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Le opere di Giuseppe Capogrossi alla Galleria Nazionale

Posted by fidest press agency su sabato, 28 settembre 2019

Roma Sabato 5 ottobre 2019 ore 9.30 ingresso libero Sala Via Gramsci (ingresso da Via Gramsci 69). La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea in collaborazione con l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo ha promosso un progetto di ricerca sulla conservazione, restauro ed analisi delle tecniche e dei materiali costitutivi di tre dipinti del periodo astratto di Giuseppe Capogrossi, la Superficie 207 del 1957, la Superficie 538 del 1961 e la Superficie 553 del 1965, appartenenti all’importante corpus di opere dell’artista conservato presso il Museo. Questo progetto viene oggi presentato in occasione di una giornata di studi dedicata, per raccontare al pubblico, non solo di studiosi e addetti ai lavori, il percorso critico e conservativo svolto nel corso di circa due anni di ricerche. Lo studio intrapreso è stato un vero e proprio lavoro corale portato avanti da numerose Istituzioni che con entusiasmo hanno messo in campo le proprie risorse e competenze.La collezione Capogrossi presente alla Galleria Nazionale è composta da trentotto opere, sono dipinti, opere su carta e arazzi, appartenenti sia alla prima fase figurativa, sia al periodo non figurativo, del quale la Galleria possiede trentuno opere.Giuseppe Capogrossi, dopo il secondo conflitto mondiale, è stato tra i primi artisti italiani ad attuare una profonda trasformazione del linguaggio artistico, con l’abbandono del figurativo e l’invenzione di un “segno” astratto personalissimo, che lo contraddistingue e ne ha consacrato l’affermazione internazionale. Il progetto di ricerca ha interessato un’approfondita campagna diagnostica, accuratamente documentata da immagini fotografiche, volta ad identificare la modalità operativa della sua produzione astratta ed i materiali pittorici maggiormente utilizzati. La comunità scientifica coinvolta, partner del progetto, è rappresentata dal Dipartimento di Chimica dell’Università La Sapienza di Roma, dal Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università degli Studi di Pisa, dall’Istituto di Cristallografia del CNR di Roma, dall’Istituto di Metodologie Chimiche ISB-CNR e dalla Scuola di Conservazione e Restauro (DISPeA) dell’Università di Urbino. Le numerose indagini scientifiche effettuate sono state in parte finanziate dal nodo italiano della infrastruttura di ricerca E-RIHS (European Research Infrastructure for Heritage Science). Il progetto di ricerca è risultato vincitore della call di accesso ai laboratori MO-LAB e FIXLAB del 2017 (www.erihs.it).

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Europa creativa: sì a mobilità degli artisti e circolazione delle opere

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

Strasburgo Il Parlamento europeo ha votato per raddoppiare il bilancio 2021-2027 del programma Europa creativa, per una migliore circolazione internazionale delle opere e sostenere la mobilità degli artisti.Il testo, approvato con 501 voti a favore, 51 contrari e 42 astensioni, è inoltre incentrato sulla promozione delle tecnologie digitali nel settore creativo.Il Parlamento sostiene una maggiore mobilità degli artisti, incoraggiando fortemente gli scambi transfrontalieri di creativi e artisti, anche attraverso programmi comuni di residenza. I settori dell’editoria, del cinema, della musica, dei festival, del patrimonio culturale e dell’architettura beneficeranno di diverse azioni finanziate nell’ambito di questo programma.I deputati ribadiscono l’importanza di coinvolgere un pubblico giovane, soprattutto per promuovere l’utilizzo di opere audiovisive attraverso canali legali. Anche l’alfabetizzazione mediatica è una delle priorità del programma, con i membri della commissione per la cultura e istruzione che insistono sul suo contributo per lo sviluppo di un pensiero critico.Anche i professionisti dei nuovi media dovrebbero beneficiare del programma.La relatrice Silvia Costa (S&D, IT) ha dichiarato: “Ho voluto rafforzare tre aree: il valore intrinseco della cultura, la mobilità degli artisti e degli operatori culturali e lo sviluppo di una narrazione sulle radici comuni europee e la diversità”.Ha poi aggiunto: “I talenti europei – specialmente le giovani generazioni – dovrebbero poter muoversi liberamente e far circolare le loro opere, avere la possibilità di lavorare su coproduzioni ed essere ulteriormente sostenuti, a fronte dell’attuale mancanza di fondi che causa una grande perdita di opportunità”.

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“Si restituiscano alle famiglie ebree le opere trafugate dai nazisti”

Posted by fidest press agency su sabato, 26 gennaio 2019

Firenze. Si è tenuto presso l’Auditorium Vasari degli Uffizi per il Giorno della Memoria un incontro con studiosi e la presidente Ucei Noemi di Segni.
Durante gli anni della seconda guerra mondiale sono state “tantissime le opere d’arte trafugate dai nazisti, non solo a musei, ma anche a famiglie e sinagoghe: stiamo parlando di centinaia di migliaia di pezzi, spesso depredati mentre si destinavano i legittimi proprietari a morire nei campi di concentramento. È un tema importante e doloroso, taciuto troppo a lungo: oggi vogliamo togliere il velo anche a questo grande dramma della Shoah”.
Lo ha ricordato il direttore degli Uffizi di Firenze Eike Schmidt, aprendo l’evento ‘Giorno della memoria 2019 – I sommersi e salvati nelle collezioni delle Gallerie’, tenuto oggi all’Auditorium Vasari. “I governi – ha lanciato un appello il direttore – dovrebbero istituire commissioni che si impegnino attivamente, come tra l’altro in Italia avviene già, grazie al Nucleo di Tutela dei Carabinieri: è questo il modello che speriamo altri Paesi scelgano di seguire”. All’evento hanno preso parte, oltre a studenti degli istituti toscani, storici dell’arte degli Uffizi come Claudio Di Benedetto e Simonella Condemi e la ricercatrice dell’istituto toscano della Resistenza Valeria Gallimi, la presidente delle Comunità ebraiche italiane (Ucei) Noemi Di Segni e quello dell’Aned Alessio Ducci.
Di Segni ha sottolineato che l’avere depredato le famiglie ebree dei loro tesori artistici “faceva parte di un disegno di sterminio ben preciso, che si esplicitava anche sulla dimensione del possesso, per il valore che potevano avere le collezioni, ed anche in quanto parte di una sistematica distruzione di identità, nella misura in cui l’arte è componente di una ricchezza interiore delle persone che la custodivano o la realizzavano”. La presidente dell’Ucei ha poi voluto ringraziare gli Uffizi per aver dato vita alla battaglia per far tornare il ‘Vaso di Fiori’ di Jan Van Huysum, rubato dai nazisti nel 1944, a Palazzo Pitti: “è una vicenda che abbiamo seguito e continuiamo a seguire con grande attenzione”, ha detto.

