Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Posts Tagged ‘opposizioni’

Governo e opposizione. I migranti

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 agosto 2020

Toni accesi in Parlamento sul problema dei migranti. Ce n’è motivo? Vediamo
I migranti nel mondo sono 79 milioni.
I migranti in Italia nel 2016 sono stati 180 mila.
I migranti in Italia quest’anno sono 13 mila.
La popolazione italiana è di 60 milioni.
Nel 2002 il governo Berlusconi (FI e Lega) approvò la sanatoria per 630 mila immigrati irregolari, operazione ripetuta nel 2009 per altri 220 mila immigrati, sempre dal governo Berlusconi (FI e Lega, con Giorgia Meloni ministro).Totale 850 mila immigrati “sanati”.I migranti odierni rappresentano il 7% di quelli del 2016, lo 0,0002% della popolazione italiana e lo 0,0001% dei migranti mondiali.Insomma non c’è invasione, nè la “furia immigrazionista” che la deputata Meloni attribuisce al governo.
C’è, comunque, il problema relativo alla tipologia di migranti.Ci sono i rifugiati, provenienti da zone di guerra, che sono tutelati da norme internazionali, e quelli di carattere economico, che sono la prevalenza.Che fare?
Fare il blocco navale come propone la Meloni? Ricordiamo che il blocco navale equivale a una dichiarazione di guerra. Vogliamo entrare il guerra con la Tunisia o la Libia di Al Sarraj e Haftar? Vogliamo che, per ritorsione, qualcuno collochi una bomba nella metro romana o milanese? Qualcun altro vorrebbe bombardare le imbarcazioni dei migranti, ormeggiate sulla costa. Stessi problemi elencati in precedenza.Altri volevano, come Salvini, il rimpatrio di tutti i migranti irregolari. Per ammissione dello stesso Salvini ci sarebbero voluti 80 anni.Comunque la media dei rimpatri negli ultimi anni, con qualsiasi governo, è di circa 6.500 l’anno.Considerato che buona parte dei migranti di quest’anno sono tunisini, quindi non rifugiati, e che abbiamo un accordo per i rimpatri con la Tunisia, sarebbe necessario attivare le relative procedure.
A tal proposito, un deputato tunisino ha dichiarato “Il numero delle persone che il governo italiano sta rimpatriando è minore di quanto prevedono gli accordi”, che è una accusa pesante, al quale risponde il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, con “serve un accordo con la Tunisia, in modo che sequestrino barchini e gommoni prima della traversata”. Chi dovrebbe fare l’accordo? Di Maio, ovvio, al quale auguriamo il ben svegliato.Esiste il problema mondiale della migrazione.Ricordiamo, a proposito, che nel 1979, il leader del Partito Radicale, Marco Pannella, dichiarava: “Dobbiamo occuparci dell’Africa o l’Africa si occuperà di noi”. Sono passati 41 anni da quell’appello. By Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Le opposizioni attendono al varco il governo per riforme condivise

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 giugno 2020

Il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha scritto su Facebook: «Ora che è finito l’evento esclusivo di dieci giorni a Villa Pamphilj, aspettiamo di ricevere dal Governo il documento che ha realizzato per rilanciare l’economia italiana. Saremo ben lieti di discutere con il Governo di cose concrete, partendo proprio dalle proposte che avrà messo nero su bianco su un documento. Confidiamo che non saremo invitati a Palazzo Chigi solo per un tè coi biscottini prima che il Governo si sia chiarito le idee sul da farsi».
Questo breve comunicato è pervenuto in redazione qualche ora fa ed è stato già catturato dai media nei loro dibattiti d’opinione con politici, imprenditori e giornalisti. Da parte nostra ci è parso di leggere tra le righe una nota critica nei confronti dell’esecutivo e che proviamo a riassumere così: Il governo per farsi un’idea su ciò che accade in Italia ha dovuto mettere in piedi una convention a più voci sulla società civile mentre noi, che il programma per la rinascita del Paese lo abbiamo già pronto, nero su bianco, non abbiamo bisogno di perdere altro tempo. Cosa significa in pratica? Che non ne sortirà nulla di buono perché ognuno resterà nelle sue posizioni in quanto sono due le visioni che vorremmo concretizzare per un’Italia che deve uscire dal pantano in cui si trova. Ma è per noi una condizione di stallo che non possiamo più permetterci. Per troppo tempo abbiamo avuto un paese ingessato e incapace, colpevole in primis la classe politica, ma non solo, di non avere un’idea del futuro che ci attende e che la globalizzazione e la corsa sfrenata di alcuni Stati all’accaparramento delle risorse energetiche mondiali hanno reso sempre più conflittuale. La verità è che per uscire dalle secche dobbiamo immaginare un’Italia tecnologicamente avanzata, con una rete intermodale integrata e potenziata, con filiere produttive corte saltando passaggi spesso eccessivi e farraginosi, una giustizia che abbia come principale obiettivo d’essere rapida e risolutiva, sia nel civile sia nel penale, una sanità dove si privilegi l’assistenza territoriale e una scuola profondamente riformata. Sul piano sociale devono essere perseguiti i due diritti fondamentali che è quello della vita e del vivere. Per farlo i politici devono mettere da parte i loro interessi di bottega, di natura elettorale e alla ricerca di facili consensi, e mostrarsi monolitici nel contrastare le spinte corporative e gli interessi di parte. Giorgia Meloni è una donna che ha in sé un pragmatismo che le fa onore e siamo convinti saprà farne un buon uso per scrivere una nuova pagina nella storia tanto tormentata dell’Italia anche se le sirene intorno a lei suonano in maniera tanto assordante da stordirla. Questa è una partita che forse non darà, in chiave elettoralistica, risultati clamorosi per chi li cerca facili e immediati, ma avrà sicuramente un impatto positivo per quegli italiani che riescono a vedere al di là del proprio naso. Riflettete, gente. Riflettete. (Riccardo Alfonso)

