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Real Estate Europa, l’opportunità core plus

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 settembre 2022

A cura di Zsolt Kohalmi, Global Head of Real Estate e Gestore del fondo Pictet – Elevation Core Plus.È stato un primo semestre difficile per gli investitori. L’inflazione è in aumento, i mercati sono stati volatili e asset che normalmente non si muovono all’unisono hanno fatto esattamente questo, complicando gli sforzi per mantenere diversificati i portafogli. In tale contesto, il settore immobiliare si distingue per la sua capacità di generare rendimenti non strettamente correlati a quelli delle azioni o delle obbligazioni.Pur non essendo una copertura perfetta contro l’inflazione, gli immobili offrono una certa protezione dall’aumento dei prezzi sotto forma di affitti indicizzati all’inflazione.Inoltre, le opportunità di investimento nel settore immobiliare si stanno ampliando, principalmente perché sta cambiando ciò che le imprese e le famiglie vogliono dalle diverse soluzioni abitative.I portafogli immobiliari core plus offrono un modo per capitalizzare tali opportunità. Questi investimenti non solo beneficiano di affitti sicuri e a lungo termine, ma offrono anche il potenziale per aumentare i rendimenti attraverso la ristrutturazione, il riposizionamento o la riqualificazione degli edifici.In seguito alla pandemia, le persone sono ora più consapevoli che mai della necessità (e dell’urgenza) di proteggere l’ambiente. Il settore immobiliare ha un ruolo importante da svolgere in questo senso. Nell’Unione Europea, gli edifici costituiscono il 40% del consumo energetico totale, il 36% delle emissioni di CO2 e più della metà dell’utilizzo di elettricità in questa regione.[1] Ciò è in parte dovuto al fatto che molti degli edifici sono vecchi e non sono dotati delle caratteristiche di efficienza più recenti: oltre il 40% è stato costruito prima del 1960 e il 90% prima del 1990. Naturalmente la tentazione sarebbe quella di costruirne di nuovi, ma ciò comporta un’impronta ambientale notevole. L’opzione più ecologica è spesso quella di ristrutturare un edificio esistente. Uno studio ha rilevato come il processo di costruzione di nuove abitazioni abbia emesso 50 tonnellate di CO2, mentre quello di ristrutturazione ne ha emesse solo 15 tonnellate e che ci è voluto circa mezzo secolo per colmare questo divario di emissioni.Gli immobili sostenibili stanno già iniziando a ricevere benefici: in base a un’analisi dei dati in tutto il mondo sviluppato, l’occupazione è in media superiore del 4,3% negli edifici certificati verdi, mentre gli affitti sono più alti di circa il 4,6%. Questi edifici hanno inoltre costi operativi inferiori e prezzi di vendita più elevati.[4] Il miglioramento dei dati economici riflette in parte il fatto che un numero crescente di investitori istituzionali investa ora solo in “bioedilizia”, creando così un mercato potenziale per qualsiasi ristrutturazione intrapresa dai fondi “core plus”.Anche i trend sociali sono stati enfatizzati dalla pandemia. Oggi gli uffici devono essere più flessibili, orientati ad avere aree comuni più vaste per permettere l’incontro tra persone che si ritrovano casualmente nei giorni in cui sono in ufficio. Le principali capitali dell’Europa occidentale dovrebbero continuare a fare bene, ma alcune altre città chiave (come Birmingham, Manchester, Goteborg o Lione) potrebbero beneficiare di pratiche di lavoro più flessibili grazie alla maggiore convenienza che offrono relativamente alle spese di soggiorno, lavoro e viaggio. Combinando ristrutturazioni tattiche e pratiche di proprietà attiva con l’investimento in asset core solidi, il core plus real estate può quindi offrire rendimenti interessanti, un flusso di reddito sostenibile, un contributo a lungo termine al miglioramento delle emissioni e un certo grado di protezione dall’inflazione.

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PGIM Fixed Income: I Treasury possono essere una buona opportunità

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2022

A cura di Mick Meyler, Managing Director e Head of Developed Market Rates team di PGIM Fixed Income. Gli investitori spesso considerano i cicli di inasprimento come eventi ad alta volatilità per i tassi sovrani; tuttavia, la storia ha dimostrato che la volatilità implicita diminuisce costantemente fino al picco dei costi di finanziamento. Pertanto, rimaniamo convinti del potenziale di rendimento senza precedenti delle opportunità di valore relativo sfruttando le differenze temporanee nei prezzi dei titoli.Nel 1° trimestre le curve dei rendimenti dei mercati sviluppati hanno registrato un’altra serie di appiattimenti ribassisti, con la curva dei Treasury a due e a dieci anni che si è appiattita fino all’inversione. A fronte di un’inflazione inarrestabile, è probabile che i tassi a breve continuino a salire in modo sproporzionato anche in futuro.A nostro avviso, l’aumento sostanziale delle previsioni della Fed per il tasso sui Fed funds invia un messaggio ricco di sfumature, che suggerisce che i funzionari riconoscono di essere in ritardo rispetto alla curva e sono disposti ad aumentare il tasso neutrale, stimato al 2,4%, per stare al passo con il sostanziale aumento delle prospettive di inflazione.I futures sui Fed funds hanno prezzato rialzi di 50 punti base nel breve termine e i funzionari hanno chiaramente messo sul tavolo tale opzione, dato che la pressione inflazionistica persiste. I cicli di rialzo della Fed sono stati spesso fraintesi come eventi ad alta volatilità; tuttavia, in realtà la volatilità dei tassi – cioè la volatilità implicita, per esempio, ad 1 anno e 10 anni – è diminuita durante i cicli del 2004 e del 2015 e la volatilità ha iniziato ad aumentare solo mesi dopo il picco del ciclo di restringimento (e poco prima dell’inizio del successivo ciclo di allentamento).Riteniamo che vi siano enormi opportunità di arbitraggio, date le nostre prospettive di riduzione della volatilità. Il nostro modello di portafoglio ottimale continua a mostrare dislocazioni nel mercato dei Treasury che non si vedevano dai tempi della crisi finanziaria globale, il che offre rare opportunità di valore relativo e neutrale in termini di duration per il recupero dei rendimenti sui tassi dei paesi sviluppati a livello globale in un momento in cui le curve dei rendimenti sono quasi piatte.Manteniamo un posizionamento lungo sul Treasury a 20 anni rispetto ai contratti futures corrispondenti e un posizionamento corto sul Treasury a 10 anni off-the-run rispetto ai titoli a sette e dieci anni on-the-run. Di recente abbiamo anche identificato interessanti valutazioni scorrette del sottostante dei futures sui Treasury in titoli nella parte inferiore della curva che possono potenzialmente qualificarsi come obbligazioni cheapest to deliver.

