Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘orfani’

E’ morto Amos Oz. Siamo orfani

Posted by fidest press agency su sabato, 29 dicembre 2018

Si, siamo orfani. Noi dell’amore della letteratura. Noi dell’amore della cultura universale. Noi dell’amore della comprensione. Noi dell’amore della disponibilità. Noi dell’amore per la politica come servizio. Noi dell’amore del dialogo. Noi dell’amore verso il diverso. Noi dell’amore per l’uguaglianza. Noi dell’amore per la laicità e la religiosità. Noi dell’amore per il mondo. Noi dell’amore.
Sì, siamo orfani. Senza Amos Oz. Il nostro riferimento e il nostro strumento per la vita. Il professore che ha cambiato il nostro modo di leggere, il nostro modo di curiosare nella storia, nella letteratura e nella politica. Amos Oz che ci faceva correre in libreria appena riuscivamo a sapere che c’era una sua novità editoriale, un suo pamphlet, un suo discorso, una sua riflessione. Noi che siamo stati stimolati, per meglio comprenderlo e usarlo, a studiare l’ivrit (la lingua ebraica) ma senza successo. Noi che abbiamo sognato con lui le colline di Israele e le grandi umanità che le solcano, le grandi contraddizioni, i grandi amori, i grandi sogni. Noi oggi siamo orfani. Ce lo aspettavamo. Avevamo sperato che questo momento sarebbe stato molto più in là – Amos Oz aveva “solo” 79 anni – sì da usarlo ancora più a lungo. Ma la speranza è sempre una nostra illusione. Il caso della vita – non se la sarebbe presa Amos Oz, religioso, ebreo – è per l’appunto il caso. Non ci illudiamo.
Per chi non lo conosce o lo conosce poco, possiamo solo dire: “leggete la sua narrativa e i suoi saggi”, è utile. E soprattutto, leggete i tanti che scriveranno di lui e che non lo condividevano: lì capirete come un essere non più in vita è diventato eterno facendosi amare e rispettare dai suoi detrattori in vita. Ma dubitate di chi – tra questi – lo esalterà: Israele e l’ebraismo oggi hanno i limiti che possiamo intuire, anche da una conoscenza e comprensione non-interna e non-credente come la nostra, proprio perchè le politiche, la cultura e l’amore di Amos Oz non sono stati presi nella giusta considerazione. E i limiti di Israele sono quelli di tutto il mondo: Amos Oz è una chiave israelita di comprensione, ma da lì per il mondo intero. Noi abbiamo letto e stiamo rileggendo. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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“Farmaci orfani e SSN: storia di un cirolo virtuoso”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 ottobre 2018

Roma Lunedì 29 ottobre 2018, ore 9,45 – 13 Auditorium Ministero della Salute Lungotevere Ripa,1 Apertura dei lavori sul tema “Le istituzioni interrogano le aziende del farmaco orfano” da parte del Sottosegretario del Ministero della Salute Armando Bartolazzi. Lectio introduttiveProfessor Bruno Dallapiccola – Direttore Scientifico IRCCS Bambino Gesù
Professor Francesco Saverio Mennini – Direttore EEHTA del CEIS, Università Tor Vergata
Modera Ilaria Ciancaleoni Bartoli, direttore Osservatorio Malattie Rare. PARTECIPERANNO:
Sen. Paola Binetti – Membro Commissione Igiene e Sanità, Senato della Repubblica; On. Fabiola Bologna – Membro Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati; Dott. Giovanni Leonardi – DG Ricerca ed innovazione Ministero della Salute*; Dott.ssa Tommasina Iorno – Presidente UNIAMO; On. Paolo Russo – Membro Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati; Dott.ssa Domenica Taruscio – Direttore CNMR, Istituto Superiore di Sanità; Rappresentante MISE – Direzione Generale per la Politica Industriale Ministero Sviluppo Economico Sen. Pierpaolo Sileri – Presidente Commissione Igiene e Sanità; Senato della Repubblica.

