Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Posts Tagged ‘orientamento’

Progetto online di orientamento al lavoro e sviluppo delle soft skills per i laureandi dell’Università di Messina

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2020

ManpowerGroup – multinazionale leader mondiale nelle innovative workforce solutions – in collaborazione con l’Università di Messina ha accompagnato oltre 800 studenti dell’ultimo anno in un percorso online di orientamento al lavoro e sviluppo delle proprie soft skill attraverso la piattaforma gratuita di e-learning “Power You DigiTal”.“Power You DigiTal” è un progetto che ha permesso agli studenti dell’Università di Messina di prepararsi all’ingresso nel mondo del lavoro e di sviluppare al meglio quelle competenze trasversali (o soft skills) riconosciute e richieste dal mercato del lavoro.Grazie alla piattaforma di ManpowerGroup e della Fondazione Human Age Institute gli studenti dell’Università di Messina che hanno partecipato ai corsi di “Power You DigiTal”, hanno ottenuto i crediti formativi universitari (CFU) per poter conseguire la Laurea nelle sessioni in programma nelle prossime settimane.Nel percorso formativo di orientamento, della durata di 30 ore, gli studenti hanno analizzato i propri punti di forza al fine di gestire al meglio la propria immagine professionale, attraverso la valorizzazione di sé e delle proprie capacità, un efficace utilizzo dei social e la consapevolezza del percorso di carriera desiderato.

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Giornata di orientamento estivo dell’Università di Parma

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

Parma. In questa edizione dell’Infoday, che per il 2020 necessariamente si svolgerà online, a partire dalle 9 di lunedì 13 luglio sarà possibile incontrare i docenti dell’Università di Parma che saranno presenti sul portale “Il mondo che ti aspetta” per rispondere in diretta alle domande di futuri studenti e famiglie sulle caratteristiche e le novità dell’offerta formativa del prossimo anno accademico.(https://www.unipr.it/infoday). A pochi giorni dall’apertura delle immatricolazioni, si rinnova, infatti, l’appuntamento con l’Università di Parma per conoscere i corsi di studio e i servizi per l’anno accademico 2020-21.
Per ogni corso di laurea triennale, magistrale e magistrale a ciclo unico sarà infatti presente un desk virtuale cui sarà possibile accedere in diverse fasce orarie (link al programma). Ai desk virtuali saranno presenti docenti e tutor che presenteranno brevemente i corsi e risponderanno in diretta alle domande dei partecipanti, integrando e approfondendo tutte le informazioni già presenti sul portale.
Per tutta la giornata, dalle 9 alle 16, saranno disponibili anche i desk virtuali di molti servizi di Ateneo, accessibili sempre dal portale “Il mondo che ti aspetta”: Orientamento, Tasse, contributi e diritto allo studio, ER.GO, il servizio per student* con disabilità, con B.E.S. e fasce deboli, con D.S.A., con spettro autistico e GLBT le Eli-Che, Counseling Psicologico e Welcome Point Matricole. A breve saranno disponibili sulla pagina web dell’Infoday i link per accedere per accedere ai desk virtuali.
Più che mai in questa fase di transizione, già di per sé delicata e ora resa ancor più complessa dalle contingenze, possono essere numerose le incertezze sulla configurazione futura dei corsi di studio, sulle modalità di accesso e di frequenza, sui servizi di supporto agli studenti.Per questo l’Università di Parma, con questo appuntamento di Orientamento, vuole fornire una ulteriore occasione di incontro tra docenti, studenti e famiglie per informare anche sugli ultimi aggiornamenti in atto e fornire indicazioni utili per affrontare in modo consapevole l’ingresso nel mondo universitario.Le immatricolazioni all’Università di Parma si apriranno giovedì 16 luglio 2020.

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Sistema online di orientamento gratuito per misurare da casa i progressi personali e professionali

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

Alla luce dell’attuale situazione di emergenza Covid-19 e della conseguente chiusura di scuole e università, che si protrarrà almeno fino a settembre, la società Selexi ha messo a disposizione una piattaforma gratuita che offre percorsi di orientamento e formazione. L’intento è garantire continuità nell’apprendimento e nella crescita professionale, nonostante l’interruzione delle attività in aula che ha comportato una riduzione delle ore di lezione e una più complessa organizzazione di verifiche ed esami, nonostante il generoso impegno dei docenti.Da qui l’idea di condividere la piattaforma MITO con insegnanti, genitori e studenti di istituti scolastici di secondo grado e centri professionali: un sistema integrato di valutazione, orientamento, consulenza personale e supporto nelle scelte di carriera universitaria e lavorativa.Attraverso diverse funzionalità, il software consente di valutare alcune dimensioni personali significative come la flessibilità, la capacità di problem solving, la capacità cooperativa, la propensione al cambiamento. Permette inoltre di conoscere meglio le proprie competenze e qualità, di redigere il bilancio della propria formazione e delle esperienze acquisite, oltre a dare la possibilità di costruire e scaricare il proprio CV europeo. Infine, su MITO è disponibile un particolare percorso per la valutazione della propria “formabilità”. Al termine, si ottiene un profilo personale accurato e attendibile.Il programma è proposto da Selexi e si fonda sull’analisi di competenze e capacità tra quelle oggi maggiormente richieste da società e organizzazioni. L’utente che ha già un’idea precisa della professione che vorrebbe svolgere nel mondo del lavoro o che desidera verificare quali ruoli corrispondano meglio alle capacità e potenzialità personali può seguire percorsi specifici di orientamento al lavoro e verifica dell’idoneità a una determinata attività.MITO è online all’indirizzo https://www.mitonline.it/orientamento. Il sistema rilascia una password personale che consente il libero accesso personale ai programmi e la stampa dei risultati.

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Orientamento scolastico: tra chi prosegue gli studi e chi lascia

