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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘opere’

Dl semplificazioni: sicurezza sul lavoro e velocizzazione opere”

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 maggio 2021

“Grazie all’iniziativa del Partito Democratico siamo riusciti a tenere insieme la velocizzazione delle opere indispensabile per far ripartire il Paese con la tutela della sicurezza dei lavoratori e della legalità. In particolare voglio esprimere la mia soddisfazione per l’inserimento della tanto attesa clausola di condizionalità per l’occupazione femminile e under 36 e il blocco ad una liberalizzazione selvaggia dei subappalti. Si tiene quindi insieme, attraverso una giusta transizione, la convenzione economica dell’appalto e la sicurezza sul lavoro. L’Italia riparte.” E’ quanto dichiarato da Alessia Rotta (Pd), presidente della commissione Ambiente alla Camera dei Deputati sul Dl semplificazioni.

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Selezione di opere del Maestro Cesare Paolantonio

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Mantova dal 30 gennaio al 18 febbraio 2021 presso la Galleria “Arianna Sartori” nella sala di via Ippolito Nievo 10, sarà presentata una interessante selezione di opere del Maestro Cesare Paolantonio. Cesare Paolantonio nasce a Monza (MI) nel 1937.Conseguito il diploma al Liceo Artistico di Milano, ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Brera sotto la guida del Prof. Aldo Carpi.A Venezia un corso di specializzazione di incisione all’acquaforte “Tono Zancanaro”. Ha per qualche tempo frequentato lo studio di Bruno Mantovani e quello del pittore d’arte sacra Luigi Filocamo.Dal 1955 ha iniziato a dipingere per conto proprio, prima nello studio di Sesto San Giovanni e poi a Milano dove prosegue la sua intensa attività di artista.Dal 1981 al 1999 è collaboratore artistico al quotidiano “Il Sole 24 Ore” – inserto domenicale.Negli ultimi anni si trasferisce a Gromo (BG) in alta Val Seriana dove continua la sua attività. Si spegne a Piario il 4 agosto 2015. Orario dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30. Chiuso festivi.

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“Il ministero dell’Ambiente finanzia le opere per mettere in sicurezza la Lombardia”

Posted by fidest press agency su domenica, 17 gennaio 2021

“Il Piano nazionale di interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico, oltre 262 milioni di euro per 119 interventi in 19 Regioni, fortemente voluto dal governo e dal ministero dell’Ambiente, permetterà di realizzare in Lombardia tredici interventi mirati per la tutela del suolo e delle acque. Il tutto grazie ad un investimento di circa ventisette milioni di euro” lo annuncia Massimo De Rosa, capogruppo del Movimento Cinque Stelle in Regione Lombardia e punto di riferimento all’interno del Team Ambiente pentastellato. “Mentre gli irresponsabili mandano in crisi il Paese vaneggiando di opere inutili, il Movimento Cinque Stelle apre i cantieri per la sicurezza dei nostri territori. La lotta al dissesto idrogeologico è la grande opera che serve all’Italia, per questo è stato realizzato un piano nazionale dal 260milioni di euro. Di questi 27 saranno destinati alla Lombardia. Con la stessa legge, ai presidenti di Regione vengono conferiti poteri straordinari che riducono del 40% i tempi. Lo Stato anticiperà ai comuni il 30% della spesa, in modo da permettere l’attivazione di tutta la procedura per la messa in opera del cantiere. Insomma non ci sono più scuse per la Giunta Fontana. Speriamo che nonostante tutte le difficoltà che ne hanno segnato il percorso, questa amministrazione regionale riesca a utilizzare queste risorse per il bene dei territori” conclude De Rosa.

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Al Maestro Arlia il compito di valorizzare le opere inedite del compositore Francesco Cilea

