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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 27

Posts Tagged ‘operazioni’

Il XX secolo va ricordato anche per il modo come cambiarono le operazioni belliche

Posted by fidest press agency su martedì, 21 agosto 2018

Se ritorniamo, infatti, agli eventi bellici che hanno preceduto la seconda guerra mondiale con i cosiddetti conflitti locali, scoppiati tra il 1918 e il 1939, possiamo notare che già allora si ebbe modo di verificare quanto fosse efficace l’uso combinato di forze aeronavali e dell’autotrasporto di truppe sul teatro d’operazioni belliche. Spostare, poi, grandi masse d’armati, da un settore operativo all’altro, o solo per rinforzare una linea di combattimento e di aggirarla, agevolmente, com’è avvenuto con l’invasione tedesca dell’Ucraina occidentale tra il 25 agosto e il 7 dicembre del 1941, dove erano ammassate, in un’area ristretta, oltre un milione di soldati russi, risulta un’impresa più agile ed efficace, rispetto alle grandi concentrazioni di truppe.
Da una parte ci troviamo con tanta confusione d’uomini e di mezzi e dall’altra un’agilità sorprendente di mezzi corazzati e motorizzati nel colpire le resistenze nemiche per accerchiarle e annientarle. Ebbene, sia pure con sistemi appena abbozzati, queste tecniche le ritroviamo ad esempio nella guerra cino-giapponese, nel settembre del 1931. In quella circostanza l’impiego delle “Tigri volanti” di Chennault “mercenari” sostenuti dagli U.S.A. seppero contrastare con efficacia l’avanzata giapponese sul territorio cinese. La stessa guerra civile di Spagna aveva dimostrato che le battaglie si vincono con una maggiore mobilità delle rispettive truppe. Nonostante ciò ci siamo trovati il 3 settembre del 1939 con una dichiarazione di guerra alla Germania, da parte della Francia e della Gran Bretagna, per onorare i patti firmati con la Polonia, senza un’adeguata preparazione militare tanto da iniziare le ostilità solo con modesti combattimenti dimostrativi, se escludiamo le azioni aeronavali.

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Maggiore attenzione alla semplificazione delle operazioni aziendali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 luglio 2018

Secondo J.P. Morgan Private Bank, in Europa si sta diffondendo un fenomeno particolare: una maggiore attenzione alla semplificazione delle operazioni aziendali.Nel corso degli ultimi 18 mesi l’attività di M&A strategica ha preso slancio in un contesto di solida crescita degli utili societari, consolidamento della fiducia delle imprese, valutazioni ottimistiche, volatilità storicamente contenuta e condizioni di finanziamento vantaggiose. Grazie alla presenza di numerosi acquirenti con abbondante liquidità, le imprese di diversi settori stanno approfittando delle operazioni di M&A per ristrutturare e semplificare il proprio business. Il disinvestimento o lo spin-off delle attività non strategiche e sottoperformanti con i multipli da fine ciclo e la rinnovata enfasi sulle operazioni strategiche possono generare valore significativo per gli azionisti. Al contempo, la combinazione di ripresa della crescita degli utili e/o aumento dei multipli contribuisce a dare vigore ai prezzi della società controllante.”Nel primo trimestre del 2018, gli spin-off e i disinvestimenti in Europa hanno registrato un’accelerazione. Noi di J.P. Morgan Private Bank riteniamo che questo trend sia destinato a continuare in futuro, favorito da catalizzatori quali l’impatto dirompente delle nuove tecnologie e l’attivismo degli azionisti”, spiega Sarah Catania Head of Investments presso J.P. Morgan Private Bank in Italia. “Utilizzando l’analisi di tipo bottom-up, abbiamo identificato opportunità d’investimento interessanti nelle imprese europee in grado di creare valore aggiuntivo rispetto alla ‘somma delle parti’ e di riattivare la crescita degli utili tramite la semplificazione delle operazioni aziendali.”
Le analisi di J.P. Morgan Private Bank mostrano che l’acquisto nel giorno dell’annuncio di un importante disinvestimento o scorporo, con la detenzione di tali titoli per i sei mesi successivi, genera una sovraperformance media del 2,4% rispetto allo Stoxx 600.L’acquisto anticipato rispetto all’evento catalizzatore si è dimostrato storicamente ancora più redditizio. Gli investitori che avessero detenuto gli stessi titoli per 12 mesi prima dell’annuncio, continuando a detenerli per i sei mesi successivi, avrebbero beneficiato di un alfa medio del 14,6% rispetto al benchmark europeo nell’intero periodo dell’investimento. L’analisi delle imprese soggette a importanti semplificazioni delle operazioni aziendali ha parimenti rilevato che i relativi titoli hanno regolarmente generato extra rendimento rispetto al proprio settore di appartenenza.”Due fattori primari, a nostro avviso, potrebbero consentire alla semplificazione delle operazioni aziendali di continuare a generare extra rendimento per un periodo prolungato. Primo, se l’attività scorporata aveva un impatto negativo sulla crescita, il gruppo così snellito può beneficiare di una ripresa dei ricavi e/o degli utili organici, uno sviluppo che raramente passa inosservato dal mercato azionario. Le imprese caratterizzate da una crescita attesa o effettiva più sostenuta di solito scambiano a multipli più elevati”, sostiene Catania. “Secondo, le organizzazioni complesse costituite da molteplici divisioni, come una holding o una conglomerata con segmenti aziendali indipendenti fra loro, potrebbero colmare il divario rispetto alla valutazione implicita nella “somma delle parti” scorporando una o più attività di modo che il portafoglio restante possa essere apprezzato e valutato meglio dal mercato azionario.”(L’analisi qui ripresa a grandi linee è a firma di Sarah Catania, Responsabile per gli investimenti per JP Morgan Private Bank in Italia).

