Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘opposizioni’

A quando il registro delle opposizioni?

Posted by fidest press agency su domenica, 2 giugno 2019

Nonostante le declamate modifiche al Registro delle Opposizioni, che dovrebbero permettere l’iscrizione anche agli utenti che non vogliono ricevere offerte commerciali, né sul telefono fisso né sul cellulare e nemmeno tramite la posta cartacea, è ancora tutto fermo e i cittadini attendono di poter usufruire su tali novità.Il regolamento estende, inoltre, la possibilità di iscrivere anche i numeri di telefonia mobile e i numeri riservati o non presenti negli elenchi telefonici pubblici, superando così una delle criticità del registro che abbiamo sempre denunciato.
Il Garante della Privacy pur approvando il regolamento predisposto dal Ministero dello Sviluppo Economico, ha presentato alcune importanti osservazioni in merito alle proposte presentate, utili anche per evitare successivi problemi che potrebbero alimentare il contenzioso.Innanzitutto il Garante ritiene che sia necessario chiarire bene che l’iscrizione al Registro comporta automaticamente l’opposizione a tutti i trattamenti a fini promozionali, da chiunque effettuati e la revoca anche di tutti i consensi manifestati in precedenza.
Secondo il Garante, poi, Il Ministero dovrebbe prevedere la possibilità di iscrivere nel Registro tutti gli indirizzi postali, anche quelli che non sono presenti negli elenchi telefonici.
Infine sulle sanzioni: il Garante propone di prevedere in caso di comportamenti illegittimi una responsabilità, non revocabile tramite contratto, tra l’azienda ed il call center che ha effettuato la chiamata.Riteniamo il lavoro svolto di fondamentale importanza per la tutela di uno dei beni oggi più ambiti dal cosiddetto mercato: i dati e la profilazione dei consumatori, ma NON POSSIAMO NON RILEVARE che i tempi per l’aggiornamento della normativa sul Registro delle Opposizioni si stanno prolungando eccessivamente. Esortiamo quindi il MISE ad accelerare e concludere l’iter di approvazione del regolamento, dando così concreta applicazione alla legge che risale all’inizio del 2018.

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Il linguaggio delle opposizioni in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 settembre 2017

berlusconiDa venticinque anni a questa parte tutta l’area politica che si richiama al centro sinistra e alla sinistra ha avuto un solo obiettivo quello di accanirsi sulla figura di Silvio Berlusconi. E’ stato identificato come la quintessenza di tutti i mali che hanno funestato la politica italiana di questi ultimi anni. Non intendo, a questo punto, entrare nel merito delle ragioni che motivano tante contrarietà ma mi chiedo se ne è valsa la pena considerato che si è cercato in mille modi di affossarlo ma in altri mille e uno è ritornato alla ribalta più forte di prima. Mi chiedo se è stato un falso obiettivo, un falso problema per chi ha seguito questa stimolo dissacrante che sembra essersi ritorto sui loro dissacratori oppure tanta acrimonia la dobbiamo alla incapacità degli altri di concepire la politica in modo diverso da quello di una mera questione di potere, di primato personale fine a se stesso, di “inciucio” politico.
Tutto ciò, ovviamente, allontana i reali problemi del paese, nella migliore delle ipotesi li mette in ombra e, in pratica, li trasferisce alle generazioni future come se nulla fosse. E’ un modo di fare, se la circostanza ci può consolare, comune a molti altri paesi cosiddetti a democrazia compiuta e no.
Alla fine facciamo la parte di chi vuol distruggere per costruire e non di chi vuol costruire senza distruggere. Se trasferiamo il concetto in chiave politica e guardiamo solo i fatti di casa nostra ci rendiamo conto che l’origine di tutti i nostri mali non è Berlusconi o altri, se guardiamo sul fronte opposto, ma su quei “poteri occulti”, perché si celano alle luci della ribalta, sanno curare solo i loro interessi e hanno bisogno che la politica si goda il suo capro espiatorio, che la politica sbandieri le riforme ma non le faccia o se proprio è costretta finisca con il farle male per offrire l’opportunità ai censori di poter affermare: sarebbe stato meglio non averle fatte e fissando una seria ipoteca sulle altre in gestazione. Vorrei, invece, che fosse restituito alla politica il suo primato che è quello di una società ispirata al bene comune e a una solidarietà partecipata. Il resto è solo fumus. (Riccardo Alfonso)

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Fiducia dei consumatori: Governo galleggia e opposizione insegue chimere

Posted by fidest press agency su domenica, 28 Mag 2017

Palazzo chigi1“L’indice del clima di fiducia dei consumatori e l’indice composito del clima di fiducia delle imprese diminuiscono passando rispettivamente da 107,4 a 105,4 e da 106,8 a 106,2”. E’ quanto afferma l’Istat il che, oltre alla valutazione sul “sentimento”, fa scattare un campanello d’allarme, che dovrebbe mettere sull’avviso chi ci governa. I depositi bancari sono aumentati di ben 54,5 miliardi di euro rispetto ad aprile dello scorso anno, segno evidente che i consumatori hanno un atteggiamento diffidente e preferiscono tenere i propri risparmi in banca, invece di spenderli e innescare un circolo virtuoso di spesa e produzione di beni e servizi. Il governo galleggia, l’opposizione insegue chimere, la maggioranza e la minoranza in Parlamento fanno a gara nell’offrire ricette demagogiche (ultima è la proposta sui vitalizi che avrà effetti devastanti sulle pensioni ordinarie), mentre il Paese attende politiche che offrano una prospettiva concreta per il futuro.
Insomma, si sta in palude in attesa di non si sa cosa. (Primo Mastrantoni, Segretario Nazionale Aduc)