Posted by fidest press agency su sabato, 2 maggio 2020

Chi prosegue gli studi, chi li abbandona e perché. L’identikit dello studente italiano ambizioso, desideroso di formarsi al meglio, pronto al sacrificio e con lo sguardo rivolto al mondo del lavoro, è tracciato dal Rapporto 2020 sulla Condizione occupazionale e formativa dei diplomati di scuola secondaria di secondo grado, realizzato da AlmaDiploma e dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea.L’indagine studia un circolo vizioso per capire come trasformarlo in un ciclo virtuoso. Fotografa le scelte formative e lavorative compiute dai diplomati a un anno e a tre anni dal conseguimento del titolo: oltre 88 mila studenti (circa 47 mila del 2018 e 41 mila del 2016) sono stati contattati per una valutazione dell’esperienza scolastica e delle scelte maturate dopo il diploma.Si iscrivono all’università soprattutto i liceali. Gli studenti del 2018 iscritti all’università, dopo un anno dal diploma, sono il 66,9%: il 51,4% ha optato esclusivamente per lo studio, il 15,5% frequenta l’università lavorando. L’87,0% dei diplomati del 2018 che avevano dichiarato, alla vigilia dell’Esame di Stato, di volersi iscrivere all’università ha successivamente confermato le proprie intenzioni. È però vero che l’8,3% degli studenti ha poi cambiato idea. La quota di chi ha rivisto le proprie scelte è più consistente tra i diplomati professionali (24,4%) e tecnici (13,3%) rispetto ai liceali dove la quota dei ripensamenti è praticamente irrilevante (5,2%); i primi due profili, infatti, subito dopo il conseguimento del titolo possono contare su maggiori chance lavorative.Altro aspetto importante è il contesto socio-economico e culturale della famiglia che influenza la scelta di proseguire gli studi (fra i diplomati del 2018 sono il 75,1% le iscrizioni all’università di diplomati in contesti più favoriti, rispetto al 56,7% dei giovani provenienti da famiglie meno favorite). Anche il titolo di studio dei genitori influenza le scelte formative dei giovani (iscrizione all’università per l’82,2% dei diplomati con un genitore laureato, il 66,5% con genitori in possesso di un diploma di scuola secondaria di secondo grado e il 51,1% con genitori non diplomati). Ma a un anno dal titolo per il 15,3% dei diplomati la scelta universitaria non si è dimostrata vincente. il 6,6% ha deciso di abbandonare l’università, l’8,7% ha cambiato ateneo o corso di laurea.Per prevenire gli abbandoni e rendere le carriere universitarie più brillanti è importante il ruolo giocato dalle attività di orientamento, soprattutto se ben strutturate. Il percorso AlmaOrièntati è stato ideato da AlmaLaurea proprio con l’obiettivo di rendere disponibile ai giovani uno strumento di ausilio alla scelta universitaria.L’attività di Orientamento è fondamentale già per la scelta del percorso di scuola secondaria di secondo grado, che avviene in un momento molto delicato della vita dello studente. È a questa età che si rischia il circolo vizioso da trasformare in ciclo virtuoso. La famiglia e gli insegnanti della scuola secondaria di primo grado esercitano dunque un ruolo di fondamentale importanza nella scelta del percorso da compiere.Alla vigilia del diploma il 55,5% dei diplomati del 2018 dichiara che, potendo tornare indietro, sceglierebbe lo stesso indirizzo/corso nella stessa scuola, mentre il restante 44,3% compierebbe una scelta diversa.
Dopo un anno dal diploma il quadro si modifica leggermente: la quota di intervistati che replicherebbe esattamente il percorso scolastico compiuto sale al 59,8% degli intervistati mentre scende al 39,9% la percentuale di chi varierebbe la propria scelta .A un anno dal diploma il 15,5% dei diplomati del 2018 frequenta l’università lavorando, il 20,3% lavora senza proseguire gli studi. A questi si aggiunge il 51,4% che, come già visto all’inizio, ha optato esclusivamente per lo studio. A tre anni dal diploma lavora, senza contemporaneamente studiare, il 25,7% dei diplomati del 2016, il 20,3% studia e lavora; resta elevata, e pari al 46,5%, la quota di diplomati che risulta iscritto a un corso di laurea. L’indagine rileva un altro dato molto interessante per gli “Studenti 4.0”. A un anno dal titolo, tra i diplomati del 2018, il 18,9% di quanti hanno svolto l’alternanza scuola-lavoro (ora percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento) è stato successivamente richiamato dall’azienda in cui ha svolto tale attività. Tra quanti hanno svolto attività di alternanza scuola-lavoro durante gli studi e risultano occupati a un anno dal diploma, il 32,5% dichiara di lavorare nell’azienda presso cui ha svolto tale esperienza. A un anno dal diploma è più diffuso il lavoro non standard (prevalentemente a tempo determinato), mentre a tre anni il contratto a tempo indeterminato. Il lavoro a tempo pieno coinvolge il 46,0% degli occupati a un anno e il 50,0% a tre anni dal diploma. I diplomati del 2018 che lavorano a tempo pieno (senza essere contemporaneamente impegnati nello studio universitario) guadagnano in media, a un anno dal diploma, 1.125 euro mensili netti. A tre anni dal conseguimento del titolo la retribuzione mensile netta, dei diplomati del 2016, è pari in media a 1.262 euro.Le competenze apprese durante la scuola non sempre sono utilizzate al massimo nel lavoro. A un anno dal termine degli studi, il 20,7% degli occupati dichiara di utilizzare le competenze acquisite durante il percorso di studi in misura elevata, il 41,5% in misura ridotta e il 37,1% ritiene di non sfruttare per nulla le conoscenze apprese.

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Orientamento professionale al CUOA: gratuito, online e aperto a tutti

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

Altavilla Vicentina (VI) CUOA Business School , in questo momento di emergenza, continua a svolgere la propria attività adeguandola alle esigenze del momento. In particolare, il team di orientatori, professionisti ed esperti del CUOA si mette a disposizione per un orientamento professionale online, gratuito, liberamente accessibile a tutti.Nella complessità attuale, siamo tutti chiamati a essere responsabili, a rispettare le direttive e a stare a casa. Questo non vuol dire fermarsi, ma semplicemente modellare le proprie esigenze verso nuove possibilità. CUOA Business School, continua a mantenere attivi i canali di orientamento professionale sia per i singoli che per le imprese.Le competenze sono il motore dello sviluppo di carriera individuale delle persone e della crescita continua delle aziende. La disponibilità del team CUOA si rivolge quindi sia alle persone, che vogliono approfittare di questo momento per una riflessione sul proprio sviluppo di carriera individuale, sia alle imprese, che vogliono confrontarsi sulla valorizzazione e la preparazione del loro capitale umano, per ora e per dopo. Per CUOA Business School la persona continua a restare al centro. Il metodo proposto dagli orientatori è molto semplice: un CV e una disponibilità per l’incontro in modalità online. Dopodiché ogni colloquio sarà affidato a una persona del team che sarà l’interlocutore di riferimento con cui sviluppare questi momenti di riflessione, dedicati e senza impegno. https://www.cuoa.it/ita/orientamento-professionale

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Scuola: Obiettivo Orientamento 2019-22