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PGIM Investments: I titoli growth offrono ancora buone opportunità

Posted by fidest press agency su sabato, 28 Maggio 2022

A cura di Tom Davis, co-portfolio manager del fondo PGIM Jennison Global Equity Opportunities. Inflazione, aumento dei tassi e la correzione azionaria del settore tecnologico sono tra le sfide principali per gli investitori growth di quest’anno. In questo contesto, troviamo buone opportunità in società con unique selling proposition, in grado di differenziarsi dalla concorrenza e di offrire ai consumatori beni e/o servizi utili e che vale la pena acquistare. Si tratta di attività profittevoli.Per un decennio abbiamo visto i titoli growth sovraperformare e alcuni pensano che ora sia il momento di guardare ai titoli value. A nostro avviso, è possibile trovare buone opportunità in entrambi gli ambiti, ma in quanto gestori growth, cerchiamo opportunità in questo segmento. Continuiamo a vedere opportunità tra i titoli growth come le realtà legate alla digitalizzazione dei consumatori o delle aziende o il fintech – tutti trend che sono in atto da diversi anni, ma che continueranno a crescere, emergere ed evolvere, in modo da creare nuove opportunità per gli investitori growth anche nell’attuale contesto. Attualmente ci stiamo focalizzando in alcuni settori come il tecnologico, beni discrezionali, servizi di comunicazione ed healthcare, ma pensiamo che la selezione anche in questi settori sia fondamentale. Si tratta di settori vasti e ben diversificati in cui troviamo molte idee ed innovazione, oltre a marchi interessanti con una forte presa sulla clientela.. In questo contesto volatile, troviamo opportunità interessanti tra le società europee dei beni di lusso, aziende con una crescita relativamente stabile, ma guardiamo anche alle società tecnologiche americane con solidi bilanci come Amazon, che vanta un crescente business nel cloud e nell’IT, o Apple che vanta una ricca gamma di prodotti. Cerchiamo di individuare e di concentrarci su aziende molto particolari e con una reale leadership di mercato, in grado di affrontare qualsiasi condizione di mercato.

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In Europa si possono trovare buone opportunità?”

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 Maggio 2022

A cura di Alistair Wittet, gestore azionario Europa di Comgest. Il 1° trimestre del 2022 è stato caratterizzato da una forte agitazione sui mercati a causa dell’incremento dell’inflazione, alimentata in gran parte dalle incertezze generatesi con lo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina, che hanno causato un balzo nei prezzi delle materie prime soprattutto energetiche, aumentando il rischio di stagflazione. A gennaio, le voci relative al rialzo dei tassi hanno provocato una brusca rotazione settoriale a vantaggio dei titoli value e a scapito di quelli quality e growth, che hanno subito forti svalutazioni, analogamente alle società a media e bassa capitalizzazione. Questi eventi avranno probabilmente un impatto negativo diretto sulla crescita economica, portando a un significativo aumento dell’inflazione (spinta soprattutto dai prezzi dell’energia e dei cereali) e minando la fiducia dei consumatori, con un conseguente maggior rischio di recessione in Europa.In questo contesto rimaniamo fedeli al nostro approccio basato sulla ricerca di società di qualità e che mostrano una crescita idiosincratica, ossia indenne dalla volatilità del contesto attuale. Alcuni esempi sono Straumann, società leader nella produzione di impianti ortodontici della fascia premium. La società sta crescendo per acquisizioni profittevoli che le hanno consentito di uscire dalla nicchia ed espandersi in altre divisioni come quella degli scanner per le immagini del cavo orale o degli apparecchi ortodontici.Nel settore tecnologico segnaliamo ASML, che vanta una posizione di quasi monopolio nella litografia per semiconduttori, grazie alla nuova tecnologia per stampare transistor. Si tratta di un mercato in forte accelerazione e le aziende del settore stanno effettuando investimenti strutturali per gli upgrade dei sistemi. Nel settore medico troviamo NOVO Nordisk, società leader nei prodotti per diabetici: sono passati dall’insulina umana a quella moderna. La società ha anche brevettato la nuova molecola per l’obesità Wegovy che è già stata approvata dal FDA. Il contrasto all’obesità, che affligge il 40% degli americani, sarà un driver di crescita della società con un target per il 2025 di 4 miliardi di dollari americani.Anche le acquisizioni possono essere degli importanti driver di crescita e visibilità per le aziende, come lo è stato per il gruppo LVMH, che ha acquisito Christian Dior Couture e che si stima possa cresce di 5 volte rispetto all’anno dell’acquisizione o per L’Oréal con CeraVe. CeraVe società che si occupa di creme per la cura della pelle vendute sia nei supermercati sia nelle farmacie, a 5 anni dall’acquisizione ha generato ricavi per 1 miliardo di dollari USA, contribuendo così alla crescita dell’1% dell’intero gruppo.

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“Comgest: in Europa si possono trovare buone opportunità?”

Posted by fidest press agency su domenica, 1 Maggio 2022

A cura di Alistair Wittet, gestore azionario Europa di Comgest. Il 1° trimestre del 2022 è stato caratterizzato da una forte agitazione sui mercati a causa dell’incremento dell’inflazione, alimentata in gran parte dalle incertezze generatesi con lo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina, che hanno causato un balzo nei prezzi delle materie prime soprattutto energetiche, aumentando il rischio di stagflazione. A gennaio, le voci relative al rialzo dei tassi hanno provocato una brusca rotazione settoriale a vantaggio dei titoli value e a scapito di quelli quality e growth, che hanno subito forti svalutazioni, analogamente alle società a media e bassa capitalizzazione. Questi eventi avranno probabilmente un impatto negativo diretto sulla crescita economica, portando a un significativo aumento dell’inflazione (spinta soprattutto dai prezzi dell’energia e dei cereali) e minando la fiducia dei consumatori, con un conseguente maggior rischio di recessione in Europa.In questo contesto rimaniamo fedeli al nostro approccio basato sulla ricerca di società di qualità e che mostrano una crescita idiosincratica, ossia indenne dalla volatilità del contesto attuale. Alcuni esempi sono Straumann, società leader nella produzione di impianti ortodontici della fascia premium. La società sta crescendo per acquisizioni profittevoli che le hanno consentito di uscire dalla nicchia ed espandersi in altre divisioni come quella degli scanner per le immagini del cavo orale o degli apparecchi ortodontici. Nel settore tecnologico segnaliamo ASML, che vanta una posizione di quasi monopolio nella litografia per semiconduttori, grazie alla nuova tecnologia per stampare transistor. Si tratta di un mercato in forte accelerazione e le aziende del settore stanno effettuando investimenti strutturali per gli upgrade dei sistemi. Nel settore medico troviamo NOVO Nordisk, società leader nei prodotti per diabetici: sono passati dall’insulina umana a quella moderna. La società ha anche brevettato la nuova molecola per l’obesità Wegovy che è già stata approvata dal FDA. Il contrasto all’obesità, che affligge il 40% degli americani, sarà un driver di crescita della società con un target per il 2025 di 4 miliardi di dollari americani. Anche le acquisizioni possono essere degli importanti driver di crescita e visibilità per le aziende, come lo è stato per il gruppo LVMH, che ha acquisito Christian Dior Couture e che si stima possa cresce di 5 volte rispetto all’anno dell’acquisizione o per L’Oréal con CeraVe. CeraVe società che si occupa di creme per la cura della pelle vendute sia nei supermercati sia nelle farmacie, a 5 anni dall’acquisizione ha generato ricavi per 1 miliardo di dollari USA, contribuendo così alla crescita dell’1% dell’intero gruppo.

