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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 137

Posts Tagged ‘opportunità’

In Europa si possono trovare buone opportunità?”

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 Maggio 2022

A cura di Alistair Wittet, gestore azionario Europa di Comgest. Il 1° trimestre del 2022 è stato caratterizzato da una forte agitazione sui mercati a causa dell’incremento dell’inflazione, alimentata in gran parte dalle incertezze generatesi con lo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina, che hanno causato un balzo nei prezzi delle materie prime soprattutto energetiche, aumentando il rischio di stagflazione. A gennaio, le voci relative al rialzo dei tassi hanno provocato una brusca rotazione settoriale a vantaggio dei titoli value e a scapito di quelli quality e growth, che hanno subito forti svalutazioni, analogamente alle società a media e bassa capitalizzazione. Questi eventi avranno probabilmente un impatto negativo diretto sulla crescita economica, portando a un significativo aumento dell’inflazione (spinta soprattutto dai prezzi dell’energia e dei cereali) e minando la fiducia dei consumatori, con un conseguente maggior rischio di recessione in Europa.In questo contesto rimaniamo fedeli al nostro approccio basato sulla ricerca di società di qualità e che mostrano una crescita idiosincratica, ossia indenne dalla volatilità del contesto attuale. Alcuni esempi sono Straumann, società leader nella produzione di impianti ortodontici della fascia premium. La società sta crescendo per acquisizioni profittevoli che le hanno consentito di uscire dalla nicchia ed espandersi in altre divisioni come quella degli scanner per le immagini del cavo orale o degli apparecchi ortodontici.Nel settore tecnologico segnaliamo ASML, che vanta una posizione di quasi monopolio nella litografia per semiconduttori, grazie alla nuova tecnologia per stampare transistor. Si tratta di un mercato in forte accelerazione e le aziende del settore stanno effettuando investimenti strutturali per gli upgrade dei sistemi. Nel settore medico troviamo NOVO Nordisk, società leader nei prodotti per diabetici: sono passati dall’insulina umana a quella moderna. La società ha anche brevettato la nuova molecola per l’obesità Wegovy che è già stata approvata dal FDA. Il contrasto all’obesità, che affligge il 40% degli americani, sarà un driver di crescita della società con un target per il 2025 di 4 miliardi di dollari americani.Anche le acquisizioni possono essere degli importanti driver di crescita e visibilità per le aziende, come lo è stato per il gruppo LVMH, che ha acquisito Christian Dior Couture e che si stima possa cresce di 5 volte rispetto all’anno dell’acquisizione o per L’Oréal con CeraVe. CeraVe società che si occupa di creme per la cura della pelle vendute sia nei supermercati sia nelle farmacie, a 5 anni dall’acquisizione ha generato ricavi per 1 miliardo di dollari USA, contribuendo così alla crescita dell’1% dell’intero gruppo.

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“Comgest: in Europa si possono trovare buone opportunità?”

Posted by fidest press agency su domenica, 1 Maggio 2022

A cura di Alistair Wittet, gestore azionario Europa di Comgest. Il 1° trimestre del 2022 è stato caratterizzato da una forte agitazione sui mercati a causa dell’incremento dell’inflazione, alimentata in gran parte dalle incertezze generatesi con lo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina, che hanno causato un balzo nei prezzi delle materie prime soprattutto energetiche, aumentando il rischio di stagflazione. A gennaio, le voci relative al rialzo dei tassi hanno provocato una brusca rotazione settoriale a vantaggio dei titoli value e a scapito di quelli quality e growth, che hanno subito forti svalutazioni, analogamente alle società a media e bassa capitalizzazione. Questi eventi avranno probabilmente un impatto negativo diretto sulla crescita economica, portando a un significativo aumento dell’inflazione (spinta soprattutto dai prezzi dell’energia e dei cereali) e minando la fiducia dei consumatori, con un conseguente maggior rischio di recessione in Europa.In questo contesto rimaniamo fedeli al nostro approccio basato sulla ricerca di società di qualità e che mostrano una crescita idiosincratica, ossia indenne dalla volatilità del contesto attuale. Alcuni esempi sono Straumann, società leader nella produzione di impianti ortodontici della fascia premium. La società sta crescendo per acquisizioni profittevoli che le hanno consentito di uscire dalla nicchia ed espandersi in altre divisioni come quella degli scanner per le immagini del cavo orale o degli apparecchi ortodontici. Nel settore tecnologico segnaliamo ASML, che vanta una posizione di quasi monopolio nella litografia per semiconduttori, grazie alla nuova tecnologia per stampare transistor. Si tratta di un mercato in forte accelerazione e le aziende del settore stanno effettuando investimenti strutturali per gli upgrade dei sistemi. Nel settore medico troviamo NOVO Nordisk, società leader nei prodotti per diabetici: sono passati dall’insulina umana a quella moderna. La società ha anche brevettato la nuova molecola per l’obesità Wegovy che è già stata approvata dal FDA. Il contrasto all’obesità, che affligge il 40% degli americani, sarà un driver di crescita della società con un target per il 2025 di 4 miliardi di dollari americani. Anche le acquisizioni possono essere degli importanti driver di crescita e visibilità per le aziende, come lo è stato per il gruppo LVMH, che ha acquisito Christian Dior Couture e che si stima possa cresce di 5 volte rispetto all’anno dell’acquisizione o per L’Oréal con CeraVe. CeraVe società che si occupa di creme per la cura della pelle vendute sia nei supermercati sia nelle farmacie, a 5 anni dall’acquisizione ha generato ricavi per 1 miliardo di dollari USA, contribuendo così alla crescita dell’1% dell’intero gruppo.

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Asia, ci sono buone opportunità

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2022

A cura di Bhuvnesh Singh, gestore azionario Asia (ex Japan) e India di Comgest I mercati asiatici sono stati deboli da inizio anno e negli ultimi 12 mesi. La scarsa performance del mercato cinese è stata la ragione principale di questa debolezza. Una combinazione di restrizioni legate al COVID, una stretta politica monetaria/fiscale e un giro di vite normativo sulle aziende di nuova generazione ha portato a un sentiment debole dei consumatori e a problemi significativi per il settore immobiliare con un’eccessiva leva finanziaria. Oltre a questo, i forti prezzi delle materie prime e il recente conflitto in Russia-Ucraina hanno ulteriormente smorzato l’andamento dei mercati. Questo tipo di volatilità del mercato gioca a nostro favore in quanto gestori attivi e a lungo termine. Questo ci dà la possibilità di acquistare grandi franchise a prezzi più bassi con la convinzione che nel nostro orizzonte di investimento a lungo termine le valutazioni e le performance dovrebbero normalizzarsi. Per esempio, la volatilità del mercato ha portato a una situazione in cui il principale assicuratore cinese si trova con una valutazione al di sotto del book value e la società di e-commerce cinese dominante è scambiata a multipli bassi a due cifre. In effetti, ci aspettiamo che queste opportunità portino a rendimenti significativi dal livello attuale, nonostante la volatilità a breve termine. L’andamento degli utili potrebbe anche cambiare con la ritardata riapertura dell’economia cinese e una politica monetaria e fiscale relativamente più accomodante. Inoltre, le recenti dichiarazioni dei governi suggeriscono che anche le pressioni normative potrebbero diminuire in futuro.Sempre in Asia, le nostre posizioni a Taiwan continuano a registrare una performance costante. Gli investimenti in società tecnologiche leader come TSMC o Delta Electronics hanno ottenuto buoni risultati. Anche se la Corea è stata un po’ più sfidante, il mercato continua ad avere prezzi ragionevoli e rimaniamo soddisfatti dei guadagni delle nostre società. All’interno dell’ASEAN, troviamo una serie di opportunità interessanti in Vietnam, un paese che sta andando molto bene economicamente e ciò si riflette nelle tendenze degli utili delle nostre società. Anche l’India continua a performare bene, anche se la recente forza dei prezzi delle materie prime potrebbe avere un impatto negativo sull’ambiente macro – le nostre società sono più idiosincratiche e quindi i loro utili continuano a rimanere robusti.