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Migranti: Save the Children, Vos Hestia ferma a Malta in attesa di poter riprendere le operazioni nel Mediterraneo

Posted by fidest press agency su sabato, 19 agosto 2017

mediterraneoSave the Children sta valutando l’evolversi dell’intero scenario dopo la dichiarazione della Marina libica di voler estendere il controllo e il divieto alle navi delle ONG nelle acque internazionali che fanno parte della SAR zone e la nave Vos Hestia resta ferma a Malta in attesa di capire se ci sono le condizioni di sicurezza per riprendere le operazioni.L’Organizzazione si rammarica di dover essere costretta a mettere in pausa le proprie operazioni di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo a causa delle decisioni dalla Marina Libica di controllare le acque internazionali in cui normalmente opera la nave di Save the Children con l’obiettivo di salvare vite umane. Si tratta di una situazione molto preoccupante per il rischio di sicurezza dello staff e per la reale capacità della Vos Hestia di mettere in atto la propria missione di soccorso.Il nostro team di esperti a bordo della nave è preoccupato che in questa nuova situazione le imbarcazioni dei migranti saranno costrette a tornare in Libia e molti bambini e adolescenti moriranno prima di lasciare la nuova zona SAR libica. Secondo quanto riportato, infatti, le autorità libiche avrebbero spostato la loro zona di competenza SAR dalle 12 miglia nautiche alle 70 miglia dalla costa libica e le imbarcazioni su cui viaggiano i migranti sono di gomma molto leggera, imbarcano facilmente acqua e non possono portare abbastanza carburante.In questo momento non è chiaro se entrando in quella zona, l’operazione di ricerca e salvataggio di Save the Children potrebbe essere a rischio, ma ciò che è chiaro è che molte vite potrebbero essere messe in pericolo, con la diminuzione della capacità di soccorso e salvataggio in quel tratto di mare.“Save the Children è pronta a riprendere le proprie operazioni nella zona di salvataggio, ma abbiamo il dovere di garantire la sicurezza del team e l’efficacia delle operazioni. Prima di poter riprendere la missione dobbiamo avere rassicurazioni in particolare sulla sicurezza del nostro personale, Se non le avremo saremo costretti a considerare la sospensione delle operazioni, anche se speriamo di non doverlo fare” spiega Rob MacGillivray, Direttore delle operazioni di Save the Children.
Save the Children è inoltre molto preoccupata per l’attuale diminuzione della capacità di salvataggio in mare, dovuta alla sospensione delle attività di altre Organizzazioni presenti nel Mediterraneo. “Capiamo e rispettiamo tutte le ONG che come noi in questo momento si trovano a dover prendere una difficile decisione. La pausa delle operazioni delle navi mette infatti a rischio vite umane e diminuisce la capacità di salvataggio e per questo è necessario poter continuare e riprendere appena possibile”, continua Rob MacGillivray.Oltre 2.200 persone sono già annegate quest’anno nel Mediterraneo e 4.500 lo scorso anno. Save the Children accoglie con favore ogni intervento che possa incrementare la possibilità di salvare vite in mare, ma resta preoccupata per la possibilità che i migranti vengano riportati in Libia, che non è considerato un luogo sicuro dove vengono rispettati i diritti umani fondamentali.Le tantissime testimonianze che Save the Children ha raccolto da bambini e ragazzi salvato in questi mesi, parlano di violenze e abusi gravissimi subite anche dai bambini e dalle bambine più piccole. In questo quadro quindi, la preoccupazione che le operazioni di salvataggio possano essere rese inefficaci e che migliaia di persone possano rimanere nei centri di detenzione libici, preoccupa fortemente. È necessario che vengano garantite le condizioni per le operazioni di ricerca e salvataggio ma è altresì necessario anche un forte intervento anche in Libia per garantire che vengano rispettati i diritti umani. Anche alla luce di tutto questo e dell’odierna richiesta di aiuto del governo libico, Save the Children è pronta a fare la propria parte e a continuare a perseguire la propria missione di salvare i bambini, valutando la possibilità di intervenire anche in Libia qualora naturalmente vi siano le giuste condizioni di rispetto dei diritti umani.

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Libia: Attendiamo dettagli operazione pattugliamento coste

Posted by fidest press agency su domenica, 30 luglio 2017

schengenDichiarazione congiunta di Renato Brunetta e Paolo Romani, Capigruppo di Forza Italia alla Camera ed al Senato, di Maurizio Gasparri ed Elio Vito, responsabili della Consulta sicurezza di Forza Italia e di Laura Ravetto, Presidente del Comitato Schengen: “Il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha annunciato ieri che l’esecutivo stava per varare l’avvio di una missione unilaterale nelle acque libiche per un contrasto deciso e determinato ai trafficanti di esseri umani, su richiesta e in coordinamento con il governo libico del Presidente Sarraj.La missione, apprendiamo sempre dalle parole del Presidente Gentiloni nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri, dovrebbe comprendere attività di supporto alla guardia costiera libica. Dalla fine della prossima settimana mezzi militari italiani, con modalità ancora tutte da definire, dovrebbero essere dunque impiegati in specifiche missioni di contrasto agli scafisti nel Mediterraneo all’interno delle acque territoriali libiche.Ripetevamo da tempo questo mantra, come ha giustamente ribadito ieri il Presidente Silvio Berlusconi: l’accordo con le autorità libiche era e resta l’unica soluzione, disponendo lungo le coste un numero adeguato di mezzi e uomini per contrastare all’origine l’attività criminale.Forza Italia valuterà senza pregiudizi i dettagli della missione che ci attendiamo siano illustrati in Parlamento dal governo, e deciderà in maniera responsabile con il solo scopo di difendere il Paese da un’invasione divenuta ormai insostenibile per la nostra società e per i nostri territori.Dall’esecutivo ci attendiamo altrettanta responsabilità e chiarezza: le deve al Parlamento e agli italiani. Soluzioni inefficaci o incerte non servono”. (n.r. In questi casi anche un rinvio di un giorno può essere foriero di grossi guai. Come dire: Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur.)

