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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘oriente’

Università Cattolica: corso in “Cristianesimi d’Oriente”

Posted by fidest press agency su sabato, 2 ottobre 2021

Lunedì 4 ottobre un convegno in Sala Negri da Oleggio alle ore 15 e sulla piattaforma teams previa registrazione. Il corso proporrà le testimonianze offerte dai manoscritti e dai libri che attraverso i secoli hanno conservato e nutrito l’identità e la tradizione di queste comunità per giungere infine alla loro condizione attuale, sia di presenza in quei territori sia nella diaspora nelle città dell’Occidente tra cui Milano. Durante l’evento del 4 ottobre i professori Lorenzo Perrone, titolare del corso, e Carlo Dell’Osso, del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, dipingeranno il quadro storico e archeologico degli sviluppi del Cristianesimo in Oriente, dalle origini e dalle missioni del IV secolo sino a oggi. La docente della Cattolica e psicologa Cristina Castelli racconterà poi l’avventurosa vicenda di un manoscritto liturgico del XIV secolo, che, fortunosamente sottratto negli scorsi anni alla furia distruttrice dell’Isis, è stato restaurato in Italia e riconsegnato alla sua comunità da Papa Francesco nel corso del suo viaggio in Iraq. Proprio collegandosi dall’Iraq suor Silvia Batras, domenicana, testimonierà la vita, le difficoltà e le speranze delle comunità cristiane in quella regione. Infine, il diacono Roberto Pagani, responsabile del Servizio per l’ecumenismo e il dialogo della Chiesa di Milano, illustrerà la presenza delle diverse chiese cristiane della diaspora nella diocesi ambrosiana.

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Turandot e l’oriente fantastico di Puccini, Chini, Caramba

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 marzo 2021

Martedi 30 marzo ore 11:30 MEET.GOOGLE.COM/AYQ-QGWM-SDB e apertura al pubblico dal 22 maggio fino al 21 novembre è il frutto di un lungo e accurato lavoro di ricerca compiuto dal Museo sullo straordinario ritrovamento di un nucleo di costumi e gioielli di scena risalenti alla prima assoluta della Turandot di Puccini e provenienti dal guardaroba privato del grande soprano pratese Iva Pacetti.In mostra anche una selezione di circa 120 oggetti della collezione Chini, proveniente dal Museo di Antropologia ed Etnologia di Firenze.

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Cristiani d’oriente e convivenza interreligiosa

Posted by fidest press agency su domenica, 28 febbraio 2021

Prima di tutto, chi sono i cristiani che il Papa incontrerà? Come nel resto del Medio Oriente, la Chiesa cattolica in Iraq si articola in diversi riti, una singolarità che è frutto di un passato complesso e che ricapitoliamo in una breve bussola. La maggior parte dei fedeli appartengono oggi alle comunità caldea (di tradizione siro-orientale), siro-cattolica (di tradizione siro-occidentale) e latina. L’articolo di S.Em. il Cardinal Sako dettaglia nello specifico le tormentate vicende della Chiesa caldea, di cui è Patriarca dal 2013. Parte di quella Chiesa d’Oriente le cui radici affondano al primo secolo dell’era cristiana e protagonista nel Medio Evo di una straordinaria fioritura missionaria, che arrivò a toccare la Cina, dopo la conquista mongola questa Chiesa fu costretta a ripiegare nella regione dell’Alta Mesopotamia, in particolare nella Piana di Ninive, che il Papa visiterà il 7 marzo. Vittime del primo genocidio del XX secolo, il dimenticato Sayfo, le chiese siriache e caldee sono state di nuovo aggredite da ISIS durante gli anni terribili del “califfato”, come racconta Maria Laura Conte in un reportage realizzato nel vivo della tragedia. Si sa che la furia di ISIS, dopo aver compiuto una pulizia religiosa, si era accanita anche contro i segni che a Mosul testimoniavano di un’autentica “simbiosi cristiano-musulmana”: proprio per questo sono particolarmente preziose le immagini di un patrimonio in gran parte perduto raccolte da Amir Harrak. Se il processo di ricostruzione degli edifici è in corso, molto più faticoso è riedificare l’umano e sanare le ferite inferte dal nuovo genocidio.
Ne parla l’Arcivescovo caldeo di Mosul, per cui la priorità è insieme salvare gli esseri umani e la loro cultura. Ma questo non potrà avvenire, ricorda la studiosa irachena Amal Marogy attingendo alla sua memoria familiare, senza perdono, perché «la via della giustizia riparativa è la via biblica per eccellenza» e coinvolge tutti i cristiani senza distinzioni. Anzi, questo “ecumenismo del sangue”, secondo l’espressione cara a Papa Francesco, è fondamentale per il cammino ecumenico con le chiese ortodosse orientali e le comunità evangeliche. La dimensione del martirio, peraltro, sarà presente fin da subito nel viaggio papale: il primo giorno infatti si concluderà con un momento di preghiera presso la cattedrale siro-cattolica di Nostra Signora della Salvezza a Baghdad, teatro nel 2010 di un feroce massacro di al-Qaeda, a ricordare che le piaghe del jihadismo e del fanatismo religioso precedono l’avvento di ISIS. I 48 cristiani morti durante l’attacco, tra cui un bambino ancora non nato e uno di tre mesi, sono stati proclamati servi di Dio nell’ottobre 2020 dopo la conclusione della fase diocesana del processo di canonizzazione. (fonte:Fondazione Oasis)

