Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘opportunità’

BCE: l’arte del compromesso e l’opportunità mancata

Posted by fidest press agency su martedì, 13 luglio 2021

A cura di Pasquale Diana, Senior Macro Economist di AcomeA SGR. La BCE ha annunciato i risultati della Strategy Review. La review ha avuto inizio nel 2020 e ha subito forti ritardi a causa della pandemia. Il processo ha visto coinvolti ben 13 gruppi di lavoro, i cui risultati saranno presentati in working papers che la BCE pubblicherà nelle prossime settimane.Ci sono quattro cambiamenti principali: primo, il nuovo target sarà 2%, non più “poco al di sotto del 2%”; secondo, negli anni a venire includerà i costi delle attività immobiliari (housing) nell’indice di inflazione, come fanno già altre banche centrali; terzo, il “pilastro monetario” sarà rimpiazzato da un pilastro “monetario e finanziario”, presumibilmente per includere analisi regolari sulle condizioni finanziarie spesso menzionate dalla Lagarde; quarto, fattori legati ai cambiamenti climatici saranno inclusi nelle sue analisi, nei programmi di acquisti e nel framework monetario.L’inclusione delle attività immobiliari nell’inflazione era probabilmente nelle attese e dovrebbe alzare l’inflazione misurata al margine di 10-20 punti base. La revisione formale del target a un 2% simmetrico era senz’altro anch’essa attesa dal mercato. In generale, portare l’obiettivo d’inflazione da “poco sotto il 2%” a un 2% simmetrico equivale ad alzare il target e quindi – ceteris paribus – va al margine nella direzione di una politica monetaria più espansiva. Il contesto in cui vengono prese queste decisioni è importante. L’inflazione in eurozona negli ultimi dieci anni è stata in media 1.2%, poco più della metà del target. Ci si attendeva forse qualcosa di più concreto dalla BCE su come riportare l’inflazione al target. Invece la BCE si è limitata a menzionare gli strumenti esistenti (tassi d’interesse, forward guidance, QE, LTRO) e a dire in maniera generica che ne avrebbe introdotti di nuovi ove fosse necessario. E che dire dell’inflazione? La BCE avrebbe potuto annunciare ad esempio che avrebbe cercato di portare l’inflazione oltre il 2% per un periodo, al fine di compensare in parte la bassa inflazione degli ultimi anni. Questa è l’essenza dell’Average Inflation Targeting (AIT) annunciato dalla Fed a Jackson Hole nel 2020. Oppure la BCE avrebbe potuto fornire delle indicazioni su come avrebbe cercato di mantenere la sua politica di acquisti flessibile anche dopo la fine del PEPP, prevista per marzo 2022. Invece, nulla di tutto questo. Quando – come adesso – i tassi sono prossimi al cosiddetto effective lower bound (cioè il limite oltre il quale non è prudente tagliarli), la BCE sostiene che si creano delle condizioni particolari. Non potendo tagliare i tassi, la banca centrale deve prendere delle misure forti per evitare che le aspettative d’inflazione si deteriorino. Fare questo può condurre a un periodo temporaneo d’inflazione sopra il target, secondo la BCE. Può sembrare un passo verso AIT, e in effetti lo è, ma è davvero molto timido. Inoltre, la stessa Lagarde ha detto che non ci saranno conseguenze materiali sulla politica monetaria. Sarebbe sbagliato – e ingeneroso – dire che non è cambiato niente. La BCE ha contribuito a chiarire il suo obiettivo d’inflazione e renderlo trasparente. I working papers che saranno pubblicati nelle prossime settimane forniranno senz’altro materiale di studio interessante. Ciò detto, va ricordato che la BCE prevede l’inflazione solo all’1.4% tra due anni, nonostante lo stimolo monetario già messo in atto. Il problema di un’inflazione ben sotto il target è reale e richiede misure forti. La chiara sensazione è che la BCE avrebbe potuto fare di più e che la necessità di trovare un compromesso tra i vari membri abbia impedito una soluzione più ambiziosa. Molti dei nodi irrisolti verranno inevitabilmente al pettine nei prossimi mesi. Per adesso, la Strategy Review è indubbiamente un passo avanti, ma anche un’opportunità mancata.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nuova opportunità per le aziende dell’asse Spilimbergo-Maniago

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2021

Per loro vi è la possibilità di essere coinvolte nel progetto di Cross Fertilization che vede protagonisti da una parte il Consorzio NIP- Nucleo di Industrializzazione della Provincia di Pordenone e dall’altra la Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo. Si tratta di una collaborazione volta a favorire l’innovazione e il trasferimento tecnologico, attraverso la possibilità per i team di lavoro delle imprese manifatturiere del territorio di beneficiare dell’impulso creativo derivante da un contesto socio-culturale dinamico com’è quello della Scuola Mosaicisti del Friuli.La prima azienda che ha già colto questa opportunità è la SIAP Spa insediata proprio in Zona industriale NIP di Maniago, che rappresenta il centro d’eccellenza del Gruppo Carraro per la componentistica e l’ingranaggeria di qualità. Il Vicepresidente del Gruppo e Presidente di SIAP, Tomaso Carraro, ha infatti visitato la sede della Scuola Mosaicisti insieme a Paolo De Col, che non solo è Direttore Generale e Consigliere d’amministrazione di SIAP ma è anche consigliere del CDA proprio del Consorzio NIP. Un incontro stimolante che ha messo in luce come sia possibile combinare l’arte con lo sviluppo imprenditoriale del territorio.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

PNRR: sfide e opportunità per il sistema Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2021

Giovedì 29 aprile a partire dalle 9:00 si terrà in forma digitale l’evento RECOVERY PLAN, PNRR: sfide e opportunità per il sistema Italia, organizzato dal Sole 24 Ore e Radio 24, nel corso del quale si discuterà del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con il quale sono in arrivo i fondi europei che permetteranno di attuare il programma Next Generation EU a livello nazionale. Articolato in 6 macro-missioni, il programma è lo strumento per la ripartenza dell’Italia e per realizzare le riforme che consentiranno di accelerare sul fronte dell’innovazione e della digitalizzazione. Un’opportunità per le nostre imprese, che giocheranno un ruolo centrale nel processo di sviluppo e di rilancio del nostro sistema economico: spetterà a loro governare il processo di transizione verso un Paese più sostenibile, digitale ed inclusivo.Intervengono, tra gli altri, Patrizio Bianchi, Ministro dell’Istruzione, Enrico Giovannini, Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili; Andrea Orlando, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali; Stefano Bonaccini, Presidente Regione Emilia Romagna; Antonio Decaro, Presidente Anci e sindaco di Bari; Giovanni Brugnoli, Vicepresidente per il Capitale Umano Confindustria; Fabrizia Lapecorella, Direttore Generale delle Finanze, MEF; Maurizio Stirpe, Vicepresidente per il Lavoro e le Relazioni Industriali Confindustria. L’evento è gratuito previa iscrizione su https://virtualevent.ilsole24ore.com/recovery-plan/

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Tutte le opportunità da non perdere nel Regno Unito

