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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 338

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LeoVegas racconta le origini inaspettate del gioco

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2020

Le origini dei più famosi giochi moderni spesso sono avvolte nel mistero, tanto che in molti casi è difficile risalire al loro sviluppo nel tempo. Per questo LeoVegas ha creato l’infografica “Paese che vai, gioco che trovi: storia e origini dei giochi più famosi”, che ripercorre le varie tappe storiche del gioco. Le prime testimonianze risalgono ai tempi dell’Antica Grecia e dell’Antica Roma: durante le Olimpiadi nacquero le prime scommesse sportive, mentre i romani, oltre a giocare durante i Saturnali, crearono un gioco simile alla ruota della fortuna. Altre due tappe fondamentali in questo percorso storico sono la diffusione nell’India del VI secolo del Caturanga, l’antenato più simile ai moderni scacchi, e l’invenzione della carta nell’Asia del X secolo, fondamentale per la nascita del gioco di carte più antico al mondo, il Ganjifa.Bisogna però attendere il 1400 per le prime testimonianze di carte da gioco in Europa, dove arrivarono grazie agli scambi con il Medio Oriente: le carte come le conosciamo oggi, con mazzi da 52 carte e 4 semi, derivano infatti da quelle utilizzate dai Mamelucchi, soldati al servizio dei Califfi. Poker, roulette e blackjack: le origini di quelli che sono oggi i giochi-simbolo del casinò risalgono al periodo tra il XVI e il XVIII secolo tra Italia, Persia e Francia. Proprio nel nostro Paese è stato inaugurato nel 1638 il primo casinò, ovvero il Ridotto di Venezia. Infine, più recenti sono la nascita delle slot machine (fine ‘800) e delle video slot (anni ‘70) e lo sviluppo del Texas Hold’Em, che dagli anni ‘60 ha spopolato in tutto il mondo.Arrivando ai giorni nostri, l’ultima tappa di questo percorso storico ci porta alle piattaforme web e le app, nelle quali il gioco è diventato completamente digitale. Le nuove tecnologie hanno conosciuto una diffusa applicazione nel mondo del gioco, con l’obiettivo di regalare all’utente una user experience il più possibile coinvolgente e immersiva, che si concretizza appieno nella modalità live.

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La Genealogia delle origini: Radici ed Emigrazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 febbraio 2018

Bojano venerdì 23 febbraio 2018 alle 18.00 al Palazzo Colagrosso – aula universitaria, si terrà il convegno dal titolo “La Genealogia delle origini. Radici ed Emigrazione”, condotto da Maurizio Varriano, referente nazionale di Borghi d’Eccellenza. Storie, volti, vicende; chi siamo, da dove veniamo, le partenze che hanno costruito l’Italia, per quello che si rivela un unicum nel panorama regionale, dove si parla per la prima volta di quella che è una scienza documentaria interdisciplinare che, coniugando in modo sistematico esperienze di carattere storico-sociale, archivistico e giuridico, nonché socio-linguistico e di storia della scrittura, fornisce gli strumenti idonei per reperire, leggere, comprendere e contestualizzare le fonti. Esattamente quello che è il focus di Molise Noblesse: un progetto che si sviluppa sul filo conduttore della “nobiltà” del Molise e dell’emigrazione, puntando tutto sul piano comunicativo, con l’intento di veicolare la realtà di una terra poco conosciuta, che potrebbe diventare interessante destinazione turistica. La Grande Bellezza, appunto, di una piccola regione! Ma siamo consapevoli della nobiltà della terra molisana? La genealogia è lo strumento che ci consente di tornare indietro nel tempo e ricostruire le storie.
Il convegno si aprirà con i saluti di Marco Di Biase, Sindaco di Bojano e di Vincenzo Cotugno, Presidente del Consiglio Regionale. Gli interventi saranno affidati a: Domenico Carriero, Esperto di Genealogia, con un intervento su “La ricerca genealogica: ricostruire la storia familiare”; Mina Cappussi, giornalista e docente all’Università Roma Tre, parlerà di “Genealogia nella ricerca di Emigrazione”; Giuseppe Pardini, docente di Storia contemporanea all’Università del Molise, ci diletterà con “L’emigrazione Molisana nel Novecento”; Giulio De Jorio Frisari, dell’Istituto Italiano Studi Filosofici, relazionerà su “Genealogia come modello ermeneutico” ed infine Nunzia Lattanzio, Pedagogista, Criminologa e Grafologa giudiziaria, affronterà un tema più specifico, quale “Grafologia e consanguineità”.
In chiusura la Tavola rotonda con la partecipazione di Ferdinando Pisco, Vicesindaco del comune di Morcone, che racconterà del “Modello di ricerca genealogica a Morcone”, Igor Picciano e Serena Valente, della Pro Loco “Agorà – Giulio Pittarelli” di Campochiaro, che ripercorreranno l’esperienza della “Ricerca genealogica a Campochiaro”. A seguire l’esibizione del costume tipico di Campochiaro.
Il convegno segue il successo del corso di Genealogia tenutosi di recente a Napoli, il 27 gennaio e il 17 febbraio, e mira ad incentivare lo studio degli antenati. (fonte: Agenzia Stampa, Casa Editrice, Giornale Quotidiano Internazionale direttore Mina Capussi)

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Alle origini della nostra civiltà