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Aggiornamento sulle operazioni di salvataggio in mare nel Mediterraneo Centrale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 maggio 2017

mediterraneoGinevra. Il numero totale di persone che hanno attraversato il Mediterraneo Centrale dall’inizio dell’anno ha superato quota 60mila, con quasi 9.500 migranti e rifugiati salvati durante la settimana scorsa e fatti sbarcare in vari porti italiani.Negli ultimi giorni un totale di 50 corpi sono stati consegnati nei porti di Crotone, Palermo e Catania, dopo un numero indefinito di incidenti, nei quali si teme che decine di altre persone siano morte o comunque disperse in mare. Il numero totale di morti e dispersi dall’inizio del 2017 ha già superato quota 1.720.Circa 33 persone hanno perso la vita in un naufragio particolarmente drammatico; tra di esse 13 donne e 7 bambini, mentre si teme che siano decine i dispersi. L’incidente è avvenuto la mattina presto del 24 maggio. Quando sono iniziate le operazioni di soccorso, i rifugiati e i migrati si sono agitati per il panico e la nave ha iniziato a imbarcare acqua. L’imbarcazione di legno a tre livelli era partita dalla Libia la sera prima, con a bordo un numero di passeggeri compreso tra i 700 e i 900, di cui 300 stipati nella stiva. Sabato scorso un totale di 593 sopravvissuti sono stati fatti sbarcare a Crotone e stanno ricevendo aiuto, anche nella forma di sostegno psicologico, dal momento che molti sono profondamente traumatizzati. La maggior parte di essi viene dal Sudan, dall’Eritrea, dalle Isole Comore, dall’Egitto e dal Marocco.Un secondo naufragio è stato segnalato dai sopravvissuti sbarcati a Crotone nella giornata di venerdì. Un gommone con a bordo 126 persone, soprattutto dalla Nigeria, dal Ghana, dal Sudan e dal Camerun, ha lasciato Sabratha, in Libia, nella tarda mattinata di mercoledì 23 maggio. Dopo poche ore, si è sgonfiato e le persone hanno iniziato a cadere in acqua. Un peschereccio egiziano si è avvicinato per salvarli, ma 82 persone risultano morte o disperse.Il 27 maggio la Guardia Costiera Tunisina ha tratto in salvo una nave che trasportava 126 persone, tra cui 48 donne, un bambino di 5 anni e 3 neonati, e li ha portati nel porto di Zarzis. Il corpo di una donna nigeriana è stato recuperato dalla barca che era partita dal porto libico di Sabratha due giorni prima. In stretto coordinamento con le autorità tunisine, i controlli medici sono stati effettuati da MSF al momento dello sbarco e le persone in difficoltà sono state trasferite nell’ospedale regionale di Zarzis per essere curate. I volontari locali hanno fornito cibo e acqua potabile ai sopravvissuti, registrati dalle autorità tunisine. Le persone più vulnerabili sono state alloggiate in un dormitorio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), dove ricevono assistenza, compresi vestiti e aiuti umanitari, dall’UNHCR e dal suo partner, la Mezzaluna Rossa tunisina.
L’UNHCR ha ricevuto informazioni profondamente preoccupanti rispetto a incidenti in mare durante le traversate. I sopravvissuti sbarcati a Salerno lo scorso sabato hanno dichiarato agli operatori dell’UNHCR che la loro barca è stata avvicinata da criminali che li hanno derubati dei loro beni e che hanno sottratto il motore, sparando in aria in diverse occasioni. Fortunatamente nessuno è stato ferito nell’incidente.Diversi rifugiati e migranti che sono sbarcati a Lampedusa durante il fine settimana riportavano ferite da arma da fuoco. Un uomo ha dichiarato al personale dell’UNHCR che membri di milizie libiche lo hanno colpito con un’arma da fuoco su una gamba, oltre a derubarlo dei suoi beni. Un altro uomo è stato colpito a un braccio e torturato da un trafficante per prelevargli il denaro. Molti sopravvissuti hanno anche riferito di essere stati testimonia di amici colpiti o uccisi mentre si trovavano in Libia.Salvare vite continua a essere la priorità assoluta. L’UNHCR elogia la Guardia Costiera Italiana per il suo costante impegno nel coordinamento delle operazioni di soccorso, nonché la Guardia Costiera Tunisina e l’equipaggio di tutte le navi coinvolte per il salvataggio di tante vite. L’Agenzia richiama la necessità di individuare alternative percorribili a queste traversate pericolose per le persone che hanno bisogno di protezione internazionale, compresi canali accessibili e sicuri per raggiungere l’Europa tra cui il ricongiungimento familiare, il reinsediamento e la sponsorizzazione privata.

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Cda SACE approva semestrale

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2015

Il Consiglio di Amministrazione di SACE ha approvato oggi i risultati semestrali al 30 giugno 2015. In uno scenario caratterizzato da segnali di ripresa dell’economia e dal persistere di rischi connessi all’instabilità economica e politica di alcune geografie, SACE conferma il proprio ruolo a sostegno della competitività del Made in Italy.Di seguito i principali risultati consolidati del primo semestre 2015:
· portafoglio di operazioni assicurate a € 76,2 miliardi – livello più alto nella storia della società -, in aumento del 6% rispetto al 30 giugno 2014
· utile netto consolidato in netta crescita a 308 milioni di euro (+52%), grazie ai risultati positivi della gestione tecnica e finanziaria
· premi lordi a 252,6 milioni di euro (+47%)
· sinistri a 136,2 milioni di euro, in netto calo (-42%).
Relativamente ai dati patrimoniali consolidati, le riserve tecniche si attestano a 2,3 miliardi di euro (+5%), mentre il patrimonio netto a 4,8 miliardi di euro, in calo del 10% principalmente per effetto della riduzione del capitale sociale di 799 milioni di euro perfezionata nel semestre in favore dell’azionista. Fitch ha confermato il rating A- in occasione della prima emissione obbligazionaria subordinata perpetua da 500 milioni di euro, collocata con successo a gennaio.
Nel semestre si è osservata un’accelerazione delle attività a sostegno di export e internazionalizzazione, in linea con l’andamento delle esportazioni italiane che, nei primi 5 mesi dell’anno, hanno registrato una crescita del 4,1% (6% nei paesi non-UE). Il portafoglio di operazioni assicurate da SACE in questo comparto è aumentato del 12% rispetto al 30 giugno 2014, con una crescita in tutte le geografie emergenti, in particolare in Africa sub-sahariana (+63%), Medio Oriente e Nord Africa (+8%) e Asia (+7%). Oil & gas, crocieristico e infrastrutture si confermano i principali settori per esposizione (55,6% del portafoglio totale), mentre si rileva particolare dinamismo nella filiera dell’automotive e nella meccanica strumentale. La performance delle singole linee di business conferma questo trend, con i volumi assicurati attraverso prodotti di credito all’esportazione in crescita del 15% rispetto al primo semestre 2014. Una progressiva focalizzazione sull’export ha riguardato anche le attività di assicurazione del credito, strumento di protezione dei rischi di mancato pagamento per le imprese operanti nei beni di consumo, e le attività di factoring, tramite cui l’esportatore può trasformare i propri crediti in liquidità.

