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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘origine’

“L’impatto del lavoro domestico nei paesi d’origine”

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 giugno 2019

E’ stato presentato a Roma il Dossier DOMINA “L’impatto socio-economico del lavoro domestico nei Paesi d’origine”.I risparmi inviati nei paesi di origine dai lavoratori stranieri regolari in Italia valgono 6,2 miliardi di Euro – commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di lavoro domestico – di questi, 1,4 miliardi (22,5%) arrivano da 632 mila lavoratori domestici stranieri assunti dalle famiglie.In attesa dell’uscita dei dati Inps sull’andamento della regolarità del lavoro domestico anno 2018, Massimo De Luca, Direttore dell’Osservatorio Nazionale DOMINA sul Lavoro Domestico, anticipa che in base all’analisi dei dati Inps trimestrali, potremmo aspettarci un incremento dei lavoratori domestici regolari, il numero totale si avvicinerà alle 900 mila unità. A questo va sempre aggiunto un 60% di lavoratori irregolari per un mercato di lavoro che coinvolge circa 2 milioni di posti di lavoro.

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Mostra sulle origini del pensiero occidentale

Posted by fidest press agency su sabato, 24 novembre 2018

Roma mercoledì 28 novembre Press Preview ore 11.30 presente l’artista Inaugurazione ore 18.30 (29 novembre 2018 – 17 febbraio 2019) al Museo Bilotti di Roma Aranciera di Villa Borghese, viale Fiorello La Guardia 6 una mostra, curata da Roberto Gramiccia, sulle origini del pensiero occidentale. L’acqua come archetipo, forza primigenia da cui si genera la vita e a cui tutto farà ritorno. L’acqua che regge il mondo e l’acqua che nutre, in analogia con l’universo femminile. Questi i temi affrontati dall’artista madrileno José Molina nella mostra L’acqua di Talete. Opere di José Molina, che presenta iconici lavori fra dipinti, disegni e sculture, oltre a opere inedite. La mostra, come rivela il curatore Roberto Gramiccia, prende spunto dall’importanza che i giochi d’acqua hanno avuto nella storia del Museo Bilotti, suggerendo una riflessione sulle origini classiche del pensiero occidentale. L’edificio che ospita l’attuale sede espositiva, infatti, prima ancora di essere adibito ad Aranciera, verso la fine del Settecento fu ampliato e decorato per volontà di Marcantonio IV Borghese, unitamente alla sistemazione del contiguo “Giardino del Lago”, per ospitare eventi e feste mondane. Tale intervento fu considerato stupefacente a tal punto che l’edificio stesso prese il nome di “Casino dei giuochi d’acqua”, come ci tramandano le cronache dell’epoca, proprio per la presenza di fontane e ninfei in stile barocco di particolare pregio per l’intrattenimento e il piacere degli ospiti e dei familiari.
Da qui l’idea di allestire una personale di José Molina tutta dedicata al tema naturale dell’acqua, indagato dall’artista quale elemento primordiale che dà origine alla vita e fondamento archetipico sul quale poggia tutto il sistema del reale. Il concetto è uno sviluppo del pensiero filosofico di Talete di Mileto che, come riporta Aristotele nella sua Metafisica, costituisce la base della filosofia occidentale. Molina si confronta con questo pensiero realizzando sculture e opere pittoriche su tela e su carta in cui predomina l’acqua stessa, che è anche evocata nelle fattezze metamorfiche e visionarie dei personaggi rappresentati, creando così, come evidenzia il curatore, un mondo fantastico che inesauribilmente rinasce da se stesso.
In occasione dell’esposizione è disponibile il catalogo antologico dell’opera di José Molina dal titolo “Humanitas” (2014) con contributi di Mariella Casile, Francesco Mattana, Deodato Salafia e Federico Scassa.