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Bambini orfani a causa delle brutali violenze in Myanmar

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 agosto 2018

Un bambino Rohingya su due fuggito in Bangladesh senza i genitori è rimasto orfano a causa delle brutali violenze. Lo afferma una nuova ricerca di Save the Children in occasione del primo anniversario dalla crisi il prossimo 25 agosto.Al momento nel campo di Cox’s Bazar ci sono più di 6.000 bambini Rohingya non accompagnati, che sono senza genitori o adulti di riferimento, dove si trovano ad affrontare gravi conseguenze per la carenza di cibo e sono sempre più esposti al rischio di sfruttamento e abusi. Secondo i dati raccolti, il 70% dei bambini intervistati è stato separato dai genitori o da maggiorenni di riferimento per conseguenza diretta di attacchi violenti, il 63% durante assalti contro i villaggi e il 9% nella fuga verso il Bangladesh. Inoltre, sottolinea Save the Children, il 50% di loro ha dichiarato che i propri genitori (o chi si prendeva cura di loro) sono stati uccisi in questi stessi attacchi, lasciandoli definitivamente orfani dopo aver assistito a scene di violenza inaudita. Save the Children chiede che gli autori di questi attacchi sistematici, spietati e deliberati in Myanmar siano chiamati a rispondere per i loro crimini ai sensi del diritto internazionale, e a tutti i paesi di sostenere con forza le iniziative ONU volte ad assicurare i responsabili alla giustizia.”I nostri dati non possono pretendere di essere rappresentativi di tutti i bambini rifugiati orfani e soli a Cox’s Bazar, ma dipingono comunque il quadro spaventoso di un sanguinoso conflitto in cui i civili sono stati presi di mira e uccisi in massa” afferma Pierce. “Per garantire che le organizzazioni umanitarie possano proseguire a fornire un supporto essenziale a questi bambini, la comunità internazionale dei donatori deve sovvenzionare interamente il piano di risposta congiunta di 950 milioni di dollari per il 2018, finanziato attualmente solo per un terzo. Dobbiamo anche garantire che i bambini rifugiati Rohingya, nonostante la loro condizione di sfollati, possano ricevere un’educazione di qualità ed inclusiva, e sia garantito un supporto psicologico adeguato nei casi di maggiore fragilità.” Save the Children, ha raggiunto oltre 350.000 bambini Rohingya a Cox’s Bazar negli ultimi 12 mesi, compresa una grande maggioranza di coloro che sono rimasti orfani o sono stati separati dai propri genitori, creando circa 100 spazi dedicati per i bambini e le ragazze nei campi profughi Rohingya a Cox’s Bazar, che forniscono a quasi 40.000 bambini uno spazio sicuro per giocare, riprendersi e tornare ad essere bambini, e attraverso programmi di protezione e accesso all’istruzione, di salute e nutrizione, di distribuzione di acqua e cibo, e garantendo servizi igienico-sanitari.
Tra i minori che Save the Children supporta c’è Humaira, 17 anni, fuggita in Bangladesh con alcuni vicini del suo villaggio dopo che i suoi genitori sono stati uccisi davanti ai suoi occhi negli attacchi di agosto dell’anno scorso. L’operatrice, Rashna Sharmin Keya ha raccontato che solo dopo un mese e gli incontri con uno psicologo Humaira è riuscita a parlare della sua storia. Ma, dopo mesi di ricerche, è stato finalmente possibile ricongiungerla con i suoi due fratelli più piccoli. Ora vivono insieme, con la responsabilità del resto della famiglia sulle sue spalle.

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Siamo orfani di qualcosa o di qualcuno?

Posted by fidest press agency su sabato, 23 settembre 2017

beppe_grillo-fonte-wikipediaCerto. Oggi lo siamo di 5stelle, lo siamo dell’immagine virtuale che ci siamo creata del leader carismatico a metà strada dall’uomo pacato e saggio mediatore tra le opposte fazioni e il decisionista che possa traghettarci verso il nuovo e il diverso senza tentennamenti di sorta.
Il movimento Cinque stelle è sembrato un amore a prima vista che ti travolge e ti acceca, ma che è incapace di reggere nel tempo la sua spinta propulsiva senza tuffarsi nella mediocrità. Lo è perché, come nelle improvvise fiammate, il fuoco è fatuo. E’ di breve durata e non fa in tempo a scaldarti prima di spegnersi del tutto.
Eppure matura in noi una speranza mai doma di trovare in politica chi saprà non deluderci. Ma, mi chiedo, chi veramente sarà capace di fare la differenza nel nostro modello ideale di animale politico? Se dobbiamo pensare a costruire senza nel frattempo tramare per demolire mentre edifichiamo dobbiamo renderci conto che così operando facciamo solo dell’autolesionismo. Se la politica, d’altra parte, è fatta di uomini e donne dobbiamo anche pensare che questo rapporto si solidifica se a guidarli vi è una ideologia fondata sui valori. Ed è proprio questa la differenza che ci aspettiamo da chi si accinge a dare un anima alla politica e a trasfonderle il messaggio. E’ un’impresa che ci appare ovvia, ma non lo è nei fatti perché l’insegnamento che proviene dall’esterno è mal indirizzato. Esaltiamo ciò che ci offre l’avere e respingiamo l’essere. Siamo votati ai facili guadagni e alle sirene del profitto, costi quel che costi, e dimentichiamo tutto il resto salvo poi pretenderlo dagli altri. E il politico non è da meno di noi. (Riccardo Alfonso)

