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Posts Tagged ‘organico’

Scuola: Organico Covid docenti e Ata

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 settembre 2021

Allungare dal 31 dicembre alla fine dell’anno scolastico i contratti di supplenza degli oltre 40 mila docenti e Ata che rientrano nell’organico Covid. Ed utilizzare questo personale per lo sdoppiamento delle classi. Sono le richieste contenute nell’ordine del giorno approvato stamane dal Governo, su proposta dall’on. Vittoria Casa, presidente della Commissione Cultura alla Camera. Anief esprime apprezzamento per la posizione presa dal Governo sull’iniziativa dell’on. Vittoria Casa: il sindacato ha infatti chiesto da tempo i motivi della limitazione fino al 30 dicembre prossimo dei contratti dei docenti e Ata Covid, prevista dal Decreto Legge 73/2021, il Sostegni bis convertito in Legge 23 luglio 2021, n. 106, con “Misure urgenti connesse all’emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali”. Rimane tuttavia da comprendere come si possano sdoppiare oltre l’80% delle 366mila classi italiane con soli 20mila insegnanti aggiuntivi. Dispensa soddisfazione l’on. grillina Vittoria Casa, dopo il via libera da parte del Governo Draghi sull’Ordine del giorno riguardante l’organico Covid. “Ad oggi l’utilizzo di personale aggiuntivo è previsto fino al 31 dicembre – ha commentato la stessa deputata pentastellata – ed è finalizzato al solo recupero degli apprendimenti. Occorre dunque garantire l’organico necessario fino alla fine dell’anno scolastico e usarlo per lo sdoppiamento delle classi là dove è opportuno”. L’approvazione del testo, ha detto ancora l’on. Vittoria Casa cade “a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico” e vuole quindi “essere anche un segnale di stabilità e serenità per tutto il mondo scolastico”, conclude Vittoria Casa. Anief apprezza senz’altro l’iniziativa politica avviata oggi a Montecitorio, ma rimane convinta che occorra passare ai fatti con estrema celerità. E che bisogna andare molto oltre. “Va benissimo allungare i contratti dei lavoratori Covid, che andrebbero assorbiti nell’organico di diritto, ma nello stesso tempo – dice Marcello Pacifico, presidente Anief – diventa sempre più fondamentale aumentare il distanziamento sociale, adottando quanto previsto dal 1975, quindi 1,80-1,90 metri quadrati ad alunno, così come plessi scolastici, aule ed organici. Tutto questo non è stato fatto, considerando che sono state pure confermate le classi pollaio con più di 28 alunni. Di questo passo, il ritorno in quarantena e alla dad è scontato”.

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Nel pubblico impiego i vuoti di organico non si risolvono col precariato di massa

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 luglio 2021

Lo abbiamo detto per anni nell’indifferenza quasi generale: la pubblica amministrazione italiana è pesantemente sottorganico e il settore delle Funzioni Centrali (Ministeri, Agenzie Fiscali, Enti pubblici non economici) è quello che sta decisamente peggio. Adesso pare che se ne stiano accorgendo in tanti: politici, studiosi, giornalisti ed esperti di ogni sorta.Come mai si sono svegliati? Perché i dati sugli organici delle pubbliche amministrazioni diffusi dalla Ragioneria Generale dello Stato sono estremamente preoccupanti e perché col Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) i Ministeri sono chiamati a svolgere un’imponente mole di lavoro. Ma il personale manca e continuerà a mancare sempre di più.Per comprendere lo svuotamento prossimo venturo delle amministrazioni pubbliche basta ragionare sul dato anagrafico. Circa il 70% dei dipendenti delle Funzioni Centrali ha più di 50 anni e circa il 30% ne ha più di 60. Per capire la vera entità del disastro bisogna guardare a quello che succederà da qui ai prossimi 3-5 anni. Saranno gli anni del PNRR e gli anni in cui quasi metà dei dipendenti attualmente in servizio nei Ministeri andrà in pensione. Senza scivoli e senza quota 100. Solo per raggiungimento dei requisiti Fornero.Panico nel governo e nelle redazioni dei giornali: bisogna correre ai ripari, sennò finisce che perdiamo i soldi dell’Europa. E in questi giorni abbiamo assistito a una specie di gara a chi la sparava più grossa sul numero dei pubblici dipendenti da assumere nel prossimo triennio/quinquennio: 300mila, 500mila, oltre 740mila. Questo gioco al rilancio ci sembra eviti la domanda chiave: quali scelte stiamo facendo oggi per il futuro del lavoro pubblico? A leggere il PNRR e i primi provvedimenti governativi per il potenziamento della Pubblica Amministrazione non c’è da essere ottimisti. Il turn over non porterà a una sostituzione di lavoro di pari qualità anche perché la maggior parte delle nuove figure professionali avrà un contratto di lavoro a tempo determinato.Lo svuotamento della Pubblica Amministrazione, di fronte al quale oggi molti si stracciano le vesti, è frutto di una precisa strategia di pianificazione politico-economica portata avanti per oltre due decenni da governi di tutti i colori.Eppure qualcuno si illude che la soluzione al deserto di risorse umane e di professionalità sia quella di riempire le strutture pubbliche di migliaia di dipendenti a termine da collocare negli snodi essenziali per la riuscita del PNRR. Professionisti usa e getta per rilanciare il Paese, ma potenzialmente succubi di mille condizionamenti a causa della loro posizione di debolezza nei meccanismi della macchina amministrativa.Non ci piace il precariato. Non ci piace in generale, ma nella Pubblica Amministrazione lo consideriamo addirittura aberrante, contrario agli interessi di buon andamento ed efficienza dell’azione amministrativa. Questo è il grande tema di politica sindacale da mettere al centro del dibattito.E bisogna anche cominciare a parlare del pericolo enorme che la precarizzazione del lavoro comporta per il sindacato in termini di messa in discussione del proprio ruolo. Un ruolo che non deriva da concessioni politiche, ma da una rappresentatività reale, misurata e certificata. Al contrario, la precarietà delle condizioni di lavoro favorisce la dispersione e la frammentazione delle rappresentanze: fenomeno ben noto nel lavoro privato e che va di pari passo con la frammentazione degli interessi e delle rivendicazioni dei lavoratori assunti con tipologie diverse, spesso in reciproca competizione. Il gioco è sottile, ma duro. Dev’essere chiaro a tutti che noi non abbiamo alcuna intenzione di abbandonare gli spazi di rappresentatività conquistati negli anni a prezzo di dure lotte. Se questo è l’obiettivo occulto dei sostenitori della precarizzazione massiccia nel settore pubblico, è bene che sappiano sin da subito che hanno sbagliato i loro calcoli. Sandro Colombi, Segretario generale UILPA

