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Posts Tagged ‘orologi’

La notte su domani, domenica 25 ottobre, segnerà la fine dell’ora legale

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2020

Gli orologi torneranno infatti indietro di 60 minuti e ritroveranno l’orario solare. La possibile abolizione del cambio di orario è attualmente oggetto di discussioni politiche, nell’Unione Europea, dopo che nel marzo dello scorso anno, il Parlamento UE aveva chiesto la fine del cambio di orario dall’anno prossimo. Ad oggi, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, non tutte le decisioni sono ancora state prese dai singoli Stati.

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Orologi di lusso e d’epoca

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 aprile 2019

Ginevra ’11 e 12 maggio L’asta comincerà alle ore 14. “Important Modern & Vintage Timepieces” presso l’Hotel Beau Rivage a Ginevra di orologi di lusso e da collezione “Important Modern & Vintage Timepieces”, a cura della Antiquorum Auctioneer, casa d’aste famosa per la vendita all’incanto di preziosi segnatempo, moderni e d’epoca.
Avrà 3 protagonisti: un’importante collezione Inglese di orologi da tavolo e da tasca, un’esclusiva serie di penne stilografiche Namiki e Mont Blanc ed un’inedita raccolta di orologi IWC.
Il giorno 12 Maggio, dalle ore 10 presso la stessa location, si terrà la principale vendita all’incanto in cui verranno battute una tra le più memorabili selezioni di Rolex Daytona ed una superba collezione di Patek Philippe contemporanei.Difficile nascondere l’emozione per un evento unico per gli amanti del settore, visto che presenta un catalogo che conta oltre 700 oggetti, tra cui alcuni inediti, unici ed inestimabili capolavori.Per accedere bisogna ottenere il free pass per l’asta, che è gratuito, tramite il link http://bit.ly/antiquorum
Antiquorum Auctioneer, fondata nel 1974, è l’unica casa d’aste al mondo ad occuparsi unicamente della vendita di orologi e di materiale attinente l’alta orologeria, ed ha realizzato in oltre 40 anni di attività centinaia di record del mondo, con sedi in Svizzera, Italia, Francia, Germania, Cina, Giappone, Singapore, Thailandia.

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La nuova collezione orologi e occhiali Versace

Posted by fidest press agency su domenica, 12 novembre 2017

collezione versacecollezione versace1Versace presenta i nuovi valori in un cortometraggio realizzato in collaborazione con Luca Finotti. Love. Equality. Strength. Unity. Diversity. Power. Courage. Questo è il Manifesto di Versace.
“Non importa chi siamo o da dove veniamo, questo è quello che la società di oggi dovrebbe sapere. Dovremmo tutti vivere in armonia e rispetto. “Donatella Versace: Il breve film in bianco e nero è una celebrazione dell’amore nelle sue forme più diverse. Le immagini sono eleganti e profondamente evocative. Non c’è bisogno di parole, l’azione parla da sé: due mani che si cercano e due labbra che si incontrano in un bacio. I modelli danzano, si sfiorano, si abbracciano quasi a rievocare gli antichi rituali bucolici delle ninfe, potenze divine della natura. Le dita delle loro mani si intrecciano creando un segno, una V, sinonimo di forza e unità ma anche simbolo della V di Versace”.
Antico elemento decorativo dei templi greci, la Medusa scolpita nella pietra si staglia come simbolo di forza e potere, incarnando il Manifesto di Versace. (collezione versace)

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Tempo Reale e tempo della realtà Gli orologi di Palazzo Pitti dal XVII al XX secolo