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Opportunità nel mercato obbligazionario tra il conflitto in Ucraina e le azioni restrittive delle Banche Centrali

Posted by fidest press agency su domenica, 20 marzo 2022

A cura di Robert Tipp, Managing Director, Chief Investment Strategist, and Head of Global Bonds di PGIM Fixed Income Le nostre previsioni per il 2022 erano concentrate sulla forza della crescita globale, soprattutto nel mondo sviluppato. Negli Stati Uniti e nella zona euro avevamo previsto una crescita superiore al trend, rispettivamente del 3,6% e del 4,3%. Al contrario, dopo la forte ripresa della Cina dopo i lockdown ci aspettavamo che la crisi immobiliare in corso smorzasse la crescita della seconda economia mondiale al 4,5% per il 2022. Tuttavia, a seguito del conflitto, queste stime sono state riconsiderate, soprattutto per l’area euro in quanto grande importatore di energia con una forte dipendenza dal gas russo. Il trend nella crescita dell’inflazione dei prezzi al consumo ha accelerato quest’anno, dato che il conflitto ha posto ulteriori pressioni al rialzo del costo dell’energia, del cibo e di altre materie prime. Nonostante il rapido aumento delle aspettative di inflazione a breve termine, i mercati stanno mantenendo la fiducia nel controllo dell’inflazione a lungo termine. Per esempio, anche dopo gli effetti della crisi Russia/Ucraina, le aspettative di inflazione a lungo termine rimangono vicine alle medie dal 2005. Questo suggerisce che i mercati rimangono fiduciosi che la Federal Reserve e altre banche centrali possano domare l’inflazione con un irrigidimento della politica monetaria. Un’inflazione storicamente elevata, un insieme di banche centrali “falco” determinate a rispettare i mandati di stabilità dei prezzi e una prospettiva di crescita economica moderata, offuscata dal caos della guerra, pongono gli investitori in un contesto disorientante. Gli operatori di mercato si trovano di fronte a un ambiente molto insolito e impegnativo. Da un lato, il conflitto Russia/Ucraina ha provocato uno shock di approvvigionamento globale che proietta l’ombra della stagflazione, mentre i prezzi delle materie prime e l’inflazione raggiungono livelli mai visti da decenni. Dall’altro lato, le banche centrali sono costrette a combattere l’elevata inflazione. La Federal Reserve è su un chiaro percorso di inasprimento, e anche la BCE sta tenendo le proprie opzioni aperte nonostante gli imminenti rischi al ribasso per le prospettive di crescita nella zona euro. L’incertezza che affrontano gli investitori è enorme, lasciando l’ambiente macroeconomico e di mercato aperti a significativi rischi al ribasso. Tale incertezza rende difficile prendere grandi decisioni macro a livello di portafoglio. Se la mancanza di chiarezza può essere snervante per gli investitori, è chiaro che l’inflazione ponga rischi tangibili ai loro rendimenti reali se gravitano, o rimangono, in disparte. Piuttosto, possono assumere un approccio tematico identificando le interessanti opportunità di valore relativo che esistono tra regioni, asset class e settori. (abstract) fonte: Commento PGIM Fixed Income

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Trovare opportunità in nuove frontiere

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 marzo 2022

A cura di Shaniel Ramjee, Senior Investment Manager e Francis Addai, Junior Multi Asset Strategist. Nonostante le sfide future, i mercati di frontiera offrono opportunità importanti agli investitori a livello di extra-rendimenti (per chi è in grado di analizzare questi Paesi correttamente) e come fonte di diversificazione per portafogli in cui le classi di attività tradizionali sono diventate eccessivamente correlate. Se un numero sempre maggiore di investitori sta diventando familiare con i mercati emergenti (ME), solo una minoranza avventurosa esplora mercati ancora meno sviluppati oltre i confini di quelli emergenti. Si tratta dei cosiddetti mercati di frontiera, che condividono molte delle caratteristiche che rendono interessanti le economie dei mercati emergenti, ma in forma amplificata. Presentano, di conseguenza, un alto potenziale di rendimento per chi ha la capacità di analizzare in profondità ogni singolo Paese e di esercitare un rigoroso controllo del rischio. Nel 2017, ad esempio, la maggior parte dei Paesi dell’Africa subsahariana disponeva praticamente di meno di un abbonamento di telefonia fissa ogni 100 abitanti. Per contro, quasi tutti questi Paesi avevano più di 25 (e molti di essi più di 100) abbonamenti di telefonia mobile ogni 100 abitanti. Tuttavia, va detto che i loro mercati dei capitali tendono a essere piccoli e relativamente illiquidi, quindi di difficile accesso per gli investitori esteri. Inoltre, solitamente questi Paesi hanno strutture politiche e istituzionali meno stabili e possono essere difficili da analizzare a causa della mancanza di dati. In generale, i mercati di frontiera sono molto simili ai mercati emergenti di 20 anni fa. Sono relativamente sottosviluppati. Le loro economie tendono a essere dominate da settori orientati al mercato interno come banche, telecomunicazioni e società di beni di consumo, le cui prospettive sono plasmate da fattori economici locali piuttosto che da macro tendenze globali. La mancanza di liquidità e di attività disponibili rende difficile investirvi e di conseguenza tendono ad essere poco analizzati. In passato, i mercati di frontiera erano dominati da Paesi del Medio Oriente, le cui economie sono incentrate sul petrolio. Tuttavia, poiché questi sono stati lentamente assorbiti dal complesso dei mercati emergenti, l’universo dei mercati di frontiera è diventato di fatto un raggruppamento di Paesi a basso reddito, meno sviluppati e con una crescita basata in misura maggiore sulle esportazioni, sebbene vi siano chiaramente delle eccezioni. Ad esempio, il Vietnam è uno dei più grandi casi di successo all’interno di questo universo, in quanto trae vantaggio dalle aziende che stanno spostando la loro produzione al di fuori della Cina. Il fatto che i mercati di frontiera siano un territorio sconosciuto alla maggior parte degli investitori apre alla possibilità di extra-rendimenti per chi può dedicare tempo e impegno alla loro comprensione (si veda la Fig. 1). Prevedere quali economie di frontiera saranno promosse nell’universo emergente è una delle fonti di questi rendimenti. L’upgrade determina, infatti, flussi di mercato e l’anno che precede la promozione è di solito accompagnato da rendimenti positivi elevati per i mercati azionari e obbligazionari. Questi mercati presentano una serie di caratteristiche interessanti. A differenza dei centri di produttività più tradizionali come Cina, Giappone, Stati Uniti ed Europa, i mercati di frontiera hanno popolazioni giovani e in crescita, che sono potenzialmente in grado di alimentare la crescita, lo sviluppo e la spesa per le infrastrutture. Allo stesso tempo, molti di questi Paesi sono ricchi di risorse naturali, in particolare l’Africa subsahariana, ma anche l’America Latina e parti dell’Eurasia. L’inelasticità dell’offerta, esacerbata dalla spinta verso la neutralità carbonica e dal sottoinvestimento in nuova capacità produttiva, unita a un aumento della domanda sulla scia della pandemia di COVID, ha contribuito a far salire i prezzi delle materie prime. I progressi tecnologici, nel frattempo, possono potenziare i guadagni di produttività, migliorando gli scambi commerciali e l’efficienza nella determinazione dei prezzi, che è quello che è successo nel mondo sviluppato nel XX secolo. (abstract :https://www.am.pictet/it/italy/articoli/2022/analisi-dei-mercati-e-asset-allocation/03/trovare-opportunita-in-nuove-frontiere#PAM_Section_2