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Governo: opposizioni in Parlamento e in piazza

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2016

camera deputati«Gli italiani bocciano in massa le politiche del governo Renzi e per tutta risposta Renzi mette a Palazzo Chigi il suo prestanome. Noi di Fratelli d’Italia non ci stiamo, faremo opposizione nel Palazzo per ricordare a questi signori che gli italiani non vogliono le loro politiche e né la Nazione. Per chiedere agli italiani di scendere in piazza con noi a rivendicare la loro sovranità, fino a una grande manifestazione che terremo il 22 di gennaio per dire che vogliamo votare ora».Lo ha detto interpellata dai giornalisti alla Camera il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, a margine del voto contrario al governo Gentiloni. Nel corso della dichiarazione di voto il gruppo di Fratelli d’Italia ha esposto in aula uno striscione con scritto “Al voto ora” e la Meloni ha ribadito che FdI farà «un lavoro di piena opposizione, per ricordarvi ogni giorno che gli italiani non volevano le politiche che il governo intende portare avanti e che chiedono di potersi esprimere liberamente come accade in tutte le democrazie del mondo. Questa ancora è una nazione sovrana ed è vergognoso lo scempio che si sta facendo dell’Italia, delle sue istituzioni e della sua democrazia e credibilità. Per quanto lo consideriate sovversivo noi vogliamo votare».

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Governo sfiduciato dalle opposizioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2016

gentiloni“Il discorso di Gentiloni è vuoto, questa è la fotocopia di un governo che è stato sfiduciato dal 60% degli italiani, un governo che ha prodotto solo macerie. Macerie nelle banche, nel mercato del lavoro, nella pubblica amministrazione, a livello europeo”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, ai microfoni di SkyTg24.“Un governo fallito, la fotocopia di un governo fallito è imbarazzante. Mi dispiace per Gentiloni che è una persona civile e che contrariamente a Renzi ha avuto un eloquio civile alla Camera, ma il dato di fatto è questo. Il Pd che nel 2013 ha preso il 25%, risultando il secondo partito e ha preso il premio maggioranza, ha espresso tre governi ed eletto due presidenti della Repubblica, e con il 25% ha fatto quello che ha voluto della democrazia italiana dal 2013 ad oggi, e minaccia di farlo ancora perché abbiamo sentito tutti l’intenzione di Renzi di staccare la spina quando gli converrà in ragione del congresso del suo partito tra gennaio, febbraio e marzo. Per fortuna che c’è stato il referendum, per fortuna che abbiamo ascoltato la voce degli italiani che hanno detto a casa. E ora abbiamo questo governo imbarazzante con tutti quelli che hanno fallito insieme a Renzi nei posti chiave di questo governo Gentiloni”.

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Perseverare diabolicum

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

Errare humanum est, perseverare diabolicum. E’ quanto sta accadendo agli italiani che non sembrano fare tesoro del loro passato recente che è partito con il piede sbagliato nel ricercare l’unità del Paese. Da allora ha incominciato a darsi dei governi fantoccio intrisi di corruzione e di logiche clientelari e che, si è concluso regalando, alla dittatura fascista, l’intero paese per la litigiosità delle opposizioni. Un’esperienza finita tragicamente con un bagno di sangue e una guerra fraticida carica di distruzioni. Il poi è stato edulcorato da una democrazia incapace di avere una forza politica di alternanza. E abbiamo vivacchiato sino alla caduta del muro di Berlino che ha sancito di fatto la fine della guerra fredda e dell’Urss. E’ seguita la primavera di “mani pulite” nella sua battaglia contro la corruzione che aveva nella politica il protettore più autorevole ma ciò non ci ha impedito di finire nuovamente tra le braccia di un novello imbonitore. Ad opporsi i soliti partiti che avrebbero potuto evitarci le sue esternazioni e la sua scalata al potere, se solo fossero riusciti a marciare uniti ed invece è prevalso il divide et impera. Ora ci risiamo. Un altro governo che per difendere gli interessi di pochi non si fa scrupolo di accanirsi contro le classi più deboli e i partiti che fanno? Tramano solo per spartirsi una fetta di potere, costi quel costi. E il popolo sta lì come inebetito a far trastullare i sondaggisti che lo danno favorevole a chi mette le mani nelle loro tasche e gli ruba l’aria per respirare. Siamo diventati “l’anitra zoppa” della democrazia compiuta, siamo diventati il laboratorio di una logica capitalistica che non accetta i valori della vita nella sua accezione universale. E’ un privilegio di casta, riservato a pochi. Agli altri, al massimo, sono riservate le briciole. E’ la nuova schiavitù delle masse. E’ la sua cultura masochista. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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La trappola mediatica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 settembre 2011