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

Il Maestro Filippo Arlia avrà il prestigioso compito di procedere alla valorizzazione delle opere inedite del compositore calabrese Francesco Cilea. Il Maestro Arlia, pianista e direttore d’orchestra di fama internazionale, si occuperà, coadiuvato da Raffaele Cacciola titolare della casa editrice ESPM Musica , della catalogazione e della valutazione dei manoscritti, degli spartiti, delle partiture e delle bozze costituenti il materiale a suo tempo donato alla Città di Palmi dal Maestro Cilea e custodito presso la Casa della Cultura “Leonida Repaci”. Il Maestro Arlia si è detto onorato di assumere un incarico così prestigioso: “Francesco Cilea – ha commentato – è stato un grandissimo compositore, interpretato da tenori come Enrico Caruso, primo interprete del Lirico di Milano, fino a Pavarotti con l’Arlesiana. È una grande emozione poter valorizzare e divulgare il suo patrimonio musicale ancora inedito”. La delibera “Tutela e valorizzazione del patrimonio inedito del Maestro Francesco Cilea di proprietà comunale. Iniziative e direttive”, approvata dalla Giunta del Comune di Palmi lo scorso 11 novembre, rientra nell’ambito del progetto culturale “La Città di Palmi e la Musica – una nuova cultura integrata”. Filippo Arlia dichiara: “Nella Casa della Cultura di Palmi ci sono centinaia di numeri di catalogo del Maestro Cilea, tra cui composizioni cameristiche, per orchestra da camera, per pianoforte, per violoncello e addirittura opere liriche inedite come la Tilda. Un patrimonio del genere, al giorno d’oggi, é inestimabile, considerando che il repertorio della musica classica é ormai completamente esaurito e sperimentato. Un plauso é da rivolgere all’amministrazione comunale, che con intelligenza e competenza vuole valorizzare questo patrimonio portandolo alla luce”. Agenzia giornalistica 9Colonne

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Opere pubbliche e sblocco cantieri

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2020

“L’Italia è in attesa che questa maggioranza riesca a trovare al suo interno una quadra così da far ripartire i numerosi cantieri bloccati da mesi. Le opere strategiche promesse nello “Sblocca cantieri 2 e le nomine dei commissari decantate nelle numerose ospitate televisive da parte del ministro De Micheli, ad oggi non sono ancora avvenute. Sono più di 750 le opere pubbliche annunciate, alcune iniziate ma rimaste inconcluse e gran parte delle quali nella Regione Lazio a guida Zingaretti. Da 9 anni il Pd governa questa Nazione e dei 45 miliardi del Fas solo 9 sono stati spesi per le opere pubbliche. Questo governo non gode di alcuna fiducia e il ritardo infrastrutturale sta danneggiando lo sviluppo economico e produttivo nazionale”. Così i deputati di Fratelli d’Italia Marco Silvestroni e Mauro Rotelli nel corso del question time al ministro dei Trasporti Paola De Micheli.

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Dopo 2500 anni: le opere di ingegneria militare sono ancora visibili

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 novembre 2020

La contrada Ferla si trova in Sicilia, nella provincia di Trapani e nel territorio del comune di Mazara del Vallo e si estende sul lato ovest del fiume Mazaro. La contrada Ferla é una vasta area ricca di cave di tufo, di insediamenti del periodo neolitico, di tracce di successivi insediamenti romani e di molto altro ancora.Tutta la zona archeologica è poco conosciuta e non è stata mai valorizzata sia dagli archeologi sia dalle amministrazioni Comunali e Regionali al fine d’ incrementare il turismo culturale in quest’area..Ma in questa contrada vi sono ancora i resti di ben tre valli difensivi, opere di ingegneria militare realizzate nel 409 a.C.Sono ostacoli ”da battaglia” , realizzati per fermare la cavalleria nemica e costituiti da due lunghi muri paralleli, posti a breve distanza gli uni dagli altri, in modo da fermare il galoppo della cavalleria e far disarcionare i cavalieri, per poi colpirli ed ucciderli caduti a terra fra i due muri del vallo.Le immagini satellitari ci mostrano ancora i loro resti, resti di queste opere di ingegneria militare realizzate quasi 2500 anni fa..Vi sono quattro sbarramenti, di diverse lunghezze: il maggiore supera i 300 metri ed è ancora ben visibile.Ma non solo.. Pare affiorare anche il muro di protezione di un possibile accampamento di grandi dimensioni a forma rettangolare. Ricordiamo che Annibale Magone venne eletto dal senato cartaginese come comandante degli eserciti e governatore dell’Epicrazia punica della Sicilia nel 411 a.C. Egli era desideroso di vendicare il nonno Amilcare, sconfitto e ucciso durante Battaglia di Imera ( la Termini Imerese di oggi ) da parte dei Greci sicelioti nel 480 a.C.Nei primi mesi dell’anno 409 Annibale approdò presso l’attuale Marsala, che grazie alla sua posizione di guardia tra Mediterraneo e Tirreno, fu inizialmente un avamposto cartaginese. Nel mese di Aprile con falsi pretesti, Annibale marciò con l’esercito, verso la città di Selinunte con l’intento di assediarla per aiutare Segesta, sua alleata, e rivale di Selinunte.La battaglia di Selinunte fu una battaglia campale della seconda guerra greco-punica che si svolse nell’aprile del 409 a.C. che durò circa dieci giorni.Le forze in campo erano impari: Annibale poteva contare su circa 40mila soldati mentre i Siracusani e Selinuntei solo su circa 25mila uomini armati.Le perdite per i Selinunte furono ingenti: Diodoro Siculo narra di 16mila morti e di oltre 6mila prigionieri.Senza ulteriori rinforzi, la città fu facilmente quindi presa e distrutta.La popolazione di Selinunte fu in gran parte massacrata.Nel maggio dello stesso anno 409 a.C. Annibale pose anche un assedio a Imera , l’odierna Termini Imerese ove sconfisse i rinforzi di Siracusa al comando di Diocle.Selinunte, in tempi successivi, fu ricostruita ma non raggiunse mai lo splendore precedente la sua distruzione del 409 a.C.Ancora oggi, quasi duemila e cinquecento anni dopo la vittoria di Annibale, percorrendo la campagna della contrada Ferla, si possono trovare, affioranti fra il terreno, ceramiche dell’età del bronzo, ed altri frammenti di antiche popolazioni.. https://youtu.be/hPczKDvev-M