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Etichette alimentari: PE rinnova richiesta per indicazione d’origine obbligatoria per carne e latte

Posted by fidest press agency su sabato, 14 Mag 2016

integratori alimentariL’indicazione del Paese d’origine per l’etichettatura per tutti i prodotti trasformati a base di carne e per il latte dovrebbe essere obbligatoria. Lo ribadiscono i deputati in una risoluzione non vincolante votata giovedì, precisando che l’etichettatura obbligatoria renderebbe più trasparente la catena di approvvigionamento alimentare e aiuterebbe pertanto a mantenere la fiducia dei consumatori nei prodotti alimentari.Il Parlamento chiede che l’indicazione del Paese d’origine o del luogo di provenienza per tutti i tipi di latte, di prodotti lattiero-caseari e di prodotti a base di carne sia resa obbligatoria. È inoltre richiesto alla Commissione e agli Stati membri di valutare la possibilità̀ di estendere l’indicazione obbligatoria del Paese di origine ad altri prodotti alimentari mono-ingrediente o con un ingrediente prevalente.
Per permettere ai consumatori europei di essere meglio informati, in seguito allo scandalo della carne equina e di altri casi di frodi alimentari, e per migliorare la trasparenza in tutte le fasi della catena alimentare, nel testo si sottolinea che l’indicazione del Paese d’origine dovrebbe essere resa obbligatoria in tutti i prodotti trasformati a base di carne. Il testo è stato approvato con 422 voti favorevoli, 159 contrari e 68 astensioni.I deputati evidenziano che:
· l’84% dei cittadini europei ritiene necessario indicare l’origine del latte (dati sondaggio Eurobarometro 2013);
· l’88% considera tale etichettatura necessaria per la carne (escluse le carni di manzo, suine, ovine, caprine e pollame, che sono già coperte);
· oltre il 90% reputa che l’etichettatura sia importante per gli alimenti trasformati (dati relazione Commissione europea 2013).
I deputati rilevano inoltre che, secondo la relazione della Commissione, i costi operativi dell’indicazione obbligatoria del Paese d’origine sull’etichetta per le carni contemplate dallo studio sarebbero relativamente ridotti.

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Pinktober 2015 a Venezia

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2015

Vhelade-bale-muraVenezia. Martedì 3 novembre, alle ore 21:00, all’Hard Rock Cafe di Venezia una cena di gala, dalle sfumature rigorosamente rosa, conclude il mese dedicato a Pinktober, la campagna annuale di sensibilizzazione e raccolta fondi per la ricerca contro il tumore al seno. Il ricavato della serata verrà interamente devoluto ad AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro. Ad illuminare il Live Pink Dinner una guest star: VHELADE, cantante, ballerina e modella rivelazione dei programmi televisivi di Piero Chiambretti, già ospite del palco di Sanremo al fianco di Giuliano Palma e di Nina Zilli all’Eurovision Song Contest. L’artista, dai riferimenti musicali blues e gospel, incanterà i presenti con la sua voce calda e possente e con le sue intense interpretazioni soul & funk di celebri artisti nazionali e internazionali. La serata sarà l’occasione per ascoltare inoltre brani originali dall’album di prossima pubblicazione già anticipato dal singolo e dal videoclip “INSIEME”. Durante l’elegante performance live, la cantante di origine congolese sarà accompagnata da Ivan Zuccarato al piano e da Paolo Andriolo al basso. Talento e bellezza al servizio di una causa importante.
Per l’occasione, i selezionatissimi ospiti dello special event in Bacino Orseolo potranno assaporare un menu gourmet in un’atmosfera elegante e riservata. È il settimo anno, infatti, che anche l’Hard Rock Cafe veneziano scende in campo per sostenere AIRC. Obiettivo di quest’anno è raccogliere fondi per formare i migliori talenti della ricerca oncologica del nostro Paese finanziando un’altra borsa di studio triennale. In questi anni di collaborazione con AIRC, gli Hard Rock Cafe d’Italia hanno raccolto oltre 100.000 euro. (foto: Vhelade-bale-mura)