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Lombardia: Fase 2, lettera a Fontana dalle opposizioni

Posted by fidest press agency su sabato, 25 aprile 2020

M5S, PD, Lombardi Civici Europeisti, +Europa, le opposizioni in Consiglio regionale, hanno scritto ad Attilio Fontana per chiedere un coinvolgimento diretto anche nei “cinque sotto-tavoli” legati al Patto per lo Sviluppo della Lombardia annunciati ieri dal Presidente della Lombardia.Marco Fumagalli per il M5S Lombardia, Fabio Pizzul per il PD, Elisabetta Strada per i Lombardi
Civici Europeisti e Michele Usuelli per +Europa scrivono di essere stati invitati solo alla riunione del Patto per lo Sviluppo della Lombardia mentre, al momento, non sono stati coinvolti nei tavoli tematici nonostante l’interesse più volte espresso. Nella
lettera la richiesta delle opposizioni di “un pieno coinvolgimento” in tutti i tavoli di lavoro legati all’emergenza Covid-19.Marco Fumagalli, capogruppo del M5S Lombardia, dichiara: “La Fase 2 si annuncia molto complessa. Proprio per questo è necessario il contributo di tutti. Con il collega Raffaele Erba abbiamo partecipato a lavori della riunione del Patto per lo Sviluppo. Non ha senso escluderci dai tavoli tematici: significa non voler ascoltare il contributo di migliaia
di cittadini, le loro esigenze e le loro proposte. Fin qui Fontana, la sua Giunta e il centro destra hanno fatto tutto da soli con risultati catastrofici. È ora che ci coinvolga per il bene della Lombardia”.

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“Cura Italia” e il ruolo delle opposizioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

“Da giorni lavoriamo alla cabina di regia tra Governo e opposizioni per cercare di dare il nostro contributo e migliorare il decreto ‘Cura Italia’, che per noi ha diverse criticità. Purtroppo, finora non c’è stato nulla da fare: la maggioranza è totalmente arroccata sulle sue posizioni. Ci hanno detto che non potevano accogliere gli emendamenti che prevedevano maggiori spese perché non ci sono i soldi e che forse se ne riparlerà nel decreto di aprile. Il decreto di aprile, però, nessuno lo ha visto. Ci hanno detto anche che non vogliono accogliere alcune proposte che non prevedono maggiori spese perché sono ideologicamente contrari, come ad esempio quelle che riguardano il taglio della burocrazia, la sospensione del decreto dignità, la reintroduzione dei voucher, l’eliminazione dell’obbligo di contrattazione sindacale per accedere alla cassa integrazione. Tutte cose che servono a velocizzare e a cui il governo dice di no. Ci chiediamo allora dove sia la disponibilità perchè non è molto chiaro. A questo punto avremmo potuto dire “Fate da soli” e metterci a fare ostruzionismo ma l’Italia non può permettersi tatticismi in questo momento. Fratelli d’Italia ha deciso di ritirare i propri 168 emendamenti e lasciarne solo 20, a cui si aggiungono 6 ordini del giorno. Sono meno di 30 proposte, tutte sensate e serie, come ad esempio quella di utilizzare i percettori di reddito di cittadinanza per portare la spesa agli anziani che non possono muoversi o quella che prevede di rimborsare le famiglie per il pagamento delle rette scolastiche. Noi chiediamo al Governo risposte su queste 26 proposte e poi saranno gli italiani a giudicare”. Lo dice in un video pubblicato su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Emergenza Covid-19: Da opposizione spirito collaborativo

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

“Sinceramente non capisco l’ostinazione con la quale la Regione Lazio, stavolta per bocca dell’assessore Alessio D’Amato, in una fase di pre emergenza, con l’opposizione animata da spirito collaborativo e costruttivo (non solo alla Pisana e nel Parlamento nazionale, ma anche nella ricerca diretta di Dispositivi di protezione individuale, nella autotassazione e nella raccolta fondi da destinare alle strutture sanitarie) continui a cercare lo scontro, in particolare favorendo i suoi amici della sanità privata e scartando due proposte di valenza squisitamente pubblica avanzate da noi nei giorni scorsi.

