Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘opere pubbliche’

Italia: trasporto intermodale opere autostradali

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

Nonostante l’Italia abbia la percentuale più elevata in Europa di piccole imprese che esportano direttamente, paradossalmente il nostro Paese esprime un indicatore di dotazione infrastrutturale inferiore del 19,5% alla media Ue: 41,8 contro 52.Ed ancora più paradossale è il fatto che l’Italia segna uno dei maggiori indici di intensità di trasporto merci su strada, calcolato rapportando le merci movimentate con trasporto su strada al valore aggiunto nazionale. Il Bel Paese raggiunge infatti un indice dello 0,79 (tonnellate per mille euro di valore aggiunto) ed in regioni come la Liguria questo valore sale addirittura allo 0,96. In definitiva, ottime performance.Ciò nonostante la Liguria—dove peraltro le piccole e medie imprese sono il 98% del totale del tessuto imprenditoriale— mostra un indicatore di dotazione infrastrutturale del 38,7, di molto inferiore non solo alla media nazionale ma anche a tutta quella di tutto il Nord Italia.Ulteriore aspetto preso in esame dal Rapporto sull’Efficienza Infrastrutturale di Sensoworks è la burocrazia. Effettivamente, sul divario infrastrutturale influiscono anche i procedimenti burocratici, che in Italia sono quasi sempre farraginosi.Per quanto riguarda i tempi di realizzazione, la media italiana è di 4,4 anni. Ma a livello territoriale si toccano valori ancora più elevati in Molise (5,7 anni), Basilicata (5,7 anni), Sicilia (5,3 anni) e Liguria (5,2 anni).Le regioni più virtuose sono invece Lombardia ed Emilia Romagna, dove le opere infrastrutturali sono terminate con maggior velocità. Le due regioni si posizionano prime a pari merito con 4,1 anni di tempo medio di realizzazione.A caratterizzare l’Italia anche inefficienze e sprechi, come quelli relativi alle 640 grandi opere incompiute (per un valore complessivo di 4 miliardi di euro) ed alle oltre 400 opere bloccate per motivi burocratico-autorizzativi o per contenziosi vari (per un valore di 27 miliardi di euro).L’attuale scenario è alquanto sconfortante, con investimenti pubblici in opere stradali e del genio civile che —peraltro— negli ultimi 10 anni in Italia hanno registrato un calo di oltre il 20%. L’Italia risulta così ultima in Ue per gli investimenti pubblici, con appena l’1,9% del Pil ed un divario di 0,9 punti rispetto al 2,8% della media europea.Quante sono le infrastrutture che andrebbero subito revisionate? Secondo il Consiglio Nazionale delle Ricerche sarebbero 12 mila. Ma la rete viaria nazionale si perde poi nelle complesse ed articolate competenze di Autostrade, Anas, Regioni, Province, Comuni e via dicendo.Non essendo mai stato funzionante il catasto delle strade non si può conoscere il numero esatto di ponti, viadotti e gallerie e non è possibile sapere quante di queste infrastrutture abbiano raggiunto livelli preoccupanti di degrado. Ma secondo le stime di Sensoworks in Italia i ponti sarebbero circa 1,5 milioni e calcolando poi le campate di ciascun ponte si arriverebbe già così a 4 milioni di strutture da revisionare.Quante sono quelle sotto monitoraggio? Appena 60 mila, monitorate con i vecchi sistemi delle ispezioni. «Eppure i controlli “statici” portano a creare situazioni di allarme ed anche gravi diseconomie molto spesso innecessarie» commentano gli ingegneri di Sensoworks (www.sensoworks.com).Di queste 60 mila infrastrutture qualcosa sappiamo ed è già una buona cosa. Delle altre, invece, non sappiamo quasi nulla. Qui le nuove tecnologie potrebbero dare un contributo risolutivo, consentono interventi su larga scala ed in continuo, con acquisizione automatica dei dati e gestione da remoto, permettendo di monitorare grandezze fisiche, 24 ore su 24, 7 giorni su 7.Per quanto riguarda più specificamente la Sensoworks, da maggio 2020 (prima i cantieri erano bloccati per via del Covid) la società ha iniziato a lavorare a nuovi importanti progetti di monitoraggio di diverse infrastrutture autostradali (Autostrade per l’Italia) e stradali (Anas).