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Asia, ci sono buone opportunità

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2022

A cura di Bhuvnesh Singh, gestore azionario Asia (ex Japan) e India di Comgest I mercati asiatici sono stati deboli da inizio anno e negli ultimi 12 mesi. La scarsa performance del mercato cinese è stata la ragione principale di questa debolezza. Una combinazione di restrizioni legate al COVID, una stretta politica monetaria/fiscale e un giro di vite normativo sulle aziende di nuova generazione ha portato a un sentiment debole dei consumatori e a problemi significativi per il settore immobiliare con un’eccessiva leva finanziaria. Oltre a questo, i forti prezzi delle materie prime e il recente conflitto in Russia-Ucraina hanno ulteriormente smorzato l’andamento dei mercati. Questo tipo di volatilità del mercato gioca a nostro favore in quanto gestori attivi e a lungo termine. Questo ci dà la possibilità di acquistare grandi franchise a prezzi più bassi con la convinzione che nel nostro orizzonte di investimento a lungo termine le valutazioni e le performance dovrebbero normalizzarsi. Per esempio, la volatilità del mercato ha portato a una situazione in cui il principale assicuratore cinese si trova con una valutazione al di sotto del book value e la società di e-commerce cinese dominante è scambiata a multipli bassi a due cifre. In effetti, ci aspettiamo che queste opportunità portino a rendimenti significativi dal livello attuale, nonostante la volatilità a breve termine. L’andamento degli utili potrebbe anche cambiare con la ritardata riapertura dell’economia cinese e una politica monetaria e fiscale relativamente più accomodante. Inoltre, le recenti dichiarazioni dei governi suggeriscono che anche le pressioni normative potrebbero diminuire in futuro.Sempre in Asia, le nostre posizioni a Taiwan continuano a registrare una performance costante. Gli investimenti in società tecnologiche leader come TSMC o Delta Electronics hanno ottenuto buoni risultati. Anche se la Corea è stata un po’ più sfidante, il mercato continua ad avere prezzi ragionevoli e rimaniamo soddisfatti dei guadagni delle nostre società. All’interno dell’ASEAN, troviamo una serie di opportunità interessanti in Vietnam, un paese che sta andando molto bene economicamente e ciò si riflette nelle tendenze degli utili delle nostre società. Anche l’India continua a performare bene, anche se la recente forza dei prezzi delle materie prime potrebbe avere un impatto negativo sull’ambiente macro – le nostre società sono più idiosincratiche e quindi i loro utili continuano a rimanere robusti.

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Opportunità nel mercato obbligazionario tra il conflitto in Ucraina e le azioni restrittive delle Banche Centrali

Posted by fidest press agency su domenica, 20 marzo 2022

A cura di Robert Tipp, Managing Director, Chief Investment Strategist, and Head of Global Bonds di PGIM Fixed Income Le nostre previsioni per il 2022 erano concentrate sulla forza della crescita globale, soprattutto nel mondo sviluppato. Negli Stati Uniti e nella zona euro avevamo previsto una crescita superiore al trend, rispettivamente del 3,6% e del 4,3%. Al contrario, dopo la forte ripresa della Cina dopo i lockdown ci aspettavamo che la crisi immobiliare in corso smorzasse la crescita della seconda economia mondiale al 4,5% per il 2022. Tuttavia, a seguito del conflitto, queste stime sono state riconsiderate, soprattutto per l’area euro in quanto grande importatore di energia con una forte dipendenza dal gas russo. Il trend nella crescita dell’inflazione dei prezzi al consumo ha accelerato quest’anno, dato che il conflitto ha posto ulteriori pressioni al rialzo del costo dell’energia, del cibo e di altre materie prime. Nonostante il rapido aumento delle aspettative di inflazione a breve termine, i mercati stanno mantenendo la fiducia nel controllo dell’inflazione a lungo termine. Per esempio, anche dopo gli effetti della crisi Russia/Ucraina, le aspettative di inflazione a lungo termine rimangono vicine alle medie dal 2005. Questo suggerisce che i mercati rimangono fiduciosi che la Federal Reserve e altre banche centrali possano domare l’inflazione con un irrigidimento della politica monetaria. Un’inflazione storicamente elevata, un insieme di banche centrali “falco” determinate a rispettare i mandati di stabilità dei prezzi e una prospettiva di crescita economica moderata, offuscata dal caos della guerra, pongono gli investitori in un contesto disorientante. Gli operatori di mercato si trovano di fronte a un ambiente molto insolito e impegnativo. Da un lato, il conflitto Russia/Ucraina ha provocato uno shock di approvvigionamento globale che proietta l’ombra della stagflazione, mentre i prezzi delle materie prime e l’inflazione raggiungono livelli mai visti da decenni. Dall’altro lato, le banche centrali sono costrette a combattere l’elevata inflazione. La Federal Reserve è su un chiaro percorso di inasprimento, e anche la BCE sta tenendo le proprie opzioni aperte nonostante gli imminenti rischi al ribasso per le prospettive di crescita nella zona euro. L’incertezza che affrontano gli investitori è enorme, lasciando l’ambiente macroeconomico e di mercato aperti a significativi rischi al ribasso. Tale incertezza rende difficile prendere grandi decisioni macro a livello di portafoglio. Se la mancanza di chiarezza può essere snervante per gli investitori, è chiaro che l’inflazione ponga rischi tangibili ai loro rendimenti reali se gravitano, o rimangono, in disparte. Piuttosto, possono assumere un approccio tematico identificando le interessanti opportunità di valore relativo che esistono tra regioni, asset class e settori. (abstract) fonte: Commento PGIM Fixed Income

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Trovare opportunità in nuove frontiere

