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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘orizzonti’

“Limiti e orizzonti nella cura”

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 novembre 2018

Riccione, 15/17 novembre 2018 Palazzo dei Congressi, Viale Virgilio, 17 Il fil rouge del XXV Congresso SICP – Società Italiana Cure Palliative è rappresentato dal tema “Limiti e orizzonti nella cura” che rappresentano due parole chiave per la filosofia che ispira l’operato delle équipe di cure palliative. Il “limite” assume, nelle cure palliative, molteplici significati, da quelli temporali (tempo residuo di vita, tempo disponibile per la cura) a quelli spaziali (quale sarà il miglior ambiente di cura: il domicilio?, l’Hospice?, l’Ospedale? le Residenze per Anziani?) o quelli legate alle risorse (economiche, organizzative, psico-fisiche) o ai vincoli giuridici, deontologici ed etici della medicina. L’altra parola chiave è “orizzonti” che può rivestire molteplici significati: la dimensione spazio-temporale del percorso di cura, la dimensione emotivo-relazionale connessa alla vicenda malattia, il confine della diffusione culturale delle cure palliative nella società, nella medicina e nelle Università. Particolarmente interessante sarà lo sviluppo delle riflessioni attorno al rapporto fra “Limite” e “Orizzonte” poiché il limite non si riduce nel solo limitare e confinare ma contiene in sé la vocazione al suo superamento mentre, per converso, l’orizzonte è una prospettiva inevitabilmente in movimento che racchiude ma nel contempo sfuma nella sua esplorazione liminale.Non per nulla il congresso si apre ufficialmente con una riflessione sul piano filosofico e sanitario sulle declinazioni dei limiti alla cura, dopo aver iniziato con sessioni dedicate ai casi Charlie Gard e Alfie Evans che hanno sollevato un clamore mediatico, al grave deficit di formazione universitaria in cure palliative o con corsi monotematici dedicati alle tendenze della ricerca in cure palliative, alla spiritualità al temine della vita e alla costruzione di scelte eticamente consapevoli nei trattamenti sanitari.

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Non distruggete le attività di Ristretti Orizzonti

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 novembre 2018

Siamo un Paese che spende 3 miliardi di euro all’anno per l’esecuzione della pena, più di tutti gli altri in Europa, ma siamo il Paese con più alto tasso di recidiva di tutta Europa. Credo che un carcere che accoglie chi infrange la legge e restituisce delinquenti non garantisca sicurezza. Per questo ho sempre affermato che il carcere è il luogo più illegale di qualsiasi altro posto, che nelle nostre “Patrie Galere” due più due fa cinque, che nella stragrande maggioranza dei casi quando si finisce di scontare una pena si esce dalla prigione peggiori di quando si è entrati e che il miglior carcere è quello che non costruiranno mai. Quando però qualcuno mi domanda qual è stata la galera più vivibile dove sono stato nei miei 35 anni di carcere (di cui 27 anni ininterrottamente), non posso non rispondere che è quello di Padova, grazie soprattutto alla mia partecipazione alla redazione di “Ristretti Orizzonti”. Posso affermare che se io ora sono una persona diversa è grazie anche alle attività che ho svolto in quella redazione coordinata dalla giornalista Ornella Favero, una delle poche che ha tentato di informare l’opinione pubblica che una pena che fa male fa più danni alla società che a chi la sconta.
Sono ormai due anni che manco dal carcere di Padova e da Ristretti Orizzonti e ho saputo che molte delle attività che svolgeva la redazione sono state ridotte ai minimi termini e ridimensionate, soprattutto quelle di portare dei ragazzi in carcere ad ascoltare le storie dei cattivi. Mi ricordo che venivano intere classi di scuola superiore (migliaia di studenti l’anno) e ascoltavano tre testimonianze fatte da detenuti, con dentro la situazione familiare, sociale e ambientale di dove erano nati e dove erano maturate le loro scelte devianti e criminali, senza però per questo trovare nessuna giustificazione o attenuante. Poi tutto il gruppo dei detenuti della redazione di “Ristretti Orizzonti”, guidato e coordinato dai volontari, rispondeva alle domande dei ragazzi studenti. Non era facile per i detenuti raccontare il peggio della loro vita, ma penso che era un modo per prendere le distanze dal proprio passato e tentare di riconciliarsi con sé stessi. Mi ricordo che guardare gli sguardi innocenti dei ragazzi aiutava molto ciascuno di noi a capire quali erano state le ragioni dell’odio, della rabbia, della violenza delle nostre scelte devianti e criminali, più di tanti inutili anni di carcere senza fare nulla guardando le pareti di una cella. Per questo adesso non capisco perché questo importantissimo progetto rieducativo e socializzante è stato ridimensionato a due soli incontri mensili. O, meglio, capisco: il progetto “Scuola-Carcere” funziona e ho visto in questi anni che in carcere quello che funziona davvero spesso va distrutto, forse perché la prigione deve creare recidiva e delinquenti per fare vincere le elezioni a quei partiti che cavalcano l’emergenza criminalità.
Una volta un mio compagno di cella mi ha raccontato che la più grande sofferenza per lui non erano stati gli anni di carcere da scontare, ma rispondere alle domande degli studenti che venivano alla redazione di “Ristretti Orizzonte” perché lo facevano sentire colpevole.
Lancio un appello a tutti quelli che nell’arco di vent’anni hanno frequentato e conosciuto la redazione di “Ristretti Orizzonti” a difendere questa attività nel carcere di Padova, una delle poche realtà che funzionano nell’inferno delle nostre “Patrie Galere” e che fanno abbassare la recidiva, a favore della collettività. (Carmelo Musumeci)

