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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

Posts Tagged ‘orari’

Coronavirus e orari negozi

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

Dal 18 maggio a Roma riaprono i negozi al dettaglio, tranne bar e ristoranti (dove ancora si andrà con consegne a domicilio e asporto) e per il settore estetica-parrucchieri. Tre le fasce orarie stabilite dall’ordinanza della sindaca Virginia Raggi, ma la domenica tutti gli esercizi commerciali dovranno chiudere alle ore 15. Vale per i supermercati ma anche per gelaterie e pizzerie al taglio così come per alte attività assimilabili.Il provvedimento è dettato dalla necessità della sanificazione dei locali e dall’evitare assembramenti. Le proteste delle associazioni di categoria sono già fioccate, soprattutto, come dice la Cna, il 25% del fatturato settimanale di questi esercizi si registra proprio la domenica pomeriggio e, vista la situazione economica disastrosa, sarebbe un ulteriore batosta al settore.Noi siamo attenti alle necessità di tutela sanitaria e, in questo momento, la consideriamo ancora prioritaria rispetto a quella economica. E proprio per questo ci sembra che quanto deciso dall’amministrazione della capitale sia un pessimo esempio, su un filone disastroso in atto già in alcune regioni e altre città: il vincolo degli orari di apertura e chiusura. E se lo fa la capitale d’Italia, la questione ci sembra ancora più pericolosa vista l’importanza della stessa.Lasciamo stare l’aspetto della sanificazione degli ambienti, che si può fare.. e si deve visto che è obbligatoria… in qualunque momento l’esercizio commerciale è chiuso senza sacrificare, a mo’ di inventario fiscale, un giorno di abituale esercizio. L’aspetto determinante,in questo momento più che mai, è quello dell’assembramento… che è più facile si manifesti quando gli orari di apertura sono più ridotti. Infatti non a caso, sempre ed in qualunque contesto, si parla sempre di ore di punta… che vengono meno quando ogni consumatore può scegliere liberamente quando recarsi in negozio, senza essere costretto a farlo (magari di corsa) prima della chiusura alle ore xx o nei giorni in cui il negozio non è chiuso. LA CHIUSURA DELLA DOMENICA POMERIGGIO, QUINDI, DÀ IL SUO CONTRIBUTO NON SOLO ALL’ASSEMBRAMENTO NEGLI ALTRI GIORNI, MA SOPRATTUTTO FACENDO SÌ CHE LA DOMENICA MATTINA DIVENGA UN ORARIO DI PUNTA, VISTO CHE MOLTI CONSUMATORI LA DOMENICA HANNO PIÙ TEMPO ANCHE PER FARE SPESE E SARANNO COSTRETTI A FARLO SOLO DI MATTINA.Un’ordinanza, quella del Comune di Roma, che è altamente probabile che darà effetti contrari rispetto a quelli auspicati e, nello specifico, aumentando assembramenti e pericoli per la sicurezza sanitaria di consumatori e negozianti. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Gavosto (Fondazione Agnelli):A settembre non servono più docenti ma orari più lunghi

