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Coronavirus e appropriatezza organizzativa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2020

“È dal 25 febbraio, nelle prime fasi dell’epidemia di Covid-19, che la SIPPS chiede di fare chiarezza per proporre strategie operative funzionali. La raccomandazione è sempre la stessa: salvaguardare il sistema sanitario e proteggere il personale medico e paramedico esposto in prima linea. Per seguirla basta, soddisfare tre richieste”. A dirlo è Giuseppe Di Mauro, presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), che precisa quali sono: “E’ necessario evitare in tutti i modi l’assalto agli ospedali e soprattutto ai servizi di pronto soccorso che potrebbe renderli i luoghi più pericolosi; adottare corridoi preferenziali in cui poter canalizzare l’eventuale afflusso di migliaia di casi o supposti tali nei prossimi giorni o mesi; mettere a disposizione ospedali militari delle grandi città (attualmente quasi inutilizzati), in modo tale da trasformarli in breve tempo in centri di diagnosi, isolamento e smistamento per i casi necessitanti di terapia intensiva”.
L’adozione di corridoi preferenziali e/o dedicati è “una misura necessaria, anche se non sufficiente, per evitare il diffondersi del contagio. A distanza di un mese molto è stato fatto- continua Di Mauro- si sono identificati i centri Covid per la gestione dei casi documentati (confermati dalla positività del tampone) che necessitano di ricovero, si è definita l’assistenza domiciliare per i casi sospetti o accertati non gravi, si stanno sperimentando nuove terapie, si sono creati nuovi posti letto in rianimazione grazie alle generose donazioni di enti e privati cittadini. La popolazione rispetta le restrizioni decretate dal governo, sono previste sanzioni e pene per i trasgressori, si effettuano controlli. Nella gestione dell’epidemia persistono, però- puntualizza Di Mauro- alcuni punti deboli: la carenza del personale sanitario e dei presidi, in primis, e la gestione dei casi sospetti (quindi potenzialmente contagiosi) che necessitano di ricovero, ma che non hanno ancora ricevuto una diagnosi perché non hanno fatto il tampone o non hanno ancora ricevuto il risultato”.
In molti ospedali i pazienti in età pediatrica sono gestiti in spazi dedicati, fa sapere Maria Carmen Verga, segretario nazionale SIPPS, “spesso vicini alle aree di pronto soccorso, anch’esse dedicate ai casi sospetti, non circolano per l’ospedale, non accedono al reparto dove sono ricoverati pazienti con altre patologie e dove il personale non indossa i presidi di protezione. L’inosservanza di queste basilari misure- aggiunge- può infatti comportare un grave rischio per il personale e per tutti gli eventuali contatti”.
E’ ampiamente documentato, infatti, che tra “le principali cause di contagio ci sono proprio le procedure non corrette in ambiente ospedaliero- – precisa Ernesto Burgio, componente del comitato scientifico SIPPS sulla Newsletter Covid-19- e che in condizioni di estrema necessità si tende ad abbassare la soglia di sicurezza. Sono di questi giorni le proteste per il reclutamento di specializzandi e neolaureati e per l’utilizzo delle mascherine chirurgiche nell’assistenza dei pazienti positivi al Covid-19 al posto di quelle omologate FFP3. E’ pertanto necessario verificare urgentemente se ci sono e quali sono gli ospedali in cui non sono stati approntati spazi e percorsi dedicati ai casi sospetti, la cui gestione rimane perciò indefinita ed improvvisata”.
La SIPPS conclude ribadendo che “la sicurezza è una priorità assoluta e vuole portare all’attenzione un’altra criticità auspicando che tutti gli ospedali che non hanno ancora provveduto organizzino immediatamente i percorsi e le aree dedicate ai casi sospetti- termina Di Mauro- in corso di definizione diagnostica”.

