Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘orientamento’

“GLOBE – Orientamento alle carriere internazionali”

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 febbraio 2019

Parma Martedì 5 febbraio, alle ore 9.30 nell’Aula Magna dell’Ateneo di Parma (via Università 12), avrà inizio l’incontro “GLOBE – Orientamento alle carriere internazionali”, organizzato dal Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali dell’Università di Parma e da ISPI-Istituto per gli Studi di Politica Internazionale di Milano.Dopo i saluti e l’introduzione di Giacomo Degli Antoni, del Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali dell’Università di Parma, e di Francesca Frigo, Responsabile ISPI School, seguiranno gli interventi di Egidio Crotti (già UNICEF, 1985-2015) “Lavorare nelle Nazioni Unite”, Maria Chiara Lesi (Responsabile EU Aid Volunteers-GVC) “Lavorare nelle ONG”, e Clarissa Canziani (EU Careers Ambassador) “Lavorare nell’UE”. Al termine delle sessioni è previsto uno spazio per domande e confronto con i relatori.In questo incontro i partecipanti avranno la possibilità di conoscere le caratteristiche delle professioni in ambito internazionale, i profili richiesti e le opportunità di accesso espressamente rivolte ai giovani, in contatto diretto con rappresentanti e funzionari delle Organizzazioni Internazionali. http://www.ispionline.it/

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Salone orientamento, scuola, formazione e lavoro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 novembre 2018

Verona da giovedì 29 novembre a sabato 1° dicembre 2018 la 28esima edizione di JOB&Orienta, il salone nazionale dedicato all’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro.
Promuovere i diritti, formare competenze, garantire opportunità” il titolo di quest’anno, a sottolineare l’urgenza di una scuola che sempre più sappia educare alla cittadinanza e insieme orienti e formi al lavoro, ma anche il ruolo del lavoro come elemento sostanziale, non solo formale, di cittadinanza.Luogo di confronto e scambio, JOB&Orienta è promotore da sempre del dialogo tra mondo della scuola e della formazione e sistema economico-produttivo, un dialogo che – forte di una storia quasi trentennale – vuole contribuire a rinnovare e rinforzare, alla luce dell’evoluzione del contesto come dei cambiamenti imposti dai più recenti scenari economici e sociali.
Numeri alla mano – 75mila visitatori, 500 realtà presenti e 200 appuntamenti in calendario nel 2017 -, l’appuntamento veronese promosso da VeronaFiere e Regione del Veneto, in collaborazione con Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, si conferma punto di riferimento per giovani, famiglie e operatori del settore. Un’opportunità di aggiornamento per gli addetti ai lavori, ma pure un’occasione importante per i tanti ragazzi che si trovano nella necessità di scegliere con consapevolezza il proprio percorso scolastico e per le loro famiglie; e infine per i giovani in cerca di occupazione, che a JOB&Orienta possono trovare strumenti utili a una ricerca attiva e più efficace. L’evento è inserito nel calendario ufficiale degli appuntamenti della European Vocational Skills Week (Settimana europea delle competenze professionali), promosso dalla Commissione Europea.Dopo la “sperimentazione” largamente positiva dello scorso anno, a JOB&Orienta si amplia e si rafforza la proposta di formazione per docenti e dirigenti scolastici, con una sezione dedicata comprensiva di spazi espositivi e di una saletta per workshop e seminari: per loro un’opportunità per aggiornare e integrare le proprie competenze su temi come l’alternanza scuola lavoro, le nuove tecnologie per la didattica, l’innovazione dell’apprendimento…
E per facilitare l’orientamento dei visitatori nei padiglioni, le aree a loro volta sono suddivise in sei percorsi contrassegnati da diversi colori: all’interno della prima sezione espositiva, i percorsi Educazione e Scuole (arancione), Tecnologie e Media (oro) e Lingue straniere e Turismo (verde); nell’altra i percorsi Formazione accademica (blu), Formazione professionale (argento) e Lavoro e Alta formazione (rosso), dove trova posto anche la Saletta TopJOB, allestita con uno spazio workshop per incontri con aziende e seminari rivolti in particolare ai giovani alla ricerca di lavoro. Ricco e articolato come ogni anno il programma culturale di JOB&Orienta. A partire dai convegni, i dibattiti e i workshop, dedicati alle tematiche più attuali, con ospiti di spicco del mondo dell’economia, della politica e dell’imprenditoria, fino ai laboratori interattivi, le simulazioni, gli spettacoli e i momenti di animazione. Non mancano, infine, i racconti di storie ed esperienze sviluppate sul campo e raccontate dagli stessi protagonisti.

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I “credit trigger” non cambiano il nostro orientamento neutrale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 luglio 2018

