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Aumento di capitale Itway

Posted by fidest press agency su sabato, 9 aprile 2011

Itway S.p.A. comunica che si è conclusa l’offerta in opzione agli azionisti delle azioni ordinarie rivenienti dall’aumento di capitale deliberato dal Consiglio di Amministrazione della Società in data 2 febbraio 2011, in attuazione della delega ad esso conferita, ai sensi dell’art. 2443 del codice civile, dall’Assemblea Straordinaria del 27 gennaio 2011.  Durante il periodo di offerta in opzione, iniziato il 21 marzo 2011 e conclusosi in data odierna, sono stati esercitati n. 1.743.988 diritti di opzione e sono state quindi sottoscritte n. 3.487.976 azioni ordinarie Itway di nuova emissione, pari al 39,48 % delle azioni complessivamente offerte, per un controvalore complessivo di Euro 6.627.154,4.   Di tali diritti di opzione, n. 1.281.161 (per la sottoscrizione di n. 2.562.322 azioni ordinarie Itway di nuova emissione, pari a circa il 29,003% delle azioni offerte, per un controvalore di Euro 4.868 migliaia) sono stati esercitati da Giovanni Andrea Farina, Cesare Valenti e Anna Rita Gavioli in proporzione alle rispettive partecipazioni in virtù dell’impegno da ciascuno assunto.  Al termine del periodo di offerta risultano pertanto non esercitati n. 2.673.354 diritti di opzione, validi per la sottoscrizione di complessive n. 5.346.708 azioni ordinarie, per un controvalore complessivo pari ad Euro 10.158.745,2.  In adempimento di quanto disposto dall’art. 2441, terzo comma, del codice civile, i diritti di opzione non esercitati verranno offerti in Borsa, per conto di Itway S.p.A. per il tramite di Banca Generali S.p.A., nelle riunioni dei giorni 13, 14, 15, 18 e 19 aprile 2011. In ciascuna riunione verrà offerto un quinto del totale dei diritti di opzione non esercitati, maggiorato, nelle sedute successive alla prima, dei quantitativi eventualmente non collocati nei giorni precedenti.  La sottoscrizione delle nuove azioni ordinarie Itway dovrà essere effettuata presso gli intermediari autorizzati aderenti al sistema di gestione accentrata di Monte Titoli S.p.A. entro e non oltre il 20 aprile 2011, a pena di decadenza.  Le azioni sottoscritte saranno accreditate sui conti degli intermediari aderenti al sistema di gestione accentrata gestito da Monte Titoli al termine della giornata contabile dell’ultimo giorno di esercizio dei diritti di opzione e saranno pertanto disponibili dal giorno di liquidazione successivo. Fondata a Ravenna il 4 luglio 1996, quotata in Borsa Italiana dal 4 luglio 2001 (segmento AllStar), Itway SpA è oggi a capo di un Gruppo che opera nel settore dell’Information Technology attraverso la progettazione, produzione e distribuzione di soluzioni di e-business. Il Gruppo Itway opera come Value Added Distributor (VAD) di tecnologie software per l’e-business in Italia, Francia, Grecia, Spagna, Portogallo e Turchia ed è, in tale area di business, leader di mercato in Italia. I clienti di Itway VAD sono “system integrator” e “value added reseller”, che vendono i prodotti agli utenti finali. Tra i principali prodotti distribuiti da Itway VAD in Italia: Acronis, Arkoon Network Security, Check Point, Citrix, Cordys, Ctera, Fortinet, Hitachi Data Systems, Ipswitch, Kaspersky, McAfee, Novell, Pelco, PlateSpin, Red Hat, SonicWALL, Stonesoft, Symantec, Trend Micro, Vasco, VMware, Websense.

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Le tre opzioni

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2009

Editoriale fidest. Con il sistema, contro il sistema, mediando. Molti si lamentano perché non accettano l’attuale andazzo. Altri lo gradiscono e altri ancora cercano di fare dei distinguo tra ciò che è buono e ciò che è male. In altre parole non vogliono fare di tutta l’erba un fascio. Sono queste, per lo più, le tre opzioni che dividono gli italiani al cospetto della politica. Se poi assegniamo alle tre opzioni nomi che ci sono più familiari possiamo dire che coloro che si sentono nel sistema capitalistico, e persino accettando le sue logiche consumistiche, il modo spregiudicato di fare soldi, di intraprendere iniziative commerciali e imprenditoriali senza andare molto per il sottile, li possiamo collocare tra la destra di Fini e la socialdemocrazia dell’ala movimentista, di quelli che un tempo si chiamavano comunisti. Chi, invece, prova ripulsa per l’attuale sistema e che un tempo ha sposato l’idea di un comunismo radicale in opposizione al capitalismo ovvero per uno stato padrone contro un privato padrone nutre ancora il sogno di una rivoluzione proletaria. Vi è poi la terza via che appare sulla carta più pragmatica, più incline ad accettare qualche eccesso in nome del quieto vivere. E’ una forma di tolleranza che potrebbe anche essere scambiata per debolezza, per indifferenza, per agnosticismo. Ma non è esattamente così. Costoro si rendono conto che la società deve necessariamente convivere con le sue diverse e molteplici anime e per farlo deve accettare la dialettica interna e internazionale e il riconoscere l’esistenza di più verità. Quest’ultima opzione si pensa possa rappresentare la maggioranza assoluta del paese, diciamo intorno al 70% dell’elettorato e si tende a dare loro una collocazione definendoli “centristi”.  Allo stato attuale non vi è un partito che li rappresenta, se non marginalmente. Forse da qui parte l’idea di Fini di voler spostare il suo asse politico per rendersi più credibile a questo popolo del centro e di tentare d’attrarre altre forze e uomini sulla stessa area. Ha pensato, innanzitutto, chi tra i suoi può seguirlo staccandosi dall’abbraccio del Pdl di Berlusconi, e poi all’Udc di Casini e a quella vocazione centrista che oggi alberga impropriamente nel Pd di Bersani e di cui il transfuga Francesco Rutelli può esserne l’esempio. Sapranno essere credibili in specie se alle loro spalle si colloca l’industriale Montezemolo? Qui ci troviamo al cospetto della logica dei vasi comunicanti: per riempire l’uno bisogna svuotare gli altri e che sono, per il momento, ben consolidati sul territorio: il Pd, il Pdl, la Lega e l’Idv. Per farlo devono essere credibili operando scelte e programmi adeguati alle aspettative del popolo centrista e dotarsi di una leadership indiscussa anche se non carismatica. E’ questo il punto più debole. Chi dovrebbe impersonare tale ruolo appannando quello degli altri? Casini o Fini? Montezemolo o Rutelli? O un mister X di cui non conosciamo ancora l’identità ma che potrebbe nascondersi nel cilindro del prestigiatore di turno? Ma tutte queste alchimie poste alle soglie della fantapolitica valgono poco se nel frattempo dobbiamo affrontare un sistema paese che si regge in uno stato di precarietà molto serio e ha bisogno di interventi immediati per ricondurlo in un’area di sicurezza. Non vorremmo, come già è in atto, che la politica resti un passo indietro ai bisogni reali del paese e alla fine corra il rischio di farsi coinvolgere facendo perdere la pazienza proprio a quella grande forza centrista di cui tutti vorrebbero appropriarsene ma senza darle, nel frattempo, una sponda per reggersi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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