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Regolamento sul funzionamento del Registro pubblico delle opposizioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 gennaio 2020

“Era ora! Ma quando sarà operativo? E’ incredibile che il Governo ci abbia messo oltre due anni dall’approvazione della Legge per varare, solo in via preliminare, il nuovo regolamento del Registro delle opposizioni” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Ci domandiamo ora quanto ci vorrà ancora per rendere davvero operativo il nuovo Registro? Quando i consumatori potranno realmente iscrivere il loro cellulare? Quando potranno revocare tutti i consensi precedentemente espressi? La condanna di oggi del Garante della Privacy attesta l’urgenza del problema. Gli italiani sono stufi di telefonate indesiderate e attivazioni di servizi non richiesti” conclude Dona.

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A quando il registro delle opposizioni?

Posted by fidest press agency su domenica, 2 giugno 2019

Nonostante le declamate modifiche al Registro delle Opposizioni, che dovrebbero permettere l’iscrizione anche agli utenti che non vogliono ricevere offerte commerciali, né sul telefono fisso né sul cellulare e nemmeno tramite la posta cartacea, è ancora tutto fermo e i cittadini attendono di poter usufruire su tali novità.Il regolamento estende, inoltre, la possibilità di iscrivere anche i numeri di telefonia mobile e i numeri riservati o non presenti negli elenchi telefonici pubblici, superando così una delle criticità del registro che abbiamo sempre denunciato.
Il Garante della Privacy pur approvando il regolamento predisposto dal Ministero dello Sviluppo Economico, ha presentato alcune importanti osservazioni in merito alle proposte presentate, utili anche per evitare successivi problemi che potrebbero alimentare il contenzioso.Innanzitutto il Garante ritiene che sia necessario chiarire bene che l’iscrizione al Registro comporta automaticamente l’opposizione a tutti i trattamenti a fini promozionali, da chiunque effettuati e la revoca anche di tutti i consensi manifestati in precedenza.
Secondo il Garante, poi, Il Ministero dovrebbe prevedere la possibilità di iscrivere nel Registro tutti gli indirizzi postali, anche quelli che non sono presenti negli elenchi telefonici.
Infine sulle sanzioni: il Garante propone di prevedere in caso di comportamenti illegittimi una responsabilità, non revocabile tramite contratto, tra l’azienda ed il call center che ha effettuato la chiamata.Riteniamo il lavoro svolto di fondamentale importanza per la tutela di uno dei beni oggi più ambiti dal cosiddetto mercato: i dati e la profilazione dei consumatori, ma NON POSSIAMO NON RILEVARE che i tempi per l’aggiornamento della normativa sul Registro delle Opposizioni si stanno prolungando eccessivamente. Esortiamo quindi il MISE ad accelerare e concludere l’iter di approvazione del regolamento, dando così concreta applicazione alla legge che risale all’inizio del 2018.

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Il linguaggio delle opposizioni in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 settembre 2017

berlusconiDa venticinque anni a questa parte tutta l’area politica che si richiama al centro sinistra e alla sinistra ha avuto un solo obiettivo quello di accanirsi sulla figura di Silvio Berlusconi. E’ stato identificato come la quintessenza di tutti i mali che hanno funestato la politica italiana di questi ultimi anni. Non intendo, a questo punto, entrare nel merito delle ragioni che motivano tante contrarietà ma mi chiedo se ne è valsa la pena considerato che si è cercato in mille modi di affossarlo ma in altri mille e uno è ritornato alla ribalta più forte di prima. Mi chiedo se è stato un falso obiettivo, un falso problema per chi ha seguito questa stimolo dissacrante che sembra essersi ritorto sui loro dissacratori oppure tanta acrimonia la dobbiamo alla incapacità degli altri di concepire la politica in modo diverso da quello di una mera questione di potere, di primato personale fine a se stesso, di “inciucio” politico.
Tutto ciò, ovviamente, allontana i reali problemi del paese, nella migliore delle ipotesi li mette in ombra e, in pratica, li trasferisce alle generazioni future come se nulla fosse. E’ un modo di fare, se la circostanza ci può consolare, comune a molti altri paesi cosiddetti a democrazia compiuta e no.
Alla fine facciamo la parte di chi vuol distruggere per costruire e non di chi vuol costruire senza distruggere. Se trasferiamo il concetto in chiave politica e guardiamo solo i fatti di casa nostra ci rendiamo conto che l’origine di tutti i nostri mali non è Berlusconi o altri, se guardiamo sul fronte opposto, ma su quei “poteri occulti”, perché si celano alle luci della ribalta, sanno curare solo i loro interessi e hanno bisogno che la politica si goda il suo capro espiatorio, che la politica sbandieri le riforme ma non le faccia o se proprio è costretta finisca con il farle male per offrire l’opportunità ai censori di poter affermare: sarebbe stato meglio non averle fatte e fissando una seria ipoteca sulle altre in gestazione. Vorrei, invece, che fosse restituito alla politica il suo primato che è quello di una società ispirata al bene comune e a una solidarietà partecipata. Il resto è solo fumus. (Riccardo Alfonso)