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Più risorse e opportunità per l’agricoltura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 gennaio 2022

Il 2022 comincia sotto buoni auspici per l’agricoltura, grazie alle nuove risorse previste nella legge di Bilancio e a un’attenzione verso il settore che non ha precedenti – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Con oltre due miliardi di euro a disposizione per agricoltura, pesca e agroalimentare, il primario potrà beneficiare del doppio delle risorse rispetto all’anno precedente. Finalmente l’agricoltura comincia a essere riconosciuta come locomotiva dell’Italia. Per questo il nuovo anno si preannuncia ricco di sfide.Tra le conseguenze della crisi sanitaria c’è anche una nuova e diffusa consapevolezza del ruolo che il settore primario gioca nella tenuta economica e sociale del Paese – continua Tiso. Si è aperta in questo modo una finestra di opportunità che deve essere sfruttata non solo per rilanciare il settore, ma anche per impostare la sua crescita su nuove basi mettendo al centro la sostenibilità. Le risorse in arrivo con la legge di Bilancio sono destinate, tra gli altri obiettivi, a promuovere le assicurazioni sul rischio catastrofale e le agevolazioni fiscali, oltre a finanziare misure a sostegno delle filiere, degli investimenti e dei giovani. Sono finalità condivisibili, che devono però essere integrate da quello della transizione verde, che dovrebbe informare in modo trasversale l’intero pacchetto di incentivi all’interno di un impianto complessivo che comprenda anche il Pnrr e la nuova Pac.

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Ecco le cinque professioni con più opportunità di lavoro temporaneo per il 2022

Posted by fidest press agency su domenica, 2 gennaio 2022

Milano. Mentre i trend d’oltreoceano ci fanno discutere di Great Resignation, delle dimissioni di massa di una fetta di popolazione insoddisfatta del proprio lavoro, l’Italia è in una situazione diversa: crescono gli occupati e, contemporaneamente, i lavoratori che non riescono a inserirsi nei circuiti produttivi. Le ampie oscillazioni dell’attività economica registrate in questi due anni di pandemia, inoltre, hanno determinato problemi di scarsità di manodopera in diverse aree, e un turnover più o meno forzato che ha prodotto, per chi cerca lavoro oggi, numerose opportunità di inserimento. Jobtech, (https://jobtech.it), prima agenzia italiana per il lavoro tutta digitale, ha analizzato gli annunci di lavoro in somministrazione nel mondo del retail, della logistica, del call center, dell’hospitality e dell’Ho.Re.Ca. scoprendo quali sono le cinque professioni con più opportunità di lavoro in somministrazione per il 2022.Picker (e packer) per i dark store. I dark store sono la nuova frontiera del digital retail: sono quei punti vendita che si occupano esclusivamente dello shopping online. Non sono ancora popolari come la loro controparte tradizionale, ma rappresentano un fenomeno in enorme crescita, con ripercussioni in positivo nel mondo del lavoro. Secondo le stime di Jobtech questo nuovo settore è pronto ad assumere migliaia di dipendenti in tutta Italia. È prevista la creazione di micro centri di distribuzione di quartiere in cui lavoreranno solo rider, “picker” – persone deputate alla preparazione degli ordini – “packer” (i magazzinieri) e store manager. Responsabili della logistica, sempre più focalizzati sulla soddisfazione del cliente finale. Il cambiamento demografico, il progresso tecnologico, la digitalizzazione e la pandemia stanno trasformando notevolmente il lavoro nel settore della logistica, che non è mai stato così strategico e tecnologico. Il responsabile della logistica di un’azienda diventa così un “responsabile della soddisfazione del cliente”, perché rappresenta l’anello di congiunzione con il consumatore finale, e ne determina per larga parte il livello di apprezzamento del servizio: l’analisi e l’automazione nei centri di evasione ordini aumenteranno la gamma di opzioni disponibili per costruire un carico, pianificare un percorso e confermare la disponibilità del cliente a ricevere la spedizione. Tutto ciò richiede personale formato, digitale ed esperto: i lavoratori che lo sono hanno davanti numerose opportunità di inserimento nei prossimi mesi. Camerieri. Se il settore della ristorazione è stato, nel 2021, al centro di numerosi dibattiti che hanno coinvolto datori di lavoro, associazioni di categoria, difensori del Reddito di Cittadinanza e operatori precari, quel che resta a fine anno è la consapevolezza che la pandemia ha stravolto il comparto, producendo un drastico turnover della forza lavoro. Ciò comporterà, per il 2022, una spinta alle assunzioni di camerieri, barman, chef e pizzaioli. Le opportunità non mancheranno soprattutto per professionisti con esperienza, a cui si devono però garantire tutele e diritti. Operatori di contact center (da remoto). Una delle cause della Great Resignation, rivelano le analisi, è la richiesta un miglior bilanciamento tra vita e lavoro. Poter lavorare da remoto, in questo senso, rappresenta una forte leva per rendere più appetibile un posto di lavoro: i sostenitori della Yolo Economy – You Only Live Once, si vive una volta sola – potranno contare sulle numerose opportunità da remoto offerte dal mondo dei call center. Sono sempre di più, infatti, gli annunci relativi a lavori nel customer care o nelle inside sales, ma gestiti completamente da casa. Contabili (esperti di sostenibilità). Quello della contabilità è un settore che si è rivelato particolarmente appetibile per i lavoratori in cerca nel 2021: in primis le donne e chi cerca opportunità di remote working. Richiede precisione, organizzazione e time management, oltre che competenze informatiche di buon livello. Nel 2022 ci saranno opportunità soprattutto per chi, oltre a queste skill, vanterà competenze nella sostenibilità: i contabili saranno sempre più strategici nel definire un approccio green dell’azienda, identificando le aree in cui è possibile ridurre i consumi e gli sprechi, o promuovendo operazioni volte a ridurre l’impatto ambientale del posto di lavoro.

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Quali sono le opportunità concrete delle imprese legate al Pnrr?

