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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘organismi’

Assemblea straordinaria dell’Unione degli Italiani nel mondo del Friuli Venezia Giulia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2016

triesteTrieste. L’occasione ha consentito l’elezione degli organismi, che da qui alla scadenza congressuale, fungeranno da indirizzo e da guida dell’Unione. All’ufficio di presidenza, Giacinto Menis, Angelo Mattone, Claudio Cinti e Giuseppe Bellissima. Ha aperto i lavori il segretario generale del Friuli Venezia Giulia, Giacinto Menis, rivendicando la funzione essenziale della Uil, in una zona transfrontaliera, nella quale l’impegno è maggiore, in funzione delle relazioni e dei servizi da fornire agli Italiani, residenti in Croazia e in Slovenia, augurandosi, pertanto, un contributo decisivo della Uim. Dopo il dibattito, partecipato dagli interventi di Fabio Vegliach, Lucio Vilevich e Fulvio Krizman, si è passati alle elezioni.In direzione sono stati eletti con voto unanime, Giacinto Menis, Claudio Cinti, Fulvio Krizman, Giampaolo Orzan, Ester Sau, Gianfranco Flora, Fabio Nemaz, Sergio Benvenuto, Andrea Holjar.
Lo stesso organismo ha votato l’ufficio politico di presidenza, attribuendo le funzioni a Fulvio Krizman, la vice-presidenza a Giampaolo Orzan, a completamento Ester Sau. Tesoriere, Gianfranco Flora. Il collegio dei revisori è risultato partecipato da Gennaro Montone, con funzioni di presidente, Fabio Vegliach e Giuliano Folchini, componenti. L’intervento di Angelo Mattone, segretario generale dell’Unione degli Italiani nel mondo, a conclusione dei lavori ha tratteggiato l’esigenza impellente di dare volto, contenuti e propulsione, soprattutto in Italia, nelle zone di frontiera, alla Uim, non solo costituendola o riorganizzandola, bensì caratterizzandola per le politiche di tutela di pensionati, giovani, lavoratori, che dovranno essere accompagnati e seguiti attraverso interventi coordinati con la UilPensionati, l’Ital-Uil e la Uil nelle loro destinazioni oltre i confini nazionali. Angelo Mattone ha annunciato al riguardo l’iniziativa di fine anno, la prima, si spera di una lunga serie, da organizzare a Roma per parlare, in base a dati specifici e all’elaborazione della Uim, di Mobilità globale. Necessità, esigenza, opportunità.

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Parlamento europeo sugli organismi geneticamente modificati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 gennaio 2015

Jean-Claude JunckerBruxelles L’Aula ha approvato martedì la nuova legislazione per permettere agli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione di colture contenenti organismi geneticamente modificati (OGM) sul loro territorio, anche se consentito a livello europeo. La legislazione, informalmente concordata dal Parlamento e dal Consiglio nel mese di dicembre, era stata originariamente presentata nel 2010, ma era rimasta in sospeso per quattro anni a causa di un disaccordo tra Stati membri a favore e contrari.
“Questo accordo garantirà una maggiore flessibilità per gli Stati membri che desiderano limitare la coltivazione di OGM sul loro territorio. Servirà, inoltre, da indicatore per un dibattito che è tutt’altro che terminato tra posizioni pro e anti-OGM”, ha dichiarato la relatrice Frédérique Ries (ALDE, BE).”Per quanto riguarda i passi successivi, ripongo la mia fiducia nell’impegno formale del Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker per rafforzare il processo democratico sugli OGM in Europa e garantire che la ricerca sia realmente indipendente”, ha aggiunto. L’accordo negoziato con i ministri europei è stato approvato con 480 voti favorevoli, 159 voti contrari e 58 astensioni.
Le nuove norme dovrebbero consentire agli Stati membri di vietare o limitare la coltivazione di OGM per ragioni di politica ambientale, diverse da quelle espresse nella valutazione dei rischi legati alla salute e all’ambiente effettuata dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA).Gli Stati membri potranno inoltre vietare le colture OGM per altri motivi, quali gli obiettivi di pianificazione urbana e rurale, l’impatto socio-economico, per evitare la presenza involontaria di OGM in altri prodotti, e gli obiettivi della politica agricola. I divieti potrebbero inoltre includere anche i gruppi di OGM designati in base alla varietà o alla caratteristica.Prima che uno Stato membro possa adottare tali misure, la normativa prevede una procedura che permette all’azienda che coltiva l’OGM oggetto del processo di autorizzazione di esprimere il suo accordo alle restrizioni prevista all’immissione in commercio. Tuttavia, nel caso la società non sia d’accordo, lo Stato membro può imporre il divieto in maniera unilaterale.Il mais MON810 è attualmente l’unica coltura GM autorizzata e coltivata nell’UE. La patata “Amflora” GM è stata vietata dal Tribunale dell’Unione europea nel 2013, dopo un iniziale via libera della Commissione europea. L’accordo siglato prevede che gli Stati membri dovrebbero inoltre garantire che le colture OGM non contaminino altri prodotti e una particolare attenzione deve essere rivolta alla prevenzione della contaminazione transfrontaliera con i paesi vicini.

