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La politica: Lettera aperta ad un amico

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 settembre 2012

The image of Italian actor and dramatist, Edua...

The image of Italian actor and dramatist, Eduardo De Filippo (1900-1984) (Photo credit: Wikipedia)

Caro Rosario, Non nascondo la mia preoccupazione per il come vanno le cose in politica. Qui rischiamo che, per le prossime elezioni, si vada a finire solo con una gran confusione e il rischio di ingovernabilità diventa molto serio. Il primo sconcerto deriva dalla sfacciataggine di chi è stato colto con le mani nella marmellata e dichiara, negando l’evidenza. che non è vero. Questi signori non hanno nemmeno il pudore di tacere. Denota una decadenza dei costumi che si amplia sempre di più provocando quell’effetto domino che per gli onesti significa allontanarsi maggiormente dalla politica e dai loro faccendieri. Da qui deriva l’altra preoccupazione è che la “qualità” dei candidati cali ulteriormente.
Cosa possiamo fare noi per arginare questa valanga che nel suo precipitare a valle coinvolge tutti nel bene e nel male? Credo che a questo punto prevalga la necessità che le candidature, che i partiti propongono agli elettori, siano “testate” da un garante che validi la moralità e la serietà dei soggetti presentati. Ma chi potrebbe essere? D’altra parte non siamo degli “sceriffi” che indagano sugli eventuali scheletri nell’armadio di chi si presenta apparentemente pulito ed invece ha ben nascoste le sue malefatte. A questo punto si dovrebbe richiedere una sorta di “patto d’onore” impegnando il candidato eletto a dimettersi se dovessero venire a galla degli illeciti. Ma vorrei aggiungere qualcosa di più. Sino ad oggi abbiamo capito che le candidature, per lo più, presuppongono un facile arricchimento, una volta eletti. Ma se stabiliamo che l’indennità non debba superare una certa soglia e che tutto debba essere certificato pubblicamente compresi i redditi personali ritengo che sarebbe una iniziativa in grado di scoraggiare molti tra i vari faccendieri di professione.
Come dire: il gioco non vale la candela soprattutto se gli accertamenti fossero immediati e le pene severe e definitive. In altri termini occorre dare un segnale forte e chiaro ma temo che i partiti oggi non siano ancora consapevoli di tale necessità. E da qui la mia preoccupazione ritorna a riprendere fiato sempre più gravida di scenari tenebrosi. E le sceneggiate di questi giorni lo dimostrano, purtroppo. Possibile che non siamo in grado di capire i guasti provocati da trenta anni a questa parte da una classe politica solo interessata ad arricchirsi con il denaro pubblico ed è stata solo capace di generare un debito sovrano da capogiro? Possibile che non si ravveda e si renda conto che con questo andazzo stiamo recitando il de profundis alla democrazia se si pensa che oggi il 50% dell’elettorato cerca di dissociarsene non andando a votare o votando scheda bianca? E che il restante 50%, a parte le frange affaristiche, si presenta alle urne turandosi il naso per la puzza che emanano certe scelte rivoltanti e cercano di salvare il salvabile ammesso che ci sia ancora qualcosa da salvare. Sono troppo pessimista? Ho perso la speranza? Dovrei dire con Eduardo de Filippo: la speranza è na’ fetenzia? (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Il partito degli “onesti”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2011

Come può un pluri-mega-milionario, presidente del Consiglio, signore e padrone della tv, pubblica e privata, racimolare i soldi da versare a Carlo De Benedetti per il Lodo Mondadori, che guarda un po’ il caso arriverà a sentenza proprio alla fine della prossima settimana? Lo aveva detto chiaro e tondo il presidente del Consiglio meno di un mese fa: se mi condannano dove li trovo i soldi per pagare? Così, una manina, la stessa di ogni volta che ci prova a imbrogliare la democrazia, ha infilato tra le pieghe della manovra una disposizione che obbliga i giudici a sospendere le pronunce di condanna a cifre superiori ai 20 milioni di euro. Guarda un po’ il caso quello che serve alla Fininvest per non pagare subito i danni a De Benedetti. La spiegazione che dalla maggioranza hanno sollevato è il doppio schiaffo in faccia ai cittadini, insultante a dir poco. Leggere per credere. “In un momento di congiuntura economica particolarmente sfavorevole, si è ritenuto di contemperare il diritto del creditore e le ragioni del debitore quando le somme di denaro da corrispondere assumono dimensioni di rilevante entità”. Invece, per i poveri cristi nessuna pietà. Perché questa norma non è solo l’ennesima vergognosa, insultante, incostituzionale, vergognosa norma ad aziendam ma una norma contro gli italiani, offensiva, irriverente e insultante perché arriva proprio in quella manovra che è un concentrato assurdo di tasse occulte, che mette pesantemente le mani nelle tasche degli italiani, con l’aggravante che si tratta dei ceti medio-bassi. Solo qualche esempio: niente rivalutazione per le pensioni di 1400 euro, che non sono proprio pensioni da nababbo, ticket sanitari da 10 euro, blocco degli stipendi e turnover, tassa sui depositi bancari per i piccoli risparmiatori. I tagli ai costi della politica sono solo per il futuro. Alla faccia del partito degli onesti. Sono disonesti politicamente e intellettualmente. (Massimo Donadi parlamentare Idv) (n.r. come si sa il Presidente del consiglio ha dovuto ritirare la norma ma resta il vulnus alle istituzioni. Prima di tutto perchè il provvedimento è stato infilato all’ultimo momento e non è stata esaminato dal consiglio dei ministri. Se ciò è confermato si tratta di una iniziativa molto grave.)