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Banche: ritorna il “bail out”

Posted by fidest press agency su domenica, 28 dicembre 2014

banche americaneSolitamente Babbo Natale porta i regali ai più piccoli. Ma quest’anno, forse anche lui un po’ frastornato dalla valanga di messaggi di pubblicità o malignamente disinformato dall’onnipotente National Security Agency, ha fatto un bel regalo anche alle banche più grandi del pianeta. Il Congresso americano infatti ha approvato delle misure che proteggono le “too big to fail” in tutte le operazioni con derivati finanziari. E’ stato cancellato il cosiddetto “Emendamento 716” della legge di riforma finanziaria Dodd-Frank che, per taluni derivati, costringeva le banche ad operare attraverso delle sussidiarie. Era un modo per evitare che i soldi dei depositi bancari venissero utilizzati in operazioni speculative. Poiché i succitati depositi utilizzati usufruivano delle garanzie della Federal Deposit Insurance Commission (FDIC), tutte le banche in crisi finora hanno goduto di generose operazioni di salvataggio con fondi pubblici da parte del governo, i cosiddetti “bail out”. In realtà la legge Dodd-Frank, originariamente concepita proprio per proteggere i risparmiatori dopo gli sconquassi della crisi finanziaria globale del 2007-8, era già stata abbondantemente annacquata. Permetteva quindi l’utilizzo dei depositi per i derivati relativi alla protezione rispetto ai rischi sui prestiti concessi, alla volatilità dei tassi di interesse e ai crediti inesigibili. Di fatto tale protezione riguardava ben il 95% di tutti i derivati.Perciò è d’obbligo porsi la domanda del perché vi sia “tanta animosità” per il rimanente 5%, pari a 14 trilioni di dollari in rapporto a un montante nominale complessivo di circa 280 trilioni. Ciò soprattutto in considerazione del fatto che da tempo le banche possono contare anche sulla copertura del cosiddetto “bail in”, cioè sulla possibilità di attingere ai depositi, oltre che al capitale proprio, per coprire gli eventuali buchi provocati da operazioni finanziarie spericolate e da speculazioni andate male.
La risposta, secondo noi, sta proprio in quel 5% di derivati esclusi che include i derivati sulle commodity, rilevanti sotto tutti i punti di vista. Come evidenziato in passato, le banche hanno penetrato i mercati delle materie prime, su cui esercitano una crescente influenza sicuramente destabilizzante. Oggi le banche americane sentono la necessità di garantirsi il “bail out” pubblico anche su questi segmenti di finanza speculativa in quanto i loro derivati, soprattutto quelli relativi al petrolio, rischiano di produrre grandissime perdite.
Infatti, mentre per i tassi di interesse il comportamento della Federal Reserve è una variabile prevedibile, l’andamento del prezzo del petrolio negli ultimi mesi non lo è stato. Non è stato quindi coerente con la legge della domanda e dell’offerta. In breve tempo esso è sceso da 110 dollari al barile a circa 60 dollari. Vi è una chiara scelta politica sottesa alla volontà di inondare i mercati di petrolio e di continuare a produrne grandi quantità anche in situazioni di calo del prezzo assai vistoso. Normalmente non dovrebbe essere così, a meno che non vi siano forti ragioni geopolitiche. Ora appare evidente la volontà di mettere in ginocchio finanziariamente la Russia e l’Iran, due grandi produttori di petrolio i cui bilanci dipendono non poco da tale risorsa.. Però adesso le banche americane si trovano in pancia tanti prodotti derivati emessi in garanzia di aumenti del prezzo del petrolio oppure in rapporto a eventuali diminuzioni meno consistenti di quelle attuali. La banca forse più esposta è la JP Morgan Chase, tanto che ha mandato il suo chief executive a testimoniare al Congresso per la rimozione dell’emendamento citato. La cosa in verità è passata sotto silenzio, “seppellita” nella legge finanziaria americana del 2015 che tra l’altro approva anche la copertura di spesa del governo per 1.100 miliardi di dollari per evitare così nuovi shut down. Il voto delle leggi finanziarie spesso nasconde tra le migliaia di commi e di norme scelte e decisioni non giustificabili e non sostenibili. In verità il cosiddetto “assalto alla diligenza” accade anche da noi in sede di approvazione della Legge di Stabilità.Speriamo che la scelta compiuta dal Congresso americano non venga imitata anche dall’Unione europea. (Mario Lettieri Sottosegretario all’Economia del governo Prodi e Paolo Raimondi Economista)

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Sud-Sudan: operazioni umanitarie

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 maggio 2012

Refugees queue for water in the Jamam camp, So...