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Presentazione ed esposizione dell’opera nelle sale della Raccolta Lercaro

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

Bologna Mercoledì 12 dicembre 2018, ore 18:30 Via Riva di Reno 57 Presentazione ed esposizione dell’opera nelle sale della Raccolta Lercaro. La Fondazione Lercaro e l’Istituto Zoni di Bologna sono liete di presentare l’esposizione, negli spazi museali della Raccolta Lercaro, della splendida tavola di Simone di Filippo Benvenuti detto “dei Crocifissi” (Bologna, 1330 ca-1399) raffigurante l’Incoronazione della Vergine.Si tratta di una tempera su tavola firmata e datata 1382, custodita dalle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret all’interno dei locali dell’Istituto Zoni di Bologna, sorto accanto alla piccola chiesa di Santa Maria Incoronata, nel tratto di mura tra Porta San Vitale e Porta San Donato.Restaurata a cura della Fondazione Lercaro dal laboratorio di Camillo Tarozzi sotto l’Alta Sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna, per gentile concessione dell’Istituto Zoni, questo piccolo ma prezioso dipinto entra ora nel percorso museale della Raccolta Lercaro per mostrarsi a tutti nella profonda delicatezza dei colori e nella ricca simbologia dei significati.
Orari di apertura museo: giovedì e venerdì, 10-13 sabato e domenica, 11-18.30
Aperto: 26 dicembre (11-18.30), 27 e 28 dicembre (10-13), 29 e 30 dicembre (11-18.30).
Chiuso: 24, 25, 31 dicembre 2018 e 1° gennaio 2019. Da giovedì 3 gennaio le aperture seguiranno nuovamente l’orario ordinario.

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Le 100 opere di Andy Warhol

Posted by fidest press agency su martedì, 4 dicembre 2018

Cortina dal 7 dicembre 2018 al 22 aprile 2019 al Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi oltre 100 opere di Andy Warhol raccontano la storia del più pungente interprete della società di massa e del consumismo, illuminante sociologo dell’America Anni ‘60: Andy Warhol Superstar.
Andrew Warhol Jr è stato non solo il più acuminato interprete della società di massa e del consumismo, folgorante sociologo dell’America Anni ‘60, ma è stato anche colui che ha saputo trasformare in arte i feticci dell’immaginario collettivo americano, anticipando l’instaurarsi del potere dei mass media.
Andy Warhol fotografo, regista, designer e illustratore, padre della Pop Art che ha trasformato in icone la Coca Cola, Elvis Presley, la Campbell’s Soup, Liz Taylor e Marilyn Monroe, il biglietto del dollaro e Jackie Kennedy.
Andy Warhol Superstar una definizione che appare scontata e che rimanda alla figura dell’artista simbolo di una New York edonista e scatenata, che diventò punto di riferimento di grandi attori e attrici, rock star, stilisti e persino politici.
La mostra con 140 opere racconta tutto il suo percorso professionale presentandone i capolavori di ogni periodo: partendo dalla coloratissima Liz (1964), passando per i dipinti dei francobolli, come S&H Green Stamps (1965), fatti con stampini ripetuti e più e più volte sulla carta arrivando all’immancabile Marilyn – tra le quali in mostra quelle del 1967, del 1970 e del 1985. E ancora, cinque splendide Cow (dal 1966 al 1978) accanto ad altre super icone: le Brillo Box e i primi Flowers (1964), esposte a suo tempo nella prestigiosa galleria di Leo Castelli come se fossero sgargianti carte da parati. E anche la serie Ladies and Gentlemen (1975), la serigrafia dell’intramontabile Brillo Box (1970), i Flowers (1970 e 1974), i Mao (1972 e del 1974), con i quali Warhol inaugura una nuova pittura meno neutrale e più gestuale senza dimenticare le Campbell’s Soup (1968/69), il Mick Jagger (1975) donato e dedicato da Andy Warhol all’attrice Dalila Di Lazzaro e i Camouflage del 1987.Warhol moriva in quell’anno, dopo essere scampato miracolosamente alla nera signora nel 1968 quando una pazza gli spara al ventre.
Il percorso della mostra che si avvia negli anni Cinquanta, quando Warhol debutta nella commercial art e lavora come illustratore per riviste prestigiose (da Harper’s Bazar al sofisticato New Yorker) e come disegnatore pubblicitario vuole raccontare l’incredibile vita di un uomo, personaggio e artista, che ha cambiato i connotati del mondo dell’arte ma anche della musica, del cinema e della moda, che ha stravolto radicalmente qualunque definizione estetica precedente. I suoi 5 minuti di celebrità continuano ancora.
Con il Patrocinio della Regione Veneto e Provincia di Belluno, del Comune di Cortina d’Ampezzo e Campionati del Mondo di Sci Alpino Cortina d’Ampezzo 2021, la mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia ed Eugenio Falcioni, in collaborazione con Art Motors, ed è curata da Gian Camillo Custoza.
ORARI DI APERTURA dal 7 dicembre 2018 al 6 gennaio 2019 Tutti i giorni
10.30 – 12.30 / 15.30 – 19.30(ultimo ingresso 30 minuti prima)
dall’8 gennaio al 22 aprile 2019 lunedì chiuso da martedì a domenica 15.30 – 19.30(ultimo ingresso 30 minuti prima) Aperture straordinarie lunedì 22 aprile 15.30 – 19.30 (ultimo ingresso 30 minuti prima) Biglietti Intero € 13,00 Ridotto € 11,00

