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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 27

Posts Tagged ‘ong’

“Battuta in Europa la sinistra immigrazionista e filo-Ong”

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 ottobre 2019

“Il Parlamento europeo ha bocciato la risoluzione che voleva impegnare gli Stati membri a tenere sempre e comunque i porti aperti. Anche grazie a FdI, le forze di centrodestra si sono compattate e hanno votato insieme per impedire l’approvazione di questo pericolissimo documento». È quanto scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Fondi Ue alle Ong

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 agosto 2019

“Grazie ad una risoluzione di Fratelli d’Italia approvata in commissione UE alla Camera, l’Italia dice basta alla carenza di trasparenza nei fondi Ue alle Ong. L’assenza di trasparenza era già stata denunciata a dicembre dalla Corte dei conti europea. Il Governo dovrà dunque attivarsi affinché la Commissione europea nell’assegnazione diretta e indiretta dei fondi alle Ong, rispetti rigorosamente i principi di trasparenza. Inoltre, il nostro governo dovrà verificare che la stessa Commissione europea acquisisca tutte le informazioni sulle Ong finanziate e tutti i beneficiari incaricati unitamente all’importo concesso e alle modalità concrete di gestione. Si tratta di un grande successo di Fratelli d’Italia che ha fortemente voluto questo provvedimento che vuole dare maggiore controllo delle Ong e, soprattutto, garantire una maggiore trasparenza ai fondi che le finanziano. L’Ue bacchetta sempre l’Italia e poi viene meno ai principi fondamentali di trasparenza nell’erogazione di fondi. Questa volta è l’Italia che non accetta che un solo euro dei nostri contribuenti venga assegnato senza alcuna possibilità di verifica”. Lo dichiara Augusta Montaruli, deputato di Fratelli d’Italia.

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“Le ONG del mare dicano chi le finanzia”

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Se navigano nelle nostre acque devono comunicare paternità e entità dei finanziamenti. Gli italiani devono sapere chi c è dietro a quanto sta avvenendo nel Mar Mediterraneo. Questo e’ il contenuto di un emendamento presentato da Fratelli d’Italia al decreto Sicurezza bis. Ci auguriamo che la maggioranza voglia unirsi a questa richiesta di trasparenza e accogliere questo emendamento che ha comunque superato oggi il giudizio di ammissibilità. Non si capisce perché la trasparenza valga per tutti tranne per Carola & co. Ad oggi è impossibile avere il dettaglio dei nomi e cognomi di chi mantiene le ricche tedesche o i finti disobbedienti. C’è chi peregrina nel nostro mare in cerca di disperati facendone una professione ingenerando nei migranti la consapevolezza di porsi in condizioni di pericolo per ottenere poi passaggi spacciati per aiuti. Di questo scempio mascherato da missione umanitaria gli italiani devono sapere tutto e poter giudicare con chi abbiamo a che fare. Chi non ha nulla da nascondere sarebbe il primo ad auspicare l’approvazione del nostro emendamento”. Lo dichiara Augusta Montaruli, deputato di Fratelli d’Italia.

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Alex. La Pietra (FdI): ormai le Ong si beffano di nostra sovranità

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

“Ormai le navi delle Ong si fanno beffa della nostra sovranità e fanno quello che gli pare mettendo in ridicolo e delegittimando l’autorevolezza della Nazione. È chiaro a tutti che soltanto il blocco navale al largo delle coste libiche può porre fine a questa situazione. A ciò si aggiunge anche la minaccia del governo libico di liberare circa 8mila persone dai centri di raccolta. Un chiaro segnale alle Ong. Blocco navale, quindi, ma anche un intervento internazionale che può tentare di calmieriare la situazione libica ormai allo sbando”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra.

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La manovra finanziaria non convince le Ong e associazioni di AOI