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Orfani di femminicidio

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 febbraio 2017

regione piemonteTorino. «Non possiamo e non dobbiamo dimenticarci degli orfani delle vittime di femminicidio. Anche loro sono vittime perché perdono, in modo differente, entrambi i genitori e le istituzioni devono stare loro vicino. I modi per farlo ci sono» – così Monica Cerutti, assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte, ha annunciato che porrà il tema sul tavolo della Cabina di regia nazionale contro la violenza sulle donne.
La soluzione che prospetta l’assessora regionale Monica Cerutti è quella di intervenire sul Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere: «Ci sono due strade da percorrere: ampliare la banca dati che è prevista tra gli obiettivi del piano implementandola con le informazioni relative a quelli che vengono definiti “orfani speciali”; prevedere l’istituzione di un fondo esclusivamente dedicato ai figli e alle figlie delle vittime di femminicidio. Mi impegno a presentare queste due proposte alla prossima seduta della Cabina di regia nazionale contro la violenza sulle donne».
«I dati a nostra disposizione dicono che negli ultimi dieci anni i femminicidi avrebbero prodotto ben 1.600 orfani. L’implementazione della banca dati ci permetterebbe di avere un monitoraggio puntuale della situazione in modo da agire a livello legislativo, anche con l’istituzione del Fondo loro dedicato. Come Regione Piemonte sensibilizzeremo le realtà locali nel sostegno ai figli e alle figlie delle vittime di femminicidio, sapendo che molti interventi sono già in campo» – ha concluso Monica Cerutti, assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte.

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Farmaci Orfani e Biofarmaceutica

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 aprile 2010

Londra. Il processo di risanamento economico è stato particolarmente difficile per l’industria farmaceutica. La crescita di questa industria e della ricerca farmaceutica sono state rallentate da fattori quali la scadenza dei brevetti, la mancanza di nuovi farmaci nella catena dello sviluppo e le linee guida per l’approvazione dei farmaci divenute sempre piu’ restrittive. A cio’ si aggiunge anche il rischio degli investimenti nelle nuove molecole e terapie, creando un clima difficile per l’industria. In questo contesto, una nuova fonte di opportunita’ e’ rappresentata dai farmaci orfani. Questi nuovi modelli di business permettono alle aziende farmaceutiche di sviluppare un approccio integrato alle soluzioni per la salute, consentendo lo sviluppo di nuove aree per la terapeutica, la diagnosi, il trattamento, il monitoraggio e il supporto del paziente. I farmaci orfani sono un’attraente alternativa che consente alle aziende farmaceutiche di ridurre l’impatto causato dalla perdita di ricavi dovuto alla scadenza dei farmaci ‘blockbuster’. I test clinici per i farmaci orfani sono eseguiti con molta efficienza, anche di costi, data la presenza di piccoli gruppi di pazienti. Un’altra ragione che offre un maggiore interesse per le società farmaceutiche e’ la presenza di incentivi allo sviluppo di nuovi farmaci orfani offerti dai governi e il supporto della EU e dell’FDA per protocolli speciali. Le società farmaceutiche e biotecnologiche stanno inoltre unendo le proprie forze in associazioni per il licensing dei farmaci teso al mantenimento dei ricavi.  Queste collaborazioni riducono il costo dello sviluppo e della commercializzazione dei farmaci orfani. Una collaborazione bilanciata e forte giochera’ a favore sia delle societa’ farmaceutiche sia di quelle biotecnologiche.
Frost & Sullivan, la Growth Partnership Company, lavora in stretta collaborazione con i propri clienti per aiutarli ad accelerare la loro crescita e a raggiungere risultati di rilievo in termini di crescita, innovazione e leadership di mercato. http://www.frost.com

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Haiti: Indegno mercato dei bambini