Posted by fidest press agency su martedì, 7 dicembre 2021

E quali le modalità operative per partecipare ai bandi? Per rispondere a queste e ad altre domande sulla straordinaria, ma anche complessa, occasione del Piano di Ripresa e Resilienza, l’Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda ha organizzato un evento dal titolo ‘Pnrr: opportunità per le imprese’. L’iniziativa di Aidda si è svolta nell’ambito delle celebrazioni per i 50 anni di attività della delegazione Aidda Campania alle quali hanno partecipato socie da provenienti da tutta Italia.La tavola rotonda ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Antonella Giachetti, presidente nazionale di Aidda, e le Partner di KPMG Sara Nuzzaci, Giorgia Aresu e Erika Rodriguez. “Il Pnrr è una grande opportunità di crescita e modernizzazione del Paese – ha detto Sara Nuzzaci – ma ha una struttura tecnico-normativa molto complessa. Gli strumenti messi a disposizione delle imprese sono molteplici – crediti d’imposta, contributi a fondo perduto, finanziamenti a tasso agevolato, prestazione di garanzie e interventi sul capitale – e regolati da una serie di leggi e bandi, in parte già emanati, in parte in corso di emanazione. Per cogliere queste opportunità occorre una ‘cinghia di trasmissione’ tra i fondi del Pnrr e le imprese”.Per la presidente nazionale di Aidda Antonella Giachetti “questa giornata di approfondimento è stata importante per chiarire bene quali sono le opportunità per le imprese e per fornire loro una sorta di ‘bussola’ per trovare la giusta strategia per coglierle. Abbiamo cercato di spiegare loro quali saranno le modalità con le quali saranno erogati i fondi del Pnrr e a quali bandi potranno partecipare le aziende. Come Aidda abbiamo tra i nostri principali obiettivi quello di affiancare e aiutare le Pmi perché riteniamo che svolgano una funzione fondamentale nella nostra economia. Si tratta di una preziosissima rete di aziende che sta vivendo una fase molto delicata dopo la pandemia e che potrebbe trovare il giusto slancio grazie al Pnrr. Per questo saremo al loro fianco nel prossimo futuro. Quello di oggi, infatti, è soltanto il primo focus: vogliamo mettere in campo un percorso informativo a disposizione delle nostre socie per accompagnarle nel mondo del Pnrr”.

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Nuove opportunità per le imprese italiane negli Emirati arabi uniti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

Dubai. Questa la sintesi degli impegni presi nell’accordo sottoscritto a Dubai, in occasione di Expo Dubai, dal vicepresidente vicario di Unioncamere, Antonio Paoletti, dal presidente di Promos Italia, Giovanni Da Pozzo e da Hamad Mubarak Buamim, presidente e Ceo della Dubai Chamber of Commerce & Industry.“Un’opportunità – ha commentato Paoletti – resa possibile dai numerosi contatti avviati grazie all’Expo di Dubai e che ha consentito di strutturare una piattaforma operativa per costruire nuove opportunità di investimento e commerciali per le nostre imprese in una realtà in cui il Made in Italy è visto come sinonimo di eccellenza e lusso da ricercare nella vita quotidiana. Come Unioncamere è fondamentale far parte di una strategia volta all’incentivazione dei rapporti d’affari tra l’Italia e gli Eau che va a rinforzare e completare un primo accordo di collaborazione sottoscritto dal sistema camerale con la camera di Dubai in occasione dell’Expo di Milano”. “Il Memorandum of Understanding (MoU) sottoscritto – dichiara Giovanni Da Pozzo, presidente di Promos Italia – ha il fine di rafforzare ulteriormente la collaborazione tra Italia ed Emirati Arabi in particolare in termini di relazioni commerciali, innovazione digitale e sviluppo sostenibile, con un conseguente beneficio anche per i rispettivi sistemi imprenditoriali ed economici”. L’obiettivo del MoU è di rafforzare la cooperazione bilaterale già avviata in occasione di Expo Milano 2015 (quando venne sottoscritto un primo accordo) nell’ambito della promozione di opportunità commerciali per le imprese italiane ed emiratine, con le parti che intendono collaborare a livello strategico, nonché nell’organizzazione di attività concrete per accelerare lo sviluppo del business bilaterale, nel rispetto dei quadri normativi e di impegno nazionali.Nello specifico i tre firmatari hanno impegnato le rispettive realtà a lavorare per promuovere la partnership commerciale tra Dubai e l’Italia e favorire le relazioni economiche, industriali e commerciali tra le imprese dei due territori; promuovere e scambiare conoscenze e competenze, facilitare i contatti tra enti, aziende, associazioni, imprese e ambienti economici e finanziari dei due territori; migliorare la cooperazione e la collaborazione tra le Parti nelle attività internazionali verso Paesi terzi e rispettivi mercati di interesse comune, principalmente in Europa, Africa e Asia; promuovere eventi culturali e sociali volti alla costruzione dell’immagine, favorire le relazioni con i media, facilitare il networking; sviluppare ogni altra iniziativa utile al raggiungimento degli obiettivi desiderati.

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BCE: l’arte del compromesso e l’opportunità mancata

Posted by fidest press agency su martedì, 13 luglio 2021

A cura di Pasquale Diana, Senior Macro Economist di AcomeA SGR. La BCE ha annunciato i risultati della Strategy Review. La review ha avuto inizio nel 2020 e ha subito forti ritardi a causa della pandemia. Il processo ha visto coinvolti ben 13 gruppi di lavoro, i cui risultati saranno presentati in working papers che la BCE pubblicherà nelle prossime settimane.Ci sono quattro cambiamenti principali: primo, il nuovo target sarà 2%, non più “poco al di sotto del 2%”; secondo, negli anni a venire includerà i costi delle attività immobiliari (housing) nell’indice di inflazione, come fanno già altre banche centrali; terzo, il “pilastro monetario” sarà rimpiazzato da un pilastro “monetario e finanziario”, presumibilmente per includere analisi regolari sulle condizioni finanziarie spesso menzionate dalla Lagarde; quarto, fattori legati ai cambiamenti climatici saranno inclusi nelle sue analisi, nei programmi di acquisti e nel framework monetario.L’inclusione delle attività immobiliari nell’inflazione era probabilmente nelle attese e dovrebbe alzare l’inflazione misurata al margine di 10-20 punti base. La revisione formale del target a un 2% simmetrico era senz’altro anch’essa attesa dal mercato. In generale, portare l’obiettivo d’inflazione da “poco sotto il 2%” a un 2% simmetrico equivale ad alzare il target e quindi – ceteris paribus – va al margine nella direzione di una politica monetaria più espansiva. Il contesto in cui vengono prese queste decisioni è importante. L’inflazione in eurozona negli ultimi dieci anni è stata in media 1.2%, poco più della metà del target. Ci si attendeva forse qualcosa di più concreto dalla BCE su come riportare l’inflazione al target. Invece la BCE si è limitata a menzionare gli strumenti esistenti (tassi d’interesse, forward guidance, QE, LTRO) e a dire in maniera generica che ne avrebbe introdotti di nuovi ove fosse necessario. E che dire dell’inflazione? La BCE avrebbe potuto annunciare ad esempio che avrebbe cercato di portare l’inflazione oltre il 2% per un periodo, al fine di compensare in parte la bassa inflazione degli ultimi anni. Questa è l’essenza dell’Average Inflation Targeting (AIT) annunciato dalla Fed a Jackson Hole nel 2020. Oppure la BCE avrebbe potuto fornire delle indicazioni su come avrebbe cercato di mantenere la sua politica di acquisti flessibile anche dopo la fine del PEPP, prevista per marzo 2022. Invece, nulla di tutto questo. Quando – come adesso – i tassi sono prossimi al cosiddetto effective lower bound (cioè il limite oltre il quale non è prudente tagliarli), la BCE sostiene che si creano delle condizioni particolari. Non potendo tagliare i tassi, la banca centrale deve prendere delle misure forti per evitare che le aspettative d’inflazione si deteriorino. Fare questo può condurre a un periodo temporaneo d’inflazione sopra il target, secondo la BCE. Può sembrare un passo verso AIT, e in effetti lo è, ma è davvero molto timido. Inoltre, la stessa Lagarde ha detto che non ci saranno conseguenze materiali sulla politica monetaria. Sarebbe sbagliato – e ingeneroso – dire che non è cambiato niente. La BCE ha contribuito a chiarire il suo obiettivo d’inflazione e renderlo trasparente. I working papers che saranno pubblicati nelle prossime settimane forniranno senz’altro materiale di studio interessante. Ciò detto, va ricordato che la BCE prevede l’inflazione solo all’1.4% tra due anni, nonostante lo stimolo monetario già messo in atto. Il problema di un’inflazione ben sotto il target è reale e richiede misure forti. La chiara sensazione è che la BCE avrebbe potuto fare di più e che la necessità di trovare un compromesso tra i vari membri abbia impedito una soluzione più ambiziosa. Molti dei nodi irrisolti verranno inevitabilmente al pettine nei prossimi mesi. Per adesso, la Strategy Review è indubbiamente un passo avanti, ma anche un’opportunità mancata.

