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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

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Petrolio: Opec, accordo per riduzione produzione

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

I principali produttori di petrolio ad eccezione del Messico hanno concordato di ridurre la produzione in maggio e giugno di circa 10 milioni di barili al giorno.”Un accordo negativo per famiglie e imprese. Il crollo del prezzo del petrolio è quello che ha contribuito ad avere, nel secondo trimestre 2020, per il mercato tutelato, un calo delle bollette elettriche del 18,3% e del 13,5% per quanto riguarda il gas. Su base annua, per una famiglia tipo, significa 97 euro in meno per la luce e 140 euro per il gas. Un risparmio complessivo pari, quindi, a 237 euro” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori. “Insomma è chiaro che c’è stato un crollo della domanda di greggio e che, quindi, il taglio della produzione è giustificato, ma è altrettanto vero che a fronte di una crisi economica mondiale senza precedenti, un basso costo dell’energia serve ad aiutare imprese e famiglie in un momento di grande difficoltà” conclude Vignola.

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Petrolio: commento successivo alla riunione dell’OPEC

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 settembre 2016

petrolioCommento di Charles Whall, Portfolio Manager dell’Investec Global Energy Fund di Investec Asset Management. Prevediamo che, entro fine anno, il prezzo del petrolio arriverà a 60 dollari al barile, dal momento che il sistema produttivo ci sembra sotto pressione, la capacità di riserva è minima e i produttori più grandi stanno soffrendo un deficit di budget o di liquidità. In particolare, pensiamo che l’Arabia Saudita stia forse spingendo la produzione più di quanto non sia sostenibile per loro, visto che le giacenze sono in calo dall’ottobre scorso. Anche l’obiettivo dell’Iran di produrre oltre 4 mb/d ci sembra tirato.Il cambiamento della politica saudita, annunciato ieri, è secondo noi dovuto innanzitutto alla consapevolezza che il piano “Vision 2030”, per diversificare l’economia saudita, ha bisogno di un prezzo del petrolio maggiore, dal momento che a mettere in moto il piano è la vendita di un pacchetto azionario Saudi Aramco, che dipende dal prezzo del petrolio. Qualsiasi accordo tra Iran e Arabia Saudita nello scenario attuale, in particolare con la partecipazione della Russia, è un segnale storico e molto positivo per la regione. Tuttavia, finalizzare l’accordo comporta una serie di rischi. Non pensiamo che verrà tolta dal mercato una grossa quantità di petrolio, né che dovrebbe, tuttavia questo dovrebbe bastare ad aumentare i prezzi, perciò il nostro price call rimane invariato.

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