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 marzo 2021

Nel turbinio della pandemia da Covid-19, il tanto auspicato “Brexit Deal” siglato a fine 2020 tra Regno Unito e Unione Europea è passato quasi in sordina. Eppure, sancendo il libero scambio e azzerando dazi e quote, è stato un grande regalo di Natale per le imprese europee che esportano verso il mercato britannico. Nel 2020 il volume dell’export dai Paesi dell’Unione in Gran Bretagna si è attestato su 226.000 miliardi di sterline. In Italia, secondo le fonti del Ministero degli Esteri, le esportazioni verso il mercato anglosassone hanno superato i 22 miliardi di euro, il 5% dell’intero export, una percentuale di tutto rispetto per il Belpaese. I primi mesi del 2021, tuttavia, con un ulteriore calo di 6,6 miliardi di sterline dell’export europeo verso l’UK, non sembrano aver colto i benefici del grande risultato negoziale tra Londra e Bruxelles. Sarà per l’aumento degli adempimenti burocratici comunque generati dalla Brexit, le code alle dogane e la confusione generale di questo primo periodo post-Deal, sembra che le piccole-medie imprese dell’Unione europea siano ancora preoccupate delle incognite derivanti da questa fase di passaggio.Sono particolarmente sensibili a questa condizione di disorientamento le società di servizi europee che, operando nel campo dell’internazionalizzazione e della mediazione linguistico-culturale, sono diventate da alcuni mesi destinatarie delle più svariate richieste di informazioni e consulenza da parte delle imprese dell’Unione che cercano di ritrovare la bussola in questa importante fase di trasformazione post-Brexit.La perfetta conoscenza delle nuove procedure burocratiche in materia doganale e di controllo sanitario che regolamentano il traffico di merci attraverso la Manica diventa pertanto l’unico scoglio da superare per poter cogliere questa irripetibile opportunità in quello che è stato finora il quinto importatore al mondo di beni italiani e che, secondo le recenti dichiarazioni del suo Prime Minister, Boris Johnson, intende rimanere “culturalmente, emotivamente, storicamente, strategicamente, geologicamente attaccato all’Europa”.Si consideri poi che, a fronte del calo dell’export dall’Unione al Regno Unito, si sta configurando un incremento degli accordi di libero scambio con i Paesi extra-Ue, i quali sembrano cavalcare l’onda del cambiamento, andando a occupare quelle quote del mercato britannico lasciate scoperte dall’Unione. Secondo fonti KPMG, gli scambi tra questi Paesi e il Regno Unito hanno registrato a gennaio 2021 una crescita dell’1,7%.Landoor è il partner linguistico di riferimento per primari business player operanti sui mercati globali più esigenti: medico-farmaceutico, diagnostico, finanziario, legale, nuove tecnologie, digitale, fashion&design. Con sede centrale a Milano e correspondent offices a Londra, Berlino e Parigi, l’azienda vanta 35 anni di esperienza al fianco di imprese locali e internazionali con un ventaglio completo di servizi linguistici, che vanno dalle traduzioni alla localizzazione, dal medical writing all’interpretariato. Fonte http://www.landoor.com.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Le opportunità immobiliari a lungo termine

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 dicembre 2020

Logistica, supermercati e residenziale specializzato presenteranno le opportunità di investimento più interessanti in Europa nel 2021, secondo Savills Investment Management (Savills IM), il gestore internazionale di investimenti immobiliari.Il nuovo sondaggio1 incluso nel report rileva che il 59% degli investitori immobiliari si aspetta che il mercato europeo degli investimenti si riprenderà già nel 2021. Il 45% degli investitori ritiene inoltre che gli investimenti immobiliari aumenteranno nei prossimi 12 mesi rispetto ai precedenti 12 mesi, mentre il 25% crede resteranno stabili.Con riferimento all’Italia, Cristiano Ronchi, Managing Director Italia, Savills IM SGR, evidenzia i temi chiave analizzati nel report Outlook 2021 di Savills IM:La logistica rimarrà la nota più positiva all’interno del panorama immobiliare italiano. Il settore è caratterizzato dalla mancanza di spazi moderni e di qualità ed è trainato da una solida domanda sostenuta dall’e-commerce. I principali hotspot rimangono nel Nord Italia, in particolare a Milano, Verona, Bologna, ma anche Roma. La domanda di logistica di ultimo miglio è in forte espansione, anche se non è facile trovare opportunità per costruire un portafoglio di dimensioni significative. C’è anche un crescente interesse per la logistica del freddo.Per quanto riguarda il retail, il settore alimentare si è dimostrato notevolmente resiliente durante il lockdown, e la risposta dei consumatori, delle catene alimentari e degli investitori è in forte crescita. La ripresa dell’High Street dipende dal ritorno del turismo internazionale; ci aspettiamo in futuro meno negozi ma più grandi, con un’enfasi sul formato show-room. In questo contesto, i formati devono adattarsi alle nuove tendenze e trovare le soluzioni più adatte a soddisfare le mutate esigenze dei consumatori.L’interesse degli investitori in settori appartenenti al residenziale specializzato è in crescita costante da qualche anno. In particolare il senior living, in tutte le sue declinazioni, le residenze per studenti ed il micro-living in affitto rappresentano un’opportunità nuova per molti investitori, attratti non solo da rendimenti stabili ma anche dalle caratteristiche anticicliche o almeno non correlate ai macro-trend economici. Crediamo che il settore trainerà il real estate nel prossimo decennio, grazie ai solidi fondamentali di lungo periodo, tra cui le dinamiche favorevoli di domanda e offerta, trend demografici positivi e i cambiamenti di stile di vita.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Opportunità di investimento in energie rinnovabili e tecnologie ambientali in Etiopia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2020

Fino al 14 dicembre 2020 UNIDO ITPO Italy ospiterà virtualmente nell’ambito del Programma Delegati di UNIDO un rappresentante dell’Ethiopian Investment Commission, Haregewoin Mirotaw Shumiye, con l’obiettivo di promuovere nella comunità imprenditoriale italiana un portfolio di progetti in ambito di energie rinnovabili e tecnologie ambientali. La partecipazione all’iniziativa è aperta alle imprese italiane operanti nei seguenti settori: energie rinnovabili e soluzioni off-grid; trattamento e riciclo della carta e di prodotti correlati; gestione sostenibile delle risorse idriche; energie rinnovabili e soluzioni ambientali applicate al settore lattiero-caseario.Durante gli incontri virtuali i partecipanti avranno l’occasione di presentare la propria azienda e discutere potenziali opportunità di partnership con le controparti etiopi rappresentate dal delegato, promuovendo il trasferimento di tecnologie innovative per uno sviluppo industriale sostenibile nel settore locale. L’iniziativa si colloca all’interno del progetto “Fostering international partnerships between companies and/or institutions operating in the energy and environment sectors”, finanziato dal Ministero Italiano dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed implementato da UNIDO ITPO Italy.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