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Nuova opportunità per le aziende dell’asse Spilimbergo-Maniago

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2021

Per loro vi è la possibilità di essere coinvolte nel progetto di Cross Fertilization che vede protagonisti da una parte il Consorzio NIP- Nucleo di Industrializzazione della Provincia di Pordenone e dall’altra la Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo. Si tratta di una collaborazione volta a favorire l’innovazione e il trasferimento tecnologico, attraverso la possibilità per i team di lavoro delle imprese manifatturiere del territorio di beneficiare dell’impulso creativo derivante da un contesto socio-culturale dinamico com’è quello della Scuola Mosaicisti del Friuli.La prima azienda che ha già colto questa opportunità è la SIAP Spa insediata proprio in Zona industriale NIP di Maniago, che rappresenta il centro d’eccellenza del Gruppo Carraro per la componentistica e l’ingranaggeria di qualità. Il Vicepresidente del Gruppo e Presidente di SIAP, Tomaso Carraro, ha infatti visitato la sede della Scuola Mosaicisti insieme a Paolo De Col, che non solo è Direttore Generale e Consigliere d’amministrazione di SIAP ma è anche consigliere del CDA proprio del Consorzio NIP. Un incontro stimolante che ha messo in luce come sia possibile combinare l’arte con lo sviluppo imprenditoriale del territorio.

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PNRR: sfide e opportunità per il sistema Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2021

Giovedì 29 aprile a partire dalle 9:00 si terrà in forma digitale l’evento RECOVERY PLAN, PNRR: sfide e opportunità per il sistema Italia, organizzato dal Sole 24 Ore e Radio 24, nel corso del quale si discuterà del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con il quale sono in arrivo i fondi europei che permetteranno di attuare il programma Next Generation EU a livello nazionale. Articolato in 6 macro-missioni, il programma è lo strumento per la ripartenza dell’Italia e per realizzare le riforme che consentiranno di accelerare sul fronte dell’innovazione e della digitalizzazione. Un’opportunità per le nostre imprese, che giocheranno un ruolo centrale nel processo di sviluppo e di rilancio del nostro sistema economico: spetterà a loro governare il processo di transizione verso un Paese più sostenibile, digitale ed inclusivo.Intervengono, tra gli altri, Patrizio Bianchi, Ministro dell’Istruzione, Enrico Giovannini, Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili; Andrea Orlando, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali; Stefano Bonaccini, Presidente Regione Emilia Romagna; Antonio Decaro, Presidente Anci e sindaco di Bari; Giovanni Brugnoli, Vicepresidente per il Capitale Umano Confindustria; Fabrizia Lapecorella, Direttore Generale delle Finanze, MEF; Maurizio Stirpe, Vicepresidente per il Lavoro e le Relazioni Industriali Confindustria. L’evento è gratuito previa iscrizione su https://virtualevent.ilsole24ore.com/recovery-plan/

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Tutte le opportunità da non perdere nel Regno Unito

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 marzo 2021

Nel turbinio della pandemia da Covid-19, il tanto auspicato “Brexit Deal” siglato a fine 2020 tra Regno Unito e Unione Europea è passato quasi in sordina. Eppure, sancendo il libero scambio e azzerando dazi e quote, è stato un grande regalo di Natale per le imprese europee che esportano verso il mercato britannico. Nel 2020 il volume dell’export dai Paesi dell’Unione in Gran Bretagna si è attestato su 226.000 miliardi di sterline. In Italia, secondo le fonti del Ministero degli Esteri, le esportazioni verso il mercato anglosassone hanno superato i 22 miliardi di euro, il 5% dell’intero export, una percentuale di tutto rispetto per il Belpaese. I primi mesi del 2021, tuttavia, con un ulteriore calo di 6,6 miliardi di sterline dell’export europeo verso l’UK, non sembrano aver colto i benefici del grande risultato negoziale tra Londra e Bruxelles. Sarà per l’aumento degli adempimenti burocratici comunque generati dalla Brexit, le code alle dogane e la confusione generale di questo primo periodo post-Deal, sembra che le piccole-medie imprese dell’Unione europea siano ancora preoccupate delle incognite derivanti da questa fase di passaggio.Sono particolarmente sensibili a questa condizione di disorientamento le società di servizi europee che, operando nel campo dell’internazionalizzazione e della mediazione linguistico-culturale, sono diventate da alcuni mesi destinatarie delle più svariate richieste di informazioni e consulenza da parte delle imprese dell’Unione che cercano di ritrovare la bussola in questa importante fase di trasformazione post-Brexit.La perfetta conoscenza delle nuove procedure burocratiche in materia doganale e di controllo sanitario che regolamentano il traffico di merci attraverso la Manica diventa pertanto l’unico scoglio da superare per poter cogliere questa irripetibile opportunità in quello che è stato finora il quinto importatore al mondo di beni italiani e che, secondo le recenti dichiarazioni del suo Prime Minister, Boris Johnson, intende rimanere “culturalmente, emotivamente, storicamente, strategicamente, geologicamente attaccato all’Europa”.Si consideri poi che, a fronte del calo dell’export dall’Unione al Regno Unito, si sta configurando un incremento degli accordi di libero scambio con i Paesi extra-Ue, i quali sembrano cavalcare l’onda del cambiamento, andando a occupare quelle quote del mercato britannico lasciate scoperte dall’Unione. Secondo fonti KPMG, gli scambi tra questi Paesi e il Regno Unito hanno registrato a gennaio 2021 una crescita dell’1,7%.Landoor è il partner linguistico di riferimento per primari business player operanti sui mercati globali più esigenti: medico-farmaceutico, diagnostico, finanziario, legale, nuove tecnologie, digitale, fashion&design. Con sede centrale a Milano e correspondent offices a Londra, Berlino e Parigi, l’azienda vanta 35 anni di esperienza al fianco di imprese locali e internazionali con un ventaglio completo di servizi linguistici, che vanno dalle traduzioni alla localizzazione, dal medical writing all’interpretariato. Fonte http://www.landoor.com.