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 marzo 2022

A cura di Shaniel Ramjee, Senior Investment Manager e Francis Addai, Junior Multi Asset Strategist. Nonostante le sfide future, i mercati di frontiera offrono opportunità importanti agli investitori a livello di extra-rendimenti (per chi è in grado di analizzare questi Paesi correttamente) e come fonte di diversificazione per portafogli in cui le classi di attività tradizionali sono diventate eccessivamente correlate. Se un numero sempre maggiore di investitori sta diventando familiare con i mercati emergenti (ME), solo una minoranza avventurosa esplora mercati ancora meno sviluppati oltre i confini di quelli emergenti. Si tratta dei cosiddetti mercati di frontiera, che condividono molte delle caratteristiche che rendono interessanti le economie dei mercati emergenti, ma in forma amplificata. Presentano, di conseguenza, un alto potenziale di rendimento per chi ha la capacità di analizzare in profondità ogni singolo Paese e di esercitare un rigoroso controllo del rischio. Nel 2017, ad esempio, la maggior parte dei Paesi dell’Africa subsahariana disponeva praticamente di meno di un abbonamento di telefonia fissa ogni 100 abitanti. Per contro, quasi tutti questi Paesi avevano più di 25 (e molti di essi più di 100) abbonamenti di telefonia mobile ogni 100 abitanti. Tuttavia, va detto che i loro mercati dei capitali tendono a essere piccoli e relativamente illiquidi, quindi di difficile accesso per gli investitori esteri. Inoltre, solitamente questi Paesi hanno strutture politiche e istituzionali meno stabili e possono essere difficili da analizzare a causa della mancanza di dati. In generale, i mercati di frontiera sono molto simili ai mercati emergenti di 20 anni fa. Sono relativamente sottosviluppati. Le loro economie tendono a essere dominate da settori orientati al mercato interno come banche, telecomunicazioni e società di beni di consumo, le cui prospettive sono plasmate da fattori economici locali piuttosto che da macro tendenze globali. La mancanza di liquidità e di attività disponibili rende difficile investirvi e di conseguenza tendono ad essere poco analizzati. In passato, i mercati di frontiera erano dominati da Paesi del Medio Oriente, le cui economie sono incentrate sul petrolio. Tuttavia, poiché questi sono stati lentamente assorbiti dal complesso dei mercati emergenti, l’universo dei mercati di frontiera è diventato di fatto un raggruppamento di Paesi a basso reddito, meno sviluppati e con una crescita basata in misura maggiore sulle esportazioni, sebbene vi siano chiaramente delle eccezioni. Ad esempio, il Vietnam è uno dei più grandi casi di successo all’interno di questo universo, in quanto trae vantaggio dalle aziende che stanno spostando la loro produzione al di fuori della Cina. Il fatto che i mercati di frontiera siano un territorio sconosciuto alla maggior parte degli investitori apre alla possibilità di extra-rendimenti per chi può dedicare tempo e impegno alla loro comprensione (si veda la Fig. 1). Prevedere quali economie di frontiera saranno promosse nell’universo emergente è una delle fonti di questi rendimenti. L’upgrade determina, infatti, flussi di mercato e l’anno che precede la promozione è di solito accompagnato da rendimenti positivi elevati per i mercati azionari e obbligazionari. Questi mercati presentano una serie di caratteristiche interessanti. A differenza dei centri di produttività più tradizionali come Cina, Giappone, Stati Uniti ed Europa, i mercati di frontiera hanno popolazioni giovani e in crescita, che sono potenzialmente in grado di alimentare la crescita, lo sviluppo e la spesa per le infrastrutture. Allo stesso tempo, molti di questi Paesi sono ricchi di risorse naturali, in particolare l’Africa subsahariana, ma anche l’America Latina e parti dell’Eurasia. L’inelasticità dell’offerta, esacerbata dalla spinta verso la neutralità carbonica e dal sottoinvestimento in nuova capacità produttiva, unita a un aumento della domanda sulla scia della pandemia di COVID, ha contribuito a far salire i prezzi delle materie prime. I progressi tecnologici, nel frattempo, possono potenziare i guadagni di produttività, migliorando gli scambi commerciali e l’efficienza nella determinazione dei prezzi, che è quello che è successo nel mondo sviluppato nel XX secolo. (abstract :https://www.am.pictet/it/italy/articoli/2022/analisi-dei-mercati-e-asset-allocation/03/trovare-opportunita-in-nuove-frontiere#PAM_Section_2

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Più risorse e opportunità per l’agricoltura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 gennaio 2022

Il 2022 comincia sotto buoni auspici per l’agricoltura, grazie alle nuove risorse previste nella legge di Bilancio e a un’attenzione verso il settore che non ha precedenti – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Con oltre due miliardi di euro a disposizione per agricoltura, pesca e agroalimentare, il primario potrà beneficiare del doppio delle risorse rispetto all’anno precedente. Finalmente l’agricoltura comincia a essere riconosciuta come locomotiva dell’Italia. Per questo il nuovo anno si preannuncia ricco di sfide.Tra le conseguenze della crisi sanitaria c’è anche una nuova e diffusa consapevolezza del ruolo che il settore primario gioca nella tenuta economica e sociale del Paese – continua Tiso. Si è aperta in questo modo una finestra di opportunità che deve essere sfruttata non solo per rilanciare il settore, ma anche per impostare la sua crescita su nuove basi mettendo al centro la sostenibilità. Le risorse in arrivo con la legge di Bilancio sono destinate, tra gli altri obiettivi, a promuovere le assicurazioni sul rischio catastrofale e le agevolazioni fiscali, oltre a finanziare misure a sostegno delle filiere, degli investimenti e dei giovani. Sono finalità condivisibili, che devono però essere integrate da quello della transizione verde, che dovrebbe informare in modo trasversale l’intero pacchetto di incentivi all’interno di un impianto complessivo che comprenda anche il Pnrr e la nuova Pac.

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Ecco le cinque professioni con più opportunità di lavoro temporaneo per il 2022