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Il Parlamento chiede l’etichetta d’origine per i manufatti tradizionali di qualità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2015

parlamento europeoBruxelles. Nella risoluzione non vincolante che sarà posta in votazione martedì, i deputati chiedono che il regime UE di protezione dell’indicazione geografica (IG) sia esteso dai prodotti agricoli ai beni prodotti localmente e a quelli artigianali incentrati su conoscenze tradizionali. Ciò sosterrebbe lo sviluppo economico locale, rilancerebbe il turismo, rafforzerebbe la fiducia dei consumatori e contribuirebbe a preservare il patrimonio culturale e il know-how tradizionale.”Accolgo con favore l’ampio sostegno del Parlamento all’appello per una migliore protezione del know-how locale. Estendere la protezione delle indicazioni geografiche a livello europeo sarebbe utile non solo per i consumatori, ma anche per il turismo, la cultura, l’occupazione e il commercio. Spetta alla Commissione europea occuparsi del caso, e mi auguro che presenti al più presto la sua proposta, già nell’ambito della strategia di mercato interno della Commissione prevista entro quest’autunno”, ha affermato la relatrice Virginie Rozière (S&D, FR).La risoluzione è stata adottata 608 voti favorevoli, 43 voti contrari e 43 astensioni.La risoluzione chiede alla Commissione di proporre una legislazione per estendere il regime UE di protezione delle indicazioni geografiche (IG) e includere anche i beni prodotti localmente e quelli artigianali, come il cristallo di Boemia e il tartan scozzese, o per l’Italia il marmo di Carrara, le ceramiche di Faenza e quelle di Vietri sul Mare o i gioielli tradizionali di Torre del Greco. I deputati sottolineano come il legame tra il prodotto ed il luogo di produzione sia essenziale al fine di individuare il know-how specifico e definire la qualità, l’autenticità e le caratteristiche del prodotto.

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L’origine dell’anima umana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Mag 2011

Roma 12 maggio 2011, alle 15.30, nell’ambito del Master in Scienza e Fede dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (via degli Aldobrandeschi 190) se ne parlerà. E’ un tema affascinante, che ha appassionato teologi, filosofi e scienziati attraverso i secoli. Enrico Berti, professore emerito dell’Università di Padova, terrà una conferenza, con ingresso libero, su “La questione dell’anima”. Enrico Berti è socio nazionale dell’Accademia dei Lincei e membro della Pontificia Accademia delle Scienze. Ha insegnato nelle università di Perugia, Padova, Ginevra, Bruxelles e Lugano. L’incontro fa parte della serie di conferenze “La mediazione della filosofia tra la scienza e la fede” del Master in Scienza e Fede dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, giunto quest’anno alla sua nona edizione. È diretto dall’Istituto di Scienza e Fede dello stesso Ateneo. Questo Istituto ha come oggetto lo studio, la ricerca e l’insegnamento delle tematiche del rapporto tra scienza e fede, per fornire risposte alle questioni etiche ed antropologiche che gli incessanti sviluppi della scienza e della tecnica suscitano, cercando punti di incontro verso il dialogo.

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Studenti creano un comune virtuale

