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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘ormonale’

Terapia ormonale sostitutiva in menopausa

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2021

Come noto, l’uso protratto della terapia ormonale sostitutiva (Tos) in post-menopausa è correlato con un aumentato rischio di cancro mammario (Kmamm), dovuto principalmente alla componente progestinica, in particolare medrossiprogesterone, noretisterone, levonorgestrel. «Dopo la sospensione il rischio va declinando, ma rimane comunque più elevato per alcuni anni rispetto ai controlli che non hanno mai usato la Tos» precisa Vincenzo Toscano, Università Sapienza di Roma. «Una recente metanalisi (Collaborative Group on Hormonal Factors in Breast Cancer. Lancet 2019) ha riportato un aumento del rischio di Kmamm maggiore rispetto all’atteso» aggiunge. «In questo contesto si inserisce un lavoro pubblicato su BMJ lo scorso settembre 2020, che si è proposto come obiettivo di valutare il rischio di Kmamm associato ai differenti preparati di Tos e alla loro durata di assunzione».Il disegno dello studio – riporta Toscano – prevedeva uno schema caso-controllo nell’ambito di coorti di pazienti provenienti dai due più rilevanti database dei medici di Medicina generale (mmg) del Regno Unito, QResearch e Clinical Practice Research Datalink GOLD, correlati con Hospital Episode Statistics, Office for National Statistics, dati di mortalità e (solo per QResearch) dati del registro oncologico. «Lo studio» riporta lo specialista «ha visto la selezione di 98611 donne di 50-79 anni, cui era stato diagnosticato un tumore della mammella fra il 1998 e il 2018. I casi sono stati selezionati dai 2 database in accordo con i seguenti criteri: 1) diagnosi di Kmamm da parte del Mmg; 2) mortalità; 3) ricovero ospedaliero; 4) inserimento nel registro oncologico. Il gruppo di controllo era costituito da 457498 donne di pari età e condizioni cliniche». I risultati ottenuti dai due database sono stati valutati insieme ed è stato calcolato l’odds ratio (OR) per il tipo di Tos aggiustato per le caratteristiche personali, quali fumo di sigarette, consumo di alcolici, comorbilità, anamnesi familiare e farmaci assunti. «I risultati» riporta Toscano «hanno mostrato che 33703 donne con diagnosi di Kmamm (34%) e 134391 controlli (31%) avevano utilizzato la Tos in passato (considerato almeno un anno prima della data di inserimento nello studio). Rispetto alle donne che non avevano mai utilizzato la Tos: a) l’utilizzo in tempi recenti (< 5 anni prima di essere selezionate per lo studio), con durata di assunzione > 5 anni, si associa a incremento del rischio di Kmamm: OR 1.15 (IC95% 1.09-1.21) per la terapia con solo estrogeno e 1.79 (IC95% 1.73-1.85) per quella con estrogeni + progestinici. Se si considera il tipo di progestinico utilizzato nell’associazione; il rischio più alto veniva osservato per noretisterone (OR 1.88, IC95% 1.79-1.99) e il più basso per diidrogesterone o tibolone (OR 1.24,IC95% 1.03-1.48); b) per le utilizzatrici pregresse: b1) se avevano sospeso la TOS da più di 5 anni: b1-1) l’uso del solo estrogeno per oltre 5 anni o della combinazione estrogeno + progestinico per meno di 5 anni non era legato ad alcun incremento di rischio; b1-2) l’utilizzo dell’associazione estro-progestinica per oltre 5 anni era associata a rischio aumentato (OR 1.16, IC95% 1.11-1.21), con incremento annuo dei casi attesi, che oscillava fra 2 (se < 60 anni) e 8 (se > 60 anni) donne/10000 casi; b2) se avevano sospeso la Tos da meno di 5 anni: b2-1) l’uso del solo estrogeno si accompagnava a un incremento annuo dei casi attesi, che oscillava fra 3 (se < 60 anni) e 8 (se > 60 anni) donne/10000 casi; b2-2) l’utilizzo dell’associazione estro-progestinica si accompagnava a un incremento annuo dei casi attesi, che oscillava fra 9 (se < 60 anni) e 36 (se > 60 anni) donne/10000 casi.
(fonte Doctor33)

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“Terapie ormonali in menopausa: storia e attualità”

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 ottobre 2020

L’Accademia di Medicina di Torino organizza il 3 novembre alle ore 21 una seduta scientifica dal titolo “Terapie ormonali in menopausa: storia e attualità”. Dopo un’introduzione curata dal presidente dell’Accademia, Giancarlo Isaia, professore di Medicina interna e Geriatria, intervengono sul tema, Carlo Campagnoli e Mario Gallo. Carlo Campagnoli è stato Primario di Ginecologia Endocrinologica all’Ospedale Sant’Anna di Torino, Mario Gallo è direttore della struttura complessa di Ostetricia e Ginecologia presso il Presidio Ospedaliero di Cirié-Lanzo. In ottemperanza alle disposizioni dell’ultimo DPCM relative alle misure di contenimento della pandemia, si potrà seguire l’incontro solo collegandosi al sito http://www.accademiadimedicina.unito.it.