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Fino al 12 dicembre 2020, le opere di Giorgio Griffa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2020

Verona. Nuova sede di Kromya Art Gallery a Verona è aperta al pubblico per visite individuali. Nel rispetto del Dpcm del 3 novembre 2020, i collezionisti potranno accedere ai locali della galleria di via Oberdan n. 11c, a poca distanza dall’Arena. Il percorso espositivo comprende una ventina di dipinti, sia su tela che su carta, realizzati dagli anni Settanta agli anni Duemila. Testimonianza dei differenti cicli pittorici che, senza susseguirsi l’un l’altro, si intrecciano e sovrappongono accentuando l’a-temporalità del dettato pittorico di Giorgio Griffa.«Voce torinese della stagione analitica della pittura italiana – scrive il critico d’arte Matteo Galbiati – e rappresentante di spicco di quella tendenza che alla fine degli anni Sessanta ha impegnato alcuni giovani di allora a riflettere sui temi intrinseci proprio al linguaggio pittorico, Griffa ha, come gli altri artisti della sua generazione che si sono mossi in questa direzione, affermato un originalissimo codice espressivo basato su un corollario di segni-gesti primari, ma anche di simboli e codici, che lasciano sospesa la scrittura pittorica nel vuoto della tela grezza. Privato del telaio e liberato nello spazio il supporto del colore, il “quadro” perde la propria oggettualità e ritrova una differente potenzialità espressiva in dialogo anche con il luogo che lo accoglie, accedendo ad una nuova fenomenologia che dichiara la sua natura. La poesia cromatica di Griffa svolge con coerenza una narrazione che cerca lo spazio per affermare le memorie della pittura in un racconto lasciato quasi sempre indeterminato nel suo apparire e nel suo compiersi: il gesto evoca la forza e l’energia – fisica e mentale – che lo ha prodotto, ma ritrae sempre la volontà di rappresentare una pittura statica e ferma, ma sempre carica di tensioni e in costante divenire». La nuova sede di Kromya Art Gallery è aperta al pubblico da martedì a sabato con orario 10.00-12.30 e 15.30-19.00. Nel rispetto della normativa vigente, gli accessi sono contingentati ed è richiesto l’uso di dispositivi di protezione individuale.

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Opere idrauliche e fragilità del territorio

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Gli eventi atmosferici delle scorse settimane hanno confermato la crescente fragilità del territorio italiano davanti ai cambiamenti climatici, causa di danni a campagne e centri urbani per decine di milioni di euro, senza contare l’incommensurabile perdita di vite umane. A ciò si accompagna il paradosso di una stagione siccitosa in ampie zone del Paese.È necessario ed urgente, quindi, agire sulle infrastrutture idrauliche a servizio del territorio per migliorarne la gestione “delle” e “dalle” acque. Per questo, in considerazione delle straordinarie opportunità offerte dal Recovery Fund ed in vista dei prossimi impegni in Europa del Premier, Giuseppe Conte e della successiva Legge di Bilancio. (fonte Anbi)

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50 anni di opere dell’artista Giorgio Chiesi “Del remare contro“