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Le opportunità immobiliari a lungo termine

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 dicembre 2020

Logistica, supermercati e residenziale specializzato presenteranno le opportunità di investimento più interessanti in Europa nel 2021, secondo Savills Investment Management (Savills IM), il gestore internazionale di investimenti immobiliari.Il nuovo sondaggio1 incluso nel report rileva che il 59% degli investitori immobiliari si aspetta che il mercato europeo degli investimenti si riprenderà già nel 2021. Il 45% degli investitori ritiene inoltre che gli investimenti immobiliari aumenteranno nei prossimi 12 mesi rispetto ai precedenti 12 mesi, mentre il 25% crede resteranno stabili.Con riferimento all’Italia, Cristiano Ronchi, Managing Director Italia, Savills IM SGR, evidenzia i temi chiave analizzati nel report Outlook 2021 di Savills IM:La logistica rimarrà la nota più positiva all’interno del panorama immobiliare italiano. Il settore è caratterizzato dalla mancanza di spazi moderni e di qualità ed è trainato da una solida domanda sostenuta dall’e-commerce. I principali hotspot rimangono nel Nord Italia, in particolare a Milano, Verona, Bologna, ma anche Roma. La domanda di logistica di ultimo miglio è in forte espansione, anche se non è facile trovare opportunità per costruire un portafoglio di dimensioni significative. C’è anche un crescente interesse per la logistica del freddo.Per quanto riguarda il retail, il settore alimentare si è dimostrato notevolmente resiliente durante il lockdown, e la risposta dei consumatori, delle catene alimentari e degli investitori è in forte crescita. La ripresa dell’High Street dipende dal ritorno del turismo internazionale; ci aspettiamo in futuro meno negozi ma più grandi, con un’enfasi sul formato show-room. In questo contesto, i formati devono adattarsi alle nuove tendenze e trovare le soluzioni più adatte a soddisfare le mutate esigenze dei consumatori.L’interesse degli investitori in settori appartenenti al residenziale specializzato è in crescita costante da qualche anno. In particolare il senior living, in tutte le sue declinazioni, le residenze per studenti ed il micro-living in affitto rappresentano un’opportunità nuova per molti investitori, attratti non solo da rendimenti stabili ma anche dalle caratteristiche anticicliche o almeno non correlate ai macro-trend economici. Crediamo che il settore trainerà il real estate nel prossimo decennio, grazie ai solidi fondamentali di lungo periodo, tra cui le dinamiche favorevoli di domanda e offerta, trend demografici positivi e i cambiamenti di stile di vita.

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Opportunità di investimento in energie rinnovabili e tecnologie ambientali in Etiopia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2020

Fino al 14 dicembre 2020 UNIDO ITPO Italy ospiterà virtualmente nell’ambito del Programma Delegati di UNIDO un rappresentante dell’Ethiopian Investment Commission, Haregewoin Mirotaw Shumiye, con l’obiettivo di promuovere nella comunità imprenditoriale italiana un portfolio di progetti in ambito di energie rinnovabili e tecnologie ambientali. La partecipazione all’iniziativa è aperta alle imprese italiane operanti nei seguenti settori: energie rinnovabili e soluzioni off-grid; trattamento e riciclo della carta e di prodotti correlati; gestione sostenibile delle risorse idriche; energie rinnovabili e soluzioni ambientali applicate al settore lattiero-caseario.Durante gli incontri virtuali i partecipanti avranno l’occasione di presentare la propria azienda e discutere potenziali opportunità di partnership con le controparti etiopi rappresentate dal delegato, promuovendo il trasferimento di tecnologie innovative per uno sviluppo industriale sostenibile nel settore locale. L’iniziativa si colloca all’interno del progetto “Fostering international partnerships between companies and/or institutions operating in the energy and environment sectors”, finanziato dal Ministero Italiano dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed implementato da UNIDO ITPO Italy.

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DigitalNinja: consigli e opportunità sulla cyber-security

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

Bruxelles. In un mondo in rete e di dispositivi interconnessi, la protezione dei nostri dati è fondamentale.Per sensibilizzare i cittadini, soprattutto i più giovani, sui rischi della rete e per dare loro dei consigli su come sfruttare al meglio le opportunità legate alle nuove tecnologie, la Commissione europea, in collaborazione con Operazione Risorgimento digitale e Cisco Networking Academy, lancia la campagna di sensibilizzazione #DigitalNinja.Negli ultimi anni abbiamo imparato a conoscere le numerose minacce a cui si è esposti nel mondo della rete – come email di phishing, furti di identità, maleware ecc. Spesso, però, basterebbe mettere in pratica alcuni piccoli accorgimenti per mettere le nostre preziosi informazioni al sicuro. Quando usciamo di casa, infatti, ci assicuriamo che la porta sia ermeticamente chiusa alle nostre spalle, quando parliamo del nostro telefono cellulare, invece, lasciamo spesso le nostre informazioni incustodite.Esperti del settore e addetti ai lavori spiegheranno quali sono le pratiche e gli strumenti a disposizione di tutti noi per metterci al riparto dagli attacchi informatici più frequenti che riguardano ormai sia i singoli cittadini che le imprese. Una parte della campagna sarà dedicata anche alle opportunità professionali nel campo della sicurezza informatica, un settore in forte crescita.I contenuti della campagna saranno pubblicati sui social media della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, della Direzione Generale Reti di comunicazione, contenuti e tecnologie e dei partner, Operazione Risorgimento Digitale e Cisco Networking Academy Italia.

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“Small cap globali: un mondo di opportunità”

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

A cura di Scott Woods, Gestore di portafoglio di Columbia Threadneedle Investments. L’epidemia di Covid-19 rappresenta forse il più grande stravolgimento dell’economia globale ad eccezione delle guerre mondiali e sta mettendo a dura prova famiglie, società e governi di tutto il mondo. Per noi investitori, si tratta di una sfida su più livelli.In qualità di investitori a lungo termine, abbiamo cercato di mantenere il sangue freddo, di guardare oltre la volatilità di mercato e di concentrarci su ciò che sappiamo fare meglio: individuare società solide che riteniamo saranno in grado di prevalere nel lungo termine. Fortunatamente, queste aziende di alta qualità hanno generalmente dimostrato buona tenuta rispetto al mercato più ampio, conseguendo solide performance relative. In alcuni casi siamo anche riusciti a trovare ottime occasioni tra le società che erano state, a nostro avviso, ipervendute.Contrariamente alla volatilità del mercato, che conosciamo molto bene, il telelavoro generalizzato in tutto il settore è un fenomeno del tutto nuovo. Vantiamo un accesso privilegiato ai team manageriali delle aziende e un ambiente lavorativo aperto e collaborativo. Nulla è cambiato da questo punto di vista, ma abbiamo dovuto adattarci. L’opportunità di parlare con gli analisti e il management delle società non è diminuita, ma ora gli incontri avvengono in modo virtuale, su Zoom e Microsoft Teams. Le nostre riunioni interne si svolgono via Skype e le presentazioni con i clienti via WebEx.Cosa ancor più importante, la filosofia e i processi che stanno alla base del nostro modo di lavorare e che ci contraddistinguono non sono cambiati.L’universo globale delle small cap comprende un numero considerevole di titoli, il che implica una scarsa copertura delle singole società da parte degli analisti. Il benchmark che utilizziamo per la nostra strategia incentrata sulle small cap globali, l’indice MSCI World Small Cap, è costituito da circa 4.500 titoli.Prendiamo ad esempio Microsoft. Questo titolo è coperto da più di quaranta analisti, ma solo due analisti seguono la small cap californiana WD-40, un fornitore di prodotti per la casa, compresa una gamma di lubrificanti con il suo marchio di punta. Ciò offre una maggiore opportunità di generare alfa. È inoltre possibile costruire portafogli che si discostano significativamente dalla composizione del benchmark, il che significa avere accesso ad opportunità di generare un alfa nettamente superiore ai rendimenti disponibili per gli ETF passivi che attuano strategie di investimento basate su benchmark/indicizzate. Le classi di attivi che permettono di avere un’active share così elevata non sono molte.
Le small cap offrono un’esposizione pura a tendenze o a temi strutturali emergenti. Ci sono imprese “pure play” specializzate in un unico prodotto che fanno egregiamente. Ad esempio, Freshpet è un produttore statunitense di alimenti freschi di alta qualità per cani e gatti. I consumatori statunitensi spendono ogni anno il 4%-5% in più per i loro animali domestici, che sono trattati sempre più come membri della famiglia. Volendo investire in questo settore attraverso una società più grande, si dovrebbero acquistare titoli come Nestlé, per la quale gli alimenti per animali rappresentano solamente il 10% circa del fatturato.
Valutiamo le caratteristiche fondamentali di una società e cerchiamo di capire le ragioni che le consentiranno di generare sostenibilmente un rendimento superiore al costo del capitale nel lungo periodo. Per meglio comprendere la fonte del vantaggio competitivo di un’azienda, usiamo le Cinque Forze di Porter, uno strumento per la valutazione del vantaggio competitivo di una società.
Crediamo che sia davvero importante avere accesso ai mercati locali e alla ricerca primaria, perché l’elevato numero di titoli disponibili, compreso un 30% di azioni fuori benchmark, ci obbliga a selezionare 70-90 aziende che riteniamo riflettano la nostra filosofia di investimento. Il nostro punto di forza è che disponiamo di analisti che hanno fino a 25 anni di esperienza di investimento nell’universo small cap regionale, tutti con la stessa filosofia di investimento. Abbiamo team small cap regionali negli Stati Uniti, in Europa e nel Regno Unito, a cui si aggiungono i nostri analisti di portafoglio in Asia. Le loro migliori idee sono integrate nella strategia. (abstract)

