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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘onere’

Fisco. Ricchiuti (FdI): invertire onere della prova a carico dello Stato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 agosto 2022

“Nel dl Capienze approvato nello scorso novembre dal Consiglio dei ministri, a forte trazione sinistra, c’è stato un depotenziamento dei poteri del Garante della privacy quando la Pubblica Amministrazione svolge compiti di pubblico interesse, come gli accertamenti di natura fiscale. Con quel provvedimento il governo Draghi cancellava alcune garanzie precedentemente riconosciute dalla legge sulla Privacy del 2003. Sarebbe stata una buona notizia se finalmente tale provvedimento avesse portato alla luce l’enorme evasione delle multinazionali, delle banche e delle assicurazioni. La cattiva notizia è che sapevamo già quali categorie sarebbero state colpite. Una partita, quella sugli accertamenti, fortemente viziata vista l’enorme disparità delle forze economiche in campo. Il fisco anche in caso di sconfitta ricorre sempre fino all’ultimo grado, confidando soprattutto sulla sottile disponibilità economica e psicologica dei piccoli imprenditori. Nell’ultimo decennio, grazie ai governi di centrosinistra, il fisco italiano per le piccole imprese è diventato il peggiore sistema fiscale dei Paesi occidentali. Prima di mandare sanzioni da capogiro (e qui che quello italiano sembra divertirsi), potrebbero prendere un incaricato dai loro tanti uffici e fare un’indagine convocando il malcapitato per capire cosa succede. Nessuna pietà nel caso di dolo, ma se si accerta che ci si trova dinanzi a un innocente bisognerebbe trovare una soluzione adeguata e non distruggerlo. Su questo fronte Fratelli d’Italia si batterà con forza per un rapporto più equo tra Fisco e contribuenti con procedure semplificate, riforma della giustizia tributaria e superamento dell’eccesso di afflittività del sistema sanzionatorio; e soprattutto con onere della prova fiscale a carico dello Stato”.Lo dichiara Lino Ricchiuti, candidato al Senato per Fratelli d’Italia e Viceresponsabile del Dipartimento imprese e mondi produttivi di FdI.

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Rifiuti elettronici: nuovi obiettivi di raccolta e riciclo

Posted by fidest press agency su domenica, 15 gennaio 2012

Bruxelles Dibattito: mercoledì 18 gennaio Votazione: giovedì 19 gennaioIn Europa si gettano più frigoriferi, telefoni e altri dispositivi che mai, spesso senza ne siano recuperati pezzi di valore, secondo l’allarme lanciato dai deputati in un progetto di risoluzione che sarà votato giovedì. Il testo è frutto di un accordo con gli Stati membri e mira a migliorare la raccolta e riciclo di prodotti elettrici ed elettronici e a ridurre l’onere amministrativo a carico dei produttori, responsabili finanziariamente della gestione dei rifiuti. La modifica alla direttiva del 2003 sulla gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Waste Electrical and Electronic Equipment – WEEE), una volta formalmente approvata da Parlamento e Consiglio, introdurrà nuovi obiettivi di raccolta. Entro il 2019,
la maggior parte degli Stati membri dovrà raccogliere il 65% dei beni presenti sul mercato, calcolato sul peso medio dei prodotti, o, alternativamente, l’85% dei rifiuti generati, figure più o meno equivalenti. L’obiettivo di riciclo sarà invece aumentato, per alcuni prodotti, fino all’80%. Per far sì che tutti facciano la propria parte, i deputati, guidati dal relatore Karl-Heinz Florenz (PPE, DE) hanno chiesto e ottenuto che sia inserito nella legislazione europea l’obbligo per i negozi di articoli elettronici di taglia media o grande (sopra i 400 m2) di accettare la restituzione di articoli di piccole dimensioni (massimo 25 cm). I produttori, d’altro canto, beneficeranno di una semplificazione degli obblighi d’informazione e di misure mirate a evitare la doppia imputazione di tasse. Infine, i deputati hanno negoziato un giro di vite sulle spedizioni illegali verso paesi in cui questo tipo di rifiuti è trattato in condizioni pericolose per i lavoratori e l’ambiente.