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Realizzazione delle opere pubbliche in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 luglio 2020

 

“Non solo per colpa delle procedure di gare, spesso impugnate per incompetenza di chi le predispone, ma soprattutto perché si mettono a bando progetti e capitolati di massima».E’ quanto dichiara il prof. Sandro Simoncini, urbanista e docente a contratto di economia delle imprese all’Università Uninettuno.«Nel nostro Paese – continua Simoncini – la complessità delle procedure di gara e delle relative normative è solo uno dei motivi che impediscono lo sviluppo di nuove infrastrutture. Il problema principale, che fa lievitare tempi e costi, sono le cosiddette varianti in corso d’opera, obbligatoriamente necessarie per la carenza progettuale delle infrastrutture appaltate».«Questo perché – conclude Simoncini – sia che si tratti di grandi opere pubbliche che di semplici ristrutturazioni di appartamenti, nessun professionista è in grado di elaborare un progetto esecutivo che garantisca modi, tempi e costi certi».

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Ponte di Messina e opere pubbliche, “Obiettivo” fallito

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 novembre 2011

Calabria seen from Messina

Image via Wikipedia

Previsto nella legge Obiettivo del 2001, il progetto è fermo al “preliminare”. E non è l’unico fiasco della normativa nata per accelerare i tempi di realizzazionedelle infrastrutture strategiche. Il monitoraggio completo sul mensile il Sud di novembre Nei programmi del governo Berlusconi resta un’opera prioritaria e strategica. Anche se l’esecutivo è pronto a tagliare i fondi in caso di riequilibrio di bilancio come previsto dalla mozione presentata dall’Idv e approvata alla Camera. Il Ponte di Messina resta argomento di dibattito acceso nel panorama politico nazionale. Ma a dimostrare che le opere pubbliche in Italia sono un tema spinosissimo lo dimostrano i dati e le statistiche. Nel numero de il Sud in edicola da venerdì 4 novembre in tutte le regioni del meridione e a Roma e Milano, uno speciale monitoraggio che mostra la totale inutilità della Legge Obiettivo. La normativa del 2001 voluta dall’ex ministro Pietro Lunardi nata per accelerare l’iter burocratico di approvazione dei progetti infrastrutturali, a dieci anni dalla sua promulgazione, può considerarsi un vero fallimento. Delle 189 infrastrutture previste nel piano strategico della legge Obiettivo, come si legge su il Sud, solo 40 sono quelle ultimate; 21 le opere in gara o in costruzione; 32 quelle arrivate alla progettazione definitiva; 52 al progetto preliminare (fra queste anche il Ponte sullo Stretto, visto che il progetto definitivo del general contractor Eurolink deve ancora essere approvato dal Cipe) mentre 44 sono ferme allo studio di fattibilità. Fra gli altri dati snocciolati nel servizio “Obiettivo fallimento” nel numero di novembre de il Sud anche quello relativo alla ripartizione territoriale delle risorse. Nel piano strategico delle infrastrutture da realizzarsi con le previsioni della Legge Obiettivo, ben il 71% dei finanziamenti – che sale all’88% fra le opere effettivamente deliberate dal Cipe – è destinato alle regioni del Centro Nord.

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Secretazione di opere pubbliche

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2010

Il Sottosegretario alle infrastrutture ed ai trasporti Sen. Mario Mantovani con delega alla casa e all’edilizia statale condivide la preoccupazione della Corte dei conti in ordine all’eccessivo ricorso alla secretazione di opere pubbliche ed esprime l’intendimento di proporre al Ministro Altero Matteoli l’adozione di una Direttiva tale da limitare il più possibile l’uso di tale procedura, ora di pertinenza dei soli funzionari pubblici. L’adozione di tale atto di indirizzo renderebbe più trasparenti gli appalti ed assicurerebbe la partecipazione di più imprese alle gare, e non già solo di quelle munite di apposite abilitazioni, ottenendo, in tal modo, anche un maggior risparmio in termini economici.