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Furusiyya: L’arte della cavalleria tra Oriente e Occidente

Posted by fidest press agency su domenica, 12 gennaio 2020

Abu Dhabi mostra al Louvre Abu Dhabi, Furusiyya: L’arte della cavalleria tra Oriente e Occidente (19 febbraio – 30 maggio 2020), sarà la terza della stagione culturale 2019/20 Changing Societies e vedrà esposti oggetti della cultura cavalleresca medievale provenienti dal mondo islamico e cristiano. Oltre 130 manufatti singolari, tra armature, utensili legati all’equitazione o alla battaglia e manoscritti miniati, con una particolare attenzione rivolta ai valori cavallereschi. Coraggio, fede, lealtà e onore rappresenteranno la base di una cultura comune, presente tanto in Oriente quanto in Occidente.Suddivisi in tre sezioni, gli oggetti in mostra giungono da tutto il Medio Oriente, Iraq, Iran, Egitto e Siria, e dagli stati francese e germanico in Europa, e risalgono al periodo compreso tra XI e XVI secolo. I visitatori potranno scoprire i tratti comuni caratterizzanti le tradizioni cavalleresche delle diverse aree geografiche e notare lo straordinario scambio culturale che deriva da punti di incontro chiave come la Spagna meridionale, la Sicilia e la Siria. In linea con il tema dell’attuale stagione culturale del Louvre Abu Dhabi, Changing Societies, la mostra mette in evidenza opere d’arte e manufatti iconici di epoche e culture diverse, spiegando in che modo le circostanze storiche abbiano contribuito alla loro produzione o, viceversa, come queste opere fungano oggi da testimonianza dei cambiamenti storici nelle culture che le hanno prodotte.Tenuta in collaborazione con il Musée de Cluny, musée national du Moyen Âge a Parigi, e Agence France-Muséums, Furusiyya: L’arte della cavalleria tra Oriente e Occidente è a cura del capo curatore Dott.ssa Elisabeth Taburet-Delahaye, ex direttore del Musée de Cluny, musée national du Moyen Âge, accanto al co-curatore Dott.ssa Carine Juvin, curatore del Dipartimento di arte islamica al Musée du Louvre e Michel Huynh, capo curatore al Musée de Cluny, musée national du Moyen Âge.Manuel Rabaté, direttore del Louvre Abu Dhabi, ha commentato: “Furusiyya: L’arte della cavalleria tra Oriente e Occidente è una mostra perfetta per il Louvre Abu Dhabi. La nostra città è sempre stata una porta tra Oriente e Occidente ed è un palcoscenico naturale per il racconto di questo momento chiave della storia araba e per lo scambio interculturale con il mondo occidentale. I numerosi partner internazionali sottolineano l’importanza di questa materia all’interno della comunità accademica e siamo incredibilmente grati al Musée de Cluny, musée national du Moyen Âge e ai nostri partner di New York, Dublino, Parigi e non solo, per aver contribuito a rendere questo spettacolo unico nel suo genere”.