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Riciclo dell’organico e del compost in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 giugno 2021

Il settore del riciclo dell’organico è sempre più strategico sia per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dall’Europa volti alla transizione al modello di economia circolare sia per il percorso verso la decarbonizzazione del nostro paese.Parte da questa premessa il libro “BIOWASTE tra Ripresa e Resilienza” a cura di Massimo Centemero, Agronomo e Direttore del Consorzio Italiano Compostatori (CIC) con la collaborazione di Elisabetta Bottazzoli, esperta di Sostenibilità ed Economia Circolare. Edito da Edizioni Ambiente, il libro è la seconda edizione della collana Organic Biorecycling ed è disponibile nelle librerie fisiche e digitali.Basti pensare, come sottolineato dal Rapporto annuale del Consorzio Italiano Compostatori ripreso all’interno del libro, che in Italia il compost ha superato la produzione di due milioni di tonnellate l’anno: “Sia il compost che il digestato dal 2022 potranno essere liberamente commercializzati tra gli stati membri europei in virtù dello status di End of Waste (rifiuto cessato) a seguito dell’adozione del Regolamento Fertilizzanti”, spiega Centemero. “A questi si aggiunge il biometano che, prodotto soprattutto dagli impianti che trattano il rifiuto organico proveniente dalle nostre raccolte differenziate, sta procedendo verso quote che si avvicinano ai duecento milioni di metri cubi l’anno”. Numeri che pongono l’Italia in una posizione di forte vantaggio rispetto ad altri stati membri europei che, per posizione geografica, abitanti, reddito pro capite e stili di vita, si avvicinano al nostro Paese e con i quali ci confrontiamo tutti i giorni, come ad esempio Francia, Spagna e Germania.Ora, a seguito del recepimento delle direttive e dell’adozione dei regolamenti europei, il CIC sottolinea anche nel libro la necessità di avere politiche a sostegno della produzione di fertilizzanti organici, con cui contrastare i cambiamenti climatici e mantenere la fertilità dei suoli, e di biometano che, dopo l’iniziale fase di supporto economico generato dalla riduzione dei carburanti di origine fossile (che, quindi, non genera sovraccosti per la bolletta dei cittadini), necessita di una proroga alla luce dei nuovi target obiettivo di produzione di carburanti avanzati.In questo scenario, il libro “BIOWASTE tra Ripresa e Resilienza” illustra le conclusioni di una ricerca condotta da Prometeia e CIC sulle ricadute economiche e occupazionali del settore dell’organico, e sul contributo che quest’ultimo può dare ai percorsi di mitigazione ai cambiamenti climatici.Spazio inoltre alle esperienze del Consorzio Italiano Compostatori e alle proposte per migliorare l’efficienza e la qualità del riciclo dei rifiuti organici, dai singoli cittadini fino ai sistemi di raccolta e agli impianti industriali, con un’attenzione particolare agli sviluppi e alle innovazioni possibili.Numerosi infine esperti e rappresentanti del settore, studiosi e giornalisti che hanno offerto il loro contributo per il libro “BIOWASTE tra Ripresa e Resilienza”: Arianna Lovera (Senior Programme Officer presso il Forum per la Finanza Sostenibile); Lorenzo Forni (Segretario nazionale Prometeia); Michele Burattoni e Michele Catalano (Senior specialist di Prometeia); Mario Bonaccorso (Direttore tecnico Cluster Spring per la chimica verde); Annalisa Corrado (Responsabile attività tecniche del Kyoto Club, co-ideatrice e coordinatrice del progetto GreenHeroes); Giulia Lucertini (ricercatrice e docente a contratto in pianificazione e valutazione del territorio all’Università Iuav di Venezia); Francesco Musco (Professore ordinario di pianificazione urbanistica e delegato del Rettore alla ricerca all’Università Iuav di Venezia); Luca Montanarella (Commissione europea, Joint Research Centre); Letizia Palmisano (Giornalista ambientale); Gianni Silvestrini (Direttore scientifico di Kyoto Club e KeyEnergy); Luca Zorloni (Responsabile economia e attualità di WIRED); Flavio Bizzoni (Presidente del CIC); Matteo Nardi (Giornalista ambientale).Questa edizione contiene anche la “testimonianza” di Lella Miccolis che descrive la propria esperienza di donna, imprenditrice del settore e in territorio del sud Italia, tanto carente di infrastrutture produttive anche nel settore del compostaggio.Tutti gli autori hanno collaborato pro bono alla realizzazione del libro, di cui parte dei proventi della vendite sono stati devoluti all’Associazione Pane Quotidiano, un’organizzazione laica, apolitica e no profit, fondata a Milano nel 1898 il cui obiettivo è quello di assicurare, ogni giorno e gratuitamente, generi alimentari di prima necessità a chi ne ha bisogno.

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Dotazioni organiche del personale docente per l’anno scolastico 2021/22

Posted by fidest press agency su domenica, 25 aprile 2021

“A settembre saremo ancora e purtroppo in periodo di emergenza Covid – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – e dopo proclami per abbattere le classi pollaio, ci si permette di formare classi di 31 alunni con buona pace della sicurezza”. La nota ribadisce l’impossibilità di sdoppiare le classi dopo il 31 agosto, anche per quelle che avranno un incremento di alunni nel caso di debiti non recuperati. Lo possono fare solo se si supera il numero di 31 unità e nei limiti dell’organico dell’autonomia già assegnato all’istituzione scolastica.Inoltre i posti del potenziamento, confluiti senza specificazione nell’organico dell’autonomia dell’istituto, possono essere utilizzati per la copertura degli insegnamenti curricolari per completare singoli spezzoni abbinabili della medesima classe di concorso presenti nella stessa autonomia scolastica. Ciò che non è stato specificato è l’obbligo per il dirigente scolastico di chiamare comunque i supplenti sullo spezzone ed eventualmente utilizzarlo sul potenziamento.“L’organico di potenziamento deve essere usato principalmente per rafforzare l’offerta formativa – commenta Giuseppe Faraci, Segretario Generale Anief – e poi per altri scopi. Ora invece si permette al docente di potenziamento di coprire insegnamenti curricolari con la concreta possibilità di perdita di ore per supplenti”.Nel prosieguo della riunione si è posto nuovamente la questione degli scorrimenti delle immissioni in ruolo sull’organico 2020/21 già affrontato nel precedente incontro e sulla necessità di assumere nuovi dirigenti scolastici e Dsga per coprire quelle scuole con un numero di alunni compreso tra i 500 e 600 (tra i 300 e 400 nei comuni montani come previsto dall’ultima Legge di Bilancio) per rispondere alle necessità che tale rimodulazione vuole perseguire: gestire la pandemia con un Dirigente Scolastico titolare e non in reggenza e dare un segnale forte di presenza delle istituzioni in quelle zone disagiate.“Anche se non riguardavano la bozza sulla circolare degli organici 2021/22 – conclude Stefano Cavallini, Segretario Generale Anief – il dimensionamento scolastico e le immissioni in ruolo del 2020/21 condizionano fortemente l’organico dell’anno prossimo e non potevamo, come sindacato attento alle problematiche della scuola, non affrontare questi temi”.