A cura di Toby Nangle, Responsabile asset allocation globale e Responsabile multi-asset, EMEA, e Maya Bhandari, Gestore di portafoglio, Multi-asset. L’attuale ciclo del credito si sta prolungando in maniera insolita; ciò nonostante, le analisi del nostro team obbligazionario investment grade sui possibili “catalizzatori” di una svolta nel ciclo indicano che non ci troviamo ancora in una fase particolarmente minacciosa, anche se lo stato di salute del mercato non può certo dirsi perfetto. Dei cinque “credit trigger” (o “catalizzatori del credito”) che monitoriamo, rileviamo tre bandiere color ambra (inasprimento della politica monetaria, valutazioni elevate e una volatilità eccezionalmente bassa seppur in aumento), una bandiera rossa (deterioramento della solidità delle aziende) e una sola bandiera verde (salute macroeconomica).La politica monetaria non è restrittiva ma sta diventando meno accomodante. L’espansione fiscale in uno stadio molto avanzato del ciclo si sta traducendo in un’accelerazione della crescita ma non potrà continuare per sempre senza generare inflazione e una risposta monetaria. Gli anni ’90 permettono un raffronto valido ma difficile; a quei tempi, infatti, la Fed affrontava la piena occupazione e le crescenti pressioni salariali (nonché un calo dell’inflazione complessiva) attraverso un inasprimento della propria politica, ma i suoi interventi erano limitati dalle crisi nei mercati emergenti, una circostanza che appare oggi meno probabile. Il rientro dal QE, abbinato al finanziamento tramite debito del potenziale ampio deficit strutturale del presidente Trump, potrebbe continuare a spingere al rialzo i rendimenti.Le valutazioni sono diminuite e si attestano ormai sulla loro media di lungo periodo. A gennaio di quest’anno la volatilità realizzata e implicita di azioni e obbligazioni aveva raggiunto livelli molto bassi e il successivo recupero si è accompagnato a un ampliamento degli spread.Il grado di interazione tra politica monetaria e volatilità non è chiaro. L’aumento della volatilità di mercato (nelle valute e nelle obbligazioni dei mercati emergenti, nelle azioni di tutto il mondo, ecc.) sembra tutt’altro che slegato dall’inasprimento monetario attualmente attuato dalla Fed, benché sia difficile stabilire una connessione in termini statistici.L’unica bandiera rossa è la solidità aziendale. In teoria, il rating creditizio ottimale per una parte considerevole dell’universo societario delle società a capitalizzazione elevata è BBB
(in un’ottica di ottimizzazione del costo del capitale). In passato, il merito di credito medio di questo stesso segmento era approssimativamente pari ad A; le società hanno progressivamente modificato i loro meccanismi di finanziamento attraverso attività di fusione e acquisizione e riacquisti di azioni proprie, al punto che oggi la percentuale del mercato investment grade con rating pari a BBB ha raggiunto livelli inediti.Dovremmo preoccuparci? Se da un lato questa variazione di rating è indice di una maggiore fragilità finanziaria tra le large cap in generale, l’evoluzione in termini di affidabilità creditizia connessa al passaggio da A a BBB è minima (e in qualche modo controbilanciata dal livello di compensazione offerto ai creditori per finanziare i loro prestiti). Inoltre, le nostre analisi bottom-up prospettiche sugli universi delle società statunitensi ed europee analizzate segnalano un miglioramento della copertura degli interessi negli ultimi anni, nonostante l’aumento della leva, derivante dai bassi rendimenti garantiti a ogni ondata di rifinanziamento. In conclusione, il nostro orientamento neutrale nei confronti del credito resta adeguato in questa fase, anche se nei nostri portafogli gestiti e multi-asset abbiamo posto una crescente enfasi sui prodotti con spread a bassa duration.
In termini di moneta unica, da inizio anno i rendimenti delle azioni europee hanno segnato il passo rispetto ad altri mercati, sebbene vada ricordata la netta sovraperformance registrata a fine 2016 e nel 2017. Ciò si è verificato sullo sfondo di dati economici più deboli e, fino a poco tempo fa, di maggior vigore dell’euro, che a quota 1,25 sul dollaro ha rappresentato un ostacolo per le azioni europee. Ciò nondimeno, dal momento che la debolezza economica si rivelerà probabilmente transitoria e che l’euro dovrebbe deprezzarsi, rimaniamo ottimisti sulla regione.Le attuali previsioni economiche indicanti una crescita del 2,3% in Europa dovrebbero tradursi in un’espansione degli utili societari del 10% per il 2018 (e attualmente prevediamo una crescita degli utili dell’8% nel 2019). Le notizie provenienti dall’Europa potrebbero essere meno rosee, ma buona parte del cambiamento è ampiamente ascrivibile ai dati delle indagini, che sono scesi rispetto ai massimi pluriennali ma continuano a segnalare una prosecuzione dell’espansione economica.La debolezza è spesso limitata a pochi settori, come quelli finanziario e industriale nel caso dell’indice IFO sulla fiducia delle imprese in Germania (i nostri portafogli obbligazionari europei sono generalmente sottopesati su entrambi i settori, anche se stiamo moderatamente rafforzando la ponderazione del secondo). Con una leva operativa elevata e un’economia e un mercato azionario molto aperti, infatti, l’Europa è fortemente influenzata dai trend ciclici globali, che restano favorevoli. Gli ultimi sviluppi positivi registrati sul fronte dei tassi di revisione delle stime sugli utili si presentano incoraggianti in questo contesto e le valutazioni sono più convenienti. Alcune società al di fuori della Germania (e, in certa misura, della Francia) stanno riportando pressioni salariali, nonostante i dati top-down evidenzino il ritmo di crescita dei salari più sostenuto dal 2011.Frattanto, l’elezione di un governo populista in Italia crea problemi per il futuro (vi sono più incognite che certezze), ma pare che si sia riusciti a scongiurare una crisi nel breve termine; analogamente, in Spagna il rischio politico appare contenuto. Alla luce di tutto ciò, non abbiamo apportato modifiche ai nostri portafogli multi-asset, che continuano a prediligere le azioni europee, una posizione che abbiamo detenuto per buona parte del periodo dal gennaio 2015.

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Giornata di “Orientamento al lavoro e alle professioni”

Posted by fidest press agency su martedì, 10 aprile 2018

Bari Giovedì 12 aprile, dalle 15,30, la Camera di Commercio di Bari ospiterà alternanzaday, giornata promossa da Unioncamere e dalle Camere di commercio italiane e dedicata al progetto “Orientamento al lavoro e alle professioni”. Vi prenderanno parte dirigenti scolastici, docenti, rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni di categoria, studenti.
Nel corso dell’iniziativa verranno illustrate le modalità di partecipazione delle scuole e degli studenti alla seconda sessione del premio Premio “Storie di alternanza” che riguarderà le esperienze di alternanza realizzate nel I semestre 2018 e ha un ammontare complessivo pari a € 5.000,00. Verrà inoltre:
presentato il Bando 2018 per la concessione di un contributo in forma di voucher per percorsi di Alternanza Scuola – Lavoro a beneficio delle MPMI (micro, piccole e medie imprese) del territorio di competenza della Camera di Commercio di Bari;
illustrato il funzionamento del RASL, il registro dell’Alternanza Scuola-Lavoro per le scuole e accreditamento dei dirigenti scolastici alla piattaforma;
fornite indicazioni sull’utilizzo dei dati Excelsior per l’orientamento alle professioni e ai percorsi di Alternanza Scuola- Lavoro.
Nel corso della manifestazione, presso lo spazio dedicato, i dirigenti scolastici muniti di CNS (carta nazionale servizi), potranno richiedere il rilascio dello SPID (sistema pubblico di identità digitale).