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No alla pena di morte

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 gennaio 2015

pena di morteGuardiamo un po’ meno a caldo quanto accaduto ieri nella sede del settimanale satirico francese. Esecrazione generale, ognuno in base ai propri convincimenti, con le scontate levate di scudi da parte di chi usa la propria ignoranza per cercare di erigerla a governo del civile: razzisti di varia tacca in prima fila. Fin qui, tutto normale. L’esecrazione e’ piu’ o meno la stessa che abbiamo riscontrato per le stragi che vengono ritenute del settore, cioe’ quelle con matrice politica/religiosa. E come si fa a non essere d’accordo contro chi ammazza delle persone in nome di qualcosa che l’assassino stesso ritiene degno di sacrificio al proprio dio? Il “problema” nasce quando questi ammazzamenti vengono invece fatti nel nome del dio di cui si condividono i riti sacrificali.
Certo -dicono in tanti- un dio che si presuppone chieda ai propri fedeli il sacrificio umano, che razza di dio e’? Per alcuni e’ comunque un dio perfetto, per altri e’ fanatismo o degenerazione da o per quel dio. Come si fa, quando accadono fatti come quello parigino, a non capire l’imbarazzo dei tanti musulmani nel mondo che mai farebbero male alla cosiddetta mosca? Lo sapevamo ieri e lo sappiamo anche oggi. In questi ultimi decenni, inoltre, non sono una grande novita’ gli ammazzamenti in nome di questo dio (Torri gemelle, Parigi, Londra, Madrid, per dirne solo alcune piu’ “grosse” e piu’ “vicine” a noi occidentali) o contro questo stesso dio (Norvegia). Se poi ci spostiamo dagli scranni di “casa nostra”, gli ammazzamenti del genere sono quotidiani (37 morti solo ieri a Sanaa/Yemen, quasi in contemporanea con Parigi). Se poi andiamo indietro nella storia, come possiamo dimenticare le stragi che i cristiani facevano con le Crociate per sottomettere (si’, sottomettere, proprio come dicono oggi gli assassini in nome del Corano) questo o quell’altro infedele.
Ma il dio e’ solo quello delle vergini che rimangono incinte o delle vergini che ti aspettano in paradiso? Fino ad un certo momento della storia dell’umanita’, sembra che sia stato cosi’, ma poi, con l’avvento dei secoli che stiamo vivendo ora, e’ arrivato anche il dio denaro e il dio civilta’. Per il primo (dio denaro) si commettono ammazzamenti ogni giorno ovunque e, con piu’ o meno “ragioni di Stato”, gli assassini rimangono impuniti: spesso al punitore sfugge (con consapevolezza o meno, poco importa) l’ammazzamento come conseguenza del sacrificio a questo dio. Per il secondo (dio civilta’) si commettono altrettanti ammazzamenti quotidiani perche’, per il mantenimento di questo dio si ricorre a sacrifici umani, animali e naturali per i quali ci si salva la coscienza istituendo organismi per la loro prevenzione e cura, ma che quasi sempre sono solo ordinatori e razionalizzatori del sacrificio gia’ compiuto o in atto (la strage di Ebola in Africa dell’ovest, e’ solo l’ultimo eclatante sacrificio in ordine temporale).
Qual e’ il filo conduttore tra tutti questi dii? Che ci sono sempre i cosiddetti fanatici (manifesti od occulti, poco importa) che pur di onorarli, falcidiano quelli che ritengono gli ostacoli, senza pieta’ (direbbero i cristiani).
Rimedi? Facili non ce ne sono, perche’ c’e’ da combattere contro culture e pratiche millenarie dei seguaci dei vecchi e nuovi dii.
Tendenza per la riduzione del danno? Si tratta, in ogni caso, di pene di morte. E come i Paesi cosiddetti piu’ civili combattono la pena di morte, altrettanto potrebbe essere fatto liberandosi di ogni presunta missione a cui si e’ ispirati in nome del proprio dio ritenuto piu’ buono o meno cattivo di quello dell’altro. Quando sentiamo cose tipo “supremazia dei valori occidentali”, “lotta contro la censura”, etc, riferendosi a fatti come quelli di Charlie Ebdo, restiamo perplessi. Sono frasi che forse avrebbero senso se si trattasse di imbastire una iniziativa contro un qualche presidente o re occidentale che sequestra questo o quell’altro giornale che riporta cose a lui non gradite. Ma nel nostro caso sono inutili. Ve l’immaginate, quando e se dovessero essere arrestati gli assassini di Charlie-Hebdo, si dovesse dir loro qualcosa tipo “non e’ giusto che tu lotti per la censura della nostra liberta’ di espressione”… non capirebbe di cosa stiamo parlando.
Si tratta -a nostro avviso- solo di una lotta universale contro tutti coloro che infliggono e praticano la pena di morte, partendo dal dato di fatto che quando questa pena viene comminata, lo si fa sempre in nome di un dio che viene ritenuto superiore. Se invece ci liberassimo di questi dii superiori, forse la lotta contro questa pena di morte potrebbe essere piu’ efficace e -sempre forse- essere compresa dai piu’, anche e soprattutto da quelli a noi piu’ lontani e nemici. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Dispositivi medici: controlli migliori e tracciabilità per garantire la sicurezza dei pazienti