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Scuola: Collaboratori scolastici su organico Covid

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 aprile 2021

Con la ripresa delle attività, dopo la Pasqua, emerge il problema degli incarichi conferiti al personale Ata individuato a seguito della creazione dell’organico di emergenza Covid, in particolare dei collaboratori scolastici che operano nelle scuole dell’infanzia: le scadenze contrattuali stipulate con migliaia di questi lavoratori precari, infatti, sono precedenti al termine delle lezioni, fissato per legge al 30 giugno. Anief chiede pertanto di rivedere le posizioni contrattuali dei collaboratori scolastici che hanno un contratto al 10 giugno 2021 e di provvedere a una proroga che coincida con il termine delle attività formative. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “oltre a ledere il diritto del lavoro di molte persone che lavorano nella scuola l’attuale scadenza è penalizzante per i piccoli alunni e per personale docente che altrimenti sarebbe costretto a fare a meno a dei lavoratori Ata collocati nel proprio plesso proprio per meglio fronteggiare l’emergenza pandemica”.È necessario prorogare il termine della scadenza dei contratti dei collaboratori scolastici nominati con supplenza annuale su organico Covid. La corretta interpretazione è presente anche nel Decreto legge 19 maggio 2020 n. 34, convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 e, in particolare negli articoli 231-bis e 235 che nella scuola dell’infanzia fissa il termine contrattuale al termine delle lezioni. Ma ciò è stato disatteso, perché si è evidentemente preso in considerazione, quale termine delle lezioni, il calendario regionale previsto per tutti gli altri ordini e gradi d’istruzione, dimenticando che le lezioni nella scuola dell’infanzia cessano il 30 giugno. Secondo il sindacato Anief, l’interpretazione del Decreto è del tutto illegittima, in quanto la norma che istituisce l’organico di emergenza (DL 34/2020 art. 231-bis), l’OM n. 83 del 5 agosto 2020, ma anche la circolare annuale delle supplenze (la nota 26841 del 5/9/2020), affermano espressamente che i contratti hanno durata “fino al termine delle lezioni”, data che nella scuola dell’Infanzia è fissata al 30 giugno 2021.

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Docenti: confermato l’organico 2020/21

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 marzo 2021

Al quale si aggiungono 5mila posti di sostegno e mille di potenziamento per la scuola dell’infanzia. Anche sul sostegno, i 5mila posti in più sono una goccia nell’oceano, anche il prossimo anno scolastico verranno chiamati circa 100mila supplenti su posti di sostegno in deroga. Grande assente nella bozza di decreto l’organico “Covid”, ovvero quei 25mila docenti destinati a garantire una migliore gestione dei gruppi classe previsti dal legislatore e attivati nel corso di quest’anno scolastico, a seguito dell’emergenza sanitaria. Attivazione che per Anief risulta necessaria anche per l’a.s. 2021/22 poiché, nonostante già a settembre il governo preveda di raggiungere l’obiettivo dell’80% degli italiani vaccinati, è verosimile che la pandemia ci coinvolgerà ancora per almeno un altro anno. In merito all’assegnazione degli organici, secondo Anief non basta dare organici uguali in tutta Italia dal momento che il territorio è caratterizzato da aree con un alto tasso di dispersione scolastica, aree isolate e zone che vedono un alto tasso di immigrazione o emigrazione. Stabilito l’organico si denuncia dunque, adesso e ancora una volta, la necessità di coprire con personale di ruolo tutti i posti attualmente disponibili e vacanti. Si proceda immediatamente alla stabilizzazione di tutti i precari con concorsi riservati per titoli e con un esame finale a conclusione dell’anno di formazione e prova.

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Scuola: I mille assistenti tecnici informatici assunti per il Covid entrano nell’organico di diritto

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

Trova spazio nel Disegno di Legge di Bilancio 2021 – che ha avuto il via libera dal Governo ed è ora all’esame della Camera – la proroga al 30 giugno dei mille assistenti tecnici assunti in sovrannumero nelle scuole del primo ciclo per affrontare l’emergenza Covid19: il provvedimento prevede anche la trasformazione di tali posti dall’organico straordinario all’organico strutturale. Inoltre, è questa la novità di maggiore rilievo, il Governo ha introdotto anche in maniera stabile la figura del tecnico nelle scuole del primo ciclo, con assunzioni a tempo indeterminato dal 2021 pure in questo grado scolastico. C’è anche la novità assoluta dell’inserimento in organico di 1.000 assistenti tecnici nelle scuole del primo ciclo nel Disegno di Legge di Bilancio 2021 in fase di esame in Parlamento, dopo il sì del Consiglio dei ministri. Tale decisione è stata messa in evidenza dalla viceministra Anna Ascani (Pd): “Sul Piano Nazionale Scuola Digitale assegniamo 1.000 euro a scuola, oltre 8 milioni all’anno, per le azioni degli animatori digitali e proroghiamo al 30 giugno i contratti in essere degli assistenti tecnici del primo ciclo. Dall’anno scolastico 2021/2022 il contingente dei 1000 assistenti tecnici entrerà a regime nelle scuole del primo ciclo, una vera innovazione”, ha sottolineato la viceministra. Si ricorda che la figura dell’assistente tecnico non è stata prevista negli Istituti Comprensivi: fino ad oggi le scuole del primo ciclo si sono dovute avvalere del supporto e delle consulenze informatiche di esperti estranei all’amministrazione con contratti di prestazione occasionale, peraltro dispendiosi per la pubblica amministrazione. Su questo aspetto, Anief ha ribadito più volte anche durante gli incontri con l’Aran che, soprattutto per alcuni profili, vi è una corretta corrispondenza con le effettive esigenze delle nostre scuole: l’assistente tecnico di area Informatica (AR02) è infatti una figura fondamentale che deve essere introdotta definitivamente negli organici di tutti gli Istituti di qualsiasi ordine e grado.