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Edith Yeung: L’Oriente incontra l’Occidente

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 ottobre 2019

Roma Inaugurazione 4 ottobre 2019 ore 19.00 Efilsitra Acting Studio in Trastevere Via dei Salumi 51 Fino al 13 ottobre 2019. La pittrice e calligrafa, originaria di Hong Kong, accompagnerà i visitatori in uno straordinario percorso visuale, sulle tracce rivelatrici della Grande Madre, l’archetipo della magica autorità del femminile e l’elevatezza spirituale, rappresentata da due immagini della Madonna. La grazia orientale dell’artista incontra l’incanto delle madonne rinascimentali in un convergere di culture millenarie.
Infatti tra due culture distinte, l’archetipo primordiale diventa il luogo d’incontro: il percorso delineato dall’artista mostra la presenza di un terreno comune, nell’interiorità, a tutti gli esseri umani. Una contemplazione estetica profondamente meditativa in grado di offrire alla visione l’unità profonda sottesa alla diversità esteriore. Un progetto che pare rispondere affermativamente, con serena certezza, alla celebre domanda che Fedor Dostoevskij fece porre al Principe Myskin ne L’Idiota: “Sarà la bellezza a salvare il mondo?”
Edith Yeung. Nata a Hong Kong, la sua formazione artistica abbraccia diversi linguaggi espressivi: la musica lirica come soprano (teatro lirico italiano, francese, tedesco e inglese), la calligrafia orientale e la pittura in stile occidentale e cinese. I suoi dipinti, veicolati da un linguaggio pittorico sobrio ma allo stesso tempo eloquente, fondono il mondo orientale e quello occidentale e presentano la realtà che l’artista osserva in maniera distaccata. Utilizza principalmente gesso, matita, inchiostro cinese, acrilico o acquerello. Fino al 13 ottobre 2019 Orari: lunedì – venerdì: 17.00 / 21.00 – sabato e domenica 10.00 / 22.00

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Nagasaki, tra Oriente e Occidente

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 febbraio 2019

Gli aspetti pratici della moderna Nagasaki si armonizzano eccellentemente con le sue peculiarità storiche ed estetiche rendendola una città effervescente ed affascinante, una perla a cui dedicare almeno qualche giorno.Il centro di Nagasaki rivela un pittoresco passato mercantile, chiese, santuari e templi ricchi di fascino, una scena gastronomica che mescola Oriente a Occidente e tutto questo intorno a un porto incantevole. La visita ai teatri della devastazione atomica è d’obbligo: Urakami, epicentro dell’esplosione, è oggi un borgo tranquillo. Il tragico 9 agosto 1945 il bombardiere statunitense B-29 Bockscar sganciò la bomba proprio su quello che allora era un quartiere cattolico distruggendone la cattedrale – la più grande in Asia. A indicare il punto d’impatto della bomba nel Parco dell’Epicentro della Bomba Atomica, una pietra nera liscia e nei paraggi alcune tracce della deflagrazione.
Stretta tra i due drammi storici della persecuzione anticristiana e dell’esperienza dell’atomica, Nagasaki propone due luoghi unici raccordati dal Parco della Pace: uno è il Museo dell’Atomica, commovente rievocazione del tragico evento e ispirazione per un mondo libero dalla minaccia nucleare, l’altro è la Cattedrale di Urakami, originariamente luogo di riunione per i cattolici perseguitati. Per spostarvi velocemente utilizzate una delle 4 linee tramviarie: da includere tra le visite turistiche il Monumento dei 26 Martiri, costruito nel 1962 per ricordare i 6 missionari stranieri e i 20 convertiti giapponesi vittime del primo bando di proscrizione di Toyotomi Hideyoshi nel 1587. Nella parte settentrionale della città punto d’interesse è il tempio in stile cinese Suwa Jinja, caratterizzato da uno splendido panorama; sempre in stile cinese il Kofuku-ji risale al 1620 e possiede un notevole valore architettonico e storico. Questo tempio è al centro del Festival delle Lanterne (1-15 gennaio, a celebrazione del capodanno lunare), che si conclude presso un altro complesso religioso, il Sofuku-ji nello stile della dinastia Ming.