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Esposizione collettiva con opere di Navid Azimi Sajadi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 novembre 2018

Reggio Emilia dal 1 al 22 dicembre 2018, presso la sede di via Montagnani Marelli 18 a Gavassa di Reggio Emilia, “OfficinARS – Durante e dopo: Resilienza”, esposizione collettiva con opere di Navid Azimi Sajadi, Penelope, Federica Poletti, Marika Ricchi, Thomas Scalco, vincitori dell’omonimo concorso. L’inaugurazione si terrà sabato 1 dicembre alle ore 17.00.
Giunto alla terza edizione, il Premio OfficinARS trae spunto dalla storia dell’edificio che lo ospita – scuola ottocentesca rivolta alle fanciulle povere – per individuare e promuovere gli artisti emergenti che operano sul territorio nazionale. Le attività dell’associazione, presieduta da Maria-Teresa Crispo, tendono inoltre a stabilire un legame tra l’arte e la solidarietà, sostenendo un’associazione che gestisce un orfanotrofio a Goma, nella Repubblica Democratica del Congo.La mostra “OfficinARS – Durante e dopo: Resilienza” è l’esito di un concorso ad accesso gratuito al quale hanno partecipato artisti di età compresa tra i 20 e i 40 anni. Una giuria professionale, composta da Gianantonio Cristalli (Presidente della commissione – scultore e docente di scultura), Francesca Baboni (critico d’arte, curatrice) e Daniele De Luigi (curatore di fotografia e arte contemporanea) ha selezionato i cinque vincitori le cui opere saranno inserite nel catalogo annuale dell’Associazione Villa Sistemi Reggiana e successivamente esposte al Museo Storico Archeologico di Nola (5-31 gennaio 2019). Il progetto è realizzato con il patrocinio del Comune e della Provincia di Reggio Emilia e la collaborazione del Museo Storico Archeologico di Nola (NA) e del Museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi (LU). La sede di Villa Sistemi Reggiana è accessibile da lunedì a venerdì con orario 9.00-18.00. Finissage: sabato 22 dicembre 2018, ore 18.00. Ingresso libero. http://www.villasistemireggiana.it.

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Marco Belpoliti: Primo Levi, Opere complete III (Einaudi)

Posted by fidest press agency su martedì, 11 settembre 2018

Torino giovedì 13 settembre alle ore 18, il Circolo dei lettori via Bogino 9, ospita Primo Levi, Opere complete III (Einaudi), il volume curato da Marco Belpoliti. Il curatore è in dialogo con lo scrittore Francesco M. Cataluccio.
Nel 1961 Primo Levi risponde a un questionario di Storia illustrata: è la sua prima apparizione nella veste di intervistato su un giornale. Da allora al 1987, anno della morte, le sue interviste censite sono state oltre 300. Quelle più ampie e rilevanti sono raccolte in questo volume, con un apparato di note che le contestualizza.
Si tratta di uno snodo fondamentale per conoscere la figura intellettuale e morale di Primo Levi. Uno strumento che restituisce la voce allo scrittore, conversatore sempre acuto, pacato e gentile, estremamente lucido anche quando parla a braccio, come si vede nei testi sbobinati da registrazioni di interviste o interventi orali. Molte di queste registrazioni – per esempio quelle di un ciclo di incontri alla Radio della Svizzera Italiana – sono qui trascritte per la prima volta. Accanto agli interventi di testimonianza, intensificati soprattutto negli incontri con gli studenti, entrano in gioco i discorsi sul proprio essere scrittore (anzi, chimico e scrittore), e sono dichiarazioni preziosissime per comprendere a fondo il suo rapporto con la letteratura. Levi parla distesamente di questioni scientifiche, di politica, dei suoi rapporti con l’ebraismo.Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili.

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Opere del dopoguerra italiano dalla collezione di Fondazione Cariverona

Posted by fidest press agency su domenica, 9 settembre 2018

Verona 13 ottobre – 9 dicembre 2018 Apertura al pubblico durante ArtVerona Sabato 13 ottobre e domenica 14 ottobre dalle 11 alle 20 Fino a fine mostra sabato e domenica dalle 11 alle 20
Fondazione Cariverona, Palazzo Pellegrini Via A. Forti 3. Fondazione Cariverona apre al pubblico la sua sede, lo storico Palazzo Pellegrini in via Achille Forti a Verona, con la mostra Un nuovo gesto, una nuova materia dedicata alle opere della sua collezione che più rappresentano la stagione informale e ospitata in uno spazio appositamente restaurato e visitabile per la prima volta in questa rinnovata veste. La selezione delle opere fa parte di un più ampio progetto di condivisione con il pubblico della collezione di Fondazione Cariverona all’interno della nuova sala espositiva, che insieme al cortile monumentale ospiterà esempi della più vasta raccolta conservata dall’istituzione.L’inaugurazione di questo spazio raccolto al piano terra dell’importante atrio di Palazzo Pellegrini, coincide con le giornate di ArtVerona, la fiera d’arte giunta quest’anno alla sua quattordicesima edizione.
La rassegna Un nuovo gesto, una nuova materia raggruppa una serie di 15 opere emblematiche realizzate tra il 1945 e il 1961 e selezionate da Luca Massimo Barbero – direttore artistico della collezione. I lavori appartengono ad artisti aderenti ai movimenti del Fronte Nuovo delle Arti (1946-1950) e del Gruppo degli Otto (1952-1954) che rappresentano la forza della tendenza avanguardistica post-bellica dell’arte italiana: opere che evidenziano il sorgere di nuove sensibilità artistiche e di una nuova dimensione compositiva e materica.