Posted by fidest press agency su sabato, 29 dicembre 2018

Nonostante le promesse di aumento, rispetto all’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS) è la prima volta dal 2012 che si penalizza la cooperazione internazionaleverso i Paesi poveri e ci si deresponsabilizza nei confronti delle aree di crisi umanitaria, con un taglio alle Agenzie delle Nazioni Unite(UNICEF, UNHCR, eccetera) di 32 milioni di euroe un blocco rispetto all’impegno garantito di 40 milionidi risorse per il settore.Le rassicurazioni di parte del governo sulla pronta revisionecorrettiva alla riapertura delle Camere rispetto al raddoppio dell’IRESprevisto dalla Legge di Bilancio in approvazione in queste ore, che colpisce molta parte del volontariato sociale, anche organizzazioni socie di AOI, non eliminano il clima di sfiducia e preoccupazioneper le misure della manovra da parte del mondo non profit.”Non vi è consapevolezza negli esponenti di questo governo del valore della sussidiarietà che ha garantito nel nostro Paese coesione sociale e attivazione di virtuosi modelli di welfare apprezzati in Europa e nel mondo” dichiara Silvia Stilli, portavoce di AOI. “Rilevo una linea di continuità tra gli attacchi al lavoro umanitario delle Ong e dei giovani volontari come Silvia Costanza Romano e le dichiarazioni di vice ministri e ministri di questo governo che, parlando di utili civilistici del non profit, alimentano un clima di sospetto ingiustificato. Ormai da tempo le organizzazioni del Terzo Settore si stanno dotando di strumenti e metodologie di gestione, valutazione e verifica del proprio operato e impatto sociale basati sulla trasparenza e sulla corretta comunicazione interna ed esterna. Le Ong impegnate nella cooperazione e solidarietà internazionale sono state tra le prime ad adottare misure in tal senso. Bisognerebbe renderlo pubblico con più determinazione ed efficacia”.Nelle ultime ore il quadro complessivo della manovra finanziaria ci presenta un Paese meno solidalee attento alle sfide dell’Agenda 2030 per sconfiggere la povertà e l’ingiustizia sociale a livello locale prima ancora che globale: è un dato di fatto, come affermano opinionisti ed economisti esperti. L’Italia che uscirà dal voto parlamentare su questa Legge di Bilancio sarà meno autorevolenon soltanto in Europa, ma anche nello scenario internazionale.Quale sarà la voce nel budget destinato alla cooperazione allo sviluppo dell’Italia che vedrà il taglio dei 40 milioni di euro? “Il Consiglio Nazionale della Cooperazione allo Sviluppo, dove sono rappresentati tutti gli attori pubblici e privati, non viene convocato da quando è in carica il Ministro Moavero. L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) da molti mesi è senza un direttore formalmente nominato. In questa situazione di incertezza e ridotta operatività, non è facile capire quali siano gli indirizzi prioritari che si intendono dare al prossimo triennio per la cooperazione internazionale e come allocare le risorse destinate”. Queste le preoccupazioni espresse dalla Portavoce di AOI.Nonostante le dichiarazioni e l’impegno della Vice Ministra alla cooperazione internazionale Emanuela Del Re per rafforzare la presenza italiana nel quadro dell’APS mondiale, i tagli della manovra finanziaria mettono in pericolo gli obiettivi raggiunti e la possibilità di continuare a svolgere un ruolo importantepiù complessivamente per la politica estera del nostro Paese.

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Ong e immigrazione clandestina

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 agosto 2017

meloni«Con Fratelli d’Italia siamo stai i primi a porre il tema delle Ong e di un qualcosa che, fingendo di essere un lavoro umanitario, rischia di diventare fiancheggiamento dell’immigrazione clandestina e dunque un reato. Da tempo chiediamo al Governo di sequestrare le navi delle Ong che entrano in porto cariche di migranti e dopo essere stati tacciati di xenofobia ora l’Esecutivo è dovuto arrivare alle nostre stesse conclusioni e a quelle di molti procuratori della Repubblica che stanno indagando.
Fare luce su questo problema è giusto: non devono esserci zone franche e nessuno è esente dal rispetto delle regole nazionali. E c’è qualcosa che non va se verso il 5 per mille ad una Ong per aiutare e curare un bambino africano malnutrito nel suo villaggio e poi quella stessa Ong spende centinaia di migliaia di euro per le navi che portano in italia i clandestini Lo ha detto nel corso di Coffee break su la 7 il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. «FdI tra i primi a chiedere il blocco navale? Un governo di patrioti, ovvero come io immagino un’alleanza di centrodestra, prevederebbe nel suo programma un blocco navale al largo delle coste libiche, la richiesta da parte del governo italiano di una missione europea per un blocco navale, il confronto con i governi libici, l’apertura degli hotspot in Africa e da lì distribuzione equa solo dei rifugiati nei 27 Paesi della Ue. Questa è da sempre l’unica cosa seria da fare in tema di immigrazione: è quello che voglio fare io, che FdI farebbe al governo e quello su cui sfidiamo tutti gli altri interlocutori», ha continuano Meloni.