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 aprile 2014

commissione europeaRigorose procedure di controllo e di certificazione per assicurare il pieno rispetto e la tracciabilità dei dispositivi medici come le protesi mammarie o dell’anca sono state approvate dal Parlamento mercoledì. I deputati hanno anche rinforzato i requisiti d’informazioni e quelli etici per i dispositivi medico-diagnostici utilizzati per esempio per test di gravidanza o del DNA. La proposta di legge mira a migliorare la sicurezza dei pazienti e a rafforzare la tracciabilità dal produttore al paziente, senza creare oneri aggiuntivi per i piccoli produttori innovativi.
“Parliamo di prodotti che dovrebbero aiutare i pazienti nella loro sofferenza, nella loro malattia. Dobbiamo aiutare i medici a utilizzare i migliori e più sicuri prodotti quando vogliono aiutare i loro pazienti (…) Ad oggi, i medici ci hanno detto che centinaia di protesi all’anca sono difettose e devono essere rimosse di nuovo, con enormi spese per i sistemi sanitari e sofferenze per i pazienti. Abbiamo bisogno di un sistema migliore”, ha affermato la relatrice Dagmar Roth-Behrendt (S&D, DE).Gli emendamenti del Parlamento rafforzerebbero la procedura per immettere nuovi dispositivi medici sul mercato in modo da garantire che i prodotti non sicuri o dispositivi che sono stati sottoposti a studi controllati insufficienti non possano essere utilizzati. Sulla scia dei recenti scandali, i deputati vogliono che i pazienti ricevano una “carta d’impianto” e che siano registrati, in modo da poter essere avvisati in caso di eventuali incidenti segnalati con un prodotto simile.Una nuova serie di organismi dovrebbe valutare i dispositivi considerati “ad alto rischio”, come ad esempio i dispositivi che possono essere impiantati nel corpo umano.In una votazione legislativa separata, gli eurodeputati hanno rafforzato la sicurezza del paziente per i dispositivi medico-diagnostici utilizzati, per esempio, per effettuare test di gravidanza, autotest del diabete e HIV e test del DNA. Il Parlamento chiede la formazione di un comitato etico e ha approvato disposizioni volte a richiedere il consenso informato dei pazienti sui protocolli di sperimentazione e consulenza genetica.”Sì, ci sono problemi nel mondo dei dispositivi medici, e questo vale anche per i dispositivi diagnostici. Un test HIV che è stato sul mercato per anni, è stato sanzionato perché offriva risultati ‘falsi negativi’, con tutte le conseguenze derivanti in casi di trasfusioni di sangue o altri tipi di contatti”, ha detto il relatore Peter Liese (PPE, DE).

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Mediazione civile: primo bilancio

Posted by fidest press agency su martedì, 30 agosto 2011

Dopo due anni di ritardo, finalmente con il decreto n. 145/2011 pubblicato dal ministero di Giustizia sulla G.U il 25 in vigore dal 26 agosto, recante modifiche al D.M 180/2010 sulla determinazione dei criteri e delle modalità di iscrizione e tenuta del registro degli organismi di mediazione e dell’elenco dei formatori per la mediazione, nonché sull’approvazione delle indennità spettanti agli organismi, si è dato seguito ai primi parziali atti del ministero sulla mediazione civile. Quali le novità dell’ultima ora? Poche ma, di spessore, dice Pecoraro presidente sia dell’ente formativo che dell’organismo di conciliazione & arbitrato dell’A.N.P.A.R, – il primo accreditato per la formazione al numero 21 e il secondo iscritto nel registro al numero 24 – c’è tutto quanto chiesto con la mia relazione al Presidente della commissione giustizia del Senato presentata a giugno. Faccio una sintesi delle richieste avanzate e di quelle pubblicate nel decreto 145. All’audizione nel mese di giugno, nell’esprimere il mio pensiero sulla estensione a tutti gli ordini professionali all’attività di mediatore, dissi al Presidente Berselli ” Presidente, se le dovesse capitare un caso di malasanità da chi preferirebbe essere conciliato da un medico o da un architetto? Certamente da un medico, dissi. Ora, cosa troviamo scritto nel citato decreto ” siano stabiliti criteri inderiogabili per l’assegnazione di affari di mediazione, predeterminati a seconda della specifica competenza professionale, ricavata anche dalla tipologia di laurea universitaria posseduta dal mediatore. Successivamente nella relazione (pubblicato sul sito della Commissione citata) così concludevo in merito alle richieste ” “Rimane, comunque, ferma ed ampia la disponibilità dell’A.N.P.A.R. a collaborare fattivamente alla redazione:
• di un progetto di riforma organica della disciplina della mediazione civile avente come principale scopo la specializzazione per materie dei mediatori;
• di un progetto che contempli un percorso di formazione continua da parte degli enti formatori a favore dei mediatori, attuato con i responsabili scientifici di chiara fama di tutti gli enti accreditati in sinergia con il responsabile del registro, senza oneri aggiuntivi per lo Stato;
• di un progetto che prevede che la mediazione sia svolta da organismi, professionali, datati ed indipendenti, controllati da una commissione presieduta dal Responsabile del registro, senza oneri aggiuntivi per lo Stato. Per concludere continua Pecoraro, peccato per la mancata abolizione di avanzare proposte ad iniziativa del mediatore, prevista nel D.Leg.vo, non sia stata abolita. No per regolamento, abbiamo stabilito che “il mediatore non può avanzare nessun tipo ti proposta salvo che non la richiedano congiuntamente le parti”.(Aianno)

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Iscrizioni mediatori civili

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2011

Dopo due anni di ritardo, finalmente con il decreto n. 145/2011 pubblicato dal ministero di Giustizia sulla G.U il 25 in vigore dal 26 agosto, recante modifiche al D.M 180/2010 sulla determinazione dei criteri e delle modalità di iscrizione e tenuta del registro degli organismi di mediazione e dell’elenco dei formatori per la mediazione, nonché sull’approvazione delle indennità spettanti agli organismi, si è dato seguito ai primi parziali atti del ministero sulla mediazione civile. Quali le novità dell’ultima ora? Poche ma, di spessore, dice Pecoraro presidente sia dell’ente formativo che dell’organismo di conciliazione & arbitrato dell’A.N.P.A.R, – il primo accreditato per la formazione al numero 21 e il secondo iscritto nel registro al numero 24 – c’è tutto quanto chiesto con la mia relazione al Presidente della commissione giustizia del Senato presentata a giugno. Faccio una sintesi delle richieste avanzate e di quelle pubblicate nel decreto 145. All’audizione nel mese di giugno, nell’esprimere il mio pensiero sulla estensione a tutti gli ordini professionali all’attività di mediatore, dissi al Presidente Berselli ” Presidente, se le dovesse capitare un caso di malasanità da chi preferirebbe essere conciliato da un medico o da un architetto? Certamente da un medico, dissi. Ora, cosa troviamo scritto nel citato decreto ” siano stabiliti criteri inderiogabili per l’assegnazione di affari di mediazione, predeterminati a seconda della specifica competenza professionale, ricavata anche dalla tipologia di laurea universitaria posseduta dal mediatore. Successivamente nella relazione (pubblicato sul sito della Commissione citata) così concludevo in merito alle richieste ” “Rimane, comunque, ferma ed ampia la disponibilità dell’A.N.P.A.R. a collaborarefattivamente alla redazione:
• di un progetto di riforma organica della disciplina della mediazione civile avente come principale scopo la specializzazione per materie dei mediatori;
• di un progetto che contempli un percorso di formazione continua da parte degli enti formatori a favore dei mediatori, attuato con i responsabiliscientifici di chiara fama di tutti gli enti accreditati in sinergia con il responsabile del registro, senza oneri aggiuntivi per lo Stato;
• di un progetto che prevede che la mediazione sia svolta da organismi, professionali, datati ed indipendenti, controllati da una commissione presieduta dal Responsabile del registro, senza oneri aggiuntivi per lo Stato. Per concludere continua Pecoraro, peccato per la mancata abolizione di avanzare proposte ad iniziativa del mediatore, prevista nel D.Leg.vo, non sia stata abolita. No per regolamento, abbiamo stabilito che “il mediatore non può avanzare nessun tipo ti proposta salvo che non la richiedano congiuntamente le parti”.