Posted by fidest press agency su martedì, 25 gennaio 2011

E’ il Comune il n° 259 della Puglia, il n° 8.102 dell’Italia, sta nascendo ora e si chiama “Salentide” (si legge con l’accento sulla “e”), in assonanza con “Atlantide”. Mentre la mitologica isola narrata da Platone aveva per abitanti i figli di Atlante, questo nuovo comune creato dagli studenti della classe 4B dell’Istituto Costa di Lecce ha per abitanti i tantissimi figli del Salento che per lavoro o per studio sono costretti a vivere lontani dalla propria terra d’origine. Certo, è un comune virtuale, nel senso che non ha mura fisiche, ma i suoi “abitanti” sono reali, e sono anche tantissimi.
Il Comune virtuale di Salentide vivrà sul web, avrà un sito in Internet attraverso il quale erogherà servizi reali ai cittadini. Tra questi ci sarà la piazza virtuale in cui in ogni ora del giorno i cittadini potranno comunicare tra loro, anche se vivono a migliaia di chilometri di distanza (come sta già avvenendo da oltre un mese attraverso un gruppo su Facebook). L’altro importante servizio reale sarà l’anagrafe, con i dati ed i “luoghi” (di origine e di lavoro) di tutti i cittadini. E non saranno certo trascurate le attività che le persone svolgono nelle varie destinazioni, con un occhio particolare alle attività commerciali ed imprenditoriali condotte da salentini che vivono all’estero o nelle altre regioni italiane, a queste ultime gli studenti promettono di dare persino una mano in termini di visibilità e di crescita del numero di potenziali clienti. Come ogni comune che si rispetti, anche Salentide ha uno stemma, il quale riporta i quattro simboli del territorio adottati da “Repubblica Salentina” con l’aggiunta, al centro, di una icona emblematica costituita da otto frecce che conducono dal centro (il Salento) in otto direzioni diverse, a rappresentare la forza “centrifuga” dell’energia dei salentini. In termini numerici di “popolazione”, potenzialmente Salentide potrebbe diventare in pochissimo tempo il comune più popoloso del Salento, basti pensare all’ingente quantità di persone che negli ultimi 60 anni si sono dovuti allontanare per lavoro e a tutti gli studenti che hanno deciso di frequentare una università diversa da quella del Salento. L’idea è partita a dicembre scorso con la creazione di un gruppo su Facebook denominato “Salentini Sparpagghiati” (sparpagliati, sparsi nel mondo) ed è risultata immediatamente vincente, sia per la quantità di adesioni che per la qualità dei commenti e delle emozioni raccontate ogni giorno e ad ogni ora del giorno, tanto da indurre i giovani studenti del Costa a concepire questo nuovo progetto di Comune virtuale, decisamente ambizioso e innovativo. Salentide di sicuro farà sentire ancora più uniti, più considerati e più vicini a casa le migliaia di salentini che vivono in ogni angolo della terra. (salentide)

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Trasporto pubblico in montagna

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2010

il miglioramento del Servizio di Trasporto Pubblico è per il PD uno dei punti cardine al fine di mantenere la gente nei propri luoghi d’origine. Sappiamo che questo Governo taglia tutto quanto è necessario e vitale per la montagna considerandola un mero “residuo elettorale” per la sua scarsa rilevanza percentuale elettorale. Ma sappiamo anche dello sforzo che la Regione Emilia-Romagna sta facendo per mantenere il più possibile efficiente questo servizio, nonostante i tagli indiscriminati effettuati dallo Stato. Per tutti questi motivi CHIEDIAMO di lavorare insieme alla Provincia di Forlì-Cesena e ad ATR affinché possano essere messe in pratica poche e semplici misure atte a consentire un sensibile miglioramento del servizio di trasporto pubblico che di seguito elenchiamo:
Riduzione dei tempi di percorrenza attraverso l’istituzione di alcune corse “rapide” che evitino il passaggio dal centro di Meldola. Il risparmio di 10 minuti a viaggio determina, nell’arco di un mese, il recupero di quasi 7 ore di tempo che nell’arco di un anno diventano 80. Non vogliamo dire che il tempo è denaro, ma sicuramente è tempo “rubato” allo studio o al riposo di tutti gli utenti.
Istituzione di un tavolo di lavoro da parte della Provincia, da riunirsi anche solo un paio di volte all’anno, a cui invitare la rappresentanza degli studenti, la rappresentanza dei pendolari, la rappresentanza degli autisti delle corriere e ATR, al fine di discutere insieme delle soluzioni possibili ai problemi che periodicamente si presentano.
L’obiettivo del “diritto al posto seduto”. Crediamo che per migliorare un servizio sia necessario porsi un obiettivo preciso e perseguibile. L’obiettivo che proponiamo è il raggiungimento del diritto al posto seduto per chi deve fare più di quaranticinque (45) minuti di corriera. Oggi non è per niente scontato, ma possiamo provare a lavorarci.
Questi tre punti risolti potrebbero dare un grande segnale a chi vive in montagna. Un punto di partenza per iniziare a discutere insieme di qualità del trasporto e del suo futuro, per condividere i problemi di chi vive il trasporto come utente o come gestore.