Refugees queue for water in the Jamam camp, South Sudan (Photo credit: DFID – UK Department for International Development)

Con la nuova ondata di arrivi iniziata la scorsa settimana, la popolazione del campo per rifugiati di Yida in Sud Sudan ha superato quota 35.000 e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) sta potenziando le operazioni di assistenza. È stato il peggioramento delle condizioni di sicurezza e umanitarie nella loro regione di provenienza – Nuba Mountains in Sudan a indurli alla fuga, come riferiscono gli stessi nuovi arrivati nel campo. Durante il mese di maggio in media sono arrivati 430 rifugiati ogni giorno, il 47% in più rispetto alla media del mese precedente. Se l’afflusso dovesse proseguire su questi ritmi, alla fine del mese la popolazione del campo supererebbe le 40.000 unità.Per i rifugiati, tuttavia, Yida resta una località non sicura a causa delle sua vicinanza alla frontiera. Proseguirà, pertanto, l’impegno per incoraggiare i rifugiati a spostarsi volontariamente in aree più interne, ma allo stesso tempo, con l’approssimarsi dell’inizio della stagione delle piogge, verranno potenziate le operazioni di assistenza per migliorare la situazione. Nelle ultime due settimane l’UNHCR ha distribuito teli di plastica, zanzariere, materassi e coperte ad oltre 12.700 persone, attività tuttora in corso. Nelle fasi iniziali la priorità è stata assegnata alle persone più vulnerabili, come gli anziani, i minori non accompagnati e le famiglie con a capo una donna. L’Agenzia sta ora estendendo l’assistenza a tutti i rifugiati. Molti rifugiati arrivano in condizioni precarie, dopo un viaggio attraverso la fitta boscaglia. La maggior parte di loro entra in territorio sud-sudanese attraverso la contesa area di confine di Jau, l’unica via di fuga verso Yida. Viaggiano a piedi con i pochi averi che riescono a portare con loro. I nuovi arrivati dalla regione dei monti Nuba – nello stato del South Kordofan – arrivano affamati e presentano sempre più evidenti sintomi di malnutrizione.
Al loro arrivo a Yida i rifugiati vengono registrati e immediatamente assistiti con acqua e biscotti ad alto contenuto energetico. Successivamente vengono sottoposti a screening medico e quindi dotati di una razione iniziale di cibo sufficiente per due settimane fornita dal Programma Alimentare Mondiale (PAM) che utilizzeranno in attesa della successiva distribuzione generale di aiuti alimentari. Altre agenzie umanitarie si occupano delle cure mediche urgenti e dell’alimentazione terapeutica. Anche più a ovest, nello stato di Upper Nile, l’UNHCR sta affrontando notevoli sfide. Gli operatori dell’Agenzia sul terreno hanno constatato l’arrivo di circa 12.000 rifugiati sudanesi che hanno attraversato il confine dallo stato di Blue Nile dallo scorso fine settimana. Tale flusso porta il numero totale di rifugiati nello stato di Upper Nile ad oltre 80.000. Dopo aver camminato per diversi giorni, i rifugiati arrivano esausti. Fuggono dal Blue Nile raccontano – dove perdurano la fame e i combattimenti tra le Forze Armate Sudanesi (SAF) e il Movimento di Liberazione Popolare Sudanese Nord (SPLM-N). Molti hanno dovuto separarsi dai propri familiari. L’UNHCR ha trasferito 1.285 rifugiati nel nuovo campo di Yusuf Batil, a 120 chilometri dalla frontiera. Si tratta del terzo insediamento per rifugiati che l’Agenzia ha contribuito ad allestire nell’Upper Nile, dopo Doro e Jamam. Altri rifugiati vengono trasferiti anche a Jamam. I convogli dell’UNHCR per il trasferimento possono impiegare anche 4 ore per percorrere un tratto di 20 chilometri e i rifugiati a bordo devono trascorrere la notte a Jamam. L’Agenzia inoltre prevede che le condizioni delle strade peggioreranno sensibilmente durante la stagione delle piogge, rendendo il viaggio più difficile e l’accesso ai rifugiati anche impossibile.
Con il rapido aumento della popolazione di rifugiati inoltre l’UNHCR è estremamente preoccupato per l’insufficiente disponibilità di acqua nello stato di Upper Nile e per i rischi per la salute ad essa connessi. Per far fronte a ogni possibile insorgenza di patologie legate all’acqua nell’area, l’Agenzia e i suoi partner hanno predisposto in ogni insediamento forniture mediche e unità di cura. L’UNHCR sta anche trasportando acqua su autocisterne e scavando pozzi. Il Sud Sudan attualmente accoglie oltre 115.000 rifugiati sudanesi provenienti dalle regioni di Nuba Mountains e Blue Nile. Altre 32.500 persone, provenienti dallo stato del Blue Nile, hanno trovato rifugio in Etiopia occidentale.

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Sace: utile netto 2010 a € 410 milioni

Posted by fidest press agency su martedì, 5 aprile 2011

Il Consiglio di Amministrazione di SACE presieduto da Giovanni Castellaneta ha approvato il progetto di bilancio della Capogruppo SACE SpA e quello consolidato del Gruppo SACE al 31 dicembre 2010. Nel 2010 i volumi assicurati del gruppo si sono mantenuti sui livelli elevati degli ultimi esercizi, incrementando significativamente il numero di operazioni di taglio medio a sostegno delle PMI. I premi lordi hanno registrato una crescita del 23,8% a € 532,8 milioni mentre i sinistri liquidati sono aumentati del 12% a € 181,5 milioni. L’utile netto è stato pari a € 409,8 milioni (-10,9% rispetto al 2009). “Un altro anno fortemente positivo conferma il nostro ruolo anticiclico e il crescente sostegno all’internazionalizzazione delle nostre imprese, in particolare le PMI, evidenziato dall’incremento dei rischi assicurati sia nei mercati emergenti sia in quelli OCSE. L’attuale situazione di instabilità e di crisi in alcune aree geografiche rende ancora più importante il nostro impegno quale mitigatore dei rischi e facilitatore dell’accesso al credito. – ha spiegato l’Amministratore delegato Alessandro Castellano –. I risultati 2010, che confermano l’efficacia delle strategie adottate, sono riconducibili in gran parte alla gestione operativa, in considerazione del minor contributo della gestione finanziaria e dall’assenza delle poste straordinarie che avevano caratterizzato gli esercizi precedenti.”