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

Argenta (Fe). Giorgio Chiesi mostra personale dall’11 settembre al 18 ottobre 2020 presso il Mercato centro culturale arte contemporanea in piazza Marconi 1 saranno in mostra significative opere degli ultimi 50 anni di produzione di Giorgio Chiesi.
Artista di origini reggiane (Felina RE) trascorse la sua giovinezza artistica a Milano dove da fine degli anni ’70 fece parte dell’elite artistica milanese e italiana.Amico di Gianfranco Ferroni, Giuseppe Migneco, Ibrahim Kodra, ebbe modo di conoscere e frequentare tutti gli artisti orbitanti su Milano, come Gianni Dova, Aligi Sassu, Ennio Morlotti, Bruno Cassinari, Ernesto Treccani. Orbitanti su Firenze come Antonio Bueno, Vinicio Berti e orbitanti su Roma come Renzo Vespignani, Ennio Calabria, Franco Mulas e Jose Ortega.
L’11 settembre alle ore 21 vi sarà l’inaugurazione presente l’artista con presentazione di Michele De Palo e testo critico di Clelia Antolini. Questa personale rappresenta un importante evento in grado di evidenziare tra le migliori opere di 50 anni di attività artistica.L’ingresso è libero e gli orari sono: martedì e mercoledì 9-13 giovedì venerdì e sabato 9-13 15.30-18.30 domenica 15.30-18.30 Per la fiera di Argenta (12 e 13 settembre) apertura straordinaria 14-24 E’ possibile, previo appuntamento, visitare direttamente lo studio di Giorgio Chiesi a Busseto https://g.page/giorgiochiesiartista

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Piera Ventre: Sette opere di misericordia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2020

Napoli, giugno 1981. La casa è nel cimitero della città. Una città che è a stento in piedi, piena di puntelli, intelaiata di tubi Innocenti aggrappati al tufo, di palazzi vacillanti e inabitati dove l’oscurità e l’umido la fanno da padroni. Cristoforo Imparato fa il custode del cimitero. Il vetro al posto dell’occhio che una scheggia di granata si è portato via, non è stato sempre un camposantiere. Impiegato in una tipografia, era riuscito ad avere persino un paio di stanzucce a Materdei, un quartiere al centro della città. Ma poi, fallita la tipografia, l’esistenza sua, e di Luisa, Rita e Nicola, la moglie e i figli, si è arrevutata, come dice lui. Cosí, Cristoforo ha scavato un fosso nel dispiacere tumulandoci qualsiasi sconforto subíto e inflitto. A casa Imparato trovano un giorno asilo Rosaria, una ragazza amica di Rita che, rimasta incinta, non sa se ammantare di menzogna il suo sbaglio, e Nino, il giovane dal nome corto, il figlio del compare di nozze di Cristoforo e Luisa, ospite a Napoli prima di trasferirsi in Germania. Nino fa amicizia con Nicola, il bambino di casa, gli chiede le cose sulla luna, vuole guardare col suo telescopio, poi un giorno scompare, lasciando un cardillo e una caiòla per donna Luisa, «per le sue cortesie, e per il disturbo».Che misericordia e castigo siano cosí intrecciati da confondersi è la cruda verità che travolge casa Imparato in quell’estate del 1981, l’estate in cui Alfredino Rampi cade nel pozzo a Vermicino e la salvezza del bambino è invano attesa «come la nascita di un Cristo Redentore».Splendida conferma del talento di Piera Ventre, Sette opere di misericordia è uno dei romanzi piú importanti mai apparsi su un periodo cruciale della nostra storia recente, quello in cui una città – la Napoli post-terremoto – e il paese intero si misurarono con la perdita dell’innocenza.Collana: Bloom Pagine: 416 Prezzo ebook: €9,99 Prezzo cartaceo: €19,00
Piera Ventre è nata a Napoli nel 1967. Laureata in Logopedia presso l’Università degli studi di Pisa, è specializzata come Assistente alla comunicazione. Socia ordinaria e Consigliera dell’Associazione di promozione sociale Comunico, collabora con le scuole di Livorno, città in cui vive dal 1987. Ha pubblicato testi brevi in raccolte antologiche e siti letterari. Nel 2011 la raccolta di racconti Alisei (Edizioni Erasmo) ha avuto una segnalazione della giuria al Premio Renato Fucini.