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“Reddito fisso: impatto del Covid-19 e dove trovare opportunità”

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 agosto 2020

A cura di Gene Tannuzzo, Vice Responsabile del Reddito Fisso Globale di Columbia Threadneedle Investments. Se osserviamo l’evoluzione dei mercati finanziari nel corso del 2020, l’elemento che spicca è certamente la forte volatilità registrata su tutte le piazze, in particolare quelle obbligazionarie, nel primo trimestre dell’anno.Alla fine di marzo, quando i mercati finanziari erano alle prese con gli effetti del virus che in tutto il mondo ha imposto la chiusura delle attività economiche, abbiamo assistito a un livello di volatilità sui mercati del credito paragonabile a quello del 2008 e 2009. Le autorità competenti in materia fiscale e monetaria hanno reagito in modo molto energico a questa ondata di volatilità.
La dislocazione economica è pertanto significativa. Nel contempo, tuttavia, le dimensioni della risposta politica appaiano davvero notevoli. Secondo le nostre previsioni, infatti, le banche centrali chiuderanno il 2020 avendo iniettato circa 6.000 miliardi di dollari sui mercati finanziari a sostegno delle economie. Dopo la crisi del 2008, invece, il dato complessivo si era fermato a quota 3.000 miliardi circa. L’entità della risposta politica è dunque considerevole e, in questo contesto, i tassi d’interesse privi di rischio sono scesi in prossimità dello zero o, in alcuni casi, perfino al di sotto. Ad esempio, sul mercato dei titoli di Stato tedeschi, i tassi d’interesse sulle obbligazioni decennali sono ancorati sotto l’1% da oltre cinque anni. Negli Stati Uniti, sono appena scesi al di sotto di questa soglia, ma noi crediamo che non risaliranno, anzi resteranno su livelli bassi ancora per qualche tempo, visto il persistente allentamento monetario da parte della Federal Reserve.La domanda che a questo punto dobbiamo porci è la seguente: cosa è meglio fare in una congiuntura con tassi d’interesse che rimangono bassi? Da parte nostra, riteniamo che vi siano opportunità da cogliere al di fuori dei mercati sovrani, soprattutto nel credito societario. In termini di rendimento corretto per il rischio, ravvisiamo le opportunità migliori nel mercato investment grade, dove sono disponibili emittenti con solidi profili di liquidità in grado di superare le turbolenze attuali e dove possiamo contare sull’appoggio finanziario delle banche centrali che continuano a fare da pilastro di sostegno sui mercati globali.Il mercato high yield ha dinamiche meno chiare e, a nostro avviso, risente maggiormente delle ricadute sull’economia provocate a livello mondiale dalla pandemia, tanto che la nostra previsione interna del tasso di default per questo comparto è dell’8,5% nel 2020 e un ulteriore 5% circa nel 2021. Se abbiamo ragione, questo significa che poco più del 13% delle società high yield potrebbe dichiarare fallimento nei prossimi due anni, rispetto al 4-5% della media a lungo termine. In un contesto del genere, l’aumento dei casi in sofferenza rende assolutamente cruciale il ruolo della ricerca sul credito. Benché il mercato high yield offra opportunità su entrambe le sponde dell’Atlantico, sia in Europa sia negli Stati Uniti, crediamo che gli investitori debbano esercitare una particolare cautela nel muoversi per individuare le società che sono in grado di superare le turbolenze economiche.Oltre al mercato dei titoli societari, un’altra area che riteniamo molto interessante nel contesto attuale è quella dei prodotti strutturati, in particolare i commercial mortgage-backed securities. Queste obbligazioni, che sono garantite da attivi commerciali come hotel, uffici o esercizi al dettaglio, stanno affrontando serie difficoltà al momento, basti pensare a quanti locatari faticano a pagare l’affitto. Ciononostante, riteniamo che vi siano opportunità da cogliere nei casi in cui il valore patrimoniale del bene che garantisce l’obbligazione sia considerevolmente più alto dell’onere debitorio: in quest’ottica, è possibile individuare opportunità con un prezzo tuttora molto allettante.Infine, i mercati emergenti possono offrire condizioni propizie, andando a scegliere le economie di qualità superiore con banche centrali e autorità fiscali in grado di sostenere e limitare l’onere economico. In questi casi, ritengo che un investimento possa essere interessante; tuttavia, come nel caso dell’high yield, prevediamo livelli elevati di sofferenza finanziaria e potenzialmente di default, pertanto il segmento di qualità medio- alta del mercato è quello in cui ravvisiamo le opportunità migliori.Se facciamo un passo indietro, dunque, possiamo vedere quanto lo stress economico sia elevato e quanto siano eccezionali le misure di sostegno monetario adottate. Considerando che a queste condizioni si aggiunge un contesto caratterizzato dalla persistenza di tassi d’interesse ridotti, riteniamo che la ricerca fondamentale sul credito svolgerà un ruolo molto importante e crediamo altresì che il mercato offra opportunità di valore aggiunto per i portafogli dei clienti, nonostante i tassi d’interesse ridotti in tutto il mondo.