Posted by fidest press agency su domenica, 2 gennaio 2022

Milano. Mentre i trend d’oltreoceano ci fanno discutere di Great Resignation, delle dimissioni di massa di una fetta di popolazione insoddisfatta del proprio lavoro, l’Italia è in una situazione diversa: crescono gli occupati e, contemporaneamente, i lavoratori che non riescono a inserirsi nei circuiti produttivi. Le ampie oscillazioni dell’attività economica registrate in questi due anni di pandemia, inoltre, hanno determinato problemi di scarsità di manodopera in diverse aree, e un turnover più o meno forzato che ha prodotto, per chi cerca lavoro oggi, numerose opportunità di inserimento. Jobtech, (https://jobtech.it), prima agenzia italiana per il lavoro tutta digitale, ha analizzato gli annunci di lavoro in somministrazione nel mondo del retail, della logistica, del call center, dell’hospitality e dell’Ho.Re.Ca. scoprendo quali sono le cinque professioni con più opportunità di lavoro in somministrazione per il 2022.Picker (e packer) per i dark store. I dark store sono la nuova frontiera del digital retail: sono quei punti vendita che si occupano esclusivamente dello shopping online. Non sono ancora popolari come la loro controparte tradizionale, ma rappresentano un fenomeno in enorme crescita, con ripercussioni in positivo nel mondo del lavoro. Secondo le stime di Jobtech questo nuovo settore è pronto ad assumere migliaia di dipendenti in tutta Italia. È prevista la creazione di micro centri di distribuzione di quartiere in cui lavoreranno solo rider, “picker” – persone deputate alla preparazione degli ordini – “packer” (i magazzinieri) e store manager. Responsabili della logistica, sempre più focalizzati sulla soddisfazione del cliente finale. Il cambiamento demografico, il progresso tecnologico, la digitalizzazione e la pandemia stanno trasformando notevolmente il lavoro nel settore della logistica, che non è mai stato così strategico e tecnologico. Il responsabile della logistica di un’azienda diventa così un “responsabile della soddisfazione del cliente”, perché rappresenta l’anello di congiunzione con il consumatore finale, e ne determina per larga parte il livello di apprezzamento del servizio: l’analisi e l’automazione nei centri di evasione ordini aumenteranno la gamma di opzioni disponibili per costruire un carico, pianificare un percorso e confermare la disponibilità del cliente a ricevere la spedizione. Tutto ciò richiede personale formato, digitale ed esperto: i lavoratori che lo sono hanno davanti numerose opportunità di inserimento nei prossimi mesi. Camerieri. Se il settore della ristorazione è stato, nel 2021, al centro di numerosi dibattiti che hanno coinvolto datori di lavoro, associazioni di categoria, difensori del Reddito di Cittadinanza e operatori precari, quel che resta a fine anno è la consapevolezza che la pandemia ha stravolto il comparto, producendo un drastico turnover della forza lavoro. Ciò comporterà, per il 2022, una spinta alle assunzioni di camerieri, barman, chef e pizzaioli. Le opportunità non mancheranno soprattutto per professionisti con esperienza, a cui si devono però garantire tutele e diritti. Operatori di contact center (da remoto). Una delle cause della Great Resignation, rivelano le analisi, è la richiesta un miglior bilanciamento tra vita e lavoro. Poter lavorare da remoto, in questo senso, rappresenta una forte leva per rendere più appetibile un posto di lavoro: i sostenitori della Yolo Economy – You Only Live Once, si vive una volta sola – potranno contare sulle numerose opportunità da remoto offerte dal mondo dei call center. Sono sempre di più, infatti, gli annunci relativi a lavori nel customer care o nelle inside sales, ma gestiti completamente da casa. Contabili (esperti di sostenibilità). Quello della contabilità è un settore che si è rivelato particolarmente appetibile per i lavoratori in cerca nel 2021: in primis le donne e chi cerca opportunità di remote working. Richiede precisione, organizzazione e time management, oltre che competenze informatiche di buon livello. Nel 2022 ci saranno opportunità soprattutto per chi, oltre a queste skill, vanterà competenze nella sostenibilità: i contabili saranno sempre più strategici nel definire un approccio green dell’azienda, identificando le aree in cui è possibile ridurre i consumi e gli sprechi, o promuovendo operazioni volte a ridurre l’impatto ambientale del posto di lavoro.

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Quali sono le opportunità concrete delle imprese legate al Pnrr?

Posted by fidest press agency su martedì, 7 dicembre 2021

E quali le modalità operative per partecipare ai bandi? Per rispondere a queste e ad altre domande sulla straordinaria, ma anche complessa, occasione del Piano di Ripresa e Resilienza, l’Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda ha organizzato un evento dal titolo ‘Pnrr: opportunità per le imprese’. L’iniziativa di Aidda si è svolta nell’ambito delle celebrazioni per i 50 anni di attività della delegazione Aidda Campania alle quali hanno partecipato socie da provenienti da tutta Italia.La tavola rotonda ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Antonella Giachetti, presidente nazionale di Aidda, e le Partner di KPMG Sara Nuzzaci, Giorgia Aresu e Erika Rodriguez. “Il Pnrr è una grande opportunità di crescita e modernizzazione del Paese – ha detto Sara Nuzzaci – ma ha una struttura tecnico-normativa molto complessa. Gli strumenti messi a disposizione delle imprese sono molteplici – crediti d’imposta, contributi a fondo perduto, finanziamenti a tasso agevolato, prestazione di garanzie e interventi sul capitale – e regolati da una serie di leggi e bandi, in parte già emanati, in parte in corso di emanazione. Per cogliere queste opportunità occorre una ‘cinghia di trasmissione’ tra i fondi del Pnrr e le imprese”.Per la presidente nazionale di Aidda Antonella Giachetti “questa giornata di approfondimento è stata importante per chiarire bene quali sono le opportunità per le imprese e per fornire loro una sorta di ‘bussola’ per trovare la giusta strategia per coglierle. Abbiamo cercato di spiegare loro quali saranno le modalità con le quali saranno erogati i fondi del Pnrr e a quali bandi potranno partecipare le aziende. Come Aidda abbiamo tra i nostri principali obiettivi quello di affiancare e aiutare le Pmi perché riteniamo che svolgano una funzione fondamentale nella nostra economia. Si tratta di una preziosissima rete di aziende che sta vivendo una fase molto delicata dopo la pandemia e che potrebbe trovare il giusto slancio grazie al Pnrr. Per questo saremo al loro fianco nel prossimo futuro. Quello di oggi, infatti, è soltanto il primo focus: vogliamo mettere in campo un percorso informativo a disposizione delle nostre socie per accompagnarle nel mondo del Pnrr”.

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Nuove opportunità per le imprese italiane negli Emirati arabi uniti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

Dubai. Questa la sintesi degli impegni presi nell’accordo sottoscritto a Dubai, in occasione di Expo Dubai, dal vicepresidente vicario di Unioncamere, Antonio Paoletti, dal presidente di Promos Italia, Giovanni Da Pozzo e da Hamad Mubarak Buamim, presidente e Ceo della Dubai Chamber of Commerce & Industry.“Un’opportunità – ha commentato Paoletti – resa possibile dai numerosi contatti avviati grazie all’Expo di Dubai e che ha consentito di strutturare una piattaforma operativa per costruire nuove opportunità di investimento e commerciali per le nostre imprese in una realtà in cui il Made in Italy è visto come sinonimo di eccellenza e lusso da ricercare nella vita quotidiana. Come Unioncamere è fondamentale far parte di una strategia volta all’incentivazione dei rapporti d’affari tra l’Italia e gli Eau che va a rinforzare e completare un primo accordo di collaborazione sottoscritto dal sistema camerale con la camera di Dubai in occasione dell’Expo di Milano”. “Il Memorandum of Understanding (MoU) sottoscritto – dichiara Giovanni Da Pozzo, presidente di Promos Italia – ha il fine di rafforzare ulteriormente la collaborazione tra Italia ed Emirati Arabi in particolare in termini di relazioni commerciali, innovazione digitale e sviluppo sostenibile, con un conseguente beneficio anche per i rispettivi sistemi imprenditoriali ed economici”. L’obiettivo del MoU è di rafforzare la cooperazione bilaterale già avviata in occasione di Expo Milano 2015 (quando venne sottoscritto un primo accordo) nell’ambito della promozione di opportunità commerciali per le imprese italiane ed emiratine, con le parti che intendono collaborare a livello strategico, nonché nell’organizzazione di attività concrete per accelerare lo sviluppo del business bilaterale, nel rispetto dei quadri normativi e di impegno nazionali.Nello specifico i tre firmatari hanno impegnato le rispettive realtà a lavorare per promuovere la partnership commerciale tra Dubai e l’Italia e favorire le relazioni economiche, industriali e commerciali tra le imprese dei due territori; promuovere e scambiare conoscenze e competenze, facilitare i contatti tra enti, aziende, associazioni, imprese e ambienti economici e finanziari dei due territori; migliorare la cooperazione e la collaborazione tra le Parti nelle attività internazionali verso Paesi terzi e rispettivi mercati di interesse comune, principalmente in Europa, Africa e Asia; promuovere eventi culturali e sociali volti alla costruzione dell’immagine, favorire le relazioni con i media, facilitare il networking; sviluppare ogni altra iniziativa utile al raggiungimento degli obiettivi desiderati.