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Incontro di orientamento alle carriere internazionali

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 marzo 2018

Parma Martedì 13 marzo, con inizio alle ore 9.30, si terrà nell’Aula Magna dell’Università di Parma (via Università 12) un’iniziativa di orientamento in uscita in collaborazione fra i Corsi di studio del Dipartimento di Giurisprudenza, Studî politici e internazionali e l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI). L’incontro è aperto a tutti gli studenti interessati.
Dopo i saluti di Sara Rainieri, Pro Rettrice alla Didattica, di Laura Pineschi, del Dipartimento di Giurisprudenza, Studî politici e internazionali, e di Francesca Frigo, Responsabile Area Formazione ISPI, interverranno Marcello Viani di Reggio Terzo Mondo, Egidio Crotti, già Unicef (1985, 2015), Federica Casilli di ISPI, e Paolo Guido Spinelli, già Ambasciatore d’Italia a Budapest.

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Pensioni: Per i giovani lavoratori doppia beffa

Posted by fidest press agency su domenica, 9 luglio 2017

Il premier Paolo Gentiloni al termine del Cdm

Aveva ragione il sindacato a intravedere nuvole grigio-nere all’orizzonte: per il futuro prossimo, il Governo Gentiloni sembra orientato a fare peggio della riforma pensionistica dell’ex ministro Elsa Fornero, approvata durante il Governo Monti, visto che nel 2019 la proiezione era quella di lasciare il servizio lavorativo a 66 anni e 11 mesi: invece, l’orientamento è fare cifra tonda, arrivando a quota 67. Per fare questo, c’è già un decreto interministeriale in via di approvazione. Poi, nel tempo, si salirà sempre più: fino a 70 anni, nel 2051. Ma il prezzo più alto da pagare sarà quello dell’importo risibile dell’assegno di quiescenza: in media, meno di mille euro al mese.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): viene da chiedersi, come faranno gli insegnanti, tra i lavoratori a maggiore rischio burnout, a convivere con l’innalzamento progressivo dei parametri pensionistici. È sintomatico che in questi giorni chi ha potuto aderire all’Ape Social, pochi per la verità nella scuola poiché si è ristretta l’agevolazione ai soli maestri della scuola dell’infanzia, non ci abbia pensato due volte. E si tratta di lavoratori di età attorno ai 63-64 anni. Come si farà a tenere duro dietro la cattedra fino a 70 e più anni, rimane un mistero. Come rimane difficile spiegare loro che i contributi versati per una vita serviranno a mantenere in vita il sistema. E non a loro che li hanno versati.Attraverso il sindacato, è possibile chiedere una consulenza personalizzata a Cedan per sapere se si ha diritto ad andare in quiescenza prima dei termini contributivi e di vecchiaia previsti dalla legge e per scoprire il valore dell’assegno pensionistico. Oltre che ulteriori servizi. Per contatti, ci si può collegare alsito internet.

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Orientamento: “Perché studiare Giurisprudenza?”

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 settembre 2016

Roma 5 e 6 settembre 2016 – Aula 1 ore 9 -13 Dipartimento di Giurisprudenza, Università degli Studi Roma Tre via Ostiense 159, Il Dipartimento di Giurisprudenza organizza un breve ciclo d’incontri introduttivi aperto agli studenti che sosterranno il test d’ingresso ai corsi di laurea in Giurisprudenza per l’anno accademico 2016/2017.

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Maturità, dopo l’esame che fare?

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

esami

Il primo passo fondamentale è orientarsi. Può sembrare ovvio, ma è importante in primis capire quali sono le proprie passioni e qual è la Facoltà più adatta. Si apriranno il 14 luglio le immatricolazioni all’Univpm: novità, tempistiche e prospettive.
Caffè, notti insonni e la tentazione di fare una pausa dallo studio andando al mare. Difficili le giornate del maturando a cui ora spetta completare l’ultima parte del percorso, il colloquio orale. Ma dopo la maturità? Il primo passo fondamentale è orientarsi. Può sembrare ovvio, ma è importante in primis capire quali sono le proprie passioni e qual è la Facoltà più adatta. Il 15, 18 e 19 luglio ad Ancona, San Benedetto e Fermo l’Università Politecnica delle Marche organizza 3 giornate di orientamento rivolte ai diplomati e alle loro famiglie. Le giornate saranno caratterizzate da un’informazione sull’intera offerta formativa dell’Ateneo e sulle modalità di partecipazione al “test di verifica delle conoscenze” previsto per accedere ai corsi di Laurea.
Si apriranno il 14 luglio le immatricolazioni all’Univpm per l’anno accademico 2016-2017. La nuova offerta formativa è composta da 45 corsi di laurea nelle diverse aree Agraria, Economia, Ingegneria, Medicina e Chirurgia e Scienze. Tra le novità di quest’anno il Corso di studi internazionale, unico nel panorama europeo, integralmente in lingua inglese, “Food and Beverage Innovation and Management” che fa parte delle lauree magistrali di Agraria. Al termine degli studi il laureato saprà coniugare innovazione e sostenibilità nell’ambito della tradizione agro-alimentare italiana e mediterranea. Non è l’unico corso in lingua c’è anche “Biomedical Engineering” ad Ingegneria e “International Economics and Commerce” ad Economia che ha anche il rilascio del doppio titolo come per il corso di Economia aziendale a San Benedetto del Tronto.Le immatricolazioni avvengono in due fasi: la prima prevede la registrazione al link https://esse3web.univpm.it e una volta ottenuti username e password ci si potrà loggare sul portale e terminare l’immatricolazione.Importante anche sapere quali sono gli sbocchi occupazionali. Secondo il Consorzio Almalaurea (al quale oggi aderiscono 73 Atenei Italiani e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) l’Università Politecnica delle Marche si contraddistingue rispetto alle università del centro Italia e somiglia di più alle università del nord. L’88,4% dei neo-laureati Univpm lavora. E sempre l’88,4% dei laureati lavora 3 anni dopo la laurea magistrale come quelli di Venezia, Bergamo e Firenze e contro una media nazionale che si ferma all’81,5%. I laureati Univpm hanno un reddito medio pari a 1.300 € netti al mese. Un dato che ci pone sullo stesso livello dei redditi degli studenti del nord: Torino, Milano, Venezia e Trieste. Altro dato da non sottovalutare quello del luogo di lavoro. Il 65,3% dei laureati della Politecnica delle Marche trova un impiego nell’area in cui si trova l’università come succede a Trento e a Milano vantando risultati migliori rispetto a molte altre università del nord. Quali sono le professioni a più alto tasso di occupazione? Nel 2015, tre anni dopo essersi laureati, lavorava il 95% degli ingegneri e con loro anche gli studenti appartenenti alle professioni sanitarie. (foto: esami)