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L’organico aggiuntivo Covid non potrà più essere licenziato in caso di lockdown

Posted by fidest press agency su martedì, 6 ottobre 2020

La notizia dell’approvazione del testo emendato, riportata dalla stampa specializzata Orizzonte Scuola, viene accolta positivamente dal sindacato Anief, che sin dall’inizio si è sempre battuto affinché questo sistema non portasse a ulteriore precariato e assenza di diritti. Il Decreto Rilancio del 19 maggio 2020 convertito con modificazioni dalla Legge 77 del 17 luglio 2020, art. 231 bis, aveva istituto l’organico Covid o organico di emergenza, ovvero posti aggiuntivi di personale docente e Ata che si sommano alle dotazioni organiche ordinarie. Infatti, “durante l’esame del provvedimento presso la commissione Bilancio al Senato del decreto Agosto è stato approvato un emendamento, come prima firmataria la senatrice Loredana De Petris (LEU) che elimina la possibilità che ci sia il licenziamento di questo personale in caso di sospensione delle attività scolastiche in presenza”. Adesso “il testo del Decreto Agosto approderà in aula al Senato nel pomeriggio e verosimilmente sarà approvato tramite voto di fiducia”.

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Organico Covid ridotto presto alle scuole

Posted by fidest press agency su domenica, 6 settembre 2020

Anief: bisogna cambiare la norma e inserirlo nell’organico di diritto. “Dopo dodici anni di tagli, finalmente la ministra Lucia Azzolina convince il Governo sulla necessità di ripristinare i posti tagliati. È vero, soltanto per l’emergenza, ma ora bisogna puntare a reinserirli a regime perché quando si taglia nella scuola si uccide il futuro del Paese”, dichiara Pacifico, presidente Anief. Il ministro dell’Istruzione, assieme a quello del Mef, ha firmato il “Decreto recante la ripartizione delle risorse da destinare alle misure per la ripresa dell’attività didattica in presenza nell’anno scolastico 2020/2021 nel rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, di cui all’articolo 32 del decreto-legge 14agosto 2020, n. 104”: si tratta di un provvedimento che autorizza ulteriori risorse economiche per la ripresa dell’anno scolastico 2020/21: 920 milioni di euro totali (“368 milioni di euro nell’anno 2020 e a 552 milioni di euro nell’anno 2021”). Scorrendo anche la Relazione illustrativa allegata, si scopre che con questa seconda tranche, dopo avere sottratto il 10 per cento per finanziare le supplenze brevi, porterà solo 27 mila insegnanti per tutti gli ordini scolastici e 10 mila Ata aggiuntivi: se si considarando anche i fondi previsti per lo stesso scopo dal Decreto Rilancio – 977,6 milioni di euro con gli articoli 231- bis e 235 del decreto-legge n. 34 del 2020, che corrispondono ad altri 29 mila insegnanti e 10 mila Ata, il numero complessivo di unità aggiuntive si ferma a 56 mila docenti e 20 mila amministrativi, tecnici e ausiliari complessivi. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, commenta: “La situazione che si sta delineando ci obbliga alla scelta riflessione di trasformare questo organico in posti per i ruoli dopo anni di tagli selvaggi. La scuola ha perso in dodici anni quasi 250 mila posti, 15 mila plessi, 4 mila sedi di presidenza e Dsga. È arrivato il momento di invertire la rotta ma non solo per quest’anno scolastico. L’emergenza Covid-19 ha fatto riflettere la politica. Ora è il momento di investire e non di licenziare i futuri assunti in caso di nuove chiusure”. Sono arrivo alcine decine di migliaia di docenti per affrontare il ritorno alle lezioni in presenza. “Chiederemo un emendamento al decreto ‘agostano, in tal senso, per predisporre così la riapertura delle scuole a settembre in maggiore sicurezza e per migliorare i risultati degli apprendimenti. Sul precariato rimane aperta la necessità di stabilizzare o indire concorsi straordinari per i docenti diplomati magistrale, maestri della scuola dell’infanzie e primaria, gli insegnanti tecnico-pratici e di religione cattolica, i facenti funzione Dsga. Siamo pronti a una nuova battaglia in Senato appena a settembre partirà l’esame del decreto agostano 104”. Lo Stato stanzia ulteriori soldi per creare organico aggiuntivo nella scuola, ma non basta. Come chiarisce Orizzonte Scuola, i fondi stanziati riguardano 400 milioni nell’anno solare 2020 e 600 milioni nell’anno solare 2021 variamente ripartiti: una quota di tali fondi (80 mln tra il 2020 e il 2021) è destinata alle “Misure per l’edilizia scolastica e per i patti di comunità” al fine di coprire i costi legati all’affitto dei locali esterni agli istituti e legati al distanziamento fisico; una quota minuta (5mln tra il 2020 e il 2021) è destinata al personale ed agli uffici scolastici (0,2 mln) che nei mesi di agosto e settembre 2020 consentono e consentiranno l’avvio dell’anno scolastico, una quota di questi sarà destinata agli istituti per il medesimo compito (4,8 mln), è noto infatti che per le operazioni di aggiornamento delle graduatorie diversi Uffici Scolastici Regionali e Provinciali hanno delegato alcuni Istituti “polo” per la lavorazione delle istanze di inserimento e aggiornamento delle graduatorie pervenute; una quota più sostanziosa (915 mln tra il 2020 e il 2021) è destinata al cosiddetto “organico covid” ovvero quei posti da dipendente che si dovesse rendere necessario attivare per coprire il fabbisogno di personale aggiuntivo.