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Piera Ventre: Sette opere di misericordia

Posted by fidest press agency su sabato, 21 marzo 2020

Napoli, giugno 1981. La casa è nel cimitero della città. Una città che è a stento in piedi, piena di puntelli, intelaiata di tubi Innocenti aggrappati al tufo, di palazzi vacillanti e inabitati dove l’oscurità e l’umido la fanno da padroni. Cristoforo Imparato fa il custode del cimitero. Il vetro al posto dell’occhio che una scheggia di granata si è portato via, non è stato sempre un camposantiere. Impiegato in una tipografia, era riuscito ad avere persino un paio di stanzucce a Materdei, un quartiere al centro della città. Ma poi, fallita la tipografia, l’esistenza sua, e di Luisa, Rita e Nicola, la moglie e i figli, si è arrevutata, come dice lui. Cosí, Cristoforo ha scavato un fosso nel dispiacere tumulandoci qualsiasi sconforto subíto e inflitto. A casa Imparato trovano un giorno asilo Rosaria, una ragazza amica di Rita che, rimasta incinta, non sa se ammantare di menzogna il suo sbaglio, e Nino, il giovane dal nome corto, il figlio del compare di nozze di Cristoforo e Luisa, ospite a Napoli prima di trasferirsi in Germania. Nino fa amicizia con Nicola, il bambino di casa, gli chiede le cose sulla luna, vuole guardare col suo telescopio, poi un giorno scompare, lasciando un cardillo e una caiòla per donna Luisa, «per le sue cortesie, e per il disturbo».Che misericordia e castigo siano cosí intrecciati da confondersi è la cruda verità che travolge casa Imparato in quell’estate del 1981, l’estate in cui Alfredino Rampi cade nel pozzo a Vermicino e la salvezza del bambino è invano attesa «come la nascita di un Cristo Redentore».Splendida conferma del talento di Piera Ventre, Sette opere di misericordia è uno dei romanzi piú importanti mai apparsi su un periodo cruciale della nostra storia recente, quello in cui una città – la Napoli post-terremoto – e il paese intero si misurarono con la perdita dell’innocenza.Collana: Bloom Pagine: 416 Prezzo: €19,00
Piera Ventre è nata a Napoli nel 1967. Laureata in Logopedia presso l’Università degli studi di Pisa, è specializzata come Assistente alla comunicazione. Socia ordinaria e Consigliera dell’Associazione di promozione sociale Comunico, collabora con le scuole di Livorno, città in cui vive dal 1987. Ha pubblicato testi brevi in raccolte antologiche e siti letterari. Nel 2011 la raccolta di racconti Alisei (Edizioni Erasmo) ha avuto una segnalazione della giuria al Premio Renato Fucini.

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Mostra di sei opere

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 febbraio 2020

Roma 3 marzo 2020 ore 18.00 Fino all’8 marzo 2020 Canova 22 Via Antonio Canova 22 Le mutevoli forme del classico – disegnare il contemporaneo Mostra delle opere Lucilla Monardi, Argenzia Gallotta, Gabriele Savi, Giada Reggio, Maria Starace, Antonio Schiavo
A cura di Franz Prati.All’interno degli spazi dedicati al workshop, un gruppo di giovani ha dato vita ad un laboratorio artistico connotato da una coinvolgente atmosfera creativa, guidati dall’esperienza del tutor Franz Prati. Il processo creativo ha preso le mosse da una particolare lettura dell’arte canoviana, ognuno partendo da un punto di vista per lo più inedito che ha permesso di esprimere al meglio l’originalità di ciascuna proposta, nel clima di una collettività condivisa tra personalità variegate, con esperienze che vanno dall’architettura all’arte e provenienti da città diverse: Genova, Matera, Rimini, Foligno e Roma. I progetti pensati per lo spazio in cui saranno esposte hanno diversamente coniugato il legame sottile che si stabilisce tra classico e contemporaneo.
Il lavoro è iniziato con un’elaborazione, proposta dal tutor, di una serie di esempi della storia dell’arte contemporanea (da Dalì a Picasso, da Twombly a Kiefer) dove il rapporto tra classico e contemporaneo costituisce l’elemento caratterizzante. Alla luce di questo presupposto con un riferimento diretto all’opera del Canova, i giovani artisti hanno condotto il loro lavoro con l’obbiettivo di tradurre nel linguaggio contemporaneo la grande lezione del classico.
E così Lucilla Monardi lavora su una rilettura della “Maddalena Penitente”; Argenzia Gallotta impagina in un paesaggio metafisico frammenti canoviani; Gabriele Savi riconsegna l’immagine della Fornace in una sorta di wunder kammer; Giada Reggio dà forma ad un’opera-reperto in un fitto montaggio di elementi ritrovati; Maria Starace sovrappone in una figura duplicata l’immaginario del Piranesi e del Canova; Antonio Schiavo restituisce nel rapporto figura e sfondo la classicità del moderno miesiano con le forme canoviane.