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Libia libera: difendiamo i civili

Posted by fidest press agency su sabato, 26 marzo 2011

«È giusto intervenire, purtroppo anche con la forza, per difendere i civili che lottano per la loro libertà, da massacri ed epurazioni perpetuate dal dittatore Gheddafi, che da oltre quarant’anni tiene la Libia sotto il suo dominio». Dichiara Vincenzo Galizia, Presidente nazionale del movimento Fronte Verde Ecologisti Indipendenti sulla risoluzione votata ieri alla Camera per l’intervento in Libia. «La scelta di partecipare al conflitto era inevitabile, bisogna però avere chiarezza di intenti, soprattutto per quanto riguarda il comando delle operazioni militari, triste constatare come in questa occasione il premier Berlusconi sia stato assente ieri in aula, doveva, visto soprattutto i suoi precedenti di amicizia con Gheddafi, metterci “la faccia” dando il peso necessario all’intervento italiano. La comunità internazionale, deve ricordare che il loro intervento è solo in difesa dei civili e non per i loro interessi economici» conclude l’intervento Galizia. (libia libera)

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Operazioni di evacuazione umanitaria

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2011

Ginevra Grazie ad un’operazione umanitaria di evacuazione congiunta, messa in atto dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) con il sostegno di un gran numero di paesi, sono stati evacuati più di 50.000 migranti bloccati nei campi in Egitto e Tunisia. Altre decine di migliaia sono stati rimpatriati con aerei e navi messi a disposizione dai propri governi. “E’ una delle evacuazioni più massicce nella storia” ha dichiarato il Direttore Generale dell’OIM, William Lacy Swing. Le due organizzazioni lanciano un appello ai Governi donatori al fine ottenere un ulteriore supporto economico e logistico per la seconda fase delle evacuazioni. L’OIM stima che in Libia siano ancora presenti più di un milione di migranti lavoratori,molti dei quali provenienti dall’Africa sub-sahariana. All’apice dell’esodo, oltre 17.000 persone fuggite dalla Libia sono confluite nel campo gestito dall’UNHCR alla frontiera con la Tunisia. Molti di loro hanno atteso assistenza per poter ritornare nei loro paesi d’origine. Ad oggi soltanto 6.500 persone rimangono bloccate in Tunisia, 2.500 in Egitto e 1.500 in Algeria e Niger. La maggior parte sarà evacuata questo weekend con voli organizzati da UNHCR e OIM al fine di rendere la situazione più facile da gestire alla frontiera dove continuano ad arrivare gruppi di persone in fuga dalla Libia.OIM e UNHCR prevedono che ogni giorno continueranno ad attraversare la frontiera tra 1.500 e  2.500 persone che hanno necessità di lasciare la Libia. Le due organizzazioni chiedono ai governi di mettere urgentemente a disposizione le risorse necessarie a garantire il proseguimento delle operazioni di evacuazione. “I generosi contributi finanziari e in natura ottenuti fino ad ora ci hanno permesso di evacuare in sicurezza più di 50.000 migranti che volevano disperatamente tornare a casa dalle loro famiglie. Ma ci sono ancora migliaia di persone bisognose d’aiuto.” afferma il Direttore Generale dell’OIM, William Lacy Swing.Nelle ultime settimane hanno lasciato la Libia circa 300.000 persone. Con il proseguire degli scontri in Libia, UNHCR e OIM sono pronte ad assistere nuovi gruppi in arrivo per trasportarli nei rispettivi paesi d’origine. Nel frattempo l’UNHCR si sta impegnando nel trovare una soluzione per un crescente numero di persone che provengono da situazioni di guerra e persecuzione e che non hanno la possibilità di essere rimpatriati.

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Afghanistan: Attività di Medical Campaign

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 marzo 2011

E’ l’attività effettuata dal 5° reggimento alpini il 28 febbraio 2010. L’intento è quello di far conoscere non tanto e non solo il ruolo delle forze armate italiane in Afghanistan quanto di far emergere un aspetto dei compiti assegnabili ai reparti militari, e parliamo soprattutto dei riflessi che questi rapporti possono instaurarsi con i militari afghani una volta passate le consegne. Occorre, infatti, stabilire un approccio diverso tra i militari e la popolazione locale. Quest’ultima deve vederli come una componente della società, di sentirli amici e disponibili ad aiutarla. In questo è spiccata la figura del cap. Ranzani, quale ufficiale CIMIC che giorni fa ha perso la vita in un’operazione di scorta convogli. Riportiamo alcune foto più significative che raffigurano i nostri militari in operazioni di assistenza ai civili.

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Libia: Il crollo delle azioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 febbraio 2011

Sono per lo più quelle nelle quali è impegnato il cavaliere. Si è reso necessario il blocco delle contrattazioni in attesa di reperire i fondi  (miliardi di euro) Da Impregilo all’ENI ed ENEL, mediocredito, Fininvest, mediaset, Mediolanum, Mondadori  & C.  crollano  a causa delle imponenti operazioni con la Libia, Egitto e Tunisia dove il cavaliere intendeva impadronirsi di tutte le comunicazioni TV, nonché dell’apparato finanziario. Ora neanche la carica di presidente del consiglio può servire allo scopo, anzi ne aggrava e anticipa  il definitivo collasso, stante quel rapporto personale tanto vantato che oggi si è trasformato in un boomerang  che vola dritto per la fronte. Si capirà, finalmente, che tutte le azioni del cavaliere erano mirate ai suoi interessi, e ce lo dimostrerà proprio la caduta verticale, essendo i suoi interessi legati alla sua persona e non alla carica ricoperta, in quanto tale carica serviva ed è servita per acquisire un’autorevolezza totalmente assente. Non sarà la perdita della carica istituzionale a trascinarsi appresso la persona, bensì la persona   che  svilirà, come ha già svilito, la carica, non più utile  a imporre le sue leggi. (Rosario Amico Roxas)

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Abusivismo e contraffazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 febbraio 2011