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 agosto 2017

Quadro_Dennis_MalonTORRIONE_LEVANTEIn merito alla pubblicazione dell’articolo “Alle origini della nostra civiltà”: il Torrione a levante di Cervo “, lo storico ligure Alessandro Giacobbe vuole rilasciare alcune considerazioni: ” I barbareschi, che invasero e saccheggiarono a più riprese la Liguria durante il XIV secolo, erano una schiera molto ampia di islamici provenienti soprattutto dalle coste dell’Africa del Nord e dall’area balcanica. Lo stesso Barbarossa, il più famoso dei corsari arabi e comandate dell’intera flotta musulmana, era dell’Albania. Lo scopo principale delle loro incursioni era quello di depredare la popolazione civile di ogni bene e di prendere schiavi come forza lavoro a costo zero o a scopo di riscatto. Si è calcolato che, in tutto, circa un milione di persone siano state rapite. Il fenomeno delle incursioni barbaresche terminò definitivamente nel Mediterraneo agli inizi del XIX secolo, quando intervennero, per la prima volta nella storia, i Marines americani ..Le valorose operazioni condotte dal corpo dei Marines nel corso delle “Guerre Barbaresche” sono tutt’oggi ricordate, all’inizio del loro inno che ricorda le azioni: ” From the halls of Montezuma, to the shores of Tripoli We fight our country’s battles in the air, on land and sea (Dai saloni di Montezuma Alle spiagge di TripoliCombattiam le patrie guerre In terra, mare e ciel”)  (Christian Flammia) (foto: Quadro_Dennis_Malon, torrione)

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Mostra: Alle origini dell’impressionismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 aprile 2017

monet impressionMartigny (Svizzera) 3 febbraio – 11 giugno 2017 Fondation Pierre Gianadda, tutti i giorni ore 10-18. la mostra riunisce presso la Fondation Pierre Gianadda una bella serie di opere di Ferdinand Hodler (Berna 1853 – Ginevra 1918), Claude Monet (Parigi 1840 – Giverny 1926) ed Edvard Munch (Løten 1863 – Oslo 1944) si arricchisce di un’opera famosisissima di Monet – Impression, Soleil levant proveniente dal Musée Marmottan Monet – dal cui titolo ha preso ispirazione il termine “impressionismo” che avrebbe connotato, da allora in poi, la produzione artistica di Monet e di altri autori attivi in Francia nella seconda metà dell’Ottocento.
Varie le considerazioni che si possono fare sul dipinto di Monet.”Si sa – scrive in catalogo il curatore Philippe Dagen – che il sole era couchant (al tramonto) nel titolo, prima di essere considerato levant (all’alba)… per limitarci a considerazioni strettamente pittoriche, si segnala che, per dipingere il sole, Monet si affida a una modalità semplice: un disco vivacemente colorato di rosso che è l’unica forma nettamente definita della tela, essendo il bacino e le barche individuate da tracciati imprecisi di gradazioni di grigio, in modo che appaiano come delle ombre e dei fantasmidi e che la vivacità dell’astro solare si imponga così fortemente, essendo l’unico riferimento visivo stabile. Si segnala inoltre che questo motivo è assente dalla sua opera, fatto che potrebbe sembrare un paradosso. Consacrata dunque quasi esclusivamente alla luce, l’opera non fronteggia la sua sorgente luminosa così che questo lavoro può considerarsi una vera eccezione….”. L’opera si inserisce nel contesto di questa mostra organizzata dal Musée Marmottan Monet di Parigi e dalla Fondation Pierre Gianadda con la collaborazione del Munch-Museet di Oslo e che ha come titolo “Dipingere l’impossibile”, perché sviluppa la narrazione dei modi in cui tre artisti di rformazioni culturali diverse – uno svizzero, un francese e un norvegese – affrontano temi complessi da rappresentare: le sezioni in cui l’esposizione si articola hanno come riferimento la rappresentazione dell’acqua, della neve, della luna e del sole, per concludersi con quelli che vengono definiti i “limiti dello sguardo”, tutti argomenti che mettono alla prova le capacità percettive dell’artista che deve andare oltre le consuetudini sfruttando al massimo le proprie competenze tecniche e narrative mettendo a punto nuove, inedite e sorprendenti modalità espressive.
Ingresso: adulti CHF 18 (€ 16,50) terza età: CHF 16 (€14,50) famiglie: CHF 38 (€ 34,50) (foto: monet impression)

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Perché la Grecia deve restare nell’Euro

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2015

ateneRoma sabato 24 ottobre alle ore 11:00 alla Link Campus University (via Nomentana, 335) – partecipano anche Antonio Tajani, vice presidente vicario del Parlamento Europeo, David Sassoli, vice presidente del Parlamento Europeo, Themistoklis Demiris, ambasciatore della Grecia in Italia, Vincenzo Scotti, presidente Link Campus University e Luigi Paganetto, presidente Fondazione Economia Università di Roma Tor Vergata.
Modera il giornalista Dimitri Deliolanes. “La crisi greca ha costituito la piú grave minaccia all´Europa dalla fine della Seconda guerra mondiale. Il piano di Schauble era chiaro: cacciare Atene dalla zona Euro. In una drammatica notte di luglio, in un intreccio di telefonate tra Bruxelles, Roma, Berlino, Parigi e Atene, si é deciso il destino della Grecia, il destino di tutti noi”. Questo uno dei passaggi chiave della crisi Greca raccontati da Gianni Pittella, leader dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo, nel suo ultimo libro scritto con Thomas Fazi e intitolato ‘La notte dell’Europa.
Scritto con Thomas Fazi, il libro ricostruisce la crisi greca attraverso gli occhi di uno dei protagonisti della trattativa, Gianni Pittella, passando per il ruolo giocato dalla Commissione europea, dalla Germania e dallo stesso Alexis Tsipras, fino al compito decisivo di Matteo Renzi. Ad arricchire il volume, l’analisi di Fazi sulle origini della crisi in Grecia, sui problemi strutturali del Paese fin dall’ingresso nell’euro e sugli effetti negativi che ha avuto il sistema finanziario europeo e le misure di austerità imposte.