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Libro. Aldo Buzzi: Tutte le opere

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 febbraio 2020

In libreria dal 3 febbraio. Dal Taccuino dell’aiuto-regista a Parliamo d’altro, passando per l’ormai proverbiale L’uovo alla kok, tornano finalmente in libreria, per la prima volta raccolte in un unico volume, tutte le opere di Aldo Buzzi (1910- 2009), amatissimo “maestro nascosto” della nostra letteratura. Condotta sulle carte dell’archivio personale di Buzzi, questa edizione comprende un’ampia scelta di scritti rari o inediti, una cronologia della vita e delle opere, e un’introduzione firmata da Antonio Gnoli. Un percorso lungo quasi un secolo, affascinante e inafferrabile, che mescola con apparente noncuranza appunti di viaggio, riflessioni gastronomiche e memorie autobiografiche. Eclettico, (auto)ironico, imprevedibile, Buzzi conduce il lettore dalla Roma cinematografica di Fellini e Lattuada alla New York dell’amico Saul Steinberg, dalla Russia di Cechov all’Italietta carducciana, in un montaggio serrato di tempi, luoghi, persone e stati d’animo.(fonte: la nave di Teseo)

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Libro: Aldo Buzzi “Tutte le opere”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 gennaio 2020

Uscita prevista: 3 febbraio. Dal Taccuino dell’aiuto-regista a Parliamo d’altro, passando per l’ormai proverbiale L’uovo alla kok, tornano finalmente in libreria, per la prima volta raccolte in un unico volume, tutte le opere di Aldo Buzzi (1910- 2009), amatissimo “maestro nascosto” della nostra letteratura. Condotta sulle carte dell’archivio personale di Buzzi, questa edizione comprende un’ampia scelta di scritti rari o inediti, una cronologia della vita e delle opere, e un’introduzione firmata da Antonio Gnoli. Un percorso lungo quasi un secolo, affascinante e inafferrabile, che mescola con apparente noncuranza appunti di viaggio, riflessioni gastronomiche e memorie autobiografiche. Eclettico, (auto)ironico, imprevedibile, Buzzi conduce il lettore dalla Roma cinematografica di Fellini e Lattuada alla New York dell’amico Saul Steinberg, dalla Russia di Cechov all’Italietta carducciana, in un montaggio serrato di tempi, luoghi, persone e stati d’animo. collana i Venti – poesia (La Nave di Teseo Editore)

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Aldo Buzzi: Opere

Posted by fidest press agency su martedì, 14 gennaio 2020

Uscita prevista: 30 gennaio. Dal Taccuino dell’aiuto-regista a Parliamo d’altro, passando per l’ormai proverbiale L’uovo alla kok, tornano finalmente in libreria, per la prima volta raccolte in un unico volume, tutte le opere di Aldo Buzzi (1910- 2009), amatissimo “maestro nascosto” della nostra letteratura. Condotta sulle carte dell’archivio personale di Buzzi, questa edizione comprende un’ampia scelta di scritti rari o inediti, una cronologia della vita e delle opere, e un’introduzione firmata da Antonio Gnoli.Un percorso lungo quasi un secolo, affascinante e inafferrabile, che mescola con apparente noncuranza appunti di viaggio, riflessioni gastronomiche e memorie autobiografiche. Eclettico, (auto)ironico, imprevedibile, Buzzi conduce il lettore dalla Roma cinematografica di Fellini e Lattuada alla New York dell’amico Saul Steinberg, dalla Russia di Čechov all’Italietta carducciana, in un montaggio serrato di tempi, luoghi, persone e stati d’animo. collana i Venti – poesia. Editore: La nave di Teseo

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30 nuove opere artistiche dedicate a David Bowi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 gennaio 2020

Roma 11 gennaio 2020 al Largo Venue (Via Biordo Michelotti, 2) un’esposizione di trenta opere ispirate all’Uomo delle Stelle e realizzate dagli artisti di AIR (Aerografisti Italiani Riuniti) sarà il fiore all’occhiello della David Bowie Glam Night by BowieNext, il primo grande evento romano dedicato a David Bowie. Dalle ore 20,30 alla chiusura della serata, sarà possibile ammirare, in alcuni spazi dedicati all’esposizione, le opere artistiche create dagli artisti di AIR – Aerografisti Italiani Riuniti con le opere dei maestri RENATO CASARO – il più famoso artista al mondo nell’illustrazione cinematografica e autore della locandina italiana del film FURYO e MARIO ROMANI – illustratore della copertina di un volume sulla vita di Madonna.In occasione dell’evento DAVID BOWIE GLAM NIGHT dell’11 gennaio al LARGO VENUE alcuni artisti di AIR daranno vita ad una mostra di opere ispirate alla vita artistica e musicale di DAVID BOWIE, raccontando attraverso i colori il suo indimenticabile percorso. Saranno esposte circa 30 opere realizzate ad aerografo e tecnica mista, e durante la serata alcuni artisti di AIR si esibiranno live nella realizzazione di ritratti di David Bowie e di un body painting. Gli artisti AIR che ad oggi, con entusiasmo, hanno dato la loro adesione, provengono da tutta Italia e sono: Enrico Bertagnoli (Verona): Catia Trovarelli (Perugia); Cristina Taverna (Torino); Danilo Vadori (Torino); Francesca Cinquegrana (Latina); Giorgio Guazzi (Modena); Mario Romani (Ravenna); Arianna Fugazza (Ferrara); Deborah Trentin (Trento); Katia Gentile (Bari); Mita Procopio (Milano); Fabia Frozza (Treviso); Alessandro Cosentino (Roma); Frank Fabio Franchini (Voghera); Claudio Mazzi (Modena); Mike Tamas (Budapest, Ungheria); Albertina Lodi (Modena);Elisa Ruberti (Verona); Maria Principessa (Rieti) (Prezzo Biglietto: 15 euro)

