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Istat industria: dati altalenanti, male ordinativi interni, -20,8% dal 2007 al 2017

Posted by fidest press agency su sabato, 31 marzo 2018

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a gennaio il fatturato dell’industria, corretto per gli effetti di calendario, sale su base annua del 5,3%, mentre per gli ordinativi totali l’indice grezzo cresce del 9,6%.”Dati altalenanti. Dopo i risultati eccellenti di dicembre, ora si assiste ad un calo generalizzato su base congiunturale, sia per il fatturato che per gli ordinativi, sia per quelli esteri che per quelli interni. Nulla di buono, insomma, anche se restano molto elevati gli incrementi annui” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Preoccupa, in particolare, il crollo degli ordinativi interni, che rispetto al mese scorso precipitano del 6,4%, attestando così che a dicembre il rialzo era casuale” prosegue Dona.
Secondo lo studio dell’associazione, i dati degli ordinativi di oggi confermano che è la domanda interna il problema delle industrie italiane.
“Fino a che le famiglie italiane non acquistano o acquistano lo stretto necessario, le imprese non vendono. Dal 2007 al 2017, mentre gli ordinativi esteri sono saliti del 10,7%, quelli interni sono crollati del 20,8%. Una sproporzione di 30 punti percentuali di differenza, che dimostra che in questi 10 anni di crisi il problema delle industrie italiane non è stata l’eccessiva tassazione o la competizione con l’estero, ma la domanda interna troppo bassa” conclude Dona.

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Su Istat industria: bene ordinativi interni

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 aprile 2016

istatSecondo i dati resi noti dall’Istat, a febbraio il fatturato dell’industria aumenta dello 0,1% rispetto a gennaio e diminuisce dello 0,2% su base annua (dati corretti per gli effetti di calendario; +2,4% il dato grezzo), mentre gli ordinativi salgono dello 0,7% su base mensile e del 3,8% rispetto a febbraio 2015.
“Una buona notizia il dato degli ordinativi interni, saliti dell’1,6% in un mese e del 5,6% su base annua. E’ indice di una certa ripresa della domanda interna” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Non dobbiamo, però, farci troppe illusioni, specie se guardiamo a quanto manca per tornare ai valori precrisi. Gli ordinativi interni, infatti, dal 2007 al 2015 sono crollati del 24,4%. Inoltre, ogni mese i dati dell’industria fluttuano, passando dal meno al più e viceversa. Valori ancora troppo altalenanti per poter parlare di una vera ripresa. E questo perché la domanda interna, per quanto il rialzo, ancora non decolla. Per questo il Governo farebbe bene a puntare i pochi soldi disponibili sul rilancio dei consumi interni, estendendo, il bonus di 80 euro non solo ai pensionati al minimo, ma anche agli incapienti. L’allargamento della platea, infatti, avrebbe effetti economici più rilevanti rispetto all’innalzamento del bonus da 80 a 100 euro” ha concluso Dona.
Secondo lo studio dell’associazione di consumatori, nel confronto con il 2007 la strada da percorrere per tornare ai valori precrisi è ancora lunghissima. Dal 2007 al 2015 gli ordinativi totali sono calati del 15,6%, -24,4% quelli interni, +0,8% quelli esteri.
Per quanto riguarda il fatturato dell’industria, dati corretti per gli effetti di calendario, dal 2007 al 2015, il fatturato totale è crollato dell’10,8%, -19,3% quello interno. A sostenere le industrie italiane solo il mercato estero: +10,8%.

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