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Cipe per le opere pubbliche strategiche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 novembre 2010

Il piano delle opere strategiche per il prossimo triennio, il cosiddetto allegato infrastrutture, dopo l’intesa raggiunta in conferenza unificata stato-regioni-città e autonomie locali, ha avuto il via libera anche dal Cipe, nella riunione tenuta a Palazzo Chigi il 18 novembre scorso. Il valore complessivo delle opere da realizzare ammonta a circa 233 miliardi di euro. Da subito disponibili 92 miliardi di euro destinati ad opere già pronte per essere cantierabili. I criteri utilizzati per identificare gli interventi ritenuti oggettivamente indispensabili da avviare entro il prossimo triennio sono quelli contenuti nella delibera Cipe 31 del 13 maggio 2010 e sono: il livello dell’avanzamento progettuale tale da consentire,l’immediata cantierizzazione dei lavori; la continuità funzionale di alcune opere;  l’utilizzo di fondi da legge obiettivo legati a scadenzetemporali obbligate; l’attrazione di capitali privati; il particolare livello di emergenza. Il restante elenco di opere, di intesa con le Regioni e con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, potrà trovare giusta collocazione o in un ambito programmatico di medio e lungo periodo o in strumenti programmatici come i POR, i PON, i PAR.  L’altro elemento innovativo dell’attuale Piano infrastruttture strategiche è l’indicazione di Atti di Indirizzo su cinque distinte aree che direttamente ed indirettamente costituiscono la base portante di ogni scenario che caratterizza il rapporto tra offerta e domanda di trasporto: la gestione aeroportuale, la gestione portuale, il trasporto collettivo, l’ottimizzazione delle risorse destinate al Mezzogiorno e il controllo del territorio.

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Tutti in Piazza: Laurentino Fonte Ostiense

Posted by fidest press agency su domenica, 21 novembre 2010

Roma 25 novembre – Ore 10,00 Presidio al  EUR –  viale Civiltà  del Lavoro, 10 Davanti  Assessorato Urbanistica  La Giunta Alemanno Continua ad ignorare i problemi di Laurentino Fonte Ostiense  Le Opere Pubbliche per riqualificare il nostro quartiere vengono Cancellate ed i  soldi vengono investiti per costruire la nuova sede del Municipio a Tor Pagnotta  E questa la riqualificazione di Alemanno?   il Sindaco Inoltre Continua a proporre con la Delibera 142 di  aumentare i costi del diritto di Superficie  molto presto anche  chi ha comprato la casa popolare dovrà  pagare  il terreno al Comune a costi altissimi  Difendiamo Laurentino Fonte Ostiense

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Opere pubbliche e logiche imprenditoriali