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Fiducia dei consumatori: Governo galleggia e opposizione insegue chimere

Posted by fidest press agency su domenica, 28 maggio 2017

Palazzo chigi1“L’indice del clima di fiducia dei consumatori e l’indice composito del clima di fiducia delle imprese diminuiscono passando rispettivamente da 107,4 a 105,4 e da 106,8 a 106,2”. E’ quanto afferma l’Istat il che, oltre alla valutazione sul “sentimento”, fa scattare un campanello d’allarme, che dovrebbe mettere sull’avviso chi ci governa. I depositi bancari sono aumentati di ben 54,5 miliardi di euro rispetto ad aprile dello scorso anno, segno evidente che i consumatori hanno un atteggiamento diffidente e preferiscono tenere i propri risparmi in banca, invece di spenderli e innescare un circolo virtuoso di spesa e produzione di beni e servizi. Il governo galleggia, l’opposizione insegue chimere, la maggioranza e la minoranza in Parlamento fanno a gara nell’offrire ricette demagogiche (ultima è la proposta sui vitalizi che avrà effetti devastanti sulle pensioni ordinarie), mentre il Paese attende politiche che offrano una prospettiva concreta per il futuro.
Insomma, si sta in palude in attesa di non si sa cosa. (Primo Mastrantoni, Segretario Nazionale Aduc)

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Governo: opposizioni in Parlamento e in piazza

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2016

camera deputati«Gli italiani bocciano in massa le politiche del governo Renzi e per tutta risposta Renzi mette a Palazzo Chigi il suo prestanome. Noi di Fratelli d’Italia non ci stiamo, faremo opposizione nel Palazzo per ricordare a questi signori che gli italiani non vogliono le loro politiche e né la Nazione. Per chiedere agli italiani di scendere in piazza con noi a rivendicare la loro sovranità, fino a una grande manifestazione che terremo il 22 di gennaio per dire che vogliamo votare ora».Lo ha detto interpellata dai giornalisti alla Camera il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, a margine del voto contrario al governo Gentiloni. Nel corso della dichiarazione di voto il gruppo di Fratelli d’Italia ha esposto in aula uno striscione con scritto “Al voto ora” e la Meloni ha ribadito che FdI farà «un lavoro di piena opposizione, per ricordarvi ogni giorno che gli italiani non volevano le politiche che il governo intende portare avanti e che chiedono di potersi esprimere liberamente come accade in tutte le democrazie del mondo. Questa ancora è una nazione sovrana ed è vergognoso lo scempio che si sta facendo dell’Italia, delle sue istituzioni e della sua democrazia e credibilità. Per quanto lo consideriate sovversivo noi vogliamo votare».

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Governo sfiduciato dalle opposizioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2016

gentiloni“Il discorso di Gentiloni è vuoto, questa è la fotocopia di un governo che è stato sfiduciato dal 60% degli italiani, un governo che ha prodotto solo macerie. Macerie nelle banche, nel mercato del lavoro, nella pubblica amministrazione, a livello europeo”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, ai microfoni di SkyTg24.“Un governo fallito, la fotocopia di un governo fallito è imbarazzante. Mi dispiace per Gentiloni che è una persona civile e che contrariamente a Renzi ha avuto un eloquio civile alla Camera, ma il dato di fatto è questo. Il Pd che nel 2013 ha preso il 25%, risultando il secondo partito e ha preso il premio maggioranza, ha espresso tre governi ed eletto due presidenti della Repubblica, e con il 25% ha fatto quello che ha voluto della democrazia italiana dal 2013 ad oggi, e minaccia di farlo ancora perché abbiamo sentito tutti l’intenzione di Renzi di staccare la spina quando gli converrà in ragione del congresso del suo partito tra gennaio, febbraio e marzo. Per fortuna che c’è stato il referendum, per fortuna che abbiamo ascoltato la voce degli italiani che hanno detto a casa. E ora abbiamo questo governo imbarazzante con tutti quelli che hanno fallito insieme a Renzi nei posti chiave di questo governo Gentiloni”.