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 novembre 2019

Torino. Riprendono sul territorio metropolitano le attività di orientamento formativo rivolte ai giovani dagli 11 ai 22 anni, per contrastare la dispersione scolastica, favorire il successo formativo e agevolare il proseguimento degli studi e l’inserimento al lavoro.
Incontri nelle scuole, laboratori, seminari, percorsi individuali: queste le attività proposte dalla Città metropolitana per il triennio 2019-22 all’interno del sistema a regia regionale “Obiettivo Orientamento Piemonte”, finanziato con 4,5 milioni di euro provenienti dal Fondo sociale europeo. Al Torinese sono dedicati oltre 3,3 milioni di euro, a coinvolgere una platea potenziale di circa 195 mila giovani che frequentano istituti scolastici o enti di formazione professionale, oppure che sono a rischio di dispersione scolastica o in cerca di lavoro.
“Obiettivo Orientamento Piemonte” è un sistema integrato volto a condividere e ottimizzare gli sforzi di tutti i soggetti che, a vario titolo, lavorano per favorire il successo scolastico e formativo. Il suo principale strumento risiede nella rete di sportelli pubblici gratuiti che offrono servizi di accoglienza, colloqui individuali o di gruppo e incontri negli istituti scolastici, per accompagnare i giovani nelle delicate fasi di passaggio tra un ordine di scuola e l’altro, per riprendere un percorso di studi interrotto o per orientare alla ricerca di un lavoro rispondente alle proprie attitudini e capacità. Attività rilevanti sono anche il coordinamento e l’organizzazione dei Saloni dell’Orientamento, la promozione degli Open days, la realizzazione delle guide di orientamento.
Tra le novità della nuova programmazione l’estensione del target agli 11 anni per sensibilizzare ragazze e ragazzi già dalla 1° media, il coinvolgimento delle famiglie con incontri informativi dedicati e la creazione di équipe di bacino composte da orientatori/trici, insegnanti, referenti dei Centri per l’Impiego e tutti gli altri soggetti che operano a livello locale sul tema orientamento. “La nuova programmazione” spiega la consigliera delegata all’istruzione e orientamento della Città metropolitana Barbara Azzarà “darà continuità agli interventi e alle azioni messe in campo nel triennio 2016/2019 che hanno permesso di coinvolgere più di 50 mila giovani, ma che, grazie anche ad alcuni importanti elementi di innovazione, potrà raggiungere un numero ancora più ampio di ragazzi e famiglie, consentendo di definire un sistema sempre più completo ed efficace”.
Gli sportelli di Obiettivo Orientamento, diffusi su tutto il territorio metropolitano, sono a oggi 45, ai quali se ne aggiungeranno presto altri nei Centri per l’Impiego e nelle scuole . L’elenco è disponibile nelle sezioni Orientamento del sito web della città metropolitana e della Regione Piemonte. La gestione è affidata a un raggruppamento territoriale, individuato con procedura a evidenza pubblica, che riunisce enti accreditati per le attività di orientamento e che lavora in collaborazione con scuole, università, centri per l’impiego, servizi per il lavoro, Comuni, associazioni, organizzazioni sindacali e datoriali.

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Progetto “Servizio Interistituzionale Equipe di Orientamento”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 ottobre 2019

Palermo venerdì 11 ottobre 2019 alle ore 10.00 presso la Sala Padre Pino Puglisi del Centro di Giustizia Minorile si terrà la presentazione del progetto “Servizio Interistituzionale Equipe di Orientamento” nell’ambito del “Programma speciale per l’istruzione e la formazione negli Istituti Penitenziari e nei Servizi Minorili della Giustizia”.
L’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni (U.S.S.M.) di Palermo, a seguito del protocollo sottoscritto in data 26.5.2016 tra il MIUR e il Ministero Giustizia “Programma speciale per l’istruzione e la formazione negli Istituti Penitenziari e nei Servizi Minorili della Giustizia”; in relazione alla particolarità dei contesti e dell’utenza; ritenendo l’istruzione e la formazione parti integranti nel processo di reinserimento sociale dei giovani sottoposti a procedimenti penali; al fine di stimolare, nei giovani in carico ai servizi, la capacità di assumere decisioni consapevoli circa le proprie azioni in rapporto a sé e al sistema sociale cui si appartiene nonché al fine di individuare le opportunità offerte dalla scuola e dall’ambiente sociale e di scoprire e valorizzare la cultura come risorsa per affrontare la vita e assegnarle significati, ha promosso un accordo di rete sottoscritto dallo stesso USSM, dall’Istituto Penale per i Minorenni (IPM) di Palermo, dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia (USR), dal Centro Permanente Istruzione Adulti (CPIA) Palermo 1, dal Centro Permanente Istruzione Adulti (CPIA) Palermo 2, dal Comune di Palermo- Assessorato Politiche giovanili, Scuola, Lavoro Salute, dalla La linea della Palma-Agenzia per il Lavoro, dall’Associazione “Inventare Insieme (onlus)”, dall’Associazione Centro Studi Opera Don Calabria, da Al Azis Cooperativa Sociale Onlus, dalla UISP Unione Italiana Sport per tutti e dal CIRPE Centro Iniziative Ricerche Programmazione Economica. Nell’ambito di tale protocollo, nel rispetto delle finalità indicate le parti si impegnano a promuovere un sistema integrato di servizi per il lavoro, l’istruzione e formazione professionale in collaborazione tra loro e con tutti gli altri attori pubblici e privati del territorio ed a collaborare nella organizzazione ed erogazione di tali servizi per i giovani sottoposti a procedimento penale e/o a rischio di devianza. Le finalità dell’Accordo riguardano la sperimentazione di percorsi certificabili, modulari e flessibili in contenuti e durata, con possibilità di prosecuzione anche dopo l’uscita dal circuito penale, finalizzati sia a favorire l’acquisizione ed il recupero di abilità e competenze individuali, sia a sviluppare una politica dell’istruzione integrata con la formazione professionale e supportata dalla collaborazione con il mondo delle imprese, attraverso percorsi di apprendistato, stage e tirocini.
Le attività si dovranno realizzare attraverso metodi e strumenti innovativi e soluzioni organizzative basate sulla personalizzazione dell’iter rieducativo di ciascuno, partendo da un patto formativo individuale finalizzato all’acquisizione di competenze da spendere anche per il reinserimento nella vita sociale e lavorativa.

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“GLOBE – Orientamento alle carriere internazionali”

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 febbraio 2019

Parma Martedì 5 febbraio, alle ore 9.30 nell’Aula Magna dell’Ateneo di Parma (via Università 12), avrà inizio l’incontro “GLOBE – Orientamento alle carriere internazionali”, organizzato dal Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali dell’Università di Parma e da ISPI-Istituto per gli Studi di Politica Internazionale di Milano.Dopo i saluti e l’introduzione di Giacomo Degli Antoni, del Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali dell’Università di Parma, e di Francesca Frigo, Responsabile ISPI School, seguiranno gli interventi di Egidio Crotti (già UNICEF, 1985-2015) “Lavorare nelle Nazioni Unite”, Maria Chiara Lesi (Responsabile EU Aid Volunteers-GVC) “Lavorare nelle ONG”, e Clarissa Canziani (EU Careers Ambassador) “Lavorare nell’UE”. Al termine delle sessioni è previsto uno spazio per domande e confronto con i relatori.In questo incontro i partecipanti avranno la possibilità di conoscere le caratteristiche delle professioni in ambito internazionale, i profili richiesti e le opportunità di accesso espressamente rivolte ai giovani, in contatto diretto con rappresentanti e funzionari delle Organizzazioni Internazionali. http://www.ispionline.it/

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Salone orientamento, scuola, formazione e lavoro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 novembre 2018

