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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Posts Tagged ‘ordini professionali’

Ordini professionali ed equo compenso

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

“La legge sull’equo compenso va integrata, estendendola a tutti i potenziali clienti dei professionisti ed introducendo delle sanzioni, compresa la nullità delle nomine, per chiunque non ne rispetti le prescrizioni, e prevedere anche un ripristino dei minimi tariffari, come de facto stabilito recentemente dal Tar delle Marche, onde tutelare la qualità delle prestazioni professionali e proteggere soprattutto i più deboli e giovani Professionisti che sono stati duramente colpiti dalle liberalizzazioni selvagge conseguenti alle cosiddette lenzuolate di Bersani e del Pd”. Lo ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro e coordinatore della Consulta Parlamentari Commercialisti, nel corso di un incontro a Milano con alcuni dei più importanti presidenti degli Ordini Professionali organizzato dal quotidiano economico Italia Oggi.”Provvederemo poi ad elaborare – ha sottolineato De Bertoldi – un disegno di legge per garantire la assicurabilità delle sanzioni dirette in capo ai professionisti, e per eliminare quelle storture sulla responsabilità dolosa dei Revisori nella crisi di impresa, che impedisce di fatto alle società di ottenere la disponibilità di revisori; nella sola Milano ne mancano circa diecimila proprio per la sproporzione nelle misure sanzionatorie”.”Infine – ha concluso De Bertoldi – la Consulta si occuperà della tenuta domestica del Registro Revisori, oggi gestito con mille complicazioni dal Mef, e cercherà di favorire un dialogo più stretto tra i commercialisti e le Istituzioni ai fini di migliorare l’efficienza e l’efficacia delle disposizioni di carattere economico e finanziario”.

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Factory School e borse di studio

Posted by fidest press agency su sabato, 19 novembre 2011

Piazza Maggiore, Bologna, Emilia-Romagna, Ital...

Image via Wikipedia

La scuola di formazione d’eccellenza Factory School ha introdotto una serie di sconti e agevolazioni sociali dedicate a chi ha davvero bisogno dei corsi: studenti e lavoratori, fuori sede, con famiglie numerose o reddito basso.
Tra le agevolazioni, l’introduzione di quattro borse di studio per ciascun corso, che coprono fino all’80% del costo, e forti sconti per chi prenota i corsi in anticipo. Per rendere la formazione accessibile a tutte le categorie sociali, i parametri progettati da Factory School per richiedere le borse di studio sono molti: la fascia di età, con scaglioni dai 18 ai 40 anni, il numero dei familiari a carico, l’aver perso uno o entrambi i genitori e il reddito familiare annuo, con fasce che partono al di sotto dei 12.000 euro e arrivano fino a 30.000. Oltre alla prenotazione anticipata, che permette di risparmiare molto sulla quota d’iscrizione, le agevolazioni comprendono la speciale formula week-end: corsi intensivi da 48 ore da seguire per tre fine settimana consecutivi, e speciali convenzioni con hotel e ristoranti limitrofi alle sedi dei corsi.
Factory School è una scuola di formazione di eccellenza con sedi a Padova, Bologna, Milano e Roma. I corsi sono in linea con le richieste del mercato del lavoro grazie a docenti del settore e competenze sempre aggiornate. L’offerta formativa spazia dal Visual Marketing alla gestione di paghe e contributi e prevede attestato e stage con valore legale, confronto diretto col mondo del lavoro e riconoscimenti di Ordini Professionali.
Romano Boscolo, fondatore di Factory School, ha così commentato l’introduzione delle borse di studio: “Anche nella selezione dei corsisti, Factory School punta all’eccellenza. Per questo abbiamo individuato dei parametri che permettano a tutti di mostrare il proprio talento e far valere se stessi, aldilà delle capacità economiche”.Tutte le informazioni su Factory School e sulle agevolazioni per i prossimi corsi in partenza si trovano su http://www.factoryschool.it

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Manovra: piano liberalizzazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2011