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Perseverare diabolicum

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

Errare humanum est, perseverare diabolicum. E’ quanto sta accadendo agli italiani che non sembrano fare tesoro del loro passato recente che è partito con il piede sbagliato nel ricercare l’unità del Paese. Da allora ha incominciato a darsi dei governi fantoccio intrisi di corruzione e di logiche clientelari e che, si è concluso regalando, alla dittatura fascista, l’intero paese per la litigiosità delle opposizioni. Un’esperienza finita tragicamente con un bagno di sangue e una guerra fraticida carica di distruzioni. Il poi è stato edulcorato da una democrazia incapace di avere una forza politica di alternanza. E abbiamo vivacchiato sino alla caduta del muro di Berlino che ha sancito di fatto la fine della guerra fredda e dell’Urss. E’ seguita la primavera di “mani pulite” nella sua battaglia contro la corruzione che aveva nella politica il protettore più autorevole ma ciò non ci ha impedito di finire nuovamente tra le braccia di un novello imbonitore. Ad opporsi i soliti partiti che avrebbero potuto evitarci le sue esternazioni e la sua scalata al potere, se solo fossero riusciti a marciare uniti ed invece è prevalso il divide et impera. Ora ci risiamo. Un altro governo che per difendere gli interessi di pochi non si fa scrupolo di accanirsi contro le classi più deboli e i partiti che fanno? Tramano solo per spartirsi una fetta di potere, costi quel costi. E il popolo sta lì come inebetito a far trastullare i sondaggisti che lo danno favorevole a chi mette le mani nelle loro tasche e gli ruba l’aria per respirare. Siamo diventati “l’anitra zoppa” della democrazia compiuta, siamo diventati il laboratorio di una logica capitalistica che non accetta i valori della vita nella sua accezione universale. E’ un privilegio di casta, riservato a pochi. Agli altri, al massimo, sono riservate le briciole. E’ la nuova schiavitù delle masse. E’ la sua cultura masochista. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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La trappola mediatica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 settembre 2011

Per il politologo Paolo Vinciguerra questo governo e questa coalizione di centro destra hanno tutta l’intenzione di governare a lungo. Si sono persino vaccinati contro il berlusconismo, ovvero su se stessi allorchè hanno creato una opposizione interna con il terzo polo che potrà utilizzare all’occorrenza. Ora il suo capolavoro l’ha compiuto cavalcando la protesta per questa manovra con la sua triade di punta: Formigoni, Alemanno e Polverini. Si vuole in questo modo togliere l’iniziativa in tutti i modi alle opposizioni per poi tacciarle da irresponsabili perché con le loro proteste di piazza spingono il paese verso il tracollo. E sembrano essere riusciti nell’intento se si leggono i sondaggi d’opinione nei quali il consenso al Pdl resta sia pure con qualche lieve flessione mentre arretra il Pd, anch’esso di poco ma a tutto beneficio del terzo polo e dei partiti minori, ma soprattutto si allarga la fascia degli indecisi (20%) e questo è un successo del centro destra e che è convinto di recuperarli se non tutti di certo una gran parte dopo questa buriana. “Loro –leggasi il centro destra- afferma Vinciguerra, si sono già assicurati la successione a Berlusconi e già oggi, per via dei suoi guai giudiziari che sembrano senza fine, lo possono condizionare a piacimento. Lo sfrutteranno come un limone e saranno i primi a disfarsene al momento opportuno”. E’, senza dubbio, una diagnosi severa ma realistica se valutiamo con una certa attenzione quanto sta accadendo in queste ore. Per Vinciguerra la stessa manovra, praticamente approvata, si guarda bene dal colpire i grandi capitali, le centrali del potere finanziario ed industriale e saranno proprio costoro che avranno tutto l’interesse a rinnovare la fiducia a questa maggioranza. La grande massa degli elettori non ha ancora capito la trappola che sta per scattare per imprigionarli in una logica di potere nella quale non vi è spazio per i ceti medi, per i disoccupati, per i precari, per i pensionati. Loro sono e devono limitarsi ad essere dei portatori d’acqua per essere e restare servus servorum Dei. A Napoli direbbero: “cornuti e mazziati”, (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Manovra: ammucchiata governo-opposizioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