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Le origini dell’universo

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2011

Roma, 12 aprile 2011, alle 17.10, nell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (via degli Aldobrandeschi 190), nell’ambito del Master in Scienza e Fede,  parlerà il Prof. Costantino Sigismondi, dell’Università di Roma La Sapienza, su “L’origine dell’universo e del tempo”.
Mercoledì 13 aprile 2011, alle 15.30, interverrà il Prof. Marco Bersanelli, dell’Università degli Studi di Milano, con la conferenza “Verso l’alba del tempo. L’approccio della scienza contemporanea”.I due incontri fanno parte del ciclo “Creazione e teorie sull’origine dell’universo” e saranno trasmessi anche in videoconferenza a Bologna, presso l’Istituto Veritatis Splendor (Via Riva di Reno 57). L’iniziativa è a cura del Master in Scienza e Fede dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, giunto quest’anno alla sua nona edizione. Il Master è diretto dall’Istituto di Scienza e Fede dello stesso Ateneo, eretto il 13 aprile 2010. Tra poco festeggerà il suo primo anno d’attività.Questo Istituto ha come oggetto lo studio, la ricerca e l’insegnamento delle tematiche del rapporto tra scienza e fede, per fornire risposte alle questioni etiche ed antropologiche che gli incessanti sviluppi della scienza e della tecnica suscitano, cercando punti di incontro verso il dialogo.

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Incanto delle Origini. Radici del Mondo

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 marzo 2011

Zurab Tsereteli with Eunice Kennedy Shriver

Image via Wikipedia

Roma 4 marzo 2011 alle ore 18,30, all’interno dei Musei di San Salvatore in Lauro, Complesso Monumentale del Pio Sodalizio dei Piceni Francesco Maria Giro, Sottosegretario di Stato per il Ministero dei Beni e le Attività Culturali e Andrei Busygin, Vice Ministro della Cultura della Federazione Russa inaugurano due mostre: “L’Accademia Russa di Belle Arti” e “ZurabTsereteli. Incanto delle Origini. Radici del Mondo”. La duplice esposizione, patrocinata dal Ministero per i Beni Culturali, dal Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa, dal Ministero della Cultura della Federazione Russa e dall’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma, nasce dall’idea di Lorenzo Zichichi, Evelina Schatz e Olga Strada nell’ambito del progetto delle relazioni culturali Russia-Italia 2011, ed è promossa dal Pio Sodalizio dei Piceni e da Il Cigno GG Edizioni. All’inaugurazione due importanti consegne: verrà conferito a Cesare Romiti, in qualità di Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Roma, il titolo di membro onorario dell’Accademia Russa di Belle Arti ed il Presidente  di  Palaexpo e Fondazione Roma, Emmanuele Emanuele, conferirà a Zurab Tsereteli il Premio Emilio Greco. La Mostra  “L’Accademia Russa di Belle Arti” a cura di Elena Tsereteli e Ljubov Evdokimova, proviene dall’Accademia des Beaux Arts di Parigi e svela al pubblico tre secoli di legami culturali tra la Russia e l’Italia, sottolineando il ruolo straordinario ed essenziale della cultura italiana per la Russia artistica. È una mostra che ripercorre la storia dell’Accademia, illustrando con fotografie, disegni e ricostruzioni l’architettura, le arti figurative e la scienza italiane nel processo di sviluppo della cultura artistica e della scuola delle arti figurative in Russia, dalla fondazione dell’Accademia di Belle Arti, realizzata da Caterina secondo la volontà di Pietro il Grande.  “Zurab Tsereteli. Incanto delle Origini. Radici del Mondo”, curata da Francesco Gallo Mazzeo e Norberto G. Kuri, è invece dedicata al lavoro di Zurab Tsereteli,Presidente dell’illustre Accademia Russa.  In mostra dipinti, bassorilievi e grafiche. Più di cento opere che ripercorrono il lavoro dell’artista nato a Tbilisi nel 1934. Le opere di Z. Tsereteli occupano un posto di rilievo nella storia dell’arte russa e mondiale a cavallo dei due millenni. Giovane, l’artista conosce Marc Chagall e Pablo Picasso, rimane colpito dai loro laboratori, dalle loro conversazioni e dall’ambiente parigino. Sono anni fondamentali che influenzano profondamente tutto il  percorso artistico dell’artista russo. Z.Tsereteli si diploma all’Accademia come pittore, ma raggiunge un successo clamoroso grazie a una serie di opere monumentali realizzate a Pitsunda, Adler, Tbilisi e successivamente a Mosca. La monumentalità diventa il tratto principale del suo metodo creativo. I monumenti pubblici di Tsereteli possono essere ammirati in molte città nel mondo.
in Italia vi sono sculture dell’artista russo: a Roma, nei giardini di Villa Borghese, il monumento a Gogol; a Bari, davanti alla cattedrale dove riposano i resti di San Nicola, Il taumaturgo di Myra, un’effigie di bronzo del Santo. La ricostruzione della Chiesa di Cristo Salvatore a Mosca, laddove i Sovietici avevano raso al suolo il tempio cristiano e creato una piscina pubblica, rappresenta un altro successo del Presidente e di tutta l’Accademia di Belle Arti. Z.Tsereteli è l’artista che reagisce prontamente alla tragedia dell’11 settembre a New York: propone di creare un memoriale per ricordare le vittime del terrorismo, e nel settembre 2005 il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin celebra la posa della prima pietra sul luogo dove in breve tempo è sorto il monumento di trenta metriLacrima di dolore. Organizzazione e Cataloghi Il Cigno GG Edizioni Catalogo Accademia: € 30 Ingresso gratuito