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“Il settore cosmetico: uno sbocco occupazionale per i laureati in discipline scientifiche”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2015

biblio università parmaParma venerdì 30 ottobre, dalle ore 9.30 alle ore 13, nell’aula A del Dipartimento di Farmacia, si terrà l’incontro “Il settore cosmetico: uno sbocco occupazionale per i laureati in discipline scientifiche”, organizzato dall’Ateneo e da Cosmetica Italia. L’incontro è rivolto agli studenti dei corsi di laurea in Farmacia, Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, Biologia, Biotecnologie e Chimica.L’incontro sarà aperto dai saluti della prof.ssa Sara Rainieri, Delegata del Rettore per l’orientamento in uscita e politiche di raccordo con il mondo del lavoro/job placement, della prof.ssa Patrizia Santi, Direttore del Dipartimento di Farmacia, e del dott. Carlo Baiesi, Consigliere di Cosmetica Italia, incaricato dei “Rapporti con le Università”. Seguiranno gli interventi del dott.Luca Nava (Direttore generale Cosmetica Italia), del dott. Dino Tavazzi (Consigliere Delegato BolognaFiere Cosmoprof – “Cosmoprof Worldwide: la fiera leader nel mondo della cosmesi”), della dott.ssa Alessia De Ascentiis (Research & Regulatory Affairs Department di Cosmoproject – “Il ruolo del laureato in discipline scientifiche nelle aziende cosmetiche italiane: prospettive e potenzialità”) e della dott.ssa Sara Berlese (Responsabile selezione e sviluppo di Difa Cooper– “Le posizioni scientifico-commerciali in un’azienda cosmetico-farmaceutica: i profili necessari e alcuni consigli per raggiungerli”).Il dott. Carlo Baiesi (Presidente di Barex Italiana) e il dott.Davide Bollati (Presidente di Davines) porteranno le loro testimonianze di imprenditori e manager di imprese cosmetiche.Seguirà un dibattito e, alle ore 14, avrà luogo una visita all’azienda Cosmoproject srl di Casale di Mezzani.

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Il Def alla prova dei rigoristi di Bruxelles