Per il politologo Paolo Vinciguerra questo governo e questa coalizione di centro destra hanno tutta l’intenzione di governare a lungo. Si sono persino vaccinati contro il berlusconismo, ovvero su se stessi allorchè hanno creato una opposizione interna con il terzo polo che potrà utilizzare all’occorrenza. Ora il suo capolavoro l’ha compiuto cavalcando la protesta per questa manovra con la sua triade di punta: Formigoni, Alemanno e Polverini. Si vuole in questo modo togliere l’iniziativa in tutti i modi alle opposizioni per poi tacciarle da irresponsabili perché con le loro proteste di piazza spingono il paese verso il tracollo. E sembrano essere riusciti nell’intento se si leggono i sondaggi d’opinione nei quali il consenso al Pdl resta sia pure con qualche lieve flessione mentre arretra il Pd, anch’esso di poco ma a tutto beneficio del terzo polo e dei partiti minori, ma soprattutto si allarga la fascia degli indecisi (20%) e questo è un successo del centro destra e che è convinto di recuperarli se non tutti di certo una gran parte dopo questa buriana. “Loro –leggasi il centro destra- afferma Vinciguerra, si sono già assicurati la successione a Berlusconi e già oggi, per via dei suoi guai giudiziari che sembrano senza fine, lo possono condizionare a piacimento. Lo sfrutteranno come un limone e saranno i primi a disfarsene al momento opportuno”. E’, senza dubbio, una diagnosi severa ma realistica se valutiamo con una certa attenzione quanto sta accadendo in queste ore. Per Vinciguerra la stessa manovra, praticamente approvata, si guarda bene dal colpire i grandi capitali, le centrali del potere finanziario ed industriale e saranno proprio costoro che avranno tutto l’interesse a rinnovare la fiducia a questa maggioranza. La grande massa degli elettori non ha ancora capito la trappola che sta per scattare per imprigionarli in una logica di potere nella quale non vi è spazio per i ceti medi, per i disoccupati, per i precari, per i pensionati. Loro sono e devono limitarsi ad essere dei portatori d’acqua per essere e restare servus servorum Dei. A Napoli direbbero: “cornuti e mazziati”, (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Manovra: ammucchiata governo-opposizioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

ll potere mediatico, attraverso gran parte delle tv e dei giornali, manipola l’informazione; nel mondo economico si affermano sempre i gruppi di potere, menti raffinate che ci fanno il lavaggio del cervello. Ebbene, questo crea il terreno per percepire la manovra economica del governo come un atto dovuto, facendo scolorire gli aspetti del massacro sociale rivolto esclusivamente al ceto medio- basso ,”compreso gli operatori della difesa e della sicurezza” sempre più indebolito perché lo si vuole indebolire. Mi dispiace che l’opposizione non abbia mosso un dito, giacché nonostante le tante chiacchiere su sprechi e costi, nei fatti non s è concluso niente. Se da un lato abbiamo un governo insensibile e vicino alle classi medio-alte, dall’altra parte abbiamo un’opposizione insignificante e improduttiva. Non sarebbe strano se, dopo il congelamento degli stipendi , il blocco del tourn over (che condanna i giovani al precariato a vita) e la reintroduzione dei ticket, non tentino anche un’ultima mossa:i licenziamenti facili verso gli statali. Troveranno la scusa per spingersi oltre. Vergognoso è invece il silenzio non solo di buona parte della stampa, ma anche di buona parte dei sindacati e delle rappresentanze , che si limitano a spicciole dichiarazioni e comunicati stampa senza essere né pungenti e né convincenti. Il paese è piegato, noi cittadini siamo in uno stato di totale confusione: ci aspettavamo un gesto da parte dei presidenti delle due Camere e della Repubblica nel chiedere un sacrificio alla politica e ai suoi costi, ma non è successo niente. Ho scritto una lettera aperta al Presidente Napolitano ma sembra sia passata inosservata. Allora mi rivolgo a voi tutti, amiche e amici, colleghi e popolo di internet, associazioni e movimenti: stiamo uniti e sostenetemi. Per protesta a questo massacro sociale, nei confronti di certa stampa , in onore dei padri fondatori della nostra costituzione italiana, dei diritti degli operatori della difesa e della sicurezza, contro ogni forma di ingiustizia, contro il precariato, il congelamento degli stipendi, il sottoimpiego, deprofessionalizzazione del personale e discriminazione , io farò la mia parte. Non importa che risultato raggiungerò, ma se non verranno chiari messaggi dalle istituzioni e dalla politica, entro il 31 luglio 2011 procederò allo scioperò della fame. Almeno avrò più dignità da delegato rappresentante de diritti dei cittadini con le stellette, rispetto ad altri personaggi che ricoprono ruoli di rappresentanza politica dei cittadini e continuano, invece, non a mangiare, ma ad essere ingordi sulle spalle dei cittadini. Ricordatevi alle prossime competizioni elettorali dei partiti che governano, e dell’opposizione insignificante e parolaia. Faccio questo secondo coscienza in onore dei miei colleghi che rischiano la vita nei teatri operativi, per i colleghi feriti , per i colleghi ammallati, per i colleghi che purtroppo sono andati via per sempre , per i loro familiari. Per la mia coscienza nei confronti di tutti gli operatori della difesa. (Girolamo Foti)