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Incontro con Luigi Luca Cavalli Sforza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 novembre 2010

Milano. Giovedì 18 Novembre, alle ore 18.00, presso la Libreria Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, Luigi Luca Cavalli Sforza presenterà la nuova edizione, rivista e ampliata di sette capitoli, del suo libro “L’evoluzione della cultura” (Codice edizioni – 2010).  Luigi Luca Cavalli Sforza, in questo testo rinnovato, si occupa con la consueta maestria dell’uomo, puntando l’attenzione sulla genetica, e accostando al rigore scientifico esempi e aneddoti che appartengono al quotidiano, così da permettere anche al lettore non esperto di avvicinarsi ad argomenti che lo riguardano nell’intimo – se non addirittura dalle origini – ma che solitamente gli sono preclusi per la specificità con cui vengono trattati.
Ad esempio, l’Autore spiega la differenza fenotipica di origine genetica più gravida di conseguenze sociali, che tradotto vuol dire perché alcune persone hanno la pelle bianca; o racconta la capacità degli esseri viventi di riprodursi come il frutto dell’evoluzione di un macchinario complesso che segue un programma con delle istruzioni chiamato dna, la cui efficacia si misura con la demografia, a sua volta metro di tutto il progresso biologico, ovvero della selezione naturale.
(Luigi Luca Cavalli Sforza L’evoluzione della cultura pp. 180, euro 16,00, Isbn 978-88-7578-162-0)
Luigi Luca Cavalli Sforza rinnova e approfondisce, in questa nuova edizione di L’evoluzione della cultura, il manifesto della sua prospettiva storica sulla cultura umana. La sua indagine delle profonde analogie tra evoluzione culturale ed evoluzione biologica resta ancora oggi un’introduzione indispensabile a qualsiasi discussione sui temi del valore della genetica nella cultura e delle reciproche influenze tra sfera naturale e sfera culturale. Soprattutto è utilissimo per capire cos’è la cultura. Quello di Cavalli Sforza è un affascinante affresco dell’innovazione e della conservazione culturale alternativo alle ricostruzioni incentrate esclusivamente sulla selezione genica, con conseguenze di grande rilievo per i nostri modi di concepire le differenze culturali, la presunta esistenza di “razze” umane, le culture nazionali e le loro relazioni.  Luigi Luca Cavalli Sforza è un’autorità di livello internazionale nel campo della genetica e un divulgatore di straordinaria chiarezza e profondità, capace di declinare il rigore della scienza in saggi di ampia diffusione. Oltre a numerosi articoli scientifici, ha pubblicato con Einaudi, Adelphi e Mondadori.

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Omaggio alla bandiera

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 novembre 2010

In occasione di questo 4 novembre, “Giorno dell’Unità Nazionale” e “Giornata delle Forze Armate”, il Ministero della Difesa intende tributare “Omaggio al Tricolore”, attraverso una mostra omonima che racconta la storia e l’attualità, non solo simbolica, della nostra Bandiera. Il luogo scelto è quello più sacro della storia della Nazione, il Sacrario delle Bandiere delle Forze Armate, dove i vessilli delle unità militari fanno da corona alla Tomba del Milite Ignoto. La mostra, aperta al pubblico dal 4 novembre 2010 al 6 gennaio 2011, si sviluppa attraverso tre sezioni. La prima “Percorsi nella storia” ripercorre le origini e l’evoluzione della nostra bandiera attraverso documenti e reperti provenienti dal Museo Centrale del Risorgimento di Roma. Nella seconda sezione dedicata ai Cofani Portabandiera vengono presentate le Bandiere di Combattimento della Marina Militare – custodite in preziose teche – che appartennero alle unità navali, ormai non più in servizio, e che, dal 1861 ad oggi, sono state impiegate in pace come in guerra su tutti i mari del mondo. La terza sezione “Espressioni di stile sul tema della bandiera italiana”, realizzata con la collaborazione della Camera Nazionale della Moda Italiana offre 24 interpretazioni del tricolore, disegnate e create dai più grandi stilisti italiani. L’esposizione, realizzata grazie alla collaborazione dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano – Museo Centrale del Risorgimento e dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa si avvale del coordinamento scientifico di Marco Pizzo con la collaborazione di Emanuele Martinez.