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Immigrati: Non è possibile andare avanti in questo modo

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

immigratiApprendiamo dalle agenzie di stampa di 22 navi in gran parte gestite da Ong che starebbero per attraccare in porti italiani con un carico di disperati salvati nelle acque territoriali libiche, o appena fuori, nei giorni scorsi. Apprendiamo sempre dalle agenzie che il ministro Minniti ha sospeso un suo viaggio negli Stati Uniti ed è tornato in Italia, pare proprio per gestire questa emergenza. Noi abbiamo chiesto che i nostri porti non siano più aperti alle navi delle Ong che non battono bandiera italiana, perché siamo in pieno stato di emergenza. Questo lo conferma anche il fatto che il governo si appresterebbe non solo a chiudere i porti ma anche a porre la questione in Europa in modo drammatico. Per tutte queste ragioni chiediamo che il ministro Minniti venga, ad horas, a riferire in Parlamento su questa emergenza”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo in Aula a Montecitorio. (n.r. Non vorremmo che per 30 miseri denari, che l’Europa potrebbe elargirci per tacitarci, noi continuassimo a chiudere un occhio e anche due su questa che sta diventando una vera e propria invasione senza controllo e che potrebbe scatenare disordini e manifestazioni di protesta. Qui si tratta non solo d’ospitare ma di dare un futuro lavorativo a questi immigrati ma un paese che ha tre milioni di disoccupati, e milioni di poveri, di precari e un’economia che non decolla, non può permettersi accessi di questo genere.)

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Sicurezza alimentare

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 giugno 2017

alimentariIl 46% degli scienziati che lavorano per l’Agenzia europea di sicurezza degli alimenti (EFSA), che ha sede a Parma, sono in conflitto di interessi. Cosi’ le conclusioni di un rapporto della ONG olandese Corporate Europe Observatory (CEO), specializzata in strategie di influenza che vengono esercitate nelle istituzioni europee. Il periodo preso in considerazione, analizzando le autodichiarazioni degli stessi scienziati, e’ 2015-2018; in una precedente analisi del 2013 la percentuale era del 59, quindi la situazione e’ migliore, ma i numeri (46%) sono sempre preoccupanti ed alti. L’EFSA, che respinge il tutto, si difende dicendo che i suoi parametri di valutazione per il conflitto di interesse sono diversi, ma -per noi- e’ proprio su questa diversita’ che e’ bene concentrare l’attenzione. Per la ONG CEO e’ in conflitto di interessi lo scienziato che, nei cinque anni precedenti il suo mandato, ha avuto legami finanziari (possesso di azioni, contratti di consulenza, finanziamento di ricerche…) con il settore industriale per i cui prodotti e’ chiamato a fare una valutazione. Per l’EFSA un conflitto di interessi c’e’ in una situazione dove l’esperto ha ricevuto dei finanziamenti legati specificamente al prodotto per il quale ha l’incarico di fare una valutazione (no, quindi, per altri prodotti sui quali presta la sua opera nella medesima azienda). Come spesso accade in ambito “statistico”, conta molto il metodo, la temporalita’ e le domande. Qui stiamo parlando di cio’ che finisce ogni giorno nei nostri piatti, e ci sembra che il metodo della ONG olandese non sia estremista, anzi. Ci lascia perplessi, invece, il metodo approssimato e semplicistico dell’EFSA, come se gli scienziati che collaborano con l’Agenzia non fossero umani ma macchinette che si accendono e spengono a comando del fruitore; per esempio: lo scienziato che lavora per un’industria su un prodotto A, chiamato dall’EFSA a valutare l’idoneita’ di un prodotto B (quindi non in conflitto di interessi per l’Agenzia di Parma), perche’ non dovrebbe avere conflitto di interessi se si dovesse negativamente esprimere comunque sulla azienda che lo paga, compromettendo economicamente la stessa pur se su un altro prodotto? Un ragionamento semplice semplice, da 2+2=4. Ma forse la nostra matematica e’ diversa da quella dell’EFSA, cosi’ come la nostra considerazione dell’essere umano… Per questo facciamo appello alla Commissione europea perche’ intervenga sull’EFSA, per rimettere in discussione questi parametri. Appello che chiediamo anche sia fatto proprio dalle istituzioni italiane, direttamente o meno coinvolte, anche in virtu’ della dislocazione territoriale italiana della stessa Agenzia: ministero Salute, parlamentari europei in primis. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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La Guardia costiera libica dà ragione a Zuccaro: “Ong responsabili dell’aumento del flusso migratorio”