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L’arabismo occidentale

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 agosto 2017

arabia sauditaCi appare persino fin troppo chiaro che abbiamo affrontato il problema arabo con il passo sbagliato perché abbiamo voluto in qualche modo affermare un primato occidentale nei confronti di quei popoli che pur avendo, come gli arabi del vicino oriente, risorse energetiche notevoli per far camminare la macchina industriale dell’occidente, avrebbero potuto gestire al meglio le proprie risorse e ricavarci benefici sostanziali per i popoli interessati. E’ subentrata quella anomalia, che cacciata dalla porta come il colonialismo è rientrata, come si sul dire, dalla finestra. E non solo. Sono proprio gli Stati Uniti, quelli che furono i più fieri oppositori del colonialismo praticato dagli europei nei confronti degli africani e degli asiatici, a rimettere in piedi questa vecchia e mai doma pratica sia pure ammantandola da logiche più tipicamente commerciali ed industriali. Si esportano le imprese per farle produrre con una manodopera a bassi costi e priva di oneri sociali. Si garantisce la tutela dell’ordine attraverso la presenza di governi fantoccio corrotti al punto giusto per trovare la loro convenienza a stare al gioco e a fare, all’occorrenza, il lavoro sporco per interposta persona come il perseguitare gli oppositori e stroncare le protese popolari con la violenza ed il genocidio. E su tutto e tutti prevale un primato ovvero quello di voler imporre con la forza l’interesse economico a vantaggio di pochi e non importa alcunché se a pagarne il prezzo più alto sono i soggetti più deboli ed i più emarginabili. Vecchi, bambini, donne e che vivono in aeree con povertà estrema perché prive di acqua, cibo ed assistenza sanitaria. E’ quello stesso popolo di disperati, si parla oggi di due milioni che premono alla frontiera libica per cercare dalle sue sponde di raggiungere l’Europa, che oggi l’Italia teme perché la considera una vera e propria “bomba demografica” e in un certo senso non ha torto, ma che il resto dell’Europa dei mercanti e dei mercenari guarda con indifferenza perché non è di frontiera.(Riccardo Alfonso direttore Centro studi sociali e politici della Fidest da “Lezioni di politica”)

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Scaffale aperto a Oriente

Posted by fidest press agency su martedì, 28 marzo 2017

Roma Giovedì 30 Marzo 2017, ore 11:00 Biblioteca di area umanistica, Sala Joris Coppetti Via Ostiense 236 quarto incontro della rassegna Scaffale aperto a Oriente, promossa dalla Biblioteca di area umanistica, in collaborazione con la cattedra di Lingue e letterature della Cina e dell’Asia sud-orientale.
Vengono presentati i primi due volumi della collana Cina report, pubblicati da Carocci nel 2016 e nel 2017. Interviene la curatrice Marina Miranda, introduce Chiara Romagnoli, modera Mauro Crocenzi.

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Scaffale aperto a Oriente

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 marzo 2017

Roma Martedì 14 Marzo 2017, ore 16:30 Biblioteca di Area Umanistica “Giorgio Petrocchi” Via Ostiense 236 si svolgerà il terzo incontro della rassegna Scaffale aperto a Oriente, promossa dalla Biblioteca di Area Umanistica, in collaborazione con la cattedra di Lingue e Letterature della Cina e dell’Asia sud-orientale.
Alle ore 16.30 Rosa Lombardi e Miriam Castorina presenteranno il volume di Melinda Pirazzoli, Intenti Poetici – Poesia, poeti e generi poetici della Cina classica dalle origini alla dinastia Tang, Ananke, 2016.L’autrice terrà una conferenza su: Il corpo nella letteratura cinese.

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Scaffale aperto a Oriente

Posted by fidest press agency su martedì, 14 febbraio 2017

Roma Martedì 14 Febbraio 2017, ore 16:30 Biblioteca di Area Umanistica, Sala Joris Coppetti Via Ostiense 236 si svolge il terzo incontro della rassegna Scaffale aperto a Oriente, promossa dalla Biblioteca di area umanistica, in collaborazione con la cattedra di Lingue e letterature della Cina e dell’Asia sud-orientale.
Alle ore 16.30 Rosa Lombardi e Miriam Castorina presentano il volume di Melinda Pirazzoli, Intenti Poetici. Poesia, poeti e generi poetici della Cina classica dalle origini alla dinastia Tang, Ananke, 2016. L’autrice terrà una conferenza su: Il corpo nella letteratura cinese.

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Lo sguardo dell’Oriente nel cinema