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Manovra: profondamente sbagliata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 settembre 2011

L’adeguamento anticipato dell’innalzamento dell’età pensionabile per le donne e l’aumento dell’IVA sono, oltre ad altri punti, due errori pesantissimi contenuti nella manovra bis. In particolare – ha dichiarato il Segretario Nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo – la penalizzazione delle donne del settore privato, dopo quelle del settore pubblico, non tiene affatto conto della realtà della società italiana e penalizza la donna non solo come lavoratrice, ma anche come madre e cittadina sulla quale pesa l’onere della conduzione di una famiglia, della crescita dei figli, dell’assistenza a portatori di handicap e anziani eventualmente presenti nel nucleo familiare. Anche l’aumento dell’IVA può provocare danni alla nostra economia – ha proseguito Fatuzzo – dal momento che farà infiammare l’inflazione, provocherà la riduzione dei consumi e penalizzerà, come sempre, il ceto medio-basso. È un madornale errore porre la fiducia su questa manovra – ha concluso Fatuzzo – dal momento che era opportuno la partecipazione attiva di tutte le forze politiche presenti in Parlamento, con possibili miglioramenti che avrebbero reso questa manovra bis più condivisa e partecipata.

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Dati consorzi e società partecipate

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 Maggio 2010

Nell’ambito dell’Operazione Trasparenza, avviata dal Ministro Renato Brunetta, il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione pubblica online l’elenco dei consorzi e delle società a totale o parziale partecipazione da parte delle Amministrazioni pubbliche, così come previsto dall’articolo 1, commi dal 587 al 591, della legge Finanziaria 2007.  La banca dati, consultabile tramite il sito http://www.innovazionepa.it oppure direttamente al sito http://www.consoc.it, contiene le informazioni riguardanti la misura della partecipazione, la durata dell’impegno, l’onere complessivo a qualsiasi titolo gravante per l’anno 2009 sul bilancio a consuntivo dell’amministrazione, il numero dei rappresentanti dell’amministrazione negli organi di governo, nonché il trattamento economico complessivo a ciascuno di essi spettante.  Complessivamente si tratta di 2.365 consorzi e 4.741 società partecipate dalle pubbliche amministrazioni con 24.713 rappresentanti negli organi di governo, a fronte di 1.785 consorzi, 3.356 società partecipate e 19.870 rappresentanti negli organi di governo emersi dalla rilevazione dello scorso anno. All’interno della “Piazza dell’Innovazione”, presso FORUMPA, è possibile visionare i dati CONSOC aggiornati e  dati relativi anche agli altri
adempimenti facenti capo al Dipartimento.  In tale area verrà anche illustrato PERLA PA, il nuovo sistema  integrato degli adempimenti a carico di tutte le pubbliche amministrazioni e di responsabilità esclusiva del Dipartimento della Funzione Pubblica, basato su tecnologie open source. Si tratta di uno strumento essenziale per la governance dei dati e del patrimonio informativo della PA (es: incarichi conferiti, consorzi e società partecipate, ruoli dirigenziali,  ecc.), per l’avvio di una reale cooperazione applicativa con le amministrazioni, la riduzione dei tempi di comunicazione degli adempimenti e il miglioramento della trasparenza. PERLA PA sarà presentato questo pomeriggio alle ore 15 dal Dipartimento  della Funzione Pubblica, nell’ambito del convegno “La trasparenza totale dei dati pubblici: Le azioni intraprese e le iniziative in corso ispirate ai principi dell’open data government”. Nel corso del convegno verrà approfondito il tema dei consorzi e delle società  partecipate dalle pubbliche amministrazioni alla luce dei dati e delle informazioni  raccolte per l’anno 2009.

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L’età pensionabile non ha sesso

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 novembre 2009

Le donne, come gli uomini, rimangono al lavoro fino al 65° anno di età. Lo ha deciso la Corte costituzionale, che ha dichiarato, con la sentenza 275/2009, l’illegittimità dell’art. 30 del dlgs 198/2006 (Codice delle pari opportunità tra uomo e donna), nella parte in cui prevede, a carico della lavoratrice che intenda proseguire nel rapporto di lavoro (del comparto privato) oltre il sessantesimo anno di età, l’onere di dare tempestiva comunicazione della propria intenzione al datore di lavoro, da effettuarsi almeno tre mesi prima della data di perfezionamento del diritto dalla pensione di vecchiaia, e nella parte in cui fa dipendere da tale adempimento l’applicazione al rapporto di lavoro della tutela accordata dalla legge sui licenziamenti individuali. In sostanza tra impiego pubblico e impiego privato scompare l’ultima fondamentale diversità (fonte http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=4559)

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