Dopo il taglio ai costi della politica, la riduzione degli sprechi della Pubblica Amministrazione, le misure fiscali e la riduzione del debito pubblico, l’ultimo pilastro della manovra alternativa proposta da Italia dei Valori è un piano di liberalizzazioni. Come ha scritto l’Autorità per la concorrenza “Il rilancio dei processi di liberalizzazione è, dunque,tassello cruciale di una vigorosa politica per la crescita. Tra gli altri interventi che noi proponiamo:
Ordini professionali. Da trasformare in associazioni per la tutela della professione senza obbligo di iscrizione e senza controllo diretto del Ministero Giustizia. Libertà tariffaria. Partendo da notai e giornalisti. L’Italia è il Paese degli ordini e delle corporazioni, con riserve di legge a loro favore, barriere all’entrata, tariffe e protezione del Ministero della Giustizia. La stessa Unione Europea ha da tempo un “dossier” aperto contro l’Italia per la mancanza di concorrenza nelle professioni liberali.
Camere di Commercio. Privatizzazione con adesione volontaria. Pagamento servizi secondo tariffa per le attività obbligatorie per legge come certificati e registro imprese. Tariffe libere per gli altri servizi. Fine dell’obbligo di iscrizione alle Camere di Commercio.
Servizi postali. l’Antitrust ha censurato le scelte sin qui fatte, penalizzanti per il processo di liberalizzazione, in particolare la mancata previsione di misure fondamentali per assicurare la realizzazione di una concorrenza effettiva nel settore.
Trasporto ferroviario passeggeri. Anche nel settore dei trasporti ferroviari le difficoltà incontrate dal processo di liberalizzazione si riverberano in condizioni di offerta ancora insoddisfacenti soprattutto per quanto riguarda la qualità dei servizi.
Gestioni autostradali e servizi aeroportuali. In entrambi casi, si tratta di monopoli naturali per i quali l’unica forma di concorrenza immaginabile è la procedura di gara attraverso la quale selezionare i gestori, sotto il controllo di un organismo tecnicamente qualificato e indipendente.
Servizi bancari e finanziari e assicurativi. Nel settore del credito il processo di modernizzazione iniziato negli anni ’90 con il passaggio da una gestione integralmente pubblicistica al sistema delle fondazioni ha prodotto risultati importanti. In campo assicurativo la crescita dei premi dell’assicurazione auto, ben al di là della media europea, è la migliore dimostrazione dell’assenza di una vera concorrenza, che si potrà conseguire solo rendendo davvero possibile per gli utenti la possibilità di accedere direttamente alle compagnie estere.
La piena circolazione delle quote societarie. Un efficace mercato dei capitali e la sussistenza di condizioni di contendibilità delle imprese rivestono una valenza prioritaria in un’ottica di sviluppo del Paese. E’ fondamentale, dunque, evitare che l’irrigidimento degli assetti proprietari e la loro mancata esposizione a un’aperta concorrenza possano configurare ulteriori ostacoli alla competitività del nostro sistema economico.
La distribuzione dei carburanti. Il settore della distribuzione dei carburanti è caratterizzato, in Italia, da un grado molto elevato di inefficienza: in particolare, il confronto con altri Stati membri mostra il sovradimensionamento di una rete costituita, per la gran parte, da una grande molteplicità di impianti di dimensione molto ridotta. Tale inefficiente struttura distributiva condiziona negativamente la qualità del servizio e il livello dei prezzi del carburante.
L’autotrasporto. Da più di dieci anni a questa parte, lo Stato paga cifre esorbitanti per sostenere il settore dell’Autotrasporto. Solo nel decennio 2000-2009 sono stati spesi 3,5 miliardi di euro in favore della categoria degli autotrasportatori. Ciononostante il settore dell’autotrasporto in Italia continua a rivelarsi molto poco competitivo nell’ambito sistema economico europeo per crescita dimensionale, organizzativa e tecnologica, anche e soprattutto a causa dell’assenza di una strategia complessiva della politica nazionale in materia che dia il quadro di riferimento all’interno del quale si possano individuare finalità, priorità e risorse per il rilancio del settore, con precisi impegni dello Stato e dei diversi livelli di articolazione della Repubblica, al fine di orientare le strategie dei diversi soggetti imprenditoriali coinvolti. Con una Proposta di legge, a mia prima firma, vogliamo offrire un contributo normativo volto a rilanciare concretamente un asset strategico della nostra economia come quello dell’autotrasporto attraverso il perseguimento di alcuni specifici obiettivi, quali, in primo luogo, l’aumento della dimensione aziendale e il superamento del meccanismo basato sui c.d. “costi minimi di esercizio”.

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