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2016

oriente-cinemaoriente-cinema1Carpi 11/16 ottobre 2016 Cinema Eden, alle 20.45 presso la Biblioteca Multimediale Arturo Loria, è “Rouge” il capolavoro del regista di Hong Kong Stanley Kwan, a cui il festival dedica una retrospettiva di sei film fra le sue opere più significative.
Con sedici lungometraggi in concorso, di cui molte anteprime italiane ed europee, importanti pellicole fuori concorso, una sezione newcomers e tante novità l’Asian Film Fest, diretto da Antonio Termenini, sbarca, dall’11 al 16 ottobre prossimi, per la prima volta, a Carpi con un tris di locations: Cinema Eden (via Curta S. Chiara 22), l’Auditorium della Biblioteca Loria (via Rodolfo Pio 1) e il Mattatoio (Via Rodolfo Pio 4).Particolarmente ricca la programmazione dei film tra i cui titoli spicca l’anteprima del film “A tale of three cities” (Cina) diretto dalla regista Mabel Cheung, ospite d’onore dell’Asian Film Festival (giovedì 13 ottobre ore 20,40 Cinema Eden) . Una intensa storia d’amore che prende le mosse dalle vicende reali di una coppia la cui sofferta relazione si snoda tra le città di Wuhu, Shanghai e Hong Kong nel corso della Seconda Guerra Cino-giapponese e della Guerra civile cinese.
Tra gli altri film vanno anche segnalati “Nobi” (Giappone) di Shinya Tsukamoto (venerdi 15 alle ore 22,30 al Cinema Eden) che ha destato forte interesse a Venezia nel 2014 per la forza delle immagini, un inno al pacifismo che fa del regista ancora una volta interprete delle inquietudini del Giappone contemporaneo.
oriente-cinema2oriente-cinema3Molto attese sono anche tre anteprime italiane ed europee. La prima “Hong Kong trilogy” (Hong Kong) di Christopher Doyle (sabato 15 ottobre alle ore 22,30 presso il Cinema Eden) è un film a tre episodi, presentato con successo al festival di Toronto del 2015, che raccontano, tra ansie e paure, cosa significhi essere adolescenti a Hong Kong. Con “Journey to the shore” di Kyoshi Kurosawa (sabato 16 ottobre alle ore 18,30 al Cinema Eden) l’AsianFilmFestival fa un omaggio al genere Horror giapponese con venature filosofiche religiose in cui i morti tornano in vita, più che per spaventare, spinti dal bisogno di fare un bilancio della propria esistenza. Infine “The virgin psychics” di Sion Siono, (sabato 15 ottobre alle ore 16,40 al Cinema Eden) non smentisce la vena iperdemenziale e surreale del regista giapponese che per il suo film questa volta s’ispira all’omonimo manga di Kiminori Wakasugi
Infine occorre ricordare da Taiwan “The laudryman” una black comedy opera prima del giovane regista Lee Chung, l’anteprima italiana del voyeuristico film tailandese “Motel mist” diretto da Prabda Yoon e il catartico “Zinnia flowers” (Taiwan) per la regia di Tom Shu-Yu.
L’Asian Film Festival, con le sue sezioni competitive, i focus, le retrospettive, i cortometraggi, gli incontri e i dibattiti con il pubblico, rappresenta un appuntamento consolidato per gli appassionati di cinema in particolare dell’Estremo Oriente e del Sud-Est Asiatico, e un momento fondamentale di conoscenza, di apertura al confronto.
La tredicesima edizione della rassegna cinematografica registra il gemellaggio con l’omonimo festival di Portland (Usa) e viene realizzata grazie al sostegno di: Comune di Carpi, Regione Emilia Romagna, HKETEO Bruxelles, Ufficio di Rappresentanza di Taipei in Italia, Hong Kong Film Development Council., e con la collaborazione dell’ Istituto Confucio Ca’ Foscari di Venezia e di numerose associazioni culturali del territorio. (foto: oriente cinema)

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La via della carta tra Oriente e Occidente

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 giugno 2016

la via della cartaRoma martedì 21 e mercoledì 22 giugno 2016 ore 9.30 – 18.00 Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario Via Milano 76 si terrà il convegno “La via della carta tra Oriente e Occidente. Produzione, Restauro e Conservazione: presente e passato a confronto”. Il seminario, coordinato da Maria Letizia Sebastiani, direttore dell’ICRCPAL, e da Umberto Broccoli, è dedicato alla carta e alle sue problematiche, uno dei nuclei centrali dell’attività di ricerca dell’ ICRCPAL. Filo conduttore delle due giornate sarà il confronto tra la produzione della carta nel passato e nel presente sia in Occidente sia in Oriente e le problematiche relative al suo restauro e alla sua conservazione.Durante le due giornate di studio verranno analizzate le varie tipologie di carta, da quella occidentale antica e moderna, a quella arabo ispanica alla carta araba, coreana, cinese, giapponese e indiana.Tra le varie iniziative anche alcune dimostrazioni pratiche di produzione di fogli di carta occidentali e di carta Hanji, prodotti da mastri cartai di Fabriano e della Corea del Sud.
In esposizione anche alcuni esempi di antichi volumi danneggiati dal tempo e da agenti esterni e alcuni esempi di restauri di carte moderne realizzati con tecnologie innovative.Con la partecipazione dell’Ambasciata della Repubblica di Corea in Italia. (foto: la via della carta)