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2015

commissione europeaRenzi è, notoriamente, un uomo fortunato. Proprio mentre stava entrando nel vivo la trattativa del Governo con la Ue sulla cosiddetta flessibilità dei conti pubblici, cioè quanto deficit in più Bruxelles ci concede rispetto ai vincoli europei, ecco che scoppia il caso Volkswagen, che trascina nel fango l’intera Germania e lo stesso esecutivo guidato dalla Merkel, indebolendo così gli inflessibili guardiani del rigore che già avevano sguainato le spade per tagliare le aspettative mendicate da Roma. Questo non vuol dire che al duo Renzi-Padoan sarà concesso di spendere senza colpo ferire quei 17,9 miliardi sui cui i due hanno chiesto ai nostri arcigni interlocutori di chiudere entrambi gli occhi. Ma forse, grazie al dieselgate, il grado di resistenza dei rigoristi potrebbe rivelarsi minore del previsto. Tuttavia, qualunque sia l’esito del negoziato con l’Europa, Def alla mano e alla vigilia della legge di Stabilità, vale la pena di fare due riflessioni di natura strategica sulla politica di bilancio e più in generale sulle scelte economiche del governo Renzi, questioni che – una volta chiuso, in un modo o nell’altro, il capitolo delle riforme istituzionali – sono destinate a tornare centrali nella vita politica e a confermarsi decisive nell’orientamento (anche elettorale) dell’opinione pubblica. La prima riguarda il dibattito, fin qui affrontato in modo astratto e ideologico, oppure riferito alla Grecia quasi ci fosse estraneo, tra i fautori del rigore e i sostenitori dello sviluppo a deficit. La seconda è invece riferita allo specifico della manovra di finanza pubblica che si sta delineando.Partiamo dalla prima questione. La nostra valutazione è che abbiano torto entrambe le tesi. Da un lato, non ha senso subordinare lo sviluppo economico, di cui ha bisogno l’Europa non meno dell’Italia – anche se va detto che la quantità di ricchezza perduta con la recessione iniziata nel 2008 e il livello di crescita presente e futura misurano un divario a nostro sfavore alto e crescente – alla buona salute della finanza pubblica, specie se ottenuta con politiche di austerità. E hanno ragione coloro (La Malfa, Savona, Piga e altri economisti) che sottolineano come non si possa sostenere la ripresa se si taglia la spesa pubblica. D’altro canto, però, non si può neppure far finta che l’Italia non abbia un debito pari al 133% del pil e che la quasi totalità delle uscite vada in spesa corrente e non per investimenti. Due storture strutturali, l’eccesso di debito e di spesa corrente, la cui cura non può essere rimandata al tempo delle vacche grasse, anche perché quella stagione tornerà soltanto quando si faranno massicci investimenti pubblici e si favoriranno quelli privati attraverso il taglio netto dell’imposizione fiscale e dei vincoli burocratico-giudiziari.Ergo, la linea che l’Italia dovrebbe scegliere è sì quella di andare a trattare con la Ue – formalmente con Bruxelles, sostanzialmente con Berlino e Francoforte – ma non per pietire un po’ di deficit in più, bensì per proporre un piano alternativo alle politiche fin qui seguite. Quale? Semplice: fatemi fare più deficit – non un qualche miliardo, ma decine di miliardi – perché noi vi dimostriamo che lo useremo solo per spesa in conto capitale e per il taglio delle tasse alle imprese e sul lavoro, e perchè in cambio vi diamo altre due cose. La prima: un taglio netto della spesa corrente non attraverso la pratica fallimentare della spending review ma attraverso tre riforme strutturali (smantellamento del federalismo e conseguente ritorno della sanità in capo allo Stato adottando il modello mutualistico olandese, restringimento del perimetro della pubblica amministrazione grazie alla privatizzazione di alcune funzioni e molti servizi). La seconda: un radicale taglio dello stock di debito, per portarlo sotto il 100% del pil (la media Ue è intorno al 95%), mettendo il patrimonio pubblico al servizio di un’operazione finanziaria che coinvolga anche la ricchezza privata in modo obbligatorio ma non punitivo.
Cosa risponderebbe l’Europa? Diciamo che sarebbe più difficile dirci di no, visto che questo piano consente di coniugare crescita e risanamento finanziario. Tanto più se l’alternativa – e qui siamo all’ormai prossima legge di Stabilità – è implorare un po’ di flessibilità per tagliare le tasse sulla casa che Bankitalia sconsiglia vivamente (cosa che rilancerebbe l’edilizia solo marginalmente e spingerebbe i consumi non più di quanto abbiano fatto i famosi 80 euro, cioè poco e niente), per evitare l’aumento di Iva e accise (previsto se scatta la clausola di salvaguardia Ue), per lo sblocco dei contratti pubblici e per un’altra manciata di provvedimenti o dovuti (la reindicizzazione delle pensioni derivante dalla sentenza della Consulta) o di carattere elettorale (revisione della legge Fornero). Una manovra da 27 miliardi (ma c’è chi calcola che siano 5-7 di più) in cui i conti tornano perché sono state incrementati di due decimi di punto i tassi di crescita sia per quest’anno (0,9%) che per il prossimo (1,6%) sulla base di stime che riteniamo non abbiano fondamento (e non siamo i soli: Fmi, Bce, Ocse dicono la stessa cosa) considerato che lo stesso Governo prevede esportazioni non più in crescita, per cui il maggior sviluppo dovrebbe derivare solo da un significativo aumento delle importazioni (ma così la bilancia dei pagamenti peggiorerebbe) e dei consumi (non si vede come). Tra l’altro i tagli alla spesa promessi o si fanno, e allora inevitabilmente cala la domanda, o rimangono annunci, e allora sballano i conti della manovra. Per carità, la partita sulla flessibilità è tutta politica, e in un’eurozona dove si consente alla Francia di avere un deficit sopra il 4% del pil (anche se Parigi non ha certo il debito pubblico stratosferico che abbiamo noi) Renzi potrebbe avere buon gioco nel convincere, almeno in parte, i suoi interlocutori. Ma il vero problema è l’inadeguatezza dell’intero impianto della manovra rispetto alle esigenze di svolta che l’economia italiana ha. Non una generica manovra espansiva – cosa che questa che si profila all’orizzonte comunque non è – ma un “piano Marshall” che affronti di petto il declino. Non è mai troppo tardi, il tempo c’è. Volendo. (Enrico Cisnetto direttore di http://www.terzarepubblica.it)

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Nuovo orientamento della Cassazione sulla motivazione del classamento degli immobili. È obbligatoria per gli atti catastali