Roma. Lotta alla contraffazione nelle strade del centro. Su iniziativa dell’Assessorato alle Attività Produttive e del Comandante della Polizia Municipale è stata avviata ieri la prima operazione congiunta contro il commercio illegale portata avanti dalla Polizia Municipale in stretta collaborazione con la Guardia di Finanza. Nel Centro storico le operazioni sono iniziate in mattinata e si sono prolungate fino al termine della giornata; le zone sottoposte a sorveglianza speciale sono state soprattutto le strade commerciali del Tridente. Un’analoga operazione è stata condotta ieri nelle zone a maggior vocazione commerciale del Litorale romano. In particolare, nel Centro storico un primo bilancio del lavoro svolto dal I Gruppo della Polizia Municipale e dagli agenti della Guardia di Finanza ha fatto registrare cento sequestri fra borse e occhiali contraffatti. Sono stati inoltre fermati, denunciati e portati in Questura per il fotosegnalamento tre cittadini extracomunitari, originari del Bangladesh e del Senegal, uno dei quali sottoposto a decreto di espulsione. La collaborazione tra le forze dell’ordine continuerà nei prossimi giorni con l’obiettivo di presidiare il territorio e prevenire e costituire un deterrente alle forme di abusivismo e illegalità. «Si tratta solo di una prima fase di lavoro che vedrà coinvolte Polizia municipale e Guardia di Finanza – spiega l’assessore alle Attività Produttive Davide Bordoni –  Ringrazio i comandanti del I Gruppo Caioni e del XIII Moretti per aver dato subito seguito alla direttiva che ho emanato per potenziare la lotta al commercio illegale. Ringrazio anche i baschi verdi per il più che valido supporto che stanno dando all’amministrazione. Rinnovo ancora una volta l’appello a cittadini e turisti a non acquistare prodotti contraffatti, aiutando così il lavoro delle forze dell’ordine» (controlli)

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Operazioni e concorsi a premio

Posted by fidest press agency su sabato, 15 gennaio 2011

Reggio Emilia 21 gennaio, Ore 14.30-18.30, (Aula Magna della Camera di Commercio. via Crispi n. 3) Seminario sul tema “Operazioni e concorsi a premio: il ‘Prema on line’ e gli adempimenti amministrativi e fiscali” organizzato dalla Camera di Commercio di Reggio Emilia e destinato agli organizzatori di operazioni e concorsi a premio, alle agenzie di promozione, ai professionisti e alle associazioni di categoria che desiderano approfondire la materia ? Il ruolo della Camera di Commercio, che negli ultimi anni ha già gestito più di 100 concorsi, è quello di assicurare la tutela del consumatore e della fede pubblica, garantendo un corretto andamento delle manifestazioni organizzate da produttori e/o rivenditori di beni e servizi che ricorrono sempre più spesso ai concorsi e alle operazioni a premio per stimolare gli acquisti, incrementare le vendite, promuovere l’immagine aziendale oltre che gratificare i consumatori fedeli ad un determinato marchio o prodotto ? Il nuovo decreto che disciplina le comunicazioni delle manifestazioni a premio stabilisce che la comunicazione al Ministero dello sviluppo economico deve essere data almeno 15 giorni prima del giorno d’inizio e con lo stesso anticipo devono essere comunicate eventuali modifiche di sostanza * La novità più rilevante, però, è la modalità di comunicazione che deve avvenire tramite il servizio “prema on line” con firma digitale attraverso il portale delle imprese: dal 25 gennaio 2011 “prema on line” sarà canale esclusivo per inviare le comunicazioni dovute * Questo con evidente risparmio per le aziende che dialogano con la pubblica amministrazione ? Il seminario è organizzato con il patrocinio e la partecipazione dell’Ordine dei Dottori Commercialisti * Relazioneranno, portando la loro diretta esperienza e competenza, anche un funzionario del Ministero dello Sviluppo Economico (che illustrerà gli aspetti normativi recenti e offrirà una dimostrazione della nuova gestione operativa) nonché l’Agenzia delle Entrate per illustrare gli aspetti fiscali che regolano la gestione e l’organizzazione delle manifestazioni a premio ? La partecipazione gratuita al seminario, è da confermare entro mercoledì 19 gennaio, tramite il form di prenotazione on line disponibile sul sito http://www.re.camcom.gov.it/

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Le forze armate nelle operazioni di pace

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 gennaio 2011

Perugia 11 gennaio 2011, alle ore 11:00, presso la sala goldoniana di palazzo gallenga – università per stranieri di Perugia – il capo di stato maggiore della difesa, gen. Vincenzo Camporini, terrà una lectio magistralis da titolo: “Le forze armate italiane nelle operazioni di peacekeeping”.

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Bologna: l’anno accademico non può cominciare