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2010

Nei giorni scorsi abbiamo assistito all’abbattimento dell’ultimo diaframma nella Galleria Ferroviaria del San Gottardo, quella che da Milano porta a Zurigo: 1.800.000 autotreni che annualmente attraversano oggi la Svizzera saranno ridotti a metà, con recuperi economici ed ecologici corrispondenti.  A Messina incomprensibilmente qualcuno si perde a fingere di sognare un Ponte, fra due rive mobili, sul quale non si sa chi o cosa debba transitare essendo fuori dalle zone ad alta densità abitativa, anche se preziose se rese vivibili in modo da favorire il godimento di una natura eccezionale ed adeguatamente servite da trasporti adatti alla lunga distanza, generando un immenso Buco Nero che, non solo inghiottirà infinite risorse finanziarie sottratte a necessari investimenti vantaggiosi ma, dato che proprio quelle risorse non si creano né si distruggono ma si trasferiscono, le farà confluire pesantemente in mani comunque imprecise.
Anche perché la banalissima quanto fondamentale tabella seguente, che ormai si riesce a compilare solo spulciando fra le notizie delle pagine più nascoste dei quotidiani, certa in quanto numerica: più sfasci locali    andamento debito pubblico italiano in mld eurocabrio ( europa assente )
1998    1999    2000    2001    2002    2003    2004    2005    2006    2007    2008    02/2009    03/2009
1.252    1.281    1.300    1.357    1.367    1.392    1.443    1.511    1.576    1597    1.663    1.708    1.741
05/2009    08/09    10/09    11/09    12.09    01.10    2.10    3.10    4.10    5.10    6.10    7.10     8.10
1.752    1.757    1.801    1.784    1.761    1.788    1.795    1.798    1.813    1.827    1.821    1.838    1.843
Tutti sanno che nel 2008-09 è esplosa la cosiddetta crisi finanziaria alimentata dalla patologica crescita del volume di strumenti di pagamento di ogni tipo a livello mondiale, conseguente alla sottomissione culturale, quindi materiale e morale, dell’ambiente Politico a quello Economico.  Come sempre accade quando un macchina deve modificare la sua velocità, le democrazie più radicate dell’Occidente, Stati Uniti ed Inghilterra, avevano già avviato, sinergicamente dall’alto e dal basso, il processo di auto-liberazione dalla Signoria prima della crisi finanziaria, seguite dalla Germania mentre la Francia, meno sbandata delle altre, attendeva quello che sempre più appare l’attuale impulso della sua esemplare base Popolare.  L’Italia, il più importante Paese del Sud-Europa, purtroppo non sa liberarsi della Cupola Politica Bipartisan che si è impossessata del Potere Pubblico con tangentopoli e che sfrutta cinicamente a proprio personale vantaggio l’esigenza dell’Europa di mantenersi unita, continuando con la  Direzione del Monarca “sponsorizzato dai due autentici Monarchi, Vladimir Putin e Muhammar Gheddafi, che casualmente detengono i due rubinetti che per ora alimentano di Energia l’Europa, ed in particolare l’Italia priva di qualsiasi altra fonte” ( rifiuti urbani compresi ).
La Politica Economica italiana è infatti impostata sull’incoscienza di ignorare la scomparsa di milioni di miliardi di dollari conseguente alla crisi finanziaria, ed operare come se non fosse intervenuta, ricostruendo quella montagna di fumo, da cui i due missili sparati in sequenza: l’idea dei bonds della Bce ed ora quella di comprendere negli indici di Maastricht, al fine di vanificarne il valore condizionante, il Patrimonio Privato del Paese. Sottrarremo alle mele marce del Debito Pubblico, risultato di Gestioni meritevoli di Codice Penale, il Patrimonio di Brambilla, o sommeremo al valore del Lavoro di Cipputi Villa Campari ristrutturata magari con denaro pubblico?
Qualunque studente sarebbe bocciato, non rinviato ad ottobre, perché sono due operazioni parallelamente illecite, e per di più ingannevoli e menzognere in quanto non ripuliscono l’Economia ripristinandone il rapporto con la Finanza, ma alimentano l’illusione che esistano ancora volumi di para-denaro con i quali saccheggiare i Cittadini e verticalizzare la Società tramite crolli mobiliari, compromettendo non solo l’Immagine, ma la stessa solidità residua dell’Europa a tutto vantaggio di chi ha interesse a tenerla boccheggiante alla valvola del gas.
Se Barack Obama non avesse consentito la realizzazione della proposta di Sergio Marchionne sulla collaborazione Chrysler-Fiat, oggi, non domani, l’Italia si troverebbe in uno sconquasso spaventoso e difficilmente sopportabile, perché potenzialmente irreversibile per l’occupazione nell’industria dell’Auto. Un fatto di tale importanza che, dovendo essere considerato un gesto Politico enorme da parte del Governo americano a sostegno dell’Italia, non merita di essere offeso volgarizzandolo con le baruffe da osteria con le quali la misera Politica s’impegna a sfruttarlo per le sue confuse beghe da sottoscala a sostegno dell’attuale leadership governativa. Non solo. Si sta diffondendo la convinzione che non esiste una alternativa al Governo per cui noi continueremo a pagare sempre più cari, con il nostro Lavoro, gli Yacht, le Ville e le Banche poi donate agli Arabi ed ai Russi, respirando i veleni emessi dai loro carissimi combustibili minerali, però non dai nostri mini-concorrenti rifiuti urbani che, in deposito nelle città o nelle discariche, culleranno l’irrobustimento di virus e batteri, nel frattempo rilasciando gas serra e tossici che uccidono gli abitanti e ci ridicolizzano di fronte al Mondo. Pierpaolo  Benni in sintesi)

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Opere pubbliche? Oggi è possibile farle a costo zero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 ottobre 2010