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Le opere di Molière hanno, su di me, esercitato un indubbio fascino

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 luglio 2018

Forse lo devo al fatto che ho, praticamente da sempre, inseguito la parte ironica se non comica della vita a dispetto dei malanni che mi capitavano sia personalmente sia attraverso i miei familiari. Penso tra l’altro alla “Scuola dei mariti” e a quella delle “mogli” che Molière nel giro di due anni tra il 1661 e il 1662 scrisse con l’intento di mettere in ridicolo i vecchi Cresi che presumono di ottenere l’amore di giovani spose, come quelle che a dispetto di tutte le precauzioni sanno sempre dirigere in meglio i loro affetti.
Com’è noto la “Scuola delle mogli” ottenne, nello specifico un successo strepitoso che scombussolò i critici, i quali aggredirono l’autore con i loro invidiosi scritti. Alla critica il Molière risposte mettendo in scena gli avversari nella commedia “La critica della scuola delle mogli”. Con i personaggi satirici di quest’opera il Molière vinse, sì, ma non guadagnò certamente l’amicizia né dei vecchi marchesi, né delle “preziose”, né dei suoi rivali messi in azione.
Ma dire d’essermi fermato a questo filone narrativo sarei senza dubbio riduttivo. Cinque anni dopo La scuola dei mariti” venne il misantropo dove colse l’occasione per criticare, magistralmente, la società del suo tempo. Si vuole che nei due protagonisti il Molière rappresentasse se stesso dal lato peggiore ed esagerando e la propria moglie che fu il suo tormento. Sta di fatto che in questo studio il cuore umano è penetrato in modo sorprendente e messo a nudo con un’efficacia descrittiva da vero intenditore e pedagogo. L’anno successivo scrisse “Il Tartufo” e divenne il suo capolavoro in assoluto per il teatro comico francese.
L’ipocrisia vi è rappresentata nel modo più reale e più sincero. L’ha studiata in tutti gli aspetti, così da renderla ripugnante. L’azione è svolta magistralmente fino allo scioglimento, i caratteri sono di una precisione e di una così fedele verità da credere impossibile il profondo acume che li ha penetrati.
Si dice che l’intitolazione “Tartufo” gli fosse suggerita da un abate italiano, il quale alla vista di un piatto di tartufi avendo esclamato “Tartuffi!” con tale beata sensuale cupidigia da impressionare profondamente Molière.
Sulla commedia il Paganini scrisse in proposito: “E’ da credersi che ai tempi di Molière la classe degli impostori fosse in Francia tanto numerosa quanto quella dei vecchi marchesi e delle preziose ridicole, poiché la nuova commedia di Molière destò una tempesta. I gesuiti stessi se ne occuparono. L’autore fu accusato di aver voluto gettare il ridicolo sulle cose religiose e la commedia fu proibita per ordine del re subito dopo la prima rappresentazione.
Molière lasciò passare la burrasca, poi ricominciò. Nell’assenza del re la polizia credette bene d’intromettersi, ma Molière che ben conosceva le buone disposizioni personali del re per lui e per il suo Tartufo, gli mandò due servi con un promemoria in cui si difendeva energicamente. Il re gliela diede vinta e permise la rappresentazione.”
Ma in tutto questo come tralasciare l’Avaro? E’ se vogliamo l’unico lavoro che il Molière scrisse in prosa eccettuato il “Convitato di pietra” e il “Borghese gentiluomo”. L’avaro è derivato da una delle più note commedie di Plauto: l’Aulularia, e se parecchi dei migliori tratti sono del poeta latino, tuttavia la parte comica d’invenzione è magnifica. (Riccardo Alfonso)

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Cinque opere di pittori

Posted by fidest press agency su martedì, 9 Mag 2017

mostra catanzaroCatanzaro Venerdì 19 Maggio ore 18:00 (Orario per gli altri giorni fino al 9 giugno: Martedì-Domenica 15:00 – 20:00) Galleria Arte Spazio – Via Lucrezia della valle 72 Cinque Pittori con Opere di:Giuseppe Barilaro – Giulio Catelli – Piero Mascetti – Ignazio Schifano – Marco Stefanucci. Testi in catalogo: Andrea Romoli Barberini.
Dal testo di Andrea Romoli Barberini: In altri termini, un po’ come avvenne con l’avvento della fotografia, che sembrava, a detta di molti, sancirne la fine, le discipline pittoriche, affrancate dall’obbligo della rappresentazione oggettiva, passato in mano ai maestri dell’istantanea, poterono aprire, tra gli altri, l’infinito fronte della soggettività per scandagliarne i territori, fino al completo superamento dei principi mimetici e al raggiungimento dell’aniconismo. Allo stesso modo, oggi, proprio per effetto della sua marginalità, la pittura può rimodularsi senza frenetiche ansie di allineamento, per riprendere e sviluppare percorsi interrotti o aprirne di ulteriori, senza escludere la possibilità dello scambio e della contaminazione con altre discipline, anche al di fuori delle licenze concesse dalla post-modernità. (foto. mostra catanzaro)

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Visite guidate alle opere custodite all’Ospedale Papa Giovanni XXIII