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Aldo Buzzi: Opere

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 dicembre 2019

Uscita prevista: 30 gennaio. Dal Taccuino dell’aiuto-regista a Parliamo d’altro, passando per l’ormai proverbiale L’uovo alla kok, tornano finalmente in libreria, per la prima volta raccolte in un unico volume, tutte le opere di Aldo Buzzi (1910- 2009), amatissimo “maestro nascosto” della nostra letteratura. Condotta sulle carte dell’archivio personale di Buzzi, questa edizione comprende un’ampia scelta di scritti rari o inediti, una cronologia della vita e delle opere, e un’introduzione firmata da Antonio Gnoli. Un percorso lungo quasi un secolo, affascinante e inafferrabile, che mescola con apparente noncuranza appunti di viaggio, riflessioni gastronomiche e memorie autobiografiche. Eclettico, (auto)ironico, imprevedibile, Buzzi conduce il lettore dalla Roma cinematografica di Fellini e Lattuada alla New York dell’amico Saul Steinberg, dalla Russia di Čechov all’Italietta carducciana, in un montaggio serrato di tempi, luoghi, persone e stati d’animo. collana i Venti – poesia. (fonte: la nave di Teseo)

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Le opere di Giuseppe Capogrossi alla Galleria Nazionale

Posted by fidest press agency su sabato, 28 settembre 2019

Roma Sabato 5 ottobre 2019 ore 9.30 ingresso libero Sala Via Gramsci (ingresso da Via Gramsci 69). La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea in collaborazione con l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo ha promosso un progetto di ricerca sulla conservazione, restauro ed analisi delle tecniche e dei materiali costitutivi di tre dipinti del periodo astratto di Giuseppe Capogrossi, la Superficie 207 del 1957, la Superficie 538 del 1961 e la Superficie 553 del 1965, appartenenti all’importante corpus di opere dell’artista conservato presso il Museo. Questo progetto viene oggi presentato in occasione di una giornata di studi dedicata, per raccontare al pubblico, non solo di studiosi e addetti ai lavori, il percorso critico e conservativo svolto nel corso di circa due anni di ricerche. Lo studio intrapreso è stato un vero e proprio lavoro corale portato avanti da numerose Istituzioni che con entusiasmo hanno messo in campo le proprie risorse e competenze.La collezione Capogrossi presente alla Galleria Nazionale è composta da trentotto opere, sono dipinti, opere su carta e arazzi, appartenenti sia alla prima fase figurativa, sia al periodo non figurativo, del quale la Galleria possiede trentuno opere.Giuseppe Capogrossi, dopo il secondo conflitto mondiale, è stato tra i primi artisti italiani ad attuare una profonda trasformazione del linguaggio artistico, con l’abbandono del figurativo e l’invenzione di un “segno” astratto personalissimo, che lo contraddistingue e ne ha consacrato l’affermazione internazionale. Il progetto di ricerca ha interessato un’approfondita campagna diagnostica, accuratamente documentata da immagini fotografiche, volta ad identificare la modalità operativa della sua produzione astratta ed i materiali pittorici maggiormente utilizzati. La comunità scientifica coinvolta, partner del progetto, è rappresentata dal Dipartimento di Chimica dell’Università La Sapienza di Roma, dal Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università degli Studi di Pisa, dall’Istituto di Cristallografia del CNR di Roma, dall’Istituto di Metodologie Chimiche ISB-CNR e dalla Scuola di Conservazione e Restauro (DISPeA) dell’Università di Urbino. Le numerose indagini scientifiche effettuate sono state in parte finanziate dal nodo italiano della infrastruttura di ricerca E-RIHS (European Research Infrastructure for Heritage Science). Il progetto di ricerca è risultato vincitore della call di accesso ai laboratori MO-LAB e FIXLAB del 2017 (www.erihs.it).