DigitalNinja: consigli e opportunità sulla cyber-security

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

Bruxelles. In un mondo in rete e di dispositivi interconnessi, la protezione dei nostri dati è fondamentale.Per sensibilizzare i cittadini, soprattutto i più giovani, sui rischi della rete e per dare loro dei consigli su come sfruttare al meglio le opportunità legate alle nuove tecnologie, la Commissione europea, in collaborazione con Operazione Risorgimento digitale e Cisco Networking Academy, lancia la campagna di sensibilizzazione #DigitalNinja.Negli ultimi anni abbiamo imparato a conoscere le numerose minacce a cui si è esposti nel mondo della rete – come email di phishing, furti di identità, maleware ecc. Spesso, però, basterebbe mettere in pratica alcuni piccoli accorgimenti per mettere le nostre preziosi informazioni al sicuro. Quando usciamo di casa, infatti, ci assicuriamo che la porta sia ermeticamente chiusa alle nostre spalle, quando parliamo del nostro telefono cellulare, invece, lasciamo spesso le nostre informazioni incustodite.Esperti del settore e addetti ai lavori spiegheranno quali sono le pratiche e gli strumenti a disposizione di tutti noi per metterci al riparto dagli attacchi informatici più frequenti che riguardano ormai sia i singoli cittadini che le imprese. Una parte della campagna sarà dedicata anche alle opportunità professionali nel campo della sicurezza informatica, un settore in forte crescita.I contenuti della campagna saranno pubblicati sui social media della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, della Direzione Generale Reti di comunicazione, contenuti e tecnologie e dei partner, Operazione Risorgimento Digitale e Cisco Networking Academy Italia.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Small cap globali: un mondo di opportunità”

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

A cura di Scott Woods, Gestore di portafoglio di Columbia Threadneedle Investments. L’epidemia di Covid-19 rappresenta forse il più grande stravolgimento dell’economia globale ad eccezione delle guerre mondiali e sta mettendo a dura prova famiglie, società e governi di tutto il mondo. Per noi investitori, si tratta di una sfida su più livelli.In qualità di investitori a lungo termine, abbiamo cercato di mantenere il sangue freddo, di guardare oltre la volatilità di mercato e di concentrarci su ciò che sappiamo fare meglio: individuare società solide che riteniamo saranno in grado di prevalere nel lungo termine. Fortunatamente, queste aziende di alta qualità hanno generalmente dimostrato buona tenuta rispetto al mercato più ampio, conseguendo solide performance relative. In alcuni casi siamo anche riusciti a trovare ottime occasioni tra le società che erano state, a nostro avviso, ipervendute.Contrariamente alla volatilità del mercato, che conosciamo molto bene, il telelavoro generalizzato in tutto il settore è un fenomeno del tutto nuovo. Vantiamo un accesso privilegiato ai team manageriali delle aziende e un ambiente lavorativo aperto e collaborativo. Nulla è cambiato da questo punto di vista, ma abbiamo dovuto adattarci. L’opportunità di parlare con gli analisti e il management delle società non è diminuita, ma ora gli incontri avvengono in modo virtuale, su Zoom e Microsoft Teams. Le nostre riunioni interne si svolgono via Skype e le presentazioni con i clienti via WebEx.Cosa ancor più importante, la filosofia e i processi che stanno alla base del nostro modo di lavorare e che ci contraddistinguono non sono cambiati.L’universo globale delle small cap comprende un numero considerevole di titoli, il che implica una scarsa copertura delle singole società da parte degli analisti. Il benchmark che utilizziamo per la nostra strategia incentrata sulle small cap globali, l’indice MSCI World Small Cap, è costituito da circa 4.500 titoli.Prendiamo ad esempio Microsoft. Questo titolo è coperto da più di quaranta analisti, ma solo due analisti seguono la small cap californiana WD-40, un fornitore di prodotti per la casa, compresa una gamma di lubrificanti con il suo marchio di punta. Ciò offre una maggiore opportunità di generare alfa. È inoltre possibile costruire portafogli che si discostano significativamente dalla composizione del benchmark, il che significa avere accesso ad opportunità di generare un alfa nettamente superiore ai rendimenti disponibili per gli ETF passivi che attuano strategie di investimento basate su benchmark/indicizzate. Le classi di attivi che permettono di avere un’active share così elevata non sono molte.
Le small cap offrono un’esposizione pura a tendenze o a temi strutturali emergenti. Ci sono imprese “pure play” specializzate in un unico prodotto che fanno egregiamente. Ad esempio, Freshpet è un produttore statunitense di alimenti freschi di alta qualità per cani e gatti. I consumatori statunitensi spendono ogni anno il 4%-5% in più per i loro animali domestici, che sono trattati sempre più come membri della famiglia. Volendo investire in questo settore attraverso una società più grande, si dovrebbero acquistare titoli come Nestlé, per la quale gli alimenti per animali rappresentano solamente il 10% circa del fatturato.
Valutiamo le caratteristiche fondamentali di una società e cerchiamo di capire le ragioni che le consentiranno di generare sostenibilmente un rendimento superiore al costo del capitale nel lungo periodo. Per meglio comprendere la fonte del vantaggio competitivo di un’azienda, usiamo le Cinque Forze di Porter, uno strumento per la valutazione del vantaggio competitivo di una società.
Crediamo che sia davvero importante avere accesso ai mercati locali e alla ricerca primaria, perché l’elevato numero di titoli disponibili, compreso un 30% di azioni fuori benchmark, ci obbliga a selezionare 70-90 aziende che riteniamo riflettano la nostra filosofia di investimento. Il nostro punto di forza è che disponiamo di analisti che hanno fino a 25 anni di esperienza di investimento nell’universo small cap regionale, tutti con la stessa filosofia di investimento. Abbiamo team small cap regionali negli Stati Uniti, in Europa e nel Regno Unito, a cui si aggiungono i nostri analisti di portafoglio in Asia. Le loro migliori idee sono integrate nella strategia. (abstract)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

“Reddito fisso: impatto del Covid-19 e dove trovare opportunità”