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 marzo 2017

ospedale-bergamo-papaBergamo domenica 9 aprile a partire dalle 9.30 all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo in occasione dell’open day “Cura e cultura”. Sono disponibili 4 visite guidate: alle 9.30, 11.30, 14.30 e alle 15.30 con ritrovo al Punto Informazioni (ingresso est. Parcheggio consigliato: est e nord). La partecipazione è gratuita, ma è obbligatoria la registrazione entro venerdì 7 aprile scegliendo l’orario più congeniale accedendo allo home page del sito web http://www.asst-pg23.it oppure tramite la pagina Facebook ufficiale dell’ASST Papa Giovanni XXIII. Ogni gruppo può essere composto al massimo da 30 persone e ogni visita dura circa 2 ore. E’ importante portare con sé la ricevuta cartacea dell’iscrizione il giorno della visita e cancellarsi sulla medesima piattaforma se si cambia idea o se si è impossibilitati a partecipare.
“Da sempre l’ospedale di Bergamo offre cura, ma anche cultura – spiega Carlo Nicora, direttore generale dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII -. Abbiamo quindi deciso di dare ai bergamaschi, e non solo, un’occasione unica per scoprire il nostro patrimonio artistico, con un focus sulle opere di artisti contemporanei che abbiamo la fortuna di custodire. Artisti che, attratti dalla reputazione che la nostra azienda ha saputo costruirsi negli anni in tutto il mondo, hanno scelto il contesto del Papa Giovanni XXIII per valorizzare i loro lavori”.Il percorso prevede 5 tappe: si inizia con la chiesa dedicata al San Giovanni XXIII, firmata degli stessi progettisti dell’ospedale, gli architetti Aymeric Zublena, Pippo e Ferdinando Traversi. Scrigno di luce all’ingresso principale del Papa Giovanni, è frutto dell’innovazione tecnologica portata da Italcementi spa e del talento di tre artisti lombardi (Andrea Mastrovito per le absidi, Stefano Arienti per le decorazioni murarie e per il portale, Fernando Frères per la via crucis).
A seguire sarà la volta del monumento di Francesco Pedrini, il bonsai in stile fukinagashi. Ispirato alle piante che crescono sui precipizi delle montagne, dove il vento è costante e forte, questo bonsai incastonato in una pietra di Zandobbio ricorda come sia fondamentale resistere alle avversità della vita, le quali ci modellano, ci plasmano e spesso ci rendono più forti.
Il percorso proseguirà verso Hospital street per il ritratto di Papa Giovanni XXIII, opera dell’artista cinese Yan Pei-Ming, noto in tutto il mondo per i suoi grandi ritratti quasi monocromatici – in nero, grigio e rosso combinati con il bianco – di rappresentanti delle massime tendenze politiche, religiose, del mondo della cultura e dello spettacolo.
Si passerà poi a “Ai nati oggi” di Alberto Garutti, che collega le sale parto dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII con Piazza Dante in centro a Bergamo, dove la luce dei lampioni aumenta di intensità quando nasce un bambino.
Penultima tappa sarà The Tube One, primo esempio in Italia di progetto d’arte pubblica realizzato in ambito ospedaliero, che riunisce le opere di 18 artisti bergamaschi, che hanno donato al Papa Giovanni XXIII i loro lavori più rappresentativi. Le opere sono esposte sulle pareti del corridoio che collega l’ingresso sud con la torre 7, a piano terra della piastra centrale del Papa Giovanni XXIII, cuore pulsante dell’ospedale bergamasco, e anche contenitore innovativo di arte e cultura.Il percorso si concluderà con l’opera di Primo Formenti “Racconto”, installata nei pressi dell’ingresso sud, e donata all’Ospedale di Bergamo dalla ditta Cropelli S.r.l. di Palazzolo sull’Oglio (Brescia), che vuole essere per pazienti e visitatori un messaggio di speranza e di ottimismo.A guidare i visitatori spiegando loro caratteristiche e particolarità delle opere saranno gli studenti della classe quarta del Liceo linguistico “La Traccia” di Calcinate, appositamente formati per fare da “ciceroni” ai visitatori, nell’ambito di un progetto di alternanza scuola-lavoro iniziato lo scorso mese di febbraio.

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Cécile Hummel:La mémoire du temps dans l`espace

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 marzo 2017

cecil-hummelPalermo mercoledì 8 marzo 2017, ore 18.30 (durata: 8 marzo – 30 aprile 2017) Galleria Francesco Pantaleone arte Contemporanea, via Vittorio Emanuele 303. La mémoire du temps dans l`espace racconta in una sorta di dossier l’identità di un Mediterraneo contemporaneo che ha nella sua carne la memoria del passato e nel presente le contradizioni e le complessità di un sistema vivo. Hummel rilegge con il suo lavoro tracce che poi non sono altro che la quotidianità: oggetti di riuso, architetture, animali, scorci, giardini, elementi significativi di come l’uomo percepisce e subisce lo spazio e il tempo.
La selezione di opere per il progetto La mémoire du temps dans l`espace alla Galleria Francesco Pantaleone si compone di opere fotografiche, disegni e installazioni e nasce da una serie di viaggi tra Italia, Egitto e Marocco, una teoria di sguardi sulle città e di vite vissute nella loro apparente normalità. La Sicilia soprattutto è riletta attraverso piccoli dettagli che ingigantiscono, ripetono e dispongono immagini come tasselli di un puzzle. Grandi o piccole definizioni di universi in cui ogni cosa ha un preciso senso. Archivi appunto, identità recuperate da un passato sbiadito che sopravvive nel presente, s’intreccia con scene di vita reale, diventa alterità.
Il lavoro di Cécile Hummel è certamente metafisico, alcuni sguardi sfuggono ad una precisa classificazione, sono rappresentazioni del mondo: alcuni oggetti sono reali ma perdono la propria connotazione e finiscono per diventare astratti. Le opere fotografiche raccolgono ornamenti, reperti, paesaggi che Hummel ricompone come fossero documenti da mostrare, studiare, tenere sotto agli occhi. I disegni contribuiscono alla riflessione, sono pause per pensare, descrivono forme precise, replicate, e restano sospesi tra reale e tridimensionale. Sono un commento ulteriore, appunti quasi, di certo sono approfondimenti.
Questo sforzo sistematico e non necessariamente ordinato, la documentazione sentimentale di una bellezza percepita nel suo segno distintivo, il romantico tentativo di classificare una cultura che affonda il suo intimo significato nella comune appartenenza, fanno del lavoro di Hummel una versione collettiva di quello che è invece il suo processo cognitivo, la sua capacità di legarsi ai luoghi e alla loro storia, di percepire quella parte di verità che rende una e una sola l’esperienza. (A cura di: Agata Polizzi)