Posted by fidest press agency su domenica, 9 marzo 2014

L’obbligo della motivazione si estende agli atti catastali, trattandosi di provvedimenti amministrativi che, al lume soprattutto del nuovo consolidato indirizzo della Corte di Cassazione, non possono più riportare ai fini del classamento i soli dati catastali degli immobili. Gli atti di classamento non possono più avere come motivazione la sola enunciazione degli elementi oggettivi della categoria catastale, della classe e della rendita, calcolata in base alle consistenze ricavate dagli elaborati, in quanto gli atti stessi sono incontestabilmente provvedimenti di natura valutativa e come tali devono essere adeguatamente motivati.
Questo è il nuovo principio di diritto stabilito dalla Corte di Cassazione che, con sentenza n. 2357 del 3 febbraio 2014 – che Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”segnala con una nota a commento degli avvocati tributaristi Maurizio Villani e Iolanda Pansardi – ha mutato oramai orientamento ed, in una vicenda relativa ad un riclassamento di cui all’art. 3, comma 58 della legge 662/96, ha dichiarato illecito il comportamento dell’agenzia quando, pur enfatizzando e descrivendo il rinnovato contesto urbano nel quale si trova l’immobile riclassificato, omette la precisa indicazione dell’atto. La Corte di cassazione ha affrontato quindi il delicato tema delle modalità con cui era stato operato il riclassamento, specificando che il fatto che l’agenzia avesse tenuto conto dei parametri costruttivi dell’immobile, delle sue caratteristiche edilizie e del fabbricato che la comprende, nonché del livello di capacità reddituale degli immobili della zona ma anche, appunto, dei significativi e concreti miglioramenti del contesto urbano, non è sufficiente a motivare la nuova rendita. Infatti, per quanto riguarda il contesto, occorre indicare l’atto con cui si è provveduto alla revisione dei parametri della microzona, mentre per quanto riguarda l’immobile in sé e per sé si devono indicare le trasformazioni edilizie avvenute.
Tale orientamento non fa altro che ricollegarsi al precedente indirizzo delineato con sent. n. 9629 del 13 giugno 2012 (sent. n. 4507 del 25 febbraio 2009), che ha stabilito che gli uffici, quando procedono all’attribuzione (d’ufficio) di un nuovo classamento a un’unità immobiliare a destinazione ordinaria, devono specificare se la variazione sia dovuta a trasformazioni specifiche subite dall’unità immobiliare, oppure a una risistemazione dei parametri relativi alla microzona in cui è ubicata l’unità stessa. Nella prima ipotesi gli uffici sono obbligati a indicare le trasformazioni intervenute, mentre nell’altra devono indicare gli atti con cui hanno provveduto alla revisione dei parametri relativi alla microzona, a seguito di significativi e concreti miglioramenti del contesto urbano, rendendo in tal modo chiara la conoscenza dei presupposti del nuovo classamento da parte del contribuente.
Ciò vuol dire che la motivazione del provvedimento di riclassamento di un immobile già munito di rendita catastale deve indicare con chiarezza se il nuovo classamento sia stato adottato, ai sensi dell’art. 1, comma 336, della legge 311/2004 (Finanziaria 2005), in ragione di trasformazioni edilizie subite dall’unità immobiliare, recando così l’analitica indicazione di tali trasformazioni; oppure se il nuovo classamento sia stato adottato, ai sensi del comma 335 dello stesso art. 1, nell’ambito di una revisione dei parametri catastali della microzona in cui l’immobile è situato, giustificata dal significativo scostamento del rapporto tra valore di mercato e valore catastale in tale microzona rispetto all’analogo rapporto nell’insieme delle microzone comunali, recando, in tal caso, la specifica menzione dei suddetti rapporti e del relativo scostamento; oppure se il nuovo classamento sia stato adottato, ai sensi dell’art. 3, comma 58, della legge 662/1996, in ragione della constatata manifesta incongruenza tra il precedente classamento dell’unità immobiliare e il classamento di fabbricati similari aventi caratteristiche analoghe, recando così la specifica individuazione di tali fabbricati, del loro classamento e delle caratteristiche analoghe che li renderebbero similari all’unità immobiliare oggetto di riclassamento.
Del resto, anche in tema di procedura Docfa (D.M. 19 aprile 1994, n. 701), l’orientamento della Cassazione è sempre fermo nel ribadire che tutta l’attività amministrativa deve comunque sottostare all’obbligo di esporre i “presupposti di fatto” e le “ragioni giuridiche” che hanno determinato la decisione dell’amministrazione, ovvero l’obbligo di motivazione che è alla base di qualsiasi atto impositivo e costituisce elemento centrale e qualificante attraverso cui l’Ufficio rende palese il ragionamento in base al quale è stata indotta ad adottare il provvedimento e a dargli un determinato contenuto in linea con la previsione di cui al comma 1 dell’art. 3 della legge 241/1990. Ed infatti, con sentenza n. 3394 del 13 febbraio 2014, stabilisce che il classamento di un’unità immobiliare non deve essere solo comunicato, ma occorre anche fornire gli elementi che spieghino perché la proposta del contribuente è stata rifiutata. In particolare, l’Agenzia del Territorio aveva impugnato la sentenza della Commissione tributaria regionale della Liguria, che aveva dato torto all’Amministrazione in relazione alla qualificazione di un’abitazione come A/2 (civile) invece di A/4 (popolare) come richiesto dal contribuente che aveva infatti presentato un Docfa con il quale proponeva un classamento della propria abitazione (dopo importanti lavori di ristrutturazione) come «abitazione popolare». Orbene, <<l’atto con cui l’amministrazione disattende le indicazioni del contribuente circa il classamento di un fabbricato deve contenere una adeguata – ancorchè sommaria – motivazione; che delimiti l’oggetto della successiva ed eventuale controversia giudiziaria>>.
Peraltro, già con ordinanza 20 giugno 2013, n. 15495, sempre in procedura Docfa gli Ermellini esprimono un principio di diritto che in linea con quanto stabilito, secondo il recente orientamento di cui sopra (Cass. Sez. 5, Sentenza n. 9629 del 13/06/2012; Cass. Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 19820 del 13/11/2012), mette in risalto la specificità del procedimento volto ad attribuire un nuovo classamento per un immobile che ne sia già provvisto e per il quale si prospetti una sopravvenuta inadeguatezza: procedimento caratterizzato dall’impulso eminentemente officioso e connotato da peculiari presupposti e dettagliate procedure (differenziati per ciascuna delle varie causali “tipiche” normativamente previste) di cui non è possibile che non sia dato esplicito conto nel provvedimento terminale della procedura, onde consentire alla parte contribuente (che non vi ha preso parte attiva) “di conoscere i presupposti del riclassamento, di valutare l’opportunità di fare o meno acquiescenza al provvedimento e di approntare le proprie difese con piena cognizione di causa, nonchè per impedire all’Amministrazione, nel quadro di un rapporto di leale collaborazione, di addurre in un eventuale successivo contenzioso ragioni diverse rispetto a quelle enunciate”. Sulla stessa linea interpretativa di tali principi, in definitiva i Supremi giudici chiariscono che se il contribuente si oppone alla rettifica di classamento di un’unità immobiliare, in variazione della proposta fatta a mezzo Docfa, l’Amministrazione è tenuta a dare concretamente conto delle ragioni attributive della rendita e della classe, mentre al giudice tributario spetta valutare, con motivazione adeguata, l’idoneità dei dati forniti dall’Ufficio a sostenere la pretesa.

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Porte aperte alla Sapienza 2011

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 luglio 2011

La Sapienza University in Rome is Europe's lar...

