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Sistema ortofrutticolo e competitività

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2015

agricolturaDare maggiore competitività al sistema ortofrutticolo del Veneto, favorire l’internazionalizzazione delle imprese fortemente specializzate nella produzione di ortaggi di alta qualità, raggiungere questi obiettivi puntando sull’innovazione tecnologica, il più possibile eco-compatibile, che garantisca la sicurezza degli alimenti. Tutto questo è EcoOrt, il progetto sostenuto dalla misura 124 del PSR 2007/2013 che, alla fine di due anni di sperimentazioni, ha presentato i suoi risultati nei giorni scorsi, nel corso di un convegno presso la sede di Confcooperative Verona, partner del progetto che vede capofila l’Organizzazione Produttori GEOFUR Società Cooperativa Agricola di Legnago (VR) azienda storica nella produzione di radicchi e ha coinvolto il Consorzio di Tutela del Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco IGP, l’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari (IAM)- Centre International de Hautes Études Agronomiques Méditerranèennes (CIHEAM), con il sostegno del CNR (Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari-ISPA). Una grande squadra scientifica, composta da alcuni dei maggiori centri di ricerca nazionali, con il supporto tecnologico di Ozone Application Specialist di una realtà internazionale come De Nora Next.
“Il nostro obiettivo era realizzare una tecnologia in grado di aumentare la shelf life dei prodotti ortofrutticoli durante lo stoccaggio, già dopo la raccolta in campo, e durante il trasporto riducendone i costi in termini di consumi energetici – afferma Cristina Furiani, della capofila Geofur – ma soprattutto evitando l’uso di trattamenti chimici a tutela dei consumatori. La fase di sperimentazione attraverso prototipi è durata a lungo, ma i risultati cui ora siamo giunti sono sorprendenti e ci spingono a proseguire su questa strada”. La ricerca sviluppata nasce dall’abbinamento di due tecnologie già note, ma finora non utilizzate insieme: “EcoOrt – afferma il dr. Thaer Yaseen, responsabile del team di ricerca presso CIHEAM-IAMB – si basa sull’utilizzo combinato di refrigerazione passiva e ozono ed è stata sperimentata su insalate baby leaf, rucola, radicchi, asparagi confrontando la conservazione a distanza di 10-15 e 30 giorni rispetto alla refrigerazione tradizionale. Anche dopo un mese (per i radicchi, 10 giorni per le insalate da taglio), i test dimostrano un buono stato di conservazione in termini di colore e consistenza della verdura, ridotto scarto e calo di peso, ma soprattutto assenza di alterazioni parassitarie”.“L’ozono presenta una serie di vantaggi – aggiunge Cristian Carboni, consulente per De Nora spa- non lascia residui, è disponibile in natura e soprattutto è uno dei composti a maggiore potere ossidante (sino a 10 volte superiore al cloro). Ha quindi una capacità antimicrobica molta ampia, verso batteri e funghi”. In sostanza con EcoOrt si può dire che frutta e verdura non solo si conservano molto più a lungo conservando quasi inalterate le proprie caratteristiche organolettiche, ma possono arrivare sulle tavole dei consumatori più sane e sicure. “Per il comparto ortofrutticolo veneto – conclude Paolo Manzan, presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco IGP – si tratta di un balzo innovativo enorme in termini di potenziale apertura di nuovi mercati che finora ci erano preclusi, se non a prezzi esorbitanti a causa dei trasporti aerei. La tecnologia sviluppata da EcoOrt, che ora auspichiamo arrivi all’applicazione, ci consente di pensare a trasporti intercontinentali via treno o nave in tutto il Mondo, attraverso un sistema di conservazione eco-compatibile che può rappresentare un valore aggiunto, non solo in termini di competitività ma anche di qualità, per i grandi prodotti ortofrutticoli della nostra regione”.

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