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Scuola: Organico docenti immutato, per il ministero è un vanto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

L’anno prossimo non assisteremo ad alcun taglio dell’organico degli insegnanti: lo precisa il ministero dell’Istruzione, sostenendo che quest’anno non vi è stata alcuna diminuzione delle cattedre. “Nonostante il trend ancora in calo della popolazione scolastica, tenuto conto della fase emergenziale attraversata dal Paese, infatti, l’organico non è stato toccato, né diminuito”, sottolineano da Viale Trastevere. Replica del presidente Anief, Marcello Pacifico: “Se a settembre si vuole introdurre il distanziamento, per via del perdurante pericolo Covid, sarà giocoforza comporre classi con al massimo 15 iscritti e assumere non meno di 160 mila docenti e 40 mila Ata in più. Non averli considerati, prevedendo anche la loro assunzione in ruolo da graduatorie d’istituto, è un errore strategico che l’amministrazione scolastica rischia di pagare a caro prezzo. Proprio nell’anno del record di supplenze annuali”.Gli organici dei docenti rimangono fermi anche nell’anno di emergenza Coronavirus e con la prospettiva di tornare in classe a settembre con un alto numero di classi sdoppiate.
Secondo il ministero dell’Istruzione “l’organico di diritto (quello stabile) dei posti comuni del personale docente per il 2020/2021 (comprensivo del potenziamento) risulta essere pari a 669.833 posti a fronte dei 669.648 complessivi del 2019/2020. L’organico di diritto dei posti di sostegno per il 2020/2021 è pari a 101.170 rispetto ai 100.080 dell’anno scolastico 2019/2020. Sul sostegno sono stati peraltro inseriti 1.000 posti in più che passano dall’organico di fatto (che può variare ogni anno) all’organico di diritto (quello stabile)”.
Quelli che per i dirigenti del dicastero dell’Istruzione sono dei numeri di cui andare fieri, per Anief risultano invece dei dati davvero poco entusiasmanti: se davvero si vuole vincere la supplentite, infatti, le scuole vanno dotate di un organico totalmente di diritto. Fino a quando continueranno ad esistere cattedre vacanti e disponibili, considerate dall’amministrazione però di fatto proprio per non stabilizzare i precari e per risparmiare anche sugli stipendi di luglio e agosto, oltre che sulle ricostruzioni di carriera e sugli adeguamenti stipendiali, sarà letteralmente impossibile sconfiggere il precariato della scuola. Un fenomeno abnorme, tra l’altro, senza eguali per numerosità in alcun Paese moderno.

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Bofrost Italia cerca di 300 persone per ampliare il proprio organico

Posted by fidest press agency su sabato, 16 Maggio 2020

L’azienda prevede di inserire due tipi di figure: venditori (assunti con CCNL Commercio), che a bordo dei mezzi refrigerati visiteranno a domicilio i propri clienti fidelizzati e nuovi, per poterli assistere nella scelta dei loro prodotti preferiti; e promoter commerciali (incaricati alla vendita), che avranno il compito di occuparsi della promozione dei prodotti e dei servizi Bofrost. Requisiti per entrambe le figure: buona capacità di relazione e predisposizione a lavorare per obiettivi.La ricerca riguarda tutte le filiali italiane di Bofrost: gli annunci di lavoro presso le diverse unità locali e per le diverse posizioni sono consultabili alla pagina dedicata alle carriere sul sito http://www.bofrost.it, dove è possibile candidarsi inserendo i propri dati e il CV.Bofrost Italia è una realtà solida e dinamica, protagonista negli ultimi anni di una crescita costante e che con i suoi prodotti serve nel nostro Paese 1,2 milioni di famiglie. Questo numero nell’ultimo periodo è cresciuto grazie alla crescita della domanda della spesa a domicilio (+160% per il settore nel solo mese di aprile secondo il rapporto ISMEA): una tendenza, questa, che Bofrost prevede si consoliderà anche nella stagione estiva.
La chiave del successo di Bofrost è la relazione che si crea tra i clienti e i venditori, ai quali sono messi a disposizione i migliori strumenti per svolgere il proprio lavoro. L’azienda propone una gamma di prodotti sempre in evoluzione con proposte senza glutine, vegetariane e vegane, alimenti per l’infanzia, il catalogo bio e la sempre più ricca linea di prodotti freschi e specialità di gastronomia “L’Antica Magnolia”. La forza vendita utilizza strumenti digitali avanzati e app dedicate per gestire al meglio gli ordini e la relazione con il cliente e beneficia di formazione qualificata con affiancamento, training e aggiornamento continuo. In questo periodo particolare, inoltre, tutti gli addetti sono dotati dei dispositivi di protezione previsti e ricevono una specifica formazione sulle misure di sicurezza.Al proprio personale Bofrost offre concrete possibilità di crescita professionale, oltre a misure di welfare aziendale (l’azienda è stata premiata Welfarevolution Award 2019 di Edenred).

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Scuola: Per il ritorno a settembre la viceministra Ascani apre all’organico potenziato

Posted by fidest press agency su sabato, 16 Maggio 2020

Il Governo sta verificando la possibilità di incrementare l’organico del corpo docente, in vista del rientro a settembre con classi divise ma in presenza fino alla scuola media compresa: l’idea, prospettata alcuni giorni fa dall’Anief, è stata annunciata oggi dalla viceministra Anna Ascani, durante un’intervista a Skytg24. La rappresentante del Governo Conte, però, ha anche detto che si vorrebbero affidare parti di queste attività educative a enti del Terzo Settore e associazioni. E che alle superiori si continuerà la didattica a distanza.Per il sindacato, ben venga l’introduzione dell’organico maggiorato. A patto che non si tratti di un’operazione immagine. Disco rosso dell’Anief, invece, sull’affidamento degli alunni a figure che non siano docenti e anche al prosieguo della Dad alle superiori. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “I numeri degli incrementi da attuari li abbiamo indicati, sono 160 mila maestri e insegnanti. Più 40 mila Ata. E non sono affatto maggiorati rispetto a quel che serve. Se, invece, si cercano altre soluzioni, allora non siamo d’accordo. Dopo tre mesi di didattica a distanza, i nostri alunni e studenti dovranno tornare a svolgere le lezioni in presenza, con lezioni tenute da docenti”.“Ci stiamo confrontando anche con il ministero dell’Economia per capire in che misura noi potremo contare su un ampliamento di organico”, ha oggi detto la viceministra Anna Ascani per poi anche specificare che “per noi conta avere un organico potenziato, perché naturalmente è quello che ci permette di organizzare più attività”.Dalla rappresentante del Governo, però, è stata rilasciata pure una dichiarazione che merita degli approfondimenti: “Avremo sicuramente bisogno – ha detto Ascani – di professionalità specializzate per le nuove attività. Naturalmente i Comuni hanno anche delle relazioni importanti con enti del Terzo Settore e associazioni che possono farsi carico di un pezzetto di queste attività educative, però per noi conta avere un organico potenziato, perché naturalmente è quello che ci permette di organizzare più attività”.Come desta qualche perplessità il destino che si sta programmando per gli studenti delle scuole superiori: “probabilmente in questo caso – ha annunciato Ascani – la didattica a distanza continuerà a essere una parte del loro curriculum. L’attività in presenza sarà di meno rispetto al passato e sarà integrata con la didattica a distanza, che soprattutto nelle scuole secondarie di secondo grado ha funzionato meglio”.
Secondo Anief, qualsiasi tipo di rientro in classe non può prescindere dalla conferma dei contratti in essere e dall’ampliamento dell’organico del personale docente e Ata: il giovane sindacato ha calcolato che a settembre, poiché fino alla terza media compresa si dovranno prevedere gruppi-classe di non oltre 15 alunni o comunque sdoppiare le classi, come ha ammesso oggi la viceministra Anna Ascani, serviranno almeno 15 mila docenti aggiuntivi per ogni annualità. A questi si dovranno aggiungere 5 mila Ata, che si dovranno occupare soprattutto di una sorveglianza ed assistenza maggiorata per assolvere alle norme sanitarie e sui distanziamenti. Essendo 11 le annualità scolastiche da coprire, dall’infanzia alle medie, per quasi 6 milioni di alunni complessivi, il conteggio dell’organico potenziato arriva a quota 200 mila: 160 mila docenti e 40 mila Ata.