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 settembre 2010

Nei giorni scorsi, il Senato Accademico dell’Università di Bologna ha deciso di porre un ultimatum ai ricercatori che protestano: o accettano di tenere i corsi per avviare l’anno accademico oppure si farà a meno di loro. E’ il metodo Marchionne che fa il suo ingresso negli atenei. L’ultimatum ai ricercatori dell’Università di Bologna di oggi e la minaccia di licenziamento da parte del rettore Frati a Roma di qualche mese fa sono operazioni intimidatorie che l’intera comunità universitaria deve condannare. L’’apertura dell’anno accademico è in forse per il colpevole disinteresse alle prospettive dei ricercatori e dei precari della didattica e della ricerca, per i tagli ai bilanci, per una “riforma” che dequalifica didattica e ricerca e accelera lo smantellamento dell’Università pubblica. L’anno accademico quindi non può cominciare senza fermare (e/o revocare) tutte quelle decisioni “emergenziali” che non affrontano il ritiro dei tagli ai bilanci e della “riforma” Gelmini su governance, sullo stato giuridico del personale, sul diritto allo studio e che non risolvono le questioni anche “sindacali” dei ricercatori e dei precari,. Non si può avviare un anno accademico con l’intimidazione e la repressione “baronale” della protesta senza aprire un confronto che rimetta al centro della discussione gli studenti e il loro diritto ad una formazione di qualità accessibile a tutti, riqualificata e libera dai condizionamenti dei poteri forti. La pretesa baronale di “padroneggiare” in nome e per conto dell’Istituzione universitaria e della sua funzionalità deve misurarsi con i problemi da risolvere e non, come avviene in queste ore, con la forza delle “decisioni irrevocabili” prese per dimostrare la completa subalternità dell’università alla necessità di spegnere ogni conflitto nel paese, anche a costo di spazzare via ogni ragione e diritto delle sue componenti più deboli e sfruttate. RdB USB respinge l’attacco ai ricercatori e precari universitari come a tutti gli operatori delle  Amministrazioni Pubbliche e respinge lo smantellamento, tra queste, di Scuola, Università e Ricerca che sono i settori fondamentali per la formazione e la “produzione” di futuro per le generazioni giovani del nostro paese. Ma la questione della difesa dell’Istituzione Pubblica, della sua qualità e della sua efficienza, della dignità e dei diritti dei suoi dipendenti non è risolvibile con un ritorno alle pratiche fallimentari dei sindacati concertativi (e dei partiti), ma va inscritta in un percorso di lotta che deve essere affrontato riaprendo il confronto con l’intera comunità politica e sociale del paese.

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Sempre meno chiare operazioni militari italiane

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 maggio 2010

Dichiarazione di Luca Marco Comellini – segretario politico del Partito per la tutela di militari e forze di polizia (Pdm): “La notizia dell’ennesimo attacco a militari del contingente italiano in Afghanistan, avvenuto ieri 11 maggio fortunatamente senza conseguenze, deve far riflettere sulla natura del conflitto in atto e sul reale coinvolgimento dei nostri militari. Questo attacco, in vista della nuova offensiva militare nel sud del Paese annunciata dal comandante delle forze alleate, generale Stanley McChrystal, rende credibile un incremento degli scontri armati che possono coinvolgere il contingente italiano del quale ancora non conosciamo il reale coinvolgimento ne, a questo punto, i motivi della loro permanenza in quelle zone, dove la loro eventuale partecipazione a qualsiasi operazione “offensiva” li porrebbe fuori dal dettato costituzionale. È il caso che il Ministro La Russa rinunci a partecipare a qualche festa che ha in programma e si rechi al più presto in Parlamento per dire agli italiani che i nostri militari non hanno mai preso parte ad azioni offensive e mai vi parteciperanno, nemmeno con ruoli marginali di coordinamento nelle retrovie. Se così non sarà ci venga a dire che siamo in guerra e rimetta la decisione di rimanere in Afghanistan al Parlamento che è sovrano, e non all’autogoverno dei vertici militari che ancora non ha compreso la differenza tra la realtà e il Risiko”.

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Bufera sui condoni a Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 maggio 2010

“Una vicenda che evidenzia un malcostume diffuso nella Seconda Repubblica e l’esistenza di una questione morale fondamentale”. Questo il commento a caldo di Giuliano Girlando, viceresponsabile per Roma dell’Italia dei Diritti, circa la notizia di un avviso di garanzia pervenuto all’assessore all’Urbanistica del Comune di Roma Marco Corsini, al suo predecessore Roberto Morassut e ai vertici della Gemma spa, società che gestisce per conto dell’ente le operazioni riguardanti concessioni edilizie in sanatoria per abusi. Concorso in corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio e concussione, i reati contestati dalla procura di Roma a Corsini, mentre solo per il primo è indagato l’ex assessore Morassut. I due avrebbero contrattato con il presidente e l’amministratore delegato della Gemma, l’assunzione di personale segnalato, in cambio di una rinegoziazione degli obiettivi trimestrali e dell’aumento del corrispettivo d’appalto oltre il limite legale. Per questo secondo scopo Corsini avrebbe costretto, minacciandolo di rimuoverlo dall’incarico, il direttore dell’Uce (Ufficio condono edilizio) Paolo Cafaggi, ad autorizzare il pagamento alla società di tre milioni di euro e a firmare lo stato di avanzamento dei lavori senza che fossero stati raggiunti gli obiettivi del contratto d’appalto. Per l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro “non c’è alcuna strumentalizzazione politica e nessun accanimento da parte della magistratura. Attendiamo l’esito delle indagini, lasciando lavorare serenamente i magistrati, ma è evidente – conclude Girlando – che la classe dirigente accetta il connubio con imprenditori e uomini d’affari”.

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I business angels continuano ad investire

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 marzo 2010

Tomaso Marzotto Caotorta, Segretario Generale dell’Associazione Italiana dei Business Angels – IBAN, nel corso di un’intervista rilasciata in esclusiva al Blog Startupper.biz, rileva come “in base ai dati che raccogliamo ogni anno sulle operazioni di investimento dei nostri associati, il quadro emerso lo scorso anno (che copriva l’anno 2008) era stato di notevole incremento delle operazioni sia nella quantità (120 operazioni censite, + 18%) che negli importi (31.100.000 euro, +59%); la Survey di quest’anno (per la quale abbiamo appena finito di raccogliere dati ed è a valere sull’anno 2009) ci restituisce una fotografia non entusiasmante ma sicuramente molto confortante, giacchè laddove tutti hanno registrato cali significati (vedi i dati recentemente resi noti da Aifi che parlano di un -52% nel mercato italiano del private equity e venture capitale in termini di milioni di euro investiti, meno grave nel finanziamento early stage solo 10% in meno), noi business angel ci siamo praticamente attestati sugli stessi numeri dell’anno precedente. Ciò in questo momento costituisce un ottimo dato: quando per il prossimo giugno sarà pronta la Survey 2010 definitiva potremo verificare e incrociare i numeri, vedere quali settori hanno tenuto meglio.” Marzotto Caotorta, durante la stessa intervista, coglie anche l’occasione per incoraggiare gli startupper, ovvero gli imprenditori di nuova generazione e più in generale i professionisti dello startup d’impresa

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