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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘ordine pubblico’

“Pene esemplari per chi ha aggredito militare: Nuove regole per ordine pubblico”

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 febbraio 2018

“Chiediamo che non via sia alcuna tolleranza ma pene esemplari verso i delinquenti dei centri sociali che hanno aggredito a Piacenza un brigadiere dei carabinieri, impegnato a garantire l’ordine pubblico”: è quanto dichiara in una nota Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli di Italia e responsabile Giustizia del partito, esprimendo la totale solidarietà al militare ferito.
“Per fortuna questo clima di impunità terminerà il 5 marzo. Con Fratelli di Italia al governo del Paese le forze dell’ordine, che ogni giorno garantiscono la sicurezza dei cittadini italiani, riacquisteranno dignità e onore, mortificate nei cinque anni dei governi del Pd con la complicità della cultura antimilitarista dei 5 Stelle collusi con i teppisti dei noTav” – spiega Cirielli.
“Con Fdi alla guida del Paese provvederemo a introdurre nuove regole di ingaggio per garantire l’ordine pubblico e tutelare i militari, che ogni giorno rischiano la vita per assicurare la difesa della Patria” conclude il deputato di Fdi. (n.r. Ci risiamo. Qui non si tratta di legiferare inasprimenti delle pene quanto di conferire certezza della pena e di farlo in tempi rapidi. Oggi il malessere dell’opinione pubblica si concentra soprattutto sulla lentezza e la farraginosità della macchina giudiziaria. Se veramente si vuole imprimere una svolta incominciamo con rendere più tempestive le procedure e ad aumentare i luoghi di pena e a diversificarli in lavori socialmente utili per i reati meno gravi)

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Altare della patria: off limits

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 giugno 2010

Roma 2/6/2010. Dichiarazione di Marco Beltrandi, radicale, componente della IV Commissione Difesa della Camera dei Deputati “A Roma per diverse ore sono state oggi impedite  da parte delle forze dell’ordine la libera manifestazione del pensiero e dell’attività politica. Mi riferisco a quanto ho visto con i miei occhi accadere oggi a Piazza Venezia davanti all’Altare della Patria, e che sarà oggetto di interrogazioni parlamentari urgenti. Agenti di Polizia e Carabinieri hanno impedito per oltre due ore e mezza a sette  (tra cui io) dirigenti, parlamentari, attivisti radicali e del Partito dei Militari di srotolare uno striscione davanti all’Altare della Patria in ricordo delle “Vittime del Dovere” caduti in servizio militare. Da notare che non esistevano ragioni di ordine pubblico visto che la parata del 2 giugno era, da tempo, terminata, e visto che i manifestanti avevano soltanto in  mano una bandiera italiana listata a lutto. Da notare altresì che il permesso a questa manifestazione era stato concesso dal Questore da tempo, poi revocato all’ultimo inspiegabilmente senza alcuna ragione ( ordini politici)? Per oltre due ore turisti e cittadini romani hanno assistito ad una scena surreale: un cordone di forze dell’ordine di guardia a sette attivisti non violenti con bandiere, per ore. Non solo: una volta che alle 15.10 gli agenti hanno infine consentito l’esposizione dello striscione, altri agenti hanno con la forza impedito ad alcuni studenti di semplicemente distribuire ai passanti volantini, che peraltro nulla avevano a che vedere né con la politica né con le forze armate. Quando si assiste a questo tipo di episodi si ha un  solo dovere: la denuncia in ogni sede.”

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De Pierro, stop alla ronde e fuori i poliziotti dagli uffici

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2009

Le vibranti polemiche sorte intorno al decreto governativo che istituzionalizza le ronde cittadine non potevano lasciare indifferente l’Italia dei Diritti, il movimento nazionale guidato da Antonello De Pierro, da sempre contrario a questa sorta di “giustizia fai da te” estranea alle forze di polizia, vere e uniche tutrici dell’ordine pubblico. Già in passato il movimento si era occupato del problema sicurezza, chiedendo a gran voce che fossero i poliziotti confinati dietro una scrivania negli uffici a tornare in strada per garantire i diritti e l’incolumità dei cittadini, restituendoli così ai loro oneri e al presidio del territorio, invece di relegarli al comodo ruolo di “impiegati con le stellette”.Di recente nuove segnalazioni private sono pervenute a De Pierro e al suo gruppo. Infatti, sembrerebbe che esistano casi di poliziotti, anche graduati, dislocati negli uffici e mai in servizio operativo che, pur avendo i giusti requisiti e l’idonea preparazione, non svolgono il loro operato in modo attivo. Ma con gli stessi emolumenti. “Purtroppo – dichiara il presidente De Pierro commentando questa situazione – si è andati avanti col provvedimento che legalizza le ronde, nonostante tanti moniti. Questo è un duro colpo inferto alla professionalità e alla dignità delle forze di polizia che hanno il precipuo compito istituzionale di tutelare la sicurezza dei cittadini. E’ chiaro che in tutto ciò si palesa il fallimento dello Stato, per quanto concerne la politica sulla sicurezza, e si cerca di occultare le numerose falle con iniziative clamorose e di impatto. Si tenta di suscitare nella gente la presenza di un pericolo criminale per poi attuare misure di facciata. È una cosa molto pericolosa”, (n.r. De Pierro sembra aver scoperto l’acqua calda. In effetti da anni va avanti questo andazzo. Ne parlammo diffusamente 15 anni fa e continuano a parlarne gli stessi sindacati di polizia. Facemmo anche una proposta per il passaggio dei poliziotti da un ruolo all’altro (nel servizio civile sia del personale degli interni sia in quello della giustizia, pensando ai dattilografi delle procure) ma l’Italia è anche il paese delle tre scimmiette: non sentono, non vedono, non parlano.)

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