Arezzo (Via Roma 2) 21 ottobre, ore 9,15, presso la sede di Confindustria convegno  organizzato dalla Sezione ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) di Confindustria Arezzo e da OICE (Associazione delle organizzazioni di ingegneria, architettura e di consulenza tecnico-economica) in collaborazione con ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani).
“I tagli dei trasferimenti statali ai Comuni ed i vincoli del Patto di stabilità interno, riducono drasticamente la possibilità per le Amministrazioni locali di intervenire con investimenti diretti per lo sviluppo del territorio – dice Giuseppe Fabozzi (Presidente ANCE Arezzo e membro del Comitato Tecnico Nazionale Infrastrutture, Logistica e Mobilità di Confindustria, che ha l’importante compito di analizzare e approfondire le problematiche rientranti nella propria area di attività allo scopo di supportare la Presidente Marcegaglia, il Consiglio Direttivo e la Giunta nelle loro decisioni) – le Amministrazioni sono pertanto chiamate a misurarsi nel reperire i fondi necessari allo sviluppo ottimizzando la gestione finanziaria e patrimoniale e anche, in modo sempre più positivamente sperimentato, sfruttando in modo consapevole le diverse forme di collaborazione con gli attori economici, finanziari e istituzionali del territorio. Nel corso del convegno saranno presentati e confrontati i vari strumenti a disposizione delle Amministrazioni evidenziandone le caratteristiche operative, normative ed i vantaggi – spiega Fabozzi – il seminario rappresenta dunque un’occasione per comprendere le potenzialità degli strumenti a disposizione per collaborare con il settore privato”.
L’incontro verrà introdotto da Giovanni Inghirami (Presidente di Confindustria Arezzo) e da Giuseppe Fabozzi. Seguiranno gli interventi di: Roberto Giovannini (Anci Servizi) “Project Financing e confronto con altri strumenti di PPP”; Massimo Ricchi (Unità Tecnica Finanza di Progetto presso il CIPE) “Come si deve organizzare la PA per lanciare una operazione di PPP sul mercato”; Letizia Rigato (Madruzza & Associati) “Quando utilizzare i Fondi Immobiliari per lo sviluppo locale”; Andrea Albensi (Area Legale Assilea) “Leasing  pubblico: evoluzione e prospettive del mercato” e Franco Cavallaro (Vicepresidente OICE) “Attività propedeutiche per avviare un progetto in PPP”. Le conclusioni sono affidate a Paolo Buzzetti (Presidente ANCE).

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Opere pubbliche bloccate in Regione Lazio

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 settembre 2010

Oltre 180 progetti per la realizzazione d’impianti ad energia pulita tra parchi eolici e fotovoltaici, decine di cave, strade e parcheggi, porti e discariche, metanodotti e stabilimenti industriali, in maggioranza realizzati da società private con capitali propri sono bloccati in Regione Lazio in attesa dell’ok necessario per l’apertura dei cantieri. Le opere non riescono a vedere la luce perché il Dipartimento Territorio, da cui dipende l’ufficio deputato al rilascio della Valutazione d’impatto ambientale, ritarda l’istruttoria.”Siamo di fronte – ha detto Roberto Soldà vicepresidente dell’Italia dei Diritti – ad un’amministrazione disattenta ai temi che riguardano l’ambiente e che, invece di fare da volano ad iniziative meritevoli che vanno incontro alle esigenze reali dei cittadini, si mette di ostacolo nella realizzazione di opere ed impianti che sarebbero di grande beneficio per tutta la regione”. La sostanza del problema è che progetti che potrebbero far ripartire l’economia laziale, produrre sviluppo e occupazione a costo zero per la Regione e per i cittadini, si lasciano chiusi in un cassetto senza che gli si dia una risposta, provocando oltretutto il disappunto e la preoccupazione delle aziende che hanno fin qui investito somme di denaro importanti. “Quando si parla di tematiche ambientali – ha concluso l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – le persone si dovrebbero sciacquare la bocca, e quello che sta accadendo in Regione ne è l’ennesima dimostrazione. Non si può essere ambientalisti solo con le parole, c’è bisogno di fatti. Certe occasioni andrebbero colte al volo e non fatte affossate da lungaggini burocratiche e da una scarsa attenzione”.

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