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Tecnest: «La sfida non è tecnologica ma organizzativa»

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

FLEXforIndustrySi tratta di cambiare mentalità, modo di lavorare e di pensare ai processi, le relazioni tra uomo e macchina e tra i diversi attori coinvolti. L’uomo quindi non scompare, ma assume un ruolo centrale e strategico». Secondo Tecnest, azienda di Udine che da 30 anni si occupa di soluzioni informatiche e organizzative per la gestione dei processi di produzione e della supply chain, è questa la sfida che l’industria 4.0 pone. Ed è attorno alla persona, alla sua professionalità e alla capacità di gestire i processi che si sviluppa FLEX for Industry 4.0, la nuova soluzione smart di Tecnest per il manifatturiero. La risposta ai nuovi paradigmi introdotti dall’Industria 4.0 è in un sistema capace di far dialogare macchine, oggetti e persone dando vita ad una via tutta italiana che unisce collaborative manufacturing e internet of things. «L’Industry 4.0 rappresenta un vero e proprio nuovo modello organizzativo ed economico per il mondo industriale. È un nuovo modo di pensare la fabbrica e le relazioni tra fornitori, produttori e clienti. E tra uomo e macchina», spiega Mario Chientaroli, direttore R&S e socio fondatore di Tecnest. «Lo scenario ottimale, soprattutto in un contesto manifatturiero come quello italiano, sarà quello della collaborazione e dell’interazione tra persone (interne ed esterne all’azienda) e macchine intelligenti in grado di rendere più rapido e flessibile il processo produttivo. Per questo, secondo la nostra visione, le tecnologie e le soluzioni abilitanti ai nuovi paradigmi dell’Industry 4.0 non ridurranno il contributo umano ai processi produttivi, bensì dovranno agevolarlo e sostenerlo secondo nuovi schemi e modalità di lavoro collaborative e interattive.».
Al centro di FLEX for Industry 4.0 è la Smart Factory Console, la nuova applicazione web e role-based per la raccolta dati, il controllo e l’avanzamento della produzione e per la gestione e l’analisi delle informazioni e dei dati raccolti da macchine, persone e prodotti interconnessi all’interno della fabbrica 4.0. «La Smart Factory Console non è solo una nuova applicazione web per la raccolta dati in fabbrica, ma rappresenta il luogo principale dove si concentrano le attività di interazione e collaborazione (uomo-macchina, uomo-uomo, macchina-uomo) tra gli operatori di produzione e gli elementi di sistema produttivo, integrando funzionalità di Social & Collaborative Manufacturing con tecnologie Internet of Things», continua Fontanot. «Attraverso il Collaboration Hub di FLEX for Industry 4.0 e le funzionalità per lo scambio diretto (chat, screensharing .. ) o differito di contenuti e per il coordinamento delle comunicazioni (kanban board, scrum, report .. ), operatori, supervisori e collaboratori interni o esterni all’azienda, ma anche clienti, fornitori, terzisti possono visualizzare, pubblicare, condividere e gestire informazioni e dati su processi e attività in modo semplice e immediato. Inoltre, i dati relativi a tempi, quantità, ordini fermi o altre eventuali problematiche derivanti dal processo produttivo possono essere comunicati in tempo reale dagli impianti di produzione grazie al nuovo IoT gateway di FLEX for Industry 4.0 che collega e integra macchine, sensori, dispositivi, sistemi di automazione e oggetti fisici».
E’ una soluzione pensata da Tecnest per completare e potenziare le applicazioni di Advanced Planning & Scheduling e di Manufacturing Execution System di Tecnest, abilitandole ai nuovi paradigmi dell’Industry 4.0.È questo il cuore. Una nuova infrastruttura in grado di veicolare in tempo reale e via web dati, informazioni e messaggi tra prodotti, macchine e persone attraverso tecnologia IoT e strumenti di Collaborative Manufacturing e di fungere quindi da snodo di smistamento delle informazioni verso le diverse soluzioni applicative di Tecnest per la fabbrica. (foto: FLEXforIndustry)

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