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 agosto 2020

A cura di Gene Tannuzzo, Vice Responsabile del Reddito Fisso Globale di Columbia Threadneedle Investments. Se osserviamo l’evoluzione dei mercati finanziari nel corso del 2020, l’elemento che spicca è certamente la forte volatilità registrata su tutte le piazze, in particolare quelle obbligazionarie, nel primo trimestre dell’anno.Alla fine di marzo, quando i mercati finanziari erano alle prese con gli effetti del virus che in tutto il mondo ha imposto la chiusura delle attività economiche, abbiamo assistito a un livello di volatilità sui mercati del credito paragonabile a quello del 2008 e 2009. Le autorità competenti in materia fiscale e monetaria hanno reagito in modo molto energico a questa ondata di volatilità.
La dislocazione economica è pertanto significativa. Nel contempo, tuttavia, le dimensioni della risposta politica appaiano davvero notevoli. Secondo le nostre previsioni, infatti, le banche centrali chiuderanno il 2020 avendo iniettato circa 6.000 miliardi di dollari sui mercati finanziari a sostegno delle economie. Dopo la crisi del 2008, invece, il dato complessivo si era fermato a quota 3.000 miliardi circa. L’entità della risposta politica è dunque considerevole e, in questo contesto, i tassi d’interesse privi di rischio sono scesi in prossimità dello zero o, in alcuni casi, perfino al di sotto. Ad esempio, sul mercato dei titoli di Stato tedeschi, i tassi d’interesse sulle obbligazioni decennali sono ancorati sotto l’1% da oltre cinque anni. Negli Stati Uniti, sono appena scesi al di sotto di questa soglia, ma noi crediamo che non risaliranno, anzi resteranno su livelli bassi ancora per qualche tempo, visto il persistente allentamento monetario da parte della Federal Reserve.La domanda che a questo punto dobbiamo porci è la seguente: cosa è meglio fare in una congiuntura con tassi d’interesse che rimangono bassi? Da parte nostra, riteniamo che vi siano opportunità da cogliere al di fuori dei mercati sovrani, soprattutto nel credito societario. In termini di rendimento corretto per il rischio, ravvisiamo le opportunità migliori nel mercato investment grade, dove sono disponibili emittenti con solidi profili di liquidità in grado di superare le turbolenze attuali e dove possiamo contare sull’appoggio finanziario delle banche centrali che continuano a fare da pilastro di sostegno sui mercati globali.Il mercato high yield ha dinamiche meno chiare e, a nostro avviso, risente maggiormente delle ricadute sull’economia provocate a livello mondiale dalla pandemia, tanto che la nostra previsione interna del tasso di default per questo comparto è dell’8,5% nel 2020 e un ulteriore 5% circa nel 2021. Se abbiamo ragione, questo significa che poco più del 13% delle società high yield potrebbe dichiarare fallimento nei prossimi due anni, rispetto al 4-5% della media a lungo termine. In un contesto del genere, l’aumento dei casi in sofferenza rende assolutamente cruciale il ruolo della ricerca sul credito. Benché il mercato high yield offra opportunità su entrambe le sponde dell’Atlantico, sia in Europa sia negli Stati Uniti, crediamo che gli investitori debbano esercitare una particolare cautela nel muoversi per individuare le società che sono in grado di superare le turbolenze economiche.Oltre al mercato dei titoli societari, un’altra area che riteniamo molto interessante nel contesto attuale è quella dei prodotti strutturati, in particolare i commercial mortgage-backed securities. Queste obbligazioni, che sono garantite da attivi commerciali come hotel, uffici o esercizi al dettaglio, stanno affrontando serie difficoltà al momento, basti pensare a quanti locatari faticano a pagare l’affitto. Ciononostante, riteniamo che vi siano opportunità da cogliere nei casi in cui il valore patrimoniale del bene che garantisce l’obbligazione sia considerevolmente più alto dell’onere debitorio: in quest’ottica, è possibile individuare opportunità con un prezzo tuttora molto allettante.Infine, i mercati emergenti possono offrire condizioni propizie, andando a scegliere le economie di qualità superiore con banche centrali e autorità fiscali in grado di sostenere e limitare l’onere economico. In questi casi, ritengo che un investimento possa essere interessante; tuttavia, come nel caso dell’high yield, prevediamo livelli elevati di sofferenza finanziaria e potenzialmente di default, pertanto il segmento di qualità medio- alta del mercato è quello in cui ravvisiamo le opportunità migliori.Se facciamo un passo indietro, dunque, possiamo vedere quanto lo stress economico sia elevato e quanto siano eccezionali le misure di sostegno monetario adottate. Considerando che a queste condizioni si aggiunge un contesto caratterizzato dalla persistenza di tassi d’interesse ridotti, riteniamo che la ricerca fondamentale sul credito svolgerà un ruolo molto importante e crediamo altresì che il mercato offra opportunità di valore aggiunto per i portafogli dei clienti, nonostante i tassi d’interesse ridotti in tutto il mondo.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Le opportunità di rilancio dall’Unione europea

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 giugno 2020

Lunedì 29 giugno 2020, dalle 10.00 alle 13.00, amministratori locali, rappresentanti delle istituzioni europee e operatori del settore si confronteranno sulle misure messe in campo dall’Unione europea per sostenere il settore turistico. Aprirà i lavori Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, seguito da Carlo Corazza, responsabile del Parlamento europeo in Italia e Antonio Parenti, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea.A seguire gli interventi di Emma Petitti, presidente Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna, Andrea Corsini, assessore Turismo e trasporti Regione Emilia-Romagna, per un focus sul territorio.La parola passerà poi agli stakeholders: Paola Batani, titolare della catena alberghiera Batani select hotels, Claudio Fantini, titolare Fantini club Cervia, Giuliano Grani, titolare di società di gestione impianti sciistici dell’Appenino, Lino Giglioli, presidente Consorzio terme dell’Emilia-Romagna), Francesca Velani, coordinatrice di Parma 2021, Enrico Postacchini, presidente Aeroporto di Bologna.Gli operatori del settore avranno la possibilità di confrontarsi sia con i deputati europei Antonio Tajani, presidente della Commissione Affari Costituzionali e della Conferenza dei Presidenti e capo delegazione Forza Italia (PPE) (tbc), Mara Bizzotto (ID, Lega), Elisabetta Gualmini (S&D, PD), Sabrina Pignedoli (NI, M5s), Carlo Fidanza, capo delegazione Fratelli d’Italia (ECR), che con Ovidiu Ene, policy officer presso la Direzione Generale Mercato interno, industria, imprenditoria e PMI della Commissione europea e con un altro funzionario della Direzione generale per la politica regionale e urbana.Modererà i lavori Leonardo Nesti, responsabile della redazione Ansa di Bologna.L’intero evento sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook del Parlamento europeo in Italia e sarà chiuso da un punto stampa.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Una sfida per l’Italia: cogliere le opportunità offerte dal Recovery Fund