Posted by fidest press agency su domenica, 7 maggio 2017

libiaLe organizzazioni non governative fanno credere ai migranti in Libia che verranno comunque soccorsi e questo li spinge a imbarcarsi aggravando la crisi. E le navi delle ong hanno più volte violato le acque territoriali libiche senza avvertire le autorità competenti. Sono le accuse alle ong formulate dal capo della Guardia Costiera libica per la regione centrale, Rida Aysa, che nel corso di un’intervista esclusiva ad Aki-Adnkronos International parla di “centinaia di migliaia di migranti clandestini” pronti a imbarcarsi per l’Europa, anche se “non esistono cifre precise. La maggior parte di questi migranti proviene dai Paesi dell’Africa orientale e occidentale, come Eritrea e Somalia”.
Scrive Aki-Adnkronos International:Aysa esprime “irritazione” nei confronti di queste ong affermando che “le organizzazioni presenti nel Mar Mediterraneo con la missione di salvare i migranti hanno dato loro ad intendere che saranno inevitabilmente soccorsi e questo ha aggravato la crisi, aumentando il numero di migranti”. Il funzionario libico spiega quindi che “abbiamo comunicato tutto questo sia all’Ue sia ai comandanti dell’Operazione Sophia, che hanno manifestato irritazione verso queste organizzazioni, ma finora non hanno preso alcuna misura al riguardo”.Il militare aggiunge che “la Guardia Costiera libica ha fermato alcuni gommoni all’interno delle acque territoriali libiche, per poi imbattersi in alcune organizzazioni umanitarie che si sono lamentate del fatto che quei gommoni appartenevano a loro, benché non l’avessero comunicato alla Guardia Costiera, violando così le acque territoriali libiche”. Aysa ricorda l’episodio di un “gommone tedesco fermato a nord di al-Zawiyah (30 chilometri a ovest di Tripoli, ndr) che poi si è rivelato di proprietà di un’organizzazione umanitaria chiamata ‘Sea Watch'”, oppure del caso di “una nave allontanata con alcuni colpi di avvertimento per aver violato le acque territoriali libiche. Dopo essere saliti a bordo e averla ispezionata – prosegue Aysa – è emerso che apparteneva a ‘Medici senza Frontiere'”.Quanto alle accuse rivolte alla Guardia Costiera libica di aver attaccato le navi delle ong, Aysa risponde che “tali imbarcazioni entrano in acque territoriali libiche senza avvisare la Guardia Costiera, che è l’organo preposto ad autorizzare questo e di conseguenza è logico rispondere per proteggere le nostre acque e le nostre coste”. “Quando le navi delle organizzazioni si fermano a 12 miglia dalla costa libica, in una zona visibile dalla costa, le loro luci notturne segnalano ai trafficanti che possono iniziare a imbarcare i migranti e questa è una delle cause delle ondate migratorie cui si assiste periodicamente”, conclude Aysa. (fonte blog 5 stelle)

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Ong e soccorsi in mare immigrati

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 maggio 2017

immigratiIl modo in cui è stata posta all’attenzione della pubblica opinione la questione delle ONG operanti nel canale di Sicilia è decisamente improprio. Le polemiche sui soccorsi a ridosso della Libia richiedono, come sta facendo il Parlamento, che si intervenga con chiarezza sull’intera materia a tutela di tutti coloro che operano con grande generosità. Il Consiglio Italiano per i Rifugiati respinge ogni forma di criminalizzazione verso le ONG, apprezza il loro lavoro, che ritiene debba essere anzi valorizzato. Il CIR ritiene necessarie, in quest’ottica, alcune misure come l’elencazione puntuale dei soggetti privati operanti nel canale di Sicilia con finalità di salvataggio e delle loro fonti di finanziamento; la definizione formale del rapporto tra le ONG e le istituzioni dello Stato italiano e la creazione di una “white list” per le organizzazioni che si prestano, su base volontaria, a misure di trasparenza.Queste misure sono necessarie per dissipare dubbi e sospetti pregiudizievoli verso coloro che operano per salvare in mare migliaia di vite umane e che, di fatto, esercitano anche una funzione di supplenza nei confronti di istituzioni europee. I tempi sembrano maturi per affrontare, nonostante le lacune delle politiche della UE, alcuni nodi da tempo irrisolti.“Il CIR – ha affermato il Presidente, Roberto Zaccaria – auspica che vengano creati dei ‘canali legali di ingresso’, che ridurrebbero in radice la questione. Il CIR auspica inoltre che possa realizzarsi in tempi ravvicinati un ritorno dell’ONU con le sue agenzie in Libia. Questa presenza potrebbe essere di grande aiuto sia per la questione degli imbarchi irregolari che per la creazione e il controllo di Centri di accoglienza locali, organizzati in modo trasparente e, soprattutto, secondo criteri di assoluto rispetto delle persone che stanno vivendo la tragedia delle migrazioni.”