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BCE: l’arte del compromesso e l’opportunità mancata

Posted by fidest press agency su martedì, 13 luglio 2021

A cura di Pasquale Diana, Senior Macro Economist di AcomeA SGR. La BCE ha annunciato i risultati della Strategy Review. La review ha avuto inizio nel 2020 e ha subito forti ritardi a causa della pandemia. Il processo ha visto coinvolti ben 13 gruppi di lavoro, i cui risultati saranno presentati in working papers che la BCE pubblicherà nelle prossime settimane.Ci sono quattro cambiamenti principali: primo, il nuovo target sarà 2%, non più “poco al di sotto del 2%”; secondo, negli anni a venire includerà i costi delle attività immobiliari (housing) nell’indice di inflazione, come fanno già altre banche centrali; terzo, il “pilastro monetario” sarà rimpiazzato da un pilastro “monetario e finanziario”, presumibilmente per includere analisi regolari sulle condizioni finanziarie spesso menzionate dalla Lagarde; quarto, fattori legati ai cambiamenti climatici saranno inclusi nelle sue analisi, nei programmi di acquisti e nel framework monetario.L’inclusione delle attività immobiliari nell’inflazione era probabilmente nelle attese e dovrebbe alzare l’inflazione misurata al margine di 10-20 punti base. La revisione formale del target a un 2% simmetrico era senz’altro anch’essa attesa dal mercato. In generale, portare l’obiettivo d’inflazione da “poco sotto il 2%” a un 2% simmetrico equivale ad alzare il target e quindi – ceteris paribus – va al margine nella direzione di una politica monetaria più espansiva. Il contesto in cui vengono prese queste decisioni è importante. L’inflazione in eurozona negli ultimi dieci anni è stata in media 1.2%, poco più della metà del target. Ci si attendeva forse qualcosa di più concreto dalla BCE su come riportare l’inflazione al target. Invece la BCE si è limitata a menzionare gli strumenti esistenti (tassi d’interesse, forward guidance, QE, LTRO) e a dire in maniera generica che ne avrebbe introdotti di nuovi ove fosse necessario. E che dire dell’inflazione? La BCE avrebbe potuto annunciare ad esempio che avrebbe cercato di portare l’inflazione oltre il 2% per un periodo, al fine di compensare in parte la bassa inflazione degli ultimi anni. Questa è l’essenza dell’Average Inflation Targeting (AIT) annunciato dalla Fed a Jackson Hole nel 2020. Oppure la BCE avrebbe potuto fornire delle indicazioni su come avrebbe cercato di mantenere la sua politica di acquisti flessibile anche dopo la fine del PEPP, prevista per marzo 2022. Invece, nulla di tutto questo. Quando – come adesso – i tassi sono prossimi al cosiddetto effective lower bound (cioè il limite oltre il quale non è prudente tagliarli), la BCE sostiene che si creano delle condizioni particolari. Non potendo tagliare i tassi, la banca centrale deve prendere delle misure forti per evitare che le aspettative d’inflazione si deteriorino. Fare questo può condurre a un periodo temporaneo d’inflazione sopra il target, secondo la BCE. Può sembrare un passo verso AIT, e in effetti lo è, ma è davvero molto timido. Inoltre, la stessa Lagarde ha detto che non ci saranno conseguenze materiali sulla politica monetaria. Sarebbe sbagliato – e ingeneroso – dire che non è cambiato niente. La BCE ha contribuito a chiarire il suo obiettivo d’inflazione e renderlo trasparente. I working papers che saranno pubblicati nelle prossime settimane forniranno senz’altro materiale di studio interessante. Ciò detto, va ricordato che la BCE prevede l’inflazione solo all’1.4% tra due anni, nonostante lo stimolo monetario già messo in atto. Il problema di un’inflazione ben sotto il target è reale e richiede misure forti. La chiara sensazione è che la BCE avrebbe potuto fare di più e che la necessità di trovare un compromesso tra i vari membri abbia impedito una soluzione più ambiziosa. Molti dei nodi irrisolti verranno inevitabilmente al pettine nei prossimi mesi. Per adesso, la Strategy Review è indubbiamente un passo avanti, ma anche un’opportunità mancata.

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Nuova opportunità per le aziende dell’asse Spilimbergo-Maniago

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2021

Per loro vi è la possibilità di essere coinvolte nel progetto di Cross Fertilization che vede protagonisti da una parte il Consorzio NIP- Nucleo di Industrializzazione della Provincia di Pordenone e dall’altra la Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo. Si tratta di una collaborazione volta a favorire l’innovazione e il trasferimento tecnologico, attraverso la possibilità per i team di lavoro delle imprese manifatturiere del territorio di beneficiare dell’impulso creativo derivante da un contesto socio-culturale dinamico com’è quello della Scuola Mosaicisti del Friuli.La prima azienda che ha già colto questa opportunità è la SIAP Spa insediata proprio in Zona industriale NIP di Maniago, che rappresenta il centro d’eccellenza del Gruppo Carraro per la componentistica e l’ingranaggeria di qualità. Il Vicepresidente del Gruppo e Presidente di SIAP, Tomaso Carraro, ha infatti visitato la sede della Scuola Mosaicisti insieme a Paolo De Col, che non solo è Direttore Generale e Consigliere d’amministrazione di SIAP ma è anche consigliere del CDA proprio del Consorzio NIP. Un incontro stimolante che ha messo in luce come sia possibile combinare l’arte con lo sviluppo imprenditoriale del territorio.