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Donne e uomini onesti del Pdl dove siete?

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 aprile 2011

Lettera al direttore. Ha fatto sì che l’Italia fosse messa alla berlina da tutto il mondo. Agli spaghetti e al mandolino che stavano per essere dimenticati, ho fatto sì che fosse sostituito il bunga bunga. L’Italia del bunga bunga. Che soddisfazione. Tenta di aizzare la popolazione contro le istituzioni, le famiglie contro gli insegnanti, sembra provare gusto a dividere il Paese. Non ha perso solo il controllo delle inclinazioni sessuali, ma anche il controllo della parola. C’è solo da sperare che i politici onesti e intelligenti del Pdl (qualcuno c’è), coloro che si sono segretamente schifati dei comportamenti del Cavaliere, diano ascolto alla propria coscienza, ed escano allo scoperto. (Elisa Merlo)

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Non temo le urla dei violenti, ma temo il silenzio degli onesti

Posted by fidest press agency su sabato, 16 aprile 2011

E’ la frase-testamento che ci ha lasciato Vittorio Arrigoni, indelebilmente scritta nel suo blog, come un sasso lanciato nello stagno per smuovere le coscienze. Ma gli “onesti” che tacciono hanno più diritto al silenzio? Un tale silenzio non somiglia, anche troppo, alla connivenza e alla corresponsabilità? E non si tratta, limitatamente, ai fatti tragici che si consumano da molti decenni in quella tormentata terra dove i rispettivi estremismi generano odio che sfocia nelle stragi e nello stillicidio delle morti. Sarà comodo oggi scrivere di Vittorio Arrigoni, scomodando l’eroismo e l’appello al vento a richiamo di un umanesimo tradito e relegato nelle cantine di questo Occidente egoista, che si nutre con le radici di una economia elitaria, che non genera lavoro e solidarietà, ma competizione da affrontare nei modi più ipocriti per trarre il maggior vantaggio. E’ stato questo Occidente che ha sostenuto i dittatori del Nord Africa per lucrare sul lavoro a basso costo e imponendo un genere di consumi aleatori ma redditizi. C’è voluto il sacrificio di un pacifista altruista e generoso per farci tentare un approccio globale al problema sul quale si preferisce tacere. La formulazione “il silenzio degli onesti”, pur nel rispetto di Vittorio Arrigoni che l’ha formulata, è fondamentalmente errata, perché l’onestà non si coniuga con il silenzio, così come il silenzio non identifica gli onesti, piuttosto gli omertosi, i mafiosi, i camorristi e gli assenteisti alle consultazioni elettorali. Onestà deve identificarsi con la partecipazione, con il coraggio delle proprie idee e con la forza della denuncia, senza adagiarsi sul comodo silenzio che condanna alla complicità. Vittorio Arrigoni doveva rientrare in Italia per essere presente alla commemorazione di Peppino Impastato, due vittime accomunate da un medesimo destino che dovrebbe scuotere le coscienze e rilanciare la dignità della denuncia e il coraggio della partecipazione. (Rosario Amico Roxas)

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Sindaci onesti

Posted by fidest press agency su martedì, 7 settembre 2010

Lettera al direttore. Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, nel Salernitano, sembra sia stato ucciso a causa della sua onestà, del suo amore per la sua terra, e perché si batteva contro l’illegalità. La camorra regala proiettili in quantità ai sindaci onesti. Come mai però non li elimina tutti i sindaci onesti dei paesi e delle cittadine del meridione, ovviamente non protetti come quelli delle grandi città? La risposta logica ed amara dovrebbe essere che tutti gli altri sindaci, non dico siano disonesti, però sicuramente non combattono l’illegalità, e non si mettono apertamente contro mafia, ‘ndrangheta e camorra. (Attilio Doni)

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