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Joseph Leon Blau: Le origini della Cabala

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 ottobre 2010

L’opera di Joseph Leon Blau, apparsa per la prima volta a New York nel 1944, rappresenta il primo contributo scientifico moderno alla storia dell’interpretazione cristiana rinascimentale della Cabbalà. Il testo ha avuto ampia fortuna per la scrupolosa cura con cui l’autore ha esaminato le fonti, manoscritte e a stampa, dell’importante movimento speculativo della Cabbalà cristiana. Blau definisce l’evoluzione della dottrina fiorita nell’Europa occidentale alla fine del XV secolo, dai suoi primi stadi ancora fortemente radicati nel pensiero cabalistico ebraico medievale e contemporaneo fino alle opere ormai pienamente autonome degli inizi del XVII secolo. Nel volume sono raccolte testimonianze di una variegata messe letteraria perlopiù negletta dalla ricerca accademica, che fino a pochi decenni or sono ha considerato quasi unanimemente la Cabbalà – ebraica e cristiana – alla stregua di una congerie disorganizzata di miti e leggende che si
addicono primariamente a un pubblico animato da un interesse generico per l’occulto, spesso in cerca di esperienze alternative a quelle offerte dalla religiosità tradizionale. La ricostruzione filologica del Blau restituisce correttamente alla disciplina il ruolo di potente strumento alla base della ricerca intellettuale del Rinascimento europeo, la sua funzione significativa per il rinnovamento dell’ermeneutica testuale moderna e per la formulazione di nuovi criteri di accesso alla conoscenza universale.
Joseph Leon Blau (1909-1986), insigne studioso americano di storia e pensiero ebraico, è stato docente nel dipartimento di studi religiosi della Columbia University di New York dal 1944 al 1977. Tra le sue principali pubblicazioni menzioniamo: Men and Movements in American Philosophy (1952); The Story of Jewish Philosophy (1962); The Jews of the United States, 1790-1840 (curato con S. Baron, 1963); Judaism in America (1976).
Fabrizio Lelli insegna lingua e letteratura ebraica all’Università del Salento. Si occupa principalmente delle tradizioni cabalistiche ebraiche fiorite nell’Italia del Rinascimento. Ricordiamo le edizioni da lui curate: Yo’anan Alemanno, ‘ay ha-‘olamim (L’Immortale). Parte I: la Retorica (1995); Eliyyah ‘ayyim ben Binyamin da Genazzano, La lettera preziosa (Iggeret Êamudot) (2002). Ha inoltre curato l’edizione italiana dei saggi di M. Idel, Cabbalà: nuove prospettive (1996); Id., Mistici messianici (2004); Id., La Cabbalà in Italia (1280-1510) (2007).

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La storia delle “Origini di Roma”

Posted by fidest press agency su martedì, 19 ottobre 2010

E’ stata rappresentata negli U.S.A., a San Francisco, dal Gruppo Storico Lavinium dell’ass. Tyrrhenum. In occasione del Columbus Day 2010, che si è tenuto lungo le famose strade della città californiana, i personaggi resi celebri dal poema di Virgilio “Eneide”: Enea, Latino, Lavinia, Giuturna, Fauno, Ascanio e tutti gli altri, hanno sfilato destando un grande interesse tra le decine di migliaia di spettatori assiepati tra Fisherman’s Warf, la Columbus Avenue e Washington Square. Tantissime le foto richieste, da sottolineare i tanti commenti competenti (aldilà delle aspettative) sulle Vestali, Enea, la guerra di Troia, Fauno … giusto qualcuno ha scambiato il nostro re Latino per  … il Papa! Imponente l’organizzazione con ore di corteo, acrobazie di aerei militari, la città imbandierata e circa duecento gruppi: dai cow boys alle danzatrici cinesi, dalle Giubbe Rosse canadesi a bande musicali jazz, dalle majorettes ai corpi militari, da gruppi folkloristici ad associazioni di italo-americani fino all’altro gruppo italiano dei Sestieri di Lavagna, giustamente Genova non poteva mancare al Columbus Day. Il gruppo di Pomezia ha distribuito lungo il percorso ed al tavolo della presidenza volantini e depliant, autoprodotti e forniti dal Comune di Pomezia e dal Museo Archeologico, che presentavano il nostro territorio in inglese ed in italiano. La soddisfazione per l’invito si è dunque sommata al successo della parata ed al rinnovato invito per il Columbus Day di New York del 2011. (foto)

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Disturbi ematici comuni di origine ereditaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 agosto 2010