Posted by fidest press agency su domenica, 8 gennaio 2017

palazzo-pitti-firenzeFirenze. La mostra Tempo Reale e tempo della realtà. Gli orologi di Palazzo Pitti dal XVII al XX secolo, aperta al pubblico dallo scorso 13 settembre e il cui termine di chiusura previsto era l’8 gennaio 2017, viene prorogata al 5 marzo 2017.
Nel corso di questi mesi l’esposizione ha ottenuto grandi consensi di pubblico oltre che ottimi riconoscimenti da parte della stampa e della critica di settore. Per tali motivi è stato deciso di mantenerla aperta altri due mesi del nuovo anno, affinché altri visitatori, oltre alle numerose scolaresche che ne hanno fatta richiesta, possano visitarla e scoprire l’importante collezione di orologi conservata nei prestigiosi ambienti di Palazzo Pitti.
In mostra circa sessanta orologi selezionati da un patrimonio totale di oltre duegento esemplari, la maggior parte storicamente legati al Palazzo oppure acquisiti in seguito a donazioni per le collezioni museali, scelti in base alla forma e destinazione d’uso ed ambientati in una suggestiva scenografia di arredi e dipinti coevi.
palazzo-pitti-firenze1Studiati per lo più come parte dell’immenso patrimonio di arredi ed opere d’arte di Pitti, gli orologi, testimoni (quasi) silenziosi dello scorrere degli eventi, furono importanti per poter regolare i ritmi della vita a corte, oltre che simboli di prestigio per chi li possedeva. La mostra consente di apprezzarne la straordinaria qualità sia dal punto di vista tecnico scientifico che da quello storico artistico. Esposta anche un’ ampia panoramica di strumenti scientifici, come la replica del Giovilabio di Galileo o diversi esemplari di orologio solare, utilizzati per misurare il tempo prima della nascita dell’orologio e provenienti da altri musei fiorentini quali il Museo Galileo e il Museo Stibbert.
Inseriti in un suggestivo e spettacolare allestimento, i segnatempo in mostra documentano stili di epoche diverse, ed i gusti di coloro che si successero sul trono del Granducato di Toscana: dalla sobria eleganza della religieuse decorata con lo stemma mediceo e con la mostra sorretta dalla figura alata e barbuta, allegoria del tempo, all’orologio raffigurante una maestosa Aurora, ogni pezzo ci dimostra quanto fosse importante dare al tempo una materializzazione simbolica. Il quadrante diviene così il centro di una composizione che avvolge l’incessante girare delle lancette; principali fonti di ispirazione per gli artigiani che decoravano questi manufatti furono le divinità mitologiche, personificazione di idee astratte legate allo scorrere delle ore, ma anche animali dal significato metaforico, come nell’esemplare di orologio da mensola allocato sul dorso di un elefante, simbolo di pazienza e longevità.
Accompagnati dal ticchettio degli orologi, e suggestionati dall’idea di udire gli stessi suoni che echeggiavano nelle sale di Palazzo Pitti quando era ancora Reggia, si arriva quindi alla sezione dedicata al rapporto fra tempo e musica. In mostra straordinari strumenti musicali risultato dell’applicazione di congegni sonori al meccanismo dell’orologio, in modo da farlo suonare allo scoccare di ogni ora, o ancor più spesso. Superbo esempio ne è l’Orchestrion esposto nella Sala della Musica, congegno in grado di suonare come un’orchestra, regolato dall’orologio a lira posto sulla sua sommità.
palazzo-pitti-firenze2Il corpus di segnatempo di Palazzo Pitti trova un perfetto completamento nelle donazioni da parte di collezionisti di importanti gruppi di orologi da persona, pervenute al Museo del Tesoro dei Granduchi a partire dal 1929. Esposta una selezione in mostra, questa tipologia di orologi si impose in maniera significativa a partire dai primi anni dell’Ottocento, per divenire sinonimo di eleganza sia maschile che femminile; anche in questa sezione gli orologi sono accostati a dipinti così da poter osservare come si indossavano tali accessori.
Oggetto funzionale, ma allo stesso tempo ornamento prezioso, l’orologio da indossare è un accessorio che muta di pari passo con il cambiamento sociale in atto alla fine del XIX secolo e che giunge alla sua metamorfosi definitiva con l’orologio da polso, così fondamentale per i nuovi, frenetici ritmi della vita nell’epoca moderna.
La mostra a cura, come il catalogo edito da Sillabe, di Enrico Colle e Simonella Condemi, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con le Gallerie degli Uffizi e Firenze Musei.