Posted by fidest press agency su sabato, 20 giugno 2020

A cura di Alberto Foà Presidente di AcomeA SGR. A fine maggio la Commissione Europea ha pubblicato la sua proposta sul Recovery Fund (RF), creato all’interno del 2021-2027 MFF, il budget settennale della UE. L’elemento essenziale è un fondo di emergenza da 750 miliardi (5.6% del PIL EU), chiamato Next Generation EU. Lo scopo del Fondo è quello di “sfruttare il pieno potenziale del bilancio dell’Unione Europea per mobilizzare gli investimenti e anticipare il supporto finanziario nei primi anni della fase di ripresa”.La Commissione emetterà debito sul mercato pari a 750 mld ed erogherà 2/3 di quanto raccolto (500 mld) sotto forma di grants (trasferimenti) e 1/3 (250mld) sotto forma di prestiti ai singoli paesi. Il volume delle emissioni per finanziare il RF è oltre dieci volte superiore a quanto emesso finora dalla Commissione (ca. 70 mld). Il Recovery Fund erogherà i fondi in gran parte tra il 2021-2024. Il debito verrà emesso con varie scadenze e verrà rimborsato tra il 2027 e il 2058. Per i 500 mld di grants, l’onere del rimborso potrebbe gravare proporzionalmente al peso dei paesi nel PIL europeo (ma, come vedremo, non è certo). Per i 250 mld di prestiti, ogni paese ovviamente restituirà quanto preso in prestito.Per l’Italia, alcune simulazioni parlano di circa 87 mld di trasferimenti e 91 mld di prestiti, in totale 178mld, quasi il 10% del PIL. Alcuni critici hanno sottolineato che è un numero che sembra grande, ma inadeguato alle esigenze italiane: i prestiti (91 mld) andranno comunque restituiti per intero; e, comunque, l’Italia dovrà contribuire con la sua quota (pari a 55 mld) per il rimborso del debito contratto dall’Unione Europea a fronte dei 500 mld di trasferimenti. Questo lascerebbe un beneficio netto di “soli” 32mld (la differenza fra 87 e 55 mld), pari a poco meno del 2% del PIL, che, “spalmato” su 7 anni, equivale allo 0,3% per anno. Troppo poco per fare la differenza. Ma questo pessimismo appare fuori luogo per almeno tre ragioni:
1) il debito verrà rimborsato dopo il 2027 ed entro il 2058, di certo non a breve e comunque ben oltre l’utilizzo dei fondi stessi. La Commissione ha aggiunto inoltre che potrà introdurre nuove imposte comunitarie (carbon tax, digital tax), che graverebbero anche sulle multinazionali estere. Pertanto, non è certo che l’onere del rimborso del bond peserà interamente sui singoli bilanci nazionali dei paesi UE.
2) La Commissione ha l’opzione di ri-emettere il debito in scadenza. In quel caso, l’Italia continuerebbe a contribuire per la sua quota degli interessi posticipando il momento in cui versare la sua quota per il rimborso del capitale. Visto che presumibilmente la Commissione si finanzierà a tassi vicini allo zero, stiamo parlando di cifre irrisorie.
3) L’Italia potrebbe inoltre risparmiare qualora decidesse di finanziarsi presso la Commissione piuttosto che sul mercato. Il differenziale tra l’emissione oggi di un Btp a 20 anni e di un titolo della Commissione si potrebbe aggirare intorno a 150 punti base (1,5%), che su un di 91mld equivalgono a un risparmio di circa 1,4 mld all’anno.
Sulla questione della capacità del Sistema Italia di assorbire risorse UE, nei prossimi 7 anni potrebbero confluire risorse extra pari al 10% del PIL, da ripagare nel medio/lungo periodo. E, presumibilmente, questa iniezione di liquidità si concentrerà nei prossimi 3-4 anni. Per l’Europa, gli ultimi numeri sull’absorption rate per il budget in corso (2014-2020) sono 48% in Germania, 52% in Francia, 38% in Spagna e Italia. Le regole sull’utilizzo dei fondi strutturali prevedono che, qualora un Paese non abbia sfruttato pienamente i fondi assegnati nei 7 anni del budget, esso possa richiedere ed utilizzare i fondi anche nei 3 anni seguenti alla fine del budget di riferimento. E infatti, normalmente, si assiste ad un’accelerazione dei progetti presentati dai Paesi ed approvati dalla UE proprio nei 3 anni seguenti alla fine dei 7 anni di budget. Inutile dire che i progetti presentati “in extremis” per non perdere i fondi assegnati sono di minor qualità, sia per l’ovvia osservazione che fare gli investimenti prima è meglio che realizzarli dopo, specie in un contesto di domanda aggregata debole, sia perché, presumibilmente, non hanno lo stesso respiro di quelli presentati per tempo ma vengono presentati in tutta fretta giusto per non lasciare un’opportunità completamente sprecata.Per l’Italia in particolare, per il budget in corso (2014-2020) stiamo parlando (dati Commissione giugno 2020) di un utilizzo cumulativo di 16.8mld di fondi strutturali a fronte di disponibilità di 44.7mld. La differenza (ca 28mld) equivale all’1.6% del PIL annuale. L’Italia avrà tempo fino al 2023 per utilizzare a pieno questi fondi, ma va fatto notare che anche nel budget precedente (2007-2013) il tasso di utilizzo in Italia non è mai arrivato al 100%, a differenza di Francia, Spagna, Portogallo e Grecia ad esempio.Sapremo fare tesoro degli insegnamenti di altri paesi europei che da anni hanno messo in piedi vere e proprie task force per assicurarsi che i fondi vengano utilizzati tempestivamente e in pieno? Riusciremo a darci una strategia e a mettere insieme un piano di medio periodo per realizzare quelle infrastrutture di cui si parla sempre, per impostare la scuola, la ricerca e la formazione per fare fronte alla competizione internazionale, un piano idro-geologico di tutela del nostro territorio, per migliorare la sanità, digitalizzare la giustizia e la pubblica amministrazione, e migliorare la viabilità e la rete ferroviaria al Sud? Sono queste le vere questioni che il Recovery Fund pone alla nostra classe dirigente. Risorse per investimenti pari al 10% del PIL costituiscono un’opportunità epocale, che non va sprecata.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“La “moneta fiscale” è una opportunità per il Paese?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2020

Può aiutare le imprese a “bancare” i propri crediti senza incidere sul debito pubblico?” Su questo tema fondamentale per il rilancio del sistema Italia si è svolto un serrato approfondimento promosso da Fratelli d’Italia in un web meeting a cui hanno partecipato con diversi economisti promotori della Moneta Fiscale , Marco Cattaneo, Massimo Costa, Sylos Labini e Biagio Bossone, anche i responsabili economici e fiscali delle principali associazioni d’impresa, tra le quali Confcommercio, Confagricoltura,Confartigianato, Confesercenti, Cna, confindustria e Casartigani. Un confronto senza pregiudizi con la sola volontà di capire come meglio possa dispiegarsi l’iniziativa, quale le potenzialità e quali gli eventuali rischi, promosso da Adolfo Urso, senatore di FdI e responsabile del Dipartimento Impresa e Attività produttive, e di Andrea de Bertoldi, senatore di FdI e Segretario della commissione Finanze del Senato. “Ciò rappresenta – hanno sostenuto i due senatori di Fratelli d’Italia – una modalità di ascolto e di rappresentanza che il nostro partito intende attuare in ogni ambito con le forze produttive sui temi di maggior interesse per lo sviluppo economico della Nazione. La moneta fiscale, cioè la cartolarizzazione dei crediti di imposta, che permetterebbe una facile circolazione e bancabilità di tali crediti, potrebbe permettere infatti all’Italia una maggiore capacità propulsiva nella propria politica economica, e ciò risulta quanto mai attuale in questo momento anche per le rinnovate caratteristiche di cedibilità, che i decreti covid attraverso gli eco bonus attribuiscono ai crediti di imposta”. “Sono emerse potenzialità ma anche aspetti critici che sarà nostro dovere approfondire. Gli Stati Generali della economia si fanno ogni giorno in un rapporto fecondo e costruttivo e continuativo con le forze produttive” – hanno concluso i due senatori di Fratelli d’Italia.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La pandemia e la mancata opportunità di Trump per unificare il paese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 maggio 2020