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Sereni Orizzonti Spa raddoppia in Lombardia

Posted by fidest press agency su domenica, 3 ottobre 2010

Sereni Orizzonti spa cresce in Lombardia. La società friulana, che da anni si occupa di costruzione e gestione di case di riposo, ha infatti acquisito una struttura nel comune di Rivanazzano (Pavia), con un investimento complessivo di 5 milioni di euro. La residenza appena acquisita è dotata di 30 posti letto per anziani a diverso grado di non autosufficienza. Non solo: il gruppo friulano ha già deciso per un ulteriore ampliamento che permetterà di alloggiare circa nuovi 40 ospiti. In questi posti letto saranno sperimentate nuove forme di residenzialità dedicate ad utenza con problemi psichiatrici e programmi altamente personalizzati per l’assistenza.  La residenza sanitario assistenziale Villa Vanni è la seconda casa di riposo lombarda del gruppo Sereni Orizzonti, dopo quella di Revere (Mantova), e si trova in una posizione doppiamente strategica: situata all’interno di un parco che garantisce la tranquillità degli utenti e distante solo 2 chilometri da Salice Terme, località rinomata per le proprietà delle sue acque, è comunque facilmente raggiungibile, dato che dista appena 15 minuti di auto da Voghera. Con questa nuova acquisizione Sereni Orizzonti porta a 25 il numero di strutture attualmente gestite in tutto il Nord Italia con 1632 posti letto attivi o in via di realizzazione.   La residenza, che è convenzionata con l’Asl di Pavia, garantisce, come tutte quelle del gruppo Sereni Orizzonti, un’elevata qualità dei servizi erogati: dall’assistenza agli ospiti assicurata 24 ore su 24, al controllo medico, dalla sistemazione in camera singola o doppia, al ristorante con possibilità di diete personalizzate, senza dimenticare i servizi di animazione e quello di disbrigo pratiche per andare incontro ad ogni esigenza dell’ospite, con personale infermieristico e medico altamente qualificato.
Sereni Orizzonti, fondata nel 1996 a Udine, è oggi la Holding operativa di un gruppo di Società attualmente impegnato su due versanti: il primo riguarda l’attività di costruzione di RSA, RAF e in genere strutture residenziali per anziani, il secondo è relativo alla gestione delle residenze costruite, acquisite da terzi o gestite in regime di concessione da parte di Enti Pubblici. Il gruppo Sereni Orizzonti si occupa anche di attività immobiliari, ristorazione e progetti integrati pubblico-privato per la gestione di attività sanitarie e socio-sanitarie.

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Daniel Gonzalez: Disco Le Corbusier

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2010

Bologna fino al 28/2/2010 via della grada, 11 Rizoma Cabaret Voltaire, in occasione di Arte Fiera 2010, presenta Disco Le Corbusier, un progetto site specific dell’artista Daniel González per lo spazio Rizoma a Bologna  In seguito al ritrovamento in uno scantinato dell’Unite’ d’ Habitation a Marsiglia di un block notes contenente appunti inediti del famoso architetto Charles Edouard Jeanneret-Gris – noto ai più con lo pseudonimo di Le Corbusier – l’artista argentino Daniel González apre nuovi orizzonti nella ricerca tipologica del piu’ famoso architetto svizzero.  Il contenuto scioccante di questi schizzi ci mostra una geniale intuizione di Le Corbusier, precursore, con questo suo progetto visionario, dell’attuale discoteca. Come un archeologo della memoria di Le Corbusier, Daniel González crea l’archetipo di una favola architettonica dove vivere esperienze magiche. Per lo spazio Rizoma di Bologna, l’artista crea dei lavori in mylar e luci audio-ritmiche che fondono l’architettura con i bisogni sociali dell’uomo medio, facendo sconfinare il -Movimento Moderno- in un territorio di pensieri, emozioni e leggerezza.
Daniel González (1963, Argentina) vive e lavora a Berlino. ”Creo magia con la realtà. La trasformo usando le sue stesse regole, cambiando il mondo una paillette alla volta”. I Banner-paintings di paillette di Daniel González e i pezzi unici indossabili che vengono presentati in performances di forte impatto, creano mondi deliranti, sexy e pieni di energia: spazi di libertà dove le convenzioni esistenti collassano. Nel 2006 Daniel González fa la sua prima personale in Italia a Viafarini e nel 2008 partecipa a Manifesta 7 con un workshop-performance. Dal 2007 lavora a progetti per spazi pubblici in collaborazione con l´artista italiana Anna Galtarossa. Insieme hanno presentato -Chili moon Town Tour-, una città gallegiante emigrante, inaugurata nel Lago Mayor del Bosque de Chapultepec a Città del Messico e -Homeless Rocket With Chandeliers- a Lambrate (Milano), una gru-opera d’arte, utilizzata da un cantiere per due anni. http://www.chilimoontown.com http://www.daniel-gonzalez.com (Gonzales)

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