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Editoriale Fidest. Il parlamento e il popolo sovrano

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2011

Antonio di Pietro

Image via Wikipedia

Da qualche mese a questa parte si è innescata in Italia un’accesa polemica riguardo il “rapporto incompreso”, tra la volontà popolare, che i test elettorali (amministrative e voto referendario) hanno mostrato con la contrarietà popolare nei confronti dell’attuale coalizione che ci governa, e la maggioranza parlamentare di segno opposto. Le ragioni degli uni e degli altri sono note. I primi dicono che per quanto significativo un voto popolare a metà legislatura non vuol dire automaticamente che la maggioranza non esiste più. Deve, semmai, incassare l’insuccesso e correre ai ripari. Gli altri sostengono che il malessere è più profondo e motivato perché l’attuale coalizione si è avvitata sui problemi personali del premier e non riesce a governare. E quest’ultimo che dice? Sostiene che al momento il suo posto non può essere preso da altri sia all’interno della sua coalizione pena una notte “dei lunghi coltelli” dove gli uni sbranerebbero gli altri, sia all’esterno dove una opposizione non riesce ad esprimere una leadership credibile e condivisa. Alla fine se Berlusconi resta al suo posto è per farci un favore e per evitare guai maggiori di ingovernabilità del paese a fronte di una crisi economica e istituzionale molto profonda e per certi versi drammatica.
Per quanto sia nota la mia contrarietà nei confronti del presidente del consiglio devo riconoscere che ha ragione. E’ il nostro “male oscuro” quello di non riuscire a fare squadra e ad accettare una guida super partes. E’ purtroppo quello che in più riprese in questi ultimi anni ho sostenuto sia rifacendomi ai trascorsi storici (vedasi l’avvento del fascismo), sia a quelli più complessi di politica internazionale che hanno dato il via alla gestione del potere andreottiano e poi di Berlusconi, forse spuntato in un momento in cui un po’ tutti hanno abbassato la guardia in seguito alla tempesta innescata da “mani pulite”. Ora ci risiamo e dobbiamo dare atto ad Antonio Di Pietro di aver posto con forza il dito sulla piaga. E non ci giriamo tanto intorno. Oggi se Berlusconi si mette da parte il centro destra non solo ha i numeri ma anche la forza politica per mettere mano alle riforme. Ma chi dovrebbe, materialmente, sostituirlo? E qui casca l’asino, come si suol dire. La Lega avanza la candidatura di Maroni. Alcune frange del Pdl pensano a Tremonti. Il premier vedrebbe bene il suo guardasigilli Alfano e poi vi sarebbe il ritorno dei transfughi con Fini e Casini e via di questo passo. Dall’altra parte non vi può essere, con l’attuale parlamento, una maggioranza per cui la strada potrebbe essere solo quella delle elezioni anticipate. Ma con quale leader e quale coalizione? Il Pd non può farcela da solo e ha bisogno soprattutto dei moderati ma senza perdere l’ala sinistra e qui si comincia con la “quadratura del cerchio” e la storia diventa infinita. Ecco perché Berlusconi, nonostante tutto, si sente l’erede di se stesso. E chi è causa del suo mal… solo che a piangere sono sempre i soliti e, guarda caso, i più incolpevoli. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Partiti: maggioranze e opposizioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 Mag 2011

Il XX secolo si è chiuso con il fallimento di un nuovo modello di società proposto dalla rivoluzione di ottobre dei comunisti russi. Forte fu la speranza dei popoli schiacciati dalle logiche del consumismo proposto dal sistema capitalistico per una nuova primavera nella quale le classi sociali meno abbienti avrebbero potuto riscattarsi dalla loro emarginazione, dalla loro povertà, dalla loro condizione subordinata ai poteri forti. Forte è oggi l’amarezza non tanto per una visione della società, non certo ottimale, che il socialismo reale avrebbe voluto imporci, ma per il fallimento di una opportunità per ridare forza e vigore ai miliardi di emarginati nel mondo. Il tutto è avvenuto all’alba del crollo di un muro, nell’ormai lontano 1989, eretto a simbolo di una divisione culturale e dogmatica che si è rivelata antistorica e antidemocratica nella civiltà del progresso e della crescita sociale dei popoli. Ci resta da chiederci se vi è ancora dello spazio per la costruzione di un diverso modulo di convivenza capace di superare un altro muro, questa volta virtuale, nella costruzione, ma reale nella nostra quotidianità là dove milioni di esseri umani muoiono di fame, si ammalano e non ricevono cure perché costano, sono sfruttati con il lavoro nero, il precariato, retribuzioni modeste e sono condannati alla disoccupazione. Questo popolo di emarginati in ogni nazione sia essa dei paesi ricchi o tradizionalmente poveri è maggioranza eppure non riesce a farsi valere oppressa e condizionata com’è da una minoranza di satrapi. E’ una maggioranza silenziosa, laboriosa, rassegnata e cinica. E’ una maggioranza tradita dai suoi rappresentanti, dai partiti che li propongono, dagli interessi padronali e dalle logiche disinformative che si mettono in campo in forza di sistemi mediatici di parte e lobbistici. Una maggioranza che si accontenta di poco e che è adusa a subire, ma è anche capace, improvvisamente, di alzare la testa, di generare rivolte di popolo in nome di valori che hanno appena il tempo di trarre un profondo respiro prima di morire di nuovo. E dire che questo popolo non è minoranza, non è opposizione, non è di pochi. Eppure si comporta come se fosse ridotto al lumicino, come se la sua presenza fosse irrilevante. Dov’è la sua forza o meglio la sua debolezza? E’ l’arcano della vita. E’ un viatico che portiamo addosso e facciamo fatica prefigurarlo nell’homo novus che vorremmo. Usque tandem….? (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Politica: confronto non ammucchiata