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Mostra Tempo Reale e tempo della realtà

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2016

orologiorologi1Firenze. E’ nata dal desiderio di richiamare per la prima volta l’attenzione del pubblico sull’importante collezione di orologi conservata nei prestigiosi ambienti di Palazzo Pitti, attraverso una significativa scelta di tali oggetti d’arte (circa sessanta orologi selezionati da un patrimonio totale di oltre 200 esemplari, la maggior parte storicamente legati al Palazzo oppure acquisiti in seguito a donazioni per le collezioni museali), selezionati in base alla forma e destinazione d’uso ed ambientati in una suggestiva scenografia di arredi e dipinti coevi.La monumentale figura marmorea di Kronos di Gherardo Silvani ci accoglierà per l’occasione nel cortile del Palazzo, per indicarci il percorso espositivo – allestito in alcune sale dell’Appartamento della Duchessa d’Aosta – alla scoperta delle molteplici forme che il tempo assunse nelle varie epoche in cui la Reggia fiorentina fu residenza di tre diverse dinastie: medicea, lorenese e sabauda. Studiati per lo più come parte dell’immenso patrimonio di arredi ed opere d’arte del palazzo, gli orologi, testimoni (quasi) silenziosi dello scorrere degli eventi, furono importanti per poter regolare i ritmi della vita a corte, oltre che simboli di prestigio per chi li possedeva. Questo studio ha inoltre consentito di apprezzare, sotto le diverse forme di realizzazione, la straordinaria qualità degli orologi sia dal punto di vista tecnico scientifico che da quello storico artistico. Questo strumento, dal valore già altamente simbolico per la sua funzione, diviene in quest’ottica l’unione di due poli solo all’apparenza opposti, la scienza e l’arte. L’insieme di due anime dunque: da una parte l’orologio vero e proprio, composto di meccanismi sempre più sofisticati e complessi, dall’altra la cassa che, nata per proteggere il delicato contenuto, si è andata trasformando in vero oggetto d’arte, dotato di un proprio valore autonomo. Per non tralasciare la parte più nascosta di tale manufatto, si è ritenuto utile per la comprensione fare introdurre la mostra da un filmato che ci fa entrare nella parte viva e pulsante degli orologi, il loro meccanismo. “Apprezzati anche a Firenze non solo come oggetti d’arte, spesso di lusso e pregio inaudito, ma anche per il fatto di essere automi meravigliosi – come si sa dalle fonti fin dai tempi di Lorenzo il Magnifico – gli orologi delle collezioni medicee e lorenesi ci restituiscono l’immagine di una corte dove le competenze meccaniche e tecniche erano ammirate non meno delle doti creative degli orafi che inserivano i meccanismi entro complesse decorazioni (molto spesso popolate di allegorie sul Tempo) e dove addirittura si stipendiava un orologiaio per mantenere in ordine i delicati meccanismi di questi oggetti preziosi.” (E. D. Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi).
orologi2Prima che l’orologio meccanico fosse messo a punto e perfezionato, la ricerca degli scienziati si servì dei mezzi il cui funzionamento era basato sulla lettura degli astri, principale punto di riferimento legato al naturale passare delle ore e dall’alternarsi del sole e della luna. Vedremo quindi esposta una ampia panoramica di strumenti scientifici, come la replica del Giovilabio di Galileo o diversi esemplari di orologio solare, utilizzati per misurare il tempo prima della nascita dell’orologio e provenienti da altri musei fiorentini quali il Museo Galileo e il Museo Stibbert. L’arte orologiaia affascinava i nobili abitanti della Reggia, che si servirono dei migliori maestri attivi in Italia, e non solo, invitandoli presso la propria corte per la creazione di importanti pendole. Esempio di questo particolare rapporto è un orologio da mensola realizzato dall’inglese Ignazio Hugford nei primi anni del Settecento per Cosimo III. Inseriti in un suggestivo e spettacolare allestimento, i segnatempo in mostra documentano stili di epoche diverse, ed i gusti di coloro che si successero sul trono del Granducato di Toscana: dalla sobria eleganza della religieuse decorata con lo stemma mediceo e con la mostra sorretta dalla figura alata e barbuta, allegoria del tempo, all’orologio raffigurante una maestosa Aurora, ogni pezzo ci dimostra quanto fosse importante dare al tempo una materializzazione simbolica. Il quadrante diviene così il centro di una composizione che avvolge l’incessante girare delle lancette; principali fonti di ispirazione per gli artigiani che decoravano questi manufatti furono le divinità mitologiche, personificazione di idee astratte legate allo scorrere delle ore, ma anche animali dal significato metaforico, come nell’esemplare di orologio da mensola allocato sul dorso di un elefante, simbolo di pazienza e longevità.