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Terapia ormonale sostitutiva, Ame: va personalizzata

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2020

Secondo l’Associazione medici endocrinologi (Ame), la terapia per la menopausa non può essere la stessa per tutte le donne. Per questo motivo ha reso disponibile a medici e pazienti una guida nella quale in 7 punti vengono riassunti i comportamenti corretti che portino a decidere di utilizzare una terapia ormonale sostitutiva nella menopausa, una fase molto delicata della vita di una donna come ha spiegato Vincenzo Toscano, Past President Ame. «In questo periodo alcune donne accusano disturbi per i quali esistono cure e rimedi utili a garantire loro comunque una buona qualità di vita. Sono soluzioni, però, che non vanno bene per tutte e possono variare in base all’età della donna, alle patologie pregresse e ai sintomi riportati» ha affermato.È stato infatti dimostrato che i rischi della terapia sostitutiva ormonale, accusata di essere collegata a un aumentato rischio di malattie cardiovascolari e cancro al seno, sono più bassi per alcune donne e che la sua somministrazione va valutata caso per caso, anche perché i sintomi non sono sempre gli stessi. Per questo, secondo l’Ame, il percorso va personalizzato. «La terapia ormonale sostitutiva risolve i sintomi vaso-motori e l’uso vaginale di estrogeni, laddove non si voglia considerare una terapia sistemica, è sufficiente a risolvere i sintomi genito-urinari» ha detto Toscano, secondo cui la buona notizia è che con il trattamento la qualità di vita della donna ritorna quella di prima. Per l’Ame la terapia ormonale sostitutiva è quindi opportuna per donne con vampate e sudorazioni notturne con meno di 60 anni e in menopausa da meno di 10 anni e, per quelle con menopausa precoce senza contro-indicazioni fino all’età media della menopausa (48-52 anni). Nel punto viene sottolineato come sia stato mostrato che l’incidenza del trombo-embolismo venoso sia minore con le formulazioni trans-dermiche rispetto a quelle orali. Inoltre, è importante notare che non vanno utilizzati i preparati a base di ormoni naturali bio-sintetici se non approvati e che la terapia non è raccomandata per la prevenzione primaria o secondaria delle malattie cardiovascolari o della demenza. Nel punto si elencano le terapie non ormonali efficaci nei sintomi vaso-motori, per i quali sono efficaci anche la perdita di peso, l’ipnosi e la terapia comportamentale. Infine, alle donne con i soli sintomi genito-urinari si raccomanda l’uso di estrogeni locali. (fonte Doctor33)

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La contraccezione ormonale compie 60 anni

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

Miliardi di donne hanno fatto ricorso alla contraccezione ormonale dal lontano 9 maggio 1960 a oggi: solo nel 2019, sono state 1 miliardo (per la precisione 992 milioni), pari al 49% della popolazione mondiale in età riproduttiva, anche se in Italia è solo il 16% circa della popolazione femminile fertile ad utilizzarla, un dato tra i più bassi d’Europa (la media è pari a 21.4%). In particolare, nel nostro Paese, risultano più critiche le classi di età più giovani: secondo la SIGO (Società Italiana di Ostetricia e Ginecologia), il 42% delle under 25 italiane non utilizza nessun metodo contraccettivo durante la prima esperienza sessuale.
Bayer, che da ben 60 anni svolge un ruolo di primo piano nella ricerca a favore della salute femminile, presenta “Ragazze, che storia”: la nuova campagna in favore di una contraccezione consapevole e responsabile. #storiesdiragazze sarà il fil-rouge che coinvolgerà le donne, raccogliendo le loro testimonianze e raccontandole sui social, promuovendo la corretta informazione in ambito contraccettivo.Proprio in occasione del sessantesimo anniversario della nascita della contraccezione ormonale la pagina Facebook di Bayer “My Contraception Italia” presenta, a partire da oggi, lunedì 22 giugno, uno speciale contributo video che ha per protagoniste tre esperte ginecologhe, in collaborazione con SIC (Società Italiana della Contraccezione).In questo esclusivo video evento sui social, Franca Fruzzetti (Responsabile dell’ambulatorio di endocrinologia ginecologica dell’ospedale universitario Santa Chiara di Pisa e Presidente della Società Italiana di Contraccezione – SIC), Rossella Nappi (Ordinario di Clinica Ostetrica e Ginecologica all’Università degli Studi di Pavia, IRCCS Policlinico San Matteo e membro del comitato direttivo della Società Internazionale di Endocrinologia Ginecologica), e Manuela Farris (specialista in Ginecologia e Ostetricia e consigliere della SIC) celebreranno 60 anni di rivoluzione con la donna sempre al centro.
Sessanta anni fa la pillola ha dato inizio ad una nuova serie di opportunità. Una storia che ha inizio a partire dal 1960, quando sugli scaffali delle farmacie di tutto il mondo arrivava la contraccezione ormonale: una pillola che è nella storia non solo della medicina e delle scoperte scientifiche del ‘900, ma che rappresenta anche il simbolo dell’emancipazione femminile.
Ecco perché, a 60 anni, la pillola resta uno strumento rivoluzionario e adatto alle esigenze, sempre più in evoluzione, delle giovani donne.Negli ultimi 60 anni Bayer ha costantemente guidato l’innovazione nella contraccezione. Tra gli obiettivi futuri, favorire l’accesso entro il 2030 alla contraccezione moderna a 100 milioni di donne nei paesi a basso e medio reddito.
Con la nuova campagna “Ragazze, che storia”, l’azienda conferma il proprio impegno nella ricerca a favore della salute femminile, studiando soluzioni innovative e sempre più efficaci per rispondere alle esigenze delle donne.