Verona da giovedì 29 novembre a sabato 1° dicembre 2018 la 28esima edizione di JOB&Orienta, il salone nazionale dedicato all’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro.
Promuovere i diritti, formare competenze, garantire opportunità” il titolo di quest’anno, a sottolineare l’urgenza di una scuola che sempre più sappia educare alla cittadinanza e insieme orienti e formi al lavoro, ma anche il ruolo del lavoro come elemento sostanziale, non solo formale, di cittadinanza.Luogo di confronto e scambio, JOB&Orienta è promotore da sempre del dialogo tra mondo della scuola e della formazione e sistema economico-produttivo, un dialogo che – forte di una storia quasi trentennale – vuole contribuire a rinnovare e rinforzare, alla luce dell’evoluzione del contesto come dei cambiamenti imposti dai più recenti scenari economici e sociali.
Numeri alla mano – 75mila visitatori, 500 realtà presenti e 200 appuntamenti in calendario nel 2017 -, l’appuntamento veronese promosso da VeronaFiere e Regione del Veneto, in collaborazione con Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, si conferma punto di riferimento per giovani, famiglie e operatori del settore. Un’opportunità di aggiornamento per gli addetti ai lavori, ma pure un’occasione importante per i tanti ragazzi che si trovano nella necessità di scegliere con consapevolezza il proprio percorso scolastico e per le loro famiglie; e infine per i giovani in cerca di occupazione, che a JOB&Orienta possono trovare strumenti utili a una ricerca attiva e più efficace. L’evento è inserito nel calendario ufficiale degli appuntamenti della European Vocational Skills Week (Settimana europea delle competenze professionali), promosso dalla Commissione Europea.Dopo la “sperimentazione” largamente positiva dello scorso anno, a JOB&Orienta si amplia e si rafforza la proposta di formazione per docenti e dirigenti scolastici, con una sezione dedicata comprensiva di spazi espositivi e di una saletta per workshop e seminari: per loro un’opportunità per aggiornare e integrare le proprie competenze su temi come l’alternanza scuola lavoro, le nuove tecnologie per la didattica, l’innovazione dell’apprendimento…
E per facilitare l’orientamento dei visitatori nei padiglioni, le aree a loro volta sono suddivise in sei percorsi contrassegnati da diversi colori: all’interno della prima sezione espositiva, i percorsi Educazione e Scuole (arancione), Tecnologie e Media (oro) e Lingue straniere e Turismo (verde); nell’altra i percorsi Formazione accademica (blu), Formazione professionale (argento) e Lavoro e Alta formazione (rosso), dove trova posto anche la Saletta TopJOB, allestita con uno spazio workshop per incontri con aziende e seminari rivolti in particolare ai giovani alla ricerca di lavoro. Ricco e articolato come ogni anno il programma culturale di JOB&Orienta. A partire dai convegni, i dibattiti e i workshop, dedicati alle tematiche più attuali, con ospiti di spicco del mondo dell’economia, della politica e dell’imprenditoria, fino ai laboratori interattivi, le simulazioni, gli spettacoli e i momenti di animazione. Non mancano, infine, i racconti di storie ed esperienze sviluppate sul campo e raccontate dagli stessi protagonisti.

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I “credit trigger” non cambiano il nostro orientamento neutrale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 luglio 2018

A cura di Toby Nangle, Responsabile asset allocation globale e Responsabile multi-asset, EMEA, e Maya Bhandari, Gestore di portafoglio, Multi-asset. L’attuale ciclo del credito si sta prolungando in maniera insolita; ciò nonostante, le analisi del nostro team obbligazionario investment grade sui possibili “catalizzatori” di una svolta nel ciclo indicano che non ci troviamo ancora in una fase particolarmente minacciosa, anche se lo stato di salute del mercato non può certo dirsi perfetto. Dei cinque “credit trigger” (o “catalizzatori del credito”) che monitoriamo, rileviamo tre bandiere color ambra (inasprimento della politica monetaria, valutazioni elevate e una volatilità eccezionalmente bassa seppur in aumento), una bandiera rossa (deterioramento della solidità delle aziende) e una sola bandiera verde (salute macroeconomica).La politica monetaria non è restrittiva ma sta diventando meno accomodante. L’espansione fiscale in uno stadio molto avanzato del ciclo si sta traducendo in un’accelerazione della crescita ma non potrà continuare per sempre senza generare inflazione e una risposta monetaria. Gli anni ’90 permettono un raffronto valido ma difficile; a quei tempi, infatti, la Fed affrontava la piena occupazione e le crescenti pressioni salariali (nonché un calo dell’inflazione complessiva) attraverso un inasprimento della propria politica, ma i suoi interventi erano limitati dalle crisi nei mercati emergenti, una circostanza che appare oggi meno probabile. Il rientro dal QE, abbinato al finanziamento tramite debito del potenziale ampio deficit strutturale del presidente Trump, potrebbe continuare a spingere al rialzo i rendimenti.Le valutazioni sono diminuite e si attestano ormai sulla loro media di lungo periodo. A gennaio di quest’anno la volatilità realizzata e implicita di azioni e obbligazioni aveva raggiunto livelli molto bassi e il successivo recupero si è accompagnato a un ampliamento degli spread.Il grado di interazione tra politica monetaria e volatilità non è chiaro. L’aumento della volatilità di mercato (nelle valute e nelle obbligazioni dei mercati emergenti, nelle azioni di tutto il mondo, ecc.) sembra tutt’altro che slegato dall’inasprimento monetario attualmente attuato dalla Fed, benché sia difficile stabilire una connessione in termini statistici.L’unica bandiera rossa è la solidità aziendale. In teoria, il rating creditizio ottimale per una parte considerevole dell’universo societario delle società a capitalizzazione elevata è BBB
(in un’ottica di ottimizzazione del costo del capitale). In passato, il merito di credito medio di questo stesso segmento era approssimativamente pari ad A; le società hanno progressivamente modificato i loro meccanismi di finanziamento attraverso attività di fusione e acquisizione e riacquisti di azioni proprie, al punto che oggi la percentuale del mercato investment grade con rating pari a BBB ha raggiunto livelli inediti.Dovremmo preoccuparci? Se da un lato questa variazione di rating è indice di una maggiore fragilità finanziaria tra le large cap in generale, l’evoluzione in termini di affidabilità creditizia connessa al passaggio da A a BBB è minima (e in qualche modo controbilanciata dal livello di compensazione offerto ai creditori per finanziare i loro prestiti). Inoltre, le nostre analisi bottom-up prospettiche sugli universi delle società statunitensi ed europee analizzate segnalano un miglioramento della copertura degli interessi negli ultimi anni, nonostante l’aumento della leva, derivante dai bassi rendimenti garantiti a ogni ondata di rifinanziamento. In conclusione, il nostro orientamento neutrale nei confronti del credito resta adeguato in questa fase, anche se nei nostri portafogli gestiti e multi-asset abbiamo posto una crescente enfasi sui prodotti con spread a bassa duration.
In termini di moneta unica, da inizio anno i rendimenti delle azioni europee hanno segnato il passo rispetto ad altri mercati, sebbene vada ricordata la netta sovraperformance registrata a fine 2016 e nel 2017. Ciò si è verificato sullo sfondo di dati economici più deboli e, fino a poco tempo fa, di maggior vigore dell’euro, che a quota 1,25 sul dollaro ha rappresentato un ostacolo per le azioni europee. Ciò nondimeno, dal momento che la debolezza economica si rivelerà probabilmente transitoria e che l’euro dovrebbe deprezzarsi, rimaniamo ottimisti sulla regione.Le attuali previsioni economiche indicanti una crescita del 2,3% in Europa dovrebbero tradursi in un’espansione degli utili societari del 10% per il 2018 (e attualmente prevediamo una crescita degli utili dell’8% nel 2019). Le notizie provenienti dall’Europa potrebbero essere meno rosee, ma buona parte del cambiamento è ampiamente ascrivibile ai dati delle indagini, che sono scesi rispetto ai massimi pluriennali ma continuano a segnalare una prosecuzione dell’espansione economica.La debolezza è spesso limitata a pochi settori, come quelli finanziario e industriale nel caso dell’indice IFO sulla fiducia delle imprese in Germania (i nostri portafogli obbligazionari europei sono generalmente sottopesati su entrambi i settori, anche se stiamo moderatamente rafforzando la ponderazione del secondo). Con una leva operativa elevata e un’economia e un mercato azionario molto aperti, infatti, l’Europa è fortemente influenzata dai trend ciclici globali, che restano favorevoli. Gli ultimi sviluppi positivi registrati sul fronte dei tassi di revisione delle stime sugli utili si presentano incoraggianti in questo contesto e le valutazioni sono più convenienti. Alcune società al di fuori della Germania (e, in certa misura, della Francia) stanno riportando pressioni salariali, nonostante i dati top-down evidenzino il ritmo di crescita dei salari più sostenuto dal 2011.Frattanto, l’elezione di un governo populista in Italia crea problemi per il futuro (vi sono più incognite che certezze), ma pare che si sia riusciti a scongiurare una crisi nel breve termine; analogamente, in Spagna il rischio politico appare contenuto. Alla luce di tutto ciò, non abbiamo apportato modifiche ai nostri portafogli multi-asset, che continuano a prediligere le azioni europee, una posizione che abbiamo detenuto per buona parte del periodo dal gennaio 2015.