ll potere mediatico, attraverso gran parte delle tv e dei giornali, manipola l’informazione; nel mondo economico si affermano sempre i gruppi di potere, menti raffinate che ci fanno il lavaggio del cervello. Ebbene, questo crea il terreno per percepire la manovra economica del governo come un atto dovuto, facendo scolorire gli aspetti del massacro sociale rivolto esclusivamente al ceto medio- basso ,”compreso gli operatori della difesa e della sicurezza” sempre più indebolito perché lo si vuole indebolire. Mi dispiace che l’opposizione non abbia mosso un dito, giacché nonostante le tante chiacchiere su sprechi e costi, nei fatti non s è concluso niente. Se da un lato abbiamo un governo insensibile e vicino alle classi medio-alte, dall’altra parte abbiamo un’opposizione insignificante e improduttiva. Non sarebbe strano se, dopo il congelamento degli stipendi , il blocco del tourn over (che condanna i giovani al precariato a vita) e la reintroduzione dei ticket, non tentino anche un’ultima mossa:i licenziamenti facili verso gli statali. Troveranno la scusa per spingersi oltre. Vergognoso è invece il silenzio non solo di buona parte della stampa, ma anche di buona parte dei sindacati e delle rappresentanze , che si limitano a spicciole dichiarazioni e comunicati stampa senza essere né pungenti e né convincenti. Il paese è piegato, noi cittadini siamo in uno stato di totale confusione: ci aspettavamo un gesto da parte dei presidenti delle due Camere e della Repubblica nel chiedere un sacrificio alla politica e ai suoi costi, ma non è successo niente. Ho scritto una lettera aperta al Presidente Napolitano ma sembra sia passata inosservata. Allora mi rivolgo a voi tutti, amiche e amici, colleghi e popolo di internet, associazioni e movimenti: stiamo uniti e sostenetemi. Per protesta a questo massacro sociale, nei confronti di certa stampa , in onore dei padri fondatori della nostra costituzione italiana, dei diritti degli operatori della difesa e della sicurezza, contro ogni forma di ingiustizia, contro il precariato, il congelamento degli stipendi, il sottoimpiego, deprofessionalizzazione del personale e discriminazione , io farò la mia parte. Non importa che risultato raggiungerò, ma se non verranno chiari messaggi dalle istituzioni e dalla politica, entro il 31 luglio 2011 procederò allo scioperò della fame. Almeno avrò più dignità da delegato rappresentante de diritti dei cittadini con le stellette, rispetto ad altri personaggi che ricoprono ruoli di rappresentanza politica dei cittadini e continuano, invece, non a mangiare, ma ad essere ingordi sulle spalle dei cittadini. Ricordatevi alle prossime competizioni elettorali dei partiti che governano, e dell’opposizione insignificante e parolaia. Faccio questo secondo coscienza in onore dei miei colleghi che rischiano la vita nei teatri operativi, per i colleghi feriti , per i colleghi ammallati, per i colleghi che purtroppo sono andati via per sempre , per i loro familiari. Per la mia coscienza nei confronti di tutti gli operatori della difesa. (Girolamo Foti)

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Editoriale Fidest. Il parlamento e il popolo sovrano

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2011

Antonio di Pietro

Image via Wikipedia

Da qualche mese a questa parte si è innescata in Italia un’accesa polemica riguardo il “rapporto incompreso”, tra la volontà popolare, che i test elettorali (amministrative e voto referendario) hanno mostrato con la contrarietà popolare nei confronti dell’attuale coalizione che ci governa, e la maggioranza parlamentare di segno opposto. Le ragioni degli uni e degli altri sono note. I primi dicono che per quanto significativo un voto popolare a metà legislatura non vuol dire automaticamente che la maggioranza non esiste più. Deve, semmai, incassare l’insuccesso e correre ai ripari. Gli altri sostengono che il malessere è più profondo e motivato perché l’attuale coalizione si è avvitata sui problemi personali del premier e non riesce a governare. E quest’ultimo che dice? Sostiene che al momento il suo posto non può essere preso da altri sia all’interno della sua coalizione pena una notte “dei lunghi coltelli” dove gli uni sbranerebbero gli altri, sia all’esterno dove una opposizione non riesce ad esprimere una leadership credibile e condivisa. Alla fine se Berlusconi resta al suo posto è per farci un favore e per evitare guai maggiori di ingovernabilità del paese a fronte di una crisi economica e istituzionale molto profonda e per certi versi drammatica.
Per quanto sia nota la mia contrarietà nei confronti del presidente del consiglio devo riconoscere che ha ragione. E’ il nostro “male oscuro” quello di non riuscire a fare squadra e ad accettare una guida super partes. E’ purtroppo quello che in più riprese in questi ultimi anni ho sostenuto sia rifacendomi ai trascorsi storici (vedasi l’avvento del fascismo), sia a quelli più complessi di politica internazionale che hanno dato il via alla gestione del potere andreottiano e poi di Berlusconi, forse spuntato in un momento in cui un po’ tutti hanno abbassato la guardia in seguito alla tempesta innescata da “mani pulite”. Ora ci risiamo e dobbiamo dare atto ad Antonio Di Pietro di aver posto con forza il dito sulla piaga. E non ci giriamo tanto intorno. Oggi se Berlusconi si mette da parte il centro destra non solo ha i numeri ma anche la forza politica per mettere mano alle riforme. Ma chi dovrebbe, materialmente, sostituirlo? E qui casca l’asino, come si suol dire. La Lega avanza la candidatura di Maroni. Alcune frange del Pdl pensano a Tremonti. Il premier vedrebbe bene il suo guardasigilli Alfano e poi vi sarebbe il ritorno dei transfughi con Fini e Casini e via di questo passo. Dall’altra parte non vi può essere, con l’attuale parlamento, una maggioranza per cui la strada potrebbe essere solo quella delle elezioni anticipate. Ma con quale leader e quale coalizione? Il Pd non può farcela da solo e ha bisogno soprattutto dei moderati ma senza perdere l’ala sinistra e qui si comincia con la “quadratura del cerchio” e la storia diventa infinita. Ecco perché Berlusconi, nonostante tutto, si sente l’erede di se stesso. E chi è causa del suo mal… solo che a piangere sono sempre i soliti e, guarda caso, i più incolpevoli. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Partiti: maggioranze e opposizioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 maggio 2011