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Contraccezione ormonale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 giugno 2014

contraccettivi ormonaliSolamente il 7,2% delle donne in Campania ricorre alla contraccezione ormonale: meno della metà rispetto alla media nazionale (16,2%), anch’essa – peraltro – ben lontana dagli standard europei. La fotografia, recentemente scattata dall’Istat, ha costituito il punto di partenza del dibattito del6° Congresso nazionale SIC (Società Italiana della Contraccezione) (12 – 14 giugno). Questi dati, lancia l’appello la Società scientifica, confermano una situazione critica e che, in particolare coinvolge le giovanissime: oggi, rispetto al 1990, il numero delle interruzioni di gravidanza è diminuito del 40%, ma se stringiamo l’obiettivo sulle adolescenti la percentuale è calata solamente del 2%.
“La cultura della contraccezione stenta ad attecchire in Campania e molti falsi miti sulla pillola rimangono radicati” spiega il professor Annibale Volpe, ginecologo e past president della SIC “a mancare è una corretta e capillare educazione sulla fisiologia riproduttiva”. “Spesso la responsabilità sullo scarso utilizzo della pillola viene attribuita ai medici di Medicina Generale, ai farmacisti, alle famiglie, eccetera” ribadisce il professor Volpe “ma, in realtà è giunto il momento che i ginecologi facciano il mea culpa e si assumano le proprie responsabilità”. In quest’ottica, aggiunge il past president della SIC “i destinatari della campagna educazionale non possono essere solamente le ragazze, ma anche i loro partner: solo così l’informazione può essere davvero capillare”.“I teenager” fa eco il dottor Alessandro Gambera Ginecologo presso l’Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia “si fidano di più dei consigli – spesso sbagliati e incompleti – delle amiche o delle informazioni collezionate online: un meccanismo pericoloso perché il rischio di gravidanze indesiderate o, peggio di malattie sessualmente trasmissibili, aumenta”. “In qualità di ginecologi” commenta ancora il dottore “dobbiamo fare del counselling uno strumento di comunicazione, di ascolto attivo e di interazione con le nostre pazienti per individuare il metodo contraccettivo più adatto al singolo caso”.“Non dimentichiamo infine di spiegare al gentil sesso – e in particolare alle giovanissime” specifica il professor Volpe “che gli estroprogestinici non sono dei “nemici” che fanno ingrassare o che tolgono desiderio sessuale, ma che – anzi – hanno un’importante effetto protettivo nei confronti di alcuni tumori femminili molto diffusi”. “Ci sono contraccettivi ormonali per ogni esigenza” puntualizza il professor Volpe “e sempre più tollerati dall’organismo che consentono una risposta mirata alle esigenze contraccettive nonché un alto livello di compliance”.“Per rendere possibile un’informazione il più capillare possibile in grado di sfatare i falsi miti sulla contraccezione e per essere più vicini di prima ai pazienti giorno dopo giorno” conclude il professore “abbiamo deciso di dare una nuova veste alla nostra home page (www.sicontraccezione.it): giovani – e meno giovani – coppie potranno trovare informazioni utili per vivere al meglio la propria sessualità e potranno chiedere consulenze direttamente agli esperti”.

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