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Scuola: Legge di Bilancio, organico delle scuole d’infanzia maggiorato di soli 390 posti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 dicembre 2019

La scuola da 3 a 6 anni continua a essere considerata dai nostri governanti di serie B. Come riporta la rivista specializzata Orizzonte Scuola, “la Manovra potrebbe far aumentare l’organico della scuola di infanzia di appena 390 posti. Si tratta di posti che andrebbero destinati al potenziamento delle attività formative, sulla base dei criteri individuati dalla Legge La buona scuola del 2015. La modifica, voluta dalla maggioranza di Governo, è stata votata dalla commissione Bilancio al Senato”.Secondo il sindacato la cifra relativa agli insegnanti potenziatori è insufficiente, soprattutto se si considera che le sedi scolastiche nelle scuole dell’infanzia sono 13.286 su un totale complessivo di 40.749. Il potenziamento approvato, quindi, porterà un maestro ogni 34 sedi scolastiche. A quanto pare, il decreto legislativo 65/17 della legge 107 continua a essere disatteso, perché questi 390 posti si aggiungono ad altri 800 introdotti con nota Miur 160 41 del marzo 2018. Solo un mese fa era stato approvato un ordine del giorno che impegnava il Governo a valutare la possibilità di ampliare l’organico della scuola dell’infanzia, nei limiti delle disponibilità di bilancio, con ulteriori 3000 posti da riservare al potenziamento. Adesso un organico maggiorato di soli 390 posti è fin troppo al di sotto di ogni ragionevole aspettativa.Anief attende ora l’esito della proposta presentata in Senato come emendamento al Decreto Scuola (as 1633), che ha l’obiettivo di incrementare il numero dei docenti nella scuola dell’infanzia e della primaria. In assenza di significativi interventi legislativi abbiamo chiesto l’attivazione di un concorso straordinario, con numeri decisamente superiori a quelli previsti dalla Legge di Bilancio: ottomila posti di cui tremila all’infanzia. Al Governo la possibilità di riconoscere il valore della scuola dell’infanzia, troppo spesso trascurata, e di accogliere proposte più coraggiose.

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Sostegno, il 41% degli studenti cambia insegnante rispetto all’anno precedente

Posted by fidest press agency su domenica, 17 novembre 2019

Organico e strutture. Limiti endemici della scuola italiana che, probabilmente, diventano più drammatici quando coinvolgono gli alunni con disabilità. Recentemente – come riporta la stampa specializzata – si è levata l’ennesima voce autorevole per sottolineare le carenze e la retorica di un’istruzione inclusiva, nel corso del convegno “Inclusione e Scuola, la tutela del diritto allo studio”, svoltosi alla Camera e promosso da Giusy Versace, responsabile del Dipartimento Pari Opportunità e Disabilità di Forza Italia. È quella di suor Anna Monia Alfieri, componente della Consulta di Pastorale scolastica e del Consiglio Nazionale Scuola della CEI.
Nell’anno scolastico 2017/2018 (Focus Miur settembre 2018), ha fatto notare nella sua relazione, che gli alunni con disabilità che frequentavano le scuole statali di ogni ordine e grado erano 245.723, il 3,1% del totale della popolazione studentesca, con un aumento percentuale rispetto alla rilevazione precedente (+0,2%), e un aumento complessivo rispetto all’anno scolastico 2014/2015 pari a circa l’8,4%. Per i 272mila studenti che ne avrebbero diritto ci sono solamente 156mila insegnanti di sostegno, 40mila dei quali sono “in deroga”, ovvero senza studi di specializzazione. Il 41% degli alunni cambia docente rispetto all’anno precedente, il 12% addirittura durante lo stesso anno, scrive l’Istat. E, come se non bastasse, solo il 32% è accessibile dal punto di vista delle barriere fisiche, mentre appena il 18 per cento lo è per la presenza di ostacoli senso-percettivi.Qualche soluzione c’è e il sindacato Anief l’ha prospettata in più occasioni. Recentissima è la richiesta di proposte emendative, sul sostegno, alla Legge di Bilancio 2020. Proposte che sono state presentate martedì scorso. Ma non solo. “Ci aspettiamo anche – sottolinea il leader del sindacato autonomo, Marcello Pacifico – che al Miur distribuiscano in modo equo e ragionato i posti di corsi di specializzazione, a differenza di quanto è stato fatto in occasione dell’ultima tornata.

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Lidl è alla ricerca di 20 Area Manager per rafforzare il proprio organico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 ottobre 2019

Lidl, catena di supermercati premiata per il quinto anno consecutivo come Best Workplace dal Great Place to Work Institute, è alla ricerca di 20 Area Manager per rafforzare il proprio organico. Quello dell’Area Manager o Capo Area è un ruolo chiave all’interno della struttura vendite dell’Insegna. Il ruolo prevede, infatti, la gestione commerciale ed economica di più punti vendita e del relativo organico che può arrivare fino a 80 persone. Le candidature sono aperte sul sito lavoro.lidl.it. Nel ruolo di Area Manager – Capo Area, il candidato sarà responsabile della gestione di 5-6 Punti Vendita e del rispettivo organico, farà da raccordo tra la sede regionale Lidl e il punto vendita garantendo il rispetto di standard qualitativi e l’applicazione delle norme e delle procedure aziendali negli store di propria competenza.Il candidato ideale è dotato di carisma e doti di leadership, ha un background di studi in ambito economico e vanta alcuni anni di esperienza lavorativa con gestione di risorse. Si tratta di un lavoro vario, dinamico e di elevata responsabilità per il quale Lidl offre un inquadramento pari al livello quadro del commercio e auto aziendale. Flessibilità territoriale e passione per il mondo del retail completano il profilo. Questa ricerca si inserisce in un grande piano di recruiting annunciato da Lidl per il 2019 che prevede l’inserimento di oltre 2.000 persone in tutta Italia.