In una delle recentissime conferenze stampa sul coronavirus Donald Trump ha ammesso che i decessi del covid-19 raggiungeranno 60 o 70mila, ma si è subito congratulato dicendo di avere “preso molte decisioni importanti” che avrebbero ridotto il numero delle vittime. Il 45esimo presidente non riesce proprio a non parlare di se stesso nemmeno quando si tratta di una tragedia come la pandemia in corso. Per un altro presidente sarebbe stato facile unificare il Paese davanti a una tale tragica situazione ma l’attuale inquilino della Casa Bianca continua a dividere per le sue ragioni politiche.Subito dopo l’11 settembre George W. Bush si comportò in tutt’altro modo riuscendo a unificare la nazione la quale lo ricompensò con un indice di gradimento del 90 percento durato parecchi mesi. L’attacco al Paese riuscì a unificare tutti gli americani per lottare contro il terrorismo, il comune nemico di allora. Bush unificò il paese mostrando empatia per le vittime, rassicurando tutti gli americani, creando unità senza riguardo di allineamenti di parte. Dopotutto le vittime degli attacchi non avevano discriminato fra repubblicani o democratici. I governatori di Stati liberal come Andrew Cuomo (New York), Gavin Newsome (California) ma anche repubblicani come Mike De Wine (Ohio) e Larry Hogan (Maryland) hanno seguito l’esempio di Bush, ottenendo la gratitudine dei loro cittadini. Il 77 per cento degli americani giudica favorevolmente l’operato dei loro governatori per il loro modo di affrontare la pandemia.Il covid-19 avrebbe potuto servire a Trump di una simile occasione usando l’insicurezza degli americani, sfruttando l’effetto del “rally around the flag” (fare quadrato attorno alla bandiera) contro il nemico di tutti, senza riguardo di allineamenti politici di parte. L’attuale presidente ha deciso invece di usare la crisi per i suoi vantaggi politici personali.Le conferenze stampa della sua task force sul covid-19 miravano a presentare alla nazione le informazioni necessarie per affrontare la pandemia ma quasi dall’inizio divennero un sostituto per i comizi politici di Trump. Avrebbero dovuto parlare di più gli specialisti per dare informazioni precise ma Trump si impose come protagonista senza assumersi però nessuna responsabilità, attaccando a destra e sinistra gli altri, dai cinesi per il virus, ai media di essere fake, ai governatori per esser irresponsabili e chiunque lui vede come ostacolo ai suoi scopi.I sondaggi gli andarono bene per poco tempo ma tutti si sono presto accorti della sua condotta e adesso solo il 22 percento degli americani ha fiducia sulle informazioni che il presidente dà sul covid-19. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la sua asserzione che il virus si potrebbe curare con il disinfettante. Persino la Fox News, rete molto amica al presidente, ha preso le distanze da quell’affermazione. Il volto silenzioso pieno di stupore della dottoressa Deborah Birx, uno dei membri chiave della task force, ha colto tutto il dolore degli scienziati costretti ad ascoltare la scioccante ricetta di Trump che si era improvvisato medico senza licenza.Se Trump non è riuscito ad entrare nel ruolo ortodosso di presidente con l’opportunità della pandemia unificando il Paese lo si deve principalmente alla sua mancanza totale di empatia. Nessuna ammissione di avere sbagliato nulla, continuando ad agire con la sua filosofia che il mondo è formato di nemici da sconfiggere, usando tutte le sue armi a disposizione per cogliere i suoi obiettivi personali e politici.Trump si è preoccupato dall’inizio della pandemia di additare al positivo stato dell’economia, vedendola come la sua carta vincente alle elezioni di novembre. Adesso però con la pandemia dovrà affrontare Joe Biden a mani vuote perché i più recenti dati economici ci dicono che nel primo trimestre l’economia ha subito un calo del 4,8 percento, il livello più basso dalla Grande Recessione del 2007-2009. Gli analisti ci dicono che il secondo trimestre sarà ancora peggio con un ulteriore probabile calo del 30 percento. L’economia comincerà a respirare in parte per i 3mila miliardi di dollari di stimolo approvati dal governo ma la ripresa economica prenderà tempo. Nel 2009 ci vollero più di due anni per ritornare ai livelli della pre-recessione.
Trump continua ad insistere che gli Stati dovrebbero porre fine al lockdown (la chiusura) ma le incertezze della gente continuano specialmente in alcune parti severamente colpite come il nordest del Paese. I governatori degli Stati conservatori, che poco avevano fatto per ridurre i contagi, sono i primi a seguire i desideri di Trump e riaprire gradualmente i negozi, ristoranti ed altri luoghi pubblici ma l’insicurezza degli americani continua. Vale la pena rischiare il contagio del coronavirus per un taglio di capelli o una cena al ristorante? I sondaggi nazionali vedono Trump indietro a Biden di parecchi punti. I sondaggi che contano però sono quelli degli Stati in bilico che in fin dei conti determineranno l’esito finale. Anche qui Trump appare inguaiato. Il Washington Post ci informa che i sondaggi interni della campagna di Trump lo vedono perdere a novembre. Sempre secondo il Washington Post, il presidente sarebbe andato su tutte le furie una volta confrontato con questa realtà ed avrebbe minacciato di licenziare o denunciare Brad Parscale, il manager della sua campagna elettorale. By Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Governo. Coronavirus, la memoria, la solidarietà e le opportunità

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

“In questo momento in cui i Paesi più facoltosi hanno voltato le spalle all’Italia, noi, che non siamo ricchi, ma neanche privi di memoria, non ci possiamo permettere di non dimostrare all’Italia che gli albanesi e l’Albania non abbandonano mai l’amico in difficoltà”.Sono le parole del primo ministro albanese Edi Rama, nel comunicare che una equipe di medici e infermieri albanesi è in procinto di partire per l’Italia. Ringraziamo l’Albania.E’ la memoria che ha superato fatti tragici, come quello dello speronamento italiano di una nave albanese che provocò 81 morti, o dell’ostracismo nei confronti degli albanesi, classificati prevalentemente come criminali. Alla memoria, breve, ci ricorda quel che è successo negli ultimi anni nei confronti dei nuovi migranti.Ora, il nostro Paese è in emergenza sanitaria ed economica e che ha fatto finora l’Europa lo abbiamo già scritto e ci evitiamo di ripeterlo.Serve immettere liquidità nel sistema, suggerisce l’ex presidente della BCE, Mario Draghi.Vediamo gli strumenti a disposizione.
1. Banca Europea Investimenti (Bei). Ha emesso obbligazioni per 450 miliardi. Le decisioni per gli investimenti sono prese a maggioranza, che ora è detenuta da Germania, Francia e Italia.
2. Fondo Europeo per gli Investimenti (Fei). Controllato dalla Bei, supporta l’accesso al reddito delle piccole e medie aziende europee.
3. Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (Feis). Moltiplica, con l’effetto leva, gli investimenti pubblici e privati, attraverso prestiti della Bei.
C’è, inoltre la BCE, che si è impegnata a comprare 220 miliardi di titoli di Stato italiani. Una cifra enorme che l’Italia può utilizzare per pagare le spese.
Si è parlato del Meccanismo europeo di stabilità (Mes). Il fondo emette prestiti per assicurare assistenza finanziaria ai Paesi in difficoltà. Ricordiamo, per memoria, che il Mes è stato approvato dal governo Conte1, con Di Maio e Salvini vicepremier, e dal Parlamento, in auge il governo Conte2, sostenuto da M5S e PD. Ora, il governo Conte2 e l’opposizione sono contrari all’utilizzo del Mes per le condizioni onerose previste da tale meccanismo.Si discute di Eurobond (definiti Coronabond in questo momento) che sono titoli di Stato emessi dai Paesi dell’Eurozona. In sintesi, è una emissione di debito congiunto, il cui onere di restituzione è a carico collettivo.La Germania, e altri Paesi del NordEuropa, osteggiano tale soluzione perché temono che se i governi nazionali saranno autorizzati ad emettere Eurobond, si aprirebbe il varco a spese “libere” che verrebbero successivamente addossate a tutti i Paesi partecipanti.E’ stata richiamata la solidarietà, ricordando quella dei Paesi che tagliarono i debiti di guerra alla Germania e sottolineando che l’Olanda (il paese più contrario) gode di privilegi fiscali e che, quindi, non è nelle condizioni di alzare il ditino ammonitore.Nei prossimi giorni si discuterà.Certo è che se i meccanismi di solidarietà non saranno attuati si darà un duro colpo alla Ue e al suo futuro.Riteniamo che la cancelliere Angela Merkel non vorrà concludere la sua carriera politica come la responsabile dell’affossamento dell’istituzione europea. Margini di manovra ci sono. Il ministro degli Esteri tedeschi, Heiko Maas, ha dichiarato: “Quello che conta è essere solidali, anche sul piano finanziario, aiutando dove c’è maggiore urgenza”. Il ministro delle Finanze tedesco, Olaf Scholz, afferma che ci vuole più Europa.I prossimi giorni saranno determinanti. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Brasile: Quali opportunità per le imprese italiane