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Etichette più chiare per il Made in Italy

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2010

La nuova normativa sul “made in Italy” punta a valorizzare il lavoro delle aziende che realizzano la loro produzione interamente in Italia e puntano a sottolineare la qualità, lo stile, l’inventiva e l’immagine dei loro prodotti e, in particolare, mira a rafforzare la tutela del consumatore, evitando qualsiasi fraintendimento sull’effettiva origine del prodotto. I settori che potranno avvalersi dell’indicazione dell’origine interamente italiana dei prodotti (ad es., “100% made in Italy”) sono potenzialmente infiniti: dalle calzature agli accessori per la moda, dall’ arredamento (mobili, sedie, parquet ecc.), agli alimentari, dall’intimo agli abiti da sposa, dai cosmetici ai giocattoli, dagli arredi alle rubinetterie, dalle ceramiche d’arte ai gioielli, e molti altri ancora. “Siamo il secondo Paese industriale manifatturiero d’Europa, ma anche il primo in Europa nella graduatoria dei prodotti Dop e Igp (con 182 prodotti certificati) e il secondo al mondo per numero di brevetti registrati”, ha affermato il ministro delle Politiche europee, Andrea Ronchi intervenendo il 23 novembre 2009 ad un convegno sul “made in Italy”. Dossier “Etichette più chiare per il Made in Italy”

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Vino: con indicazione in origine

Posted by fidest press agency su domenica, 14 febbraio 2010

“L’indicazione dell’origine in etichetta che certifichi la provenienza dei vini prodotti dà centralità ai produttori e rende il consumatore consapevole di ciò acquista. L’etichetta fornisce, infatti, informazioni utili a capire l’origine della produzione vitivinicola e a rendere riconoscibile il produttore.” Un concetto fortemente ribadito oggi da Unci-Coldiretti nell’ambito dell’audizione in Commissione Agricoltura del Senato, sulla Riforma della Normativa in materia di tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche dei vini, alla quale è intervenuto Fabio Paduano coordinatore dell’Associazione. “Pur favorevoli all’impianto generale della rivisitazione della legge 164/92, si ritiene necessario rivedere tutta la normativa del settore, oggi obsoleta e insufficienti per gli operatori del sistema, mediante un maggior ricorso alla semplificazione che riporti ad unità, magari in un unico testo, la complessità della regolamentazione in questione.” “E’ altrettanto importante aprire un confronto sul tema delle sanzioni distinguendo tra responsabilità acclarate ed errori sanabili”. A tal proposito, appare positiva la soluzione di un testo unico per le sanzioni nel settore vitivinicolo, in modo da coordinare le disposizioni sanzionatorie presenti nelle altre norme”. Altro aspetto, evidenziato “è la semplificazione delle procedure informatiche per l’identificazione delle persone, delle superfici e dei prodotti che riduca il costo delle attività di controllo senza gravare sui produttori.”  “E’ necessario anche definire il ruolo dei consorzi di tutela evitando la sovrapposizione delle funzioni e dei controlli, facilitandone funzionamento e accorpamento. Unci Coldiretti condivide la proposta che i consorzi di tutela abbiano un ruolo più attivo nella programmazione delle produzioni, rendendo maggioritaria la presenza e il ruolo dei viticoltori, da sempre traino del Made in Italy nel mondo”.