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Andrea Orlando e la vicenda delle Ong

Posted by fidest press agency su sabato, 29 aprile 2017

orlando ministro“È molto grave che un ministro della Repubblica lanci accuse così gravi e di rilievo giudiziario”. È quanto dichiara Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, responsabile nazionale del Dipartimento Giustizia del partito, in merito alle dichiarazioni del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, sulla vicenda delle Ong “che, secondo quanto affermato oggi dalla Procura di Catania (fino a prova contraria sulla base delle indagini e degli atti), sono forse finanziate dai trafficanti per destabilizzare l’economia italiana”.“Il ministro Orlando ci dica piuttosto se sulla questione parla in base ad atti o notizie da lui apprese chissà da quali fonti, e in tal caso sporga regolare denuncia – aggiunge-. Non vorremmo, invece, che il Guardasigilli confonda le sue ideologie con le sue responsabilità istituzionali. Se perfino la Magistratura è costretta a supplire all’incapacità della politica e del governo, abbiamo la conferma dell’incompetenza e della malafede del Pd e dei suoi alleati in questa vergognosa vicenda. Sulle attività delle Ong impegnate nel Mediterraneo nelle operazioni di salvataggio dei barconi che trasportano clandestini verso l’Italia occorre fare chiarezza. Non è possibile continuare ad alimentare il business dell’accoglienza”.

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Ong Oxfam: “Africa saccheggiata di 500 mld”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 luglio 2016

african_migrants.jpg.crop_display“Cinquecento miliardi di dollari sono depositati in paradisi fiscali, mentre i governi perdono 14 miliardi di tasse l’anno: quanto basta a salvare la vita di 4 milioni di bambini africani e 200.000 madri”. Lo denuncia l’organizzazione umanitaria Oxfam, una delle più importanti confederazioni internazionali nel mondo specializzata in aiuto umanitario e progetti di sviluppo, composta da 17 organizzazioni di Paesi diversi che collaborano con quasi 3.000 partner locali in oltre 90 paesi per individuare soluzioni durature alla povertà e all’ingiustizia. Uno dei filoni dei documenti sullo scandalo dei Panama Papers, pubblicati dal consorzio di giornalisti investigativi (Icij), secondo Oxfam, rivelano infatti come, “attraverso società anonime offshore, l’Africa venga derubata di miliardi di dollari di gettito fiscale proveniente dalla gestione delle sue risorse naturali quali l’estrazione di diamanti, petrolio e altre materie spostando così miliardi di dollari intorno al mondo grazie a società schermo registrate a Panama, alle Isole Vergini britanniche e altri paradisi fiscali. Secondo Winnie Byanyima, direttrice esecutiva di Oxfam International, “i paradisi fiscali, cui fanno ricorso privati e aziende, procurano danni enormi alle comunità più povere del mondo. In Africa un bambino su 12 muore prima dei 5 anni di età, 34 milioni non vanno a scuola e 40 milioni di giovani sono senza lavoro”. È un saccheggio che deve finire, sottolinea Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”,perché sottrae risorse essenziali per istruzione, sanità e lavoro. Una situazione che, secondo l’ong con sede in Gran Bretagna, “sta ampliando sempre di più la forbice tra ricchi e poveri in Africa”. La segretezza dei paradisi fiscali e la complessità dei meccanismi con cui le offshore fanno i loro affari, impediscono ai paesi in via di sviluppo di ricevere la giusta quota di reddito proveniente dalle loro risorse naturali. “Nonostante tutta la retorica e le buone intenzioni, i governi semplicemente non stanno facendo abbastanza per fermare i flussi illeciti, l’evasione e l’elusione fiscale”, conclude Byanyima nella nota di Oxfam.