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Nuovo segretario provinciale D.C.Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 marzo 2011

L’avv. Claudio Mignone è il nuovo segretario provinciale di Roma della D.C. L’incarico gli permetterà di far parte di diritto del Consiglio nazionale della Democrazia Cristiana. A lui è affidatala riorganizzazione della presenza politica della Democrazia Cristiana nella provincia di Roma, nel provvedere alle operazioni di iscrizione alla D.C. per l’anno 2011 e nel procedere alla ricostituzione degli organismi politici direttivi previsti dallo Statuto del partito.  Il tutto finalizzato anche alla celebrazione del XXII Congresso nazionale della Democrazia Cristiana che prevediamo possa essere celebrato entro la fine del 2011.

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Giornata mediazione civile e commerciale

Posted by fidest press agency su sabato, 29 gennaio 2011

Scrive Giovanni Pecoraro: “Egr. Ministro Angelino Alfano, La invito a proporre al Governo la istituzione  della “giornata della mediazione civile e commerciale”  in occasione del primo anniversario dell’entrata in vigore del decreto legislativo n.28/2010. La data è il giorno 20 marzo  di ogni anno.   Questa data, già fatta propria dall’Organismo Internazionale di Conciliazione & Arbitrato dell’A.N.P.A.R. iscritto al n. 24 del Registro tenuto presso il Ministero, da Lei presieduto, vorremmo  venisse istituzionalizzata dal Governo  in modo  che ciascuno degli organismi di mediazione, nell’ambito della propria competenza siano affidate, le iniziative e l’adozione dei provvedimenti formali che riterranno più idonei per favorire, ancor di più la divulgazione del neo istituto giuridico della mediazione. La celebrazione  della giornata, è chiesta e sarà fatta,  senza oneri aggiuntivi da parte del Governo  e/o dello Stato, da parte dei soli organismi che vogliono aderire.  La ricorrenza sarà celebrata in tutte le Province italiane il  giorno 20 marzo di ogni anno, ed in quelle occasioni saranno premiati, personaggi che hanno contribuito e contribuiscono alla divulgazione e messa in opera dei servizi di mediazione. L’esigenza primaria di oggi, non è solo (e lo è sempre di meno, come confermano i dati da Lei pochi giorni fa diffusi 4% di processi in meno nel 2010) quella di deflazionare la grande marea di processi pendenti, ma è anche quella di opporre con fermezza, alle facili e comode  posizione di “caste”, il recupero della fiducia dei giovani nelle istituzioni e nella possibilità di affrontare da soli il proprio futuro.  Certo  di un Suo  favorevole riscontro alla presente  richiesta gradisca i miei più cordiali e sentiti saluti.

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Organismi geneticamente modificati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2010

«La posizione recentemente assunta dall’Accademia pontificia delle Scienze sulla ricerca degli Organismi Geneticamente Modificati è un passo avanti per iniziare a trattare in maniera non pregiudiziale e rigorosa sul piano scientifico questa materia. Gli OGM – sostiene l’Accademia – non costituiscono un pericolo e non comportano rischi diversi da quelli convenzionali. L’Accademia – si legge in alcuni quotidiani –  ragiona sul loro potenziale per lo sviluppo dei paesi poveri, invitando la società a riconoscere “i danni dimostrabili” che l’opposizione burocratica alle biotecnologie infligge ai poveri. In Italia il dibattito è pressoché fermo. Siamo in un momento in cui la ricerca sugli OGM è in fase di stallo, proprio perché il confronto non è scevro dai pregiudizi e dalle ideologie. Occorre che questi ultimi siano messi al più presto da parte, affinchè alcuni problemi come la fame e la povertà possano trovare nella scienza anche solo una parte della soluzione». Così Ernesto Carbone, coordinatore del Forum Agricoltura del Partito Democratico, dal sito di TrecentoSessanta, l’Associazione che fa riferimento a Enrico Letta.