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

ANIEF risponde alle dichiarazioni rilasciate oggi da Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli, durante un’intervista radiofonica rilasciata a Radio Capital. Per Gavosto, infatti, basterebbero poche nuove immissioni in ruolo per garantire il ritorno a scuola a settembre, a patto di aumentare l’orario di lavoro degli insegnanti.Le dichiarazioni di Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli, rilasciate a Radio Capital durante la trasmissione Circo Massimo, suscitano più di qualche perplessità. Dopo aver riconosciuto che, pur tra le molte difficoltà, “la scuola italiana ha risposto in maniera generosa, se pensiamo che l’80% di chi oggi sta facendo didattica on line non aveva mai provato prima questa forma di insegnamento”, Gavosto ha sollevato dei dubbi sui contenuti del Decreto Scuola attualmente in discussione al Senato. Secondo il direttore della Fondazione Agnelli, infatti, il decreto si concentra troppo sull’esame di maturità, mentre sarebbe stato il caso di prevedere una proroga della didattica a distanza anche oltre il 10 giugno – almeno fino alla fine di giugno o a metà luglio – per consolidare quello che è stato fatto.
Ma ancora più gravi, per ANIEF, le dichiarazioni di Gavosto sul tema del reclutamento di nuovi insegnanti. “Questa (l’assunzione di nuovi insegnanti, NdR) è la richiesta dei sindacati in questi giorni. In realtà – ha affermato il direttore della Fondazione Agnelli – forse non è necessario avere grosse immissioni di nuovi docenti perché una cosa che probabilmente gli insegnanti dovranno accettare di fare è rimodulare sostanzialmente il proprio orario di lavoro e forse anche accettare di lavorare qualche ora in più. Certo, un po’ di insegnanti in più sarà necessario soprattutto se pensiamo allo sdoppiamento delle classi. Queste sono decisioni che deve prendere il ministero, secondo me forse il primo passo sarebbe chiedere un’estensione dell’orario di lavoro agli insegnanti e poi valutare se c’è bisogno di forze fresche, forze aggiuntive. Tenendo conto però che tutte le varie riforme degli organici hanno cozzato con questo problema, che in alcune categorie – pensiamo soprattutto agli insegnanti di Scienze e di Matematica – non ci sono gli insegnanti, non si trovano neanche nelle graduatorie”. “Secondo i dati del rapporto Education at a glance 2019 – risponde Marco Giordano – i docenti italiani hanno un orario di lavoro del tutto in linea con quello dei Paesi dell’area OCSE, addirittura maggiore rispetto a molti di essi. Una recente indagine ha dimostrato come il lavoro non riconosciuto dei nostri insegnanti sia almeno il doppio, portando a 36 ore settimanali per almeno 45 settimane il totale effettivo. È ora di finirla con la storiella delle 18 ore e dei tre mesi di vacanza dei docenti”.

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Operativa l’ordinanza che limita gli orari delle sale gioco

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 agosto 2016

slot machinesNapoli. E’ entrata in vigore l’ordinanza sindacale che definisce gli orari di apertura delle sale gioco presenti in città di Napoli.
Il provvedimento era stato sospeso da due differenti ordinanze sindacali in attesa che il Tar si pronunciasse sugli atti normativi del Comune che hanno …limitato fortemente il dilagare delle sale slot in città, Dalla mezzanotte di oggi le sale gioco presenti nel territorio comunale non potranno rimanere aperte oltre le seguenti fasce orarie: dalle ore 9:00 alle ore 12:00 e dalle ore 18:00 alle ore 23:00, festivi compresi. Entro questo orario, il titolare di ogni sala slot potrà scegliere il proprio orario di esercizio, dandone comunicazione allo Sportello Unico Attività Produttive.La stessa ordinanza sancisce anche i limiti dell’orario massimo di funzionamento degli apparecchi tipo videolottery e slot machines collocati negli esercizi pubblici e nei bar. Per questi ultimi gli orari di apertura consentiti sono dalle 9.00 alle 12.00 e dalle ore 18.00 alle ore 20.00, di tutti i giorni, festivi compresi.
Nel commnetare l’evento, il presidente delle Acli dell’area metropolitana di Napoli Gianvincenzo Nicodemo ha espresso soddisfazione: “finalmente – ha dichiarato Nicodemo – vediamo l’entrata in vigore delle ordinanze sindacali, in un quadro complessivo che risulta più solido, da quando il Tar Campania ha giudicato legittimi i provvedimenti attuati dal Comune”. Da oggi in poi, aggiunge Nicodemo, “sarà necessario accertarsi che le regole vengano rispettate: chiediamo al Sindaco De Magistris di definire una unità operativa della polizia locale che verifichi il rispetto della normativa comunale in materia di gioco d’azzardo. Dal canto nostro ci impegneremo nella realizzazione di un controllo popolare diffuso, volto a denunciare le irregolarità, nell’interesse delle comunità in cui i circoli delle Acli sono presenti, nella città di Napoli”

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Puglia: Liberalizzazione orari dei negozi