Posted by fidest press agency su martedì, 1 febbraio 2011

“Il rischio che la proposta di D’Alema vada a sfociare in un’ammucchiata indistinta è alto. Italia dei Valori, però, non si sottrarrà al confronto. Analizzeremo la proposta, dunque, nel merito, per vedere se ha una base di serietà, nel qual caso sicuramente non ci tireremo indietro. Infatti anche un’alleanza eccezionale tra forze politiche naturalmente contrapposte, fatta nell’ottica di dar vita ad una legislatura costituente, per essere cosa seria deve partire da un progetto di riforme condiviso da tutti. E soprattutto un’alleanza del genere richiede che si sia tutti d’accordo su un primo passo: il permanente coordinamento di tutte le opposizioni in Parlamento, al fine di procurare intanto la caduta  più rapida possibile del governo Berlusconi”. Lo dice in una nota il presidente dei deputati IdV, Massimo Donadi.

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I conti pubblici da Berlusconi alle opposizioni

Posted by fidest press agency su martedì, 1 febbraio 2011

“Un premier politicamente finito farebbe meglio a stare zitto su uno degli aspetti più carenti del suo governo, quello dei conti pubblici, anziché adottare la solita tattica delle promesse da marinaio, che puntualmente rimangono tali e riguardano proposte sulle quali il suo ministro dell’economia si è sempre detto contrario”. Così, in una nota, il vice capogruppo dell’Italia dei Valori alla camera, Antonio Borghesi. “Sulla patrimoniale, ritengo anche io che non sarebbe una soluzione – aggiunge Borghesi – perché a pagare sarebbero sempre i soliti e, oltretutto, in termini di conti pubblici, nel giro di due anni il Paese si troverebbe punto e a capo”. “Quanto alla detassazione per le imprese – conclude Borghesi – è quello che Italia dei Valori chiede da sempre. Ma, ci chiediamo, perché il premier non ha fatto, non fa anziché continuare a promettere?”

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Le opposizioni e il governo ombra

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 gennaio 2011

Prendo spunto dall’intervista di Paolo Flores d’Arcais al Corriere della Sera di oggi. Invita le opposizioni ad abbandonare il parlamento e a dar vita ad un governo ombra. Suggerisce un nuovo giuramento della Pallacorda. A parte la suggestione del richiamo storico, non sono assolutamente d’accordo. La strada giusta, a mio avviso, va nella direzione opposta. Più presenza ed attività parlamentare perché ci sono le condizioni per rendere ogni voto, ogni discussione, una Caporetto per la maggioranza. C’è una strana illusione ottica nel Paese, secondo cui l’opposizione è impotente e non ha i numeri alla Camera per far cadere il governo. E’ vero il contrario. Faccio un esempio: nella commissione Bilancio, la supposta maggioranza è minoranza. In quella commissione si possono approvare proposte ed emendamenti da mandare poi al voto in Aula, dove sovente il centrodestra di governo è sotto coi numeri. In queste condizioni li potremmo costringere non solo a discutere e modificare le loro proposte, consentendo al Parlamento di riprendere le sue funzioni peraltro, ma anche ad approvare nostri emendamenti e proposte di legge. Per far questo,però, serve la volontà politica. Troppo spesso, purtroppo, le dichiarazioni roboanti rese in sala stampa cozzano con un atteggiamento morbido e remissivo in aula e nelle commissioni. Il vero problema, dunque, è in una certa parte dell’opposizione, che non vuole davvero mandare a casa Berlusconi. Non ora almeno, perché dopo non saprebbe cosa fare. Con chi allearsi, con quale leader, con quale programma. Per questo preferisce vivacchiare, costringendo il Paese a prolungare la sua agonia politica. Invierò una lettera ai miei colleghi capigruppo di Pd, Udc, Fli (che trovate anche in allegato) per invitarli ad un incontro e studiare una strategia comune. La mia idea è presentare due o tre importanti proposte di legge per affrontare la crisi economica e sociale che investe l’Italia e portarle prima in commissione e poi in Aula. Allora vedremo chi ha i numeri. E vedremo quanto resisterà il Pdl, che ha bisogno di continue ‘trasfusioni’ di  cosiddetti ‘responsabili’ per non diventare minoranza. (Massimo Donadi parlamentare Idv)