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Incontro con Alberto Arbasino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2009

ArbasinoVarese d15 novembre, ore 18.00, Villa Recalcati  Alberto Arbasino Narratore, critico e giornalista, è nato a Voghera (PV) nel 1930. I suoi esordi letterari, dopo gli studi universitari in legge, avvengono nel segno della cultura lombarda di origine, e in special modo nel nome di Gadda e di alcuni autori francesi (Flaubert e Proust) della seconda metà dell’Ottocento. La sua prosa divertita e preziosa è già visibile in alcune corrosive descrizioni, per esempio nella prima raccolta di racconti, Piccole vacanze (1957). Nel 1963, Fratelli d’Italia, resoconto di una serie di viaggi condotti attraverso Italia e Europa. Alla produzione letteraria si affianca l’impegno di critico-giornalista-saggista. Oggi è collaboratore fisso del quotidiano La Repubblica. Nel 2004 l’Associazione Amici di Piero Chiara gli ha conferito il Premio Chiara alla Carriera. (arbasino)

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Inaugurata la mostra “Sulla rotta del Beagle”

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 ottobre 2009

darwinCamerino, E’ stata inaugurata, presso il Polo Museale dell’Ateneo di Camerino, l’esposizione temporanea ‘Sulla rotta del Beagle’, in viaggio con Darwin alla scoperta della teoria evolutiva. Erano presenti Nazareno Agostini, Assessore all’Istruzione della Provincia di Macerata, Dario Conti, Sindaco del Comune di Camerino, Ippolito Antonini, Prorettore dell’Università di Camerino, Alberta Polzonetti, docente Unicam del Dipartimento di Scienze Morfologiche e Biochimiche Comparate e Chiara Invernizzi, docente Unicam del Dipartimento di Scienze della Terra e Direttore del Polo museale d’Ateneo.  L’esposizione, interattiva e multimediale, è dedicata alla figura di Charles Darwin, in occasione dei 200 anni dalla sua nascita e dei 150 anni dalla pubblicazione del suo capolavoro L’Origine delle Specie. Animali, piante, fossili e vulcani raccontano la storia dello scienziato e della sua spedizione intorno al mondo secondo un percorso scandito in maniera sia temporale sia spaziale. Sarà, inoltre, in calendario anche una serie di appuntamenti collaterali divertenti e coinvolgenti (spettacoli, letture al museo, attività didattiche, cinema ecc.), senza trascurare approfondimenti culturali e scientifici comunque rivolti ad un pubblico ampio (convegni, dibattiti, seminari). Nel mese di novembre 2009 una sezione dell’esposizione ospiterà ‘Mini Darwin alle Galápagos’, la mostra itinerante prodotta da SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) Medialab di Trieste. La sezione, dedicata in particolare ai ragazzi tra gli 8 e i 12 anni, condurrà alla scoperta dell’evoluzione, della biodiversità e dei valori della conservazione della natura, attraverso l’esplorazione delle isole Galápagos. Sarà ricostruito l’ambiente delle isole ecuadoriane con una scenografia a quinte di tipo teatrale: scogliere, foreste di cactus, terreni lavici neri e rossi saranno riprodotti a colori vivaci.  La mostra, visitabile fino al 20 dicembre 2009, sarà aperta dal martedì al venerdì con orario 15- 18, il sabato e la domenica con orario 10-13 /15-18. :www.unicam.it/mostradarwin. (darwin)

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Infezioni respiratorie trattate anche senza antibiotici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2009