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PNRR: sfide e opportunità per il sistema Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2021

Giovedì 29 aprile a partire dalle 9:00 si terrà in forma digitale l’evento RECOVERY PLAN, PNRR: sfide e opportunità per il sistema Italia, organizzato dal Sole 24 Ore e Radio 24, nel corso del quale si discuterà del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con il quale sono in arrivo i fondi europei che permetteranno di attuare il programma Next Generation EU a livello nazionale. Articolato in 6 macro-missioni, il programma è lo strumento per la ripartenza dell’Italia e per realizzare le riforme che consentiranno di accelerare sul fronte dell’innovazione e della digitalizzazione. Un’opportunità per le nostre imprese, che giocheranno un ruolo centrale nel processo di sviluppo e di rilancio del nostro sistema economico: spetterà a loro governare il processo di transizione verso un Paese più sostenibile, digitale ed inclusivo.Intervengono, tra gli altri, Patrizio Bianchi, Ministro dell’Istruzione, Enrico Giovannini, Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili; Andrea Orlando, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali; Stefano Bonaccini, Presidente Regione Emilia Romagna; Antonio Decaro, Presidente Anci e sindaco di Bari; Giovanni Brugnoli, Vicepresidente per il Capitale Umano Confindustria; Fabrizia Lapecorella, Direttore Generale delle Finanze, MEF; Maurizio Stirpe, Vicepresidente per il Lavoro e le Relazioni Industriali Confindustria. L’evento è gratuito previa iscrizione su https://virtualevent.ilsole24ore.com/recovery-plan/

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Tutte le opportunità da non perdere nel Regno Unito

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 marzo 2021

Nel turbinio della pandemia da Covid-19, il tanto auspicato “Brexit Deal” siglato a fine 2020 tra Regno Unito e Unione Europea è passato quasi in sordina. Eppure, sancendo il libero scambio e azzerando dazi e quote, è stato un grande regalo di Natale per le imprese europee che esportano verso il mercato britannico. Nel 2020 il volume dell’export dai Paesi dell’Unione in Gran Bretagna si è attestato su 226.000 miliardi di sterline. In Italia, secondo le fonti del Ministero degli Esteri, le esportazioni verso il mercato anglosassone hanno superato i 22 miliardi di euro, il 5% dell’intero export, una percentuale di tutto rispetto per il Belpaese. I primi mesi del 2021, tuttavia, con un ulteriore calo di 6,6 miliardi di sterline dell’export europeo verso l’UK, non sembrano aver colto i benefici del grande risultato negoziale tra Londra e Bruxelles. Sarà per l’aumento degli adempimenti burocratici comunque generati dalla Brexit, le code alle dogane e la confusione generale di questo primo periodo post-Deal, sembra che le piccole-medie imprese dell’Unione europea siano ancora preoccupate delle incognite derivanti da questa fase di passaggio.Sono particolarmente sensibili a questa condizione di disorientamento le società di servizi europee che, operando nel campo dell’internazionalizzazione e della mediazione linguistico-culturale, sono diventate da alcuni mesi destinatarie delle più svariate richieste di informazioni e consulenza da parte delle imprese dell’Unione che cercano di ritrovare la bussola in questa importante fase di trasformazione post-Brexit.La perfetta conoscenza delle nuove procedure burocratiche in materia doganale e di controllo sanitario che regolamentano il traffico di merci attraverso la Manica diventa pertanto l’unico scoglio da superare per poter cogliere questa irripetibile opportunità in quello che è stato finora il quinto importatore al mondo di beni italiani e che, secondo le recenti dichiarazioni del suo Prime Minister, Boris Johnson, intende rimanere “culturalmente, emotivamente, storicamente, strategicamente, geologicamente attaccato all’Europa”.Si consideri poi che, a fronte del calo dell’export dall’Unione al Regno Unito, si sta configurando un incremento degli accordi di libero scambio con i Paesi extra-Ue, i quali sembrano cavalcare l’onda del cambiamento, andando a occupare quelle quote del mercato britannico lasciate scoperte dall’Unione. Secondo fonti KPMG, gli scambi tra questi Paesi e il Regno Unito hanno registrato a gennaio 2021 una crescita dell’1,7%.Landoor è il partner linguistico di riferimento per primari business player operanti sui mercati globali più esigenti: medico-farmaceutico, diagnostico, finanziario, legale, nuove tecnologie, digitale, fashion&design. Con sede centrale a Milano e correspondent offices a Londra, Berlino e Parigi, l’azienda vanta 35 anni di esperienza al fianco di imprese locali e internazionali con un ventaglio completo di servizi linguistici, che vanno dalle traduzioni alla localizzazione, dal medical writing all’interpretariato. Fonte http://www.landoor.com.

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Le opportunità immobiliari a lungo termine

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 dicembre 2020

Logistica, supermercati e residenziale specializzato presenteranno le opportunità di investimento più interessanti in Europa nel 2021, secondo Savills Investment Management (Savills IM), il gestore internazionale di investimenti immobiliari.Il nuovo sondaggio1 incluso nel report rileva che il 59% degli investitori immobiliari si aspetta che il mercato europeo degli investimenti si riprenderà già nel 2021. Il 45% degli investitori ritiene inoltre che gli investimenti immobiliari aumenteranno nei prossimi 12 mesi rispetto ai precedenti 12 mesi, mentre il 25% crede resteranno stabili.Con riferimento all’Italia, Cristiano Ronchi, Managing Director Italia, Savills IM SGR, evidenzia i temi chiave analizzati nel report Outlook 2021 di Savills IM:La logistica rimarrà la nota più positiva all’interno del panorama immobiliare italiano. Il settore è caratterizzato dalla mancanza di spazi moderni e di qualità ed è trainato da una solida domanda sostenuta dall’e-commerce. I principali hotspot rimangono nel Nord Italia, in particolare a Milano, Verona, Bologna, ma anche Roma. La domanda di logistica di ultimo miglio è in forte espansione, anche se non è facile trovare opportunità per costruire un portafoglio di dimensioni significative. C’è anche un crescente interesse per la logistica del freddo.Per quanto riguarda il retail, il settore alimentare si è dimostrato notevolmente resiliente durante il lockdown, e la risposta dei consumatori, delle catene alimentari e degli investitori è in forte crescita. La ripresa dell’High Street dipende dal ritorno del turismo internazionale; ci aspettiamo in futuro meno negozi ma più grandi, con un’enfasi sul formato show-room. In questo contesto, i formati devono adattarsi alle nuove tendenze e trovare le soluzioni più adatte a soddisfare le mutate esigenze dei consumatori.L’interesse degli investitori in settori appartenenti al residenziale specializzato è in crescita costante da qualche anno. In particolare il senior living, in tutte le sue declinazioni, le residenze per studenti ed il micro-living in affitto rappresentano un’opportunità nuova per molti investitori, attratti non solo da rendimenti stabili ma anche dalle caratteristiche anticicliche o almeno non correlate ai macro-trend economici. Crediamo che il settore trainerà il real estate nel prossimo decennio, grazie ai solidi fondamentali di lungo periodo, tra cui le dinamiche favorevoli di domanda e offerta, trend demografici positivi e i cambiamenti di stile di vita.