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Congresso Mondiale di UNI

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2010

Nagasaki in Giappone fino al 12 novembre 2010 Congresso Mondiale di UNI (Union Network International). Crisi finanziaria ed economica, stabilità del mercato del lavoro in un mondo globalizzato, tutela e rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori, sicurezza sociale e sanitaria quali elementi fondamentali del lavoro, attività volta a sradicare la violenza nei luoghi di lavoro, salute come diritto umano indispensabile per un lavoro dignitoso, libertà sindacali e unità, azione sindacale all’interno delle multinazionali,  pace mondiale, ambiente e clima globale, miglioramento della rappresentanza femminile e partecipazione delle donne agli organismi direttivi, emigrazione e traffico di donne, accordi per contrastare le mine antiuomo e le bombe a frammentazione, sviluppo della contrattazione collettiva transnazionale, commercio etico a tutela dei lavoratori, nessuna discriminazione linguistica, partecipazione nella società dell’informazione sono i principali temi che verranno trattati al  La delegazione della Falcri-Confsal al Congresso è  composta dal Segretario Generale Aleardo Pelacchi, dal Vice Segretario Generale Maria Angela Comotti e dal Segretario Nazionale Claudio Gulinello. Il Congresso è  stato preceduto dalla Conferenza Mondiale delle Donne di UNI dove sono stati trattati tra gli altri gli importanti temi della difesa delle donne in tutti i continenti, della tutela delle lavoratrici e della parità salariale e dei diritti nel mondo del lavoro.

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Contratto forze armate

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

Dichiarazione del deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm), e Luca Marco Comellini, segretario del Pdm rendono noto: “Lo schema del DPR di recepimento del provvedimento di concertazione per il personale delle Forze armate, relativo al biennio economico 2008/2009, approvato dal Consiglio dal ministri lo scorso 24 settembre e trasmesso al del Presidente della Repubblica per la firma e la successiva pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale non è quello concertato e sottoscritto dai Cocer che gli stessi organismi della rappresentanza hanno pubblicizzato all’indomani della firma.  Dalla lettura della documentazione trasmessa dallo stato maggiore della difesa al Cocer abbiamo avuto la conferma che il famoso articolo 4 -relativo all’importo aggiuntivo pensionabile– quello di cui successivamente ne è comparsa una versione con la tabella in bianco,  contiene ora un nuovo comma e una nuova tabella. Senza voler entrare troppo nel merito degli effetti che queste modifiche apporteranno al trattamento economico del personale militare, e che comunque da una prima lettura sembrano mirate a favorire esclusivamente gli ufficiali con più di 13 anni di servizio (c.d. omogeneizzati al livello dirigenziale), ci  pare chiaro che il grave problema che noi del Pdm abbiamo denunciato già il 28 settembre sia sempre esistito e oggi ha trovato la sua immancabile conferma. La “concertazione” di fatto non c’è stata e quindi non c’è stato nessun accordo, ma solo l’ennesima dimostrazione che il Cocer è uno strumento asservito al Governo e del resto quali sono i suoi compiti lo ha detto chiaramente La Russa rispondendo a una nostra interrogazione (4/04935) in cui si legge «… il mandato di rappresentanza è stato prorogato per consentire, in questa fase, ai delegati in carica di poter «proseguire ulteriormente il lavoro di rappresentanza e di tutela degli interessi delle Forze armate».». Interessi delle Forze armate, non del personale militare. A questo punto, la questione della mancata firma del documento  da parte del Cocer dell’Aeronautica che ne inficia sostanzialmente la validità, e l’esistenza di un differente schema di accordo ormai palesemente provato e sul quale nei giorni scorsi aveva sollevato i suoi dubbi  anche un importante organismo rappresentativo di livello inferiore (Coir COMFOTER) ci fanno sembrare doveroso tornare a chiedere la ripetizione della procedura di concertazione nell’interesse della legalità e della trasparenza che sono venute a mancare, nonché di tutti i cittadini che con le loro tasse contribuiscono al pagamento degli stipendi dei militari.  Il preoccupante silenzio del Ministro della difesa e della Pubblica amministrazione e l’Innovazione è un’ammissione di colpa chiara e inequivocabile; un’ammissione di responsabilità che il Presidente della Repubblica non può non considerare nella sua eventuale decisione di sospendere la pubblicazione del DPR in questione”. (On. Maurizio Turco Luca Marco Comellini)

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Nessun sindacato nell’Arma

Posted by fidest press agency su domenica, 23 Mag 2010

“Fino a quando non si apriranno le porte  di  una vera  sindacalizzazione nell’Arma dei Carabinieri saremo costretti ad assistere a forme di mobbing e repressione verso quei militari che inseguono il cambiamento. Il Coisp non starà a guardare né lascerà soli costoro che dimostrano di attuare con il loro fiero comportamento atti di vero e proprio eroismo esponendosi alle Alte Gerarchie senza se e senza ma.” Così Franco Maccari, leader del Coisp il Sindacato Indipendente di Polizia, secondo lo stile che gli è proprio, commenta in modo grave i termini della vicenda che ha coinvolto il M.llo dell’Arma dei Carabinieri Vincenzo Bonaccorso, uno dei co-fondatori dell’Associazione  Carabinieri in servizio “Pastrengo” e del Partito per gli Operatori della Sicurezza e della Difesa, organismi che nascono fra le fila dell’Arma con il compito di emettere i primi vagiti di una vera sindacalizzazione. Tali espressioni  che manifestano da sole la voglia di tanti colleghi dell’Arma di uscire dal paradigma militare per entrare nell’alveo di una sicurezza snella, moderna, libera, hanno promosso, fra l’altro, per domani 23 maggio a Palermo una rilevante manifestazione dal tema: “Legalità e Sicurezza nella Regione Sicilia. Il ruolo delle Forze dell’Ordine, nel contesto delle iniziative celebrative della strage di Capaci ed in memoria di quei caduti. “Non possiamo sottacere quello che subisce Bonaccorso, che recentemente ha visto notificata dai suoi superiori la punizione (cinque giorni di consegna semplice) per aver partecipato a Bergamo ad un convegno al quale erano presenti i sindacati di polizia (il nemico pubblico n. 1 per le Alte Gerarchie Militari…..) – continua Maccari- ma ci scandalizza e ci indigna ancora di più l’intimidazione sottilmente formulata in modo informale nei suoi confronti tesa a scoraggiare la sua partecipazione ai lavori di domani, pena chissà quali altre possibili repressioni. “Grazie a Dio il sindacalismo in Polizia è qualcosa che è radicato non solo nei gangli istituzionali ma anche nella coscienza civica della cittadinanza – conclude Franco Maccari – ed è dalla forza di questa certezza che traiamo le energie per denunciare l’assurdità di quello che si verifica fra i colleghi militari. Un appello forte, sincero, accorato viene rivolto alla stampa, alla politica, alle Istituzioni specie quelle militari, affinchè muti l’atteggiamento verso chi, dopo il 2000, viene considerato la pecora nera e il delinquente in casa solo perché liberamente esprime il suo pensiero. Dispiace dover pesantemente denunciare lo squallore che traspare dalla vicenda in un giorno triste e severo per la Nazione, ma mi piace pensare che non è un caso che al sacrificio estremo di coloro che hanno lasciato la vita a Capaci, si debba affiancare il piccolo sacrificio di chi, per celebrare la memoria di eroi e caduti, andrà incontro ad angherie e soprusi. Perché il M.llo Bonaccorso domani sarà con noi a Palermo. E perché verrà punito. Siamo convinti che insieme riusciremo a produrre quel cambiamento che i colleghi dell’Arma agognano nel silenzio e nella paura, consapevoli che la battaglia sarà dura e cruenta ma che alla fine razionalità, giustizia e buon senso avranno la meglio.