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Turchia: Le molte sfide di Erdoğan

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 marzo 2016

giornalistiturchiaMilano, 17 marzo 2016 ore 17,30 Sala Conferenze di Palazzo Reale Piazza del Duomo 14. Iniziativa promossa da CIPMO – Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente – in collaborazione con l’Ufficio di Informazione a Milano del Parlamento Europeo, con il Patronato di Regione Lombardia, il Patrocinio del Comune di Milano ed il sostegno di Fondazione Cariplo.Intervengono: Valeria Giannotta, Assistant professor presso la Business School della Türk Hava Kurum Üniversitesi /The University of the Turkish Aeronautical Association ad Ankara; Carlo Marsili, già Ambasciatore d’Italia ad Ankara; Alberto Negri, inviato speciale de Il Sole 24 Ore
All’interno del nuovo ciclo di incontri promossi da CIPMO “Cattedra del Mediterraneo 2016”, la Tavola Rotonda “Turchia. Le molte sfide di Erdoğan”, in programma a Milano domani 17 marzo, si inserisce, proprio a ridosso del recente accordo per la tregua in Siria sancito tra USA e Russia e dei terribili attentati di questi giorni, per dibattere sulle numerose e complesse partite che Erdoğan sta portando avanti su più fronti.In particolare queste le sfide aperte di Erdoğan:
– il controllo sul Paese diviene sempre più penetrante e più insistenti sono le proposte di modifica costituzionale, per la trasformazione del sistema in presidenziale
– la crisi con Mosca, post abbattimento dell’aereo russo, ha messo alla prova la solidità dell’ancoraggio alla NATO e la stessa alleanza con gli USA
– si sono riaperti i canali con Israele, considerato oramai un essenziale partner energetico e tecnologico, per porre fine alla pluriennale crisi dei rapporti diplomatici
– persiste la rottura con l’Egitto del Presidente al-Sisi – per la deposizione forzata del Presidente eletto Morsi e la messa fuori legge della Fratellanza musulmana – ma la necessità di gestire insieme le imponenti riserve di gas scoperte nell’Area potrebbe facilitare la riapertura di canali di contatto
– in Siria la situazione appare vicina ad una svolta, dopo l’accordo per la tregua sancito tra USA e Russia, che potrebbe dare avvio ad una transizione unitaria vista con sospetto dai turchi
– continua lo scontro con i curdi, all’interno del Paese e in Siria, dopo il blocco del tentativo di accordo con questa minoranza avviato negli anni scorsi
– il terrorismo di impronta curda e quello alimentato dall’ISIS conducono attacchi sempre più frequenti, generando tensione e paura nella popolazione
– sullo sfondo, la complessità dei rapporti con l’Iran, avversario nel conflitto siriano ma essenziale partner economico ed anche strategico a livello regionale
– Intanto la massa dei rifugiati accampati in Turchia e provenienti dalla Siria preme alle porte dell’Europa, consentendo al Premier turco l’avvio di un contrastato negoziato con l’Unione Europea per la concessione di un sostanzioso sostegno finanziario e la riapertura del negoziato per l’ingresso nella Unione Europea, da lungo tempo fermo.
Tutte queste importanti tematiche verranno affrontate e analizzate, sotto la moderazione di Janiki Cingoli, Direttore del CIPMO, da tre sommi esperti del Paese Turchia: Valeria Giannotta, assistant professor presso la Business School della Turk Hava Kurum Universitesi /The University of the Turkish Aeronautical Association di Ankara, Carlo Marsili, già Ambasciatore d’Italia ad Ankara e Alberto Negri, inviato speciale de Il Sole 24 Ore.“Con questa iniziativa – ha dichiarato Janiki Cingoli, Direttore CIPMO – inizia il nostro nuovo ciclo Cattedra del Mediterraneo 2016. L’autorevolezza dei relatori invitati non ha bisogno di commenti, sarà davvero un’occasione importante per comprendere in profondità e fuori dagli schemi cosa succede in questo centro nevralgico del Mediterraneo, la Turchia.”