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 febbraio 2020

San Paolo, Brasile, 208 milioni di persone la cui metà si colloca nella cosiddetta classe media con accesso a buoni livelli di benessere e consumo, un PIL stimato in € 1.865 miliardi, il 12% delle risorse mondiali di acqua fresca, bandi di gara per € 36 miliardi nel settore energia, fino al 2023 investimenti minimi all’anno da € 70 mld per dotare il Paese di infrastrutture e un notevole fabbisogno tecnologico (fonte: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale): questo il quadro in sintesi delle opportunità in Brasile, alla luce anche del pacchetto di riforme amministrative e fiscali che verrà presentato a marzo 2020 e che avrà un forte impatto sulle aziende presenti sul territorio o che lì vogliono andare.
Sono 1.200 le imprese italiane presenti con più di 200.000 dipendenti. Il Bel Paese è il quinto “fornitore” e il nono “cliente” del Brasile. I prodotti più esportati sono quelli ad alto contenuto tecnologico, in particolare automotive, macchinari e attrezzature, meccanica di trasmissione, apparecchiature d’imballaggio e medicinali.Il Gruppo Guarnera, con la Guarnera Advogados e con GSA Advice, in 30 anni di attività ha accompagnato più di 300 iniziative imprenditoriali italiane in Brasile.Dal punto di vista della fiscalità internazionale, il Brasile ha siglato accordi per evitare la doppia imposizione con diversi paesi, tra cui l’Italia; gli accordi prevedono possibilità di accredito/compensazione dell’imposta pagata a uno Stato e le relative percentuali da considerare; l’accordo tra Brasile e Italia (datato 08.05.81) prevede, all’art. 23, comma 3, l’esenzione, da parte del governo italiano, dell’imposta sul reddito incidente sui dividendi provenienti da una società brasiliana e ricevuti da una società italiana, purché quest’ultima detenga almeno il 25% del capitale della società brasiliana.10 “regole d’oro” da seguire in BrasileUn’impresa italiana che punti ad avere successo sul mercato brasiliano, dovrebbe rispettare 10 regole d’oro, in particolare:
1. Comprendere al meglio il continente Brasile e la cultura brasiliana
2. Non sottovalutare la competitività brasiliana
3. Attenzione alle regole: conoscere le barriere d’entrata
4. Eseguire un’ottima analisi di mercato e valutare attentamente l’eventuale partner locale
5. Definire un Business Plan realistico con i piedi per terra e che contenga le peculiarità tributarie brasiliane
6. Capire l’importanza della logistica
7. Preparare, con l’aiuto di un consulente locale, il Tax Engineering per il progetto Brasile (27 normative statali per l’imposta sulle vendite)
8. Preparare un piano B e C per la parte finanziaria e di cash flow
9. Comprendere le norme specifiche in materia societaria, valutaria e fiscale per gli operatori stranieri in Brasile
10. Preparare un modello di Governance e Controllo di Gestione nella società locale

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il mondo nel 2020: opportunità e rischi per le imprese italiane

Posted by fidest press agency su domenica, 19 gennaio 2020

Milano Giovedì 23 Gennaio alle ore 10.00 a Milano presso l’Auditorium di Assolombarda (via Pantano 9) si terrà la Conferenza ‘Il Mondo nel 2020: opportunità e rischi per le imprese italiane’ promossa da ISPI e Assolombarda (cfr. Programma allegato).
Per l’occasione, ISPI distribuirà ai presenti una pubblicazione speciale dedicata ai Top risks 2020 per le imprese. Il 2020 rappresenta un turning point degli attuali assetti politici ed economici internazionali: inizierà con l’entrata in carica della nuova Commissione europea e terminerà con le elezioni americane di novembre. Quali saranno, in questo contesto, i principali driver politici ed economici? L’Europa può ritrovare sé stessa o rimarrà schiacciata nelle logiche del confronto bipolare? Come rilanciare il multilateralismo? Di questo si discuterà con i vertici di aziende, istituzioni e autorevoli esperti tra cui Manlio di Stefano, Sottosegretario di Stato, Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Silvia Candiani, Amministratore Delegato, Microsoft Italia; Fabrizio Di Amato, Presidente, Maire Tecnimont; Roberto Gavazzi, Amministratore Delegato, Boffi; Paolo Magri, Vicepresidente Esecutivo e Direttore, ISPI; Giampiero Massolo, Presidente, ISPI e Fincantieri; Alessandro Scarabelli, Direttore Generale, Assolombarda; Marco Sesana, Amministratore Delegato, Generali Italia e Alessandro Terzulli, Chief Economist, Sace.La conferenza è organizzata nell’ambito delle attività di ISPI per le imprese e in particolare dell’Osservatorio Geoeconomia promosso da ISPI e Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Sace.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Essere autonomi in Italia: un’opportunità e un’impresa più che altrove