Hoboken, New Jersey.  Octapharma USA ha ricevuto la conferma dell’esclusività quale farmaco orfano da parte della U.S. Food and Drug Administration (FDA – Amministrazione USA per alimenti e farmaci) per il wilate(R) (fattore von Willebrand/Concentrato di fattore VIII Concentrate, umano), la terapia di sostituzione sviluppata in modo specifico per la malattia di von Willebrand Disease (VWD). L’approvazione è stata concessa dall’FDA Office of Orphan Products Development (Ufficio FDA per lo sviluppo dei prodotti orfani), che sostiene il progresso dello sviluppo di prodotti che si dimostrano promettenti per la cura delle malattie rare .  La FDA ha approvato il wilate(R) per la cura di episodi spontanei o indotti da trauma di perdita di sangue in pazienti affetti da forme gravi della malattia di von Willebrand oltre che in pazienti affetti da forme lievi – moderate della stessa malattia per i quali l’uso della desmopressina è dimostrato o si sospetta non essere efficace o controindicato.
Secondo il National Institutes of Health (Istituto Nazionale per la Sanità), la malattia di von Willebrand è il disturbo ematico più comune di origine ereditaria ed è presente in 1 persona ogni 100 – 1.000 persone. “L’approvazione da parte della FDA della esclusività per il farmaco per il wilate(R) conferma la decisione di Octapharma di concentrarsi in modo esclusivo sulla cura dei pazienti affetti dalla malattia di von Willebrand e dimostra inoltre l’impegno di Octapharma teso allo sviluppo costante delle terapie basate su proteine umane,” ha dichiarato Nielsen.
wilate(R) è il primo concentrato di doppio virus inattivato VWF/FVIII (Fattore von Willebrand / Fattore FVIII) ad elevata purezza, che utilizza il processo solvente/detergente (S/D) e uno speciale sistema terminale di riscaldamento a secco (TDH, terminal dry-heating). I processi di purificazione selezionati isolano il complesso VWF/FVIII in condizioni di elevata protezione proteica, che determinano un rapporto 1:1 per il VWF:RCo (cofattore ristocetina), e in attività del Fattore FVIII che sono simili a quelle del plasma normale. wilate(R) è stato derivato esclusivamente da grandi pool di plasma umano raccolti nei centri statunitensi approvati dalla FDA per la donazione del plasma, senza aggiunta di albumina come stabilizzatore. Il wilate(R) contiene una struttura VWF tripla e una distribuzione multimerica simile a quella del plasma umano normale.  http://www.wilateusa.com.
Con sede centrale a Lachen, in Svizzera, Octapharma è una delle maggiori società produttrici al mondo di prodotti al plasma, ed è impegnata nell’innovazione medica e nella cura dei pazienti da oltre 27 anni. L’attività chiave di Octapharma sono lo sviluppo, la produzione e la vendita di terapie proteiche umane di elevata qualità, provenienti sia da linee di plasma umano che da cellule umane, comprese le immunoglobuline per via endovenosa (IGIV, immune globulin intravenous). Negli USA il prodotto IGIV di Octapharma, octagam(R) (immunoglobulina endovenosa [umana] 5%), è utilizzato per trattare disturbi del sistema immunitario, mentre l’albumina di Octapharma (umana) è prescritta per il ripristino e il mantenimento del volume di sangue in circolazione. Il wilate(R) di Octapharma ha ricevuto l’esclusività quale farmaco orfano per la cura della malattia di von Willebrand (VWD). Octapharma impiega oltre 4.000 persone e ha esperienza biofarmaceutica in 80 Paesi di tutto il mondo, tra cui gli Stati Uniti, dove Octapharma USA ha sede a Hoboken,

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7 imprese per un ritorno alle origini

Posted by fidest press agency su sabato, 7 agosto 2010

Nasce in Romagna il progetto di 7 aziende che hanno maturato negli anni un’ampia esperienza in “costruzioni a risparmio energetico”, e che hanno come obiettivo comune quello di riuscire a costruire spazi abitativi di qualità.  Un nuovo modo di fare edilizia, attraverso l’utilizzo di tecnologie e particolari tecnici studiati nei minimi dettagli come la scelta dei materiali, le soluzioni ingegneristiche ed impiantistiche più all’avanguardia, per ottenere una riduzione dei costi legati alla dispersione energetica. Tutto questo oggi è  possibile, grazie a 7 imprese che hanno deciso di lavorare insieme per cercare di comunicare ai consumatori che il recupero energetico parte dalle abitudini di tutti noi, e soprattutto dall’uso intelligente delle risorse e dei materiali. Una sfida importante dunque questa, poiché il concetto di risparmio energetico non appartiene ancora pienamente al nostro patrimonio culturale. 7 imprese guidate dal desiderio comune di un lavoro di qualità, 7 imprese per realizzare un’intera abitazione senza sprechi: dal tetto agli infissi, dalle installazioni elettriche alle pitture e agli impianti termoidraulici, dal cartongesso alle mura. Home per le costruzioni a secco in cartongesso, Lectron per le installazioni elettriche, SL Venturini per la bioedilizia, Martini Legnami per le strutture in legno, Rustichelli Color per le pitture naturali e i materiali isolanti, GZ Gentilini e Zappi per gli impianti termoidraulici, TBT2 per gli infissi, Compagnia delle Opere di Ravenna e Ferrara come coordinamento dell’iniziativa.  Le 7 imprese del territorio, saranno disponibili ad incontrare i consumatori e a dialogare con loro sui temi del risparmio energetico relativo alle abitazioni durante la Fiera biennale dell’artigianato di Lugo all’interno di uno stand dedicato, che verrà costruito proprio per “far toccare con mano” cosa significa realizzare edifici capaci di migliorare il benessere abitativo e la qualità della vita.

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Sergio Sorgini: Archeologia-atemporale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 giugno 2010