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Anief invita le RSU a indagare nelle loro scuole su organico di fatto e organico di diritto

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

Con operazioneverita richiesti al dirigente i criteri di assegnazione del personale docente, educativo e Ata a tempo indeterminato, determinato (supplente breve, annuale o al termine delle attività) agli organici e l’eventuale assegnazione della retribuzione professionale docente e del compenso individuale accessorio. Sono sempre attivi i ricorsi al giudice del lavoro per i risarcimenti sul precariato e per la RPD/CIA.Continua l’azione del giovane sindacato, a seguito della raggiunta rappresentatività per il triennio 2019/21. Lo scopo di quest’anno è all’interno dell’Operazione verità, nel mappare il personale utilizzato in ruolo e in regime di precariato rispetto ai posti vacanti e disponibili, e intende svelare quali di essi siano senza titolare ovvero senza ragioni sostitutive e quindi oggetto di risarcimento pecuniario per abuso dei contratti a termine e di immediata conversione in ruolo, senza dimenticare la verifica della corretta corresponsione del salario accessorio ai supplenti brevi come ribadito dalla Cassazione.

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Primo manuale organico sulla mobile health

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2015

senato-della-repubblica[1]Un pacchetto di App in grado di sostituire progressivamente i “vademecum” e i manualetti che tutti, da sempre, siamo abituati a vedere sulle scrivanie dei medici o nelle tasche dei loro camici, e anche – finalmente – il primo trattato organico, curato da un team multidisciplinare coordinato dal Presidente della Società Italiana di Telemedicina e Sanità Elettronica (SIT), che analizza in modo strutturato tutti i temi e le questioni ancora aperte legate alla cosiddetta “Sanità digitale”.Realizzate con il contributo incondizionato di Mediolanum Farmaceutici, “Laborsadelmedico” – questo il nome delle App – e “App medicali nella borsa del medico” – titolo del libro curato dal professor Gianfranco Gensini, in collaborazione con il professor Velio Macellari e la dottoressa Ornella Fouillouze – sono stati presentati oggi nella Sala Nassirya del Senato della Repubblica.“Laborsadelmedico – spiega il professor Gensini, Presidente della Società Italiana di Telemedicina e Sanità Elettronica(SIT) – rappresenta il primo frutto dello sforzo, devo dire ambizioso, di raccogliere in un unico pacchetto di app gli strumenti necessari per far fronte a tutti i problemi della pratica clinica quotidiana, dal calcolo di punteggi o di dosaggi alla decisione dell’approccio terapeutico da seguire, ad esempio, in caso di affezioni per cui esistono opzioni diverse o importanti elementi amministrativi di cui tener conto, come le Note dell’Aifa. Queste app, inoltre, potranno tornare utili al medico anche per affrontare problemi infrequenti, che si incontrano di rado nella clinica, e le cui soluzioni possono esser rammentate o chiarificate con qualche rapido ‘tap’”.“Lo smartphone è ormai uno strumento quasi onnipresente nelle attività quotidiane, e con la convergenza dei diversi canali di comunicazione lo sarà ancora di più in futuro. Mi sembra quindi un esempio di lungimiranza aver sfruttato questa piattaforma per facilitare il lavoro del medico e per promuovere l’aderenza del paziente alle prescrizioni del curante: queste app sono ausili che tutti possono avere con sé in qualsiasi momento e questo è un vantaggio fondamentale” – dice il senatore

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Profilo del Gruppo Chiesi

Posted by fidest press agency su domenica, 27 Maggio 2012

Fondato nel 1935 a Parma, il Gruppo Chiesi ha realizzato nel 2011 il fatturato di 1.057 milioni di euro e investimenti in R&S superiori ai 169 milioni di euro (16% sul fatturato), un livello che l’azienda intende mantenere per i prossimi anni. Il Centro Ricerche di Parma e i siti di Parigi, Rockville (USA) e Chippenham (UK) collaborano ai programmi di ricerca preclinica, clinica e registrativa. Il Gruppo, principalmente attivo nelle patologie respiratorie, nella neonatologia e nelle malattie rare, conta 24 consociate ed è presente in oltre 60 Paesi con i suoi farmaci, prodotti presso gli stabilimenti di Parma, Blois (Francia) e Santana de Parnaìba (Brasile). L’organico supera le 3.800 persone, di cui circa 330 ricercatori.

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Forza lavoro e economie emergenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 ottobre 2010