Nei pazienti con infezione del tratto respiratorio inferiore (Lrtis), una strategia prescrittiva basata sulla misurazione della procalcitonina (Pct) serica, consentendo di discriminare l’origine batterica o virale, ridurrebbe l’esposizione ad antibiotici, senza accrescere il rischio di gravi eventi avversi. Lo dimostra un trial multicentrico di non inferiorità, randomizzato e controllato effettuato in sei ospedali svizzeri su 1.359 pazienti con grave Lrtis, tra l’ottobre del 2006 e il marzo del 2008. “L’uso non necessario di antibiotici contribuisce al crescente fenomeno della resistenza batterica e aumenta i costi medici” ricordano gli autori. “La più frequente indicazione per la loro prescrizione è costituita dalle Lrtis, i cui sintomi non permettono di distinguere se l’origine sia virale o batterica. Un test per valutare la probabilità circa tale origine è data dalla misurazione dei livelli serici di Pct”. I pazienti sono stati allora randomizzati all’impiego di antibiotici secondo un algoritmo Pct o in accordo alle linee guida standard. Il tasso complessivo di eventi avversi è risultato simile nei due gruppi (15,4% vs 18,9%), mentre la durata media di esposizione agli antibiotici e gli eventi avversi legati a questi ultimi sono risultati minori nel gruppo Pct. (A.Z.) Jama, 2009; 302(10):1059-1066

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Le coliche neonatali hanno origine batterica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2009

Ricercatori dell’University of Texas Health Science Center di Houston hanno scoperto le possibili cause organiche delle coliche, spesso alla base del pianto inspiegabile e grave in neonati che non presentano patologie apparenti. Responsabile del disturbo  sembra essere la Klebsiella, batterio normalmente presente nella bocca, sulla pelle e nell’intestino dei più piccoli. Lo studio ha esaminato 36 bambini, di cui metà presentava il problema: nei casi di colica, i ricercatori hanno riscontrato un’infiammazione intestinale in corso con presenza del batterio. “Crediamo che il microrganismo possa essere all’origine di una reazione che causa uno stato di flogosi, paragonabile a quella di altre malattie infiammatorie croniche dell’intestino” spiegano gli autori. Altro dato rilevante è che nei bambini senza alcun disturbo, la flora batterica intestinale era formata da più tipi di specie, facendo ipotizzare ai ricercatori che alcune di queste possano svolgere un ruolo benefico per l’uomo.(S.Z.)  Journal of Pediatrics 2009 Jul 21 (epub ahead of print)

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I sessanta anni del Flumendosa

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 agosto 2009

Da dopodomani a Escalaplano una mostra per i sessant’anni di attività dell’Ente autonomo del Flumendosa. Le imponenti architetture delle dighe che hanno fatto la storia dell’Ente autonomo del Flumendosa (l’attuale Ente acque della Sardegna) e i volti di chi col suo lavoro ha reso tali opere possibili. Da venerdì 14 agosto, per un’intera settimana, fotografie in formato gigante, filmati, vecchie strumentazioni che compongono la mostra organizzata per il sessantennale dell’Ente autonomo del Flumendosa saranno esposti negli spazi del nuovo Palazzo comunale di Escalaplano (in via sindaco Giovanni Carta, 18) in occasione della Festa con gli immigrati, un appuntamento con cui, per il quarto anno consecutivo, l’amministrazione escalaplanese saluta i numerosi emigrati del paese, che per Ferragosto tornano per le ferie nel loro comune di origine. L’esposizione sarà inaugura dal presidente dell’Ente regionale professor Sergio Vacca e da un emigrato eccellente scelto dall’amministrazione comunale tra quelli che, fuori dal proprio paese, si son distinti per la loro attività. La mostra, fortemente voluta dal comune di Escalaplano, vuole essere l’occasione per aiutare meglio a comprendere com’era il paese dopo il secondo conflitto mondiale e valutarne la ripresa economica segnata negli anni Cinquanta dalla costruzione delle due dighe del Flumendosa e del Mulargia. Dighe che, portando l’acqua nel Campidano, hanno segnato una svolta economica per l’intera Sardegna, ma la cui costruzione ha richiesto un tributo anche in termini di vite umane. E’ oggi importante ricordare che nei sette anni di lavori sono state una cinquantina le morti bianche. E in questo senso, anche Escalaplano ha dato il suo triste contributo.

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