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Bit.China: il mercato turistico guarda a Oriente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 febbraio 2016

GuangzhouGuangzhou. Non si spengono i riflettori sul mondo del turismo: dopo il successo del business match a Bit2016 (+15% rispetto all’edizione 2015), Bit torna a supportare gli operatori accompagnandoli a GITF (Guangzhou International Travel Fair), una delle più importanti fiere cinesi sul mondo dei viaggi, in programma dal 25 al 27 febbraio a Guangzhou.Dopo gli ottimi risultati del 2015, quando 730 buyer provenienti da 14 paesi hanno partecipato alla manifestazione, Bit ha deciso di proporsi nuovamente sul mercato italiano come facilitatore di business globale attraverso il progetto Bit.China.Proprio in virtù della costante crescita a doppia cifra delle spese all’estero da parte dei cinesi dal 2004 (fonte Unwto), alcuni tra i più importanti player hanno deciso di partecipare insieme a Bit alla Guangzhou International Travel Fair, presentando la propria offerta in un contesto di grande fermento.
La delegazione vedrà in prima fila il Comune di Milano che, reduce dal successo di EXPO, che ha fatto aumentare il tasso di occupazione delle camere del 18%, è pronta ad illustrare al mercato cinese il suo mix di cultura, moda, design e musica. In Cina insieme a Bit anche SEA (Società Esercizi Aeroportuali), il Gruppo che gestisce gli aeroporti di Milano Malpensa e Milano Linate. Tra i primi 10 gestori aeroportuali in Europa per volume di traffico merci e passeggeri, secondo in Italia per numero di passeggeri e primo per merci trasportate, SEA si appresta a cogliere le opportunità offerte dalla fiera del turismo cinese per incrementare il traffico di passeggeri verso l’Italia.
“SEA considera l’incremento dei flussi di passeggeri cinesi un’importante opportunità di business per i propri scali; a tale proposito ha istituito il Progetto Chinese Friendly Airport con lo scopo di sviluppare una serie di attività e strumenti continuativi nel tempo volti a migliorare la fruibilità degli aeroporti di Milano e di conseguenza l’attrattività degli stessi nei confronti delle compagnie aeree cinesi e dei loro passeggeri”, dichiara Vittorino Capobianco, Aviation Business Services and Destination Management di SEA.
Anche l’Hotel Schweizerhof a Pontresina, tipico villaggio dell’Engadina a 5 minuti da Sankt Moritz e nel cuore delle Alpi svizzere, ha aderito al progetto Bit.China e andrà alla GITF per illustrare la propria offerta e far scoprire il territorio.“Negli ultimi anni la presenza di clientela asiatica all’Hotel Schweizerhof Pontresina ha mantenuto una crescita costante; gli ospiti di questo continente apprezzano la tranquillità della Svizzera e della nostra regione in particolare, la bellezza del paesaggio, le nostre valli, le montagne e godono dell’aria pura che trovano a Pontresina, un tipico villaggio dell’Engadina a 5 minuti da Sankt Moritz, a due passi dall’Italia, dall’Austria e dalla Germania”, commenta Riet Fedi, General Manager Hotel Schweizerhof Pontresina. “Partecipiamo alla Fiera di Guangzhou per stringere nuove sinergie con operatori turistici asiatici anche con l’intento di contribuire a portare maggiore consapevolezza e visibilità del suo territorio, fonte di emozioni uniche in ogni periodo dell’anno”. (foto: Guangzhou)