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Giornata di “Orientamento al lavoro e alle professioni”

Posted by fidest press agency su martedì, 10 aprile 2018

Bari Giovedì 12 aprile, dalle 15,30, la Camera di Commercio di Bari ospiterà alternanzaday, giornata promossa da Unioncamere e dalle Camere di commercio italiane e dedicata al progetto “Orientamento al lavoro e alle professioni”. Vi prenderanno parte dirigenti scolastici, docenti, rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni di categoria, studenti.
Nel corso dell’iniziativa verranno illustrate le modalità di partecipazione delle scuole e degli studenti alla seconda sessione del premio Premio “Storie di alternanza” che riguarderà le esperienze di alternanza realizzate nel I semestre 2018 e ha un ammontare complessivo pari a € 5.000,00. Verrà inoltre:
presentato il Bando 2018 per la concessione di un contributo in forma di voucher per percorsi di Alternanza Scuola – Lavoro a beneficio delle MPMI (micro, piccole e medie imprese) del territorio di competenza della Camera di Commercio di Bari;
illustrato il funzionamento del RASL, il registro dell’Alternanza Scuola-Lavoro per le scuole e accreditamento dei dirigenti scolastici alla piattaforma;
fornite indicazioni sull’utilizzo dei dati Excelsior per l’orientamento alle professioni e ai percorsi di Alternanza Scuola- Lavoro.
Nel corso della manifestazione, presso lo spazio dedicato, i dirigenti scolastici muniti di CNS (carta nazionale servizi), potranno richiedere il rilascio dello SPID (sistema pubblico di identità digitale).

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Incontro di orientamento alle carriere internazionali

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 marzo 2018

Parma Martedì 13 marzo, con inizio alle ore 9.30, si terrà nell’Aula Magna dell’Università di Parma (via Università 12) un’iniziativa di orientamento in uscita in collaborazione fra i Corsi di studio del Dipartimento di Giurisprudenza, Studî politici e internazionali e l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI). L’incontro è aperto a tutti gli studenti interessati.
Dopo i saluti di Sara Rainieri, Pro Rettrice alla Didattica, di Laura Pineschi, del Dipartimento di Giurisprudenza, Studî politici e internazionali, e di Francesca Frigo, Responsabile Area Formazione ISPI, interverranno Marcello Viani di Reggio Terzo Mondo, Egidio Crotti, già Unicef (1985, 2015), Federica Casilli di ISPI, e Paolo Guido Spinelli, già Ambasciatore d’Italia a Budapest.

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Pensioni: Per i giovani lavoratori doppia beffa

Posted by fidest press agency su domenica, 9 luglio 2017

Il premier Paolo Gentiloni al termine del Cdm

Aveva ragione il sindacato a intravedere nuvole grigio-nere all’orizzonte: per il futuro prossimo, il Governo Gentiloni sembra orientato a fare peggio della riforma pensionistica dell’ex ministro Elsa Fornero, approvata durante il Governo Monti, visto che nel 2019 la proiezione era quella di lasciare il servizio lavorativo a 66 anni e 11 mesi: invece, l’orientamento è fare cifra tonda, arrivando a quota 67. Per fare questo, c’è già un decreto interministeriale in via di approvazione. Poi, nel tempo, si salirà sempre più: fino a 70 anni, nel 2051. Ma il prezzo più alto da pagare sarà quello dell’importo risibile dell’assegno di quiescenza: in media, meno di mille euro al mese.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): viene da chiedersi, come faranno gli insegnanti, tra i lavoratori a maggiore rischio burnout, a convivere con l’innalzamento progressivo dei parametri pensionistici. È sintomatico che in questi giorni chi ha potuto aderire all’Ape Social, pochi per la verità nella scuola poiché si è ristretta l’agevolazione ai soli maestri della scuola dell’infanzia, non ci abbia pensato due volte. E si tratta di lavoratori di età attorno ai 63-64 anni. Come si farà a tenere duro dietro la cattedra fino a 70 e più anni, rimane un mistero. Come rimane difficile spiegare loro che i contributi versati per una vita serviranno a mantenere in vita il sistema. E non a loro che li hanno versati.Attraverso il sindacato, è possibile chiedere una consulenza personalizzata a Cedan per sapere se si ha diritto ad andare in quiescenza prima dei termini contributivi e di vecchiaia previsti dalla legge e per scoprire il valore dell’assegno pensionistico. Oltre che ulteriori servizi. Per contatti, ci si può collegare alsito internet.

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Orientamento: “Perché studiare Giurisprudenza?”

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 settembre 2016

Roma 5 e 6 settembre 2016 – Aula 1 ore 9 -13 Dipartimento di Giurisprudenza, Università degli Studi Roma Tre via Ostiense 159, Il Dipartimento di Giurisprudenza organizza un breve ciclo d’incontri introduttivi aperto agli studenti che sosterranno il test d’ingresso ai corsi di laurea in Giurisprudenza per l’anno accademico 2016/2017.

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Maturità, dopo l’esame che fare?