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Europa creativa: sì a mobilità degli artisti e circolazione delle opere

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

Strasburgo Il Parlamento europeo ha votato per raddoppiare il bilancio 2021-2027 del programma Europa creativa, per una migliore circolazione internazionale delle opere e sostenere la mobilità degli artisti.Il testo, approvato con 501 voti a favore, 51 contrari e 42 astensioni, è inoltre incentrato sulla promozione delle tecnologie digitali nel settore creativo.Il Parlamento sostiene una maggiore mobilità degli artisti, incoraggiando fortemente gli scambi transfrontalieri di creativi e artisti, anche attraverso programmi comuni di residenza. I settori dell’editoria, del cinema, della musica, dei festival, del patrimonio culturale e dell’architettura beneficeranno di diverse azioni finanziate nell’ambito di questo programma.I deputati ribadiscono l’importanza di coinvolgere un pubblico giovane, soprattutto per promuovere l’utilizzo di opere audiovisive attraverso canali legali. Anche l’alfabetizzazione mediatica è una delle priorità del programma, con i membri della commissione per la cultura e istruzione che insistono sul suo contributo per lo sviluppo di un pensiero critico.Anche i professionisti dei nuovi media dovrebbero beneficiare del programma.La relatrice Silvia Costa (S&D, IT) ha dichiarato: “Ho voluto rafforzare tre aree: il valore intrinseco della cultura, la mobilità degli artisti e degli operatori culturali e lo sviluppo di una narrazione sulle radici comuni europee e la diversità”.Ha poi aggiunto: “I talenti europei – specialmente le giovani generazioni – dovrebbero poter muoversi liberamente e far circolare le loro opere, avere la possibilità di lavorare su coproduzioni ed essere ulteriormente sostenuti, a fronte dell’attuale mancanza di fondi che causa una grande perdita di opportunità”.

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“Si restituiscano alle famiglie ebree le opere trafugate dai nazisti”

Posted by fidest press agency su sabato, 26 gennaio 2019

Firenze. Si è tenuto presso l’Auditorium Vasari degli Uffizi per il Giorno della Memoria un incontro con studiosi e la presidente Ucei Noemi di Segni.
Durante gli anni della seconda guerra mondiale sono state “tantissime le opere d’arte trafugate dai nazisti, non solo a musei, ma anche a famiglie e sinagoghe: stiamo parlando di centinaia di migliaia di pezzi, spesso depredati mentre si destinavano i legittimi proprietari a morire nei campi di concentramento. È un tema importante e doloroso, taciuto troppo a lungo: oggi vogliamo togliere il velo anche a questo grande dramma della Shoah”.
Lo ha ricordato il direttore degli Uffizi di Firenze Eike Schmidt, aprendo l’evento ‘Giorno della memoria 2019 – I sommersi e salvati nelle collezioni delle Gallerie’, tenuto oggi all’Auditorium Vasari. “I governi – ha lanciato un appello il direttore – dovrebbero istituire commissioni che si impegnino attivamente, come tra l’altro in Italia avviene già, grazie al Nucleo di Tutela dei Carabinieri: è questo il modello che speriamo altri Paesi scelgano di seguire”. All’evento hanno preso parte, oltre a studenti degli istituti toscani, storici dell’arte degli Uffizi come Claudio Di Benedetto e Simonella Condemi e la ricercatrice dell’istituto toscano della Resistenza Valeria Gallimi, la presidente delle Comunità ebraiche italiane (Ucei) Noemi Di Segni e quello dell’Aned Alessio Ducci.
Di Segni ha sottolineato che l’avere depredato le famiglie ebree dei loro tesori artistici “faceva parte di un disegno di sterminio ben preciso, che si esplicitava anche sulla dimensione del possesso, per il valore che potevano avere le collezioni, ed anche in quanto parte di una sistematica distruzione di identità, nella misura in cui l’arte è componente di una ricchezza interiore delle persone che la custodivano o la realizzavano”. La presidente dell’Ucei ha poi voluto ringraziare gli Uffizi per aver dato vita alla battaglia per far tornare il ‘Vaso di Fiori’ di Jan Van Huysum, rubato dai nazisti nel 1944, a Palazzo Pitti: “è una vicenda che abbiamo seguito e continuiamo a seguire con grande attenzione”, ha detto.

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