Image via Wikipedia

Roma città universitaria La Sapienza. Dal 19 al 21 luglio – ore 10.00-18.00 inaugurazione sportello Hello 19 luglio ore 10.00 Città universitaria – piazzale Aldo Moro 5, lungo i viali della città universitaria torna l’abituale appuntamento dedicato all’orientamento delle matricole. Nel corso delle tre giornate sarà possibile visitare gli stand delle facoltà e delle strutture universitarie. Gli studenti potranno incontrare docenti e ricevere materiale informativo sulle modalità di accesso ai corsi. Per ciascuna facoltà inoltre si svolgerà una conferenza di presentazione nell’aula magna del Rettorato (che potranno essere seguite anche in video streaming dal sito dell’università) secondo il seguente calendario:
19 luglio ore 10 – presentazione delle facoltà di: Economia – Giurisprudenza ore 15 – presentazione delle facoltà di: Farmacia e medicina – Medicina e odontoiatria – Medicina e psicologia
20 luglio ore 10 – presentazione della facoltà di: Filosofia, lettere, scienze umanistiche, studi orientali ore 15 – presentazione della facoltà di: Scienze politiche, sociologia, comunicazione
21 luglio ore 10 – presentazione delle facoltà di: Architettura – Ingegneria civile e industriale – Ingegneria dell’informazione, informatica, statistica ore 15 – presentazione della facoltà di: Scienze matematiche, fisiche e naturali.

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Roma: Porte aperte alla Sapienza 2011

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 luglio 2011

Offerta formativa e nuove opportunità nella tre giorni di orientamento universitario. Apre Hello, il nuovo sportello per stranieri
dal 19 al 21 luglio – ore 10.00-18.00 inaugurazione sportello Hello 19 luglio ore 10.00 Città universitaria – piazzale Aldo Moro 5, Roma
Dal 19 al 21 luglio, dalle ore 10 alle ore 18, lungo i viali della città universitaria torna l’abituale appuntamento dedicato all’orientamento delle matricole. Nel corso delle tre giornate sarà possibile visitare gli stand delle facoltà e delle strutture universitarie. Gli studenti potranno incontrare docenti e ricevere materiale informativo sulle modalità di accesso ai corsi. Per ciascuna facoltà inoltre si svolgerà una conferenza di presentazione nell’aula magna del Rettorato, secondo il seguente calendario:
19 luglio ore 10 – presentazione delle facoltà di: Economia – Giurisprudenza ore 15 – presentazione delle facoltà di: Farmacia e medicina – Medicina e odontoiatria – Medicina e psicologia
20 luglio ore 10 – presentazione della facoltà di: Filosofia, lettere, scienze umanistiche, studi orientali ore 15 – presentazione della facoltà di: Scienze politiche, sociologia, comunicazione
21 luglio ore 10 – presentazione delle facoltà di: Architettura – Ingegneria civile e industriale – Ingegneria dell’informazione, informatica, statistica ore 15 – presentazione della facoltà di: Scienze matematiche, fisiche e naturali

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Giornate orientamento universitario

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2011

Ancona e Fermo. A tutti coloro che in questi giorni stanno sostenendo gli esami di maturità: l’Università Politecnica delle Marche apre la sua campagna… acquisti. Porte aperte per tutti coloro che hanno bisogno di informazioni, che vogliono saperne di più sull’offerta formativa dell’ateneo. Scatta l’iniziativa “Laureandoci”, con giornate di orientamento che si aprono il 12 luglio alla facoltà di Economia di Ancona. Prosegue il 14 luglio a Fermo, con la giornata organizzata alla facoltà di Ingegneria in quella sede, in via Brunforte, 47. Il 20 luglio è il turno della facoltà di Economia a San Benedetto del Tronto, in via del Mare, 220. Tre primi appuntamenti, nel corso dei quali l’ateneo si “mostra” nella sua struttura e in tutti i suoi corsi, nelle agevolazioni e nelle prospettive, sulla vita universitaria in generale, e in particolare, a partire dalle 10, offre ragguagli circa la facoltà specifica nella cui sede si svolge la mattinata di dialogo. Saranno poi illustrate le modalità di partecipazione alle “prove di conoscenza” che in base alla legge 270/04 sono previste, senza sbarramento all’ingresso, per tutti i corsi. La campagna di informazione prosegue e si chiude il 27 luglio alla facoltà di Medicina e Chirurgia al Polo di Torrette di Ancona, con la presentazione di tutti i corsi di laurea a numero chiuso, per l’accesso ai quali è obbligatorio partecipare ai est ministeriali d’ingresso: Medicina e Chirurgia, Odontoiatria, Professioni Sanitarie, Ingegneria Edile-Architettura e Scienze Biologiche. Il termine per la iscrizione (gratuita) alle giornate di orientamento scade il 25 luglio.

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Esponenti Pdl per votare si al referendum

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2011

«La partecipazione di Fabio Rampelli e di altri esponenti del Pdl alla manifestazione trasversale per il sì al referendum sul nucleare, svoltasi ieri stamattina davanti Montecitorio, conferma lo storico orientamento culturale di alcuni ambienti della destra che da anni sono schierati contro il ritorno del nucleare in Italia. Una posizione che non dovrebbe dunque stupire nessuno, alla luce della libertà di voto indicata dal partito e della stessa natura trasversale dell’istituto referendario, che può vedere la convergenza di esponenti schierati su posizioni politiche molto differenti tra loro». È quanto dichiara in una nota il presidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale, Andrea De Priamo. «Scegliere ora il ritorno al nucleare di terza generazione – ha aggiunto – , che altri paesi come la Germania hanno già detto di voler abbandonare per i noti problemi di sicurezza, efficienza e smaltimento delle scorie, significherebbe per l’Italia essere la retroguardia nello scenario energetico globale. Dobbiamo invece puntare sulla ricerca del nucleare pulito di quarta generazione, lo sviluppo delle energie rinnovabili e l’efficienza energetica. Per questo mi recherò alle urne per votare sì al referendum contro il nucleare, invitando chi mi sostiene a seguire il mio esempio. Allo stesso modo farò per i quesiti sull’acqua: due convinti sì, per difendere un diritto di tutti».

