche il personale è cosciente: lo testimonia il successo della petizione pubblica, promossa nelle scorse settimane dal medico esperto di “stress da lavoro”, il dottor Vittorio Lodolo D’Oria, attraverso cui si chiedevano stipendi adeguati, pensione anticipata e tutela della salute dei docenti. In assoluto, riteniamo che per tutti i lavoratori debba essere adeguata l’uscita dal lavoro all’età media oggi in vigore nei Paesi europei, ovvero 63 anni, e non all’aspettativa di vita. Le statistiche non possono ledere i diritti. E chi opera nelle nostre scuole è stato molto penalizzato dal nuovo meccanismo pensionistico. Tra l’altro, si dice ai lavoratori italiani di andare in pensione a quasi 70 anni di età oppure 43 anni di contributi, percependo nel frattempo stipendi divorati dall’inflazione e ritoccati ogni dieci anni con aumenti ridicoli, come si sta facendo in questi giorni con la scuola: così si ritroveranno pure con assegni di pensione ridotti perché nel frattempo è stato imposto il sistema contributivo meno vantaggioso.

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Le reti oncologiche

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2012

Medicina, Epidemiologia, Patologia, Malattie, ...

Medicina, Epidemiologia, Patologia, Malattie, Oncologia, tumore, cancro; mondiale; Fattori rischio: Alcool, Tabagismo, Frutta & verdura scarsa, Sovrapeso, Attività fisica scarsa, Iniezioni sanitarie contaminate, Fumo dal focolaio, Inquinamento aria urbana, Sesso non sicuro; Tumori: bocca e orofaringe, esofago, stomaco, colon e rectum, fegato, pancreas, trachea, bronchi, polmoni, mammelle, cervix uteri, corpus uteri, vescica, leucemia, altri tumori, tutti tumori (Photo credit: Wikipedia)

Roma 23 marzo presso la Sala Auditorium del Ministero della Salute, Lungotevere Ripa, l’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti” (www.dossetti.it) organizza il Convegno “Le Reti Oncologiche: Presente e Futuro”. L’obiettivo che ci si propone è quello di mettere a confronto i percorsi assistenziali ed i modelli di governance, individuando le criticità esistenti ed avanzando proposte utili a migliorare e potenziare il modello organizzativo e gestionale esistente. Di fronte all’incremento, per incidenza e cronicizzazione, delle patologie neoplastiche, appare infatti necessario avviare un’adeguata programmazione dello sviluppo tecnologico, unita ad un miglioramento dell’organizzazione sanitaria e ad un collegamento in rete dei diversi regimi assistenziali, ciò al fine di favorire l’integrazione ed il coordinamento delle risorse, nonché la ricerca clinica e sperimentale, a garanzia di una corretta gestione del percorso di cura del paziente.
All’evento, che si propone, tra le priorità, di dedicare un’attenzione al tema dei “tumori rari”, prenderanno parte importanti rappresentanti istituzionali, esperti di alto livello in medicina oncologica, illustri esponenti del mondo accademico, rappresentanti dell’associazionismo, del settore farmaceutico ed imprenditoriale.

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Fratture vertebrali oncologiche

Posted by fidest press agency su martedì, 4 maggio 2010

Le fratture vertebrali dolorose da compressione rappresentano uno dei maggiori fattori invalidanti in alcune patologie ematologiche e oncologiche, come il mieloma multiplo e le metastasi vertebrali dovute a neoplasia del polmone, della mammella, della prostata, del colon, dell’esofago, dell’utero e dell’osso stesso.  Le conseguenze di queste fratture sono molteplici: oltre al dolore vertebrale e la disabilità, i pazienti soffrono anche di ridotta mobilità e dell’insorgenza di deformità spinali come cifosi e scoliosi. Il trattamento finora utilizzato prevedeva l’immobilizzazione forzata del paziente con impiego di busto, radioterapia, assunzione di notevoli dosi di farmaci antidolorifici ed eventuali interventi di stabilizzazione vertebrale estremamente invasivi. L’equipe del Prof. Angelo Lavano, in collaborazione con le Unità Operative di Neuroradiologia diretta dal Prof. Kurt Pardatcher, di Anestesia diretta dal Prof. Ermenegildo Santangelo e di Oncologia diretta dai Professori Piersandro Tagliaferri e PierfrancescoTassone, ha completato a Febbraio 2010 uno studio partito nel 2007 su 49 pazienti con fratture vertebrali derivanti da patologie onco-ematologiche, che ha confermato la validità del trattamento.
La cifoplastica con palloncino è un intervento della durata di circa mezz’ora che viene eseguito in anestesia locale o generale, a seconda del paziente. Dopo l’intervento, il paziente rimane in osservazione per qualche ora, mentre i suoi sintomi dolorosi scompaiono nell’immediato. I vantaggi correlati a questa tecnica chirurgica sono numerosi: dalla rapidità con cui viene restituita la mobilità al paziente, ai notevoli risparmi economico-sociali rispetto alle cure tradizionali. Vengono infatti evitati i costi di ospedalizzazione, riabilitazione e cura farmacologica del dolore.
Il Prof. Giovanbattista De Sarro,  Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo “Magna Graecia” di Catanzaro, ha tenuto a precisare con soddisfazione che, interventi di questo tipo non possono che portare ad un progressivo sviluppo della ricerca scientifica in campo universitario e della sanità in Calabria.

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Nuove tecnologie in diagnostica strumentale

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2010

Empoli 15 marzo dalle ore 16 alle ore 18 al Palaexpò in piazza Guido Guerra.  Verrà affrontato il tema delle “Nuove tecnologie in diagnostica strumentale”. L’argomento verrà approfondito e discusso con i dottori Sandro Santini e Giorgio Bini dell’unità operativa di radiodiagnostica dell’Asl 11. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare. Il sesto appuntamento del ciclo di incontri dedicati alla salute, organizzato dall’Associazione dei Cittadini per la Salute in collaborazione con l’Asl 11 e Astro (Associazione per il Sostegno Terapeutico e Riabilitativo in Oncologia), è in programma lunedì 19 aprile. Nell’occasione professionisti sanitari aggiorneranno i partecipanti sulla problematica delle patologie oncologiche.

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