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 gennaio 2012

E’ di questi giorni la notizia che la regione Puglia impugnera’ davanti alla Corte Costituzionale l’articolo 31 della legge “Salva Italia”, che liberalizza l’orario di apertura degli esercizi commerciali. La vice presidente della Regione, Loredana Capone, e’ convinta che lo Stato abbia legiferato in una materia che e’ non di sua competenza. In ogni caso la convinzione della Capone e’ che un minimo di regole e’ utile per evitare che i grandi centri commerciali fagocitino i piccoli esercizi, soprattutto in quelle realta’ diverse dalle citta’ d’arte. Nemmeno una parola spesa in favore dei consumatori, ossia tutti i cittadini beneficiari di quel provvedimento. La posizione della regione Puglia e’ sbagliata nei fatti e contraddittoria. Errata se si pensa che, tra le altre cose per il gran numero di citta’ d’arte presenti sul territorio pugliese, la disciplina della regolamentazione degli orari produceva gia’ un effetto distorsivo
della concorrenza a vantaggio dei grandi centri commerciali. Non e’ un caso, infatti, che in molte citta’ pugliesi, la grande distribuzione abbia trovato ospitalita’ in queste citta’ il cui status offriva maggiori liberta’ d’apertura. Contraddittoria visto che il presidente Vendola, sul suo profilo facebook, ha dichiarato che e’ un suo obiettivo per il 2012 far diminuire la disoccupazione in Puglia. Singolare che cerchi di ottenere l’eliminazione di un provvedimento che dovrebbe incentivare nuove assunzioni. (Alessandro Gallucci, delegato Aduc-Lecce)

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Lazio: Liberalizzazione orari negozi

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2012

English: Renata Polverini, italian trade union...

Image via Wikipedia

L’Aduc ha rivolto un appello alla presidente della Regione Lazio, Renata Polverini affinche’ non ricorra alla Corte Costituzionale contro la recente legge che liberalizza gli orari degli esercizi commerciali.
La legge, infatti:
* rende un miglior servizio ai consumatori;
* consente ai commercianti di ampliare il proprio fatturato;
* puo’ aumentare il numero di occupati.
Non e’ vero che l’incremento della grande distribuzione comporta una diminuzione dei negozi tradizionali che, invece, nel periodo 2000-2010, sono aumentati del 6,1%. Tra l’altro questa legge non costringe ad aprire per più ore, ma semplicemente lo consente e, semmai, proprio la mancanza di liberta’ per i più piccoli rappresenta una restrizione ai loro danni. La flessibilita’ degli orari e delle paghe e’ un elemento a favore proprio della piccola distribuzione che potra’ assumere ulteriore personale per rispondere alle esigenze del mercato e accrescere il giro di affari. La possibilita’ di acquistare in orari diversi e prolungati offrira’, inoltre, un ulteriore servizio al consumatore, specialmente nelle citta’ a vocazione turistica. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Orari negozi e Primo Maggio

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2010

Un brivido di innovazione sta attraversando lo Stivale in questi giorni: gli orari dei negozi sono un limite al mercato? Cioè imporre la chiusura in determinati giorni fa bene o no all’economia e ai suoi attori? Risposta unanime non c’è. La tendenza generale e’ che i negozi siano chiusi la domenica e le altre feste “comandate” (incluso il Primo Maggio). Una solida alleanza tra sindacati del settore e istituzioni vaticane riesce sempre a prevalere con qualche scappatoia, essenzialmente per le localita’ turistiche ma… il Primo Maggio, come la mettiamo? Il Sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, è stato ingegnoso, trovando il modo, avendone l’occasione, per non scontentare nessuno: nella sua città è in corso la mostra sulla sacra sindone e quindi -dice- chiudere i negozi sarebbe un venir meno di servizi essenziali per tanta gente che affolla la sua citta’ proprio il Primo Maggio. E gli altri? Tra veti e altro, a Firenze gli autobus per la prima volta
circoleranno e i negozi (tranne un improbabile cambio di decisione) faranno quello che vorranno, anche perche’ la notte tra il 30 aprile e il primo maggio sara’ “bianca”, emulando le iniziative romane. Le corporazioni dei commercianti, che si sono sempre battute per l’imposizione degli orari da parte delle amministrazioni (hanno anche vinto un referendum nazionale in passato), sono ora in prima linea perorando l’apertura. Non e’ mai troppo tardi! Ma quanto durera’? La Unicoop fiorentina, che ha fatto bandiera della contrarieta’ alle aperture domenicali in virtu’ di una propria missione etica, ora vuol chiudere il Primo Maggio e tenere aperto il giorno dopo… che e’ domenica.
Tutti dicono e sfanno nel nome del proprio tornaconto dimenticando di considerare il soggetto principale delle loro decisioni, il consumatore. Nessuna novita’. Siamo abituati che nel nostro Paese esistono prima i diritti di tutti gli altri (corporazioni varie, istituzioni, lavoratori, etc.) e, solo per ultimi, quelli del consumatore. Lo diciamo in virtu’ del fatto che tutte queste prese di posizioni e levate di scudi sono capziose e nemiche di un mercato che avrebbe bisogno solo di una cosa, la liberta’. Intorno alla quale ognuno potrebbe/dovrebbe adattarsi e modellarsi. Quando si dice che la nostra economia e’ soffocata e perde colpi, uno dei metodi per lanciarla e’ sicuramente la deregulation degli orari degli esercizi commerciali. Politica che non sarebbe neanche impopolare, ma che i nostri governanti e amministratori tengono ben stretta nelle loro mani erogando dispense col contagocce, perche’ gli consente di manovrare l’economia col consenso e le prebende delle corporazioni commerciali e sindacali. (fonte Aduc)