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L’appello per Bersani

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

“L’appello lanciato  al segretario del PD a tutte le forze dell’opposizione, affinché trovino insieme la spinta necessaria a riformare l’agenda del Paese, denota responsabilità e lungimiranza. Lungimiranza perché la costruzione dell’alternativa, per essere solida e duratura, richiede una prospettiva più lunga e nobile di quella asfittica del ‘giorno dopo giorno’ alla quale ci inchiodano Berlusconi e i suoi consulenti di comunicazione. Responsabilità perché, pur nel riconoscimento reciproco delle differenze che esistono nel fronte composito delle opposizioni, è indispensabile oggi individuare una più ampia convergenza di visione e di azione per restituire all’Italia un futuro dignitoso. Bersani dimostra così esplicitamente di rigettare le sterili contrapposizioni ideologiche di chi antepone i propri piccoli interessi di parte a quelli generali del Paese.  Le riforme non sono più rinviabili. I conservatorismi e il populismo, di destra e di sinistra indistintamente, non servono all’Italia e men che meno potranno farci uscire dal lungo incubo berlusconiano. Il messaggio non poteva essere più chiaro di così. L’auspicio è che con la stessa franchezza si avvii da oggi un confronto il più possibile proficuo tra tutti quelli che si sono sentiti chiamati in causa dall’intervento del segretario del PD”. Lo afferma, sul sito di TrecentoSessanta, l’Associazione di Enrico Letta, Paola De Micheli, deputato e responsabile PMI del Partito Democratico.

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Decreto sicurezza: ritirato emendamento

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2010

“Si tratta dell’ennesimo vergognoso tradimento alle Forze dell’Ordine da parte della maggioranza di Governo!”. E’ il duro commento di Franco Maccari – Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia, alla notizia del mancato finanziamento della specificità delle Forze di Polizia nel decreto sicurezza approvato alla Camera. “Denunciamo la gravità del comportamento del Governo, che ha fatto ritirare, all’ultimo momento, l’emendamento predisposto e già approvato dalla Commissione e condiviso anche da tutti i gruppi. E’ demoralizzante anche il sostanziale silenzio delle opposizioni, con i soli parlamentari di Fli che hanno protestato veementemente contro il ritiro dell’emendamento”, continua Maccari. “Il Governo – prosegue il leader del COISP – ha perso forse l’ultima buona occasione di riabilitarsi agli occhi delle Forze di Polizia, né siamo disposti ad accettare le falsità diramate dal Viminale, che parla di ‘attenzione particolare al settore della Sicurezza in sede di manovra economica’. Incredibili poi le dichiarazioni di quello che dovrebbe essere il nostro Ministro: “…Molto soddisfatto per voto Camera su decreto…”! “Sono molto soddisfatto se riusciremo a integrarlo con altri due capitoli, sulle Forze di Polizia e sui prefetti, sarà perfetto…”! Peccato che intanto hanno cassato proprio le uniche righe che servivano per non umiliare gli Appartenenti alle Forze di Polizia e Militari! Inoltre continuano a parlare di tre miliardi di euro per la Polizia, ma la realtà rimane quella di una gravissima carenza di uomini, mezzi e risorse da impegnare per la Sicurezza dei cittadini e per la dignità delle condizioni di lavoro delle Forze dell’Ordine”.  E’ veramente incredibile che su una norma di legge sulla quale si lavorava da mesi, promessa dal ministro Maroni anche nell’ultimo incontro con il COISP e gli altri Sindacati di Polizia e che serviva solo per “riparare” alle norme capestro messe in atto contro le Forze di Polizia nell’ultima manovra finanziaria, sia stata bellamente ritirata dallo stesso Governo, dopo che ne hanno strombazzato la presentazione, dopo che hanno trovato la convergenza delle opposizioni e dopo che gli Operatori tutti ne avevano avuto notizia!  Si dimostrano killer professionisti e spietati! Prima promettono, poi illudono, poi ri-uccidono anche la speranza!  Ma chi si fiderà  più di questi personaggi che di giorno fanno una cosa e la sera la disfano?

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Governo tecnico: oggi serve solo a Silvio

Posted by fidest press agency su sabato, 6 novembre 2010

“L’idea di un governo tecnico non ci ha mai fatto impazzire. Lo ritenevamo, almeno fino ad oggi, il minore dei mali, necessario nel momento in cui non si riusciva a spezzare il sistema di potere di Berlusconi. Eravamo in una lotta di trincea dove Berlusconi se l’era sempre sfangata. Nelle ultime due settimane, però, tutto è cambiato. I fallimenti, politici ed economici, di questo governo sono venuti fuori, alla luce del sole. Dai rifiuti che sono tornati a riempire Napoli e la Campania alla mortificazione di Alitalia, passando per il terremoto dell’Aquila, il fallimento di questo governo è totale e drammatico e soprattutto impossibile da nascondere, come l’immondizia. A questo, si aggiunga l’abisso morale in cui è precipitato il presidente del Consiglio, lo squallore di dover vedere trasformati in “bordello di Stato” i palazzi della presidenza del Consiglio, teatro  di un via vai incessante di prostitute, portate su e giù a vagonate da poliziotti e carabinieri per i trastulli del sultano. Tutti i nodi sono venuti al pettine”. Lo scrive Massimo Donadi, presidente dei deputati di IDV, sul suo blog di oggi. “Ebbene, di fronte a tutto questo, abbiamo il dovere di fermarci un istante e riflettere se la strategia che avevamo fino ad oggi pensato sia ancora la più efficace per battere Berlusconi. Io non credo. Berlusconi non sarà, mai, più debole di quanto lo è oggi. Mai più la sua politica apparirà fallimentare agli occhi degli italiani come appare oggi. Mai più  le sue parole risuoneranno come vane promesse quanto risuonano oggi. La scelta di fondo tra elezioni subito o governo tecnico sta tutta qui – scrive Donadi – tra il fare una campagna elettorale oggi tutta incentrata sull’abisso morale ed umano del premier, sull’immagine di un uomo malato, debole e ricattato, di una maggioranza deflagrata, di un governo incapace ormai di tutto, se è vero che ieri è finito in minoranza al primo voto sulla Finanziaria, oppure fare una campagna elettorale tra otto o nove mesi, dandogli tutto il tempo di far dimenticare quanto accaduto in questi tre anni e consentendogli di impostare tutta la campagna elettorale sulla presunta illegalità e antidemocraticità del governo tecnico”. “Lo faremo giocare proprio sul suo campo, anche perché, diciamocelo con chiarezza, non è che il governo tecnico in cinque o sei mesi potrà fare nulla al di là della legge elettorale. Quanto a quest’ultima, che noi vogliamo davvero cambiare, per tornare a quella precedente, che era di molto migliore e basata sui collegi uninominali, basterebbe una settimana in parlamento. La proposta, infatti, c’è già e consta di un solo articolo e ci sarebbe tutto il tempo di approvarla prima che vengano sciolte le camere. Credo che tutte le opposizioni dovrebbero iniziare una seria riflessione su questo”. (Massimo Donadi)

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Rai: Santoro sospeso per dieci giorni

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 ottobre 2010

Annozero, uno dei pochissimi programmi di libera informazione, non sarà trasmesso per una o due puntate. E’ una decisione inaccettabile, un’azione punitiva presa dal direttore generale della Rai, Mauro Masi. L’Italia dei Valori chiede le immediate dimissioni di questo signore. La sospensione è la conferma che l’ordine impartito da Palazzo Chigi sulle epurazioni delle voci libere e sulla censura nei confronti delle opposizioni definite “scomode” è arrivato a destinazione. Infatti, chi non ricorda quanto emerso dalle intercettazioni di Trani in cui il Presidente del Consiglio ordinava ai suoi sodali di chiudere Annozero e di cancellare l’Italia dei Valori? Tra l’altro, in quelle famose telefonate lo stesso Masi sostenne che certe minacce non si sentono neanche nello Zimbabwe.  E’ una situazione intollerabile, non degna di un Paese libero e democratico. L’articolo 21 della nostra Costituzione continua ad essere seriamente minacciato e calpestato. Il conflitto di interessi che fa capo a Berlusconi pesa come un macigno sul nostro sistema democratico, sul futuro di questo Paese. Ormai è chiaro a tutti che la lobby del Presidente per raggiungere il suo obiettivo ha bisogno di eliminare le notizie vere, e quindi scomode, e di mettere in campo conduttori addomesticati, trasmissioni frivole, nani e ballerine perché plagiano le menti e addormentano le coscienze. E’ questo il motivo per cui Annozero non “s’ha da fare”. (Antonio Di Pietro)

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Editoriale: maggioranza e opposizioni in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 settembre 2010

Editoriale fidest. Le esternazioni dell’on.le Walter Veltroni di qualche giorno fa hanno evidenziato un disagio in casa del Pd non più contenibile e che va, in un certo senso, ad aggiungersi a quello ancor prima di Francesco Rutelli. E’ un qualcosa che difficilmente riuscirà a ricomporsi, sia pure dopo i forti richiami di Bersani all’unità del partito. La verità è che sia il Pd sia il Pdl sono prigionieri, al loro interno, di due “ideologie” dalla difficile coabitazione. Ha incominciato ad aprire, ufficialmente, le danze Gianfranco Fini prospettando un modello di destra diverso dal passato e più vicino a quell’idea di centrismo aperto al confronto senza pregiudiziali sui temi forti della difesa dei valori costituzionalmente sanciti, sulla legalità, sulla moralità della politica e sull’unità nazionale. Ancor prima il distacco di Rutelli dal Pd e la sua amicizia con Montezemolo aveva fatto presagire il tentativo di aprire un varco tra i due “monoliti” legati l’uno ad una leadership padronale e, l’altra, ad una idea, forse fin troppo romantica, di coniugare il pensiero cattolico con quello degli ex-comunisti ma pur sempre laici e riformisti e in buona sostanza conflittuali su alcuni temi cari ai cattolici: la famiglia tradizionale, le copie di fatto, il diritto alla vita ecc. Con il passare dei giorni i politologi hanno cercato di capire un qualcosa che andasse oltre le apparenze e per quanto non rivelato, ufficialmente, sta ora diventando una sorta di nuovo laboratorio politico. Lo sbocco sembra quello non certo di un terzo polo ma il tentativo di smembrare i due esistenti componendo e ricomponendo le attuali forze in campo secondo una diversa linea di pensiero. In pratica le due aree nascenti potrebbero definirsi in questo modo: un centro destra con Fini, di Futuro e libertà, dell’Udc di Casini, di Rutelli e ora con Veltroni e compagni, di Lombardo  con la Sicilia federale e in transfughi dell’ultima ora del Pdl e dello stesso Pd (pensiamo ad una parte dell’area cattolica) Sull’altro versante una forza eterogenea incapace di aggregarsi e fortemente conflittuale tra le varie componenti. Come potrebbero andare, ad esempio, d’accordo leghisti e l’Idv di Di Pietro o ancora la sinistra integralista e la destra sociale di Storace e di altri piccoli raggruppamenti che vi fanno da contorno? Si andrebbe in questo modo a comporre una forza di governo dai consensi molto ampi e sicuramente più omogenea non tanto rispetto all’attuale Pdl, sia pure con un Berlusconi che sta diventando sempre di più ingombrante, ma soprattutto con l’attuale opposizione con un Pd sempre più indebolito e prigioniero di una leadership poco amata dagli iscritti e considerata scarsamente incisiva e persino rinunciataria. Ma a prescindere da tutti questi tatticismi e anche timori di chi sente la terra tremare sotto i piedi e il rischio di colpi di coda destabilizzanti dell’ultima ora, resta il problema Italia con i suoi mali e il meridionalismo mal riposto in politici che si appassionano solo intrecciando trame di Palazzo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Lazio: Le opposizioni della Pisana si autoconvocano

Posted by fidest press agency su domenica, 4 luglio 2010

Ad oltre novanta giorni dalle elezioni il Consiglio regionale del Lazio si trova in una situazione di grave stallo politico. Anche se i neoeletti consiglieri percepiscono l’indennità dal 16 maggio, l’assise della Pisana è stata convocata solo due volte e le commissioni sono ferme. In reazione a questo stato di cose, lo scorso 23 giugno, i gruppi di opposizione si sono autoconvocati per provare a delineare una via d’uscita da questa inspiegabile empasse politica. “Abbiamo la sensazione – commenta Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori – che la Polverini , passando da Segretario dell’Ugl a Governatore di una regione problematica come la nostra, non si sia resa conto delle urgenze che questa carica porta con sé. L’esponente regionale del partito presieduto da Antonio Di Pietro si sofferma sugli attuali rapporti politici che chiamano in ballo il Governatore, ma che di fatto mostrano che la Regione rischia di vedersi espropriata delle sue spettanze statutarie e democratiche: “Non convocando il Consiglio, la Presidente Polverini rinnega la sua esperienza sindacale, durante la quale ha fatto della concertazione tra le parti sociali, il vessillo della propria azione – continua Tortosa – ed ora, l’unico suo referente politico è Silvio Berlusconi, che, con il Governo che presiede, continua ad aumentare le tasse esistenti e ad inventare nuovi balzelli che finiscono nelle tasche di Enti pubblici di competenza nazionale”. Immobilismo consiliare e perdita di competenze tributarie importanti, sono gli elementi che i cittadini del Lazio vedono stagliarsi all’orizzonte, all’inizio di un’estate politica che si preannuncia rovente.

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Tagli alle fondazioni liriche

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 giugno 2010

“L’Italia dei Valori sul Dl enti lirici ha deciso di fare ostruzionismo e di andare avanti in questa battaglia perché riteniamo questo provvedimento sbagliato nel merito e nel metodo. Nel metodo perché ancora una volta il Parlamento è stato esautorato delle sue funzioni da un decreto che verrà approvato senza possibilità di essere modificato. Nel merito perché questo atto è tutto tranne che una riforma degli enti lirici. E’ piuttosto una tagliola che si abbatterà sui lavoratori e gli addetti ai lavori del mondo della cultura” lo dichiara l’on. Massimo Donadi, capogruppo di IDV alla Camera.  “La battaglia che IdV sta portando avanti in aula è una battaglia di coerenza. Il provvedimento era incostituzionale ieri ed è incostituzionale oggi. Se le altre di opposizioni hanno cambiato idea prendiamo atto, ma non ci facciamo certo condizionare. Gli accordi sottobanco non ci interessano, noi portiamo avanti la nostra battaglia per il futuro del settore cultura. Idv è contraria ai tagli e continuerà a dare battaglia contro un provvedimento che toglie il futuro a questo settore. Tutto questo dimostra ancora una volta che l’Italia dei Valori è la forza d’opposizione più intransigente e determinata che siede in Parlamento” conclude Donadi.

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