orologi3orologi4I segnatempo saranno affiancati a dipinti in cui, fra i ricchi fondali scenografici, è possibile ammirare orologi simili a quelli in mostra, permettendoci così di immaginare come dovevano apparire inseriti nel loro contesto originario. E’ questo il caso del grande Ritratto di Maria Luisa di Parma di Laurent Pécheux in cui appare una mostra d’ orologio in tutto simile allo strumento che qui si espone, ma sostenuto da un rinoceronte anziché da un elefante. O ancora, potremo osservare opere concettualmente significative, come accade nel capolavoro Le tre età dell’uomo di Giorgione, in cui l’idea del trascorrere del tempo viene affidata ad una enigmatica lezione di canto, testimoniando una volta di più lo stretto rapporto del passaggio del tempo con la musica.
Accompagnati dal ticchettio degli orologi, e suggestionati dall’idea di udire gli stessi suoni che echeggiavano nelle sale di Palazzo Pitti quando era ancora Reggia, si arriverà quindi alla sezione dedicata al rapporto fra tempo e musica. Se nella teoria musicale il concetto di tempo indica l’andamento, ovvero la velocità di esecuzione della composizione, altrettanto importante è stata l’applicazione di congegni sonori al meccanismo dell’orologio, in modo da farlo suonare allo scoccare di ogni ora, o ancor più spesso. Questa consuetudine portò a sorprendenti risultati attraverso l’utilizzo dei segnatempo per il miglior funzionamento degli strumenti musicali. Superbo esempio ne è l’Orchestrion esposto nella Sala della Musica, congegno in grado di suonare come un’orchestra, regolato dall’orologio a lira posto sulla sua sommità. Inoltre, la creazione di orologi musicali fu spesso associata all’uso di automatismi, come nel caso dell’orologio da mensola a forma di voliera con uccellini meccanici colorati, in un intreccio fra tecniche di orologeria e meccanica dagli esiti sicuramente meravigliosi per gli spettatori dell’epoca. Il tempo Reale, tradotto nelle forme dei preziosi orologi delle Collezioni Granducali e Reali di Palazzo Pitti, si conclude simbolicamente con l’opera di orologi5Piero Bernardini La partenza del Granduca Leopoldo II da Firenze nel 1859, momento in cui le sorti della Toscana e dell’intera penisola viravano verso la realizzazione dell’unità nazionale. Il palazzo avrebbe di lì a poco cambiato il suo ruolo, divenendo spazio per il tempo della realtà, perdendo la funzione di reggia per acquisire quella di museo.
A fare da anello di congiunzione fra Ottocento e Novecento, una serie di preziosissimi gioielli contemporanei ispirati al tempo, come l’anello di Fausto Maria Franchi Ore perdute, o la collana d’ispirazione surrealista L’eterno ritorno di Virginia Tentindò, oggetti dall’importante contenuto concettuale che ci mostrano forme inedite per rappresentare il tempo. Questo piccolo approfondimento ci introdurrà all’ultima, sezione della mostra, dedicata al Novecento e allestita presso il Saloncino delle Statue all’interno del percorso della Galleria d’arte moderna. In questa sala saranno esaminati alcuni aspetti del nuovo modo di percepire il tempo nel XX secolo: un tempo straniante, come può essere quello racchiuso nella figura dello Straniero di Felice Casorati, o veloce e meccanico, come testimonia il Libro imbullonato di Fortunato Depero; oppure oggetto di ossessiva attenzione, come nell’opera lirica Il diavolo nel campanile, della quale viene esposto un’ interessante interpretazione scenica di Dino Buzzati. Accezioni queste, di un tempo reale e di una concezione moderna che oramai ha preso il posto del tempo Reale, con la lettera maiuscola, tuttavia ancora presente nelle stanze di Palazzo Pitti grazie al suono dei suoi orologi.
La mostra a cura, come il catalogo edito da Sillabe, di Enrico Colle e Simonella Condemi, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con le Gallerie degli Uffizi e Firenze Musei. (foto: orologi)