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Chiusura strutture universitarie

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2009

L’Università degli Studi di Parma comunica che da giovedì 24 dicembre a mercoledì 6 gennaio compresi tutti gli uffici ed edifici dell’Ateneo resteranno chiusi al pubblico, con eccezione di quelli con obbligo di apertura istituzionale, cioè le strutture di assistenza ospedaliera. L’Università di Parma riaprirà regolarmente, osservando i consueti orari di apertura al pubblico, da giovedì 7 gennaio. I termini per immatricolazioni, passaggi e trasferimenti in scadenza nel periodo di chiusura dell’Ateneo sono prorogati a venerdì 8 gennaio 2010.

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Gli orari del Museo Nazionale del Cinema

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2009

Torino via Montebello 22 Il Museo Nazionale del Cinema sarà regolarmente aperto per tutto il mese di agosto, compreso il giorno di Ferragosto (con orario 9-23) e con l’apertura straordinaria di lunedì 17 agosto (con orario 9-20).  Il Museo Nazionale del Cinema aderisce all’iniziativa Ferragosto a Porte Aperte, proponendo l’ingresso ridotto al solo museo a € 5.00 per il 15 agosto.  Fino al 30 agosto 2009 è possibile visitare 2 mostre in contemporanea, comprese nel biglietto d’ingresso del Museo. La cancellata esterna della Mole Antonelliana ospita la mostra C’era una volta. il museo nazionale del cinema a palazzo Chiablese (1958-1984), un omaggio alla prima sede espositiva del Museo del Cinema, comprendente 30 immagini di grande formato che ripercorrono i momenti più significativi della storia del museo fondato da Maria Adriana Prolo.  Con il completamento dei lavori di ristrutturazione di Palazzo Chiablese infatti, voluti dalla Sovrintendenza per i Beni Architettonici del Piemonte in vista dell’ostensione della Sindone del 2010, il Museo Nazionale del Cinema lascia definitivamente la sede storica che l’aveva ospitato per tanti anni (dal 1958 al 1984), mentre le collezioni che vi erano depositate sono state trasferite in un nuovo, adeguato locale. L’Aula del Tempio, cuore del Museo, ospita invece la mostra Cannes cinéma. 50 anni di festival nella collezione traverso, 90 foto di grande formato scattate dalla famiglia di fotografi più famosa sulla Croisette.  Originari di Tenda, la famiglia Traverso arriva a Cannes nel 1850 e dopo la prima guerra mondiale Auguste Traverso decide di trasformare la sua passione per la fotografia in un lavoro vero e proprio. Dal 1946 i Traverso – oltre a documentare la vita della città e i suoi eventi più importanti – diventano i principali testimoni del Festival di Cannes. Le quattro generazioni di fotografi che si sono succedute hanno saputo immortalare divi e divine di ieri e di oggi, in istanti irripetibili sia pubblici che privati.

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