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Agli Uffizi due opere recuperate del Museo di Castelvecchio

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 gennaio 2017

opere-recuperateFirenze saranno visibili da martedì 24 gennaio prossimo nell’Aula Magliabechiana delle Gallerie degli Uffizi due dei diciassette dipinti trafugati dal Museo di Castelvecchio nel novembre 2015 e rimpatriati dall’Ucraina lo scorso 22 dicembre. Si tratta di Andrea Mantegna, Sacra Famiglia con una Santa e Giovanni Francesco Caroto, Ritratto di giovane con disegno infantile, che saranno esposti nell’ambito delle mostra La tutela tricolore. I custodi dell’identità culturale.
Le opere trovano collocazione molto appropriata nell’esposizione degli Uffizi in quanto testimonianze del felice epilogo di un attacco grave subito dal nostro patrimonio, risolto grazie alle nostre forze di polizia e in particolare dei nostri Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale. La sezione della mostra intitolata La globalizzazione del crimine è quella che accoglierà i due quadri per la vicenda della quale sono stati protagonisti, che li ha portati fuori dall’Italia verso una meta che non rientrava, fino a qualche anno fa, fra quelle più consuete per il mercato artistico clandestino. Gli interessi economici che ruotano intorno a questo settore si stanno evidentemente espandendo e richiedono armi sempre più sofisticate per essere efficacemente contrastati.
opere-recuperate1Il Fanciullo con disegno (conosciuto anche come Giovane con disegno di pupazzo) di Giovan Francesco Caroto, pittore veronese, allievo di Liberale da Verona, vissuto in Veneto fra la fine del Quattrocento e la metà del Cinquecento è databile al 1523. Il pittore, trasferendosi a Mantova, aveva subito l’influenza di Andrea Mantegna al quale spetta la piccola Sacra Famiglia con una Santa considerata un’opera tarda del grande pittore padovano, che a Verona eseguì nel 1499 uno dei suo capolavori giovanili, il trittico dell’altare maggiore della basilica di San Zeno. Della composizione delle quattro figure, di grande energia e monumentalità, recenti analisi radiografiche hanno rivelato un disegno preparatorio a punta d’argento di straordinaria qualità, riferibile ufficialmente al maestro. La Vergine con gli occhi abbassati è molto in linea con la tipologia mantegnesca così come il Bambino robusto, che sta in piedi sulle sue ginocchia.
Si ricorda che la mostra, che avrà termine il 14 febbraio prossimo, è ad ingresso gratuito (con accesso dalla porta 2 del Cortile degli Uffizi) dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle 18. (foto: opere recuperate)

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Presentati ad Expo i mercati siciliani nelle opere del pittore Dimitri Salonia

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 settembre 2015

salonia expoSono stati presentati ad Expo presso il Cluster Bio Mediterraneo Sicilia i mercati siciliani, illustrati nelle opere del pittore messinese di fama internazionale Dimitri Salonia. L’artista, attraverso le sue opere, riproduce l’atmosfera dei tipici mercati siciliani, con i suoi suoni e colori e cerca di diffondere nel mondo gli autentici sapori della Sicilia. Salonia insieme alla pittrice Lidia Monachino sono i rappresentanti della Scuola Coloristica Siciliana e realizzeranno nei prossimi ad Expo una grande tela sui mercati rionali siciliani, che sarà donata alla Regione Sicilia. Inoltre, è stato illustrato un progetto artistico per far risorgere almeno dal punto di vista sociale la ‘Vucciria’, mercato storico di Palermo, ormai quasi del tutto abbandonato.
Salonia, che da decenni rappresenta nelle sue opere i mercati e il cibo da strada della Sicilia, durante la conferenza stampa ha spiegato:” Le mie opere sono una rappresentazione rituale che permette di creare un’anima sociale, con i pastelli ho registrato il calore variopinto del suono delle sue voci, il brillio variopinto e gioioso del cibo ”. L’artista commosso aggiunge:” Ho dipinto il colore acceso delle grida di “banniata” e quello arrabbiato della concorrenza, ho visto con l’anima e con i sensi il rosso dei teloni e il grigio della pioggia, trafitti da un raggio di sole ”.
La mostra ” I mercati siciliani e l’arte: tradizioni della cultura culinaria del cibo da strada. Risvolti sociali ed etnoantropologici ” resterà all’ Esposizione Universale fino all’undici ottobre, dopo Expo partirà per un tour mondiale che toccherà la Russia, il Giappone, la Germania, gli Emirati Arabi, gli Stati Uniti e la Cina. (foto salonia)

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“ReMare”, le opere di Rossana Ragusa in mostra allo Spazio cultura “Assenza”