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Il palazzo patriarcale di Venezia

Posted by fidest press agency su martedì, 13 aprile 2010

“L’accurato ed intelligente lavoro di restauro del  Palazzo Patriarcale ha permesso di restituire alla fruizione, non solo dell’intero soggetto ecclesiale ma di tutta la città, molti spazi interni ed esterni, prima inutilizzabili, ”commenta il cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia nel suo capitolo introduttivo del volume La dimora dei patriarchi, pubblicato nel 2009 per l’editore Marcianum Press. Il prezioso volume, corredato da un ricchissimo apparato iconografico (più di duecento illustrazioni a colori) racconta nel dettaglio le tappe che hanno portato al recupero del palazzo patriarcale con tutti i problemi e le difficoltà che sono sorte in corso d’opera.  Oggetto del restauro era, dunque, la residenza del patriarca, la sede dei suoi uffici, degli uffici degli organismi di curia, della procuratoria di San Marco, i quali sono al servizio della comunità di tutta la Diocesi di Venezia. Ciò rendeva ancora più attenta l’indagine preliminare sulle fasi di intervento dell’edificio ottocentesco e sulle sue eredità architettoniche passate.  Non è stata un’impresa facile mantenere l’impianto architettonico ottocentesco e, nello stesso tempo, aggiornare la struttura alle complesse funzioni ospitate nell’edificio, che si svolgono tutt’ora con esigenze d’uso diverse rispetto al passato.  I lavori si sono svolti in due fasi successive e affidati mediante una pubblica gara di appalto. Un primo intervento, realizzato dalla Impresa Ducale di Restauro di Venezia, ha interessato l’intero complesso edilizio ed è stato realizzato dall’Associazione Temporanea di Imprese Dottor Group S.p.A. di San Vendemiano (Tv) e dalla Eurogroup di Silea (TV). Iniziato nell’ottobre 2004, il restauro si è concluso nel settembre 2007, con una consegna dei lavori anticipata, in quanto inizialmente prevista per il 2009. Anche la spesa complessiva sostenuta è stata inferiore rispetto a quanto in precedenza preventivato. Il Palazzo patriarcale nella sua nuova veste restaurata racchiude ora il patrimonio culturale antico (la struttura architettonica, la statuaria, gli ornamenti lapidei, le decorazioni murali, le opere d’arte) e moderno (l’arredo liturgico della Cappella, il nuovo allestimento degli uffici di curia). Rappresenta, dunque, la testimonianza viva della storia religiosa di Venezia, dimora della Chiesa proiettata verso il futuro e guidata dal suo Patriarca. Inoltre, grazie all’apertura settimanale di alcune zone della dimora, tutti, veneziani e turisti hanno la possibilità di ammirare notevoli opere del Tintoretto, Giambattista Tiepolo, Palma il Giovane e altri autorevoli artisti, oltre che di visitare l’appartamento che fu del Patriarca Giuseppe Sarto e la Cappella Patriarcale. E Sono proprio le tavole del Tintoretto e di Palma il giovane che illustrano alcune opere del Ciclo di Santa Caterina presenti nella Quadreria del palazzo che chiudono il prezioso volume. (Martina Voghi) (Il palazzo patriarcale di Venezia dopo i restauri del 2004-2007  A cura di Santino Langè   Marcianum Press, 2009, pp. 236 200 fotografie a colori 8 tavole dedicate alle tele del Tintoretto € 52.00) In vendita nelle migliori librerie; per maggiori informazioni consultare il sito http://www.marcianum.it nella sezione dove trovare i nostri libri

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Il Parlamento approva il DDL sul lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 marzo 2010