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LIU•JO Luxury compie 10 anni

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2016

LIU•JO LuxuryLIU•JO Luxury.png2Basilea (Svizzera) giovedì 17 marzo (dal 17 al 24 marzo) saranno presentate a a Basilea le nuove collezioni di orologi e gioielli in anteprima a Baselworld, il salone mondiale del lusso e dell’orologeria. Con quasi tre milioni e mezzo di pezzi venduti tra orologi e gioielli negli ultimi 10 anni Liu Jo Luxury (www.liujoluxury.it) è il caso di successo più clamoroso nel mondo dell’orologio e del gioiello fashion italiano. Un brand che si è imposto tra un pubblico vasto quanto competente, mantenendo stile, proprietà e management italiani.
Le novità andranno a completare la ricca offerta sviluppata dalla Nardelli Luxury per Liu Jo Luxury. Costituita nel 2006, la società è cresciuta a ritmi esponenziali diventando una delle poche realtà imprenditoriali italiane a operare nel settore del fashion a livello internazionale. Liu Jo Luxury, infatti, ha sempre visto crescere il suo fatturato con costanti performance positive. Nel solo mercato italiano il brand è presente in più di 1600 punti vendita.
Le collezioni di gioielli ed orologi presentate in Svizzera da Liu Jo Luxury fanno parte di un concept più ampio, che abbraccia tutto l’universo Liu Jo, presente in 45 paesi e in 3 diversi continenti, Europa, Africa e Asia, a grazie a una rete distributiva che conta 320 punti vendita monomarca e oltre 5000 multibrand nel mondo. Numeri che raccontano la sfida di un marchio in continua espansione.
Nardelli Luxury in pochi anni si è imposta come uno dei principali player per le licenze nella gioielleria e nell’orologeria diventando – come evidenzia la stampa di settore – il caso più studiato nelle università italiane. “Baselworld – dichiara l’amministratore delegato della Nardelli Luxury e direttore creativo di Liu Jo Luxury Bruno Nardelli – per noi rappresenta ila tappa più importante della nostra strategia di internazionalizzazione, che vede il brand riscuotere sempre maggior interesse nei principali mercati sulla scia del successo riscosso da Liu Jo prima in Italia e poi all’estero. I mercati a cui puntiamo di più sono Europa, Medio Oriente e Cina”
L’azienda, unica realtà del settore, dal 2014 promuove con il Comitato Leonardo (www.comitatoleonardo.it) un Premio di laurea, che coinvolge giovani studiosi, laureati o laureandi in una ricerca sugli stili di consumo e i bisogni del cliente del fast fashion, individuando le leve di comunicazione e di marketing più efficaci. La cerimonia di assegnazione dei premi si è svolta il 7 marzo a Roma al Palazzo del Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica e del Ministro per lo Sviluppo Economico Federica Guidi.
Liu Jo S.p.a. fondata nel 1995 a Carpi (MO) gioca un ruolo da protagonista nel settore moda, grazie a una strategia in grado di strutturare un’offerta completa, che spazia dall’abbigliamento agli accessori alle calzature, con collezioni total look dedicate alla donna, all’uomo e al bambino. Presenza e notorietà nel mercato nazionale e in quelli internazionali sono i risultati consolidati di una strategia dinamica ed evoluta, che rispecchia in un ricco portfolio di collezioni l’anima eclettica di Liu Jo.
L’azienda, oltre alla partnership con Nardelli Luxury per Liu Jo Luxury, ha lanciato Liu Jo Eyewear e Liu Jo Fragrances, due nuove linee che ampliano ulteriormente il concetto di lifestyle del marchio, supportato dalle competenze specifiche e riconosciute di due autorevoli partner, Perfume Holding per il mercato delle fragranze e Marchon Eyewear per quello dell’occhialeria.

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