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

esami

Il primo passo fondamentale è orientarsi. Può sembrare ovvio, ma è importante in primis capire quali sono le proprie passioni e qual è la Facoltà più adatta. Si apriranno il 14 luglio le immatricolazioni all’Univpm: novità, tempistiche e prospettive.
Caffè, notti insonni e la tentazione di fare una pausa dallo studio andando al mare. Difficili le giornate del maturando a cui ora spetta completare l’ultima parte del percorso, il colloquio orale. Ma dopo la maturità? Il primo passo fondamentale è orientarsi. Può sembrare ovvio, ma è importante in primis capire quali sono le proprie passioni e qual è la Facoltà più adatta. Il 15, 18 e 19 luglio ad Ancona, San Benedetto e Fermo l’Università Politecnica delle Marche organizza 3 giornate di orientamento rivolte ai diplomati e alle loro famiglie. Le giornate saranno caratterizzate da un’informazione sull’intera offerta formativa dell’Ateneo e sulle modalità di partecipazione al “test di verifica delle conoscenze” previsto per accedere ai corsi di Laurea.
Si apriranno il 14 luglio le immatricolazioni all’Univpm per l’anno accademico 2016-2017. La nuova offerta formativa è composta da 45 corsi di laurea nelle diverse aree Agraria, Economia, Ingegneria, Medicina e Chirurgia e Scienze. Tra le novità di quest’anno il Corso di studi internazionale, unico nel panorama europeo, integralmente in lingua inglese, “Food and Beverage Innovation and Management” che fa parte delle lauree magistrali di Agraria. Al termine degli studi il laureato saprà coniugare innovazione e sostenibilità nell’ambito della tradizione agro-alimentare italiana e mediterranea. Non è l’unico corso in lingua c’è anche “Biomedical Engineering” ad Ingegneria e “International Economics and Commerce” ad Economia che ha anche il rilascio del doppio titolo come per il corso di Economia aziendale a San Benedetto del Tronto.Le immatricolazioni avvengono in due fasi: la prima prevede la registrazione al link https://esse3web.univpm.it e una volta ottenuti username e password ci si potrà loggare sul portale e terminare l’immatricolazione.Importante anche sapere quali sono gli sbocchi occupazionali. Secondo il Consorzio Almalaurea (al quale oggi aderiscono 73 Atenei Italiani e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) l’Università Politecnica delle Marche si contraddistingue rispetto alle università del centro Italia e somiglia di più alle università del nord. L’88,4% dei neo-laureati Univpm lavora. E sempre l’88,4% dei laureati lavora 3 anni dopo la laurea magistrale come quelli di Venezia, Bergamo e Firenze e contro una media nazionale che si ferma all’81,5%. I laureati Univpm hanno un reddito medio pari a 1.300 € netti al mese. Un dato che ci pone sullo stesso livello dei redditi degli studenti del nord: Torino, Milano, Venezia e Trieste. Altro dato da non sottovalutare quello del luogo di lavoro. Il 65,3% dei laureati della Politecnica delle Marche trova un impiego nell’area in cui si trova l’università come succede a Trento e a Milano vantando risultati migliori rispetto a molte altre università del nord. Quali sono le professioni a più alto tasso di occupazione? Nel 2015, tre anni dopo essersi laureati, lavorava il 95% degli ingegneri e con loro anche gli studenti appartenenti alle professioni sanitarie. (foto: esami)

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“Il settore cosmetico: uno sbocco occupazionale per i laureati in discipline scientifiche”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2015

biblio università parmaParma venerdì 30 ottobre, dalle ore 9.30 alle ore 13, nell’aula A del Dipartimento di Farmacia, si terrà l’incontro “Il settore cosmetico: uno sbocco occupazionale per i laureati in discipline scientifiche”, organizzato dall’Ateneo e da Cosmetica Italia. L’incontro è rivolto agli studenti dei corsi di laurea in Farmacia, Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, Biologia, Biotecnologie e Chimica.L’incontro sarà aperto dai saluti della prof.ssa Sara Rainieri, Delegata del Rettore per l’orientamento in uscita e politiche di raccordo con il mondo del lavoro/job placement, della prof.ssa Patrizia Santi, Direttore del Dipartimento di Farmacia, e del dott. Carlo Baiesi, Consigliere di Cosmetica Italia, incaricato dei “Rapporti con le Università”. Seguiranno gli interventi del dott.Luca Nava (Direttore generale Cosmetica Italia), del dott. Dino Tavazzi (Consigliere Delegato BolognaFiere Cosmoprof – “Cosmoprof Worldwide: la fiera leader nel mondo della cosmesi”), della dott.ssa Alessia De Ascentiis (Research & Regulatory Affairs Department di Cosmoproject – “Il ruolo del laureato in discipline scientifiche nelle aziende cosmetiche italiane: prospettive e potenzialità”) e della dott.ssa Sara Berlese (Responsabile selezione e sviluppo di Difa Cooper– “Le posizioni scientifico-commerciali in un’azienda cosmetico-farmaceutica: i profili necessari e alcuni consigli per raggiungerli”).Il dott. Carlo Baiesi (Presidente di Barex Italiana) e il dott.Davide Bollati (Presidente di Davines) porteranno le loro testimonianze di imprenditori e manager di imprese cosmetiche.Seguirà un dibattito e, alle ore 14, avrà luogo una visita all’azienda Cosmoproject srl di Casale di Mezzani.

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Il Def alla prova dei rigoristi di Bruxelles