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 novembre 2019

Con oltre 5 milioni di lavoratori autonomi, l’Italia è il Paese europeo con il più alto numero di occupati in proprio. L’incidenza sul totale degli occupati è la più alta anche fra i giovani: su poco più di 4 milioni di occupati tra i 25 e i 34 anni, il 16,3% svolge un lavoro autonomo contro una media UE del 9,4%. È quanto emerge dall’analisi della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro “Il lavoro autonomo in Italia, un confronto con l’Europa”, presentata in occasione della Giornata delle Professioni Liberali. Una platea di lavoratori che è mediamente più istruita dei dipendenti, specie tra i più giovani (il 37,2% degli autonomi è laureato rispetto al 27,9% dei dipendenti), e molto presente nel settore terziario, da sempre motore dell’economia del Paese. Ma non solo. Dallo studio emerge inoltre che circa la metà degli occupati indipendenti in Italia sono collocati al vertice della piramide professionale: il 12,3% sono manager o titolari di aziende, il 20,4% professionisti ad alta qualificazione e il 17,1% figure tecniche. Eppure la propensione a mettersi in proprio si riduce sempre di più. Fra il 2009 e il 2018, complici il calo demografico e le maggiori difficoltà di accesso al mercato del lavoro, gli autonomi sono diminuiti del 5,14%. Le conseguenze sulla tenuta del sistema economico sono facilmente prevedibili se si considera che ad oggi professionisti, imprenditori, artigiani, ma anche consulenti e freelance, riders e lavoratori della gig economy costituiscono un universo ampio e estremamente articolato che contribuisce al 21,7% dell’occupazione del nostro Paese (a fronte di una media europea del 14,3%). Eppure continuano a mancare interventi sufficienti a sostegno dei tanti lavoratori autonomi italiani. Da ultimo il disegno di legge di Bilancio 2020 che sembra dimenticare l’apporto che il lavoro autonomo fornisce allo sviluppo del Paese. Nonostante ciò in tanti decidono di “mettersi in proprio”. Alla base di questa decisione, nel 39% dei casi, c’è l’“opportunità di fare business”, mentre nel 24,2% c’è la volontà di mantenere “in vita” l’attività di famiglia. Ma essere lavoratori autonomi è un’impresa non priva di ostacoli, nel Bel Paese più che altrove: 9 autonomi su 10 (89,9%) lamentano la presenza di notevoli difficoltà nello svolgimento del proprio lavoro: una condizione che in Europa interessa il 71,7% della platea. In testa alle criticità degli italiani spicca il carico burocratico (il 25,8% degli autonomi contro il 13,1% della media europea), seguito dall’instabilità degli incarichi e dei committenti (il 21,6% contro il 12,3% della media europea dichiara di dover affrontare periodi di non lavoro, perché senza progetti o clienti) e dal ritardo dei pagamenti (il 20,2% contro l’11,7%). Pesano, infine, anche la difficoltà di accesso ai finanziamenti, l’impossibilità di incidere sui prezzi di servizi e prodotti e la mancanza di coperture in caso di malattia o infortunio.
“A differenza dei luoghi comuni, lo studio sul lavoro autonomo dimostra che gli italiani hanno una grande voglia di mettersi in gioco e di contribuire a costruire la ricchezza del Paese avviando un’attività autonoma”. A dichiararlo il Presidente della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, Rosario De Luca. “Nella maggior parte dei casi, però – sottolinea – chi vuole mettersi in proprio è frenato da difficoltà oggettive tipiche del mercato del lavoro italiano, fra cui spiccano i costi burocratici per avviare un’attività produttiva e il mancato sostegno da parte dello Stato. Eppure sono tanti i giovani pronti a darsi da fare per costruirsi un futuro considerando l’importante incidenza del lavoro autonomo sull’occupazione italiana, un’inversione di tendenza è quanto mai urgente. La manovra 2020 dovrebbe essere l’occasione per incrementare il sostegno ai liberi professionisti – evidenzia De Luca –, attraverso la riduzione dei carichi fiscali, degli oneri burocratici, la promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e l’introduzione dell’equo compenso per garantire una retribuzione dignitosa anche a questa categoria professionale”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il trasferimento tecnologico dall’università all’impresa: opportunità, modelli di business e tutela legale

Posted by fidest press agency su martedì, 12 novembre 2019

Milano Mercoledì 27 novembre 2019 – Piazza Borromeo, 12 17:30 – 19:00 Seminario.Il seminario si propone di discutere le caratteristiche e lo stato del trasferimento tecnologico in Italia, con particolare riguardo alle problematiche giuridiche, al modello organizzativo adottato dagli enti universitari e alle sfide da affrontare affinché esso possa divenire un asset strategico per i nostri enti di studio, insegnamento e ricerca. La discussione sarà arricchita dalla partecipazione e dall’intervento di esponenti del mondo universitario e imprenditoriale: dr. ing. Roberto Tiezzi, già responsabile dell’Ufficio Trasferimento Tecnologico del Politecnico di Milano e ora dell’Università degli Studi di Milano; dr. ing. Rolando Brondolin, dottorando di ricerca presso il NECSTLab del Politecnico di Milano; dr.ssa Sara Notargiacomo, co-founder & business development lead di Huxelerate S.r.l.

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Incontro “Investire nella locazione – Limiti e opportunità”

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 ottobre 2019

Roma l’11 novembre presso il Centro Carlo Azeglio Ciampi per l’educazione monetaria e finanziaria (via Nazionale, 190), dalle 9.30 alle 13.00 organizzato da Sidief e Banca d’Italia. Parteciperanno, tra gli altri, Daniele Franco, Vice Direttore Generale BANCA D’ITALIA, Mario Breglia, Presidente SIDIEF, Fabrizio Di Lazzaro, Professore Ordinario di Economia Aziendale LUISS GUIDO CARLI, Luigi Donato, Capo Dipartimento Immobili e Appalti BANCA D’ITALIA, Luigi Cannari, Vice Capo Dipartimento Economia e statistica BANCA D’ITALIA, Gabriele Buia, Presidente ANCE, Silvia Rovere, Presidente ASSOIMMOBILIARE, Giorgio Spaziani Testa, Presidente CONFEDILIZIA.

Posted in Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Opportunità di Business in Somalia

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

«La Somalia è un Paese in crescita con opportunità inesplorate e grandi potenzialità di business per lo sviluppo economico e sociale del Paese»: così si è aperta la Tavola Rotonda sulla Somalia, organizzata da UNIDO ITPO Italy in collaborazione con UNIDO Somalia presso l’Hotel Le Méridien a Roma. L’evento si inserisce nel quadro del progetto “Agro-technology development for economic growth In South and Central Somalia”, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e implementato da UNIDO.La conferenza è stata arricchita dai saluti istituzionali dell’Ambasciatore somalo in Italia, S.E. Abdirahman Sheik Issa e dagli interventi del Direttore Generale del Ministero del Commercio e dell’Industria del Governo Federale Somalo, Abdiaziz Ibrahim Adan e del Consigliere per il Ministero del Commercio e dell’Industria del Governo Federale Somalo, Ahmed Elmi.La tavola rotonda è stata l’occasione per presentare il prossimo Italy-Somalia Business Forum, organizzato da UNIDO ITPO Italy e UNIDO Somalia per favorire nuove sinergie tra le aziende italiane e somale, attraverso una serie di incontri BtoB e BtoG. “La Somalia ha sempre avuto ottimi rapporti commerciali con l’Italia per ragioni storico-culturali” – ha affermato Abdiaziz Adan – “Siamo pertanto lieti di presentare l’Italy-Somalia Business Forum che avrà luogo a Mogadisho, il 10-11 Dicembre 2019”.
Oltre 50 aziende italiane hanno preso parte alla tavola rotonda, per approfondire in dettaglio le opportunità di business in Somalia con riferimento ai settori agroindustriale, pesca, social housing e energie rinnovabili. “Si sta affermando uno sviluppo economico orientato al settore privato che appare molto più dinamico” – affermano gli esperti di UNIDO. “Il settore bancario è in forte crescita insieme al settore finanziario “– ha continuato Ahmed Elmi – “che oggi risulta essere molto aperto agli investitori stranieri”.
Il progetto “Agro-technology development for economic growth In South and Central Somalia” nasce con l’obiettivo di stimolare l’occupazione e le opportunità economiche per lo sviluppo imprenditoriale del Paese, oltre che fornire assistenza tecnica al Governo Federale della Somalia e in particolare al Ministero dell’Industria e del Commercio.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »