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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

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Azionariato europeo: L’opzione più interessante per un reddito resiliente

Posted by fidest press agency su martedì, 16 giugno 2020

A cura di Matthew Van de Schootbrugge, Gestore di portafoglio di Columbia Threadneedle Investments. Storicamente, gli investitori in cerca di reddito (e di beni rifugio), specialmente in Europa, acquistavano titoli di Stato. Il perché è presto detto: basta fare un salto indietro, all’inizio del 2002, per vedere che i Bund tedeschi a 10 anni rendevano oltre il 5%. Niente male con l’inflazione sotto al 3%, soprattutto se si considera che quei titoli erano garantiti da un emittente AAA.La crisi finanziaria globale del 2008/2009 ha cambiato le carte in tavola. Gli investitori in titoli di Stato italiani, greci o spagnoli hanno visto schizzare alle stelle i rendimenti e precipitare i valori patrimoniali, sulla scia delle preoccupazioni relative all’aumento del debito pubblico e dei rischi di insolvenza; i rendimenti dei Bund tedeschi invece sono crollati bruscamente, a fronte della fuga verso la sicurezza degli investitori.Un decennio dopo, nel bel mezzo di un’altra crisi e dopo una raffica di potenti misure di stimolo da parte delle banche centrali, molti titoli di Stato europei offrono rendimenti alquanto trascurabili, talvolta persino negativi. Gli investitori alla ricerca di reddito devono guardare altrove.Ed è qui che entrano in gioco le azioni europee, capaci di offrire una fonte di reddito ben superiore e più affidabile rispetto ai bond. Nel corso dell’ultimo decennio le azioni hanno generato rendimenti regolari compresi tra il 3% e il 4%, mentre quelli delle obbligazioni sono calati a fronte di un aumento della volatilità. Con un rendimento attualmente vicino al 4,5%, le azioni europee appaiono interessanti, pur mettendo in conto un probabile taglio dei dividendi a seguito di una recessione. I rendimenti di questi titoli risultano particolarmente appetibili rispetto quelli degli omologhi asiatici e statunitensi.L’appetibilità dei rendimenti da dividendo in Europa è in parte dovuta alla capacità delle aziende di migliorare i margini mediante efficienze operative. Ciò ha rafforzato i flussi di cassa e i bilanci, aumentando inoltre i payout ratio (rapporto dividendi/utili), a tutto vantaggio degli azionisti.
Ma cosa succede nelle fasi di elevata volatilità sui mercati azionari, come quella che stiamo attraversando ora? Come possono fare gli investitori per assicurarsi di beneficiare sia di un rendimento discreto (minimizzando al contempo i rischi di perdita di capitale) sia di una crescita del capitale sul lungo periodo quando giungerà la ripresa?Le strategie che investono nelle società di qualità più alta in Europa sono ben posizionate per offrire un rendimento interessante e proteggere dalla perdita di capitale. Non vi sono dubbi che le loro azioni siano crollate rovinosamente, come anche i mercati finanziari di tutto il mondo, ma le società con bilanci solidi, un’elevata redditività del capitale e flussi di cassa sostenibili e visibili, sostenuti da una crescita strutturale a lungo termine, hanno tutte le carte in regola per superare la contrazione economica e beneficiare della ripresa.Quando investiamo, ci orientiamo sulle società dotate di potere di prezzo, in grado di fornire un’ulteriore protezione dai ribassi. Stiamo invece alla larga dalle società in difficoltà, caratterizzate da bassa qualità e rendimenti elevati, che risultano vulnerabili in un contesto di recessione. Tra gli investimenti tipo rientrano la società farmaceutica GlaxoSmithKline, l’assicuratore Tryg e Vodafone.Da quando ho iniziato a occuparmi maggiormente di strategie income europee, ho incrementato le ponderazioni nei titoli di qualità superiore e in special modo nelle società che esibiscono un punteggio più alto sotto il profilo dei criteri ambientali, sociali e di governance (ESG). Gli aspetti ESG costituiscono un ulteriore livello di analisi che ci aiuta a valutare la qualità di un’azienda. A tale riguardo, disponiamo di un team globale di 12 persone[1] dedicato all’investimento responsabile e all’analisi ESG.
Miriamo a offrire un rendimento più alto di almeno il 10% rispetto all’indice di riferimento MSCI Europe. A tale scopo ci concentriamo sulla selezione bottom-up dei titoli anziché su specifiche ponderazioni settoriali, prediligendo modelli di business solidi il cui vantaggio competitivo è trainato dalle dimensioni e dalla tecnologia. Stiamo invece alla larga da quei segmenti resi difficoltosi dalle innovazioni tecnologiche con effetti dirompenti, dall’infittirsi della concorrenza e dai tassi d’interesse bassi.
Questo approccio d’investimento di tipo bottom-up comporta una minore preoccupazione per le considerazioni di mercato a breve termine e una maggiore enfasi sulla comprensione approfondita delle singole società. Le nostre strategie detengono 30-50 titoli a fronte dei 438 che compongono l’indice MSCI Europe, per cui non rispecchiano la performance dei più ampi mercati azionari europei.Per contribuire a sostenere la crescita del capitale sul lungo periodo, ci avvaliamo di un approccio “barbell” che combina titoli a rendimento elevato con le azioni growth, spesso caratterizzate da rendimenti inferiori, verso cui nutriamo più convinzione. La combinazione è calibrata in modo tale da generare una performance del capitale discreta sul lungo periodo e un reddito superiore alla media.Poiché i mercati obbligazionari europei offrono rendimenti estremamente contenuti ed essendo ben difficile che la situazione cambi nel futuro prossimo, sono subentrate le società di altissima qualità, capaci di offrire una fonte di reddito quanto mai necessaria. Benché le loro quotazioni azionarie siano scese con il resto dei mercati finanziari e alcuni dividendi possano essere a repentaglio, le più valide tra queste aziende hanno tuttora le carte in regola per proteggersi dalla recessione e crescere quando si materializzerà la ripresa.

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Normativa e materiale nucleare

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2011

Strutture di un reattore nucleare RBMK in italiano

Image via Wikipedia

“La giornata di studio sulle normative internazionali che regolano la gestione del materiale nucleare, in corso nel centro ENEA Casaccia, svela ancora una volta l’abbraccio mortale che da sempre avvince il nucleare civile alla sua controparte militare”, dichiara Alfredo Bertocchi, USI-RdB Ricerca.“Un convegno – prosegue il rappresentante USI-RdB – al quale non pensavamo di dover assistere, dopo due referendum che hanno decretato senza ombra di dubbio l’indisponibilità collettiva all’opzione nucleare. E questo avviene mentre i laboratori vengono dismessi e intere linee di ricerca abbandonate, con il blocco delle assunzioni che riguarda anche vincitori di concorso si continua ad insistere sul filone nucleare”. Sottolinea Bertocchi:“I lavoratori ENEA sono stanchi di una gestione miope, arrogante e incapace, che fa carta straccia del futuro di intere generazioni di lavoratori della ricerca, e per questo stamane hanno svolto un presidio davanti al convegno alla Casaccia. La proroga per il terzo anno all’Ing. Giovanni Lelli della gestione commissariale è quanto di più lontano dagli interessi della comunità ENEA. Usi-RdB Ricerca chiede con forza che l’Ing Lelli, pensionato da mesi, vada finalmente a casa. Nello stesso tempo Usi-RdB Ricerca chiede il ritorno ad una gestione ordinaria competente sul piano scientifico, che riporti l’ENEA al suo ruolo di veicolo della ricerca di base in campo energetico per il benessere collettivo e che restituisca salario e dignità ai lavoratori”, conclude Bertocchi.

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Legittimo impedimento accolto con riserva

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 gennaio 2011

La Corte Costituzionale lo ha accolto con riserva. Un’opzione che, informa Agipronews, i bookmaker esteri, avevano anticipato all’apertura delle quote sul verdetto della Consulta. Lo stop al provvedimento in toto o solo in alcune parti, era l’opzione che prevaleva in tabellone a 1,03, contro il 10 per il suo accoglimento senza riserve.

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Un’opzione in più contro il diabete

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 settembre 2010

Di Marco Malagutti. È disponibile nelle farmacie italiane, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del luglio scorso, liraglutide (Victoza), primo analogo del GLP-1 umano in monosomministrazione giornaliera per il trattamento del diabete di tipo 2. Tre gli elementi di forza del farmaco, presentato in conferenza stampa a Milano: riduce i livelli di glucosio nel sangue, ha un effetto costante sulla pressione arteriosa e riduce il senso di sazietà con effetto sul peso. Un’innovazione importante anche perché, come ha spiegato Agostino Consoli, ordinario di endocrinologia all’Università di Chieti «fino ad ora abbiamo avuto a disposizione ottime terapie, ma non esenti da effetti collaterali, come episodi ipoglicemici o l’aumento di peso». «A fare la differenza» continua Consoli «è il meccanismo d’azione che simula l’attività dell’ormone naturale GLP-1, stimolando le beta cellule del pancreas al rilascio di insulina, solo in presenza di concentrazioni elevate di glucosio». L’autorizzazione all’immissione in commercio, concessa sulla base dei risultati positivi del programma clinico di fase III “Leadtm” (Liraglutide Effect and Action in Diabetes), riguarda il trattamento in associazione con metformina o con sulfonilurea o con entrambe le molecole, nei pazienti con controllo glicemico insufficiente nonostante le massime dosi tollerate di metformina o sulfonilurea in ionoterapia. (fonte farmacista33)

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Contratto unico

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 aprile 2010

«Il contratto unico è la migliore proposta, la più innovativa, la più convincente, per dare una risposta ai lavoratori giovani, alle donne, ai lavoratori cosiddetti “vulnerabili”». Lo afferma in un articolo pubblicato oggi su «Il Riformista» Alessia Mosca, deputato del PD e vicepresidente di TrecentoSessanta, l’Associazione che fa riferimento a Enrico Letta. «La scelta che il PD deve fare – sottolinea a proposito della difficoltà di trovare un accordo all’interno del Partito sulle varie proposte in esame –   è tra assumere il contratto unico come la propria battaglia fondamentale in materia  di lavoro oppure derubricarla dalle proprie priorità: io credo che non ci siano dubbi nel propendere per la prima opzione. Coloro che nel PD si oppongono al contratto unico adducono come argomentazione il fatto che i sindacati pare si siano dichiarati contrari. Intanto, non c’è unanimità neppure all’interno del sindacato su questo punto. Inoltre, su temi delicati come questo, dobbiamo essere capaci di ascoltare tutti, ma avere la forza di presentare una nostra posizione autonoma, nell’interesse generale e non di alcune parti».   «Il contratto unico – conclude Mosca – è  la nostra opportunità di dettare, per una volta, l’agenda politica e programmatica, senza dover essere sempre costretti a inseguire quanto ci impone l’attuale maggioranza».

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Afghanistan: uso armi tornado ultima opzione?

Posted by fidest press agency su domenica, 23 agosto 2009

“Se ieri avevamo chiesto al Ministro della Difesa chiarimenti sull’uso degli armamenti dei Tornado oggi, dopo aver letto le dichiarazioni del maggiore Angelo De Angelis, comandante degli aerei schierati a Mazar-e-Sharif., riportate dalle agenzie ANSA e ADNK, in cui si afferma comunque l’esistenza un rischio per i civili, e quelle del generale Marco Bertolini, capo di stato maggiore della missione Nato-Isaf a Kabul, sul grave deterioramento del conflitto in Afghanistan, non ci sembra più il caso che il Ministro La Russa continui a tacere sulla reale situazione in atto. Riteniamo sia doveroso da parte del Ministro riferire con la massima urgenza al Parlamento su quanto realmente sta avvenendo sul fronte afghano. Ormai è chiaro che anche ai suoi colleghi di governo questa missione comincia ad apparire insostenibile per le forti contraddizioni che emergono e per gli elevati costi in termini di vite umane e di risorse sottratte alla sicurezza interna del paese e allo sviluppo economico.”

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