Il XX secolo si è chiuso con il fallimento di un nuovo modello di società proposto dalla rivoluzione di ottobre dei comunisti russi. Forte fu la speranza dei popoli schiacciati dalle logiche del consumismo proposto dal sistema capitalistico per una nuova primavera nella quale le classi sociali meno abbienti avrebbero potuto riscattarsi dalla loro emarginazione, dalla loro povertà, dalla loro condizione subordinata ai poteri forti. Forte è oggi l’amarezza non tanto per una visione della società, non certo ottimale, che il socialismo reale avrebbe voluto imporci, ma per il fallimento di una opportunità per ridare forza e vigore ai miliardi di emarginati nel mondo. Il tutto è avvenuto all’alba del crollo di un muro, nell’ormai lontano 1989, eretto a simbolo di una divisione culturale e dogmatica che si è rivelata antistorica e antidemocratica nella civiltà del progresso e della crescita sociale dei popoli. Ci resta da chiederci se vi è ancora dello spazio per la costruzione di un diverso modulo di convivenza capace di superare un altro muro, questa volta virtuale, nella costruzione, ma reale nella nostra quotidianità là dove milioni di esseri umani muoiono di fame, si ammalano e non ricevono cure perché costano, sono sfruttati con il lavoro nero, il precariato, retribuzioni modeste e sono condannati alla disoccupazione. Questo popolo di emarginati in ogni nazione sia essa dei paesi ricchi o tradizionalmente poveri è maggioranza eppure non riesce a farsi valere oppressa e condizionata com’è da una minoranza di satrapi. E’ una maggioranza silenziosa, laboriosa, rassegnata e cinica. E’ una maggioranza tradita dai suoi rappresentanti, dai partiti che li propongono, dagli interessi padronali e dalle logiche disinformative che si mettono in campo in forza di sistemi mediatici di parte e lobbistici. Una maggioranza che si accontenta di poco e che è adusa a subire, ma è anche capace, improvvisamente, di alzare la testa, di generare rivolte di popolo in nome di valori che hanno appena il tempo di trarre un profondo respiro prima di morire di nuovo. E dire che questo popolo non è minoranza, non è opposizione, non è di pochi. Eppure si comporta come se fosse ridotto al lumicino, come se la sua presenza fosse irrilevante. Dov’è la sua forza o meglio la sua debolezza? E’ l’arcano della vita. E’ un viatico che portiamo addosso e facciamo fatica prefigurarlo nell’homo novus che vorremmo. Usque tandem….? (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Politica: confronto non ammucchiata

Posted by fidest press agency su martedì, 1 febbraio 2011

“Il rischio che la proposta di D’Alema vada a sfociare in un’ammucchiata indistinta è alto. Italia dei Valori, però, non si sottrarrà al confronto. Analizzeremo la proposta, dunque, nel merito, per vedere se ha una base di serietà, nel qual caso sicuramente non ci tireremo indietro. Infatti anche un’alleanza eccezionale tra forze politiche naturalmente contrapposte, fatta nell’ottica di dar vita ad una legislatura costituente, per essere cosa seria deve partire da un progetto di riforme condiviso da tutti. E soprattutto un’alleanza del genere richiede che si sia tutti d’accordo su un primo passo: il permanente coordinamento di tutte le opposizioni in Parlamento, al fine di procurare intanto la caduta  più rapida possibile del governo Berlusconi”. Lo dice in una nota il presidente dei deputati IdV, Massimo Donadi.