Comunicato rilasciato dalla Segreteria del Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia: “Con l’approvazione del DDL lavoro il governo continua ad illudere il lavoratori in divisa. L’articolo 19 della norma, approvata definitivamente dall’aula del senato, non ha alcun contenuto sostanziale se non quello di permettere ai vertici di proseguire nella loro opera di negazione dello status di “cittadini” a tutti coloro che servono lo Stato indossando una divisa. Le deleghe in bianco contenute nella norma, inoltre, fanno presagire una chiara volontà di repressione delle conquiste come l’orario di lavoro e le tutele della paternità e della maternità, per citarne solo alcune. Straordinari traguardi sociali che rischiano di essere affidati alla contrattazione o al mercimonio da parte organismi incompetenti e autocelebrativi, che sono l’espressione antidemocratica e diretta dei vertici dai quali ricevono ordini e gratificazioni. Sulla partecipazione dei Cocer alle procedure di contrattazione è chiaro che si è voluto assicurarne la sopravvivenza, dopo avergli prorogato il mandato e averli portati per mano dal premier, come si fa con i più fedeli “amici dell’uomo”. In questo caso, però, è stato come prolungare l’agonia di un malato terminale e ora si vuole assicurare al medesimo destino la parte sana di quelle Istituzioni che, nell’esclusivo interesse della collettività e della democrazia, sono ancora fedeli alla Costituzione e alle Leggi. I segnali delle pessime intenzioni del governo nei confronti dei cittadini in divisa sono chiaramente contenuti nelle recenti dichiarazioni dei capi di stato maggiore rese nel corso delle audizioni parlamentari, e trovano ampia conferma nel testo del “Codice dell’Ordinamento militare”, tutt’ora all’esame delle camere, sul quale noi nutriamo forti dubbi di costituzionalità. In merito al contratto scaduto vogliamo ricordare ai sindacati di polizia che da oggi si dovranno confrontare con un nuovo avversario votato alla causa degli interessi dei vertici politici e militari: il cocer carabinieri. Per questi motivi continueremo a vigilare e denunciare ogni questione che porrà in pericolo la sopravvivenza dello stato di diritto e della stessa Costituzione.”

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“No” al mais MON 810

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2010

La sentenza del Consiglio di Stato – dichiara Paolo Landi Segretario Generale Adiconsum – che ha accolto il ricorso proposto dal Vicepresidente di Futuragra di poter liberamente coltivare mais transgenico ha riacceso la polemica troppo spesso sterile, tra i sostenitori e non degli Ogm, senza che i riflettori vengano puntati sulla totale assenza del piano di coesistenza tra coltivazioni Ogm e le coltivazioni tradizionali. Adiconsum – continua Pietro Giordano, Segretario Nazionale – ritiene che la questione debba essere affrontata con una reale concertazione tra le istituzioni, le associazioni dei consumatori, ambientaliste e di tutti i soggetti della filiera agroalimentare. In questo senso nei prossimi giorni chiederemo un tavolo di confronto presso il Ministero, con tutti i soggetti interessati.Adiconsum – continua Giordano – ritiene che le Regioni debbano procedere alla definizione dei piani di coesistenza convocando tutti i soggetti interessati, ivi comprese le associazioni dei consumatori. Futuragra, inoltre secondo Adiconsum, non può rivendicare  per i propri iscritti il diritto alla libertà di coltivare Ogm senza tenere conto che: •  in assenza di validi piani di coesistenza, la libertà di coltivare Ogm di fatto limita la libertà di produrre secondo i metodi tradizionali o utilizzando altri metodi quali l’agricoltura biologica (rischio di contaminazione); • in molti altri Paesi europei (Austria, Francia, Germania, Grecia, Lussemburgo e Ungheria) il Mon 810 è stato bandito; • nel corso dell’insediamento per il prossimo semestre alla presidenza della Commissione europea, il presidente Barroso ha dichiarato che è in corso di elaborazione una proposta sull’autodeterminazione degli Stati membri di decidere se consentire o meno colture Ogm; • non è possibile assumere tali decisioni senza tenere conto del parere della larga maggioranza degli italiani che non vuole consumare né coltivare prodotti transgenici.

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Undicesimo Congresso dell’Aoico

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 gennaio 2010

Matera 22 e 23 gennaio ospiterà l’undicesimo Congresso Nazionale dell’Aoico – Associazione Ospedaliera Italia Centromeridionale Otorinolaringoiatrica – in programma nel centro congressi dell’Hotel Palace, sul tema “Chirurgia Ambulatoriale e la Day Surgery in Otorinolaringoiatria”. Con circa 600 specialisti iscritti, operanti nel centro e sud Italia, l’Aoico è uno dei due principali organismi associativi italiani di Otorinolaringoiatria, che convergono nella Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale (SIO).  Il presidente nazionale Aoico, dott. Gennaro Larotonda, primario dell’Ospedale “Madonna delle Grazie” di Matera, chiarisce il tema congressuale: “Il convegno affronta la gestione ambulatoriale chirurgica della nostra specializzazione, e quindi la possibilità di affrontare interventi operatori anche di particolare complessità nell’ambito di un ricovero ospedaliero di durata limitata, il cosiddetto “Day Surgery”. I due giorni di congresso, che vedranno giungere in città oltre 250 specialisti da tutta Italia, permetteranno di approfondire gli argomenti in programma e di scambiare le esperienze maturate dagli otorinolaringoiatri nelle varie realtà locali. Tra gli interventi più attesi, quello del prof. Desiderio Passali, ordinario di Otorinolaringoiatria dell’Università di Siena e presidente della Società Mondiale di Otorinolaringoiatria (IFOS). Il programma degli interventi del congresso Aoico è disponibile su internet sul sito dell’associazione http://www.aoico.it

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Unione Europea: formazione professionale

Posted by fidest press agency su domenica, 10 gennaio 2010

La Commissione Europea approva l’Invito a presentare proposte 2010 EACEA/31/09 Cooperazione UE-Stati Uniti in materia di istruzione superiore e di formazione professionale. Possono proporre richieste di contributi a titolo del presente invito gli istituti d’istruzione superiore e quelli di istruzione e formazione professionali. Per le misure relative alle politiche, l’invito è aperto anche ad altre organizzazioni quali agenzie di accreditamento, agenzie od organizzazioni di istruzione, ditte private, gruppi industriali e aziendali, organizzazioni non governative, istituti di ricerca e organismi professionali. I candidati devono essere stabiliti in uno dei paesi dell’Unione europea. Per partecipare al programma Atlantis, ciascun consorzio deve soddisfare i  requisiti specificati nel bando.  Scadenze: 08-04-2010.