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2015

commissione europeaRenzi è, notoriamente, un uomo fortunato. Proprio mentre stava entrando nel vivo la trattativa del Governo con la Ue sulla cosiddetta flessibilità dei conti pubblici, cioè quanto deficit in più Bruxelles ci concede rispetto ai vincoli europei, ecco che scoppia il caso Volkswagen, che trascina nel fango l’intera Germania e lo stesso esecutivo guidato dalla Merkel, indebolendo così gli inflessibili guardiani del rigore che già avevano sguainato le spade per tagliare le aspettative mendicate da Roma. Questo non vuol dire che al duo Renzi-Padoan sarà concesso di spendere senza colpo ferire quei 17,9 miliardi sui cui i due hanno chiesto ai nostri arcigni interlocutori di chiudere entrambi gli occhi. Ma forse, grazie al dieselgate, il grado di resistenza dei rigoristi potrebbe rivelarsi minore del previsto. Tuttavia, qualunque sia l’esito del negoziato con l’Europa, Def alla mano e alla vigilia della legge di Stabilità, vale la pena di fare due riflessioni di natura strategica sulla politica di bilancio e più in generale sulle scelte economiche del governo Renzi, questioni che – una volta chiuso, in un modo o nell’altro, il capitolo delle riforme istituzionali – sono destinate a tornare centrali nella vita politica e a confermarsi decisive nell’orientamento (anche elettorale) dell’opinione pubblica. La prima riguarda il dibattito, fin qui affrontato in modo astratto e ideologico, oppure riferito alla Grecia quasi ci fosse estraneo, tra i fautori del rigore e i sostenitori dello sviluppo a deficit. La seconda è invece riferita allo specifico della manovra di finanza pubblica che si sta delineando.Partiamo dalla prima questione. La nostra valutazione è che abbiano torto entrambe le tesi. Da un lato, non ha senso subordinare lo sviluppo economico, di cui ha bisogno l’Europa non meno dell’Italia – anche se va detto che la quantità di ricchezza perduta con la recessione iniziata nel 2008 e il livello di crescita presente e futura misurano un divario a nostro sfavore alto e crescente – alla buona salute della finanza pubblica, specie se ottenuta con politiche di austerità. E hanno ragione coloro (La Malfa, Savona, Piga e altri economisti) che sottolineano come non si possa sostenere la ripresa se si taglia la spesa pubblica. D’altro canto, però, non si può neppure far finta che l’Italia non abbia un debito pari al 133% del pil e che la quasi totalità delle uscite vada in spesa corrente e non per investimenti. Due storture strutturali, l’eccesso di debito e di spesa corrente, la cui cura non può essere rimandata al tempo delle vacche grasse, anche perché quella stagione tornerà soltanto quando si faranno massicci investimenti pubblici e si favoriranno quelli privati attraverso il taglio netto dell’imposizione fiscale e dei vincoli burocratico-giudiziari.Ergo, la linea che l’Italia dovrebbe scegliere è sì quella di andare a trattare con la Ue – formalmente con Bruxelles, sostanzialmente con Berlino e Francoforte – ma non per pietire un po’ di deficit in più, bensì per proporre un piano alternativo alle politiche fin qui seguite. Quale? Semplice: fatemi fare più deficit – non un qualche miliardo, ma decine di miliardi – perché noi vi dimostriamo che lo useremo solo per spesa in conto capitale e per il taglio delle tasse alle imprese e sul lavoro, e perchè in cambio vi diamo altre due cose. La prima: un taglio netto della spesa corrente non attraverso la pratica fallimentare della spending review ma attraverso tre riforme strutturali (smantellamento del federalismo e conseguente ritorno della sanità in capo allo Stato adottando il modello mutualistico olandese, restringimento del perimetro della pubblica amministrazione grazie alla privatizzazione di alcune funzioni e molti servizi). La seconda: un radicale taglio dello stock di debito, per portarlo sotto il 100% del pil (la media Ue è intorno al 95%), mettendo il patrimonio pubblico al servizio di un’operazione finanziaria che coinvolga anche la ricchezza privata in modo obbligatorio ma non punitivo.
Cosa risponderebbe l’Europa? Diciamo che sarebbe più difficile dirci di no, visto che questo piano consente di coniugare crescita e risanamento finanziario. Tanto più se l’alternativa – e qui siamo all’ormai prossima legge di Stabilità – è implorare un po’ di flessibilità per tagliare le tasse sulla casa che Bankitalia sconsiglia vivamente (cosa che rilancerebbe l’edilizia solo marginalmente e spingerebbe i consumi non più di quanto abbiano fatto i famosi 80 euro, cioè poco e niente), per evitare l’aumento di Iva e accise (previsto se scatta la clausola di salvaguardia Ue), per lo sblocco dei contratti pubblici e per un’altra manciata di provvedimenti o dovuti (la reindicizzazione delle pensioni derivante dalla sentenza della Consulta) o di carattere elettorale (revisione della legge Fornero). Una manovra da 27 miliardi (ma c’è chi calcola che siano 5-7 di più) in cui i conti tornano perché sono state incrementati di due decimi di punto i tassi di crescita sia per quest’anno (0,9%) che per il prossimo (1,6%) sulla base di stime che riteniamo non abbiano fondamento (e non siamo i soli: Fmi, Bce, Ocse dicono la stessa cosa) considerato che lo stesso Governo prevede esportazioni non più in crescita, per cui il maggior sviluppo dovrebbe derivare solo da un significativo aumento delle importazioni (ma così la bilancia dei pagamenti peggiorerebbe) e dei consumi (non si vede come). Tra l’altro i tagli alla spesa promessi o si fanno, e allora inevitabilmente cala la domanda, o rimangono annunci, e allora sballano i conti della manovra. Per carità, la partita sulla flessibilità è tutta politica, e in un’eurozona dove si consente alla Francia di avere un deficit sopra il 4% del pil (anche se Parigi non ha certo il debito pubblico stratosferico che abbiamo noi) Renzi potrebbe avere buon gioco nel convincere, almeno in parte, i suoi interlocutori. Ma il vero problema è l’inadeguatezza dell’intero impianto della manovra rispetto alle esigenze di svolta che l’economia italiana ha. Non una generica manovra espansiva – cosa che questa che si profila all’orizzonte comunque non è – ma un “piano Marshall” che affronti di petto il declino. Non è mai troppo tardi, il tempo c’è. Volendo. (Enrico Cisnetto direttore di http://www.terzarepubblica.it)

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Nuovo orientamento della Cassazione sulla motivazione del classamento degli immobili. È obbligatoria per gli atti catastali