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Arriva il balletto cinese

Posted by fidest press agency su domenica, 10 Maggio 2015

balletto cineseMacerata. Domenica 7 giugno alle 21.30 allo Sferisterio – anticipa Carancini – va in scena un evento unico, realizzato dal Macerata Opera Festival, grazie ad importanti collaborazioni come quella del Comune, dell’Istituto Confucio, dell’Università di Macerata e dell’Amat”. Lo spettacolo, che cade nell’anno della presentazione della Nuova Via della Seta, è unico per il centro Italia, ed è realizzato in occasione di Expo. “È quasi impossibile – afferma Lacchè – vedere in Europa il corpo di ballo al completo con 60 ballerini cinesi, che solitamente si presenta con formazioni ridotte, mentre questa volta si tratta di un intero spettacolo della più grande compagnia della Cina. Il ponte verso l’Oriente iniziato da Padre Matteo Ricci si rafforza con numerose attività, grazie anche all’Istituto Confucio”. Prosegue Trentin, “Siamo di fronte a un evento straordinario che ha una valenza politica e culturale di altissimo livello”.La produzione è un’opera moderna, dedicata a Marco Polo. “È una prima commissione del NCPA & Song and Dance Ensemble del PLA Political Department – dichiara Messi – e vanta la presenza di artisti di rilevanza internazionale, tra cui il coreografo Chen Weiya, direttore artistico del China Oriental Performing Arts Group, premiato per la regia della cerimonia di apertura dei 16° Asian Games di Guangzhou, il pluripremiato drammaturgo Zhao Daming, il compositore Zhang Qianyi, tra più influenti compositori cinesi della nuova generazione, e il light designer Sun Nanpu. Per capire la sontuosità di questo spettacolo possiamo dire che rappresenta la Cina ad Expo 2015 e sarà messo in scena a Milano il 30 e 31 maggio”.Marco Polo, già più di 7 secoli fa pioniere della comunicazione tra la civiltà occidentale e l’Oriente, tenne un diario del suo viaggio lungo la Via della Seta fino in Cina che instillò il desiderio di partire alla scoperta del Regno di Mezzo in molte altre parti del mondo. Ben più di una balletto cinese1semplice messa in scena di questa cronaca, Marco Polo si approccia alla rigogliosa cultura cinese, dalle più eterogenee origini etniche, attraverso la narrazione di un giovane italiano del nostro tempo di un sogno ambientato nella Cina antica.Le musiche del balletto attingono alla tradizione musicale occidentale, alla musica di corte della Dinastia Yuan, al repertorio etnico mongolo e alla musica popolare della Cina meridionale. La magia delle scenografie multimediali di Sun Nanpu riporteranno un antico paese di pura bellezza alla vita. Tra le righe della drammaturgia, si intravede il credo profondo di pace e armonia, in cui i cinesi si riconoscono e che hanno perseguito lungo l’intera storia della loro civiltà. La Nuova Via della Seta, annunciata dal presidente cinese Xi Jinpingun, assieme alla nuova Via marittima della Seta definiscono un percorso di riattualizzazione della “cintura” di stati che anticamente collegavano, in un regime di mutui scambi e collaborazione, Cina e Occidente. Il progetto, denominato One Belt, One Road, mira a creare collegamenti migliori a livello di infrastrutture e di commercio fra la Cina e i Paesi coinvolti nel progetto, in Eurasia e Africa.
Biglietti già in vendita da oggi, da 5 a 30 euro con speciali promozioni per gli under30. (foto: balletto cinese)

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Tu scendi dalle stelle o re del cielo

Posted by fidest press agency su martedì, 28 dicembre 2010

Lettera al direttore. “Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo, e vieni in una grotta al freddo e al gelo”; così, un canto di Natale. Stranamente (o forse no?), la Chiesa ha sempre lasciato credere ai fedeli che Gesù sia nato e vissuto in estrema povertà. Luca, che non era uno dei dodici apostoli, racconta che Maria “avvolse il neonato in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto all’albergo”. Matteo invece, che fu apostolo di Gesù, non accenna per niente ad una grotta, ma riferisce che i Magi, giunti dall’Oriente per adorare il Bambino, entrarono “nella casa”. Gesù era figlio di un carpentiere, ed egli certamente esercitò lo stesso mestiere nella giovinezza (Mc 6,3). Un falegname della Palestina era un uomo abile, utile, e particolarmente stimato. Così, è ragionevole ritenere che Maria e Giuseppe, disponendo di denaro, avessero avuto la possibilità, in ogni caso, di far nascere il Bambino ben al riparo “dal freddo e dal  gelo”. E’ pur vero che il Nazareno durante il periodo della predicazione, non avesse dove reclinare il capo, ma non sembra si facesse mancare il cibo, a giudicare da tutte le volte che lo troviamo a tavola a casa di amici, e dalle sue stesse parole: «E’ venuto Giovanni che non mangiava né beveva, e si diceva: – E’ indemoniato -. E’ venuto il Figlio dell’uomo che mangia e beve, e si dice: – E’ un mangione e un beone, amico di pubblicani e peccatori! -». Sicuramente non gli mancarono pane e pesce, e certo “bevve quel vino nero, pastoso e colorito, che bisognava annacquare prima di servirlo” (Daniel Rops). Disponevano, lui e i suoi apostoli, di denaro, e facevano l’elemosina ai poveri (Gv 13,29). Infine, non era vestito di stracci, giacché i quattro soldati romani si divisero le sue vesti, e tirarono a sorte la tunica, essendo cucita tutta di un pezzo (Gv 19,23-24). (Renato Pierri)

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