Posted by fidest press agency su sabato, 8 agosto 2015

Rossana RagusaRossana Ragusa1Pozzallo (RG) dall’11 al 22 agosto lo Spazio cultura “Meno Assenza” di Corso Vittorio Veneto ospiterà una personale dell’artista modicana Rossana Ragusa dal titolo “ReMare” a cura di Franco Rinzivillo (inaugurazione martedì 11, ore 21.00; visite: tutti i giorni, ore 9.00-13.00 e 18.00-23.00). La mostra è organizzata in collaborazione con la Galleria d’arte “Lo Magno” di Modica. All’inaugurazione sarà presente l’artista che eseguirà tre interventi musicali con chitarra e voce, mentre Giovanni Ragusa, docente del locale Istituto nautico, fornirà chiavi di lettura e spunti di riflessione sulle opere esposte.
il titolo della mostra, nella sua valenza polisemica, vuol essere un omaggio a quel mare che unisce e divide i popoli, che è viaggio e scoperta. Ma anche metafora dell’esistenza con le sue tempeste e bonacce, le secche e gli abissi. Allude anche all’atto del vogare, dell’avanzare tra le onde a colpi di remi, compiendo uno sforzo individuale che è nullo se non è ben sincronizzato con i movimenti degli altri: un invito dunque, ad abbandonare l’individualismo di massa e a procedere uniti sul cammino della solidarietà e della fratellanza.
Il percorso espositivo comprende una sessantina di opere e installazioni, realizzate tra il 2002 e il 2015, con le Rossana Ragusa2tecniche dell’acrilico su tavola e su sassi di fiume. In esse si riflette la poetica visionaria dell’artista, che scaturisce dall’interdipendenza del tutto in un universo dove ogni cosa ha un’anima e dall’ascolto delle vibrazioni della materia, del legno, della sabbia, dei sassi levigati dall’acqua. La sua è una pittura apparentemente naïf, ma in realtà nutrita di vasti riferimenti artistici e letterari, che spaziano dal Cantico delle creature di San Francesco d’Assisi alle poesie mistiche del persiano Rumi, dall’astrattismo ed espressionismo mitteleuropeo all’arte murale messicana. La Ragusa dipinge fiori, volti, occhi, isole, pianeti, in una esplosione di azzurri, gialli, aranci accesi dove parole e brani di poesie piovono come dentro un sogno.
Rossana Ragusa (Modica, 1980) formatasi artisticamente tra Ragusa e Firenze, dove ha conseguito la laurea specialistica in Arti visive e discipline dello spettacolo, è poetessa, cantautrice, fotografa e pittrice. Ha partecipato a numerose collettive e personali.(foto: Rossana Ragusa)

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Alta velocità e la velocità italiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2011

Il 28 novembre del 2011 è stata inaugurata la nuova stazione AV di Roma Tiburtina, la prima dei cinque grandi progetti architettonici collegata al sistema ferroviario Alta velocità ad essere completata, un hub di livello internazionale. Siamo stati presenti, abbiamo fotografato e persino subite le prepotenze che per motivi di sicurezza, alquanto opinabili, hanno impedito ai giornalisti di muoversi rilegandoli in una sorta di recinto regolarmente transennato e controllato. A distanza di due mesi il nuovo insediamento non è ancora del tutto agibile e forse ci vorrà un altro Presidente della Repubblica per una inaugurazione finale.
Allora cogliemmo anche le rimostranze di chi non invitato intese far sentire una voce di dissenso con un volantinaggio nel quale si osservava, tra l’altro, che “dietro il taglio dei nastri e le strette di mano tra imprenditori e politici, in nome di un fantomatico progresso, si cela l’ennesima grande opera costosa e inutile”. E si osservava a buon intenditore: “Il tav è ovunque e non si tratta solo di un treno. Dal Nord al Sud Italia, ma anche nel resto dell’Europa, interi territori sono stati devastati dalle linee ferroviarie destinate all’alta velocità. Sulle vite delle persone si fanno pagare i veleni e le nocività che questo progetto porta con sé.” E gli estensori del volantino, ad un certo punto, si chiedono: “Quanto costa prendere un Tav? Quanti possono permetterselo? Quanti treni accessibili a tutti cancellati o soppressi? Ora senza voler fare della demagogia ci chiediamo se le ragioni dei critici possono trovare spazio con le ragioni del progresso secondo la logica di uno sviluppo possibile. In Italia quello che si avverte di più è la necessità di una rete intermodale in grado di sfruttare ma soprattutto d’essere efficiente in tutte le aree del nostro paese. Il Tav non sembra soddisfare queste aspettative se si pensa che ancora oggi diventa un’avventura la tratta Roma-Palermo e con treni che vanno a scartamento ridotto, con carrozze vecchie e sporche, in specie nel percorso tra Messina e Palermo e non è certo colpa della mancata costruzione del “famoso ponte sullo stretto”, ma più semplicemente della necessità di un raddoppio dei binari tra Messina e Palermo. Vi è poi il problema dei pendolari che a Parigi, ad esempio, con la Grand vitesse metropolitana, ha favorito la mobilità dei lavoratori e negli Stati Uniti l’abbonamento è regolarmente scaricabile sulla dichiarazione dei redditi. In altri termini progresso si ma omogeneo su tutto ilo territorio e con una particolare attenzione all’ambiente. Solo a queste condizioni lo sviluppo si giustifica e si approva perché è per tutti e non per pochi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Anniversario Ruggiero Giuseppe Boscovich

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2011

Pavia, 8 – 10 settembre 2011 Salone Teresiano della Biblioteca Universitaria, e con una mostra documentaria, l’Università di Pavia celebra il terzo centenario della nascita di Ruggiero G. Boscovich S.J. (1711 Ragusa – 1787 Milano) professore di Matematica all’Università di Pavia dal 1764 al 1768 e progettista dell’Osservatorio di Brera.
Boscovich è un personaggio internazionale di primo piano del Settecento europeo, è stato professore all’Università di Pavia dal 1764 al 1768. Il successo delle teorie di Boscovich è stato notevolissimo già nel ‘700 ma ancora di più nell’800. In tempi più recenti gli è stato anche dedicato un cratere della Luna. Volta si richiama a Boscovich nella propria prima opera a stampa: il De Vi del 1769. Nel terzo centenario della nascita (1711-1787) l’Università ricorda Boscovich con un convegno internazionale che vuole fare il punto sulle attuali ricerche storiografiche.
Durante il convegno vengono presentati i risultati dell’Edizione Nazionale delle Opere e della Corrispondenza, ovvero numerosi volumi in forma digitale (DVD) che contribuiranno a fare ancor meglio conoscere la vita e le opere dello scienziato. Enti promotori dell’Edizione Nazionale sono l’Accademia dei XL (della quale Boscovich fu socio fondatore), l’INAF-Osservatorio di Brera (alla cui fondazione Boscovich contribuì nel 1764), la Pontificia Università Gregoriana (il famoso Collegio Romano dove Boscovich studiò e insegnò), l’Accademia Croata delle Scienze e delle Arti (Boscovich nacque a Ragusa, oggi Dubrovnik). Le attività pavesi sono state curate dal gruppo di Storia della Scienza del Dipartimento di Fisica “A.Volta”, finanziate dal MIUR (legge diffusione della cultura scientifica), ospitate dalla Biblioteca Universitaria.