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I conti pubblici da Berlusconi alle opposizioni

Posted by fidest press agency su martedì, 1 febbraio 2011

“Un premier politicamente finito farebbe meglio a stare zitto su uno degli aspetti più carenti del suo governo, quello dei conti pubblici, anziché adottare la solita tattica delle promesse da marinaio, che puntualmente rimangono tali e riguardano proposte sulle quali il suo ministro dell’economia si è sempre detto contrario”. Così, in una nota, il vice capogruppo dell’Italia dei Valori alla camera, Antonio Borghesi. “Sulla patrimoniale, ritengo anche io che non sarebbe una soluzione – aggiunge Borghesi – perché a pagare sarebbero sempre i soliti e, oltretutto, in termini di conti pubblici, nel giro di due anni il Paese si troverebbe punto e a capo”. “Quanto alla detassazione per le imprese – conclude Borghesi – è quello che Italia dei Valori chiede da sempre. Ma, ci chiediamo, perché il premier non ha fatto, non fa anziché continuare a promettere?”

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Le opposizioni e il governo ombra

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 gennaio 2011

Prendo spunto dall’intervista di Paolo Flores d’Arcais al Corriere della Sera di oggi. Invita le opposizioni ad abbandonare il parlamento e a dar vita ad un governo ombra. Suggerisce un nuovo giuramento della Pallacorda. A parte la suggestione del richiamo storico, non sono assolutamente d’accordo. La strada giusta, a mio avviso, va nella direzione opposta. Più presenza ed attività parlamentare perché ci sono le condizioni per rendere ogni voto, ogni discussione, una Caporetto per la maggioranza. C’è una strana illusione ottica nel Paese, secondo cui l’opposizione è impotente e non ha i numeri alla Camera per far cadere il governo. E’ vero il contrario. Faccio un esempio: nella commissione Bilancio, la supposta maggioranza è minoranza. In quella commissione si possono approvare proposte ed emendamenti da mandare poi al voto in Aula, dove sovente il centrodestra di governo è sotto coi numeri. In queste condizioni li potremmo costringere non solo a discutere e modificare le loro proposte, consentendo al Parlamento di riprendere le sue funzioni peraltro, ma anche ad approvare nostri emendamenti e proposte di legge. Per far questo,però, serve la volontà politica. Troppo spesso, purtroppo, le dichiarazioni roboanti rese in sala stampa cozzano con un atteggiamento morbido e remissivo in aula e nelle commissioni. Il vero problema, dunque, è in una certa parte dell’opposizione, che non vuole davvero mandare a casa Berlusconi. Non ora almeno, perché dopo non saprebbe cosa fare. Con chi allearsi, con quale leader, con quale programma. Per questo preferisce vivacchiare, costringendo il Paese a prolungare la sua agonia politica. Invierò una lettera ai miei colleghi capigruppo di Pd, Udc, Fli (che trovate anche in allegato) per invitarli ad un incontro e studiare una strategia comune. La mia idea è presentare due o tre importanti proposte di legge per affrontare la crisi economica e sociale che investe l’Italia e portarle prima in commissione e poi in Aula. Allora vedremo chi ha i numeri. E vedremo quanto resisterà il Pdl, che ha bisogno di continue ‘trasfusioni’ di  cosiddetti ‘responsabili’ per non diventare minoranza. (Massimo Donadi parlamentare Idv)

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L’appello per Bersani

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

“L’appello lanciato  al segretario del PD a tutte le forze dell’opposizione, affinché trovino insieme la spinta necessaria a riformare l’agenda del Paese, denota responsabilità e lungimiranza. Lungimiranza perché la costruzione dell’alternativa, per essere solida e duratura, richiede una prospettiva più lunga e nobile di quella asfittica del ‘giorno dopo giorno’ alla quale ci inchiodano Berlusconi e i suoi consulenti di comunicazione. Responsabilità perché, pur nel riconoscimento reciproco delle differenze che esistono nel fronte composito delle opposizioni, è indispensabile oggi individuare una più ampia convergenza di visione e di azione per restituire all’Italia un futuro dignitoso. Bersani dimostra così esplicitamente di rigettare le sterili contrapposizioni ideologiche di chi antepone i propri piccoli interessi di parte a quelli generali del Paese.  Le riforme non sono più rinviabili. I conservatorismi e il populismo, di destra e di sinistra indistintamente, non servono all’Italia e men che meno potranno farci uscire dal lungo incubo berlusconiano. Il messaggio non poteva essere più chiaro di così. L’auspicio è che con la stessa franchezza si avvii da oggi un confronto il più possibile proficuo tra tutti quelli che si sono sentiti chiamati in causa dall’intervento del segretario del PD”. Lo afferma, sul sito di TrecentoSessanta, l’Associazione di Enrico Letta, Paola De Micheli, deputato e responsabile PMI del Partito Democratico.

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