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Università: Incontro orientamento

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2011

Parma  2 marzo, alle ore 11.30, presso l’Aula Magna del Palazzo Centrale dell’Ateneo (via Università, 12) con l’intervento del prefetto di Parma Dott. Luigi Viana introdotto dalla Preside della Facoltà di Giurisprudenza Prof.ssa Laura Pineschi e dal Presidente del Comitato Ordinatore della Facoltà di Scienze Politiche Prof. Alessandro Duce. Continua con questo appuntamento il ciclo di incontri di orientamento post laurea con professionisti, magistrati, diplomatici, funzionari pubblici e rappresentanti del mondo imprenditoriale organizzato dalle Facoltà di Giurisprudenza e di Scienze Politiche dell’Università di Parma per illustrare agli studenti le caratteristiche delle singole attività e le sfide che i futuri operatori del diritto dovranno affrontare nelle libere professioni, nell’amministrazione pubblica, nelle imprese e nelle carriere internazionali. L’incontro, a ingresso gratuito, è rivolto a tutti gli studenti.

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Presentazione: La parola del lavoro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 febbraio 2011

3 febbraio 2011, ore 11.00 Vicariato (Sala Rossa) Piazza San Giovanni in Laterano, 6 “Le parole del lavoro. Guida pratica per non sentirsi stranieri nel mondo del lavoro” è un vademecum al servizio de cittadini immigrati per l’orientamento all’inserimento lavorativo in Italia e più in particolare a Roma. Realizzata dall’Area Immigrati della Caritas, la Guida è suddivisa in tre parti che corrispondono sostanzialmente ai tre ambiti fondamentali di vita del lavoratore: “cosa serve per trovare lavoro”; “cosa bisogna sapere mentre si lavora”; “cosa bisogna fare quando si smette di lavorare o si perde il lavoro”.
Interverranno alla presentazione: monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas diocesana di Roma, L? Quyên Ngô Ðình, responsabile Area Immigrati della Caritas, Maria Assunta Rosa, vice prefetto presso il Dipartimento Libertà civili e Immigrazione del Ministero dell’Interno, Fabrizio Lella, dirigente presso il Dipartimento III Servizi per la Formazione, il lavoro e la promozione della qualità della vita della Provincia di Roma, Cristina Oteri e Marco Accorinti, curatori della pubblicazione

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Tunisia: Nuovo governo di unità “socialista”

Posted by fidest press agency su martedì, 18 gennaio 2011

Dichiarazione del Senatore Marco Perduca, co-vicepresidente del Partito Radicale Nonviolento:
“Secondo quanto comunicato al Partito Radicale dal segretario generale dell’Internazionale Liberale, il nuovo Governo di unità nazionale tunisino sembrerebbe aperto esclusivamente ai partiti esistenti nonché ai gruppi extra-parlamentari tunisini purché di orientamento socialista. Dalla nuova compagine sarebbero rimasti fuori i partiti di orientamento liberale, come il Partito Social-liberale e anche tutti coloro che negli ultimi anni da posizioni e lotte liberali hanno
contribuito a rafforzare la dissidenza nella e della diaspora nonché quella interna promuovendo tra l’altro, assieme all’associazione radicale non c’è pace senza giustizia, la nonviolenza come metodo di resistenza al regime di Ben Ali. Se questa è l’alba della nuova Tunisia occorre che tramonti presto e che l’Unione europea, piuttosto che annunciare la propria disponibilità, rompa gli indugi e inizi a cooperare pienamente anche contro i silenzi di Roma e Parigi perché vengano rispettati i più alti standard dei diritti umani”.

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Una madre e l’orientamento di genere

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 dicembre 2010

Dichiarazione di Imma Battaglia, presidente Di’Gay Project: “Il fatto che il giudice Alessandro Dagnino abbia scritto nella sua ordinanza che “la relazione omosessuale di una madre non costituisce ostacolo all’affidamento condiviso dei figli” è molto importante. Dimostra ancora una volta quanto sia necessario continuare a lavorare sulla cultura dell’uguaglianza e lottare contro qualunque tipo di discriminazione. In questo percorso possono certamente aiutarci giudici lungimiranti e capaci di trovare nella nostra Costituzione la chiave dei diritti civili”.

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Centro destra e diritti ai gay

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 ottobre 2010

In pochi giorni, dal centro destra, sono arrivati due rumorosi sì ai diritti per le coppie di fatto gay. E’ il caso, nell’intervento alla Camera nel corso del dibattito sulle comunicazioni del presidente del Consiglio, di Benedetto Della Vedova, vicepresidente vicario dei deputati di Futuro e Libertà, che ha chiesto al governo di approvare “leggi che riconoscano le coppie di fatto omosessuali ed eterosessuali”. A tutta la classe dirigente chiediamo di esprimersi con chiarezza su questioni che reputiamo non ulteriormente differibili: il diritto all’uguaglianza, la piena cittadinanza, l’abolizione di ogni discriminazione fondata sull’orientamento sessuale e l’identità di genere, una legge di reale tutela contro l’omo-transfobia, l’accesso al lavoro per le persone trans, l’accesso alla procreazione medicalmente assistita per le persone e le coppie, nonché l’adozione di leggi a tutela dei numerosi figli di gay, lesbiche e persone transessuali. Di fronte a questi segnali positivi, forti dell’’esperienza trentennale di elaborazione politico-culturale della nostra associazione, riteniamo che ci siano le condizioni politiche per un incontro-confronto diretto con i deputati di centro-destra che hanno espresso queste aperture e con tutte le altre forze politiche e sociali, anche per tradurre le dichiarazioni in esperienze concrete. Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay

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