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I 25 anni della fondazione FEVR

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 luglio 2016

fondazione FEVR“Ricorrono oggi 25 anni dalla fondazione della FEVR, l’istituzione che riunisce le associazioni europee che si occupano di tutela delle vittime della strada e dell’assistenza morale e giuridica ai loro familiari.
Questo Dipartimento ha dato piena adesione e supporto all’ONG, ritenendo indispensabile promuovere l’assistenza anche a livello internazionale in Europa, lavorare per la prevenzione di incidenti e rafforzare i contatti e la collaborazione tra le associazioni dei vari paesi. Anche per questo, come movimento, abbiamo sottoscritto la European Road Safety Charter proposta dalla Commissione UE, credendo con convinzione che molto può essere fatto e dal punto di vista della prevenzione e dal punto di vista culturale per ridurre le vittime di incidenti stradali Al fondatore Marcel Haegi ed al Presidente Jeannot Mersch vanno il nostro più grande apprezzamento per il lavoro svolto finora e la promessa di una collaborazione continuata e persistente nel tempo”.
Queste le dichiarazioni di Cinzia Pellegrino, Coordinatore Nazionale del Dipartimento tutela Vittime della violenza di FDI-AN nel giorno che celebra 25 anni di attività della Federazione Europea delle Vittime della Strada. (foto: fondazione FEVR)

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La sicurezza è una cosa seria

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2015

farnesinaRoma, Mercoledì 9 Settembre 2015, ore 10,00 – 12,45 Farnesina, Sala Conferenze Internazionali (ingresso principale) conferenza promossa dalle Reti di Ong AOI, CINI, LINK 2007 con l’Unità di Crisi e la DG per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Partecipa il Ministro Paolo Gentiloni. Le Ong operano spesso in contesti di grave crisi umanitaria. A spingerle è il senso e il valore dell’essere umano, della solidarietà, dell’imperativo umanitario che ‘impone’ loro di soccorrere e proteggere popolazioni in fuga o in pericolo a causa di guerre, fame, catastrofi naturali. Molte Ong da tempo hanno adottato misure per tutelare la sicurezza delle operatrici e degli operatori, considerandola prioritaria. L’ampliamento dei soggetti che esprimono solidarietà e la crescente complessità dei contesti operativi richiedono una loro più generalizzata presa di coscienza, un approccio più attento e prudente che nel passato e una migliore conoscenza delle misure da adottare La sicurezza del personale va infatti salvaguardata dotandosi di regole, procedure e formando gli operatori ma va anche interpretata nella diversità dei contesti, realtà e problematicità, che devono essere conosciuti nella loro complessità. L’attenzione deve rivolgersi all’indispensabile equilibrio tra l’imperativo umanitario che spinge a perseverare nell’azione di aiuto e protezione e la valutazione del rischio per gli operatori, italiani, internazionali e locali. L’esperienza delle Ong nelle aree di crisi e di conflitto è cresciuta negli ultimi 25 anni e si è adeguata costantemente alle situazioni divenute più difficoltose. Hanno adottato codici di sicurezza che vincolano il proprio personale e puntano a gestire i rischi, anche in coordinamento con altre Ong italiane e internazionali, con la Cooperazione italiana, le Agenzie dell’Onu. L’osservanza dei codici e la maggiore attenzione non possono da soli assicurare l’incolumità, ma rappresentano i più validi strumenti per tutelare la sicurezza degli operatori. Il confronto tra Ong e Unità di Crisi del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale (Maeci), rispettoso delle differenti finalità, può aiutare ad individuare le migliori ed efficaci modalità per poter coniugare sicurezza e azione umanitaria. Grazie alla discreta conoscenza del territorio in cui operano le Ong possono essere una risorsa per la comprensione delle dinamiche di quei contesti. Esse sono inoltre coscienti che la loro è spesso la sola presenza italiana a soccorso di vittime inermi, dei più vulnerabili, di quanti fuggono per salvarsi e salvare la propria dignità umana. È una responsabilità che ogni operatore e operatrice sente fortemente, cercando di dare il meglio di sé nel valorizzare il proprio paese. Sapere che l’Unità di Crisi del Maeci e il Governo italiano sono attenti a questa presenza di umanità, solidarietà e fratellanza, pronti a sostenerla e proteggerla nei momenti di maggiore rischio, è per le Ong italiane un incoraggiamento.La nuova legge 125/2014 ha giustamente aperto il sistema italiano della cooperazione allo sviluppo a nuovi soggetti della società civile. Se alcuni hanno già acquisito una buona esperienza con attività solidaristiche e di cooperazione anche in contesti di conflitto, altri devono approfondire la cultura dell’emergenza e della gestione del rischio, a garanzia della sicurezza del personale. Esistono anche gruppi di volontariato o singoli volontari che, pur nella positività della generosità e fratellanza che esprimono, possono mettersi inavvertitamente in situazioni di rischio eccessivo se non inseriti o collegati ad organizzazioni con esperienza in tali contesti e conoscenza delle dinamiche collegate politiche, sociali, religiose, economiche, claniche. Occorre quindi favorire una sensibilità culturale diffusa, tale da scoraggiare iniziative basate unicamente sulla generosità senza tener adeguatamente conto delle difficoltà che si possono creare, per sé e per altri. Va cioè enfatizzata l’etica della responsabilità anche rispetto alle conseguenze delle proprie scelte e la necessità di formazione al lavoro nei contesti difficili, specie se in conflitto.
Le tre Reti delle Ong – AOI, CINI, LINK 2007 – con la Conferenza intendono proporre alcuni principi per una collaborazione in materia di sicurezza tra le Ong / Organizzazioni della società civile e le Istituzioni del Maeci.. A tali principi potranno aderire le singole Ong e le altre Organizzazioni della società civile impegnate in interventi solidaristici e di cooperazione all’estero con assenso formale tramite il sito http://www.dovesiamonelmondo.it – sezione per le Ong/Osc di cooperazione internazionale. Alla Conferenza sarà inoltre presentato un dossier frutto del lavoro congiunto tra Ong e Unità di Crisi: “Suggerimenti per la gestione dei rischi e la sicurezza degli operatori delle organizzazioni di cooperazione e solidarietà internazionale”. Esso condensa, in alcuni brevi capitoli, informazioni utili a fornire una visione d’insieme delle problematiche relative alla sicurezza in contesti potenzialmente pericolosi e suggerisce comportamenti e regole da adottare. Un insieme di suggerimenti a cui potersi ispirare: spetta infatti ad ogni organizzazione definire – a seconda della propria specificità, dei paesi di intervento e della soggettiva percezione e valutazione del rischio – il proprio piano per la sua gestione e le proprie procedure di allerta.La Conferenza intende quindi essere un’occasione per capire che “la sicurezza è una cosa seria” e si chiede la collaborazione dei Media per diffondere questa indispensabile consapevolezza, che può convivere con l’irrinunciabile dovere umano di altruismo, generosità e solidarietà.