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Mandato dei cocer e principi costituzionali

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2009

In questi giorni al Senato è all’esame della 1^  e dell’11^ Commissione il ddl 1167 in materia di lavori usuranti. Nell’attuale testo è presente l’emendamento 22.0.103 che intende prorogare il mandato dei Cocer, Coir e Cobar delle Forze Armate e delle Forze di Polizia a ordinamento militare al 30 luglio 2011, impedendo così ai cittadini militari di eleggere i nuovi rappresentanti alla scadenza naturale del mandato, cioè alla primavera del prossimo anno.” – lo afferma Luca Marco Comellini segretario del partito per la tutela dei diritti dei militari (PDM) – “Condivido pienamente le autorevoli opinioni secondo le quali tale decisione è sbagliata – prosegue Comellini – perché costituisce una deroga al fondamentale principio di democraticità degli organismi sancito dall’art. 18 della legge n. 382/78 e anche perché impedisce agli aventi diritto di premiare o respingere col l’espressione di voto le idee e le posizioni assunte dai rappresentanti uscenti. In attesa di una concreta riforma che estenda i pieni diritti sindacali al personale delle Forze armate – aggiunge Comellini – invitiamo il senatore Saltamartini (PdL) a ritirare il suo emendamento ricordandogli la sua lunga militanza all’interno dei sindacati di polizia e l’effettivo contributo dato alla democraticizzazione del Corpo. Ritengo sia inaccettabile questo emendamento – di dubbia legittimità costituzionale – che intende prorogare le attività di un organismo che certamente non si è distinto per l’efficacia della sua azione di tutela e di rappresentanza degli interessi collettivi del personale fino ad evitare il democratico confronto con la base elettorale. Non voglio immaginare – conclude Comellini – cosa potrebbe accadere se ogni istituzione eletta dai cittadini, in modo analogo, tentasse di prorogare il suo mandato oltre la sua scadenza naturale.”

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Volontariato e Protezione Civile Siciliana

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2009

In un mondo in cui i fattori di rischio hanno assunto carattere globale e sono quindi riconducibili a molteplici minacce (dal terrorismo alle calamità naturali, dalle crisi socio-politiche alle epidemie ed alla criminalità organizzata, all’ecomafia,), la gestione delle situazioni di emergenza richiede il concorso di più enti, organismi e strutture, e di associazione del mondo del volontariato e della protezione civile. Per rendere ancora più efficace il conseguimento dei compiti istituzionali, l’Unità di Crisi  del Raggruppamento di Volontariato e di Protezione Civile mantiene pertanto contatti operativi regolari sia a livello istituzionale (con le altre Amministrazioni dello Stato ( comuni-Provincia Prefettura- Regione e Ministero Interno e con le cellule di crisi delle varie associazioni di volontariato e di Protezione Civile), sia con le varie articolazioni della società civile (operatori economici, ordini religiosi, tour operator, ONG, giornalisti, etc.). L’Unita’ di Crisi è la struttura del Raggruppamento Temporaneo di Volontariato e di Protezione Civile a cui è affidato il compito istituzionale di assistere i civili e tutelare gli interessi dello Stato italiano in situazioni di emergenza.
A partire dal 2009 l’Unità di Crisi è stata posta alle dirette dipendenze del Raggruppamento Temporaneo di Volontariato e di Protezione Civile, acquisendo una maggiore autonomia funzionale e decisionale soprattutto alla luce dell’utile esperienza accumulata attraverso gli anni. Essa agisce in collegamento con gli Organi istituzionali dello Stato di volta in volta interessati.
Operativa 24 ore su 24, animata da una squadra di poco meno di trenta persone, l’Unità di Crisi è una struttura flessibile, snella e capace di reagire con velocità nel caso in cui si verifichi una situazione di emergenza. L’organizzazione interna è semplice e ben definita, proprio per assicurare univocità nelle decisioni e rapidità ed efficacia nella loro attuazione. Tutto il personale, indipendentemente dalle funzioni svolte, è polivalente ed addestrato alla gestione operativa.

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Organismi di conciliazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2009

Finalmente, il consiglio dei Ministri,  ha posto attenzione alle varie denunce che la CONF.AS (Confederazione delle Associazioni),  rappresentata dal dott. Giovanni Pecoraro, da anni  ha portato  all’attenzione dei Governi in tema  di Conciliazione. Infatti, il Consiglio dei Ministri nella seduta del  18 settembre c.m. ha impugnato, su proposta del ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, cinque leggi regionali, tutte anticostituzioni di queste la più significativa, anche in rapporto a quanto stabilito  – dalla  L. 18 giugno 2009, n. 69 (Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonchè in materia di processo civile),  il cui art. 60 (Delega al Governo in materia di mediazione e di conciliazione delle controversie civili e commerciali) –  è la  legge regionale Veneto  n.15/2009 che recava norme in materia di gestione stragiudiziale del contenzioso sanitario. Questa legge regionale secondo il il Ministro Fitto e l’intero consiglio dei ministri eccede dalle competenze regionali in quanto disciplina un istituto, quello della conciliazione, che rientra nelle materie “ordinamento civile” e “giurisdizione e norme processuali”, di competenza esclusiva statale. Inoltre, creando una nuova figura professionale, quella del “conciliatore o mediatore”, viola l’art. 117, comma 3, Cost., con riferimento ai principi fondamentali della materia “professioni”.  A questo punto – dice il presidente Pecoraro sono anticostituzionali e vanno immediatamente  dichiarati tali anche  l’organismo di conciliazione bancario, quella della Consob quello del C.O.N.I. quello della regione Toscana sempre in tema di sanità e tutti quelli costituiti con protocolli di intesa o convenzione, nelle quali siedono conciliatori non specializzati  privi del requisito di imparzialità e neutralità e perchè ledono i principi fondamentali  del Conciliatore Professionale. (N.Iannone)

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