Napoli, Castel Nuovo (Maschio Angioino)  Inaugurazione: 2 luglio 2010 ore 18.00  mostra antologica di Sergio Sorgini artista romano che vive e lavora a Verona, curata da Franco Riccardo promossa dall’ass. alla cultura del comune di Napoli. e organizzata dalla Effeerre edizioni Percorrendo una ricerca declinata attraverso l’arte grafica, pittorica e sculturea, Sorgini consolida e rinnova un linguaggio artistico e figurativo che si iscrive all’interno di un felice e fecondo solco culturale. Il corpus delle opere esposto propone una selezione dell’intensa e molteplice attività svolta dal maestro dal secondo dopoguerra ad oggi. Un percorso che affonda le sue origini negli anni Cinquanta con l’attività grafica, declinata prima nel fumetto (“il Vittorioso”,   “il Giornalino” e “l’Intrepido”) e poi nell’attività di cartellonista pubblicitario per alcune case di produzione cinematografica americane (Universal, Paramount, Metro Golden Mayer) e, infine, negli anni Sessanta, nell’illustrazione di libri per ragazzi (per la casa editrice “La Scuola”).I successivi lavori pittorici, come pure le chine e i più recenti pastelli, sono segnati da un tratto potente che definisce forme poderose. Abbandonata ogni suggestione metafisica dei decenni precedenti, le monumentali figure femminile, protagoniste della sua più attuale ricerca pittorica e scultorea, si rivelano improvvise suggestioni emotive che  rinviano a profonde stratificazioni di senso. Fiere e maestose le donne di Sorgini si impongono per le loro qualità atemporali e astratte, che ne fanno emblemi ed esempi di fierezza e forza. Si tratta di donne la cui sessualità, mai seducente ed erotica, viene privata di qualsiasi compiacimento estetico per far riferimento esclusivamente alle potenzialità generatrici e di nutrimento che la contraddistinguono.  Catalogo EFFEERRE.edizioni. Testo di: Olga Scotto di Vettimo

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Antonio Gallone: Tensioni cromatiche

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 gennaio 2010

Milano fino al 18 gennaio 2010 Galleria Il Borgo Mostra Personale d’Arte Contemporanea di Antonio Gallone Orario di visita: da martedì a venerdì h. 16:00-19:00 Sabato h. 10:00-12:00 Ingresso libero Curatrice: Sabrina Falzone La prima mostra inaugurata nel 2010 dalla Galleria Il Borgo di Milano si intitola “Tensioni cromatiche” ed è dedicata alle opere artistiche di Antonio Gallone, autore di origini pugliesi ma romano di adozione che si è distinto nel panorama nazionale per una spiccata originalità creativa e la straordinaria novità dell’esecuzione pittorica, ben distante dalla tradizionale pittura su tela. A seguito dell’interesse riscontrato la scorsa stagione estiva nel Palazzo Comunale di Moniga del Garda, l’autore si affaccia sul capoluogo lombardo con un corpus di trenta opere realizzate ad acrilico su fili metallici, che il critico Sabrina Falzone ha definito “satelliti ideali di una geografia estetico-concettuale in grado di scandagliare le innumerevoli traiettorie della psiche umana”. .Antonio Gallone si configura come una personalità poliedrica che consolida un nuovo modus operandi nell’ambito di una personalissima ricerca artistica incentrata sullo studio delle tensioni formali e sulla sequenza cromatica da intendersi come linguaggio intellettuale nonché libera espressione del pensiero. In questa rassegna emerge il dualismo esistenziale tra la ragione e il sentimento, tra il caos formale dei “Grovigli” e il rigore della sequenza della serie “Tensioni cromatiche” o del geometrismo cromatico dei “Rettangoli” in un affascinante percorso sulla mente.

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Esposizione storica su Mario Mazzetti

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2009

Bologna fino al 31/5/2010 via della Beverara, 123 Museo del Patrimonio Industriale, Fornace Galotti L’esposizione e’ dedicata al bolognese Mario Mazzetti (1895-1964), fondatore della M.M., uno dei piu’ importanti tecnici del motociclismo bolognese della prima metà del secolo scorso, allora ben conosciuto ed apprezzato in ambito nazionale, del quale oggi si e’ persa la memoria.  Di modeste origini, giovanissimo aveva lavorato come fabbro e meccanico, frequentando la sera i corsi all’Aldini-Valeriani. Nel primo dopoguerra aveva trovato impiego presso le Officine delle Ferrovie dello Stato, poi brevemente alla G.D, da poco nata, come meccanico collaudatore. Progettato un suo motore a 2 tempi, nel 1924 aveva dato vita con Alfonso Morini e due soci alla M.M. nella quale impegnerà la sua vita e le sue conoscenze tecniche, progettandone tutti i modelli fino alla chiusura, alla fine degli anni ’50.  La M.M. e’ stata nella prima metà del ‘900 la piu’ importante azienda motociclistica bolognese arrivando ad impiegare 80 operai nella realizzazione di moto eccellenti nelle prestazioni, veloci, affidabili, eleganti. Il successo commerciale era stato favorito da quello sportivo che l’aveva vista rivaleggiava con le grandi marche nazionali conquistando 461 podi con 264 vittorie dal 1924 al 1957, 7 Campionati Italiani Piloti e Marche, 10 Record Mondiali Velocità. (mazzetti)