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Cerchi lavoro in un ONG e non sai come fare?

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 aprile 2010

Sono circa 6.000 gli operatori (di cui almeno il 50% donne) che ogni anno vengono impiegati nei progetti di cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario promossi dalle organizzazioni non governative: questo il bacino delle offerte di impiego presso le ONG italiane. Un numero significativo di opportunità per un settore d’impiego certamente molto particolare. Fare l’operatore della cooperazione significa proporsi per contratti di 6-12-24 mesi in aree del mondo a volte disagiate, spesso difficili, dell’Africa, dell’America Latina, del Medio ed Estremo Oriente piuttosto che dei Balcani. Da oggi per lavorare nel mondo c’è un indirizzo sicuro attraverso cui raggiungere le ONG italiane Arriva infatti Lavorare nel Mondo, il primo portale italiano per la ricerca-offerta di lavoro online nella cooperazione internazionale. Un servizio completamente gratuito a disposizione di associazioni no-profit e candidati pronti ad immergersi in un mestiere fuori dall’ordinario. Non solo una bacheca di annunci, ma un vero e proprio spazio online con vacancy aggiornate in tempo reale dalle ONG, e profili ad hoc per i candidati. Una vetrina senza uguali per chi vuole lavorare nella cooperazione: un unico inserimento per raggiungere con il proprio curriculum tutte le associazioni alla ricerca di personale, e con un semplice click collegare il proprio profilo alle offerte on line.  Lavorare nel Mondo apre sul web le porte della Cooperazione Internazionale a cooperanti con importanti esperienze professionali, ma anche a neolaureati, corsisti di master e stagisti. Nella pagina delle vacancy sono già attive, al momento del lancio dell’iniziativa, offerte di lavoro in tutto il mondo. L’iniziativa è promossa dalla SISCOS, il patronato per l’assistenza assicurativa a quanti operano nella cooperazione internazionale, che da oltre 25 anni tutela chi interviene in paesi dalle condizioni ambientali, climatiche e sociali difficili. “Il portale – precisa Lorena Pin, direttrice della SISCOS – nasce proprio dall’esigenza di creare uno spazio virtuale, di semplice accessibilita, per l’incontro tra coloro che intendono operare nella cooperazione internazionale e le ONG che cercano persone professionalmente preparate. Lavorare nel mondo offre il vantaggio di compilare, una volta per tutte, il proprio curriculum vitae (aggiornandolo periodicamente) e poterlo collegare a una o più richieste delle ONG”