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Opportunità di investimento in energie rinnovabili e tecnologie ambientali in Etiopia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2020

Fino al 14 dicembre 2020 UNIDO ITPO Italy ospiterà virtualmente nell’ambito del Programma Delegati di UNIDO un rappresentante dell’Ethiopian Investment Commission, Haregewoin Mirotaw Shumiye, con l’obiettivo di promuovere nella comunità imprenditoriale italiana un portfolio di progetti in ambito di energie rinnovabili e tecnologie ambientali. La partecipazione all’iniziativa è aperta alle imprese italiane operanti nei seguenti settori: energie rinnovabili e soluzioni off-grid; trattamento e riciclo della carta e di prodotti correlati; gestione sostenibile delle risorse idriche; energie rinnovabili e soluzioni ambientali applicate al settore lattiero-caseario.Durante gli incontri virtuali i partecipanti avranno l’occasione di presentare la propria azienda e discutere potenziali opportunità di partnership con le controparti etiopi rappresentate dal delegato, promuovendo il trasferimento di tecnologie innovative per uno sviluppo industriale sostenibile nel settore locale. L’iniziativa si colloca all’interno del progetto “Fostering international partnerships between companies and/or institutions operating in the energy and environment sectors”, finanziato dal Ministero Italiano dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed implementato da UNIDO ITPO Italy.

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DigitalNinja: consigli e opportunità sulla cyber-security

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

Bruxelles. In un mondo in rete e di dispositivi interconnessi, la protezione dei nostri dati è fondamentale.Per sensibilizzare i cittadini, soprattutto i più giovani, sui rischi della rete e per dare loro dei consigli su come sfruttare al meglio le opportunità legate alle nuove tecnologie, la Commissione europea, in collaborazione con Operazione Risorgimento digitale e Cisco Networking Academy, lancia la campagna di sensibilizzazione #DigitalNinja.Negli ultimi anni abbiamo imparato a conoscere le numerose minacce a cui si è esposti nel mondo della rete – come email di phishing, furti di identità, maleware ecc. Spesso, però, basterebbe mettere in pratica alcuni piccoli accorgimenti per mettere le nostre preziosi informazioni al sicuro. Quando usciamo di casa, infatti, ci assicuriamo che la porta sia ermeticamente chiusa alle nostre spalle, quando parliamo del nostro telefono cellulare, invece, lasciamo spesso le nostre informazioni incustodite.Esperti del settore e addetti ai lavori spiegheranno quali sono le pratiche e gli strumenti a disposizione di tutti noi per metterci al riparto dagli attacchi informatici più frequenti che riguardano ormai sia i singoli cittadini che le imprese. Una parte della campagna sarà dedicata anche alle opportunità professionali nel campo della sicurezza informatica, un settore in forte crescita.I contenuti della campagna saranno pubblicati sui social media della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, della Direzione Generale Reti di comunicazione, contenuti e tecnologie e dei partner, Operazione Risorgimento Digitale e Cisco Networking Academy Italia.

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“Small cap globali: un mondo di opportunità”

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

A cura di Scott Woods, Gestore di portafoglio di Columbia Threadneedle Investments. L’epidemia di Covid-19 rappresenta forse il più grande stravolgimento dell’economia globale ad eccezione delle guerre mondiali e sta mettendo a dura prova famiglie, società e governi di tutto il mondo. Per noi investitori, si tratta di una sfida su più livelli.In qualità di investitori a lungo termine, abbiamo cercato di mantenere il sangue freddo, di guardare oltre la volatilità di mercato e di concentrarci su ciò che sappiamo fare meglio: individuare società solide che riteniamo saranno in grado di prevalere nel lungo termine. Fortunatamente, queste aziende di alta qualità hanno generalmente dimostrato buona tenuta rispetto al mercato più ampio, conseguendo solide performance relative. In alcuni casi siamo anche riusciti a trovare ottime occasioni tra le società che erano state, a nostro avviso, ipervendute.Contrariamente alla volatilità del mercato, che conosciamo molto bene, il telelavoro generalizzato in tutto il settore è un fenomeno del tutto nuovo. Vantiamo un accesso privilegiato ai team manageriali delle aziende e un ambiente lavorativo aperto e collaborativo. Nulla è cambiato da questo punto di vista, ma abbiamo dovuto adattarci. L’opportunità di parlare con gli analisti e il management delle società non è diminuita, ma ora gli incontri avvengono in modo virtuale, su Zoom e Microsoft Teams. Le nostre riunioni interne si svolgono via Skype e le presentazioni con i clienti via WebEx.Cosa ancor più importante, la filosofia e i processi che stanno alla base del nostro modo di lavorare e che ci contraddistinguono non sono cambiati.L’universo globale delle small cap comprende un numero considerevole di titoli, il che implica una scarsa copertura delle singole società da parte degli analisti. Il benchmark che utilizziamo per la nostra strategia incentrata sulle small cap globali, l’indice MSCI World Small Cap, è costituito da circa 4.500 titoli.Prendiamo ad esempio Microsoft. Questo titolo è coperto da più di quaranta analisti, ma solo due analisti seguono la small cap californiana WD-40, un fornitore di prodotti per la casa, compresa una gamma di lubrificanti con il suo marchio di punta. Ciò offre una maggiore opportunità di generare alfa. È inoltre possibile costruire portafogli che si discostano significativamente dalla composizione del benchmark, il che significa avere accesso ad opportunità di generare un alfa nettamente superiore ai rendimenti disponibili per gli ETF passivi che attuano strategie di investimento basate su benchmark/indicizzate. Le classi di attivi che permettono di avere un’active share così elevata non sono molte.
Le small cap offrono un’esposizione pura a tendenze o a temi strutturali emergenti. Ci sono imprese “pure play” specializzate in un unico prodotto che fanno egregiamente. Ad esempio, Freshpet è un produttore statunitense di alimenti freschi di alta qualità per cani e gatti. I consumatori statunitensi spendono ogni anno il 4%-5% in più per i loro animali domestici, che sono trattati sempre più come membri della famiglia. Volendo investire in questo settore attraverso una società più grande, si dovrebbero acquistare titoli come Nestlé, per la quale gli alimenti per animali rappresentano solamente il 10% circa del fatturato.
Valutiamo le caratteristiche fondamentali di una società e cerchiamo di capire le ragioni che le consentiranno di generare sostenibilmente un rendimento superiore al costo del capitale nel lungo periodo. Per meglio comprendere la fonte del vantaggio competitivo di un’azienda, usiamo le Cinque Forze di Porter, uno strumento per la valutazione del vantaggio competitivo di una società.
Crediamo che sia davvero importante avere accesso ai mercati locali e alla ricerca primaria, perché l’elevato numero di titoli disponibili, compreso un 30% di azioni fuori benchmark, ci obbliga a selezionare 70-90 aziende che riteniamo riflettano la nostra filosofia di investimento. Il nostro punto di forza è che disponiamo di analisti che hanno fino a 25 anni di esperienza di investimento nell’universo small cap regionale, tutti con la stessa filosofia di investimento. Abbiamo team small cap regionali negli Stati Uniti, in Europa e nel Regno Unito, a cui si aggiungono i nostri analisti di portafoglio in Asia. Le loro migliori idee sono integrate nella strategia. (abstract)

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