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Zoran Music Estreme Figure

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 novembre 2009

Venezia dal 3 dicembre 2009 al 7 marzo 2010  Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti.  Venezia rende omaggio a Zoran Music (Gorizia 1909 – Venezia 2005) con una mostra che celebra il centenario della nascita dell’artista. Di levatura internazionale e considerato tra le presenze fondamentali del Novecento, Zoran Music, di origini dalmate, trova a Venezia la sua città di adozione, fonte di ispirazione e punto di riferimento costante per l’artista durante la sua intera traiettoria pittorica. Promossa dall’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, dalla Regione del Veneto e da Arthemisia Group, la mostra “Zoran Music. Estreme figure”, si terrà nella sede di Palazzo Franchetti. A cura di Giovanna Dal Bon, la mostra si compone di oltre ottanta opere, tra oli e lavori su carta, alcuni dei quali inediti ed esposti per la prima volta, e indaga soprattutto gli ultimi trent’anni della traiettoria pittorica dell’artista, quando la sua figurazione scarnificata si fa estrema. L’opera di Music, che attraversa quasi tutto il secolo scorso, indica infatti, nel suo segno scabro ed essenziale, un itinerario di spoliazione verso il raggiungimento dell’essenza. L’esposizione si articola in nuclei tematici, o “zone d’intensità”, a cadenzare il percorso esistenziale-poetico di questo artista contemplativo e sobrio nell’utilizzo del colore: Le Origini (1935-1949); Il Viandante (metà anni ’90), Venezia, ancora (anni ’80 e ’90); Figure Grigie (fine anni ’90); “Sono dovuto tornare a Dachau” (anni ’70); Lo spazio intenso (anni ’90); Variazioni in Ida e Autoritratto (anni ’80 e ’90); Il Doppio ritratto (1983–2001). Molto intense e di grande impatto le opere del ciclo Non siamo gli ultimi, che rievoca l’indelebile esperenza a Dachau, le Figure grigie degli anni novanta e i suoi ultimi autoritratti. Fonte di ispirazione inesauribile è inoltre la moglie Ida, da sola o nel Doppio ritratto, con lui che la dipinge, sapendo di avere di fronte l’insondabile mistero della femminilità.  Immancabili infine le visioni di una Venezia interiore e intimissima. Opere mai viste in pubblico prima d’ora. È la città dove Music si sente libero e che negli ultimi anni appare avvolta in una tenebra di inchiostro o nel bagliore aranciato di un pastello grasso: sono le suggestive visioni della Punta della Dogana, del Canale della Giudecca, del Molino Stucky, di Piazza San Marco. Catalogo Marsilio

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Ugo Cossu: Le origini del futuro

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2009

cossuRoma fino al 15/10/2009 Via Cassia 492,Fondazione Museo -Venanzo Crocetti a cura Gabriele Simongini  “Immaginare il futuro andando a ritroso nel passato. Ecco la via maestra seguita da uno scultore appartato e rigoroso come Ugo Cossu, sardo di nascita e romano d’adozione.  Questo volume, pubblicato in occasione della mostra a lui dedicata dal Museo Crocetti di Roma, documenta i suoi lavori piu’ importanti, fra sculture e dipinti. In queste opere la memoria pressante dell’arte egizia, cicladica, azteca, africana, nuragica, romanica dialoga con le inquiete sperimentazioni novecentesche di Brancusi, Boccioni, Archipenko, Julio Gonzàlez, Picasso, Giacometti, Moore, Marini, Nivola.  Ma, come nota Gabriele Simongini nel saggio che analizza la ricerca plastica e pittorica di Cossu, questa appassionata marcia verso il passato e’ poi diventata una discesa alla ricerca di valori archetipi e sacrali che hanno una validità universale, non legata ad una scansione cronologica del tempo. Ed avviene sotto il segno dell’essenzialità e della potenza espressiva. Cossu ha saputo ricondurre quelle infinite suggestioni all’interno di una vocazione mediterranea volta all’equilibrio fra uomo e natura, tanto che dalle sue sculture promanano pure la forza e il mistero delle straordinarie rocce dilavate dal vento, nella sua natia Sardegna”.

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Ugo Cossu “Le origini del futuro”

Posted by fidest press agency su martedì, 15 settembre 2009

Roma dal 19 settembre al 15 ottobre Museo Crocetti, Via Cassia 492. Immaginare il futuro andando a ritroso nel passato a cura Gabriele Simongini. Ecco la via maestra seguita da uno scultore appartato e rigoroso come Ugo Cossu, sardo di nascita e romano d’adozione. Questo volume, pubblicato in occasione della mostra a lui dedicata dal Museo Crocetti di Roma, documenta i suoi lavori più importanti, fra sculture e dipinti. In queste opere la memoria pressante dell’arte egizia, cicladica, azteca, africana, nuragica, romanica  dialoga con le inquiete sperimentazioni novecentesche di Brancusi, Boccioni, Archipenko, Julio Gonzàlez, Picasso, Giacometti, Moore, Marini, Nivola. Ma, come nota Gabriele Simongini nel saggio che analizza la ricerca plastica e pittorica di Cossu, questa appassionata marcia verso il passato è poi diventata una discesa alla ricerca di valori archetipi e sacrali che hanno una validità universale, non legata ad una scansione cronologica del tempo. Ed avviene sotto il segno dell’essenzialità e della potenza espressiva. Cossu ha saputo ricondurre quelle infinite suggestioni all’interno di una vocazione mediterranea volta all’equilibrio fra uomo e natura, tanto che dalle sue sculture promanano pure la forza e il mistero delle straordinarie rocce dilavate dal vento, nella sua natia Sardegna. E nelle sue opere si alternano oppure, spesso, convivono diversi impulsi: un’esigenza di narrazione intimamente popolare e legata a memorie familiari; una potente ieraticità totemica; una tensione interna delle forme che si fa dinamismo propulsivo. Le sue figure metamorfiche sembrano collocarsi in egual modo nel passato e nel futuro, perché in sé recano tracce di epoche immemorabili ma anche di esseri mutanti ed iper-tecnologici che fanno venire alla mente perfino alcuni Cult movies di fantascienza, da “Robocop” a “Transformers”. Insomma, un artista degno di interesse e in linea con la grande tradizione della scultura italiana che ha saputo mantenere un primato plurisecolare.

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