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Dare voce alle emergenze

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2009

Roma venerdì 13 marzo 2009 – ore 11,00 Sala degli Arazzi RAI – Viale Mazzini 14, Conferenza stampa. La risposta dei cittadini italiani alle emergenze e influenzata in modo decisivo dalla visibilità mediatica delle crisi umanitarie e dall’impatto emotivo generato dai mezzi d’informazione. Quale rapporto esiste tra i media e il settore umanitario? Attraverso lo studio di casi rilevanti e l’analisi delle buone pratiche, ci si propone di individuare possibili percorsi di collaborazione e scambio tra il mondo dell’informazione e gli attori umanitari. RAI e BBC confronteranno le rispettive esperienze di servizio pubblico in grado di coinvolgere attivamente la società civile attraverso una corretta informazione sulle emergenze. Gli attori umanitari (istituzioni e ONG) discuteranno rischi, vantaggi ed opportunità dell’esposizione mediatica. A margine dell’incontro verrà pubblicamente siglato il Protocollo di intesa fra la RAI e AGIRE che definisce le modalità di collaborazione in caso di appelli per gravi emergenze umanitarie.Intervengono: Elisabetta Belloni – Ministero Affari Esteri, Direttore Generale della Cooperazione allo Sviluppo Marco Bertotto – direttore di AGIRE Agostino Miozzo – Dipartimento Protezione Civile, Direttore dell’Ufficio Volontariato e Relazioni Internazionali Carlo Romeo – Responsabile Segretariato Sociale RAI Gianni Rufini – Presidente del Comitato Etico di AGIRE David Willey – Corrispondente BBC. Modera: Corradino Mineo – Direttore RaiNews 24.
AGIRE raggruppa 12 tra le più autorevoli ONG presenti in Italia. Insieme hanno scelto di unire le forze per rispondere in modo efficace e tempestivo alle gravi emergenze umanitarie.

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Sfide XXI secolo

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 marzo 2009

Roma Giovedi 12 Marzo 2009  Sala Di Liegro – Provincia di Roma via 4 Novembre 119/A  iscrizione alle ore 15.30  Decisi, verso il G8.  Davanti a un mondo in cui il fallimento di una banca, gli esiti di un disastro ecologico, per non dire delle quotidiane scelte politiche, hanno ripercussioni su tutto il sistema globale, oltre a conseguenze concrete sulla vita di miliardi di persone, i leader mondiali sanno oggi che le sfide da affrontare e le strategie da elaborare sono sempre più interconnesse, quindi da condividere, piuttosto che da trattare come fenomeni locali: dalla crisi finanziaria ai cambiamenti climatici, dalla lotta al terrorismo a quella contro la poverta.  Il 35° G8, a guida italiana,  avviato nello scorso mese di Gennaio, proseguirà per tutto il 2009 e avrà il suo clou nel Vertice della Maddalena, in Sardegna, il prossimo 8/10 luglio. In quell’occasione, dopo i numerosi incontri preparativi (tematici) che si stanno tenendo nel nostro paese, si incontreranno i Capi di Stato e di Governo di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito, Stati Uniti e – in aggiunta – Commissione Europea.  Tra i tanti, complessi, importanti, temi sul tavolo del G8 c’e n’e uno assai poco sponsorizzato, che pure sembra intercettare e toccare trasversalmente tutti i gli argomenti di cui si discuterà: la Lotta alla povertà.  Su questo argomento e sulla crisi alimentare il G8 a guida italiana intende “favorire una nuova concezione di aiuto allo sviluppo”, non più solo “centrata sull’aiuto pubblico”, ma cercando di “coinvolgere tutte le componenti di una societa sviluppata dagli Enti locali, alle Ong, alle aziende, ai privati, fino ai grandi filantropi”.  Insomma, le promesse sorprese non mancheranno. Lo dice l’Italia, dalla Presidenza del G8, forte del suo “nulla per cento” sugli aiuti e la lotta alla povertà.  Anche per questo bisogna cambiare l’aiuto allo sviluppo.

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