Posted by fidest press agency su domenica, 24 gennaio 2010

La notizia appena giunta dall’UNICEF Haiti in merito alla sparizione di 15 bambini dagli ospedali dopo il sisma conferma la nostra preoccupazione in merito alla situazione dell’infanzia nel paese”.  “I bambini sono una preda allettante per i trafficanti, lo abbiamo detto nei giorni scorsi e lo ha ribadito anche il nostro rappresentante Guido Cornale sollevando la questione anche nelle riunioni giornaliere con il primo ministro haitiano. Occorre quindi procedere in questa prima fase di emergenza al compimento di tutte le procedure necessarie al ricongiungimento familiare, alla registrazione, alla protezione dei bambini non accompagnati, separati o orfani”. “Rivolgo un appello al Governo Italiano di tenere alta l’attenzione su questi fenomeni specie dopo la decisione del Consiglio dei Ministri di oggi di individuare una corsia preferenziale per le eventuali richieste di adozione di bambini haitiani e di attenersi alle norme internazionali se non vogliamo che la situazione degeneri in un indegno mercato dei bambini”.  Per l’emergenza terremoto Haiti si possono effettuare donazioni all’UNICEF: tramite: c/c postale 745.000, causale: ‘Emergenza Haiti’;  carta di credito online su http://www.unicef.it/haiti, oppure chiamando il numero verde UNICEF 800745000; cc bancario Banca Etica IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051”;  i comitati locali dell’UNICEF presenti in tutta Italia (elenco sul sito-web http://www.unicef.it).

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La coscienza cristiana felice

Posted by fidest press agency su domenica, 17 gennaio 2010

Lettera al direttore. Da La Stampa (15 genanio): “Sono almeno due milioni i bambini e gli adolescenti colpiti in diverso modo dal terremoto di Haiti. La stima è di Save the Children che spiega: molti di loro sono diventati orfani o sono stati feriti. Hanno bisogno di essere accuditi in fretta. Migliaia non hanno più notizie della loro famiglia e dei loro amici. Ormai non possono contare che su se stessi per sopravvivere”. A notizie come queste, ed alle altre tragiche comunicazioni, assieme alle immagini terrificanti che ci giungono continuamente da Haiti; nonché a tutte le notizie tristi di ciò che succede in questo povero mondo, vorrei accostare le parole che suonano quasi frivole, direi, del teologo Vito Mancuso, il quale scriveva qualche giorno fa su La Repubblica (12 gennaio): “La coscienza cristiana troppo spesso appare come una coscienza infelice…Da dove nascono invece quell’essere lieti in profondità, quella gioia inestirpabile verso la vita, quella quiete dello spirito…Nascono dal sapere di essere a casa in questo mondo di Dio, dal senso di intima comunione con l’essere e con la natura che portò Francesco d’Assisi a scrivere il Cantico delle creature”. Beato lei, Vito Mancuso, teologo dalla coscienza cristiana felice! (Renato Pierri)

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Un privilegiato dalla Madonna

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2009

Lettera al direttore. Caro direttore, riporto un brano di un libro esposto in questi giorni in tutte le librerie, intitolato: “A un passo dal baratro”, scritto da Paolo Brosio. Ecco: “Sotto la Croce di Gesù ho iniziato un colloquio come se il Figlio di Dio fosse davanti a me e mi parlasse. «Signore mio» ho detto rivolgendomi a Lui «per ringraziare tua Madre che mi ha strappato dalla disperazione e dal dolore, vorrei sdebitarmi, aiutando quelle sante suorine di Citluk, gli orfani e gli anziani. Ti prometto che per il prossimo mese mariano (maggio 2009) tornerò qui e porterò a quei piccoli 70.000 euro». Subito dopo mi sono reso conto che la cifra forse era troppo alta. Allora, preso dall’angoscia, ho continuato dicendo che avrei fatto di tutto per arrivare a una somma consistente di almeno 40.000 euro, con l’obiettivo di proseguire la raccolta sino a 70.000. Poco per volta. Cena dopo cena, incontro dopo incontro. Ormai avevo preso l’impegno davanti alla croce e non mi potevo più tirare indietro.” (pagg. 142 – 143). Evito di fare commenti. Solo una riflessione. Che effetto potrà avere un libro del genere su una mamma che ha pregato e supplicato tutti i santi e la Madonna di Medjugorje (avrebbe salvato Brosio dal baratro), e magari anche la Madonna di Lourdes, e quella di Pompei, e quella di Fátima; una mamma che si è rivolta infine anche direttamente al Padre misericordioso, e che nel baratro ha visto morire un figlio per il quale avrebbe dato la vita? Ne dedurrà che Brosio è un privilegiato dalla Madonna? (Francesca Ribeiro)

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