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Osservatorio Media Permanente

Posted by fidest press agency su domenica, 17 aprile 2011

Nimby Forum®.che anche quest’anno ha analizzato la situazione delle contestazioni alle opere di pubblica utilità e agli insediamenti industriali sul territorio italiano. La sindrome Nimby (acronimo di Not In My Back Yard, non nel mio giardino) segna un’ulteriore crescita con un totale di 320 casi rilevati nel corso del 2010, il 13,1 % in più rispetto all’edizione del 2009. Protesta che coinvolge indistintamente grandi e piccoli progetti e che spesso paralizza interi settori produttivi. Maggiormente coinvolte dal fenomeno le regioni del Nord Ovest e del Nord Est (50%) mentre il Sud e il Centro si stabilizzano intorno al 20-25%. Il comparto elettrico si conferma per il secondo anno consecutivo il settore più contestato (58%); restano stabili, seppur con leggeri scostamenti, le posizioni successive con il comparto dei rifiuti in seconda posizione (32,5%), seguito da infrastrutture (5,3%) e impianti industriali (4,1%). Il dato più significativo: oltre l’85% degli impianti contestati nel settore elettrico è riconducibile a progetti di impianti alimentati a fonti rinnovabili, con un aumento delle proteste che riguardano centrali a biomasse (+20% rispetto al 2009), impianti eolici, fotovoltaici e centrali idroelettriche. Ciò conferma come, nonostante un consenso formale, anche le fonti rinnovabili siano in realtà oggetto di forti contestazioni, spesso motivate da timori per gli effetti sul paesaggio o sull’avifauna locale.
Erano presenti all’evento Guido Bortoni, Presidente Autorità per l’energia elettrica e il gas, Antonio D’Alì e Roberto Della Seta, rispettivamente Presidente e Membro della Commissione Territorio, ambiente e beni ambientali al Senato,Pietro Cavanna, Presidente Settore Idrocarburi e Geotermia di Assomineraria, Vittorio Cogliati Dezza, Presidente di Legambiente, Marco Corsini, Assessore all’Urbanistica per il Comune di Roma, e Alessandro Beulcke, Presidente di Aris (Agenzia di Ricerche, Informazione e Società) (nimby forum)

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Alfredo Bovio Di Giovanni:Lo spazio del colore

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 marzo 2011

Napoli  15 – 29 aprile 2011 piazza Municipio, Castel Nuovo, Sala della Loggia Opening: venerdì 15 aprile 2011, ore 17 verrà ospitata la mostra dell’artista Alfredo Bovio Di Giovanni (1907-1995), napoletano di adozione, apprezzato dalla critica più autorevole e riconosciuto tra le più interessanti figure del Novecento.  La mostra si compone di una selezione di opere, circa trenta, numero equamente diviso tra tele di grande formato e di dimensioni ridotte, che raccontano fasi del percorso artistico dell’autore, con particolare riferimento agli anni Ottanta/Novanta. In questi anni la sua pittura esalta le componenti materiche delle ampie pennellate generose di colore, attraverso le quali talvolta si lasciano intravedere sapienti brani crittografici, allusioni alla ricerca mai trascurata dall’autore di grafico con a cuore il disegno.Compaiono tra i segni, visibili all’occhio attento – perché l’artista vuole attenzione – alcune figure animate: uccelli, profili di donna, occhi montati su improbabili crani squadrati, più o meno celate al di là dello spazio composto da piani verticali che si sommano l’un l’altro in forte spinta ascensionale e discensionale.  Curata da Mimma Sardella, la mostra è stata fortemente voluta dalla famiglia come omaggio all’uomo e soprattutto alla personalità dell’artista, per riaccendere l’attenzione sulla sua vasta, interessante e aggiornata opera esibendola in questi giorni alla pubblica fruizione.  Il catalogo “Lo spazio del colore”, edito da Massa Editore, è a cura di Mimma Sardella, con la prefazione dell’Assessore alla cultura di Napoli Nicola Oddati e la partecipazione di Antonella Delli Paoli, Pierre Yves Le Duc e Barbara Nazzaro. Foto di Martin Devrient. Il catalogo è in italiano e in inglese.  Da lunedì a sabato, dalle 9 alle 19; domenica 17 e 24, lunedì 25 dalle 9 alle 14. La biglietteria chiude un’ora prima.

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Tre concerti all’American academy

Posted by fidest press agency su martedì, 4 gennaio 2011

Roma dal 14 al 16 gennaio 2011Villa Aurelia American Academy. E’ lieta di presentare una serie di tre concerti di uno dei più celebri complessi tedeschi di musica da camera, lo Scharoun Ensemble Berlin. Formato da elementi dell’Orchestra Filarmonica di Berlino, lo Scharoun Ensemble Berlin si è specializzato in un repertorio che abbraccia opere di musica classica, romantica, del Novecento storico e contemporanea. Il 2011 segna il terzo anno di collaborazione tra questo complesso e l’American Academy in Rome: questa volta il programma comprenderà  le esecuzioni di lavori di Huck Hodge e Paul Rudy, borsisti in composizione musicale attualmente residenti all’Accademia, e di Keeril Makan, borsista nel 2009. L’Ensemble, insieme al soprano Rinnat Moriah, interpreterà  anche opere di Ludwig van Beethoven, John Dowland, Antonín Dvorák, Sofia Gubaidulina, Heinz Holliger, Luca Mosca e Stefan Wolpe.
In 2011 year the American Academy in Rome celebrates the 100th anniversary of the decision of the Trustees of the American Academy in Rome and the Managing Committee of American School of Classical Studies in Rome to unite so they could together more effectively advance the study, investigation and practice of the arts and humanities. One hundred years ago the Academy also received by bequest Villa Aurelia and began to establish a permanent home in Rome.

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