In un radicale spostamento degli investimenti relativi alla forza lavoro, le aziende dei mercati in crescita, soprattutto in Cina e India, assumono personale sempre più in Nord America e in Europa: questo è ciò che emerge da un nuovo studio IBM, condotto intervistando più di 700 direttori delle risorse umane (CHRO) di aziende appartenenti a 31 settori diversi di 61 Paesi.  Lo studio ha rivelato che:
il 45% delle aziende in India prevede di aumentare il proprio organico in Nord America e il 44% nell’Europa occidentale;
il 33% delle aziende in Cina prevede di accrescere l’organico in Nord America e il 14% nell’Europa occidentale.
Condotto dall’IBM Institute for Business Value, lo studio IBM Global Chief Human Resource Officer 2010, intitolato “Working Beyond Borders” (Lavorare al di là delle frontiere), ha riscontrato che, mentre le organizzazioni sempre più velocemente continuano a sviluppare e a impiegare talenti in diverse aree in tutto il mondo, la strategia alla base degli investimenti relativi alla forza lavoro sta cambiando.
Anche se il social networking e la collaborazione possono essere considerati da molti “soft skills”, i dati dello studio suggeriscono che possono avere conseguenze anche a livello di risultati finanziari.
Nel campione preso in esame, le aziende con performance finanziarie superiori alla media, rispetto a quelle con risultati inferiori, utilizzano tool collaborativi e di social networking in misura maggiore (+57%), per consentire ai team globali di lavorare più efficacemente insieme.
• Gli intervistati hanno dichiarato di impiegare con più frequenza strumenti collaborativi per potenziare l’efficacia delle comunicazioni aziendali, dei programmi di apprendimento, per individuare e reclutare i canditati esterni.
Solo il 21% ha aumentato di recente l’importo investito nei tool richiesti per promuovere la collaborazione e il networking. Inoltre, meno del 20% utilizza costantemente la business analytics per comprendere l’impatto dei propri sforzi.
Solo il 19% degli intervistati usa regolarmente tecnologie collaborative per identificare gli individui in possesso delle conoscenze e delle competenze rilevanti, il 23% per preservare conoscenza critica e il 27% per diffondere più ampiamente l’innovazione.
D’altro canto, anche durante il picco della recessione globale, il 33% dei nostri intervistati nei mercati maturi, e il 43% nei mercati in crescita, ha aumentato il proprio investimento nello sviluppo della leadership: un numero significativo, a dispetto delle iniziative di contenimento dei costi avviate da molte aziende in tale frangente.
Il 2010 IBM Global Chief Human Resource Officer Study è la terza edizione del Global Human Capital Study, condotta congiuntamente dall’IBM Institute for Business Value e dalla practice IBM Strategy & Transformation. Tra novembre 2009 e aprile 2010, IBM ha intervistato 707 dirigenti, quasi tutti in incontri di persona. La ricerca è stata condotta con organizzazioni di tutte le dimensioni, in 61 paesi diversi ed è stata quasi uniformemente ripartita tra dirigenti nei mercati maturi e nei mercati in crescita.  Per consultare il rapporto completo dello studio, inclusi i risultati e lo studio dei casi, visitare il sito: ibm.com/chrostudy

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Manovra finanziaria e comparto difesa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 giugno 2010

Di Girolamo Foti. Il 31 Maggio con la firma del Presidente della repubblica Giorgio Napolitano si dà il via alla Manovra finanziaria del Governo, da qualcuno definita “macelleria sociale”.   Di certo a pagare il conto saranno gli Statali ed in particolare gli appartenenti alle forze armate e alle forze dell’ordine, due comparti da sempre oggetto di strumentalizzazione politica ad opera di molti parlamentari dell’attuale maggioranza; (da ricordare le stigmatizzazioni nei confronti del governo Prodi, accusato di trascurare gli operatori del settore e di volerli ridurre, tanto che si prospettava, qualora fossero state vinte le elezioni, un aumento di organico e l’introduzione della specificità dei comparti: dove sono finiti i proclami, i provvedimenti, e coloro che dovevano attuarli? I primi due nella spazzatura, i terzi siedono comodamente in parlamento…). Le delusioni cominciano già nel 2008, primo banco di prova del “governo che gode di maggiori consensi nella storia”: in grandi cifre, messi  a disposizione dei comparti circa 180 milioni di euro rispetto ai 250 milioni del governo Prodi; aumento in busta paga irrisorio, distribuzione degli emolumenti che favoriva i ruoli più anziani.  A soffrirne per primi furono i volontari in servizio permanente: essendo le risorse insufficienti, in alcuni reparti si arrivò ad impiegarli  in servizi di manovalanza, “dal fucile alla ramazza”. Il Co.Ce.R con delibera trattò la questione e attualmente c’è un interrogazione parlamentare ad opera dell’Italia dei Valori, ma la situazione si aggrava sempre di più, con scarse prospettive e tante preoccupazioni. Se qualcuno si impegna e cerca di usare tutte le armi a sua disposizione, altri giocano morbidamente in diplomazia, ma contro un governo spesso arrogante e irrispettoso delle parti sociali (vedasi alcune dichiarazioni del Ministro Brunetta nei confronti della polizia).  Prima delle ultime elezioni regionali spuntano fuori il riordino delle carriere e la specificità per il comparto difesa e sicurezza; anche di recente, in occasione del 25 aprile, i ministri compententi La Russa e Maroni hanno espresso i loro piu’ vivi complimenti;  cosa arriva dopo gli elogi e le promesse? Mentre gli sprechi continuano a livello centrale e locale (le cravatte firmate  per i  parlamentari ai baby-pensionati della regione Sicilia), e senza che i tagli previsti alla politica siano così incisivi come si paventavano,il resto sembra sia stato dimenticato, e i nostri operatori si ritrovano a pagare più degli impiegati statali. Il Cavaliere dichiara : “questa manovra non aumenterà le tasse” . Forse dimentica che le amministrazioni locali e regionali “battono cassa”, quindi aumenteranno la “Tarsu”, “le addizionali regionali”, “le addizionali comunali”. Leggendo il testo della manovra si ricontra: blocco dei contratti per tre anni fino al 2013 e di tutte le progressioni di carriera contrattualizzati nello stesso periodo (tali anni sono considerati esclusivamente giuridicamente, senza alcun compenso economico); riduzione assegni di funzione; tagli ai reparti operativi della “supercampagna”  per circa il 70% del personale impiegato. In una nota il Ministro della difesa dichiara che i tagli sono stati uguali a quelli di altri ministeri, dimenticando però che le risorse erano già state sforbiciate  negli anni precedenti: per mantenere una forza armata a certi livelli ci vogliono risorse adeguate; venendo queste a mancare, si rischia di bloccare il processo di professionalizzazione avviato negli ultimi 10 anni. Il malumore all’interno dei due comparti aumenta; lo scontento si ritorcerà alle prossime elezioni nei confronti di chi ha tradito le attese? Romano Prodi seppur alla guida di un’armata Brancaleone esordì con un contratto per gli statali compresi gli appartenenti del comparto difesa e sicurezza di circa 133 euro lordi, si apri il tavolo per incrementare altri fondi alla difesa negli anni a seguire, iniziò il primo progetto sul Fesi, ed l’allora Ministro Parisi ridusse i tagli previsti nella manovra finanziaria tramite un’azione incisiva. Loro sono stati mandati a casa. Che sorte dovrebbe seguire l’attuale governo? Nel frattempo, non mi rimane altro che fare appello a tutti i politici che hanno a cuore le sorti del paese di bocciare la manovra, di proporre un testo alternativo che non si accanisca sugli statali, e a maggior ragione su coloro che appartengono al comparto difesa e sicurezza rimarcando concretamente la cosidetta “specificità”, ma di ripartire equamente i sacrifici necessari in questo momento. Non da meno, sarebbe fondamentale rivedere o bloccare anche le norme sull’editoria e sui codici militari, che tanto minacciano e impensieriscono il settore. (Girolamo Foti detto Mirco)

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