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Le opportunità di rilancio dall’Unione europea

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 giugno 2020

Lunedì 29 giugno 2020, dalle 10.00 alle 13.00, amministratori locali, rappresentanti delle istituzioni europee e operatori del settore si confronteranno sulle misure messe in campo dall’Unione europea per sostenere il settore turistico. Aprirà i lavori Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, seguito da Carlo Corazza, responsabile del Parlamento europeo in Italia e Antonio Parenti, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea.A seguire gli interventi di Emma Petitti, presidente Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna, Andrea Corsini, assessore Turismo e trasporti Regione Emilia-Romagna, per un focus sul territorio.La parola passerà poi agli stakeholders: Paola Batani, titolare della catena alberghiera Batani select hotels, Claudio Fantini, titolare Fantini club Cervia, Giuliano Grani, titolare di società di gestione impianti sciistici dell’Appenino, Lino Giglioli, presidente Consorzio terme dell’Emilia-Romagna), Francesca Velani, coordinatrice di Parma 2021, Enrico Postacchini, presidente Aeroporto di Bologna.Gli operatori del settore avranno la possibilità di confrontarsi sia con i deputati europei Antonio Tajani, presidente della Commissione Affari Costituzionali e della Conferenza dei Presidenti e capo delegazione Forza Italia (PPE) (tbc), Mara Bizzotto (ID, Lega), Elisabetta Gualmini (S&D, PD), Sabrina Pignedoli (NI, M5s), Carlo Fidanza, capo delegazione Fratelli d’Italia (ECR), che con Ovidiu Ene, policy officer presso la Direzione Generale Mercato interno, industria, imprenditoria e PMI della Commissione europea e con un altro funzionario della Direzione generale per la politica regionale e urbana.Modererà i lavori Leonardo Nesti, responsabile della redazione Ansa di Bologna.L’intero evento sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook del Parlamento europeo in Italia e sarà chiuso da un punto stampa.

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Una sfida per l’Italia: cogliere le opportunità offerte dal Recovery Fund

Posted by fidest press agency su sabato, 20 giugno 2020

A cura di Alberto Foà Presidente di AcomeA SGR. A fine maggio la Commissione Europea ha pubblicato la sua proposta sul Recovery Fund (RF), creato all’interno del 2021-2027 MFF, il budget settennale della UE. L’elemento essenziale è un fondo di emergenza da 750 miliardi (5.6% del PIL EU), chiamato Next Generation EU. Lo scopo del Fondo è quello di “sfruttare il pieno potenziale del bilancio dell’Unione Europea per mobilizzare gli investimenti e anticipare il supporto finanziario nei primi anni della fase di ripresa”.La Commissione emetterà debito sul mercato pari a 750 mld ed erogherà 2/3 di quanto raccolto (500 mld) sotto forma di grants (trasferimenti) e 1/3 (250mld) sotto forma di prestiti ai singoli paesi. Il volume delle emissioni per finanziare il RF è oltre dieci volte superiore a quanto emesso finora dalla Commissione (ca. 70 mld). Il Recovery Fund erogherà i fondi in gran parte tra il 2021-2024. Il debito verrà emesso con varie scadenze e verrà rimborsato tra il 2027 e il 2058. Per i 500 mld di grants, l’onere del rimborso potrebbe gravare proporzionalmente al peso dei paesi nel PIL europeo (ma, come vedremo, non è certo). Per i 250 mld di prestiti, ogni paese ovviamente restituirà quanto preso in prestito.Per l’Italia, alcune simulazioni parlano di circa 87 mld di trasferimenti e 91 mld di prestiti, in totale 178mld, quasi il 10% del PIL. Alcuni critici hanno sottolineato che è un numero che sembra grande, ma inadeguato alle esigenze italiane: i prestiti (91 mld) andranno comunque restituiti per intero; e, comunque, l’Italia dovrà contribuire con la sua quota (pari a 55 mld) per il rimborso del debito contratto dall’Unione Europea a fronte dei 500 mld di trasferimenti. Questo lascerebbe un beneficio netto di “soli” 32mld (la differenza fra 87 e 55 mld), pari a poco meno del 2% del PIL, che, “spalmato” su 7 anni, equivale allo 0,3% per anno. Troppo poco per fare la differenza. Ma questo pessimismo appare fuori luogo per almeno tre ragioni:
1) il debito verrà rimborsato dopo il 2027 ed entro il 2058, di certo non a breve e comunque ben oltre l’utilizzo dei fondi stessi. La Commissione ha aggiunto inoltre che potrà introdurre nuove imposte comunitarie (carbon tax, digital tax), che graverebbero anche sulle multinazionali estere. Pertanto, non è certo che l’onere del rimborso del bond peserà interamente sui singoli bilanci nazionali dei paesi UE.
2) La Commissione ha l’opzione di ri-emettere il debito in scadenza. In quel caso, l’Italia continuerebbe a contribuire per la sua quota degli interessi posticipando il momento in cui versare la sua quota per il rimborso del capitale. Visto che presumibilmente la Commissione si finanzierà a tassi vicini allo zero, stiamo parlando di cifre irrisorie.
3) L’Italia potrebbe inoltre risparmiare qualora decidesse di finanziarsi presso la Commissione piuttosto che sul mercato. Il differenziale tra l’emissione oggi di un Btp a 20 anni e di un titolo della Commissione si potrebbe aggirare intorno a 150 punti base (1,5%), che su un di 91mld equivalgono a un risparmio di circa 1,4 mld all’anno.
Sulla questione della capacità del Sistema Italia di assorbire risorse UE, nei prossimi 7 anni potrebbero confluire risorse extra pari al 10% del PIL, da ripagare nel medio/lungo periodo. E, presumibilmente, questa iniezione di liquidità si concentrerà nei prossimi 3-4 anni. Per l’Europa, gli ultimi numeri sull’absorption rate per il budget in corso (2014-2020) sono 48% in Germania, 52% in Francia, 38% in Spagna e Italia. Le regole sull’utilizzo dei fondi strutturali prevedono che, qualora un Paese non abbia sfruttato pienamente i fondi assegnati nei 7 anni del budget, esso possa richiedere ed utilizzare i fondi anche nei 3 anni seguenti alla fine del budget di riferimento. E infatti, normalmente, si assiste ad un’accelerazione dei progetti presentati dai Paesi ed approvati dalla UE proprio nei 3 anni seguenti alla fine dei 7 anni di budget. Inutile dire che i progetti presentati “in extremis” per non perdere i fondi assegnati sono di minor qualità, sia per l’ovvia osservazione che fare gli investimenti prima è meglio che realizzarli dopo, specie in un contesto di domanda aggregata debole, sia perché, presumibilmente, non hanno lo stesso respiro di quelli presentati per tempo ma vengono presentati in tutta fretta giusto per non lasciare un’opportunità completamente sprecata.Per l’Italia in particolare, per il budget in corso (2014-2020) stiamo parlando (dati Commissione giugno 2020) di un utilizzo cumulativo di 16.8mld di fondi strutturali a fronte di disponibilità di 44.7mld. La differenza (ca 28mld) equivale all’1.6% del PIL annuale. L’Italia avrà tempo fino al 2023 per utilizzare a pieno questi fondi, ma va fatto notare che anche nel budget precedente (2007-2013) il tasso di utilizzo in Italia non è mai arrivato al 100%, a differenza di Francia, Spagna, Portogallo e Grecia ad esempio.Sapremo fare tesoro degli insegnamenti di altri paesi europei che da anni hanno messo in piedi vere e proprie task force per assicurarsi che i fondi vengano utilizzati tempestivamente e in pieno? Riusciremo a darci una strategia e a mettere insieme un piano di medio periodo per realizzare quelle infrastrutture di cui si parla sempre, per impostare la scuola, la ricerca e la formazione per fare fronte alla competizione internazionale, un piano idro-geologico di tutela del nostro territorio, per migliorare la sanità, digitalizzare la giustizia e la pubblica amministrazione, e migliorare la viabilità e la rete ferroviaria al Sud? Sono queste le vere questioni che il Recovery Fund pone alla nostra classe dirigente. Risorse per investimenti pari al 10% del PIL costituiscono un’opportunità epocale, che non va sprecata.

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