Posted by fidest press agency su domenica, 9 marzo 2014

L’obbligo della motivazione si estende agli atti catastali, trattandosi di provvedimenti amministrativi che, al lume soprattutto del nuovo consolidato indirizzo della Corte di Cassazione, non possono più riportare ai fini del classamento i soli dati catastali degli immobili. Gli atti di classamento non possono più avere come motivazione la sola enunciazione degli elementi oggettivi della categoria catastale, della classe e della rendita, calcolata in base alle consistenze ricavate dagli elaborati, in quanto gli atti stessi sono incontestabilmente provvedimenti di natura valutativa e come tali devono essere adeguatamente motivati.
Questo è il nuovo principio di diritto stabilito dalla Corte di Cassazione che, con sentenza n. 2357 del 3 febbraio 2014 – che Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”segnala con una nota a commento degli avvocati tributaristi Maurizio Villani e Iolanda Pansardi – ha mutato oramai orientamento ed, in una vicenda relativa ad un riclassamento di cui all’art. 3, comma 58 della legge 662/96, ha dichiarato illecito il comportamento dell’agenzia quando, pur enfatizzando e descrivendo il rinnovato contesto urbano nel quale si trova l’immobile riclassificato, omette la precisa indicazione dell’atto. La Corte di cassazione ha affrontato quindi il delicato tema delle modalità con cui era stato operato il riclassamento, specificando che il fatto che l’agenzia avesse tenuto conto dei parametri costruttivi dell’immobile, delle sue caratteristiche edilizie e del fabbricato che la comprende, nonché del livello di capacità reddituale degli immobili della zona ma anche, appunto, dei significativi e concreti miglioramenti del contesto urbano, non è sufficiente a motivare la nuova rendita. Infatti, per quanto riguarda il contesto, occorre indicare l’atto con cui si è provveduto alla revisione dei parametri della microzona, mentre per quanto riguarda l’immobile in sé e per sé si devono indicare le trasformazioni edilizie avvenute.
Tale orientamento non fa altro che ricollegarsi al precedente indirizzo delineato con sent. n. 9629 del 13 giugno 2012 (sent. n. 4507 del 25 febbraio 2009), che ha stabilito che gli uffici, quando procedono all’attribuzione (d’ufficio) di un nuovo classamento a un’unità immobiliare a destinazione ordinaria, devono specificare se la variazione sia dovuta a trasformazioni specifiche subite dall’unità immobiliare, oppure a una risistemazione dei parametri relativi alla microzona in cui è ubicata l’unità stessa. Nella prima ipotesi gli uffici sono obbligati a indicare le trasformazioni intervenute, mentre nell’altra devono indicare gli atti con cui hanno provveduto alla revisione dei parametri relativi alla microzona, a seguito di significativi e concreti miglioramenti del contesto urbano, rendendo in tal modo chiara la conoscenza dei presupposti del nuovo classamento da parte del contribuente.
Ciò vuol dire che la motivazione del provvedimento di riclassamento di un immobile già munito di rendita catastale deve indicare con chiarezza se il nuovo classamento sia stato adottato, ai sensi dell’art. 1, comma 336, della legge 311/2004 (Finanziaria 2005), in ragione di trasformazioni edilizie subite dall’unità immobiliare, recando così l’analitica indicazione di tali trasformazioni; oppure se il nuovo classamento sia stato adottato, ai sensi del comma 335 dello stesso art. 1, nell’ambito di una revisione dei parametri catastali della microzona in cui l’immobile è situato, giustificata dal significativo scostamento del rapporto tra valore di mercato e valore catastale in tale microzona rispetto all’analogo rapporto nell’insieme delle microzone comunali, recando, in tal caso, la specifica menzione dei suddetti rapporti e del relativo scostamento; oppure se il nuovo classamento sia stato adottato, ai sensi dell’art. 3, comma 58, della legge 662/1996, in ragione della constatata manifesta incongruenza tra il precedente classamento dell’unità immobiliare e il classamento di fabbricati similari aventi caratteristiche analoghe, recando così la specifica individuazione di tali fabbricati, del loro classamento e delle caratteristiche analoghe che li renderebbero similari all’unità immobiliare oggetto di riclassamento.
Del resto, anche in tema di procedura Docfa (D.M. 19 aprile 1994, n. 701), l’orientamento della Cassazione è sempre fermo nel ribadire che tutta l’attività amministrativa deve comunque sottostare all’obbligo di esporre i “presupposti di fatto” e le “ragioni giuridiche” che hanno determinato la decisione dell’amministrazione, ovvero l’obbligo di motivazione che è alla base di qualsiasi atto impositivo e costituisce elemento centrale e qualificante attraverso cui l’Ufficio rende palese il ragionamento in base al quale è stata indotta ad adottare il provvedimento e a dargli un determinato contenuto in linea con la previsione di cui al comma 1 dell’art. 3 della legge 241/1990. Ed infatti, con sentenza n. 3394 del 13 febbraio 2014, stabilisce che il classamento di un’unità immobiliare non deve essere solo comunicato, ma occorre anche fornire gli elementi che spieghino perché la proposta del contribuente è stata rifiutata. In particolare, l’Agenzia del Territorio aveva impugnato la sentenza della Commissione tributaria regionale della Liguria, che aveva dato torto all’Amministrazione in relazione alla qualificazione di un’abitazione come A/2 (civile) invece di A/4 (popolare) come richiesto dal contribuente che aveva infatti presentato un Docfa con il quale proponeva un classamento della propria abitazione (dopo importanti lavori di ristrutturazione) come «abitazione popolare». Orbene, <<l’atto con cui l’amministrazione disattende le indicazioni del contribuente circa il classamento di un fabbricato deve contenere una adeguata – ancorchè sommaria – motivazione; che delimiti l’oggetto della successiva ed eventuale controversia giudiziaria>>.
Peraltro, già con ordinanza 20 giugno 2013, n. 15495, sempre in procedura Docfa gli Ermellini esprimono un principio di diritto che in linea con quanto stabilito, secondo il recente orientamento di cui sopra (Cass. Sez. 5, Sentenza n. 9629 del 13/06/2012; Cass. Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 19820 del 13/11/2012), mette in risalto la specificità del procedimento volto ad attribuire un nuovo classamento per un immobile che ne sia già provvisto e per il quale si prospetti una sopravvenuta inadeguatezza: procedimento caratterizzato dall’impulso eminentemente officioso e connotato da peculiari presupposti e dettagliate procedure (differenziati per ciascuna delle varie causali “tipiche” normativamente previste) di cui non è possibile che non sia dato esplicito conto nel provvedimento terminale della procedura, onde consentire alla parte contribuente (che non vi ha preso parte attiva) “di conoscere i presupposti del riclassamento, di valutare l’opportunità di fare o meno acquiescenza al provvedimento e di approntare le proprie difese con piena cognizione di causa, nonchè per impedire all’Amministrazione, nel quadro di un rapporto di leale collaborazione, di addurre in un eventuale successivo contenzioso ragioni diverse rispetto a quelle enunciate”. Sulla stessa linea interpretativa di tali principi, in definitiva i Supremi giudici chiariscono che se il contribuente si oppone alla rettifica di classamento di un’unità immobiliare, in variazione della proposta fatta a mezzo Docfa, l’Amministrazione è tenuta a dare concretamente conto delle ragioni attributive della rendita e della classe, mentre al giudice tributario spetta valutare, con motivazione adeguata, l’idoneità dei dati forniti dall’Ufficio a sostenere la pretesa.

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Porte aperte alla Sapienza 2011

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 luglio 2011

La Sapienza University in Rome is Europe's lar...

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Roma città universitaria La Sapienza. Dal 19 al 21 luglio – ore 10.00-18.00 inaugurazione sportello Hello 19 luglio ore 10.00 Città universitaria – piazzale Aldo Moro 5, lungo i viali della città universitaria torna l’abituale appuntamento dedicato all’orientamento delle matricole. Nel corso delle tre giornate sarà possibile visitare gli stand delle facoltà e delle strutture universitarie. Gli studenti potranno incontrare docenti e ricevere materiale informativo sulle modalità di accesso ai corsi. Per ciascuna facoltà inoltre si svolgerà una conferenza di presentazione nell’aula magna del Rettorato (che potranno essere seguite anche in video streaming dal sito dell’università) secondo il seguente calendario:
19 luglio ore 10 – presentazione delle facoltà di: Economia – Giurisprudenza ore 15 – presentazione delle facoltà di: Farmacia e medicina – Medicina e odontoiatria – Medicina e psicologia
20 luglio ore 10 – presentazione della facoltà di: Filosofia, lettere, scienze umanistiche, studi orientali ore 15 – presentazione della facoltà di: Scienze politiche, sociologia, comunicazione
21 luglio ore 10 – presentazione delle facoltà di: Architettura – Ingegneria civile e industriale – Ingegneria dell’informazione, informatica, statistica ore 15 – presentazione della facoltà di: Scienze matematiche, fisiche e naturali.

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Roma: Porte aperte alla Sapienza 2011

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 luglio 2011

Offerta formativa e nuove opportunità nella tre giorni di orientamento universitario. Apre Hello, il nuovo sportello per stranieri
dal 19 al 21 luglio – ore 10.00-18.00 inaugurazione sportello Hello 19 luglio ore 10.00 Città universitaria – piazzale Aldo Moro 5, Roma
Dal 19 al 21 luglio, dalle ore 10 alle ore 18, lungo i viali della città universitaria torna l’abituale appuntamento dedicato all’orientamento delle matricole. Nel corso delle tre giornate sarà possibile visitare gli stand delle facoltà e delle strutture universitarie. Gli studenti potranno incontrare docenti e ricevere materiale informativo sulle modalità di accesso ai corsi. Per ciascuna facoltà inoltre si svolgerà una conferenza di presentazione nell’aula magna del Rettorato, secondo il seguente calendario:
19 luglio ore 10 – presentazione delle facoltà di: Economia – Giurisprudenza ore 15 – presentazione delle facoltà di: Farmacia e medicina – Medicina e odontoiatria – Medicina e psicologia
20 luglio ore 10 – presentazione della facoltà di: Filosofia, lettere, scienze umanistiche, studi orientali ore 15 – presentazione della facoltà di: Scienze politiche, sociologia, comunicazione
21 luglio ore 10 – presentazione delle facoltà di: Architettura – Ingegneria civile e industriale – Ingegneria dell’informazione, informatica, statistica ore 15 – presentazione della facoltà di: Scienze matematiche, fisiche e naturali

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